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Meditazioni

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Principio di compensazione quantistica dei nuclei inconsci


cincin

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Un estratto del libro di Fausto Intilla nel quale ha voluto inserire i miei commenti a un suo topic sul principio di comprensione quantistica dei nuclei inconsci.

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La meditazione, un “rimedio”alla retrocausalità?

Per concludere con un “tocco di mistero” questa mia esposizione divulgativa sul Principio di compensazione quantistica dei nuclei inconsci e le sue varie correlazioni con la teoria della Sincronicità e il collasso della funzione d’onda, vorrei a questo punto prendere in considerazione un “elemento” finora escluso in tale contesto, ma che a ben vedere, rivela anch’esso un’importanza non indifferente, soprattutto se lo si accosta al principio di Retrocausalità. Questo “elemento”, non è nient’altro che uno stato particolare della nostra coscienza: quello meditativo. Su tale questione, ebbi il piacere di discorrere non molto tempo fa, con l’italiana Cinzia Turnaturi (citata all’inizio di questo libro nei Ringraziamenti), un’esperta in tecniche di meditazione e filosofia Buddhista.

Premetto che se non avessi ritenuto assai interessanti le sue ipotesi-opinioni, sull’interazione tra stato meditativo e principio di retrocausalità, non avrei ovviamente riportato il nostro breve “scambio di vedute” nel presente volume. Se è vero che la nostra mente altera la realtà (“Io non posso credere che la Luna esista soltanto perchè io la osservo” – Albert Einstein,discutendo sulle problematiche inerenti al collasso della funzione d’onda), e se è vero che la meditazione (yoga,pratiche zen,…) “altera” la mente (ovvero produce stati mentali non ordinari), ne consegue, da un punto di vista logico, che la meditazione è da considerarsi come un fattore-vettore nel processo di “alterazione” della realtà (volgarmente:la meditazione “altera” indirettamente la realtà).

Chi è o cos’è alla fine che fa collassare la funzione d’onda? L’osservatore o chi viene osservato (sia esso un corpo animato o inanimato)?…bè, fino ad oggi ancora nessuno è riuscito a trovare delle risposte definitive su tale questione. La realtà è semplicemente…Maya, ovvero qualcosa di cui nessun essere umano potrà mai conoscerne la vera “natura ultima”; un tempo credevamo che massa ed energia fossero due cose ben distinte,ma all’inizio del secolo scorso ci pensò lo zio Albert a cambiare le carte in tavola. Poi,nella seconda metà del secolo scorso comparvero le prime teorie sull’Informazione (Shannon;Bekenstein)…oggi sappiamo quindi che l’Energia,non è nient’altro che una forma complessa di Informazione. Il giorno in cui scopriremo che cos’è,fondamentalmente, l’Informazione,potremo sicuramente affermare di aver raggiunto un gran bel traguardo (…sulla “definizione di realtà”). Secondo la Turnaturi:

“La meditazione modifica la realtà nel senso che ne annulla la distorsione causata dallo stato non meditativo. In altre parole, la meditazione non modifica la realtà ma la rende reale, la rende cioè quella che è. E’ lo stato non meditativo che modifica la realtà. La Realtà non può essere definita, perchè la realtà è un esperienza e per fare esperienza di una cosa devi mettere da parte la mente; e come puoi usare la mente per definire una cosa che esclude la mente? Quando dico che è lo stato non meditativo a modificare la realtà, intendo dire che è la mente a modificarla. Quando si osserva la realtà attraverso la mente, ne abbiamo un’immagine distorta e quando la osserviamo direttamente, con la mente non in funzione, allora la realtà ci appare quella che è. Inoltre, osservare la realtà con il filtro della mente, è come osservarla in play-back; la nostra percezione avviene qualche istante dopo che le cose sono accadute. Mentre, quando la osserviamo senza la mente, i fenomeni vengono colti nell’istante in cui accadono. I miei “studi” mi dicono che non solo il passato modifica il futuro (la mente è passato), ma che anche il futuro modifica il passato”.

Negli ultimi anni un numero crescente di ricerche ha dimostrato l’esistenza della retrocausalità: situazioni nelle quali le cause sono collocate nel futuro e l’informazione si muove a ritroso nel tempo. In questo lavoro si suggerisce di inserire queste informazioni nei processi decisionali al fine di governare in modo più efficace ed efficiente il presente. Le dimostrazioni più
famose di retrocausalità sono state prodotte da:

• PEAR (Princeton Engineering Anomalies Research) che, studiando l’interazione mente/macchina, ha dimostrato la possibilità di modificare l’andamento di generatori di numeri causali con la semplice intenzionalità (Jahn e Dunne 2005).
In questi esperimenti l’interazione anomala mente-macchina risulta essere più marcata nella modalità retrocausale PRP (Precognitive Remote Perception), raggiungendo una significatività (rischio di errore) di p=0,000002 (Nelson 1988).
•Cognitive Science Laboratori che, studiando stimoli fortemente emotivi, ha scoperto l’esistenza di una riposta cutanea anticipata di 3 secondi (James 2003), con significatività statistica (rischio di errore) di p=0,00054.
• Radin e Bierman (1997) i quali dimostrano che la risposta anticipata del sistema nervoso autonomo e la conduzione cutanea possono essere utilizzati come predittori di esperienze future.
• Parkhomtchouck (2002) che utilizza la fMRI (functional magnetic resonance imaging) per studiare la retrocausalità. Tutte queste ricerche hanno mostrato che le emozioni costituiscono il veicolo principe della retrocausalità e delle informazioni che provengono dal futuro. Alle stesse conclusioni era giunto Luigi Fantappiè quando, nel 1942, trovò il collegamento tra soluzione negativa dell’equazione di Dirac, sintropia ed emozioni (Fantappiè 1993).

Chris King (1989) lega la retrocausalità al libero arbitrio e afferma che in ogni momento la vita deve scegliere tra le informazioni che provengono dal passato e le informazioni che provengono dal futuro. Secondo King, da questa attività costante di scelta, da questo indeterminismo di base, nasce l’apprendimento e la coscienza. King sottolinea che la coscienza soggettiva è una necessaria conseguenza della supercausalità che nasce dall’unione della casualità ordinaria con la retrocausalità. (King 2003).

Turnaturi: “Se la causalità ordinaria e la retrocausalità sono determinate dal pensiero, il pensiero è ciò che ci rende coscienti della nostra individualità. In assenza di pensiero, infatti, si perde l’individualità e si entra nella coscienza universale. E’ ildesiderio che trasforma il positivo in negativo. E da sempre ci domandiamo perchè le cose ci vadano sempre male. Siamo noi gli artefici della nostra realtà sfavorevole. Tu da scienziato parli di collasso della funzione d’onda, io da profana parlo di pensiero come “azione”, e che, come tutte le azioni provoca risposte contrarie. Per spiegarmi meglio potrei fare il paragone con il braccio di ferro. Se io tento di buttarti giù, tu reagisci nel senso contrario.

La filosofia buddhista dice che il mondo è una nostra “creazione”, nel senso che sono i nostri pensieri che modellano il mondo secondo le nostre aspettative, e che ci sono tanti mondi quante sono le menti. Trascendere la mente vuol dire osservare l’unico mondo (l’unica realtà) che a quel punto è uguale per tutti. “Osservare” il mondo attraverso i pensieri significa costruirsi un mondo tutto proprio che andrà inevitabilmente a scontrarsi con i mondi degli altri esseri umani. La coscienza razionale è relativa perchè non ci permette di vedere l’insieme, ma solo una parte di esso. La mente razionale crea gli opposti e può “vederne” uno solo alla volta. Se vede il bianco non può vedere il nero, se vede il giusto non può vedere lo sbagliato e se vede il male non può vedere il bene. La mente razionale ha quindi le sue limitazioni ed è come se fosse circondata da un recinto oltre il quale non può vedere.

Trascendere la mente razionale (che il buddhismo chiama ego) vuol dire vedere in un solo colpo tutti gli opposti che a quel punto non sono più opposti ma complementari e che non possono esistere l’uno indipendentemente dall’altro. Trascendere la mente razionale vuol dire cogliere in ogni aspetto il positivo e il negativo, il bello e il brutto, il buono e il cattivo. Ed è per questo che chi ha trasceso la mente appare contraddittorio, per non dire pazzo; perchè egli ha liberato la sua mente dai paletti imposti dal pensiero che non permette di osservare la totalità. E è per questo che si dice che chi ha trasceso la mente (il risvegliato, per intenderci) diventa l’universo, perchè egli non ha più limiti e diventa infinito come l’universo. La Realtà Assoluta non può essere dimostrata perchè essa fa parte di una esperienza soggettiva che ha luogo in assenza di pensiero; e come posso tradurre in parole (quindi dimostrabile) una esperienza che avviene in assenza di “parole”? Ogni intuizione avviene in istanti di cessazione del pensiero e se riesci a divenire consapevole di questo, la tua mente razionale si trasforma nella “Mente di Dio”.

Dal mio punto di vista, la meditazione produce degli stati non ordinari di coscienza,che a loro volta stabiliscono (fissano),attraverso il fenomeno della retrocausalità, determinati percorsi di vita dai quali alla fin fine non possiamo più “sottrarci”, poiché si “cristallizzano” a livello inconscio, stabilendo delle “regole” a noi ignote, che siamo “costretti” a seguire fino alla fine della nostra esistenza terrena. Questo è indubbiamente uno di quei concetti che necessitano ulteriori chiarimenti e approfondimenti, affinchè perda quel velo di ambiguità in cui è avvolto.

La prima cosa che occorre fare,è stabilire una base sulla quale costruire poi tutte le rispettive ipotesi-teorie sul tema in questione;ovvero: la meditazione e i suoi “rapporti” con la Realtà.Tale base,la potremmo improntare su una di queste due possibilità, che da tempo immemorabile fanno discutere l’uomo in seno al concetto di Libero Arbitrio;ovvero: Determinismo o Indeterminismo? La mia risposta quindi è la seguente: Determinismo (…nulla succede per caso,ma proprio nulla). Stabilito questo assunto di partenza,possiamo quindi andare oltre…

Adottando il concetto di Determinismo,qualsiasi “modello” di “volontà soggettiva” volessimo adottare per “spiegare” l’atto in sé della meditazione, non avrebbe alcun senso (in un contesto appunto di “oggettività forte”). La “strada maestra” che qualsiasi individuo percorre nella propria esistenza terrena è una sola, ma con infinite e potenziali diramazioni che a loro volta possono condurre, o completamente “fuori rotta” per poi difficilmente rientrare sulla “strada maestra”,oppure su “strade parallele” che in ogni caso alla fine portano ad una destinazione predefinita. Il punto di arrivo è quindi sempre ed esclusivamente uno solo (e per ogni essere umano vi è un punto d’arrivo diverso, ovvero un determinato “traguardo evolutivo” che potrà affinarsi solo col tempo,ossia col susseguirsi di altre vite).

Il perché quindi,alcune persone siano più predisposte rispetto a molte altre, ad entrare facilmente in determinati stati non ordinari di coscienza (meditazione), non ci è dato saperlo (visto che nel contesto di un’ “oggettività forte”, parlare di volontà soggettiva,scelte consapevoli e libero arbitrio,non ha alcun senso). L’unica accezione in cui possiamo intendere la seguente affermazione,ossia: “La meditazione altera la realtà”,è la seguente: Liberare la mente da tutte le “informazioni superflue” che ci circondano (meditare), non significa quindi aprire un varco verso altre “strade maestre”, ma semplicemente eliminare tutte quelle “diramazioni” che portano in zone “pericolose” per la nostra salute-incolumità (e oltretutto poco “istruttive”), per fissare, attraverso il fenomeno della retrocausalità, uno “schema” di molteplici (ma non infinite) “diramazioni positive” (consone alla nostra natura), attraverso le quali possiamo tranquillamente “inoltrarci” , intuendone, grazie alla retrocausalità, tutti i “benefici”.

Con la meditazione quindi, fissiamo dei parametri a livello inconscio, che ci consentiranno per tutta la vita, di inoltrarci attraverso innumerevoli “diramazioni positive”, di cui ne possiamo intuire a priori tutta la loro importanza in relazione al nostro “senso della vita” (che ovviamente varia da individuo a individuo). In linea di principio (teoricamente), la meditazione dovrebbe quindi provocare, indurre nel soggetto che la esperisce,una minor quantità di “conflitti d’informazione” (a livello inconscio), rispetto all’ipnosi regressiva e alla PNL (programmazione neurolinguistica).

Turnaturi: “Il libero arbitrio non esiste, anche se noi crediamo tutto il contrario. E questo è dato dal fatto che l’ego (fittizia entità) non potrebbe “pensare” diversamente. L’ego stesso è il libero arbitrio, nel senso che ci fa credere che abbiamo il libero arbitrio. Ma dal momento che l’ego è falso, anche il libero arbitrio lo è, perchè esso dipende unicamente dalla esistenza dell’ego. Quanto al perchè alcune persone sembrano essere più predisposte di altre alla meditazione, la mia “opinione” è che questo dipende da un misto di fortuna e di livello evolutivo del soggetto. E’ un pò come lo sviluppare una determinata malattia: dipende dalla genetica (fortuna) e dal comportamento (livello evolutivo) del soggetto”.

Assai interessanti, sono anche queste sue ipotesiconsiderazioni sulla correlazione tra meditazione e retrocausalità, che indubbiamente si discostanto per certi aspetti dalle mie, ma offrono ugualmente degli ottimi spunti di riflessione:

“Attraverso la meditazione cessa il fenomeno della retrocausalità (e della causalità), che si ha quando noi siamo inconsapevoli, mentre essere meditativi vuol dire essere consapevoli. Quando si è in meditazione, quando non ci sono aspettative, quindi, il fenomeno della retrocausalità non si verifica, e l’evento positivo che ne sussegue, non è una trasformazione dal negativo al positivo ma quello che doveva essere. In altre parole: avere delle aspettative (non essere in meditazione) trasforma la realtà in eventi negativi, mentre non avere delle aspettative (quando si è in meditazione, quindi), la realtà è quella che è e non si può definire nè positiva nè negativa. La meditazione è per eccellenza una condizione che elimina definitivamente tutti i conflitti, perchè i conflitti provengono dalla mente, ma se sei in meditazione la mente non è “presente” e allora dove sono i conflitti? La PNL è, invece, un lavoro mentale come tutte le terapie psicologiche; psiche vuol dire mente e l’addove agisce la mente ci saranno sempre conflitti. La meditazione estirpa i problemi alla radice, e quando estirpi le radici, le erbacce non possono più crescere”.

Una volta Laplace disse:

“Un’intelligenza che, ad un dato istante, conoscesse tutte le forze da cui è animata la natura e la situazione rispettiva degli esseri che la compongono, se per di più fosse abbastnza profonda per sottomettere questi dati all’analisi, abbraccerebbe nella stessa formula i movimenti dei più grandi corpi dell’universo e dell’atomo più leggero: nulla sarebbe incerto per essa e l’avvenire, come il passato, sarebbe presente ai suoi occhi.”

Ebbene questa teoria è stata smentita perché tutti hanno preferito basarsi unicamente sul Principio di Indeterminazione di Heisenberg, ignorando il fatto che esso scaturisca e prenda forma dall’Umana Ignoranza, definita dai nostri stessi limiti di osservazione.L’uomo in genere preferisce credere solo e unicamente a ciò che è in grado di vedere…ma se tutto fosse visibile,paradossalmente,egli non vedrebbe più nulla;poichè verrebbe accecato dal Tutto. Il Determinismo è morto con la nascita del Principio di Indeterminazione di Heisenberg;e tutti gli scienziati se ne guardano bene dal portarlo ancora in luce, per paura di perdere di credibilità all’interno della comunità in cui operano…e quindi di perdere il lavoro. Esso comunque (Determinismo),celato nei cuori di parecchi scienziati (…forse i migliori),continuerà ugualmente a vivere…permettendo alla scienza di non dover mai scomodare Heisenberg,Schrödinger,Bohr e tutti coloro che hanno gettato le basi della QED.
(Se Gödel fosse stato preso veramente sul serio,tutta la matematica sarebbe sicuramente finita su un binario morto.Ogni scienza, per poter progredire,paradossalmente,ha bisogno sempre da parte nostra,di un pizzico di Illogicità ed Ignoranza).

Turnaturi: “Quando nella mente c’è troppo sapere non c’è spazio per il nuovo. Il sapere è cultura, che è importante, ovviamente, ma se il sapere non è accompagnato dall’intuito, che scaturisce in “assenza” di mente, e quindi in presenza di ignoranza, da solo è limitante. E’ un paradosso, è vero, ma è la vita a essere un paradosso, e questo fatto lo si può”capire” solo se ragioniamo “senza” la mente, perchè la mente non può vedere i paradossi, poichè essa è raziocinio, logica. Io ritengo che uno scienzato, un ricercatore, deve avere un pò d’ignoranza per poter essere un vero scienziato e un vero ricercatore, perchè solo quando si fa il vuoto di tutto l’acquisito nella propria testa, può esserci spazio per il Tutto.

Nel tuo racconto sulla porta in cima alla scala avevamo visto come le aspettative positive hanno trasformato la realtà in un evento sfavorevole; io aggiungo che quando le aspettative sono negative la realtà prende forma attorno al soggetto in modo, ad egli favorevole. E’ classico l’esempio di quando aspettiamo una telefonata con ansia, che non arriva, e che arriva, invece, quando oramai avevamo perso le speranze.
Ogni volta che abbiamo delle aspettative modifichiamo la realtà a noi circostante, mentre quando non abbiamo aspettative (meditazione), la realtà si manifesta (quindi non viene modificata) per quello che è, e non si può dire che sia positiva o negativa, ma neutra.

C’è da dire, però, che in un certo senso è come se fosse positiva, ma solo dal punto di vista percettivo, poichè quando si è in meditazione si prova un senso di pace. La meditazione, però, non è uno stato non ordinario della coscienza, ma è la mente che provoca stati non ordinari della realtà, e dal momento che non conosciamo la meditazione pensiamo che essa sia non ordinaria. Lo è, nel senso che non è la regola. Quelli che tu chiami nuclei inconsci vengono formati dalla attività mentale (aspettative), mentre quando si è in meditazione non si ha formazione di nuclei inconsci, secondo me, perchè in meditazione non ci sono pensieri (e quindi non ci sono aspettative).

Se la meditazione è assenza di pensiero, quindi assenza di aspettative, non si verificano nuclei inconsci e quindi nemmeno fenomeni di causalità e di retrocausalità. La meditazione non è un qualcosa in più, non è una struttura acquisita; la meditazione è qualcosa in meno, una struttura perduta. Buddha diceva che è la mente a creare il mondo, e ognuno di noi crea il suo mondo.La meditazione, invece, fa scomparire tutti i mondi personali e fa apparire la Realtà che è uguale per tutti”.

Dopo tutte queste ipotesi e considerazioni, è chiaro che al lettore attento sorgerà spontanea la seguente domanda: Ma lo stato di coscienza che comunemente definiamo “meditativo” (ovvero l’atto in sé del meditare), pone effettivamente un “freno” al principio di Retrocausalità, oppure no? Ebbene per poter rispondere a questa domanda con un minimo di oggettività e cognizione di causa, occorre innanzi tutto ricordare quanto segue:

Nel 1942 Fantappiè (uno dei maggiori matematici italiani) dimostrò che la soluzione positiva dell’energia (+E) è governata dalla legge dell’entropia, mentre la soluzione negativa dell’energia (-E) è governata da una legge simmetrica all’entropia, da lui chiamata sintropia. Studiando le proprietà della sintropia Fantappiè scoprì, con suo grande stupore, la coincidenza tra queste proprietà e le caratteristiche tipiche dei sistemi viventi, quali ordine, organizzazione, crescita e tendenza alla complessità; egli arrivò così ad affermare che le proprietà tipiche della vita sono la conseguenza di cause collocate nel futuro.

Per qualsiasi valore di E (energia) quindi che volessimo considerare in seno ad uno stato psichico che escluda determinati stimoli di azione-reazione, difficilmente esso potrà essere nullo. Anche volendo considerare unicamente la psiche, intesa come una forma complessa di Informazione dinamica (che alla fine è pur sempre energia, ma in un particolare stato al limite tra il ponderabile e l’imponderabile) ed escludendo quindi la massa cerebrale e tutte le sue componenti (neuroni, neurotrasmettitori, neuropeptidi,…),che in definitiva giocano, attraverso gli stimoli esterni, a favore di una costante “oscillazione energetica”; anche considerando, dicevo, la sola psiche,essa stessa,per quanto possa trovarsi in una sorta di “stato condensato” (meditazione),dove non è più possibile interagire con gli stimoli esterni della realtà ad essa circostante, essa dovrà per “forza di cose” assumere dei “valori energetici” sicuramente infinitamente piccoli, ma mai nulli; e questo per il semplice fatto che non può esistere, uno “spazio vuoto di campo”.

“Solo l’idea del campo come rappresentante la realtà, in combinazione con il principio generale di Relatività, riesce a rivelare il vero nocciolo dell’idea di Descartes: non esiste spazio vuoto di campo”.(A. Einstein)

Con queste mie ultime precisazioni-considerazioni, non intendo comunque invalidare le ipotesi della Turnaturi (come neppure valorizzarle, ovviamente); ma semplicemente far capire ai lettori più …”curiosi”, che a volte le cose non sono così semplici come si sarebbe,ad un primo esame, tentati a credere. Detto ciò, è chiaro che in un campo assai complesso come questo, dove i confini tra fisica e metafisica si fanno via via sempre più sottili, qualsiasi porta che conduca a nuove frontiere ancora inesplorate della ricerca scientifica, rimane aperta.

Tutto è possibile quindi, anche se non sperimentalmente dimostrabile; non dimentichiamo il fatto che parecchie teorie fisiche (e in special modo alcuni postulati della Relatività), formulate all’inizio del secolo scorso, si sono potute dimostrare sperimentalmente solo durante gli ultimi decenni (basti pensare ad esempio ai condensati di Bose-Einstein, di cui si è parlato all’inizio del libro). C’è da considerare poi il fatto che anche in ambito matematico, da cui nascono e prendono forma tutte le ideeipotesi del mondo della fisica, vi sono delle “verità” ancora non dimostrate sulla base delle quali continuiamo a costruire teorie fisiche che per certi aspetti quindi, hanno ben poco senso.

Senza andare a scomodare Gödel, per fare un esempio, basti pensare all’ultimo teorema di De Fermat (3), che si è riusciti a dimostrare solo pochi anni fa (tra l’altro indirettamente), a circa trecento anni di distanza dalla sua formulazione! Vi sono idee quindi che seguono dei percorsi brevi,in quanto ad una loro dimostrazione; altre dei percorsi un po’ più lunghi, tutto ovviamente dipende dalla complessità che tali idee rivelano col tempo, e dall’importanza che esse rivestono nelle applicazioni pratiche nelle quali alla fine dovrebbero venir incluse, al fine di migliorare la qualità di determinati aspetti funzionali di vecchie e nuove tecnologie (che a loro volta sono legate alla qualità della nostra vita).

3 Tale teorema afferma che per la seguente equazione: x^n + y^n = z^n , non esistono soluzioni con numeri interi per n maggiore di 2. Semplicemente cambiando il 2 nella equazione di Pitagora con qualunque altro numero superiore, diventa praticamente impossibile trovare una soluzione con numeri interi. La dimostrazione di tale teorema, fu trovata non molti anni fa dal matematico Andrew Wiles.

Al momento quindi, stabilire in che misura le mie teorie, che ho avuto modo di sviluppare in seno al Synchro Enery Project, possano in futuro trovare delle applicazioni in determinati ambiti scientifico-tecnologici, risulta un’impresa assolutamente ardua, se non addirittura impossibile. Le mie speranze (…anche se sarebbe sbagliato averne,poiché come ora sappiamo molto bene, portano solo ad un sacco di delusioni e ad eventi non molto piacevoli), attualmente, si potrebbero riassumere con questa semplice considerazione: Ora che il dado è tratto, occorrerebbe che qualcun altro presto o tardi, percorra la mia stessa strada, giungendo possibilmente a dei nuovi traguardi, magari anche più significativi di quelli che ho raggiunto io, usufruendo soltanto della mia modesta cultura e intelligenza.

Fausto Intilla

L'articolo completo (con l'esperimento di cui si parla) qui: https://www.altrogiornale.org/principio-di-compensazione-quantistica-dei-nuclei-inconsci/

3 Comments


Recommended Comments

Come disse una volta la moderatrice Milady 😐 la rotellina del mouse non ci arriva in fondo al post 😀 un riassuntino non sarebbe stato meglio ? 😓 

Ma perché Fausto Intilla ha puntualizzato che sei italiana ? 😳

Edited by tornado
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14 ore fa, tornado ha scritto:

Ma perché Fausto Intilla ha puntualizzato che sei italiana ? 😳

Perché Intilla è svizzero e quindi ha specificato che Cinzia è Italiana.

14 ore fa, tornado ha scritto:

😀 un riassuntino non sarebbe stato meglio ? 😓 

Evidentemente un riassunto non potrebbe spiegarti la teoria in tutte le sue parti.

  • Thanks 1
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Ho letto questo estratto, bellissimo e sconvolgente e sinceramente anche un poco complicato.

Meditare, trascendere la mente e liberare essa da conflitti informativi non è semplice, sicuramente ci sono persone più deputate a tale esperienza e persone completamente incapaci, la ipnosi non riesce bene in tale compito come la meditazione? Mi chiedo il perché. Mi chiedevo a tal proposito se un uso di droghe particolari potesse favorire lo stato trascendentale della mente oppure, farmaci specifici e magari deputati a tale compito ci siano già.

Nulla succede per caso sarebbe forse come dire che anche le coincidenze non esistono come affermato dal Dott. Bernard Beitman?

Inoltre mi ha colpito la frase di Laplace, Laplace fa intendere che la vita è già tutta scritta come nella bobina di un film, basta solo andare a guardare i fotogrammi che interessano, quelli del passato o del futuro è lo stesso, quindi a maggior ragione la realtà è sempre quella che è, sarà immutabile, ci piaccia o no, la riteniamo positiva se è una realtà conveniente e negativa se ci è sconveniente, un po' come il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, la realtà invece suggerisce che quel bicchiere è mezzo e basta.

Saluti.

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