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Sogni: assemblamento di immagini?


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Come fate a ricordare sogni così complessi ed elaborati 🥹 io tipo 3 secondi dal risveglio e li dimentico quasi del tutto, al massimo mi rimangono solo tracce irrisorie 😓

Che poi i sogni sono un assemblamento di immagini, uniamo i pezzi in successione per costruirci una trama in modo che possano avere un apparente nesso casuale. Quindi chi ha parecchia fantasia riesce comunque a ricamarci una trama con ricordi stabili e duraturi.  Ma con le stesse immagini dei sogni, come se fossero le carte di un mazzo di carte, si possono mescolare e quindi determinare un'infinità di trame tutte completamente diverse da loro 😏

Riprendo il post di Tornado.

Cita

uniamo i pezzi in successione per costruirci una trama in modo che possano avere un apparente nesso casuale

 

 

Questa operazione la facciamo di continuo da svegli: recepiamo passivamente dati e ce li raccontiamo in modo tale da dare  un senso alle nostre idee precostituite. Non si tratta di fantasia: è un meccanismo che genera comportamenti anche nella persona priva di fantasia.

 

I particolari complessi: è solo questione di allenamento: più si è allenati a memorizzare i particolari, più se ne ricordano. La fantasia non centra. La memoria e l'attenzione sono frutto di allenamento.

Più idee precostituite si hanno, più il processo di memorizzazione dei dettagli è inquinato.

Secondo me, con l'intento di ridimensionare il senso o il peso  che tu dai alle narrazioni oniriche, ridimensioni di conseguenza anche i processi del (anche tuo) racconto della realtà, perdendo di vista il fatto che l'eventualità da te descritta  (immagini assemblate a cazzo) incide sulla realtà che ci raccontiamo da svegli.

Con le stesse immagini si possono determinare un'infinità di trame? Si. E lo si fa anche da svegli, che è la cosa peggiore.

Sei d'accordo?

 

 

 

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Il sogno nella sua forma elementare, è come un palcoscenico dove noi siamo lo sceneggiatore e l'attore principale (per non dire unico) dove possiamo girare e rigirare la scena come vogliamo, nello stesso ambiente possono esserci più scene dove noi siamo presenti e  partecipiamo contemporaneamente, come se fossimo sdoppiati, triplicati o quadruplicati🤨🤨🤨🤨 Le scene simultanee solo apparentemente sembrano succedersi, invece sono indipendenti. 

Quando invece ci spostiamo in un altro palcoscenico con altre scene, solo apparentemente sembra che ci sia un legame di causalità con quello precedente, invece sono del tutto separati. 

Inoltre la mente è in grado di generare più sogni nello stesso momento, quindi possiamo essere presenti in più palcoscenici contemporaneamente, determinando una fitta trama di sogni intrecciati fra loro, creando una sorto di sogno combinato che poi è quello che alla fine ci ricordiamo e raccontiamo 😝 scartando dalla memoria quello che ha impressionato di meno, e mantenendo in memoria quello che ha destato maggiore attenzione con elementi ricombinanti in modo da potere dare un senso al sogno, di riuscire a farne fuori una trama con inizio e una fine, è tutto il frutto di una mente incasinata per natura 😁 ma è parecchio multi-tasking ☺️

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Secondo me non è così, ma anche per una questione puramente logica.

Qualsiasi immagine sopravvenga in sogno stimola alcune emozioni, pensieri e sensazioni connesse, che a loro volta producono altre immagini collegate. Se non fosse così, vorrebbe dire che siamo incapaci di interpretare la realtà e rifletterla mediante opportune reazioni.

Insomma, un insieme di immagini mescolate alla rinfusa e senza legami sono possibili esclusivamente quando non c'è coinvolgimento attivo, nemmeno inconscio. E questo è umanamente impossibile.

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Il 16/8/2023 at 19:23, Freya ha scritto:

In che senso lo si fa anche da svegli? Mi puoi fare un esempio?

Facciamo che io te e tornado assistiamo allo stesso identico evento e che poi qualcuno ci chiede di raccontarlo: lo racconteremo in tre modi diversi. Gli eventi della nostra vita, anche quelli vissuti da noi in prima persona, sono raccontati in modo diverso da uno spettatore, e da noi stessi quando passano gli anni: le immagini che costituiscono i ricordi sono mutevoli e influenzate da un sacco di cose; anche la loro posizione sulla linea del tempo cambia.

Riceviamo un sacco di immagini che non possiamo processare:  sono dati persi, che rimpiazziamo con roba a cazzo, se dobbiamo creare una storia; e, purtroppo, creare una storia è un automatismo utile in molti casi; diventa una gabbia  in altri casi.

Infatti molte scuole portano a far capire quanto siamo rincoglioniti: e illuminati, e leva il velo di maya, e guarda i tuoi pensieri e abbracciali come per dire: e bello mio (il pensiero), che colpa ne hai tu se non ci azzecchi una  e mi fai penare?

 

2 ore fa, tornado ha scritto:

Il sogno nella sua forma elementare, è come un palcoscenico dove noi siamo lo sceneggiatore e l'attore principale (per non dire unico) dove possiamo girare e rigirare la scena come vogliamo, nello stesso ambiente possono esserci più scene dove noi siamo presenti e  partecipiamo contemporaneamente, come se fossimo sdoppiati, triplicati o quadruplicati🤨🤨🤨🤨 Le scene simultanee solo apparentemente sembrano succedersi, invece sono indipendenti. 

Quando invece ci spostiamo in un altro palcoscenico con altre scene, solo apparentemente sembra che ci sia un legame di causalità con quello precedente, invece sono del tutto separati. 

Inoltre la mente è in grado di generare più sogni nello stesso momento, quindi possiamo essere presenti in più palcoscenici contemporaneamente, determinando una fitta trama di sogni intrecciati fra loro, creando una sorto di sogno combinato che poi è quello che alla fine ci ricordiamo e raccontiamo 😝 scartando dalla memoria quello che ha impressionato di meno, e mantenendo in memoria quello che ha destato maggiore attenzione con elementi ricombinanti in modo da potere dare un senso al sogno, di riuscire a farne fuori una trama con inizio e una fine, è tutto il frutto di una mente incasinata per natura 😁 ma è parecchio multi-tasking ☺️

Secondo me lo sceneggiatore sono gli automatismi che generano le immagini mentali. Dire che noi siamo gli scenaggiatori e cioè che padroneggiamo e disponiamo a piacimento delle immagini sarebbe come  dire che siamo veramente gajardi, ma non lo siamo.

 

Sono d'accordo con il fatto che la mente sia in grado di generare più scenari, e che scarta questo o quello. La meditazione è un allenamento a scegliere gli scenari prodotti per non rimanerne in balia, in modo passivo, da svegli.

 

Cita

mente incasinata per natura 😁 ma è parecchio multi-tasking

Di sicuro al colloquio per ragioniere non è richiesta, anzi...

 

Comunque ci sono sogni e sogni (la frase del secolo).

Edited by cincin
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6 minuti fa, malia ha scritto:

Facciamo che io te e tornado assistiamo allo stesso identico evento e che poi qualcuno ci chiede di raccontarlo: lo racconteremo in tre modi diversi. Gli eventi della nostra vita, anche quelli vissuti da noi in prima persona, sono raccontati in modo diverso da uno spettatore, e da noi stessi quando passano gli anni: le immagini che costituiscono i ricordi sono mutevoli e influenzate da un sacco di cose; anche la loro posizione sulla linea del tempo cambia.

Riceviamo un sacco di immagini che non possiamo processare:  sono dati persi, che rimpiazziamo con roba a cazzo, se dobbiamo creare una storia; e, purtroppo, creare una storia è un automatismo utile in molti casi; diventa una gabbia  in altri casi.

Infatti molte scuole portano a far capire quanto siamo rincoglioniti: e illuminati, e leva il velo di maya, e guarda i tuoi pensieri e abbracciali come per dire: e bello mio (il pensiero), che colpa ne hai tu se non ci azzecchi una  e mi fai penare?

 

Secondo me lo sceneggiatore sono gli automatismi che generano le immagini mentali. Dire che noi siamo gli scenaggiatori e cioè che padroneggiamo e disponiamo a piacimento delle immagini sarebbe come  dire che siamo veramente gajardi, ma non lo siamo.

 

Sono d'accordo con il fatto che la mente sia in grado di generare più scenari, e che scarta questo o quello. La meditazione è un allenamento a scegliere gli scenari prodotti per non rimanerne in balia, in modo passivo, da svegli.

 

Di sicuro al colloquio per ragioniere non è richiesta, anzi...

 

Comunque ci sono sogni e sogni (la frase del secolo).

 

 

 

 

 

 

 

 

Sì, su questo direi che sono d'accordo. Lo sceneggiatore sono gli automatismi inconsci, tranne rarissimi casi, ovvero qualche sogno molto- e sottolineo- molto- lucido.

La trama viene ricostruita dalla mente conscia e inevitabilmente c'è un intervento di razionalizzazione, diciamo, che a volte trasforma una serie di simboli in un film che sia comprensibile in uno stato ordinario.

Tuttavia per comprendere veramente i significati dovremmo parlare il linguaggio dell'inconscio e questo è possibile in minima parte.

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2 ore fa, malia ha scritto:

Quali sono le funzioni interiori?

Si può dire che le funzioni interiori sono gli automatismi di cui si parlava sopra. Ovvero tutti gli IO che si occupano di far funzionare la "macchina". Nella fase di meccanicità è anche sbagliato chiamarle funzioni, perchè solitamente sono dis-funzioni, ovvero funzioni incomplete, incoerenti, non sviluppate a sufficienza. Il motivo per cui fra mente cosciente e inconscio non c'è un filo conduttore che permette l'interazione consapevole è proprio questo; dato il loro poco sviluppo, esse sono chiuse in sè stesse, e quindi nessuna interagisce con l'altra, come se l'uomo fosse composto di parti che non si conoscono fra sè. 

Chi completa lo sviluppo delle funzioni è un essere umano nel vero senso della parola, tutto il suo Essere è fluido, non c'è nulla che non sappia di sè stesso e quindi i simboli vengono colti nel loro intimo significato, attraverso un'intuizione consapevole. 

Edited by Freya
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