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Nautilus

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Il vecchio


Nero

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Ha riconosciuto l'odore. di sudore e di fumo. L'aveva sentito pochi giorni prima, non poteva dimenticarlo, era quello dell'uomo grosso, l'altro era più lieve e aveva un sentore di rose.

Non capitava spesso di sentire odori umani, anzi sarebbe giusto dire che nei suoi cent'anni di vita era successo solo tre o quattro volte, abbastanza da dimenticarne lo strascico acre che lasciavano a posarsi sull'erba stenta, che contendeva la terra alle pietre intorno alle sue radici.

L'uomo grosso se n'era andato, lasciando lì, tra le radici e le pietre, il mucchietto colorato che sapeva di rose. Adesso aveva in mano una pala e respirava forte, la faccia rivolta al vento. Certo la salita era dura, per arrivare lassù. Gli alberi giovani che circondano la radura si piegano facili, sembrano guardarlo come i lupi che scrutano il capobranco con troppi peli grigi nella pelliccia nera.  Il vento che viene da nord scavalcando le montagne è imperioso, gli alberi giovani si inchinano, lui resiste. Ma resiste da troppi inverni.

L'uomo grosso ha finito di scavare, con un piede spinge il mucchietto colorato nella buca. Con un gemito, uno scricchiolìo, un urlo, le radici si voltano verso il cielo, il tronco si abbatte sull'uomo, sulla buca, sulla pala che odora di ferro.  Solo profumo di terra nera.

Edited by Nero

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  • Alien 1

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