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Teoria dei sistemi infiniti


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[Riprendiamo da qui la discussione iniziata nel vecchio forum - Discussione iniziata da @SauroClaudio ]

Ancora nel 2015 avevo scritto questo brano che vorrei riproporre perchè può essere la soluzione di numerosi punti di domanda, e soprattutto per discutere.

 

MATERIA. VITA E MOTO PERPETUO

 

Nell’affrontare questi temi devo dire che mi sento abbastanza imbarazzato.

In effetti non si è ancora definito cosa sia veramente la materia.

Einstein dice che è energia.

Ma l’essenza ultima di tale energia sfugge ai nostri sistemi logici, tanto è vero che esiste anche un antimateria, che è pur essa energia ma con valenza opposta.

Ciò che ci stupisce è che le particelle subatomiche, protoni, neutroni, elettroni sono dei vuoti ripieni di questa energia o antienergia.

Ma cosa si intende per energia?

Ciò che risulta certo è che gli elettroni ruotano attorno al nucleo ad una velocità simile a quella della luce.

E perché?

Sembra che la cosa sia presa come un dato di fatto, più che come un problema.

In effetti nessuno si spiega perché gli elettroni ruotano attorno al nucleo ad una velocità tanto vertiginosa.

Questo spiega anche le energie che si liberano quando il nucleo viene rotto come nel caso della bomba atomica.

Ma perché questo “moto perpetuo” degli elettroni.

Io potrei azzardare un ipotesi, e cioè che nell’universo la legge fondamentale è la legge del moto.

Vedremo poi come tale legge è alla base del principio della vita.

Dalla legge del moto derivano tutte le altre leggi fisiche, la gravità, il magnetismo, l’elettricità ecc.

Einstein dice che i pianeti girano attorno al sole perché lo spazio si curva.

Lo stesso principio non lo possiamo applicare agli elettroni, dal momento che la gravità a livello del nucleo ha un valore irrisorio e non potrebbe curvare nessuno spazio.

Potremmo pensare che lo spazio si curva per le forze elettriche, ma questo è ancora tutto da dimostrare.

Ma a parte lo spazio che si curva, poniamo anche per gli elettroni, cosi come per i pianeti e per le galassie, resta da dimostrare il perché del costante moto tangenziale di ciascun corpo, compensato dal moto di attrazione che il nucleo esercita.

Insomma che cos’è che imprime il moto costante agli elettroni, ed il moto costante ai corpi astronomici???

E’ un quesito che ha rotto la testa perfino a Majorana.

In effetti nessuno se lo spiega.

Ma con la legge del moto da me postulata, si potrebbero spiegare molti fenomeni.

In effetti non intravedo altre scappatoie.

La fisica attuale ama molto la teoria del BIG-BANG, cioè dell’atomo iniziale che è esploso ed ha dato origine all’universo.

Tale teoria è accettata anche dai fisici più illustri, anche se contiene un tal numero di assurdità da far rizzare i capelli.

Tutto l’universo, secondo tale teoria era concentrato nello spazio di un neutrone.

Penso che la fisica attuale dovrà camminare molto prima di capire che la materia non è comprimibile oltre un certo limite.

Comunque non si capisce come da tale teoria possano essere emerse tutte le leggi successive allo scoppio dell’atomo iniziale.

In particolare la legge del moto che si manifesto sempre secondo il sistema della spirale.

Perché ne è emersa la legge della spirale?

In effetti tale legge possiamo applicarla anche all’atomo.

Poco importa se Heisenberg secondo la legge di indeterminazione quantistica ci dice che l’elettrone possiamo trovarlo indistintamente in ciascun punto dello spazio atomico.

Ciò che è certo non può che manifestarsi in una spirale (immaginiamo gli anelli di Saturno) e che solo nell’ambito di detta spirale possa indistintamente trovarsi.

Come si spiegherebbe altrimenti la disposizione estremamente simmetrica dei cristalli, e la disposizione cis e trans delle molecole.

Basta questo per eliminare uno dei capisaldi della teoria quantistica.

Possiamo eventualmente risolvere la quantistica in altro modo: gli elettroni possono trovarsi indistintamente in qualsiasi punto lungo la spirale sulla quale ruotano attorno all’atomo.

E questo per un fatto molto semplice: gli elettroni ruotano in uno spazio infinitamente piccolo, attorno ad un nucleo alla velocità della luce.

A questo punto possiamo pensare che a tale velocità, essendo lo spazio estremamente ristretto, la posizione dell’elettrone non sia determinabile, e questo in perfetta sintonia con la quantistica.

Del resto qualsiasi sistema che tenda all’infinito può soddisfare pienamente il concetto di indeterminazione quantistica di Heisenberg..

Intendo dire che da un sistema di causalità possiamo passare ad un sistema di casualità.

Immaginiamoci le onde del mare.

Ogni onda sarà diversa dalla precedente e non sarà possibile determinare in modo esatto il tipo di onda che segue.

E questo per un motivo estremamente semplice.

Tutto il sistema che genera la formazione delle onde è un sistema che tende all’infinito; intendo dire che è la complessità che tende all’infinito.

A questo punto possiamo passare da un sistema causale ad un sistema casuale, per il semplice fatto che il sistema successivo non è determinabile

A questo punto la fisica quantistica non è che l’altra faccia della medaglia dell’universo.

Una faccia della medaglia dell’universo è costituita dalle leggi che lo regolano, l’altra faccia è rappresentata dagli effetti che tali leggi manifestano nel reale.

A questo punto c’è da aprire una parentesi: la scienza ritiene un fenomeno valido se è ripetibile.

E’ indubitabile che un sasso nel vuoto cade sempre alla stessa velocità, e qui rientriamo nella fisica classica.

Ma è pure indiscutibile che anche questo può essere messo in discussione.

Infatti la terra, per la caduta di polvere cosmica, aumenta di peso di circa mezza tonnellata al secondo, di conseguenza varia anche la gravità.

Pertanto un sasso nel vuoto cadrà apparentemente alla stessa velocità, ma con una variante minima che possiamo chiamare K.

Ora questa variante non è una costante, dal momento che è imprevedibile quanta polvere cosmica cada sulla terra in ogni secondo.

Pertanto anche uno dei teoremi più consolidati della fisica classica ricade in un concetto di indeterminismo, e pertanto ricadiamo inevitabilmente nel principio di indeterminazione di Heisenberg.

Pertanto tutto l’universo ricade in questo principio, per il semplice fatto che non è un sistema chiuso, ma un sistema infinito nei suoi aspetti e nelle sue leggi.

L’impossibilità pratica di determinare con esattezza un fenomeno anche semplice è una caratteristica dei fenomeni universali.

Messo da parte questo aspetto, possiamo riprendere il concetto di moto come legge primaria che sta alla base dei fenomeni.

Infatti è proprio in base a tale legge che si annulla il principio entropico tanto caro alla fisica classica.

Il moto , come principio è vita in tutti i suoi aspetti.

Il moto tende ad aggregare i corpi più semplici in organismi sempre più complessi.

Il moto come principio tende allo psichismo.

Per questo attraverso la scala evolutiva si sono sviluppati organismi sempre più complessi fino all’uomo.

La soluzione naturale non è che un aspetto secondario di questa legge.

Ma con ciò non abbiamo fatto altro che confermare che alla base dell’universo, come principio sta il moto che si compensa in una legge suprema di equilibrio.

Pertanto se volessimo ricercare Dio, non dovremmo far altro che ricercarlo in un principio di infinito che genera il moto e si compensa nell’equilibrio.

Che poi, tale equilibrio a livello umano, diventi amore questo è un altro discorso.

Sono aspetti minori della Legge.

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Il 25/1/2023 at 09:39, Il Decimo ha scritto:

[Riprendiamo da qui la discussione iniziata nel vecchio forum - Discussione iniziata da @SauroClaudio ]

Ancora nel 2015 avevo scritto questo brano che vorrei riproporre perchè può essere la soluzione di numerosi punti di domanda, e soprattutto per discutere.

 

MATERIA. VITA E MOTO PERPETUO

 

Nell’affrontare questi temi devo dire che mi sento abbastanza imbarazzato.

In effetti non si è ancora definito cosa sia veramente la materia.

Einstein dice che è energia.

Ma l’essenza ultima di tale energia sfugge ai nostri sistemi logici, tanto è vero che esiste anche un antimateria, che è pur essa energia ma con valenza opposta.

Ciò che ci stupisce è che le particelle subatomiche, protoni, neutroni, elettroni sono dei vuoti ripieni di questa energia o antienergia.

Ma cosa si intende per energia?

Ciò che risulta certo è che gli elettroni ruotano attorno al nucleo ad una velocità simile a quella della luce.

E perché?

Sembra che la cosa sia presa come un dato di fatto, più che come un problema.

In effetti nessuno si spiega perché gli elettroni ruotano attorno al nucleo ad una velocità tanto vertiginosa.

Questo spiega anche le energie che si liberano quando il nucleo viene rotto come nel caso della bomba atomica.

Ma perché questo “moto perpetuo” degli elettroni.

Io potrei azzardare un ipotesi, e cioè che nell’universo la legge fondamentale è la legge del moto.

Vedremo poi come tale legge è alla base del principio della vita.

Dalla legge del moto derivano tutte le altre leggi fisiche, la gravità, il magnetismo, l’elettricità ecc.

Einstein dice che i pianeti girano attorno al sole perché lo spazio si curva.

Lo stesso principio non lo possiamo applicare agli elettroni, dal momento che la gravità a livello del nucleo ha un valore irrisorio e non potrebbe curvare nessuno spazio.

Potremmo pensare che lo spazio si curva per le forze elettriche, ma questo è ancora tutto da dimostrare.

Ma a parte lo spazio che si curva, poniamo anche per gli elettroni, cosi come per i pianeti e per le galassie, resta da dimostrare il perché del costante moto tangenziale di ciascun corpo, compensato dal moto di attrazione che il nucleo esercita.

Insomma che cos’è che imprime il moto costante agli elettroni, ed il moto costante ai corpi astronomici???

E’ un quesito che ha rotto la testa perfino a Majorana.

In effetti nessuno se lo spiega.

Ma con la legge del moto da me postulata, si potrebbero spiegare molti fenomeni.

In effetti non intravedo altre scappatoie.

La fisica attuale ama molto la teoria del BIG-BANG, cioè dell’atomo iniziale che è esploso ed ha dato origine all’universo.

Tale teoria è accettata anche dai fisici più illustri, anche se contiene un tal numero di assurdità da far rizzare i capelli.

Tutto l’universo, secondo tale teoria era concentrato nello spazio di un neutrone.

Penso che la fisica attuale dovrà camminare molto prima di capire che la materia non è comprimibile oltre un certo limite.

Comunque non si capisce come da tale teoria possano essere emerse tutte le leggi successive allo scoppio dell’atomo iniziale.

In particolare la legge del moto che si manifesto sempre secondo il sistema della spirale.

Perché ne è emersa la legge della spirale?

In effetti tale legge possiamo applicarla anche all’atomo.

Poco importa se Heisenberg secondo la legge di indeterminazione quantistica ci dice che l’elettrone possiamo trovarlo indistintamente in ciascun punto dello spazio atomico.

Ciò che è certo non può che manifestarsi in una spirale (immaginiamo gli anelli di Saturno) e che solo nell’ambito di detta spirale possa indistintamente trovarsi.

Come si spiegherebbe altrimenti la disposizione estremamente simmetrica dei cristalli, e la disposizione cis e trans delle molecole.

Basta questo per eliminare uno dei capisaldi della teoria quantistica.

Possiamo eventualmente risolvere la quantistica in altro modo: gli elettroni possono trovarsi indistintamente in qualsiasi punto lungo la spirale sulla quale ruotano attorno all’atomo.

E questo per un fatto molto semplice: gli elettroni ruotano in uno spazio infinitamente piccolo, attorno ad un nucleo alla velocità della luce.

A questo punto possiamo pensare che a tale velocità, essendo lo spazio estremamente ristretto, la posizione dell’elettrone non sia determinabile, e questo in perfetta sintonia con la quantistica.

Del resto qualsiasi sistema che tenda all’infinito può soddisfare pienamente il concetto di indeterminazione quantistica di Heisenberg..

Intendo dire che da un sistema di causalità possiamo passare ad un sistema di casualità.

Immaginiamoci le onde del mare.

Ogni onda sarà diversa dalla precedente e non sarà possibile determinare in modo esatto il tipo di onda che segue.

E questo per un motivo estremamente semplice.

Tutto il sistema che genera la formazione delle onde è un sistema che tende all’infinito; intendo dire che è la complessità che tende all’infinito.

A questo punto possiamo passare da un sistema causale ad un sistema casuale, per il semplice fatto che il sistema successivo non è determinabile

A questo punto la fisica quantistica non è che l’altra faccia della medaglia dell’universo.

Una faccia della medaglia dell’universo è costituita dalle leggi che lo regolano, l’altra faccia è rappresentata dagli effetti che tali leggi manifestano nel reale.

A questo punto c’è da aprire una parentesi: la scienza ritiene un fenomeno valido se è ripetibile.

E’ indubitabile che un sasso nel vuoto cade sempre alla stessa velocità, e qui rientriamo nella fisica classica.

Ma è pure indiscutibile che anche questo può essere messo in discussione.

Infatti la terra, per la caduta di polvere cosmica, aumenta di peso di circa mezza tonnellata al secondo, di conseguenza varia anche la gravità.

Pertanto un sasso nel vuoto cadrà apparentemente alla stessa velocità, ma con una variante minima che possiamo chiamare K.

Ora questa variante non è una costante, dal momento che è imprevedibile quanta polvere cosmica cada sulla terra in ogni secondo.

Pertanto anche uno dei teoremi più consolidati della fisica classica ricade in un concetto di indeterminismo, e pertanto ricadiamo inevitabilmente nel principio di indeterminazione di Heisenberg.

Pertanto tutto l’universo ricade in questo principio, per il semplice fatto che non è un sistema chiuso, ma un sistema infinito nei suoi aspetti e nelle sue leggi.

L’impossibilità pratica di determinare con esattezza un fenomeno anche semplice è una caratteristica dei fenomeni universali.

Messo da parte questo aspetto, possiamo riprendere il concetto di moto come legge primaria che sta alla base dei fenomeni.

Infatti è proprio in base a tale legge che si annulla il principio entropico tanto caro alla fisica classica.

Il moto , come principio è vita in tutti i suoi aspetti.

Il moto tende ad aggregare i corpi più semplici in organismi sempre più complessi.

Il moto come principio tende allo psichismo.

Per questo attraverso la scala evolutiva si sono sviluppati organismi sempre più complessi fino all’uomo.

La soluzione naturale non è che un aspetto secondario di questa legge.

Ma con ciò non abbiamo fatto altro che confermare che alla base dell’universo, come principio sta il moto che si compensa in una legge suprema di equilibrio.

Pertanto se volessimo ricercare Dio, non dovremmo far altro che ricercarlo in un principio di infinito che genera il moto e si compensa nell’equilibrio.

Che poi, tale equilibrio a livello umano, diventi amore questo è un altro discorso.

Sono aspetti minori della Legge.

Quando si rompe l’equilibrio del nucleo, quella parte dell’energia del campo elettrico che si rende libera, si manifesta con l’emissione di raggi gamma, mentre invece le forze nucleari supposte quantizzate secondo l’ipotesi di Yukava, si manifestano come particelle aventi masse intermedie tra quella dell’elettrone e quella del protone; particelle che vennero chiamate da quello scienziato giapponese Mesoni.
Il Mesone è instabile, avendo una vita di un centesimo di secondo.
Dopo tale tempo i fisici dicono che esso si annulla.
Fermiamoci a considerare questa parola.
E’ possibile che la materia si annulli?
Se ciò fosse allora essa dovrebbe essere costituita dal nulla, poiché se fosse costituita di sostanza potrebbe trasformarsi ma non annullarsi, e ciò in base al principio che nulla si crea e nulla si distrugge.
Si potrà allora pensare che il mesone si trasformi in energia, ma Einstein ci assicura che già la sua massa è energia e quindi tale trasformazione è impossibile.
Non resta allora che pensare che tale energia si sia disquantetizzata e si sia dispersa nell’ambiente.
Ora se si pensa l’energia del mesone come incorporea, immateriale, non si riesce a capire come, quando è condensata (quantetizzata), possa divenire sostanza corporea dotata di massa materiale che occupa spazio.
Sembra quindi che si debba ritenere tale massa soltanto apparente, per quanto dotata di un volume ove quell’energia è condensata.
Alle stesse conclusioni si arriva se invece del mesone si considera l’elettrone, poiche dopo le esperienze di Kaufmann, si giunge si giunge alla conclusione che l’elettrone possiede solo una massa apparente, ma non materiale.
Anche all’elettrone quindi non resterebbe che la realtà di occupare uno spazio sferico denso di energia.
Né diversa conclusione sembra potersi trarre considerando l’atomo e la materia che esso costituisce poiché Einstein ha già dimostrato come la materia non è altro che energia condensata.
Stando quindi alla fisica moderna e per quanto essa non l’abbia ancora esplicitamente annunciato, l’atomo sarebbe da concepirsi come uno spazio sferico vuoto, entro il quale e nel suo centro si distingue una sferetta o più sferette (nucleo), ruotante su se stessa ed emanante forze elettriche e gravitiche, attorno alla quale rotorivoluiscono a varie distanze sferette planetarie di spazio vuoto cariche di elettricità negativa (elettroni)
Tra il nucleo centrale e gli elettroni periferici, altro spazio vuoto suddiviso secondo il Bohr in barrette sferiche concentriche a potenziale diverso.
Faccio subito notare che questi risultati della fisica moderna, incontrovertibili perché basati sull’esperienza, ci portano ad una conclusione che sembra sbalorditiva e cioè che l’atomo è suddiviso in sfere di spazio vuoto, mobili le une rispetto alle altre, è segno che lo spazio è mobile.
Ma se l’atomo è uno spazio sferico vuoto, composto da altri spazi sferici pure vuoti , come può uscirne il pieno che è indispensabile a giustificare la solidità dei corpi composti appunto da atomi?
Dal vuoto dell’atomo come è possibile sorgano le forze e le energie che imprigiona e che liberate danno gli effetti spaventosi della bomba atomica?
E come può lo spazio vuoto, il nulla, a curvarsi in superficie sferica, rotare e rivoluire?
I fisici moderni non hanno dato, né sembra possano dare risposta a queste domande, perché hanno dichiarato di aver rinunciato alla spiegazione dei fenomeni.
Del resto della fisica atomica e soprattutto subatomica sappiamo ancora estremamente poco.
I grandi acceleratori, finora hanno portato scarsi contributi alla spiegazione della realtà.
Hanno speso miliardi di dollari per costruire teorie assurde ed incomprensibili.
Del resto anche le “grandi menti” devono pur vivere anche loro.
Finora dal nucleo atomico hanno isolato 600 particelle, ovviamente vuote e solo costituite da energia.
Se andiamo avanti di questo passo, fra qualche anno il nucleo atomico sarà più popolato della Cina.
Meno male che nessuno ci capisce niente!

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ATOMO  ENERGIA  UOMO

Se dovessimo rappresentare in un solo insieme queste tre entità, l'atomo, l'energia, l'uomo, le rappresenteremmo forse con quanto espresso in un foglio del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci. Egli in piccolo spazio disegna come si può costruire un buon acciarino. Su una superficie solida dimensiona una grossa molla ad arco e delle leve, onde con piccolo ma continuo sforzo si possa sommare energia. All'estremità della molla in adatta sede fissa una pietra focaia ed un'altra più grande la fissa rigida sulla base dell'acciarino; il tutto perché, ad un piccolo spostamento dell'arresto, possa dare, in un istante, tutta l'energia immagazzinata, e formare nello sfregamento delle due pietrine una scintilla.
Di lato vi è una scrittura speculare non del tutto comprensibile, ma allo specchio appare il pensiero di quel grande uomo di un tempo. E' la sublimazione del pensiero, è l'arte. Non si ferma al meccanismo, vivifica l'insieme e lo porta in un'altra dimensione, immaginando un colloquio vero e proprio tra la pietra e l'acciarino. Facendo quasi poesia scrive:
Disse la pietrina all'acciarino "Perché mi percuoti? Perché mi strascichi?" Rispose l'acciarino "Stai buona, stai al sacrificio vedrai che da te nascerà una scintilla, che farà cose meravigliose!".
La pietrina stette al sacrificio e con la scintilla si accese un gran fuoco.
Ma non si fermò nemmeno qui il pensiero di Leonardo ed ancora aggiunge "Questo vale ... per chi si dedica alla ricerca".
Non si limita, attivo, ad organizzare e controllare le forze dei materiali per concentrarle in. un punto, non si limita contemplativo a fare della poesia facendo parlare la pietra; ma da grande filosofo, ne trae analogie e la fa diventare massima per se stesso e per gli altri. Come cioè si debbono allo stesso modo elaborare e controllare "con sacrificio" le forze della psiche onde conoscere la natura ed il misterioso che la compenetra e ci compenetra. Quella elaborata scintilla la fa diventare stella di per se stesso e per tutti i solitari navigatori del pensiero.
Nella storia dell'uomo c'è sempre stato uno "strascicare" per stare nell'analogia dell'acciarino, uno "strascicare" intellettivo continuo per capire cos'è l'ultima essenza delle cose, che cos'è l'energia, chi è l'uomo.
Anticamente Democrito pensa ad un quid indivisibile che deve comporre tutte le cose e lo chiama atomo.
Dopo migliaia di anni l'uomo nell'analizzare la materia scopre un "chemi", un segreto, scopre che c'è un quid indivisibile che chiama, ricordando il filosofo antico, "atomo".
All'inizio di questo secolo, ecco che, penetrando sempre più nell'infinitamente piccolo, si accorge che non solo quell'ipotetico "ATOMO" che aveva fondato si rompe, ma anche tutte le particelle che lo compongono. Il Premio Nobel Rubbia, che studia da alcuni anni lo sfasciarsi degli atomi e delle particelle subatomiche dice che "queste ultime incontrandosi ad alta energia, alcune, spariscono senza una logica, ed altre appaiono senza sapere da dove e perché". Dice che vi è un mistero curioso oltre l'atomo, un mondo sconosciuto.
Ritornando all'atomo ipotizzato dall'uomo del ventesimo secolo, cerchiamo almeno di averne una certa misura. Dire che ha un diametro circa pari a 1/5000 della lunghezza d'onda della luce è poco, dire che un atomo di ossigeno pesa gr. 0,00...26 [ = 16/(6.2*1023) ] e' niente, ma forse esprimere in misura 1'energia che questo racchiude ce lo fa conoscere meglio. Cercheremo con un calcolo di esprimere questo pensiero. L'equivalenza fra massa ed energia è diventata con l'era atomica realtà, la formula ipotizzata da Leibniz nel 1700 oggi è diventata legge. Quindi con D Mc2 = D E considerando la massa di atomo di ossigeno eguale a 2,6*10-23 gr ne ricaviamo che 2,6*10-23*9*1020 gr*cm2/sec2 = E cioè
2,6*9*10-3 gr*cm2/sec2 = 23,4*10-3 gr*cm2/sec2 = 23,4 mgr*cm2/sec2 .
Debbo decomporre 100 atomi di ossigeno per avere un'energia [forza viva, ovvero massa per velocità al quadrato] pari a quella di 2,34 gr che si muovono alla velocità di 1 cm/sec. Una cosa trascurabile, si potrà dire, eppure dalla decomposizione totale di 100 atomi non otteniamo energia maggiore, l'equivalente dell'energia che possiede la mia penna dopo uno spostamento di 1 cm in 1 secondo. Considerando invece di decomporre un grammo di ossigeno o di qualsiasi massa, noi possiamo invece osservare l'immensità del1'energia racchiusa calcolando la trasformazione di un grammo massa. Abbiamo che: M = 1 e quindi 1*9*1020 gr*cm2/sec2 = E , e cioè un'energia che potrebbe essere paragonata a quella posseduta da una nave di 90.000 tonnellate dopo uno spostamento di 105 cm in un secondo, e cioè di 1 Km in un secondo! [si rammenti che la velocità compare al quadrato nell'espressione dell'energia].
L'infinitamente piccolo che diventa immenso.
Se pensiamo poi che in un cm di aria vi sono 50 milioni di miliardi di miliardi di atomi, il nostro pensiero si smarrisce allo stesso modo di quando guardando il cielo pensiamo al numero senza fine delle stelle.
Sempre di più 1'atomo appare medio proporzionale tra l'infinitamente grande delle stelle e le quasi stelle, e 1'infinitamente piccolo delle particelle atomiche e subatomiche.
Se in relazione alle stelle l'uomo diventa nulla, in merito invece all'infinitesimo di particelle atomiche e subatomiche che le compongono diventa infinitamente grande. In un secondo, in un palpito del suo cuore 100 milioni di miliardi di miliardi di atomi trasmettono parte della loro energia che diventerà in lui vita e pensiero.
E qui vorrei condurre il nostro pensiero in un viaggio nell'interno di una foglia . Ecco il microcosmo ivi racchiuso alla lente del nostro intelletto si spalanca a noi come un cielo stellato e quelle meravigliose perle o stelle che ci sembrano quasi tutte simili, sono invece mondi sconosciuti, sono l'atomo del carbonio, dell'ossigeno, dell'idrogeno, dell'azoto e molti altri. Tra questi l'atomo del carbonio con accanto l'ossigeno, ecco che entrato nella foglia sussulta e per mezzo della luce del sole diventa parte del fluido vitale, giocando quasi con l'ala della luce si trasforma insieme ad altri atomi in dolce nettare, in una meravigliosa collana di perle; forma il "glucosio" lasciando uscire dagli stami l'amico ossigeno che per lungo tempo gli fu accanto. Ecco il nostro atomo chiave delle sostanze viventi, diventa alimento, zucchero, nella fragoletta colta nel bosco da un bimbo, diventerà parte intrinseca delle sue cellule e migrando nel sangue busserà alla porta di una cellula nervosa e diventerà, forse, sempre in un gioco stupendo e misterioso, ricordo e quasi pensiero. Ecco il bimbo a sua volta gioca, corre, ride, piange e nel suo tumulto di nuovo il nostro atomo di carbonio ritorna assieme ad altro atomo di ossigeno, e dai polmoni del piccolo esce all'aria, libero come un tempo.
Passerà dopo anni forse in un'altra foglia, in una farfalla, ancora in altre piante e ancora nel torrente sanguigno di una rondine, in quello di una gazzella, in quello di un altro uomo. forse nell'ala di un gabbiano diventerà penna per il suo volo. Viviamo di luce, dell'energia del sole. Quanto ci accomuna la conoscenza di questo gioco degli atomi! Tutti gli esseri viventi, dai microorganismi, dal filo d'erba, dalla formica all'elefante all'uomo sono in continua elaborazione dell'energia proveniente dal sole. E' la risposta di ogni essere vivente alla luce del sole. Tutta l'energia vitale che l'uomo elabora sulla terra proviene dal sole, diciamo vitale intendendo 1'energia proveniente dalla sua alimentazione ed illuminazione.
Anche quella proveniente dal metano e petrolio è il residuo di quella energia non del tutto decomposta contenuta negli esseri viventi vegetali ed animali vissuti tanti milioni di anni fa. Dal 1946, quando iniziò l'era atomica con lo scoppio della bomba atomica ad Hiroscima, iniziò anche lo sfruttamento del1'energia dell'atomo.
Quante meraviglie ha prodotto la scintilla intellettiva dell'uomo, stando al "sacrificio" è riuscito a scoprire quella scintilla elettrica racchiusa nella materia ed elaborarla in modo sublime.
Ne ha prodotto macchine di ogni tipo che aiutano 1'uomo nel lavoro e perfino nel calcolo come nei computer. E' riuscito ad elaborare quell'energia a tal punto, che ormai in ogni abitazione abbiamo una televisione a colori che ci trasmette immagini da qualsiasi angolo della terra e dello spazio. Combinando gli atomi in vario modo ha prodotto materiali e materie plastiche che competono con quelle naturali. Ancora ha prodotto farmaci per alleviare le sofferenze dell'uomo ed altre infinite cose. Se oggi una astronave naviga nello spazio è frutto della somma di mille pensieri di mille scintille scaturite tutte dalla forza del pensiero dell'uomo.
Ma come quando l'uomo accendendo il primo fuoco si è scottato e magari ha incendiato la sua dimora, così oggi similmente, ma in proporzione più grande, si è inquinato di prodotti di scarto, di prodotti chimici, di onde elettromagnetiche, di tecnologie, di farmaci, di veleni, rimanendone prigioniero. Navi di prodotti di scarto navigano in cerca di approdo.
Purtroppo lo sfruttamento dell'atomo e della sua energia, ci lascia e ci lascerà sicuramente ancora profonde ferite, ma, siamo ottimisti, e con il controllo dell'energia a fusione nucleare avremo energia pulita sufficiente per tutta 1'umanità. Su questa fusione atomica dell'idrogeno nel 1974 abbiamo realizzato a misura d'uomo una esperienza e siamo riusciti ad ottenere risultati meravigliosi. Ci è costata tempo e paura, ma abbiamo intravisto che questa sarà sicuramente una strada per ottenere energia pulita ed a misura d'uomo*.
Sono sfuggiti all'uomo moderno due mostri anabolici: l'inquinamento e la sofistificazione che insediandosi nella vita e nel1'atomo assieme alle radiazioni atomiche ci ammalano e ci distruggono in compagnia di quell'arpia che è la fretta che ha cacciato la poesia della vita.
Nei prati i fiori, tra le messi le spighe, si protendono verso l'alto, e la luce dell'infinito si precipita a riempirli di una vita meravigliosa, che sarà cibo ed energia per l'uomo. Perché sciuparli?
Nel nuovo millennio l'uomo tornando alla natura distruggerà quei mostri e l'energia dell'atomo pulito costruirà ancora infinite meraviglie e le ferite dell'umanità, come le guerre non saranno che purtroppo molto tristi incidenti dì percorso. Speriamo che questo diventi monito per un impegno per un futuro migliore.
Ma 1'atomo di oggi così apparentemente ben studiato ci riserva ancora delle sorprese. In studi di avanguardia, il Prof. Louis Kervran dell'Università di Parigi, riprendendo quanto aveva sperimentato nel 1830 Vauquelin, ha confermato che avvengono a livello biologico delle trasmutazioni; elementi atomici che si trasformano in altri a debole energia. Una eresia per lo studioso moderno, ma le prove che lui ed altri descrivono ci lasciano affascinati. Ancora una volta la natura, sorniona, stupisce e ci dice che non la si può vincere, se non ci si fa simili ad essa. "Natura non vincitur, nisi paretur".
La stessa pianta nel suo misterioso laboratorio riesce a trasformare l'azoto in silicio e viceversa, come può trasformare il calcio in potassio ed in altri ancora. Studi erano già stati fatti anche nel 1800, ma le tabelle sperimentali caddero dimenticate e si pensò che fossero esperienze sbagliate e quindi era ridicolo rifarle. Nel 1966 il Prof. Baranger ha dimostrato che nelle pietre ferruginose il ferro sotto l'azione di microorganismi poteva trasformarsi in manganese, e che nei semi di germoglio il ferro aumenta ed il contenuto di manganese sparisce. Lo stesso scienziato Teilhard de Chardin, conosciuto particolarmente per i suoi lavori in paleontologia, afferma che "il mondo della roccia è un mondo più elastico e più mobile di quanto non potesse sospettare la scienza di ieri. Oggi sappiamo che anche i minerali delle rocce più solide si trovano in trasmutazione permanente...".
La natura compie, nella sua miriade di elaborazioni in silenzio la tessitura con la luce del sole degli atomi ed anche la loro trasmutazione, quella che la tecnologia moderna crede da sola poter fare. Abbiamo più volte ammirato la nascita di un fiore, abbiamo scorto con fatica a livello di una foglia staccata l'ultimo pulsare di vita e ci siamo chiesti tanti perché. Come riuscirà il liquido a salire nel capillare di una foglia? In qual modo la luce si piegherà a produrre quei composti?
Decomponendo in modo controllato dei piccoli pezzi di foglia di spinacio, di mais, di ortica, di ricino e di riso siamo arrivati dopo un anno ad analizzare delle spirali vere e proprie che fanno a nostro avviso uno dei punti più interessanti nella conoscenza della morfologia vegetale. Un tempo erano chiamate tracheidi e si credevano composte di cellulosa e lignina, mentre sono a nostro avviso idrosilicati, che non solo servono al trasporto d'acqua ma devono avere nella produzione del glucosio una parte importante, senz'altro vere e proprie fibre ottiche naturali. Sarà bello conoscere la sintesi dell'azoto, dell'aria e dei rifiuti per ottenere quegli amminoacidi, che tanto sono preziosi per la vita di tutti gli esseri viventi. Ma ancora più bello sarà conoscere quelle trasformazioni biologiche che a livello atomico sono tanto discusse oggi. Con la lente dell'intelletto l'uomo entrerà nell'infinitamente piccolo e sempre di più apparirà la mano di quel Misterioso distante che tanto ci avvolge con la sua ala iridata.
Abbiamo fatto un cenno all'atomo e all'energia nel suo insieme e ... l'uomo?
L'Uomo era sempre presente in ognuna delle nostre considerazioni sulla materia e sulle cose, mentre le ordinava e presidiava; era l'energia del suo pensiero, la più nobile. Che cosa è questo essere uomo?
Un misterioso spirito, un'anima, un quid che presiede su un insieme di miliardi di miliardi di miliardi di atomi ( 1027 ) che aggregati in meravigliosi arabeschi in vario ed irripetibile modo, fanno da organo, da arpa, alla sua fantasia, alla sua libertà di pensiero. Riuscirà forse a conoscere dove abitano le nubi e le condurrà al suo dominio ed avviarle alla loro casa: ma non riuscirà a togliere il chiavistello a quella porta della totale conoscenza di tutte le cose.
E' quel meraviglioso "quid" che sa trarre dalla natura il Bello, vedi l'Artista, che sa scrutare tra le cose il Vero, vedi lo Scienziato, che sa trarre tra gli uomini il Bene, vedi il Santo.
E' quello che è seppure in piccola cosa ognuno di noi; è quel "quid" che dirige atomi ed energia con libertà verso il disordine o verso l'ordine, verso il finito o verso l'infinito.

 

Chi dipinge su telaio i rubati arcobaleni in volto umano,
non è di più
di chi foggia sandali per i nostri piedi,
non è di più
di chi volge in musica il murmure del tempo,
non è di più
di chi scrutando la natura fa scaturire la luce,
non è di più
di chi si china con amore a sollevare il fratello caduto nella polvere.

 

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  • 3 weeks later...

C è vita su Giove?

 

E’ il 7 Dicembre 1995 e sono le 23 : 04. Presso il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, la tensione degli scienziati è fortissima. Su Giove, il Gigante gassoso del Sistema Solare, infatti, per la prima volta nella storia dell’esplorazione spaziale, sta per penetrare la piccola capsula spaziale Probe, carica di sofisticatissimi strumenti elettronici, per studiare, nel dettaglio, le caratteristiche chimico – fisiche del pianeta. Probe, inviata nello spazio con la sonda GALILEO, non è potuta “atterrare” su Giove perché trattasi di un grande pianeta gassoso, con un piccolo nucleo denso al suo interno la cui composizione è formata soprattutto da Ferro e Silicati. Tuttavia, ha “toccato” il pianeta poco sopra il suo equatore, con un’inclinazione di circa 8° e ad una velocità di circa 170.000 Km/h. L’attrito con l’atmosfera gioviana ha riscaldato lo scudo termico della capsula fino a 12.000°C, cioè il doppio della temperatura superficiale del Sole che si aggira, appunto, intorno ai 6.000°C. Tuttavia, non l’ha danneggiata, grazie anche ad una forte decelerazione (230 volte maggiore della gravità terrestre) che ne ha diminuito la velocità fino a circa 3.000 Km/h. Con una pressione atmosferica pari a 0,3 Atm, un piccolo paracadute ne ha, poi, ulteriormente rallentato la discesa, consentendole, così, di compiere tranquillamente le sue osservazioni per studiarne l’ambiente che la circondava. Fu così che la piccola piattaforma spaziale Probe, equipaggiata per l’analisi dell’atmosfera di Giove, cominciò ad inviare dati alla Terra affinché gli scienziati potessero studiarli, nell’intento di far luce su molti degli aspetti ancora oscuri che circondano questo magnifico pianeta.

I dati inviati da Probe, ovviamente, riguardano soltanto un sottile strato, rispetto all’immensa profondità dell’atmosfera di Giove; tuttavia ci hanno consentito di verificare scientificamente gran parte delle ipotesi teoriche sulla struttura e la composizione del pianeta. Nello specifico, ci hanno consentito di verificare scientificamente che Giove, con un diametro equatoriale di 12.800 Km, ha un volume di 1317 volte maggiore di quello terrestre ed una massa mille volte inferiore a quella del Sole.

 Questo, ha impedito al pianeta di “accendersi” per diventare una stella vera e propria. Se Giove si fosse “acceso”, avviando al suo interno le reazioni termonucleari di fusione dell’idrogeno in elio, infatti, avrebbe cominciato ad orbitare intorno al Sole modificando del tutto l’attuale struttura planetaria del Sistema Solare che avrebbe avuto, al pari di tanti altri Sistemi nella Galassia, non una ma ben due stelle al suo centro.

Probe, ha inoltre dimostrato che Giove possiede nubi temporalesche simili a quelle terrestri, soltanto molto più dense. Un altro dei compiti di Probe era, infatti, quello di misurare accuratamente l’andamento della velocità dei venti di gioviani. Considerato che Giove riceve soltanto il 4% dell’energia solare che arriva alla Terra, si è dedotto, quindi, che a muovere la meteorologia gioviana, caratterizzata da fortissimi temporali e giganteschi cicloni (come la Grande Macchia Rossa visibile sulla superficie del pianeta anche dalla Terra), sono il calore e l’energia che provengono dall’interno del pianeta, piuttosto che il calore che gli proviene dal Sole. (ricordate il FULMINE GLOBULULARE come inizio della vita di Pietro Ubaldi)

Il calore proveniente dall’interno di Giove spiega anche la presenza di livelli atmosferici in cui la temperatura si aggira intorno ai 20°C. Livelli atmosferici abbastanza confortevoli, dunque. Se a ciò si aggiunge che alcune immagini all’ultravioletto riprese dalla sonda GALILEO, che ha compiuto ben 35 orbite intorno a Giove, sembrerebbero evidenziare la presenza di composti organici complessi, sintetizzati in un ambiente atmosferico caratterizzato da scariche elettriche temporalesche e dalla presenza di grandi quantità di metano, ammoniaca, idrogeno e solfuro d’idrogeno, che sono gli stessi elementi che hanno favorito lo sviluppo della chimica organica sulla Terra, è facile comprendere come le speculazioni d’alcuni scienziati come Carl Segan ed Ed Selpiter, che ancor prima di queste scoperte avevano ipotizzato la possibile esistenza di creature viventi su Giove, non sembrano poi così pazzesche.

Rimane anche il fatto, che l’alta atmosfera di Giove, caratterizzata da totale assenza d’ossigeno e composti ossigenati, non è poi così diversa da quella della Terra primordiale, in cui sappiamo essersi sviluppate le prime forme di vita. L’unica differenza è che sulla Terra i materiali organici, sintetizzati dai fulmini terrestri, si accumulavano e sviluppavano in un ambiente liquido primordiale, chiamato appunto “Brodo Primordiale”, mentre nel caso di Giove l’unica possibilità è che questa chimica organica si sviluppi in un ambiente atmosferico. Per forme di vita la cui chimica organica, come nel caso terrestre, è basata sul carbonio, però.

Ma scienziati come Carl Segan ed Ed Selpiter, che hanno ipotizzato l’esistenza di creature viventi su Giove, non parlavano di forme di vita basate sul carbonio. In realtà, non hanno mai inteso riferirsi apertamente a nessuna chimica ben precisa, ma soltanto a forme di vita la cui chimica è diversa da quella del carbonio. Nello specifico, questi due scienziati, parlano di possibili creature abitanti i livelli atmosferici di Giove in cui la temperatura è più confortevole. Tutti gli Accademici, infatti, come anche Segan e Selpiter, sono ben consapevoli del fatto che intelligenze o civiltà tecnologicamente evolute potrebbero benissimo non aver bisogno di un pianeta di tipo terrestre per sopravvivere e nemmeno di una chimica del carbonio, che potrebbe, per esempio, essere sostituita da una chimica del silicio. Il problema è dato dal fatto che essendo le nostre conoscenze limitate a quanto è successo sulla Terra, è inevitabile elaborare le nostre teorie sulla base del modello terrestreCarl Segan ed Ed Selpiter, comunque, si sono divertiti ad immaginare, su basi rigorosamente scientifiche, creature viventi nell’atmosfera di Giove. Precisamente in quel livello atmosferico in cui, come già detto, la temperatura si aggira intorno ai confortevoli 20°C.

Questi due scienziati immaginano che delle vere e proprie “mongolfiere giganti” svolazzano liberamente in questo livello atmosferico. Selpiter, addirittura, sulla base di accurati calcoli gravitazionali, ipotizza che questi esseri abbiano le dimensioni delle nostre grandi città. La chimica e la fisica, in effetti, autorizzano quanto affermato dai nostri due scienziati e questo genere di speculazioni impedisce di affermare, con categorica certezza, che su Giove l’esistenza di queste forme vita è impossibile.

E, a proposito di speculazioni scientifiche, ricordiamo anche la famosa “Nuvola Nera” di Fred Hoyle, lo scienziato che, in un suo romanzo di matrice scientifica, ipotizza l’esistenza, negli spazi interstellari, di creature intelligenti composte di gas magnetizzato, che si cibano dell’energia delle stelle e comunicano tra di loro attraverso le onde elettromagnetiche. E’ così che comincia il romanzo: una di queste nuvolette entra nel Sistema Solare e si dirige verso il nostro Sole per fare uno spuntino mettendo a repentaglio l’esistenza della nostra stella e, al contempo, ogni forma di vita sulla Terra.

“E’ netta l’impressione che il cosmo sia nato per la vita e che le leggi della chimica e della fisica portino inevitabilmente in questa direzione laddove esistano, su un corpo planetario” (e in qualunque altra parte dell’universo, dico io) “condizioni superficiali adatte, identificabili soprattutto nella presenza di acqua liquida, indipendentemente che essa sia calda, compressa, acida, alcalina…” scrive Cesare Guaita nella prefazione al suo interessantissimo libro Alla Ricerca della Vita nel Sistema Solare. “Rimane il fatto che, se il fenomeno vita sembra destinato a prodursi immediatamente laddove esistano le condizioni adatte, le forme morfologiche che esso può assumere sono invece imprevedibili e fondamentalmente legate all’ambiente. Ce lo dimostrano le straordinarie colonie di batteri e vermi tubolari scoperti sui fondali oceanici terrestri, vicino ai famosi soffioni di acqua surriscaldata denominati fumatori neri…”.

Lungi dall’essere un fenomeno locale ed eccezionale, l’esistenza di numerose altre forme di vita nell’universo sembra essere, quindi, una potenziale realtà scientifica. Non ci resta che contemplare la potenza del Creato e la bontà del Creatore, nella speranza che l’uomo capisca di essere soltanto un piccolo, insignificante granellino di polvere cosmica.

 

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PER DEMOLIRE IN MODO SEMPLICE LA FORMULA DELLA RELATIVITÀ

’è un sistema molto più semplice per demolire la formula E=M*C^2, e cioè che la C non può essere rappresentata che dal numero 1 e cioè da una misura che non sia convenzionale. Se noi prendiamo come unità di misura i Km possiamo dire che la luce viaggia nel vuoto assoluto a circa 300.000 Km/sec, però ci siamo serviti di un unità di misura convenzionale sia per lo spazio che per il tempo, unità di misure create dall’uomo, come il metro il cm il piede ma anche l’unità astronomica e così pure per il tempo il sec, il minuto, l’ora ecc. Se noi prendiamo in considerazione l’unità astronomica (150 mil di Km) e dividiamo la velocità della luce per l’unità astronomica (300.000/150 milioni) otteniamo 0,002 che rappresenta lo spazio che la luce percorre in 1 sec rapportato all’unità astronomica sempre servendoci di unità di misura convenzionali. Poco importa se la luce percorre i 150 milioni di Km in otto minuti, l’unità astronomica resta sempre 1 per convenzione (esattamente come facciamo per il metro, centimetro, km , sec, minuto, ora, giorno, anno), per cui se eleviamo lo 0,002 al quadrato otteniamo 0,000004. Intendo dire che fare questa operazione E=M*300.000^2 è completamente assurdo perché ci siamo serviti di unità di misura convenzionali e così pure per ottenere lo 0,000004. Pertanto la velocità della luce non può essere che rappresentata dall’1, cioè in un unità di tempo qualsiasi stabilito per convenzione la velocità della luce non può che essere 1, unico termine non convenzionale perchè universale per qualsiasi formula. Pertanto E=M*C^2 può essere rappresentato dall’ E=M*1^2 cioè E=M. L’energia è esattamente uguale alla massa e non dobbiamo moltiplicarla per alcunché. Se vogliamo calcolare l’energia libera che può svilupparsi dalla massa dobbiamo utilizzare dei calcoli molto più complessi ed in particolare dobbiamo prima calcolare le reazioni esogenetiche e le reazioni endogenetiche (e nel caso del Deuterio e del Trizio le endogenetiche sono circa 1 /6 delle esogenetiche). Ma comunque sia energia libera o massa condensata la formula resta sempre E=M, dove M rappresenta sia la massa condensata che l’energia che può liberarsi dalla massa. Se noi presupponessimo che la massa debba moltiplicarsi per alcunché per avere il valore dell’energia libera significherebbe che la massa (M) non rappresenta l’energia effettiva che può liberarsi dalla massa. Ma c’è un sistema ancora più semplice per demolire la formula Einsteniana di E=M*C^2 e cioè che dal momento che la C viene espressa dallo spazio/tempo e dal momento che il tempo diventa una variabile, anzi alla velocità della luce dovrebbe annullarsi, la formula semplicemente cade perché qualsiasi formula dove un termine fondamentale (in questo caso il tempo) si annulla semplicemente cessa di esistere dal momento che se noi eseguimo la formula E=M*0 otteniamo 0. Poco importa dire che per un osservatore esterno la velocità della luce è una costante, e per un osservatore interno(es un fotone)che cosa potrebbe dire se potesse parlare???

 

Tempo fa avevo posto questo: 

Come sapete la formula della Relatività Ristretta di Einstein è E= M.C^2, ma a questo punto ci si può chiedere che senso ha elevare la velocità della luce al quadrato come termine assoluto, cioè senza rapportarla ad un'altra velocità. Elevare un termine di velocità al quadrato ha senso solo se si rapporta ad un'altra velocità che può essere doppia o tripla o multipla. Inoltre il termine di velocità in questo caso conviene sia il più semplice possibile, faccio un esempio: io vado a cozzare contro un muro a 20 km/ora e si sprigiona una certa energia, se invece vado a cozzare alla velocità di 40 km/ora sprigionerò un energia che risponde alla formula E= 1/2xM.V^2. In questo caso la velocità è doppia per cui non potrò mantenere dei termini convenzionali di velocità espressi da delle misure convenzionali (i km sono una nostra convenzione), ma dovrò semplicemente dire che la macchina la seconda volta è andata a cozzare contro il muro a velocità doppia rispetto alla prima volta. Quindi nel primo caso il termine di velocità sarà 1, nel secondo caso sarà 2. Facciamo un esempio: nel primo caso dovremo esprimere il valore: E= 1/2x M. V^1 (quindi E= M. ½= ½ perché M non potrò esprimerlo che con 1) nel secondo caso avremo E= 1/2x M.V^2 dove il termine velocità non potrà altro che essere 2 ( quindi E=1/2 M .2^2) . E dal momento che 2^2 =4 che dovremo dividere per 2 otterremo come risultato 2. Pertanto la macchina andando a cozzare contro il muro a velocità doppia rispetto alla prima volta svilupperà un energia 4 volte superiore (non so se mi seguite). Chiaramente anche la massa ovvero M dovrà essere espressa nei termini più semplici possibili e cioè con numeri semplici multipli o sottomultipli dell’1. Nel primo caso la forza sprigionata dava per risultato ½, nel secondo caso la forza sprigionata è 2 (e questo rapportandola al termine 1)Quindi nel primo caso l’energia che si sviluppa sarà espressa da ½ nel secondo caso da 2. Facciamo un esempio, poniamo di avere una bilancia che misura la forza di spinta, se nel primo caso (cioè a 20 km/ora) l’auto cozzando contro il muro sviluppava un energia di 800 Kg nel secondo caso (cioè cozzando a 40 Km/ora) l’energia che si sviluppa sarà di 3200 Km. Se andasse a cozzare a 80 km/ora l’energia che si svilupperebbe sarebbe di 12.800 kg. Il punto è che la formula dell'energia cinetica è tale solo se rapportata ad un altro valore, altrimenti non avrebbe alcun senso.. Lo stesso vale per la massa che potrà essere doppia o tripla o una frazione della precedente di quella iniziale per poter eseguire un calcolo corretto. Ed è evidente che deve restare costante il tempo, perchè se variasse, tutta questa formula salterebbe e si cadrebbe nel caos totale. Ora non vedo perchè l'energia che esprime un corpo se viaggia alla velocità della luce debba esprimersi in termini diversi dalla formula generale dell'energia che esprime un corpo in moto. Tale formula è valida solo se rapportata a un altra che abbia lo stesso valore, se varia anche solo il tempo la formula cade è perde tutto il suo significato.  Se poi qualcuno riuscisse a spiegarmi che valore esprime la velocità della luce elevata al quadrato; si, perché è chiaro che il Km è una nostra convenzione. Noi non potremmo eleggere 300.000 al quadrato ottenendo 90 miliardi perché avrei elevato una convenzione al quadrato. Io potrei per convenzione considerare lo spazio che percorre la luce in un secondo con il termine di 1 e considerare questo 1 come unità astronomica per misurare la distanza fra i pianeti, in tal caso avremmo E = M . 1^2 il che significherebbe E= M. Se poi volessi rapportare la velocità della luce alla vera unità astronomica, cioè alla distanza terra-sole, 150 milioni di Km, avrei che la velocità della luce è di 1/500 di un unità astronomica che elevato al quadrato mi darebbe 0,000004, cioè il valore diventerebbe infinitesimale. Ma che cos’è una velocità? In fisica, la velocità è una grandezza definita come il tasso di cambiamento della posizione di un corpo in funzione del tempo, ossia, in termini matematici, come la derivata del vettore posizione rispetto al tempo. In questo contesto è chiaro che il tempo non può essere che una costante altrimenti qualsiasi formula relativa alla velocità andrebbe a farsi friggere. Il presupporre che una persona che stà sulla terra invecchi meno di uno che sta nella Stazione Spaziale semplicemente perchè quest'ultimo è più lontano alla massa è semplicemente una follia. Il presupporre che il gemello che è sull'astronave invecchi meno di quello che è sulla terra è semplicemente da menomati mentali. Perchè qui non si tratta di urto ( ed anche in questo caso la velocità della  luce sarebbe comunque una costante possibile di essere duplicata, triplicata o dimezzata) ma esclusivamente di velocità, dove la massa non deve essere presa in considerazione altrimenti saltano tutti i presupposti dell'energia cinetica in rapporto all'urto. Inoltre la velocità non può essere rappresentata che da un vettore. Ed è chiaro che anche C non può essere rappresentata che da un vettore. Ma che senso ha elevare un vettore al quadrato??? E perché è stato tolto l’1/2 iniziale. Mi si potrebbe obiettare che Einstein è arrivato a questa formula in seguito a complesse formule matematiche ed allora non ci sarebbe più nulla da obiettare. C’è da obiettare un'altra cosa e cioè che tali formule si basano su un presupposto sbagliato e cioè che la velocità della luce sia la velocità massima raggiungibile. E la gravità a che velocità viaggia. Qualcuno per salvare la formula della relatività ristretta sostiene che anche la gravità ha una velocità uguale a quella della luce, ma qualche altro , non meno arguto sostiene che tale affermazione è del tutto gratuita non essendo stato possibile finora misurare la velocità della forza di gravità (non è neppure stato dimostrato che la velocità della luce sia insuperabile). Ma in ogni caso per quanto lo si giri o lo si rigiri la velocità può essere espressa oggettivamente solo con un vettore che può variare in funzione del tempo che deve essere necessariamente una costante nella possibilità che si possa duplicare, triplicare o frazionare ma sempre in considerazione a "quel tempo". Non c'è un tempo di valore A ed un tempo di valore B. Il tempo ha sempre lo stesso valore ( e qui si parla di tempo oggettivo), possibile quindi di essere duplicato triplicato o frazionato ma in base a quel valore. A livello soggettivo è chiaro che il tempo varia diversamente, possiamo dire che non esiste, se voi dormite, sicuramente non esiste, se voi siete svegli il tempo diventa solo una percezione soggettiva. Il tempo del mio gatto non è il mio tempo e così via. Ma mi piacerebbe riportarvi un brano in cui si evidenzia che il tempo varia solo se rapportato ad una variazione. Ma poichè l'autore di questo brano dimosta che le variazioni sono solo delle apparenze, perchè tutto è rapportabile al fattore 1 inizialele che costituisce l'universo, anche il così detto tempo oggettivo non esiste. Più avanti vi riporterò il brano altrimenti potreste scambiarmi come un folle.. Ma ritorniamo al nostro vettore che è l'unico che può esprimere la velocità. Nel quadrato di un vettore si usa il prodotto scalare. Se si utilizzasse il prodotto vettoriale, il risultato sarebbe sempre zero. Ora ve lo dimostro con un esempio: supponiamo di avere il vettore V. Il prodotto scalare di un vettore per se stesso può indicare così: < V , V >. Il prodotto vettoriale, invece, si indica così: V x V. Il prodotto scalare di due vettori è uguale al prodotto dei moduli per il coseno dell'angolo compreso, ma poichè ogni vettore è parallelo a se stesso, abbiamo:

< V , V > = |V| * |V| * cos0° = |V|^2 = V^2

Il risultato, quindi, è il quadrato del modulo del vettore V, e tale quadrato è uno scalare perchè derivato da un prodotto scalare. Nel prodotto vettoriale, invece, si utilizza il seno dell'angolo compreso, ma se i vettori sono paralleli l'angolo compreso è 0°, e pertanto sin0° = 0 e il prodotto vettoriale è sempre nullo. Nella formula della Relatività ristretta E=M*C^2 è chiaro che la C può essere rappresentata da un vettore. Ed allora se noi eleviamo la C al quadrato cosa otteniamo. E’ chiaro che la C al quadrato non può essere altro che il valore dell’ipotenusa del triangolo rettangolo dove i due lati sono rappresentati da due vettori: uno è la forza tangenziale che spinge il corpo verso l’esterno in senso orizzontale, il secondo lato è il vettore della forza di gravità che attira il corpo in rotazione verso la massa maggiore; solo in tal modo otteniamo una curvatura dello spazio esattamente come postulata da Einstein. Forse era un quesito che non vi eravate mai posto? Il grave è che forza tangenziale e forza orizzontale non sono nemmeno nominate nelle formule di Einstein che portano alla E= M.C^2. Ma quello che è più grave è che tralascia l’1/2. E già, perché se noi consideriamo i due vettori TANGENZIALE ed ORIZZONTALE non possiamo che inserire 1/2 necessariamente. Ma quello che è più grave è che dovendo rapportarci necessariamente a termini semplici l’energia esprime la massa solo come 1=1, cioè E=M=1; più precisamente dobbiamo anche considerare quel ½ che ci eravamo dimenticati, cioè in pratica E=M=1/2, formula che se non rapportata ad un'altra non esprime assolutamente nulla se non rapportata ad altra velocità.

 P.S Occorre aggiungere che la formula della Relatività Ristretta E=M*C^2 non ha nulla a che fare con la formula dell’energia che sviluppa un corpo quando cozza contro un altro corpo. In questo caso la formula è E=M*V*1 /2. Come già detto se io vado a cozzare contro un muro a 20 km/ora  si sprigiona una certa energia, se invece vado a cozzare alla velocità di 40 km/ora sprigionerò un energia che risponde alla formula E= 1/2xM.V^2. In questo caso la velocità è doppia per cui non potrò mantenere dei termini convenzionali di velocità espressi da delle misure convenzionali (i km sono una nostra convenzione), ma dovrò semplicemente dire che la macchina la seconda volta è andata a cozzare contro il muro a velocità doppia rispetto alla prima volta. Quindi nel primo caso il termine di velocità sarà 1, nel secondo caso sarà 2. Vi siete mai chiesti perché bisogna moltiplicare per 1 /2. Per il semplice fatto che io considero solo la massa dell’auto, mentre l’energia si sprigiona in egual misura sia verso l’auto che verso il muro. Ma io la massa del muro mica la considero. Einstein al contrario ha voluto dare alla sua formula un valore assoluto e cioè il valore che ha la massa come energia, senza rapportarla ad alcunché. Quindi non è l’energia che si sprigiona da un raggio di luce che cozza contro un muro, ma è l’energia complessiva del corpo che si considera, sia che questo sia fermo sia che sia in movimento. Ora dal momento che non esiste nessun rapporto possiamo togliere quel 1 /2. Eppure anche la velocità della luce si potrebbe rapportare. Poniamo un corpo celeste che viaggia a 30.000 Km/sec. La luce in questo caso viaggia ad una velocità 10 volte superiore. In tal caso per esprimere l’energia (solo energia di urto) dobbiamo adottare la formula classica E=M*V*1 /2. Facciamo un esempio: un corpo che compatta contro un altro corpo a 30.000 Km/sec, ed un corpo che compatta contro un altro corpo a 300.000 Km/sec, otteniamo nel secondo caso che l’energia dell’urto è 100 volte superiore, però dobbiamo necessariamente moltiplicare per 1 /2, dal momento che consideriamo solo l’energia che si propaga nel corpo che urta e non nel corpo urtato (altrimenti le masse diventerebbero 2). Che poi l’energia che sviluppa un corpo che cozza alla velocità della luce sia infinita e così pure che il tempo si annulli è una pura invenzione di Einstein dal momento che tali considerazioni non si possono fare dalla semplice formula E=M*C^2. Il perché gran parte della fisica contemporanea si sia persa in una simile formula strampalata resta un mistero, e non ditemi che tale formula è stata convalidata dall’esperienza nella ciambella di Ginevra perché questa è una pia illusione. Anche il fotone che viaggia alla velocità della luce è un energia e dovrebbe essere un energia infinita (dal momento che viaggia alla velocità della luce), invece è un energia ben quantizzabile. Anche il Neutrino che viaggia alla velocità della luce, mantiene la sua massa costante sia che viaggi alla velocità della luce sia che venga fermato da qualsiasi corpo (vedi gli studi di Bruno Pontecorvo). Pertanto che la massa e neppure l’energia non diventi infinita alla velocità della luce è stato dimostrato da innumerevoli studi. Altrimenti vi lascio immaginare l’impatto che avrebbe un raggio di luce contro un qualsiasi corpo, e così pure il neutrino e così potremmo fare per altre particelle. Che poi la velocità della luce sia una costante rispetto a qualsiasi sistema di riferimento è un'altra invenzione del caro Albert.

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ANTONIO EREDITATO HA BESTEMMIATO

 

Il famoso fisico Antonio Ereditato ha bestemmiato ed è costretto a dimettersi come studioso delle particelle subatomiche dei laboratori del Gran Sasso.

 

https://www.repubbli...liata-32452047/

 

Ma quale è la bestemmia di Ereditato: stà nel fatto che il fisico ha detto in base a calcoli che i neutrini (che hanno massa) sono più veloci della luce.

Questo avrebbe fatto cadere la teoria della relatività ristretta di Einstein, ormai assunta a dogma di fede.

Si signori miei, perché non è più la religione che ha i dogmi inviolabili, anzi i dogmi religiosi non interessano più nessuno (o quasi), è la scienza che è diventata religione con i suoi dogmi e guai violarli, pena la scomunica.

Non importa se : “Lo stesso Ereditato era sorpreso delle sue misure tanto che ha deciso di organizzare subito dopo l'annuncio un seminario in cui si chiedeva alla comunità scientifica di dire la propria sulla questione.”

La scomunica è arrivata lo stesso.

Si dice sarcasticamente che ”Ereditato” ha ritenuto opportuno dimettersi, ma anche un cretino capirebbe che è stato costretto a dimettersi.

Ma in cosa consisteva l’errore che ha comportato la scomunica:

“In pratica, sono state scoperte due anomalie: una nella calibrazione dell'orologio atomico di riferimento per calcolare il tempo di viaggio della particella, l'altra nello stato del cavo che connette il sistema Gps a una scheda dei computer di Opera.”

Questa la versione ufficiale.

Ma cosa poteva saperne Ereditato se l’orologio atomico aveva sbagliato di 60 miliardesimi di secondo, e cosa poteva saperne del cavo che connette il sistema GPS ad una scheda del computer di Opera???

Tanto che verificata la velocità dei neutrini superiore a quella della luce ha chiesto una verifica da parte della comunità scientifica.

Ma questo non importa, la bestemmia era già stata detta, ed era di una gravità tale che Ereditato ha dovuto dimettersi.

Se fossimo ai tempi di Giordano Bruno, Ereditato sarebbe stato bruciato sul rogo.

E voi pensate che l’orologio atomico abbia sbagliato di 60 miliardesimi di secondo, e che il cavo che connette il sistema GPS al computer di Opera fosse guasto?

Forse hanno voluto farcelo credere, ma vi assicuro che anche se i due sistemi fossero stati perfetti, avrebbero trovato l’errore comunque.

I dogmi di fede vanno salvaguardati, pena la scomunica o il rogo, guai andarci contro, neppure per un istante, neppure chiedendo alla comunità scientifica che verifichi i risultati delle analisi.

E pensare che in un'altra discussione io sono stato ripreso perché ho detto che nella scienza esistono i dogmi.

Per questo certe ipotesi non vengono prese neppure in considerazione, oppure vi vengono trovati numerosi errori, anche se gli errori alla fin dei conti neppure esistono.

Non importa se la teoria attuale, ufficialmente accettata è piena di incongruenze e di paradossi, ciò che importa è che sia diventata dogma, e la scienza è la nuova religione.

Del resto se i neutrini fossero stati più veloci della luce sarebbe caduta la teoria di Einstein della Relatività Ristretta, per il semplice fatto che i neutrini possiedono una massa sia pur minima, e la relatività ristretta ci dice che nessun corpo con massa può raggiungere la velocità della luce, pena che la massa (anche se partiamo da una massa piccolissima) diventi infinita, o meglio l’energia che esprime diventa infinita.

Ma se ai neutrini togliamo quei 60 miliardesimi di secondo, possiamo perlomeno pensare che siano veloci come la luce, il che fa cadere ugualmente la teoria della Relatività Ristretta, per ovvi motivi.

O forse l’errore è stato di 61 miliardesimi di secondo, il che salvaguarderebbe la teoria di Einstein.

Mi raccomando, non bestemmiate, e neppure fatte pensieri cattivi tipo “forse qualche corpo può superare la velocità della luce, forse gli extraterrestri ci sono riusciti”, sono pensieri gravi, che dovrebbero essere confessati da qualche confessore che ha preso una superlaura in Quantistica, anche se è proprio la Quantistica che per certi aspetti viola questi principi.

 

 

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ENERGIA E MASSA

Si potrebbe dire che la materia è energia ordinata, mentre l'energia propriamente detta è energia disordinata. Tutti gli atomi tendono a combinarsi con altri atomi ed a configurarsi in cristalli, questo se si diminuisce la temperatura al limite della cristallizzazione, se abbassiamo la temperatura allo zero assoluto tutti gli atmi combinati o molecole si configurano sempre in cristalli che ripetono sempre la stessa configurazione a seconda dell'elemento. Un esempio classico sono i cristalli di NaCl che si configura sempre in cristalli rigidamente cubici.L'NaCl neccessita di temperature relativamente alte per cristallizzarsi, ma ci sono atomi, o meglio molecole che si cristallizzano solo a temperature molto basse prossime allo zero assoluto. Però anche questa struttura cristallina così rigida necessita di energia solo per configurarsi tale. L'atomo in se è una struttura energetica che esprime la sua massa come energia confinata, solo per lo 0,06% del totale, il resto è energia che serve a mantenere insieme le masse minori (es i QUARK ecc), gli elettroni ed i legami atomici che stabiliscono fra i vari atomi. Senza l'energia non avremmo neppure la configurazione rigida delle molecole e dei cristalli. E questa è la materia propriamente detta. Nel molento in cui diventa ENERGIA PURA questa configurazione rigida viene persa, abbiamo l'energia propriamente detta che possiamo definire per semplicità CALORE. Ora c'è un rapporto perfetto fra l'energia rigida materializzata, ovvero cristallina, e l'energia smaterializzata, ovvero energia propriamente detta. Intendo dire che E=M ed M=E.. Ora se noi moltiplichiamo la massa per un qualsivoglia numero convenzionale altereremmo questo rapporto perfetto che c'è sempre fra MASSA CHE SI PUO' TRASFORMARE IN ENERGIA, quindi nella formula einsteniana la C può solo essere rappresentata dall'1. Infatti è solo l'unità che può esprimere la velocità della luce e non un qualsivoglia numero convenzionale. Mi spiace solo che il suo ideatore non l'abbia capito.(pare comunque che non lo capiscano neppure molti altri che si avvalgono di questa formula.) Ma ditemi voi: che significato ha elevare la velocità della luce al quadrato?? Cosa si ottiene?? Visto che può essere rappresentata solo da 1 vettore. Ma come si potrebbe configurare strutturalmente l’energia confinata, cioè quella dell’Atomo, dell’Elettrone e delle sub particelle che compongono l’atomo???? Dal momento che tutte le strutture dell’universo (sistemi planetari, galassie, gruppi di galassie ecc) si configurano sempre come SPIRALI o se volete chiamarli SISTEMI VORTICOSI, io credo che anche l’Atomo e le particelle subatomiche si configurino come SPIRALI: il submicroscopico rispecchia il macroscopico, è una legge universale, non c’è nulla da fare. Inoltre poiché anche le galassie si muovono in modo sincrono (sono state analizzate 450 galassie ed hanno lo stesso TEMPO DI MOTO), io credo che anche le energia atomiche e subatomiche si muavono in modo sincrono, esattamente come le galassie. In pratica tutte le energie dell’atomo vengono “spese” per mantenere queste strutture costanti. Nel momento in cui le strutture vanno perse e l’energia si libera, abbiamo l’enorme energia della bomba atomica. Processo che secondo la fisica classica ma anche quantistica dovrebbe portare ad un livellamento, cioè all’ENTROPIA, senza possibilità di riconversione. Alcuni però sostengono che tale riconversione avviene continuamente, non si sa ancora con quali meccanismi, ma lo stesse Halton Arp aveva osservato la formazione continua di nuove stelle, cioè di nuova materia strutturata. E questa ristrutturazione avveniva in nubi di idrogeno completamente destrutturate, ciè nell’energia pura. Harp aveva osservato la nascita di nuove stelle anche senza la presenza di nubi di idrogeno, e questo ci dice che anche l’energia completamente destrutturata, cioè il CALORE, può riconvertirsi in energia strutturata. Pertanto nessun BIG-BANG , ma l’universo è infinito ed eterno e si ristruttura continuamente. All’ENTROPIA si contrappone in modo perfettamente lineare il PRINCIPIO DEL MOTO. Il fatto che le galassie più lontane abbiano una luce nel rosso o nell’infrarosso, non significa che si allontanino, ma semplicemente che sulle lunghissime distanze l’energia si sposta verso il rosso, forse per la presenza di un “QUID” detto ETERE o che dir si voglia. Del resto anche per la FISICA QUANTISTICA, il VUOTO è UN PIENO DI ENERGIA.

 

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Iteressantissimo questo filmato:

Ma abbiamo un incredibile testimonianza:

Per chi pensasse che Pier Giorgio Caria sia un visionario dicendo che gli Extraterrestri hanno rapporti anche con il Vaticano, vi riporto questo episodio:

 

https://www.eurocomu...iii-gli-alieni/

 

La morte  del Cardinale Capovilla riporta alla ribalta un episodio poco conosciuto dal pubblico, in quanto con Loris Capovilla scompare l’ultimo testimone di un incontro che Papa Giovanni XXIII avrebbe avuto con un “essere alieno” nel 1961 due anni prima della sua morte. L’incontro sarebbe avvenuto nei giardini della Villa Pontificia di Castel Gandolfo e Loris Capovilla ne sarebbe stato  testimone. Il Segretario del Papa per espresso desiderio di Roncalli avrebbe mantenuto per anni il segreto di questo “incontro”. La notizia apparve su un quotidiano inglese e fu poi ripresa dal “Sun” nel 1985. Molti, all’interno della Santa Sede, sono propensi a ritenerlo veritiero. Secondo quanto riferito da Mons. Capovilla, il “contatto” sarebbe avvenuto in un pomeriggio di luglio del 1961.

«Camminavamo – racconta Capovilla – il lago a pochi passi, uno accanto all’altro, come due amici, come avevamo fatto tante volte in quegli splendidi pomeriggi d’estate. Come persone qualsiasi che hanno voglia di starsene un po’ in disparte, fuori dalla routine quotidiana. A un tratto, sopra le nostre teste apparvero luci colorate, arancio, ambra, azzurro e poi accadde l’imponderabile che è difficile da raccontare: le luci si fermano per qualche minuto sulle nostre due figure che camminano fianco a fianco, poi il contatto. Una delle astronavi si stacca dallo stormo e atterra nel lato sud del giardino. Il portellone si apre e dalla carlinga esce fuori qualcosa» .È «assolutamente umano» riferirà Capovilla, solo che ha una luce intorno che lo avvolge. Caddero in ginocchio i due, poi Roncalli si alzò e senza esitare andò verso “l’uomo”, quell’essere assolutamente umano avvolto da una luce tenue, penetrante.

Parlarono per circa venti minuti ma non si potevano sentire quelle voci: «non sentii nulla» ma parlavano tra di loro, gesticolavano. Per ben venti minuti poi l’Uomo voltò le spalle e se ne ritornò sull’astronave che ripartì. «Roncalli mi guardò e pianse. Quando ritornò verso di me – prosegue Capovilla – mi disse: “I figli di Dio sono dappertutto. Anche se a volte abbiamo difficoltà a riconoscere i nostri stessi fratelli”». Questo avrebbe detto Papa Roncalli al suo segretario che per anni, forse per volere dello stesso Giovanni XXIII, gli impose il silenzio sulla vicenda. Sono passati 55 anni dall’“incontro” in quello strano pomeriggio e tuttora in Vaticano sono presenti dubbi e perplessità. Ora con la morte del Cardinale Capovilla, ultimo testimone del fatto straordinario, si chiude il ricordo  di quel contatto.

 

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ESPANSIONE DELL UNIVERSO SECONDO A

L'avevo già posto, ma lo ripropongo, un brano sempre di A:

 

Domanda: Fisicamente l’universo è sempre in espansione?

Ecco qui ci incrociamo con il problema dell’infinito.
Ci sono due ordini di problemi che scaturiscono dall’universo:
- Quello di un universo che si espande continuamente, che cresce, che lievita continuamente
- E quello dell’universo nella sua infinitezza, data da sempre ed esistente cioè a priori di ogni possibile eventuale espansione.
Se l’universo si espande va ad occupare uno spazio universale prima non occupato.
Allora dovremmo domandarci cosa potrebbe mai esserci in uno spazio non occupato dell’universo?
Sarebbe uno di quei problemi classici che si mordono la coda.
La realtà è che l’universo è infinito, quello così detto materiale, fisico.
Quando si parla di universo che si espande, si intende quello organizzato, ed a questo punto entriamo in un problema di logica.
Quando affermiamo che è l’universo organizzato che si espande, noi presupponiamo implicitamente, che un universo che si espande senza essere organizzato, non è universo.
Per universo-organizzato qui non si intende quello fisico-astronomico.
Questo è un falso prodotto della falsa logica.
Un problema che presuppone una logica data ed un metodo dato, cioè a dire: le cose sono perché se non sono non esistono, e per essere esse devono essere strutturate alle leggi (e qui per leggi si intendono quelle umane).
Allora dal punto di vista della conoscenza fisica dell’universo, ciò che non è organizzato e riferibile al piano della logica umana (ed in primo piano della logica aristotelica) non è concepibile o ammissibile.
Ora questo è completamente falso. Il presupposto è falso.
Allora l’universo in espansione soggiace alle due logiche, quella aristotelica e quella galileiana.
Quando la scienza si estende oltre il piano della logica formale, cioè oltre il piano della conoscenza accettata secondo i suoi metodi, si parla di non esistente.
Un universo che si espande ha un senso logico per l’uomo, perché va ad occupare spazi vuoti e si sottintende la limitatezza dell’universo stesso.
In questa misura ovviamente è molto più facile far scomparire Dio, perché tutto rientra nelle leggi della scienza umana, e naturalmente Dio stesso resta intrappolato in questo tipo di logica
.
Ora, il fatto che l’universo invece preesiste all’espansione, può derivare dallo stesso processo induttivo della logica umana.
Infatti un universo che si espande come potrebbe farlo senza presupporre il piano del suo ampliamento?
Siccome non si parla di compressione dell’universo, ma di espansione, si deve presupporre che non esista un contenitore, ovvero che il limite non sia assoluto
.
Allora l’universo non si espande nel nulla, ma secondo un piano dell’universo stesso, cioè in se stesso.
Se è così l’universo è infinito e l’espansione è puramente fittizia, non è altro che un modo di essere dello stesso universo infinito che ha le caratteristiche dell’espansione solo secondo la logica matematica dell’uomo, mentre da un punto di vista dello stesso universo ciò diventa un pseudo problema.
La realtà è che pur potendosi colmare quelli che possono essere identificati come spazi vuoti, la dizione “spazi vuoti” è fasulla, inquantochè è vuoto solo perché non contengono quel tipo di universo organizzato.

Ma il principio del sussistente e dell’esistente è pur esso un principio di realtà.
In termini di realtà, uno spazio, benché vuoto da un punto di vista fisico astronomico, è sempre realtà, per il solo fatto di esistere.
Quindi il discorso sul funzionamento di un universo strutturato, nel senso di essere organizzato a qualsiasi livello, è un problema veramente molto, molto banale.
La riduzione è però importante dal punto di vista ideologico.
Perché limitare l’universo in senso fisico, significa limitarlo in tutti gli altri sensi, e significa veramente spostare l’immagine di Dio.
In un universo fatto a somiglianza della scienza dell’uomo, Dio non trova posto, né è possibile ovviamente inserirvelo.
E’ possibile inserire Dio come principio di infinito soltanto se si presuppone un universo senza limiti, in cui la modalità dell’eventuale espansione, sia soltanto uno dei modi di apparire o di essere della realtà universale.

 

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LA MASSA MANCANTE

Ma cos’è questa MATERIA OSCURA
In cosmologia, il termine materia oscura indica quella componente di materia che dovrebbe essere presente in quanto manifesta i suoi effetti gravitazionali in molteplici fenomeni astronomici, ma le cui condizioni o la cui natura sono diverse rispetto alla materia visibile.

Secondo molti astronomi Il concetto di materia oscura ha senso solo all'interno dell'attuale cosmologia basata sul Big Bang; infatti, tale cosmologia non sa altrimenti spiegare come si siano potute ammassare le galassie in un tempo troppo breve per questo procedimento. Sempre dalle galassie e dalla cosmologia del Big Bang viene la necessità di materi
Nonostante dettagliate mappe dell'Universo vicino che coprono lo spettro dalle onde radio ai raggi gamma si è riusciti ad individuare solo il 10% della sua massa, come dichiarato nel 2001 al New York Times da Bruce H. Margon, astronomo all'Università di Washington.
Le più recenti misure indicano che la materia oscura costituisce circa il 30% dell'energia dell'Universo e circa il 90% della massa.
Questa materia non emette alcuna radiazione elettromagnetica e non risulta pertanto individuabile dagli strumenti di analisi spettroscopica, da cui l'aggettivo "oscura". Il termine massa mancante può essere fuorviante, dato che non è la massa a mancare, ma solo la sua luce.
Esistono attualmente diverse ipotesi per spiegare la natura fisica della massa mancante, come particelle subatomiche, popolazione di buchi neri isolati,nane bianche e brune.
Al di la di tutte queste ipotesi nessuno ha pensato che sarebbe sufficiente postulare una minima densità dello spazio per giustificare la materia oscura.
In tal caso si cadrebbe inevitabilmente nell’ipotesi di Marco Todeschini, e cioè che lo spazio abbia densità minima pari a 9x10 elevato alla ventesima potenza inferiore a quella dell’acqua.
Il problema è che nessuno ha voluto considerare tale ipotesi nonostante, proprio negli ultimi tempi sia stato scoperto che c’è un flusso costante di neutrini che attraversa ogni punto dello spazio, neutrini che pare abbiano densità minima.
Un altro errore che si è fatto è stato quello di legare la materia oscura al BIG-BANG.
La materia oscura al contrario giustifica la non espansione dell’universo, per il semplice motivo che se noi postuliamo una minima densità dello spazio, necessariamente la luce sulle grandi distanze lascierà passare solo le frequenze prossime al rosso, esattamente come il sole quando scende all’orizzonte diventa rosso, perché la sua luce deve attraversare un maggior spessore di atmosfera.
Ma anche se non postuliamo una densità costante dello spazio, come faceva il Todeschini, ma optiamo per una densità variabile ci troveremmo comunque nel giusto, dal momento che nello spazio puè essere presente una quantità tale di polvere cosmica e di gas dispersi che giustificheremmo comunque lo spostamento verso il rosso.
E’ addirittura strabiliante che gli astronomi si pongano il problema del perché esistono degli ammassi galattici, e sono galassie che hanno un movimento rotatorio attorno ad un centro comune, è strabiliante dicevo dal momento che tutto l’universo è strutturato in siffatto modo.
Sembra che la scienza astronomica non si sia accorta del movimento a spirale, che lo troviamo ovunque e diventa a questo punto una legge universale.
Ed è altrettanto strabiliante che cerchi di spiegare lo spostamento verso il rosso come uno allontanamento delle galassie, deducendone una teoria talmente strampalata (quella del BIG-BANG) nella quale si postula che all’inizio tutto l’universo era concentrato nello spazio di un neutrone dove la temperatura era di bilioni di gradi (pur dovendosi ancora determinare la legge della temperatura), e la pressione era praticamente infinita ( pur dovendosi ancora determinare la legge della pressione), nonostante tutte le leggi siano nate dopo, compresa quella del tempo.
Tutte le leggi sono nate dopo e casualmente          
Ora io penso che anche un bambino possa immaginare quanto idrogeno libero e quanta polvere cosmica possa vagare nello spazio, e poiché le distanze sono immense tutto questo giustifica una massa mancante pari al 90% della massa totale.
Perché la massa oscura è esattamente quella che non si è accesa, che non emette luce diretta o indiretta, come le stelle o i pianeti ma sotto forma di gas idrogeno o di pulviscoli sulle grandissime distanze viene a costituire anche per l’universo una specie di atmosfera, troppo rarefatta per essere rilevata dai nostri strumenti, ma che giustifica pienamente il perché le galassie quanto più sono distanti, tanto più sono rosse.
Non c’è neppure bisogno di ricorrere alla fisica quantistica, è un semplicissimo meccanismo legato alla fisica classica, esattamente come per il sole al tramonto.
Questo spiega anche perché le stelle alla periferia delle galassie mantengano velocità costanti in disaccordo con la terza legge di Keplero ( che prevede invece una riduzione della velocità), per il semplice motivo che le stelle non incontrano nessun attrito dal momento che la massa mancante viene trascinata dalla galassia in accordo con tutti gli altri corpi celesti siano essi accesi o spenti.
Ultimamente poi sono emersi altri fattori che possono giustificare la massa mancante.
Uno di questi fattori che pare rivesta una certa importanza sono i neutrini, elementi che stanno fra il corpuscolo e l’onda e che sono in grado di attraversare immensi aggregati di materia, cioè possono attraversare la terra ed essere assorbiti in misura minima.
E sono proprio i neutrini che andrebbero meglio a giustificare le teorie del Todeschini e del suo spazio fluido.
Insomma quello che era stato gettato dalla finestra ora rientra dalla porta!

 

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  • 2 weeks later...

ANCHE LE PULCI DORMANO E SOGNANO.
Tempo fa, in un Post che avevo fatto sul sonno e sul sogno avevo detto:
“”Del resto il sogno è una cosa talmente misteriosa che sfugge a qualsiasi definizione logica, e questo proprio perché il sogno è illogico, si sviluppa secondo una non logica e non è definibile attraverso nessuno schema. Uno degli aspetti più straordinari è che il sonno ed il sogno è comune in tutte le specie viventi. Si è visto addirittura che moscerini che restano 10 ore senza dormire muoiono; ma come stabilire se sognano; lo hanno stabilito alcuni ricercatori nel valutare la reattività dei prismi oculari alla luce ultravioletta ( anche quando il moscerino dorme il prisma dell’occhio acquista una leggerissima motilità che è stato visto non essere dovuta alla luce che impatta sul prisma); insomma anche i moscerini sognano e chissà cosa sognano. Ma quello che ancora più paradossale è che i tempi di sogno dei moscerini ricalcano quello degli esseri umani, cioè circa il 20% sul sonno totale. E chissà poi cosa sogneranno le formiche? E le api?”
Questo brano l’avevo inserito in un Post dove facevo alcune considerazioni sulla teoria delle stringhe. Ora credo di avere quasi la certezza che sognano anche le pulci del mio gatto (tutte le pulci intendo). Questo lo deduco dal fatto che il gatto dorme tranquillo senza mai grattarsi per circa due ore, ma poi improvvisamente si sveglia e comincia a grattarsi disperatamente. Il punto è che non si gratta solo dietro le orecchie, ma anche sulla pancia, sul sedere ecc. Intendo dire che tutte le pulci si svegliano nello stesso momento pertanto sembrano si trasmettano per via telepatica un segnale che le induce al risveglio, ma mi rendo conto che questa è un ipotesi un po azzardata, è più probabile abbiano un intelligenza di gruppo o collettiva come le formiche. Si addormentano nello stesso tempo ed hanno lo stesso tempo di sonno, per cui esaurito quel tempo di sonno che è uguale per tutte si svegliano insieme pungendo insieme anche il mio gatto. Qui potremmo fare una disquisizione sulla soggettività del tempo che è soggettivamente diversa da una specie all’altra anche fra gli insetti. E’ chiaro che l’insetto non si pone la questione del tempo a livello conscio, ma lo avverte soggettivamente a livello inconscio. E’ probabile che la vita conscia (se così si può chiamare) che vivono gli insetti di qualsiasi specie sia molto più simile alla vita inconscia che hanno durante il sogno. Insomma è possibile che gli insetti ricordino il sogno molto meglio di noi, quasi ci fosse una continuità fra conscio ed inconscio. L’intelligenza collettiva la possiamo trovare anche in molti animali superiori ed io direi anche in parte nell’uomo. Ricordo quando era a Velo Veronese la danza delle rondini prima che partissero per l’Africa. Era uno spettacolo veramente incredibile, migliaia di rondini volteggiavano sopra il monte Stolzer con un ritmo perfetto e con una sincronicità che non oso definire assoluta. Poi partivano tutte insieme, ma per chi mai facevano quella danza?? Secondo quale logica possiamo giustificarla?? Se poi scendiamo nel mondo più piccolo troviamo molte analogie, ad esempio i moscerini in gruppo possono essere decine di migliaia, ma anche quelli danzano con un ritmo perfetto. Le finalità di questo ritmo ancora ci sfuggono. Forse per risultare più imprendibili da insetti più grandi come le mosche, o meglio i tafani, visto che le mosce non mangiano i moscerini. Ma una densità simile potrebbe giustificare che cerchino di salvaguardare il gruppo, insomma, se qualcuno viene mangiato pazienza, ciò che conta è che il numero resta pressochè costante. E per le rondini come la mettiamo?? Ballano per non farsi prendere dai falchi?? Il punto è che a Velo non c’erano falchi, questi si trovano molto più in su verso il Monte Carega. E gli storlini (Sturnus Vulgaris) li avete mai visti ballare?? Talvolta sono decine di migliaia ed ondeggiano ballando con un ritmo perfetto. Il punto è che in pianura non ci sono uccelli predatori, ed allora per chi ondeggiano in modo perfetto?? Si mantengono sempre ondeggiando ad una perfetta distanza in modo da non scontrarsi mai anche se sono decine di migliaia. Certo possiamo invocare anche per gli storlini un intelligenza di gruppo, e certamente , come tutti gli animali dormono e sognano. Ma non tutti gli animali che abbiamo nominato finora hanno un intelligenza di gruppo. L’intelligenza molto spesso si mantiene anche singolarmente per qualsiasi specie. Avete mai visto una formica solitaria che va ad esplorare il territorio. Talvolta si allontana anche di 10 metri dal formicaio e come farà a non perdersi. Con un cervello che è tre milioni di volte più piccolo del nostro, deve immagazzinare nel suo viaggio di ispezione talmente tante cose, non solo ma pure memorizzarle. Ditemi voi, come farà? Anche questo rientra nei sistemi infiniti.

 

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  • 5 weeks later...

Allucinante, far saltare i reattori avrebbe significato non solo compromettere la Russia ma anche tutta l'Ucraina oltre a tutti i paesi confinanti:, gli USA no, si sarebbero salvati, da qui si capisce da chi sono stati voluti gli attacchi:

 

 

 

Edited by SauroClaudio
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  • 2 weeks later...

ALL' OSPEDALE ALDER HEY DI LIVERPOOL FANNO A PEZZI I BIMBI SENZA IL CONSENSO DEI GENITORI

 

Posso riportare quanto ho letto su Facebook?? E’ sul bambino inglese al quale hanno staccato l’ossigeno…. Perché morisse.Sentite:

 

Matteo De Grandis: Ennesimo successo della "scienza". Il povero bimbetto inglese al quale hanno staccato l'ossigeno perche' "tanto ha una malattia irreversibile" l'ha messo in c..o a tutti respirando autonomamente per piu' di 10 ore. C'e' tanta gente in coma vegetativo e viene mantenuta in vita, ma lui no. E si e' vendicato!
La strategia usata negli hospice coi malati terminali stavolta ha fallito..

 

Lina Iannuzzi: Ed e' ancora VIVO alla facciazza di quelle merde cosmiche!

 

Lina Iannuzzi: AGGIORNAMENTO DEL MATTINO:
• Alfie sta bene: al momento lui, Kate e Tom, dormono un poco.
• Verso le 3 c'è stata una crisi respiratoria: non volevano dargli l'ossigeno (…perché no…) ma poi si sono convinti a ridarglielo.
• L'alimentazione è stata regolarmente riavviata: nel corso della notte Tom s'è accorto che gli infermieri ne affievolivano il flusso e l'ha ripristinata.
Insomma, una nottata come altre all'AH: tutti a prodigarsi per il “best interest”.

 

Lina Iannuzzi: ALL' OSPEDALE ALDER HEY DI LIVERPOOL FANNO A PEZZI I BIMBI SENZA IL CONSENSO DEI GENITORI: "In marzo ho chiesto all' ospedale una lista esatta di quello che avevano preso: c' erano anche gli organi riproduttivi che io però non avevo visto nei contenitori che avevamo seppellito. Mi hanno detto che forse erano nei "quadretti di cera". Ho chiesto spiegazioni e mi hanno detto che prima di restituirmi gli organi ne avevano preso qualche pezzettino. Dopo due settimane sono andata a vedere i quadretti di cera: hanno rovesciato una borsa marrone su un tavolo. Dentro c' erano ventiquattro quadretti della grandezza delle tessere del domino. Erano pezzi di cervello, di cuore... Io non capivo cos' erano e nemmeno loro. Dicevano: "E' la prassi, una parte di suo figlio deve rimanere qui". "Nel frattempo eravamo diventati tanti a chiedere conto dei pezzi dei nostri figli: più di mille. E abbiamo scoperto che non era soltanto il patologo olandese van Velzen - andato via dall' "Alder Hey" nel 1995 - a espiantare gli organi. Prima di lui ce n' erano stati altri e la prassi continua anche ora. Ne abbiamo viste tante di quelle borse marroni, che abbiamo fatto portare via dall' ospedale. Ora sono negli studi degli avvocati dello stesso "Alder Hey", piene di pezzettini di organi sotto cera. "Intanto abbiamo saputo che uno dei direttori dell' ospedale, Frank Taylor, e la sua vice Hillary Rowlands, erano stati licenziati, che il chirurgo che aveva operato mio figlio era sotto inchiesta da tre anni per incapacità professionale. E la storia è andata avanti. Negli scantinati dell' ospedale c' erano lingue e trachee. I cadaveri dei bambini arrivavano anche da altri ospedali, per svuotarli di tutto. E tutto questo sempre senza chiedere nessun consenso a noi, ai genitori. Tutto illegale. "

 

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ANCHE NEL RELATIVO L INFINITO TROVA LA SUA UNITA  ESPRESSIVA NELLA SFERA

 

Anche nel relativo l’infinito trova la sua attività espressiva nella sfera. La sfera infatti è un poliedro, ma nel quale gli angoli soni infiniti. Ogni punto della sfera è esattamente equivalente a qualsiasi altro punto ed è rappresentato dall’1. Né si potrebbe concepire un numero più grande dell’1, dal momento che non avrebbe alcun senso e sarebbe semplicemente la somma di elementi semplici 1+1+1 ecc. Se disegniamo una linea su tale sfera ci renderemo subito conto che non può trattarsi di una retta ma di un tratto di sfera composto da infiniti angoli. Pure se disegniamo una figura quale un triangolo sferico, ci renderemmo subito conto che non può trattarsi di un triangolo, perché a parte i tre angoli che balzano all’occhio, le tre linee che congiungono questi angoli (evidenti) sono composte da infiniti angoli. In sostanza qualsiasi figura si possa disegnare, sarà composta da infiniti angoli. La tendenza verso l’infinito, pertanto, non riguarda la sfera in toto ma qualsiasi suo punto. Oltretutto una sfera è facile da immaginare, mentre se immaginiamo un'altra funzione più semplice, che abbia tendenza all’infinito, ci risulta estremamente difficile. Una retta ad esempio. Una retta infinita, che non abbia né principio, né fine ci risulta estremamente difficile immaginarla. Comunque anche un tratto di retta è costituito da infiniti punti, per cui possiamo dire con certezza che qualsiasi funzione relativa esprime il concetto di infinito proprio perché l’elemento fondamentale che costituisce la realtà universale è l’1 al quale concettualmente non possiamo attribuire nessuna funzione di grandezza materiale. Comunque ritornando alla nostra sfera, possiamo immaginare un punto, un soggetto, che la percorra. Immaginiamo la terra, perfettamente liscia, e quindi priva di punti di riferimento, e noi che la percorriamo in lungo ed in largo. Ebbene potremmo girarla migliaia o milioni di volte e restare nella convinzione di trovarci su una superficie infinita. Soltanto un moto diverso, e cioè verso l’alto ci farebbe prendere coscienza della realtà. Vedendo la sfera dall’alto, ci renderemmo subito conto che si tratta di una superficie finita. In matematica troviamo dei paradossi: infatti essa ci dice che quanto maggiore è il raggio, tanto minore sarà la curvatura della circonferenza. In realtà per la sfera, per qualsiasi sfera non possiamo applicare questo concetto, perché qualsiasi sfera, pur diminuendo il raggio ha curvatura costante, qualsiasi sfera concettualmente è sovrapponibile a qualsiasi altra sfera. Possono diminuire certamente le dimensioni, ma può abbassarsi pure il punto dell’osservatore, ed allora ecco che la sfera riacquista la sua dimensione originaria. Ed anche un osservatore infinitamente piccolo che percorresse la superficie di un neutrone avrebbe la sensazione di trovarsi su una superficie infinita Inoltre la sfera è la figura tridimensionale con il minimo rapporto superficie/volume: ciò spiega perché a tale forma tendono molti oggetti fisici, dalle gocce di liquido ai corpi celesti. Ad esempio, le bolle sono sferiche perché la tensione superficiale tende a minimizzare l'area a parità di volume. E così sappiamo che tutti i corpi celesti tendono ad avere superficie sferica. Dalla matematica sappiamo che la superficie sferica è espressa dalla formula A=4(P GRECO) R2, mentre il volume è espresso dalla formula V =4/3 (P GRECO) R3 ma pure sappiamo per certo che con l'aumentare del raggio, il volume della sfera cresce più della superficie. Infatti il rapporto fra queste due quantità è r/3. Ora questo risulta un paradosso avendo una simile variante in quanto le espressioni per calcolare il volume e la superficie restano costanti. Ciò vorrebbe dire che ogni qualvolta riduciamo ad un terzo il raggio della sfera, diminuisce il volume di tre volte rispetto alla superficie, oppure viceversa ogni qualvolta triplichiamo il raggio di tre volte aumenta il volume di tre volte rispetto alla superficie. Ma questo è in aperto contrasto con le formule che ci portano a calcolare superficie e volume e che restano costanti. Dal momento che se ciò fosse vero anche il calcolo delle superfici e dei volumi dovrebbe essere espresso da delle variabili. Ma questo problema si pone solo quando ci rapportiamo ad una sfera più grande, mentre se restiamo nel singolo tutte le formule restano invariate. Ma quando noi ci rapportiamo facciamo un operazione che non ha valore per la singola sfera. Infatti noi rapportiamo l’1 all’1+1+1, cioè ad una somma di unità che si esprimono semplicemente in fase sequenziale. Ma una somma di unità non possono far variare le costanti fondamentali, perché tutto deve rapportarsi sempre all’1 che è l’elemento universale. Pertanto se è pur vero che con l’aumentare del raggio il volume della sfera cresce più della superficie, ciò resta semplicemente come dato teorico, mentre la sfera resta sostanzialmente con le sue caratteristiche fondamentali. Ad esempio se immaginiamo una persona infinitamente piccola che percorra la superficie di un neutrone, essa si troverebbe nelle stesse condizioni di un gigante che percorre la superficie di una sfera grande come una stella gigante. Entrambi crederebbero di trovarsi su una superficie infinita e potrebbero percorrerla all’infinito e tutti i calcoli relativi alle singole due sfere resterebbero invariati. Il rapporto r/3 ci dice semplicemente che l’universo si muove per unità triplici, cioè abbiamo 1+1+1 ed una volta raggiunto il 3 passiamo ad una nuova sequenza trina. In modo molto banale, anche nel relativo per fare un esempio, possiamo considerare la realtà come, materia, vita, psichismo. Oltre lo psichismo si salta ad un altra frequenza trina.

 

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ASSURDITÀ DI EINSTEIN

Ma io credo che oltre ai motivi politici Einstein sia stato mitizzato proprio per le sua assurdità e per le sue contraddizioni logiche. Come dice giustamente Leonardo Angeloni: “la sintesi è effettuata senza nessuna attenzione alle contraddizioni logiche e l’enumerazione, cioè la convalida sperimentale della teoria è completamente disattesa in virtù della ammissione che la velocità della luce rappresenta un valore limite non raggiungibile ( e neanche avvicinabile)  da strumenti di misura  macroscopici e tanto meno da osservatori umani.” Dimmi te che senso ha esprimere una formula dove uno dei fattori anziché essere una costante diventa una variabile, ed infatti se noi consideriamo la C che non è altro che la V della luce, dal momento che la V= SPAZIO/TEMPO, il tempo si contrae progressivamente a mano a mano che ti avvicini alla C fino ad annullarsi quando raggiunge la C. Ora avresti C= SPAZIO/ZERO = ZERO (qualcuno mi contraddica se può). In secondo luogo come la esprimi la MASSA, in Kg, Ettogrammi, Quintali, o numero di atomi che la compongono??? Non puoi certo esprimerla in ENERGIA dal momento che questa è quella che dovresti ricavare moltiplicando la massa per C^2. Ma come dice giustamente Leonardo Angeloni” Un semplice calcolo utilizzando l’equazione di Einstein E = mc2 e l’equazione di Plank E=hν mostra che ad un fotone ultravioletto di lunghezza d’onda di 250 nm corrisponde una massa circa 100.000 volte inferiore di quella di un elettrone a riposo dimostrando che siamo estremamente oltre il limite dell’applicabilità della meccanica classica.””  http://www.angleo.it...embre 2009_.pdf

 Inoltre se speri di calcolare l’energia espressa da una bomba atomica elevando 300.000 al quadrato stai fresco. Inoltre “Egli (Einstein) accetta le equazioni di Maxwell che conducono alla definizione della velocità della luce come una costante universale, tuttavia per poter giustificare la natura corpuscolare della radiazione, e quindi ricondurre la sua trattazione all’interno della meccanica classica egli è costretto ad una completa redifinizione dei concetti fondamentali di spazio e di tempo che da variabili indipendenti, assumono la funzione di variabili dipendenti dalla velocità del sistema di riferimento””. Inoltre “Questo procedimento, esteso da Einstein alle forze gravitazionali nella teoria generale della relatività ha portato, soprattutto in campo cosmologico, ad una trattazione in cui i buchi neri, la materia oscura e l’energia oscura la fanno da padrone con un peso maggiore al 95% dell’intero universo connotandola più come scienza occulta che come scienza razionale. Nessun essere razionale potrebbe mai dar fiducia ad un amministratore che è in grado di render conto di meno del 5% del patrimonio amministrato considerandolo od un incompetente od un intrigante. Per concludere “”E proprio la mancanza di questa corretta correlazione che ha portato erroneamente Einstein a simulare un campo gravitazionale con il moto uniformemente accelerato di un ascensore ed a sviluppare la sua teoria della relatività generale. L’uomo quindi, con i suoi apparati di misura e con i suoi sistemi di riferimento interni ed esterni viene reintrodotto all’interno del fenomeno fisico da cui si era autoescluso ritenendosi un osservatore esterno e neutrale senza peraltro rinunciare al criterio di oggettività che viene garantito con la determinazione dei processi di correlazione fra i vari sistemi di riferimento e quindi tra i vari sistemi di misura ed in ultima analisi tra i vari individui.””

La fisica ha bisogno di questa pre-logica per formulare le sue teorie pre-logiche di cui ha estremo bisogno, anche per questo Einstein è stato elevato a simbolo. La scienza ha sostituito la religione, oggi al posto di Gesù Cristo c’è Einstein che fa da padrone. Per questo nel tabernacolo l’Ostia è stata sostituita con E=M*C^2. Una volta se esprimevi qualcosa contro Gesù Cristo ti bruciavano sul rogo, ora se esprimi qualcosa contro Einstein vieni emarginato dalla Comunità Scientifica.

 

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CICLOGENIA DI EDERLEIN

6 settembre 2015 alle ore 0:16

 

La conoscete la Ciclogenia di Enderlein???? Questa dottrina afferma che, in condizioni ben precise, una particolare specie microbica può manifestarsi in differenti forme e stadi di sviluppo, dal più piccolo grado di dimensione ultramicroscopica sino agli stadi grandi, polinucleati, altamente sviluppati dei batteri e dei funghi. Enderlein partì dall'osservazione, che più si retrocede nello sviluppo – dal più evoluto e completo sino al più semplice – più plastica e variabile diventa anche la sostanza vivente e più velocemente avviene il passaggio da una forma vivente all'altra. Il risultato del lavoro di Enderlein è racchiuso nell'opera “Bakterien Cyclogenie”. Essa illustra il ciclo di sviluppo dei batteri a partire dal più piccolo stadio di virus del grumo similproteico, fino ad arrivare allo stadio di bacillo e da qui allo stato microscopico di fungo. Tutto ciò è stato confermato anche da ricerche recenti effettuate da Kölbel, Domagk, Uyeda, Harmsen e Meinecke dell'Istituto di Ricerca per la Tubercolosi di Borstel. Anche in questi lavori è stato omesso di citare Ende.

Si osservi questo filmato, l'ingrandimento è spinto fino a 1200 X. A questo ingrandimento un globulo rosso, lo vedreste sullo schermo grande 3 cm. Qui ci sono dei flagellati (saranno flagellati??) estremamente mobili e delle dimensioni inferiori al micron; non sono neppure Bacterioides perchè sarebbero più grandi; che diavolo possono essere??

 

 

Una recente scoperta che pare dar ragione ad Enderlein è quella dei prioni, dei grumuli proteici privi di DNA che hanno la capacità di replicarsi, e come senza DNA?? Non c'è ancora una risposta. Ufficialmente sono stati scoperti quando c'è stata l'epidemia di Encefalopatia Spongiforme Bovina, o Morbo della Mucca Pazza ( Creutzfeldt-Jakob ); ufficialmente ci sarebbero stati solo due casi in Italia. Ufficialmente!!!! visto che un caso l'ho avuto anch'io a Badia Calavena, ed in quel periodo andai a trovare il mio amico neurologo nel suo studio dell'Ospedale di Borgo Roma, e mi balzarono all'occhio due EEG praticamente piatti, e gli chiesi " chi sono??" " sono due casi di Creutzfeldt-Jakob che abbiamo attualmente ricoverati" mi disse. Quindi credo che i casi siano stati molto di più di quelli che hanno detto, in realtà credo diverse centinaia, ma dovevano salvare il mercato della carne e non suscitare panico nella popolazione, quindi i casi ufficiali sono stati solo due. Ma vediamo cosa dice dei prioni l'enciclopedia Wikipedia

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Prione

 

""È considerato omologo ad un virus patogeno sebbene le sue proprietà biochimiche si discostino dalla classica definizione di virus, dove l'informazione genetica viene veicolata da acidi nucleici; essi aprono probabilmente il campo ad una nuova classe di agenti biologici. I prioni sono causa di una serie di malattie in una varietà di organismi, tra cui l'encefalopatia spongiforme bovina (BSE, nota anche come "malattia della mucca pazza") in bovini e la malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJD) negli esseri umani. Tutte le malattie animali da prioni note influenzano la struttura del Sistema nervoso centrale o di altri elementi neurali dei tessuti, e tutti sono attualmente incurabili e sempre letali. La sua modalità di infezione è data da una particolare catena proteica alfa e beta ripiegata in maniera scorretta, che induce altre proteine ad assumere la stessa conformazione anomala. Queste proteine sono poi in grado a loro volta di infettare le proteine adiacenti. Studi recenti effettuati da ricercatori tedeschi hanno portato alla luce meccanismi secondo i quali questi agenti infettivi, responsabili delle suddette malattie, sarebbero trasmissibili per via aerea (un minuto di esposizione ad un aerosol con prioni è sufficiente per provocare la malattia). I risultati di questi esperimenti, presentati sulla rivista PLoS Pathogens, si pensa possano rappresentare un punto di partenza per la creazione e sperimentazione di nuove metodologie difensiv""

""I prioni sono resistenti alle alte temperature e alle normali procedure di disinfezione. Si ritiene che il contagio avvenga quando l'animale introduca nel proprio organismo, mediante l'alimentazione, tessuti di animali infetti. Le farine animali, ricavate dagli animali morti e usate per l'alimentazione bovina fino allo scoppio della malattia, sono state ritenute la causa prima di questa pestilenza. In particolare, la modifica della sgrassatura delle farine, decisa nel Regno Unito sostituendo l'estrazione con solventi organici con altre metodiche, fu ritenuta la causa principale della mancata inattivazione del prione.""

I prioni sarebbero resistenti a temperature di diverse centinaia di gradi, infatti, quando c'è stata l'epidemia in Inghilterra hanno dovuto bruciare ad oltre 700 gradi diverse migliaia di capi di bestiame e nonostante le altissime temperature avevano paura che alcuni prioni si diffondessero nell'aria. I prioni sono talmente piccoli che non sono visibili al microscopio ottico, ma solo a quello elettronico, ma quello che stupisce è come la vita possa essere presente in strutture così semplici. Ai prioni sono state attribuite diverse patologie ed in particolare:

 

    Agente della Malattia di Creutzfeldt-Jakob (MCJ, o CJD) nell'uomo

    Agente della Nuova variante di MCJ (nvMCJ)

    Agente della Malattia di Gerstmann-Sträussler-Scheinker (MGSS)

    Agente del Kuru;

    Agente dell'Insonnia familiare fatale (IFF)

    Agente della scrapie degli ovini

Si sono invocati i prioni anche nel Morbo di Alzheimer ed infatti inoculando piccole parti del cervello in cavie si trasmette la demenza inoltre con il microscopio elettronico si sono viste nel cervello le caratteristiche "placche" prioniche.

Ma perchè mi direte ho tirato in ballo tutto questo discorso sui prioni, perchè adesso alcuni ricercatori cominciano a tirarli in ballo anche per certe forme tumorali. Sono ricerche solo all'inizio, ma si è visto che anche le cellule tumorali se inoculate in altro individuo si replicano e non c'è rigetto. Allora il discorso sulla Vit D non è più valido?? Invece diventa ancora più valido perchè si è visto che questo ormone agisce almeno su 900 geni, ed è probabile che agisca sulla replicazione dei prioni, sempre che questa ipotesi sia confermata da ulteriori ricerche. Ma questo spiegherebbe anche perchè la chemioterapia finora abbia avuto poco successo, probabilmente perchè i chemioterapici vanno ad interferire poco sulla replicazione prionica. E' probabile, che quell'ormone sintetizzato dal sole abbia un azione più energica ed anche più specifica sia nella prevenzione che nella cura.

 

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CO2 in atmosfera: mai così alta in 800.000 anni: sia chiaro che senza CO2 la temperatura media dell’atmosfera sarebbe di -18°. Questo vi da l’idea di quanto siano importanti anche minime variazioni della CO2

Per molte migliaia di anni i livelli di CO2 in atmosfera sono oscillati tra 170 e 280 parti per milione: le cose hanno iniziato a cambiare molto velocemente con l'inizio dell'era industriale.

L'analisi dei dati mostra che procediamo al ritmo di oltre 2 ppm in media in più ogni anno, ma questo fino a 10 anni fa, mentre negli ultimi 10 anni la crescita è stata esponenziale: entro i prossimi 10 anni, se non prima, potremmo raggiungere le 500 ppm (o anche 550 ppm secondo alcuni esperti). Questo anticipa di 40 anni le previsioni: cioè si pensava che le 550 ppm si sarebbero raggiunte entro 50 anni. Negli anni '50, le prime misurazioni di Charles David Keeling evidenziavano concentrazioni stabili attorno a 310 ppm; oggi, in un milione di kg di aria troveremmo oltre 410 kg di anidride carbonica cioè 410 ppm , un terzo in più rispetto alle letture di 60 anni fa ed addirittura più che doppia di quella antecedente all’era industriale.

Gli effetti di tutto questo sono difficilmente immaginabili: gli esseri umani non hanno mai respirato aria così satura di CO2. Sull'ultima volta che si sono toccati tali valori non c'è un accordo, ma potrebbe essere stato nel Pliocene, tra i 4,6 e i 2 milioni di anni fa, o nel medio Miocene (14-10 milioni di anni fa). Ma le 550 ppm si possono far risalire al Cretaceo o al Giurassico, cioè a 60-110 milioni di anni fa, l’epoca dei dinosauri.

Gli aumenti della CO2 nell’atmosfera nella preistoria si pensa siano stati causati da immensi incendi che potevano interessare un intero continente: nella preistoria infatti la terra era tutta ricoperta di foreste. Un altro motivo può essere stata un intensa attività vulcanica, anche se questo è meno probabile dal momento che le eruzioni vulcaniche generano anche ANIDRIDE SOLFOROSA che ha un effetto raffreddante. Per cui le foreste che ricoprivano il pianeta se, assorbendo CO2 hanno contribuito a ridurre la temperatura della terra innescando i periodi glaciali, incendiandosi successivamente hanno dato luogo ai periodi caldi con conseguente scioglimento dei ghiacci. L’importanza della CO2 nel riscaldare l’atmosfera trattenendo i raggi infrarossi è tale che se nell’atmosfera non ci fosse la CO2 la temperatura si attesterebbe sui 18 gradi sotto zero. Ora siamo passati da 170 e 280 parti per milione prima dell’era industriale ai 410 parti per milione attuali. Benché non sia il peggiore gas serra (questo primato spetta al metano), la CO2 è il più abbondante e quello che può maggiormente incidere sul clima: livelli di 550 ppm di anidride carbonica potrebbero causare un aumento della temperatura media globale di 8 °C, ossia quattro in più del limite massimo prospettato . E’ possibile che livelli così alti di CO2 si possano raggiungere più rapidamente del previsto visti gli enormi incendi di interi continenti (es Australia, Siberia, Amazzonia). Inoltre l’aumento della temperatura di 8° C causerebbe lo scioglimento non solo dell’Artide, ma anche dell’Antartide con conseguente rialzo degli oceani di 67 metri. Già ora, che la temperatura media, rispetto a 60 anni fa, è aumentata di 3° centigradi (e non di 1,5 come si sente talvolta dire), già si sono sciolti gran parte dei ghiacciai alpini, si sono sciolti 5 miliardi di m^3 di ghiaccio in Groenlandia, si è praticamente sciolto il Polo Nord determinando problemi enormi per gli orsi bianchi e per le foche e trichechi che devono accontentarsi di qualche zolla di ghiaccio, si stanno sciogliendo tutti i bordi esterni del Polo Sud, e c’è il rischio che si stacchi una zolla di ghiaccio grande tre volte l’Italia e se questo avviene il livello degli oceani potrebbe alzarsi di 1 metro. Andrebbero sott’acqua, Venezia e tutte le città costiere. Il grave è che anche se cercassimo di abolire tutte le emissioni di CO2, la situazione dell’atmosfera è giunta ad un punto tale che la temperatura continuerebbe ad aumentare lo stesso. Questo dipende dal fatto che i 9/ 10 della CO2 è incamerata nell’acqua degli oceani. Questi, più aumenta la temperatura dell’atmosfera più rilasciano CO2 perché pure l’acqua si riscalda; ora si è visto, da studi fatti, che l’incremento esponenziale della CO2 dipende più dagli oceani che dall’attività industriale, si è visto anche, che in questo momento, gli oceani rilasciano molta più CO2 di quella che ci si aspetterebbe, pertanto è un circolo vizioso, più CO2 rilasciano gli oceani, più l’atmosfera si riscalda, e più si riscalda l’atmosfera più CO2 rilasciano gli oceani. C’è da presumere che quei 550 ppm sia una previsione troppo ottimistica.  “”Gli oceanografi ritengono che negli oceani ci sia da 50 a 60 volte più CO2 che nell’atmosfera ed essi sono dei forti accumulatori di questo gas. È stato calcolato che dall’inizio della rivoluzione industriale ad oggi gli oceani hanno emesso circa 2 trilioni di tonnellate di biossido di carbonio (CO2) nell’atmosfera.”” Anche l’ipotesi formulata sulla rivista NATURE che sembra che gli oceani siano diventati meno assorbenti per delle correnti che fanno risalire l’acqua fredda delle profondità in superficie, a mano a mano che la parte alta si riscalda, si è dimostrata errata, in quanto si è visto che questo è un effetto transitorio e molto passeggero ed inoltre limitato alle acque tropicali e subtropicali. Insomma, uno studio successivo ha dimostrato che l’emissione di CO2 è costante e continua.

 

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COMPLESSITA  IRRIDUCIBILE DELLA VITA

Quello che vi ho illustrato sul concetto di anima come campo di informazione dinamica può inoltre spiegare la COMPLESSITA'IRRIDUCIBILE DELLA VITA secondo Michael Behe. Poichè abbiamo relegato la selezione naturale di Darwin in un angolino, come impulso all'evoluzione resta questo campo di informazione che trasferisce dati e concetti di una struttura vitale, ad un altra struttura vitale fondendosi con questa. In questo senso non si intende l'evoluzione in senso creazionistico, ma semplicemente come legge che ha in se la vita di trasferire dati attraverso una struttura energetica che ha già elaborato in se questi dati e può così trasferirli, una volta che si è liberata dalla struttura elettromagnetica del cervello (con la morte) ad un altra struttura energetica vitale che le sia strutturalmente affine.

 

 

COMPLESSITA’ IRRIDUCIBILE DELLA VITA

Il concetto di "complessità irriducibile" viene elaborato da Michael Behe, biochimico della Leighton University, per descrivere quei meccanismi il cui funzionamento dipende dall'interazione di molte parti. Questi sistemi non possono formarsi per lenta evoluzione, ma debbono necessariamente essere progettati e assemblati tutti in una volta.
Come afferma anche Michael Behe, troppi apparati delle creature viventi presentano una complessità irriducibile. Come esempio di "complessità irriducibile", Behe porta il caso della trappola per topi. Costituita di cinque pezzi - una molla, la fagliela, il gancetto che tiene la tagliola in posizione, l'esca, la tavoletta su cui il tutto è inchiodato - è una macchina molto semplice. Ma la sua semplicità "non può essere ridotta". Se manca un solo pezzo, non è che la trappola funzioni meno bene; non funziona affatto. Dunque, non può essersi formata a poco a poco, con aggiunte e miglioramenti; la trappola è stata progettata fin dall'inizio così. Molti apparati di esseri viventi sono ugualmente "irriducibili". Non funzionano se mancano anche solo di un componente
I meccanismi biochimici che vengono studiati a livello molecolare non sono altro che delle "macchine composte di molecole" e come tali vanno osservate.
Prendendo in esame una macchina semplice come la trappola per topi, si osserva che essa è composta da 5 parti (tagliola, molla, berretta, gancio e formaggio): togliendo una qualsiasi di queste parti, la trappola non funziona più, cioè la macchina non può essere resa più semplice di com'è.
Lo stesso discorso vale per le "macchine molecolari", e Behe per dimostrarlo ha preso in esame il flagellum, il ciglio degli organismi monocellulari che funziona come una sorta di "motore fuori bordo".
Gli evoluzionisti considerano gli organismi monocellulari, come i batteri, le forme di vita più semplici e primitive, trovandosi al gradino più basso della scala evolutiva attuale.

In realtà non è così: le ricerche dei biochimici dimostrano che non c'è assolutamente niente di "semplice" e che tutt'altro che primitivi, i batteri rappresentano invece un caso di "miniaturizzazione".
Il flagellum è un tipico caso di complessità irriducibile: è un meccanismo molto complesso, risultato dell'azione coordinata di ben 50 geni del DNA.
Semplificando al massimo la descrizione, esso risulta composto da 3 diverse proteine che danno luogo a diverse strutture e funzioni:
- la tubulina per i microtubuli;
- la nexina, che produce una sorta di adesivo gommoso;
- la dyneina che permette il movimento.

Le tre proteine hanno una funzione coordinata che soltanto nell'insieme compone il flagellum e ne permette il funzionamento. Esse devono necessariamente essere esistite tutte e tre sin dall'inizio, né possono essersi formate gradualmente per selezione naturale perché, nell'intertempo tra la formazione dell'una e dell'altra, il flagello sarebbe stato inutilizzabile, non avrebbe consentito il movimento e la struttura – o addirittura i batteri stessi - sarebbero stati esposti alla soppressione da parte della selezione naturale stessa, perché inadatti alla vita.
Un altro esempio, più facilmente comprensibile perché ci riguarda da vicino, è il meccanismo di coagulazione del sangue.
Esso prevede una cascata proteica composta da 4 proteine diverse, tutte concorrenti, in un delicato equilibrio, ad ottenere l'effetto coagulante in caso di emorragia. L'intero meccanismo, in realtà, coinvolge una dozzina di proteine che hanno funzione regolatrice, controllando che il coagulo si formi solo dove è necessario, smontandolo quando non è più utile ecc.
La cascata proteica necessita di tutte e 4 le proteine che la compongono ed è un esempio di complessità irriducibile, perché, se anche soltanto una delle proteine non fosse stata presente sin dall'inizio, negli individui portatori della cascata incompleta il meccanismo della coagulazione non avrebbe funzionato ed essi sarebbero in breve morti per emorragia o per trombosi.
Diversi scienziati evoluzionisti hanno tentato di confutare questi studi, tra questi il dott. Russel F. Doolittle, membro della National Academy of Sciences, che in polemica con Behe ha cercato di dimostrare l'errore del ragionamento circa la coagulazione, applicando il consueto metodo "scientifico" degli evoluzionisti:
ha cominciato col dare per certo il principio darwiniano, secondo il quale si possono comporre "alberi genealogici" degli esseri viventi in base alla percentuale di diversificazione delle sequenze di aminoacidi delle proteine che li compongono (maggiore diversità = precoce divergenza delle linee evolutive delle due specie rispetto al progenitore comune);
ha continuato stabilendo che questo meccanismo di "errore-correzione" casuale, che si verifica continuamente nella duplicazione del DNA, è alla base della cascata proteica della coagulazione, nella quale le 4 diverse proteine sarebbero state prodotte da micromutazioni casuali di un'unica proteina iniziale; la dimostrazione di questo "dato scientifico" starebbe nella inutile complessità del meccanismo di coagulazione: «Nessun Creatore avrebbe progettato un sistema così indiretto e macchinoso» ha affermato Doolittle;
ha concluso "leggendo in modo elastico" i risultati di una ricerca eseguita da altri scienziati, su due gruppi di topi ai quali era stato sottratto rispettivamente il gene produttore di due delle proteine della cascata proteica. I topi così manipolati sono andati incontro fatalmente ad emorragie o trombosi, ma, secondo Doolittle, accoppiandoli tra loro, la prole sarebbe stata perfettamente sana, il che avrebbe dimostrato che la coagulazione può avvenire anche in assenza di alcune proteine
. Le conclusioni a cui erano giunti i ricercatori, invece, erano ben diverse: la prole di quei genitori deficitari era incapace di formare coaguli e le femmine morivano durante le gravidanze.
Ben diversamente dai desideri di Doolittle, la ricerca ha dimostrato con prove certe e ripetibili che la cascata proteica della coagulazione è un esempio di complessità irriducibile e che soggetti deficitari anche di una sola proteina non potevano essere intermediari evolutivi, perché meccanismi semifunzionanti non sarebbero stati riconosciuti "vantaggiosi" nella "lotta per la sopravvivenza"; non avrebbero superato "il vaglio severo della selezione naturale" perché la loro utilità si sarebbe rivelata soltanto a posteriori, a processo evolutivo concluso, non durante la comparsa casuale dei singoli componenti del meccanismo


Nulla accade a caso!! La Complessità Irriducibile dimostra senza ombra di dubbio che la natura ha un intelligenza sua propria che travalica qualsiasi nostra deduzione o immaginazione.

Parlando della Complessità Irriducibile io non vorrei essere frainteso.
Sono ben lungi da proporre una teoria creazionistica, ho solo detto che nell'ambito della vita potrebbero operare altre leggi che ci sfuggono e restando sempre in un campo prettamente materialistico.
Del resto della vita sappiamo gran poco, per cui mi pare che sia lecito pensare che non si è tutto esaurito.
Già la quantistica è alla ricerca continua di nuove leggi, io non vedo perchè per la vita dovremmo già sapere tutto, in realtà sappiamo ben poco.

Ad esempio il flagellum, necessita per formarsi e per essere funzionale, di una determinata conformazione proteica oltre a tutto il resto e per formarsi solo per selezione naturale necessiterebbe di un miliardo di secoli. Questo nessuno lo può smentire, basta fare un semplice calcolo teorico. Questo significa che nell'ambito della vita operano delle leggi a noi sconosciute; in sostanza la vita tende per una legge sua intrinseca alla complessità ed alla funzionalità e qui il concetto di anima come campo di informazione dinamica ci stà alla perfezione (che poi ci siano delle eccezzioni questo è secondario). Il che significa che le proteine del flagellum si combinano già di suo secondo un determinato ordine senza dover passare attraverso infiniti passaggi selezionistici.. Io mi stupisco che non si possano accettare simili considerazioni, quando si accetta tranquillamente che l'universo è uscito da un punto (Big.Bang), che due elettrni possano comunicare anche se distanti miliardi di anni luce (quantistica), e che la Teoria delle Stringhe contempli 28 dimensioni.

 

 

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DIMOSTRATA LANIMA CON LA FISICA QUANTISTICA

Quelle che stò per proporvi sono delle considerazioni che attingono al concetto di Anima che ha proposto secondo i presupposti della Fisica Quantistica un noto ricercatore in tal campo, ma che io stesso ho completamente modificato in quanto quello che veniva postulato era soltanto un campo elettromagnetico senza nocciolo individuale e scollegato dal concetto di VITA. Pertanto , in tale chiave, il concetto di anima sarebbe stato applicabile anche al vostro computer. Tendo a ribadirlo, perché quello che è postulato sotto è completamente mio.

 

STRUTTURA ANIMICA DEGLI ANIMALI

 

Certamente, gli animali hanno una struttura animica tanto più forte quanto più è elaborato il SNC. Anche gli animali possiedono un nocciolo individuale solo che questo a differenza di quello umano non si autoriconosce, cioè è privo di un attività critica. L’attività critica è subentrata nell’uomo o meglio ha trasformato il primate in uomo  circa 200.000 anni fa (con il Cromagnon)ed in quel momento l’uomo ha iniziato a porsi la domanda dei significati, a guardare (e vedere) le stelle ed a sviluppare l’arte; l’attività critica dell’uomo è legata ad un'altra struttura che va oltre l’inconscio e non si intende in questa sede dare una terminologia che può richiamare alla religione, perché è tutt’altra cosa. Ma qui si intende parlare della struttura animica dell’animale (che ha anche l’uomo, come animale), la quale alla morte viene riutilizzata da altri animali simili, e può dare un impulso all'evoluzione delle specie (e quindi l’evoluzione della specie non avviene solo per selezione naturale in senso Darwiniano). Si tratta sostanzialmente di una forza magnetica, anche se molto debole e non rilevabile ma descritta molto bene dalla fisica quantistica. Il fatto che abbia specificato all’inizio che anche gli animali hanno un nocciolo individuale è estremamente importante per tutto il discorso che segue. Infatti una struttura energetica elettromagnetica ce l’ha anche il vostro computer, solo che questo non ha un nocciolo individuale né mai riuscirete a darglielo, né mai l’uomo riuscirà a costruire una struttura con un nocciolo individuale, perché questo è legato all’essenza stessa della vita, la quale va oltre a qualsiasi definizione sia fisica che filosofica. Ma la struttura animica è solo un aspetto della vita e possiamo definirlo come “un campo di informazione dinamica”.
Per chi non avesse capito faccio un po una sintesi, perchè il discorso altrimenti può risultare effettivamente complesso:
Un “campo di Informazione dinamica”, costituito da una determinata quantità di bit di Informazione, entro certi limiti di intensità, non potrà mai andare a costituire un singolo elettronvolt o Joule di energia. Ragion per cui, esso stesso (non potendo interagire con il resto dell’energia del sistema, molto più intensa e misurabile con strumenti fisici poiché in grado di interagire con i diversi campi elettromagnetici del sistema in questione), rimane sempre indipendente da qualsiasi processo entropico termodinamico.

La cosa più importante che possiamo dedurre da queste ultime considerazioni, è che un “campo di informazione dinamica” che rientri entro certi limiti di intensità e che converga in un punto che da l’individualità, non è vincolato da alcun tipo di processo entropico termodinamico. Ne segue a volte l’andamento, ma non è soggetto ad alcuna interferenza di campo. Esso è quindi in grado di auto-organizzarsi, ossia di mantenere costante e regolare la sua struttura nel tempo, senza alcuna interferenza da parte dei comuni campi di energia che vanno a costituire l’ambiente del sistema considerato. Inoltre, esso, una volta libero (con la morte) sarà in grado di fondersi con altri campi di informazione dinamica della stessa intensità, e quindi di accrescere la sua estensione nello spazio, ma non necessariamente il suo livello di intensità.
Ed ora andiamo a scoprire cosa ha a che fare tutto ciò che vi ho esposto sinora, con il concetto di Anima.
La mente umana, come ben sappiamo, produce un determinato campo magnetico nell'ordine delle decine di femtoTesla (1 fT = 10^–15 T). Questo campo, lo dobbiamo semplicemente alla nostra attività cerebrale. Già allo stato fetale, ossia pochi mesi prima della nostra nascita, il nostro cervello, grazie alla sua costante attività, produce un campo di informazione dinamica che dal momento in cui veniamo al mondo, continua negli anni a farsi sempre più intenso, sino a raggiungere un determinato limite
. Ora è assolutamente necessario che vi sia ben chiara una cosa: il campo di informazione dinamica prodotto dall’attività cerebrale non è nient’altro che il prodotto di un campo elettromagnetico, però campo elettromagnetico e campo di informazione dinamica inerente alla vita non vanno confusi, in quanto il primo è inerente alla vita e confluisce in un punto che da l'individualità, mentre il primo (campo elettromagnetico) resta anonimo, non necessariamente crea un campo di informazione, e può essere trovato, nel suo anonimato, in un infinità di altri sistemi non vitali.
Se proprio vogliamo, possiamo identificare il campo di informazione dinamica del nostro cervello, come una sorta di “risonanza” del campo magnetico dovuto all’attività cerebrale (molto più intenso e quindi misurabile con strumenti fisici: es EEG ed altro).
Un campo di informazione dinamica e confluente in un punto è in grado di auto-organizzarsi, ossia di mantenere costante e regolare la sua struttura nel tempo, senza alcuna interferenza da parte dei comuni campi di energia che vanno a costituire l’ambiente del sistema considerato (in questo caso: mente umana – ambiente ad essa circostante).
Ecco quindi in quali termini potremmo intendere il concetto di Anima; ovvero, essa è da considerarsi un particolare tipo di campo di informazione dinamica, in grado di dissociarsi dal corpo fisico che lo “ospita”, nel momento in cui non vi sono più i presupposti per poter rimanere legato alla propria sorgente elettromagnetica (attività cerebrale).
Affermare quindi che l’Anima sopravvive alla morte al di la di un tempo definito, è quindi in linea di principio del tutto corretto. Affermare che gli animali (oltre alla specie umana) hanno un’Anima, anche in questo caso è in linea di principio corretto.
Tutte queste ipotesi e considerazioni, sono a mio avviso totalmente in accordo e “affini” alla teoria di Rupert Sheldrake sui campi morfogenetici, a quella di Richard Dawkins sulla Trasmissione dei Memi (memetica), e infine a quella di Carl Gustav Jung sull’Inconscio collettivo. Nella "scienza ortodossa", tutto il discorso sull'interazione tra Entropia termodinamica e Informazione, risulta valido solo ed esclusivamente su sistemi isolati (chiusi e aperti) in cui è presente un osservatore in grado di interagire con il sistema considerato e quindi di rilevare-calcolare tutto ciò che accade all’interno del sistema stesso (di cui egli fa parte). Questa condizione è quindi l’unica che ci è consentito di conoscere, sulla base della quale siamo in grado di misurare-calcolare ogni passaggio di stato dell’energia, con rispettivi livelli di entropia (termodinamica e dell’Informazione) e quantità di Informazione. Da questo assunto, si arriva quindi alla seguente conclusione: Per qualsiasi osservatore (si noti bene "osservatore") che si trovi all’interno di un sistema termodinamico, è assolutamente impossibile misurare-calcolare un’eventuale quantità di Informazione che si sposti o si trovi al di fuori del proprio sistema di riferimento. Nell’ipotesi a Molti Mondi di Everett, tutte queste mie considerazioni trovano sicuramente terreno fertile. Sia chiaro che queste considerazioni sono una deduzione logica che può derivare non solo dalla Fisica Quantistica, ma anche dalla Fisica Classica. Ho riportato in sintesi solo quello che ha scritto un fisico quantistico ma aggiungendo delle correzzioni che ritenevo indispensabili, ma non ho frainteso niente. Capisco che per te il Sapiens si serva solo del cervello per elaborare, ma ci sono dei fatti che farebbero pensare il contrario.
E' chiaro che tutto passa attraverso il cervello. Hai capito, passa attraverso il cervello, non è il cervello.
Rupert Sheldrake, biologo e saggista britannico, nei suoi scritti: A New Science of Life (1981) e The Presence of the Past (1988), elabora la teoria dei campi morfogenetici. Sheldrake si pone il problema di prevedere il comportamento di un aggregato (un sistema, un organismo complesso composto da più parti) sulla base dei comportamenti dei suoi singoli elementi. Prendendo come riferimento il volo degli stormi di uccelli, o la formazione dei cristalli, fino a considerare le molecole proteiche del corpo umano o la formazione di cellule diverse a partire da un'unica cellula e da un unico DNA, Sheldrake idividua la presenza di una forza invisibile presente nel sistema ma non identificata con uno dei suoi componenti, bensì col sistema stesso. Inoltre questo "campo morfico", responsabile dell'organizzazione, della struttura e della forma del sistema, avrebbe una sua memoria, determinata - questa si - dal contributo di ciascun membro.

In linea con la moderna fisica, che parla di campi elettromagnetici e gravitazionali, e parallelamente alle scoperte della fisica quantistica sull'entanglement (ovvero sulla permanenza di una relazione tra due particelle subatomiche poste a distanza), Sheldrake elabora tre principi base dell'ipotesi della Causalità Formativa:

I campi morfogenetici sono un nuovo tipo di campo che fino ad ora non è stato riconosciuto dalla fisica: non potranno mai essere realmente compresi attraverso le concezioni meccanicistiche classiche, ma richiedono concetti assolutamente nuovi. Ma guarda un po Sheldrake aveva postulato che ci fosse l'anima una scoperta che aveva fatto anche Platone.

Così come gli organismi alla cui formazione presiedono, si evolvono. Hanno una storia e, grazie a un processo chiamato risonanza morfica, contengono in sé una memoria. Ogni individuo facente parte di una specie, attinge alla memoria collettiva della specie e si sintonizza con i suoi membri passati, a sua volta contribuendo all'ulteriore sviluppo della specie stessa (al di la di qualsiasi concetto Darwiniano). Mi pare che sia quello che io stesso avevo postulato in altra occasione. Mi pare che questo sia strettamente collegato all'Inconscio Collettivo di Jung.
Fanno parte di una famiglia più vasta di campi, detti campi morfici: così come i campi già noti dalla fisica, essi sono memorie di influenza all'interno dello spazio-tempo, localizzati dentro e intorno ai sistemi che organizzano e strutturano con le loro informazioni. Essi presiedono e organizzano i sistemi, ponendo ordine al caos e all'indeterminismo. Inoltre comprendono in sé e connettono le varie parti del sistema o dei sistemi che organizzano
 

____________________________________________________________________________________________________________________

 

Belline, poeta francese, nel 1960 perde un figlio di vent'anni. E' l‘unico figlio che hanno e per i genitori è uno strazio atroce.

Dopo qualche mese però nel dormiveglia Belline crede di sentire la voce del figlio.

Dirà era chiaramente la sua voce, lo stesso tono, la stessa impronta.

Per alcuni mesi Belline porrà domande al figlio morto, sul suo incidente stradale, su ciò che ha provato.

Strano, la voce non descrive nessun tunnel come usualmente credono i cultori delle esperienze post mortem, ma semplicemente un grande vuoto da cui gradualmente è emerso.

Finche Michel si congeda : " Compi i gesti della vita come un rituale.
Lava le tue mani ed i tuoi pensieri.
Alla fine tutto è nel pensiero"


La moglie che gli è accanto non sentirà mai niente e resterà sempre scettica, valutando il fenomeno come una suggestione.

Ma Belline sentirà la necessità di scrivere un libro dove inviterà in egual misura atei e credenti, che esprimano la loro opinione su un possibile o meno aldilà.

Il libro "Il terzo orecchio è interessante, diventa un Betz-seller ed alla fine il famoso Ernest Junger (zoologo e filosofo) scriverà un "Mantra" da porre come conclusione del dibattito.

" Coloro che si rompono il capo per sapere se è possibile vivere nelle stelle non hanno la minima idea di cosa sia la VITA

Quando saliamo fino al mondo delle nevi, tutto diventa più semplice, cristallino.

La VITA parla con voce più chiara.

I ghiacci eterni, riserva inesauribile di calore, di forza, di amore.

Noi siamo contemporaneamente, embrioni di una superiore condizione e seno materno che porta questa stessa condizione.

Lo sciame di efemeridi che il vento diperde, ha anch'esso, la sua patria temporale, la sua continuità fuori del tempo.

Nascita e morte: è sotto questa forma che l'individuo ha pagato la sua entrata e la sua uscita, qualunque sia la commedia interpretata interiormente.

Quando la morte si avvicina alla velocità del baleno ci sembra che la VITA non possa sfuggirgli.

Ma non si tratta in quel caso di velocità.

La VITA è fuori del tempo.

E' ciò che provoca la rabbia segreta del demonio.

Quand'anche la morte riuscisse a scacciare la VITA alla velocità della luce, quest'ultima conserverebbe un palmo di vantaggio sulla morte che s'attacca ai suoi passi e non è che la sua ombra.

Vi sono delle cose che una parte del nostro essere è costretto per necessità a dissimulare all'altra parte.

L'ora della nostra morte è una di quelle.

E' solamente l'arrivo inaspettato della morte che ci sorprende, non la morte stessa.

Siamo smarriti per un momento come dopo un risveglio.

Poi sappiamo che è venuta l'ora di alzarci.

Non abbiamo mai smesso di conoscerla durante il lungo sonno, durante la lunga notte.

 

Ernest Junger

Ciò che è veramente rivoluzionario in tutto questo discorso è non solo che l’anima come struttura energetica e campo di informazione dinamica può svincolarsi dal cervello con la morte e confluire ed alimentare altri campi di informazione dinamica che abbiano un nocciolo individuale (che presuppone la vita), ma anche che l’anima, intesa in tal senso, diventa determinante per l’evoluzione (e l’accrescimento delle specie) al di la di qualsiasi concetto Darwiniano di selezione naturale. Io credo, che in questo senso, nulla sia affidato al caso, ma strettamente inerente alla causa.

Ciò che è veramente rivoluzionario in tutto questo discorso è non solo che l’anima come struttura energetica e campo di informazione dinamica può svincolarsi dal cervello con la morte e confluire ed alimentare altri campi di informazione dinamica che abbiano un nocciolo individuale (che presuppone la vita), ma anche che l’anima, intesa in tal senso, diventa determinante per l’evoluzione (e l’accrescimento delle specie) al di la di qualsiasi concetto Darwiniano di selezione naturale. Io credo, che in questo senso, nulla sia affidato al caso, ma strettamente inerente alla causa.

 

L'ultima parte è di Ernest Junger e presuppone un altra struttura energetica, lo spirito, ma di questo ne parleremo in seguito.

 

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EINSTEIN SOLO NEL MACROCOSMO

Un punto da puntualizzare è che le formule einsteniane, qualora dovessero funzionare funzionerebbero semplicemente nel macrocosmo, perchè se noi scendiamo a livello atomico e subatomico, i concetti di dilatazione dello spazio e contrazione del tempo non funzionano più, io direi che si perdono completamente.

 

La teoria di Einstein è infatti una teoria classica dei campi, che concepisce lo spazio e il tempo come continui, cioè infinitamente divisibili, e gli eventi che in essi accadono come deterministici, ovvero dipendenti gli uni dagli altri in base a precise e quantificabili relazioni di causa ed effetto. Nella relatività generale, massa ed energia da un lato, spazio e tempo dall’altro, sono vincolati da rapporti numerici che descrivono con assoluta precisione la distribuzione e il moto della massa-energia nonché la curvatura dello spazio-tempo in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Per dirla con il famoso aforisma del grande fisico John Wheeler:

Mass tells space-time how to curve, and space-time tells mass how to move [La massa dice allo spazio-tempo come curvarsi e lo spazio-tempo dice alla massa come muoversi].

D’accordo, ma cosa c’è che non va in una simile descrizione della realtà? Nulla, a parte il fatto che le sue previsioni funzionano solo per il macrocosmo, cioè per oggetti di grandi dimensioni.

Quando ci avventuriamo, invece, dal lato opposto della scala delle grandezze, cioè nel mondo subatomico, troviamo che i fenomeni osservabili sono regolati dalle leggi formulate da un’altra descrizione della realtà, che, nel suo ambito, è efficace almeno quanto la relatività generale: la fisica quantistica. Nel mondo dei quanti, spazio e tempo non sono continui come nella relatività generale, ma discreti. Esistono cioè limiti alla loro divisibilità, al di sotto dei quali i concetti stessi di spazio e di tempo perdono significato: sono la lunghezza di Planck (1,6×10⁻³⁵ m) e il tempo di Planck (5,4×10⁻⁴⁴ s).

Non solo. A fondamento della fisica quantistica c’è il principio di indeterminazione, che definisce l’impossibilità di conoscere con precisione assoluta entrambi i valori di grandezze coniugate, come la posizione e la quantità di moto di una particella. È un principio che nasce dalla natura ondulatoria dei quanti: non solo i fotoni, ma anche le particelle costituenti la materia comune — protoni, elettroni e neutroni — sono descritti nella fisica quantistica da funzioni d’onda, che hanno una distribuzione probabilistica. Ciò vuol dire che è connaturata al mondo subatomico una dose ineliminabile di incertezza, che riguarda qualsiasi grandezza fisica: la posizione, la velocità, la massa, la temperatura ecc.

L’indeterminazione intrinseca dei quanti spazza via la classica e ordinata bellezza del mondo descritto dalla relatività generale. Alle scale più piccole, una frenetica e ininterrotta serie di fluttuazioni quantistiche rende la struttura dello spazio-tempo irregolare, discontinua, simile a una schiuma in perenne ebollizione. Al livello dei quanti, la realtà è caotica, indeterminata, probabilistica e gli strumenti della relatività generale diventano inadatti a descrivere e prevedere cosa accade.

Ma — si potrebbe obiettare — se la relatività generale e la fisica quantistica funzionano così bene nei loro rispettivi ambiti, cosa vieta di lasciare le cose come stanno, continuando a usare due diverse descrizioni della realtà fisica a seconda della scala dei fenomeni considerati?

Questo è di fatto ciò che accade quando i due domini non si sovrappongono: si usa la relatività generale, non la fisica quantistica, per descrivere, ad esempio, i fenomeni di lente gravitazionale generati da ammassi di galassie. E si ricorre alla fisica quantistica, non alla relatività generale, quando si studia il fenomeno di entanglement tra particelle arbitrariamente distanti.

Consideriamo per esempio un elettrone. È dotato di massa e deve possedere, pertanto, un suo minuscolo campo gravitazionale, che, per la relatività generale, si irradia a partire da un punto preciso dello spazio, nel quale si suppone che l’elettrone si trovi in un dato momento. Ma l’esperimento della doppia fenditura ha dimostrato incontrovertibilmente che gli elettroni soggiacciono alle regole della fisica quantistica: il loro comportamento è probabilistico e viene descritto da funzioni d’onda. Ciò vuol dire che un elettrone non può trovarsi in nessun luogo preciso dello spazio in un momento determinabile a priori. Tale comportamento probabilistico influenza anche il campo gravitazionale dell’elettrone, che non può perciò essere descritto con i metodi deterministici propri della relatività generale.

 

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FUSIONE FREDDA  MODERNA STORIA DI ALCHIMIA ED INQUISIZIONE.  Che poi non si faccia è ovvio, crollerebbe l'introito di tutte le 12 multinazionali del Petrolio e del Metano, oltre che azzerare completamente tutti gli introiti della Russia per il Metano e Petrolio. Figurati se si fa!!!!! Che sia vera io ci credo, del resto quellli che la ammettono sono fisici nucleari non gente di strada.Poi per quanto riguarda Louis Kervran ti dirò che bisognerebbe considerarlo un po meglio, anche a livello biologico avvengono delle trasmissioni a debole energia, per cui ci potrebbero essere delle trasmutazioni di certi elementi.Del resto devresti chiedere a qualsiasi ospedale quanto è difficile alzare il sodio quando è basso, anche attraverso fleboclisi. Quasi sempre si alza il potassio in maniera inspiegabile anche se l'individuo non lo assume nè per via alimentare nè per fleboclisi. E' una delle cose che i medici non sanno spiegarsi. Ed allora non sappiamo se la spiegazione possiamo trovarla nelle ipotesi di Louis Kervran, che sembrebbero assurde, ma in realtà potrebbero non esserlo. Ciò che è la vita ancora non lo sappiamo, non c'è nessuna formula che la esprime neppure quantistica, e cioò che avviene nell'ambito della vita potrebbe essere ancora più misterioso. Ti faccio un esempio: noi assumiamo una quantità altissima di ALLUMINIO ORGANICO tramite l'alimentazione, soprattutto attraverso la verdura, però i nostri livelli ematici di ALLUMINIO sono praticamente zero. Come lo spieghi??

https://www.youtube.com/watch?v=Oxr2hN02J6M&feature=emb_logo

 

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GENESI DELLA GRAVITAZIONE

Lo sviluppo di questi concetti ci apre la porta allo studio di un altro problema che ci attende, quello della fase BETA, l’energia. Accenniamo alle prime sue forme , per poi analizzare quelle che ne derivano per evoluzione. Come l’idrogeno è il tipo di protozoo unicellulare della chimica inorganica, come il carbonio lo è per la chimica organica, così la gravitazione è la protosfera tipica dell’universo dinamico. Quando Y giunse per la prima volta nell’ultima fase radioattiva della sua maturazione evolutiva, alla genesi di BETA, l’universo man mano che si disintegrava come materia, fu pervaso da energia radiante, che poi involvendo si condensò per correnti dinamiche centripete nel nucleo della nebulosa spiraloide (il quale per il fatto che rappresenta la massima concentrazione dinamica, è appunto più caldo) da cui poi nacque il vortice della Via Lattea e delle galassie. Mentre la materia ripercorre il suo ciclo di maturazione evolutiva, è tuttora vibrante di questa energia in periodo di diffusione. E quando la materia sarà di nuovo vecchia, l’energia che ne rinasce, più matura, non tenderà a riavvolgersi in un nuovo nucleo materia, ma ascenderà verso la fase ALFA, prendendo le vie della VITA e della COSCIENZA. La ragione per cui la vita è apparsa sul vostro pianeta (oltre che su molti altri) è appunto dovuto al fatto che questo sistema è vecchio, come vedremmo. Qui la materia è all’ultima sua maturità, stà morendo per disgregazione radioattiva e l’energia si è incanalata decisamente nella superiore fase ALFA. La prima genesi di BETA, la GRAVITAZIONE, appare dunque come la forma originaria di energia, , una matrice da cui nasceranno come figlie tutte le altre forme, per mezzo di distinzione e differenziazione, nel processo evolutivo. Precisiamo. Intendo qui per gravitazione, non la piccola gravitazione di Newton, caso particolare al vostro pianeta, ma una gravitazione in senso più vasto, risultante dall’equilibrio delle forze inverse, di attrazione e repulsione, opposte e complementari. (legge di dualità che poi vedremo), una gravitazione figlia diretta del movimento, cioè energia gravifica figlia dell’energia cinetica. Ecco come avviene la trasformazione: il movimento, primo prodotto dell’evoluzione fisico-dinamica, è forza centrifuga e tende per questo alla diffusione, all’espansione, alla digregazione della materia. Espansione in tutte le direzioni è di fatto la direzione dell’evoluzione. Ma subito questa direzione si inverte, per la legge dell’equlibrio, in direzione centripeta, controspinta involutiva, e le forze di espansione si completano in quelle di attrazione. Così la prima esplosione cinetica trova subito il suo ritmo, il principio della Legge, riordina subito il disordine, appena si manifesta, in un nuovo ordine, il movimento si equilibra in una coppia di forze antagoniche. Così la gravitazione vi appare come energia cinetica della materia, e come prima nata, le è così inerente e strettamente connessa, che non vi è possibile isolarla. Così la materia attrae la materia.  E l’universo dato da masse lanciate in tutte le direzioni e divise da spazi immensi, è tuttavia legato tutto in un unità indissolubile, e tenuto stretto e pur mosso ad un tempo da questa forza che diventa la sua circolazione ed il suo respiro fisico. All’apparizione dunque della forza protodinamica, l’universo per la prima volta si muove, si generano i movimenti siderali, la gravitazione ne inizia la guida lungo il binario attrazione-repulsione, che sono il binomio costitutivo di ogni forza come di ogni manifestazione dell’essere. La Sostanza acquista nella nuova fase la forma di coscienza lineare del divenire fenomenico, la prima manifestazione del sistema trino, successivo a quello spaziale. Nasce il tempo. La protoforma di BETA si propaga. Con il movimento nasce la direzione, la corrente, la vibrazione, il ritmo, l’onda. Nasce il tempo che misura la velocità di trasmissione. L’universo è tutto pervaso da un palpitio nuovo, di più intenso, di più rapido divenire.  E quando ricondensandosi per concentrazione delle correnti dinamiche, la materia di nuovo inizia il suo ciclo ascensionale, è presa tutta in un vortice dinamico che la guida e la plasma nella genesi stellare, in un evoluzione diversa e superiore alla precedente, intima maturazione stechiogenetica, una maturazione da cui nasceranno una miriade di nuove creature più agili ed attive, come l’elettricità, la luce, il calore il suono e così via, tutta la serie delle individuazioni dinamiche, ma esse si distilleranno all’ultimo nella suprema creazione della VITA. L’individualità di questi nuovi esseri radianti, così agili e dinamici di fronte all’individuazione di Y, si definisce per ritmo, per onda.. L’unità di misura delle forme di BETA è la velocità di vibrazione nella dimensione di questa fase, il TEMPO. La gravitazione, è la protoforma dell’universo dinamico. Essendo energia è radiante e si trasmette per onde. Ha una sua velocità di propagazione superiore a quella delle onde elettromagnetiche ed a quella della luce e che è massima nel sistema. Qui i concetti della teoria di Einstein vanno completati. La gravitazione è relativa alla velocità di traslazione dei corpi. La massa varia ed aumenta con il crescere della velocità di cui è funzione. Il concetto di trasmissione istantanea cade per tutte le forze. La gravitazione impiega tempo, sia pur minimo a trasmettersi. Essa ha come tutte le forme dinamiche una sua tipica lunghezza d’onda. . Essa si compone, come abbiamo detto di due unità opposte e complementari, attrazione e repulsione, e si muove entro questi due estremi , positivo e negativo. La legge scoperta da Newton sui lavori di Keplero, detta legge di gravitazione o gravitazione universale, dice che la materia attrae la materia in ragione diretta delle masse, ed in ragione inversa del quadrato della distanza. Ma con ciò la meccanica Newtoniana non ha potuto nulla spiegare dell’architettura dei mondi. Questo enunciato non è che la constatazione del fatto che la gravitazione decresce in ragione del quadrato della distanza: indica il principio che misura la diffusione dell’energia gravifica , il quale non è che un aspetto del principio che regola la diffusione di ogni forma di energia e che vi dimostra la loro comune origine, il principio dell’onda e della sua trasmissione sferica. Le radiazioni conservano tutte le loro fondamentali caratteristiche di energia cinetica da cui nacquero e da questa comunanza di origine che si stabilisce fra di esse questa affinità di parentela. Un'altra prova della parentela delle forme dinamiche è nella qualità della luce, prossima derivazione per evoluzione dell’energia gravifica. In questa forma di energia luminosa ritrovate in parte le caratteristiche dell’originale forma di energia radiante gravifica. Einstein affermò in base al calcolo, quanto le affermazioni fatte durante le eclissi solari vi hanno poi confermato, e cioè che i raggi luminose subiscono nelle vicinanze del sole una deviazione, poiché ne sono attratti. Si potrebbe dire che la luce pesa; la luce cioè subisce l’influsso delle spinte attrattive e repulsive dell’ordine gravifico; esiste una pressione  delle radiazioni luminose. Vi dirò di più: tutte le radiazioni esercitano nel propagarsi una pressione di natura gravifica, in rapporto diretto alla loro prossimità genetica, nella successione evolutiva alla loro protoforma dinamica, la gravitazione. Indirizzate le indagini in questo senso, analizzate con il calcolo questi principi e la scienza giungerà a scoperte che la rivoluzioneranno.

 

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  • 3 weeks later...

Sono andato sul sito web di intelligenza artificiale https://chat.openai.com

e li ho fatto la domanda "Cosa è la teoria dei sistemi infiniti ?".

Immediatamente l'intelligenza artificiale ha risposto cosi....

Cita

La teoria dei sistemi infiniti è un ramo della matematica che si occupa dell'analisi e della descrizione di sistemi costituiti da un numero infinito di componenti. Questi sistemi sono spesso usati per descrivere fenomeni fisici, come ad esempio il comportamento dei fluidi o dei materiali solidi.

La teoria dei sistemi infiniti si occupa di molti argomenti, tra cui la teoria degli operatori, la teoria delle equazioni differenziali, la teoria della probabilità e la teoria della misura. La teoria degli operatori è in particolare fondamentale per lo studio dei sistemi dinamici, in cui le grandezze del sistema variano nel tempo.

In generale, la teoria dei sistemi infiniti è molto importante per la fisica teorica, la matematica applicata e l'ingegneria, in quanto permette di descrivere con grande precisione il comportamento di sistemi complessi e di prevedere il loro sviluppo futuro.

Le risposte sono sempre immediate, questo è logico perché chi risponde non è una essere umano cialtrone; a rispondere è un algoritmo cioè chi risponde è l'intelligenza artificiale.

Edited by stra

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Cosa è la genesi della gravitazione ?

Copia ed incolla da intelligenza artificiale.

Cita

La genesi della gravitazione si riferisce alla scoperta e alla comprensione scientifica della forza di gravità, che è una delle forze fondamentali della natura. La storia della genesi della gravitazione inizia con le osservazioni fatte da Isaac Newton nel XVII secolo.

Newton notò che gli oggetti cadono a terra a causa di una forza di attrazione che esiste tra loro e la Terra. Egli ipotizzò che questa forza di attrazione fosse dovuta alla presenza di una forza gravitazionale tra gli oggetti. Questa teoria della gravitazione fu formulata da Newton nella sua opera "Philosophiae Naturalis Principia Mathematica" (1687).

La teoria di Newton fu successivamente migliorata e sviluppata da altri scienziati, come ad esempio Albert Einstein, che nel XX secolo formulò la teoria della relatività generale. Questa teoria descrive la gravità come una curvatura dello spazio-tempo causata dalla presenza di massa ed energia.

Oggi, la gravitazione è compresa come una forza fondamentale della natura che agisce tra tutti gli oggetti dotati di massa. La teoria della gravità è stata testata e confermata in numerosi esperimenti, sia in laboratorio che in ambiente naturale, e continua a essere oggetto di studio e ricerca da parte di scienziati di tutto il mondo.

 

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