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Comunicazioni dall'Aldilà con l'Entità "A"


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Vi riporterò un brano che avevo posto sul Forum precedente:

CONSIDERATE LA VOSTRA SEMENZA

FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI

MA PER SEGUIR VIRTUTE E CONOSCENZA

Questa frase di Dante che mi è balzata all’occhio in un dipinto, sintetizza non solo l’essenza, ma anche il fine della vita. Che significato avrebbe il “non vivere come bruti”, se tutto si concludesse con una morte completa, cioè se tutto questo sforzo finisse nel nulla?? E che significato avrebbe il “seguir virtute e conoscenza” se la finalità fosse il niente??? Ecco che di fronte a questa frase si aprono le porte dell’infinito, si apre ciò che l’ateismo vorrebbe negare, e cioè una continuità oltre la morte. C’è da dire che questa continuità si renderebbe necessaria proprio da un punto di vista concettuale, perché l’uomo è l’unico “animale” che muore con delle domande irrisolte. E chiaramente, a qualsiasi domanda irrisolta che si può considerare una causa, deve corrispondere un effetto, e cioè la risposta alla domanda. Questo ragionamento molto semplice, ma difficile da eludere, presuppone che una risposta alla domanda ci sia nel post-mortem, cioè oltre la vita fisica. Altrimenti verrebbe a cadere, con la morte dell’uomo, proprio il principio di causa-effetto che è riconosciuto universale anche dalla fisica. Ma questo è solo un piccolo aspetto di ciò che l’uomo è, dal momento che egli uomo è in grado di vede l’universo e di porsi delle domande sulla finitezza e sull’infinitezza. E come potrebbe vedere l’universo se l’universo non fosse già in lui?? Forse non ve lo sete mai chiesto, ma noi siamo proprio uno specchio dell’universo, uno specchio della bellezza e della bruttezza, uno specchio dell’infinito che stà fuori di noi ma deve necessariamente stare pure dentro di noi altrimenti non potremmo neppure porci la domanda su tale infinito. Quello che Margherita Hack temeva, o perlomeno voleva negare, era il Big-Bang perché secondo lei rispecchiava la Genesi Biblica del mondo. Cioè che la Hack voleva sostenere, e lo ha fatto fino alla fine della sua vita, era l’infinitezza dell’universo ed il suo non essere mai nato. Sperava in tal modo di negare Dio come se questo fosse una risposta alla finitezza e giustificasse un origine. In realtà la Hack, sostenendo l’infinitezza e la non origine esprimeva soltanto la sua infinitezza e la sua non origine. Paradossalmente questo concetto così semplice dell’infinitezza e della non origine è stato poi ripreso da un “personaggio” particolare che ha usato questi concetti proprio per dimostrare l’esistenza di un Dio o Forza che stà alla base del tutto e che noi percorriamo su una distanza infinita, discoprendo il significato dell’esistenza un po alla volta. La musica che ascoltate è in voi, il bello che vedete è in voi, il paesaggio che ammirate è in voi. Si, certamente, anche gli animali vedono e sentono, ma non interiorizzano. La bellezza di un tramonto per loro non esiste. Gli animali non sanno fissare le stelle e porsi la domanda dei significati. Ed è proprio questo aspetto, cioè i significati, che non stanno nel cervello o nelle reazioni biochimiche cerebrali, ma provengono da un oltre, da qualcosa che stà nell’uomo ma è anche fuori dell’uomo. Mi vien da ripetere con Gibran””voi non siete rinchiusi nel corpo, né confinati nella case o nei campi, ciò che siete è uno spirito, che avvolge la terra e muove nell’etere

Edited by SauroClaudio
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ENTITA A  ED ESPANSIONE DELL’UNIVERSO

 

Domanda: fisicamente l’universo è sempre in espansione?

 

Risposta: ècco qui ci incrociamo con il problema dell’infinito.

Ci sono due ordini di problemi che scaturiscono dall’universo:

- Quello di un universo che si espande continuamente, che cresce, che lievita continuamente

- E quello dell’universo nella sua infinitezza, data da sempre ed esistente cioè a priori di ogni possibile eventuale espansione.

Se l’universo si espande va ad occupare uno spazio universale prima non occupato.

Allora dovremmo domandarci cosa potrebbe mai esserci in uno spazio non occupato dell’universo?

Sarebbe uno di quei problemi classici che si mordono la coda.

La realtà è che l’universo è infinito, quello così detto materiale, fisico.

Quando si parla di universo che si espande, si intende quello organizzato, ed a questo punto entriamo in un problema di logica.

Quando affermiamo che è l’universo organizzato che si espande, noi presupponiamo implicitamente, che un universo che si espande senza essere organizzato, non è universo.

Per universo-organizzato qui non si intende quello fisico-astronomico.

Questo è un falso prodotto della falsa logica.

Un problema che presuppone una logica data ed un metodo dato, cioè a dire: le cose sono perché se non sono non esistono, e per essere esse devono essere strutturate alle leggi (e qui per leggi si intendono quelle umane).

Allora dal punto di vista della conoscenza fisica dell’universo, ciò che non è organizzato e riferibile al piano della logica umana (ed in primo piano della logica aristotelica) non è concepibile o ammissibile.

Ora questo è completamente falso. Il presupposto è falso.

Allora l’universo in espansione soggiace alle due logiche, quella aristotelica e quella galileiana.

Quando la scienza si estende oltre il piano della logica formale, cioè oltre il piano della conoscenza accettata secondo i suoi metodi, si parla di non esistente.

Un universo che si espande ha un senso logico per l’uomo, perché va ad occupare spazi vuoti e si sottintende la limitatezza dell’universo stesso.

In questa misura ovviamente è molto più facile far scomparire Dio, perché tutto rientra nelle leggi della scienza umana, e naturalmente Dio stesso resta intrappolato in questo tipo di logica.

Ora, il fatto che l’universo invece preesiste all’espansione, può derivare dallo stesso processo induttivo della logica umana.

Infatti un universo che si espande come potrebbe farlo senza presupporre il piano del suo ampliamento?

Siccome non si parla di compressione dell’universo, ma di espansione, si deve presupporre che non esista un contenitore, ovvero che il limite non sia assoluto.

Allora l’universo non si espande nel nulla, ma secondo un piano dell’universo stesso, cioè in se stesso.

Se è così l’universo è infinito e l’espansione è puramente fittizia, non è altro che un modo di essere dello stesso universo infinito che ha le caratteristiche dell’espansione solo secondo la logica matematica dell’uomo, mentre da un punto di vista dello stesso universo ciò diventa un pseudo problema.

La realtà è che pur potendosi colmare quelli che possono essere identificati come spazi vuoti, la dizione “spazi vuoti” è fasulla, inquantochè è vuoto solo perché non contengono quel tipo di universo organizzato.

Ma il principio del sussistente e dell’esistente è pur esso un principio di realtà.

In termini di realtà, uno spazio, benché vuoto da un punto di vista fisico astronomico, è sempre realtà, per il solo fatto di esistere.

Quindi il discorso sul funzionamento di un universo strutturato, nel senso di essere organizzato a qualsiasi livello, è un problema veramente molto, molto banale.

La riduzione è però importante dal punto di vista ideologico.

Perché limitare l’universo in senso fisico, significa limitarlo in tutti gli altri sensi, e significa veramente spostare l’immagine di Dio.

In un universo fatto a somiglianza della scienza dell’uomo, Dio non trova posto, né è possibile ovviamente inserirvelo.

E’ possibile inserire Dio come principio di infinito,  soltanto se si presuppone un universo infinito, in cui la modalità dell’eventuale espansione, sia soltanto uno dei modi di apparire o di essere della realtà universale.

 

Edited by SauroClaudio
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4 ore fa, SauroClaudio ha scritto:

Che significato avrebbe il “non vivere come bruti”, se tutto si concludesse con una morte completa, cioè se tutto questo sforzo finisse nel nulla?? E che significato avrebbe il “seguir virtute e conoscenza” se la finalità fosse il niente??

Dante era uno scrittore, avrà scritto in base alle proprie personali convinzioni. 

Dopodiché le tesi sull'universo mi sembrano semplici speculazioni su quali potrebbero essere le varie possibilità, di quelle che puoi fare con sigaro e cognac, ma non mi sembra proprio che dipanino il problema, ci girano attorno e basta. 

A impressione mia. 

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53 minutes ago, SauroClaudio said:

SULLE COMUNICAZIONI DELLE VARIE MADONNE E DI ALCUNI PRESUNTI MEDIUM:

Un messaggio 'spirituale' dovrebbe illustrare il prossimo passo da compiere a un target ben definito, spesso non avrebbe senso spiegare la Verità ultima a un pubblico generico o imporre concetti universali a chi non è pronto. Mentre, chi è pronto non ha bisogno dei 'messaggi'. Se non parli un linguaggio che seppur primitivo è quello del tuo interlocutore, poi non ci si capisce e la comunicazione si perde, non raggiunge la coscienza del ricevente.

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14 ore fa, G.a.b.r.i.e.l ha scritto:

Un messaggio 'spirituale' dovrebbe illustrare il prossimo passo da compiere a un target ben definito, spesso non avrebbe senso spiegare la Verità ultima a un pubblico generico o imporre concetti universali a chi non è pronto. Mentre, chi è pronto non ha bisogno dei 'messaggi'. Se non parli un linguaggio che seppur primitivo è quello del tuo interlocutore, poi non ci si capisce e la comunicazione si perde, non raggiunge la coscienza del ricevente.

Ma è esattamente quello che dice anche A, "capirete quello che capirete". Del resto lui non poteva rivolgersi ad un "target ben definito", ma si è trovato a parlare a coloro che partecipavano alla seduta, ed alcuni di questi certamente hanno capito, e poi il messaggio è stato divulgato da Giorgio Di Simone attraverso il libro "Rapporto dalla dimensione X" che comunque, nonostante i concetti spesso difficili, pare sia giunto alla 18° edizione. Al di la di tutto, quello che interessa capire, è un superamento del dualismo inferno - paradiso, bene e male intesi in senso assoluto,e passare ad un altra concezione che è evolutiva, cioè lo Spirito percorre l'universo per conoscerlo, percorre l'ALTRO DA SE, perchè anche questo è creazione di Dio, ed in tal modo scopre Dio in se stesso. E'una concezione evolutiva, non è una concezione statica come quella della Religione Cattolica e di altre. Io credo che questo sia estremamente importante, perchè la concezione che ai dell'esistenza, la proietti sugli altri, e non vedrai più in Bil Gates o in Soros, tante per fare un esempio, delle anime luciferine (come dice Alessandro Meluzzi), ma delle persone che semplicemente sono all'inizio del loro percorso, e per un insieme di motivi hanno concepito delle idee completamente errate. E' questo il concetto di fondo: il superamento del dualismo ed un concetto evolutivo dove ognuno recepisce quello che può, ed in questo, ovviamente, non c'è nessuna colpa.

Edited by SauroClaudio
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6 ore fa, SauroClaudio ha scritto:

E' questo il concetto di fondo: il superamento del dualismo ed un concetto evolutivo dove ognuno recepisce quello che può, ed in questo, ovviamente, non c'è nessuna colpa.

Oddio. 

Se la difesa di ogni mascalzone fosse questa, il Giudice chiederebbe la prova non sia capace di intendere e di volere. 

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Se non esiste l’anima  che altro è ??

Voglio riportare un mio fenomeno paranormale, ed un fenomeno riferito da S. Giovanni Bosco perché hanno delle analogie: (anche se la mia esperienza è già stata riferita su questo Forum)
nel 1981 a Velo Veronese scoppia un epidemia di Varicella, che più che varicella sembra Vaiolo.
Ne sono colpiti gli adulti come i bambini.
Un martedì si presenta in ambulatorio un giovane di 17 anni, Otello, che mi mostra che è pieno di pustole varicellose e si lamenta di un dolore alla schiena.
Io non do alcuna importanza al dolore alla schiena, pensandolo una nevrite varicellosa.
Il venerdì sua madre mi chiama dicendo che Otello fa fatica a respirare.
Corro subito, lo ausculto, il polmone è pieno di rantoli e crepitii.
Lo invio subito a Malattie Infettive, ma due giorni dopo Otello muore di polmonite varicellosa.
Il martedì andiamo al funerale io e mia moglie, mi meraviglio che la madre di Otello mi ringrazi per le premure e non ce l'abbia per il ritardo nella diagnosi.
Alla sera andiamo a letto, verso mezzanotte io credo già di dormire, ma poi mi ricorderò che parlavo con Otello mentalmente.
Pochi secondi è mia moglie mi sveglia: che c'è dico? "Te lo dirò domani , te lo dirò domani.
Io non do importanza alla cosa e riprendo il sonno, se non chè quindici minuti dopo mia moglie mi risveglia ed allora vedo, vedo un cono di luce che si retrae, e frà il buio e la luce un taglio netto, e poi vedo il corridoio illuminato a giorno, di una luce solare, ma un pò diversa quasi indefinibile.
Mia moglie vede le stesse cose, ma in più vede appoggiata al muro del corridoio una bicicletta con fissata una valigia (forse simbolo di partenza).
Poco prima, e cioè quando mi aveva svegliato la prima volta, aveva visto sopra la mia testa una palla di luce.
Ora siccome la visione è stata di entrambi è ben difficile pensare ad una suggestione anche perché non abbiamo visto il fantasma di Otello ma qualcosa di completamente inusuale, praticamente inpossibile inventarlo.

Ora passo a descrivere un fenomeno paranormale capitato a S. Giovanni Bosco del quale sono stati testimoni moltissimi seminaristi.
Traggo il tutto dalla rivista Luce ed Ombra, Redazione “Bologna” Piazza Azzarita 5- Aprile- Giugno 2006, Edizione n.2
Giovanni Bosco nel Seminario di Chieri aveva contratto amicizia con un giovane seminarista , Luigi Comollo, che morì per malattia il 2 Aprile del 1839.
Dice Don Bosco “Era la notte che seguiva la sua sepoltura ed io riposavo con gli alunni del corso di teologia, quando ad un certo punto si sentì un rumore in fondo al corridoio, rumore che si rendeva più sensibile, più cupo, più acuto mentre si avvicinava, Pareva quello di un carrettone trascinato sul pavimento. I seminaristi si svegliarono, io ero impietrito dal timore. Il rumore diventa sempre più intenso finchè si è vista in fondo alla stanza una languida luce. La luce si è fatta sempre più intensa fino a diventare intensissima quando fu sopra di me. In quella luce si è sentita distintamente la voce del Comollo che ha detto “Bosco io sono salvo” .Tutta la stanza è stata per parecchi secondi illuminata a giorno, per poi spegnersi gradualmente.
I compagni, balzati dal letto sono fuggiti senza sapere dove. Alcuni si raccolsero in qualche angolo del dormitorio, altri fuggirono fuori.
Tornati, quando tutto era passato, nessuno dormì quella notte."
Ho riferito questi due episodi, quello mio e quello del Don Bosco, perché, a parte il rumore, hanno entrambi la luce in comune.
Da notare che non è il classico fantasma che si presenta, ma è una luce, un energia che si esprime in modo fortissimo.
Potremmo dubitare della testimonianza del Don Bosco se egli avesse visto il classico fantasma.
Ma c’erano decine di testimoni, ed il Don Bosco ha voluto mettere la cosa agli atti, rivolgendosi ad un notaio. L’inosualità del tipo di apparizione la rende veritiera, anche perché la stessa cosa è stata vista e testimoniata da molti.
Lascio a voi la parola.

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UN EPISODIO PARANORMALE PRIMA DEL MATRIMONIO

“Non dimenticate mai che quello che sappiamo

È niente di fronte a quello che non sappiamo,

e quello che non sappiamo,

è niente di fronte a quello che non sapremo mai”

Vauvenargues

 

Nel 1980 poco prima di sposarmi ospitai la mia fidanzata (ora mia moglie) in una casa vicina, quella di mio fratello, poichè aveva una bella camera al piano semi interrato.
La camera si raggiungeva con una scala a chiocciola di legno.
Mentre la mia fidanzata si trovava da mio fratello, alle sette del mattino mi svegliai, guardai l'ora e poi mi riaddormentai.
Feci un sogno bello nitido, che scendevo la breve discesa che portava alla casa di mio fratello, bussavo alla porta e veniva mia cognata ad aprirmi.
Dopo di che scendevo la scala a chiocciola, entravo nella camera della mia fidanzata e la toccavo sulla spalla, ma in quel momento mi svegliai

La mattina stessa la mia fidanzata mi riferì che poco dopo le sette del mattino si era svegliata ed era andata in bagno.
Tornata a letto sentì bussare alla porta.
Sentì mia cognata che mi parlava ed io che chiedevo "posso scendere da Anna".
Al che si chiese : cosa gli è saltato in mente di venirmi a trovare così presto.
E poi ha disturbato sua cognata che generalmente la domenica dorme fino alle undici del mattino.
Poi sentì distintamente i miei passi che scendevano la scala a chiocciola e disse fra se:
Mi giro e faccio finta di dormire, così gli faccio uno scherzo.
Si girò verso il muro, mi sentì distintamente entrare in camera, sentì che la mia mano gli batteva la spalla: si giro con un sorriso, non c'era nessuno

Come interpretarlo?? Sognava anche la mia fidanzata?? A parte che è sicurissima di essere stata sveglia, nel caso avesse sognato anche lei la coincidenza dei due sogni è tale che possiamo quantificarla una su un miliardo. Mia cognata è sicura di non essere stata svegliata e quindi non ha aperto nessuna porta. L'unica spiegazione è che io mi sia dissociato dal corpo e sia sceso il corpo astrale. Ricordo anche di aver sceso la scala a chiocciola, di essere entrato in camera e di aver battuto la spalla della mia fidanzata. Ma se era il corpo astrale perchè, la mia fidanzata, da sveglia,  ha sentito il colpo?? Dimenticavo, nel momento in cui ho dato il colpo alla spalla mi sono risvegliato nel mio letto.

 P.S Fortunatamente la mia fidanzata non è morta di paura, ma mi ha raccontato quello che le era capitato appena ci siamo visti. Ed io ho raccontato il mio sogno.

 

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