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Il salto


Anarko

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...che sta succedendo... ca**o.

La testa mi gira talmente tanto che non riesco a capire minimamente dove sono. Ho la bocca impastata, addormentata; percepisco un retrogusto di sangue in gola.

Gli occhi mi bruciano, li sento gonfi e non vogliono sapere di aprirsi. A malapena posso muovere le mani; le braccia e la gambe sono come bloccate.

...ma dove diavolo sono...

Non riesco a ricordare niente della sera prima. Zero assoluto.

...ma che accidenti di ora è...

Non ne ho la più pallida idea, effettivamente. Cerco di calmarmi, respiro piano.

Il corpo, lentamente, inizia a rispondere agli stimoli esterni e riesco almeno a capire di essere seduto; Su una poltrona, un divano o qualcosa di simile.

Mi metto in ascolto ma mi fischiano le orecchie; qualche rumore sordo in lontananza, o forse è il mio cuore. 

Ma ho comunque la netta sensazione di non essere solo.

...ca**o, le braccia e le gambe, sono come bloccate..

Ora posso distinguere chiaramente una corda che mi stringe le caviglie, mi passa intorno alla schiena, per finire sui miei polsi.

La paura si fa più tangibile, iI cuore inizia a pompare così tanto sangue da farmi riacquistare un po' di energia. Provo a divincolarmi ma non faccio altro che tirare di più i nodi.

"Buongiorno, finalmente ti sei svegliato."

Una voce familiare, ne ero certo, ma di chi? Mentre scorro mentalmente a ritroso, nomi, visi e situazioni, ecco il rombo del motore. 

È la mia auto, e sono legato sul sedile del passeggero; quella voce proveniva da sinistra.

Quella voce.

...No, non può essere. 

Ora ricordo.

Un flash dopo l'altro come un treno in corsa.

Ricordo tutto.

...Dio no. Non ci credo. 

Suoni indistinti escono dalla mia gola,

"Ah si, lascia che ti spieghi. Inizialmente avevo solo di intenzione di imbavagliarti. Ma mentre eri lì, svenuto, che ti guardavo e ricordavo tutte le nostre chiacchierate, tutto quello che mi dicevi... beh, io, stavo per cedere. Ti fissavo e fremevo all'idea di veder ancora muovere le tua labbra, di sentire di nuovo il suono della tua voce. ca**o quanto tempo è passato dall'ultima volta. E lo so che una promessa è una promessa, ma non sai quanto ca**o mi sei mancato. Però sono stato forte, come lo eri tu. E sì, ti ho reciso e corde vocali. Se ti avessi lasciato parlare, se ora potessi parlare, sono sicuro che riusciresti a convincermi che sono pazzo. E non potevo rischiare di deluderti ancora una volta.  Se può consolarti, ho fatto un discreto lavoro, a parte qualche vena tagliata di troppo. Che poi se non ho finito gli studi è anche merito tuo. O colpa, in questo caso. Ma cambia poco."

Urla indistinte.

Sembro un bambino che prova ad articolare le prime parole... un bambino terrorizzato.

"E scusami anche per gli occhi. Ieri le cose non sono andate come avevo pianificato."

Ricordo che ero appena sceso dall'auto, tornando da lavoro. Una mano mi ha afferrato il collo e un'altra mi ha tappato la bocca; cloroformio o giù di lì, respiravo a fatica, ma ero cosciente. Poi lo spray, un bruciore tremendo e quella fitta sul collo. Immagino fosse una puntura, una droga. Non lo so. Poi il buio.

"Da quanto tempo è che non ci vediamo? Non posso lasciarti solo un attimo e guarda come sei diventato? Era veramente questo quello che volevi?."

...no, non lo era.

"Non volevo sparire. Ma ho dovuto farlo. Era troppo per me. Perdonami, è tutta colpa mia."

Erano passati 20 anni dai tempi dell'università.

Da quel rapporto morboso, da quell'assurda promessa alla mia festa di laurea.

Eravamo ubriachi, eravamo folli. Volevamo cambiare il mondo.

"E con oggi, hai fatto un altro passo verso la non vita"

Rideva di gusto, per mascherare un velo di amarezza.

"No, non succederà. Noi siamo diversi. Non saremo mai come loro."

"Lo prometti che non cambierai, lo prometti che continuerai a vivere giorno dopo giorno, istante dopo istante? Che non ti dimenticherai di te?"

"Si ca**o, giuro su mio padre. Non diventerò come lui né come tutti questi stronzi. vaffan***o."

Ora ricordavo ogni singola frase delirante. Ricordavo il suo sguardo severo.

"Vieni qui. Dammi la sinistra "

Con un coltello ha inciso il mio palmo, poi il suo. 

"Io prometto che se a 40 anni..."

Ed io ripetevo dietro di lui, stringendogli la mano.

Mi ero sentito così vivo in quel momento eterno. Non esisteva nient'altro. 

È stata l'ultima memorabile notte di milioni passate insieme.

A bere, a correre dietro alle ragazze, a cantare a squarciagola "nuotando nell'aria" ad occhi chiusi. 

Quanti flash, quante emozioni che mi stanno passando ora per la mente.

Quelle sensazioni non le ho più provate, anzi le ho sepolte sotto cumuli di compromessi e sigillate da un sottile ma impenetrabile strato di ipocrisia.

E come sono cambiate le cose in 20 anni, come sono cambiato io.

Ho dimenticato la promessa. L'ho tradita. E sì, sono diventato come loro, anche peggio. Mi sono arreso. Ho scelto una falsa felicità. O forse per me era vera. Non lo so, a questo punto non ha molta importanza.

"A proposito, buon compleanno. Mi sei mancato."

Sento il vento in faccia, gelido, che mi taglia il viso rigato dalle lacrime, mentre andiamo sempre più veloci, a fari spenti.

Cerco di orientarmi ma non riesco a distinguere bene la strada, forse per gli occhi gonfi, forse sono ancora drogato.

Le ruote slittava su quei tornanti stretti. E' sempre stato più bravo di me a guidare, anche da ubriaco.

"Se non ti dispiace metto un po' di musica, una di quelle che ascoltavamo in loop, come a voler fermare il tempo. Spero che almeno in questo tu sia rimasto fedele a te stesso."

Alle prime tre note, già la riconosco. Un tuffo al cuore profondo secoli.

Si, adoro ancora quella canzone. Vorrei quasi cantarla.

"Sai, ti sono venuto a trovare spesso in questi anni. Ed ogni volta vedevo crollare un pezzo dei tuoi sogni, dei nostri sogni. Ti osservavo sprofondare un passo dopo l'altro, verso la mediocrità. Ti sei ucciso lentamente per paura di vivere. Speravo che un giorno mi avresti ricercato, non sai quanto."

Vorrei dirgli che non sa quante volte ho provato a contattarlo, che è stato sempre nei miei pensieri. Ma non posso parlare e comunque sarebbe solo l'ennesima bugia.

In sottofondo la musica riempie i silenzi, soprattutto i miei.

....Oh, non piangere, urla piuttosto e lasciamo di noi un ricordo toccante...

Lo sento canticchiare, con la solita voce stonata ma calma. In fondo lui non sembra cambiato di una virgola.

Finalmente riacquisto buona parte della vista e riconosco il paesaggio, la strada sterrata. Lassù c'è la "Collina", teatro di così tante passeggiate, birre, fumate che per noi era una seconda casa. Da li si può vedere tutta la città.

...Ci vogliono vivi e colpevoli...ma che vita è una cella? Avremo di più: quella stella che un giorno mi donasti lassù....

Con tempismo perfetto arriviamo in cima, si scorge l'orizzonte con il sole che inizia ad illuminare le cime dei monti. È l'alba di un nuovo giorno.

Un altro tornante, credo sia l'ultimo prima della vetta. Ma so già che non rallenterà.

"Sta tranquillo, tutto tornerà come prima".

Mi accarezza dolcemente il viso e si china su di me, stringendomi in un lungo abbraccio, come quella sera. E anche adesso mi rassicura che nonostante tutto e nonostante tutti, staremo sempre insieme.

...Stringiti a me, ringhiagli addosso e poi oi sparami mentre io sparo a te...

Ma la sua voce, questa volta è rotta da un pianto così profondo da farmi tremare il petto.

In questi interminabili momenti, sento solo il bisogno di abbracciarlo e di dirgli che lo amo incondizionatamente.

Come non ho mai amato nessuno.

Ironicamente, proprio come negli ultimi vent'anni, ho le mani legate e le parole non mi escono dalla gola. 

Ma forse per la prima volta, dopo tutto questo tempo, non ho paura.

 

...grazie di essere tornato a prendermi... so che mi puoi sentire.

 

...cara è la fine, perdonami....

...cara è la fine, perdonami....

 

 

 

Edited by Anarko

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9 Comments


Recommended Comments

Poi come è finita ? 😳 Non sono riuscito ad andare fino in fondo 😑

Comunque all'inizio sembrava il racconto di una paralisi del sonno 😆

Edited by tornado
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Una fine catartica, anche se mi ci sono volute 24 ore per digerirla.

Pero' suppongo che andando diversamente le cose, non ci sarebbe stata nessun'altra possibilità di riscatto, é difficile uscire dal meccanismo. 

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Non lo so se si tratta di catarsi. In fondo non c'è un giusto o uno sbagliato. Forse l'unico peccato mortale è aver smarrito sé stessi.

Un finale alternativo a cui avevo pensato (con i dovuti aggiustamenti qua e là) sarebbe potuto essere questo:

Spoiler

.....

Ma forse per la prima volta, dopo tutto questo tempo, non ho paura.

Mi sento libero, libero di scegliere e vedo tutto così chiaramente: chi ero, chi sono e chi non voglio più essere.

E anche ieri davanti allo specchio, il terrore nel dover ammettere che quel viso ero proprio io.

Poi la mia mano tremante, il rasoio che affonda dolcemente nella gola. Troppo dolcemente.

Stringo saldamente il volante mentre l'auto sfreccia veloce verso l'ultimo tornante.

Ora potrei girare o semplicemente frenare. 

Ma è un'alba meravigliosa.

 

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13 minuti fa, Anarko ha scritto:

Non lo so se si tratta di catarsi. In fondo non c'è un giusto o uno sbagliato. Forse l'unico peccato mortale è aver smarrito sé stessi.

Un finale alternativo a cui avevo pensato (con i dovuti aggiustamenti qua e là) sarebbe potuto essere questo:

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.....

Ma forse per la prima volta, dopo tutto questo tempo, non ho paura.

Mi sento libero, libero di scegliere e vedo tutto così chiaramente: chi ero, chi sono e chi non voglio più essere.

E anche ieri davanti allo specchio, il terrore nel dover ammettere che quel viso ero proprio io.

Poi la mia mano tremante, il rasoio che affonda dolcemente nella gola. Troppo dolcemente.

Stringo saldamente il volante mentre l'auto sfreccia veloce verso l'ultimo tornante.

Ora potrei girare o semplicemente frenare. 

Ma è un'alba meravigliosa.

 

Ma difatti il mio giusto o sbagliato erano relativi dall'avere tradito i propri ideali. 

Non mi è chiara la fine alternativa, che fine ha fatto l'amico sclerato? 

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Non è mai esistito.

(chiaro che per questo finale avrei dovuto cambiare un po' la parte precedente. ma non troppo).

  • wow 1
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11 minuti fa, Anarko ha scritto:

Non è mai esistito.

(chiaro che per questo finale avrei dovuto cambiare un po' la parte precedente. ma non troppo).

Ahhhhhhhhhhhhh

Ok

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