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Libri per la "crescita personale"


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5 risposte a questa discussione

#1 Crispus73

Crispus73

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Inviato 25 agosto 2018 - 02:18

E' da un po' di tempo che non mi faccio vivo in questo forum e siccome volevo sentire la vostra opinione, eccomi qui.
Ultimamente mi sto interessando ai libri di saggistica e per la precisione quelli che vanno sotto la categoria di "crescita e sviluppo personale".

 

Fra i molti libri, ce n'è uno che mi ha colpito in particolare, nonostante il titolo sia... lasciamo perdere. Il libro è "Le 7 regole per avere successo" di Stephen Covey, e a onor del vero, il titolo originale parla di "abitudini" e non di regole, ma soprassediamo.

 

Ho letto varie recensioni in giro e anche diversi riassunti, e volevo precisare che questo libro mi ha colpito perchè parla di "successo" in un senso molto generale, non come viene comunemente inteso, e le regole del titolo, non sono propriamente regole ma "attitudini" e si basa su dei principi (valori intendo). E vengo al dunque. Chiamiamole come vogliamo ma in ogni caso si tratta di regole da seguire, ed è qui che mi vien da "storcere il naso". Io trovo che semplicemente leggere il libro, anche solo per conoscere il punto di vista di qualcuno su un aspetto come avere sucesso nella vita, può essere interessante e stimolare delle riflessioni, ma mettere il tutto in forma di regole da seguire, non mi convince affatto. Mi sembra un po' una contraddizione, ma non so come spiegarvelo. A me pare che si riduce il tema (ma non solo questo, anche altri) a qualcosa di "freddo", e non sarei in grado di seguire delle regole per ottenere qualcosa. Se si tratta di imparare un lavoro, ok sono d'accordo, ma quando si tratta di... come dire... imparare a vivere... boh... ho l'impressione che sia il metodo sbagliato.

Mi piacerebbe sentire le vostre opinioni. Grazie.


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#2 Moroni

Moroni

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Inviato 25 agosto 2018 - 04:17

non servono

l'unica crescita personale è il decidere azioni da compiere e onorarle fino alla fine

 

questo ovviamente con la ricapitolazione 

quando hai fatto questo hai fermato il mondo e la gente non ti rompe più i coglioni e non hai bisogno di CRESCERE

non c'è nessuna vetta da raggiungere

se non la propria vita escludendo tutto il resto



#3 goodlie

goodlie

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  • 488 messaggi

Inviato 25 agosto 2018 - 06:00

Se vuoi posso dirti il mio personale infallibile metodo per avere successo in ogni campo, garantito al cento per cento soddisfatto o rimborsato, pronto?

1) non invidiare nulla a nessuno;
2) credi fortemente che nessun oggetto materiale o traguardo o realizzazione personale possa darti la felicità per quanto la tua mente voglia fartelo credere;
3) rivolgi vivo apprezzamento verso ciò che hai e riempiti l'animo di gratitudine ogni volta che puoi;
4) impegnati nei tuoi progetti al meglio delle tue possibilità e delle tue risorse;
5) in caso di successo torna al punto 3,
in caso di fallimento non rimuginare e torna al punto 4.
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#4 Crispus73

Crispus73

    Utente Senior

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Inviato 25 agosto 2018 - 08:40

non servono

l'unica crescita personale è il decidere azioni da compiere e onorarle fino alla fine

 

questo ovviamente con la ricapitolazione 

quando hai fatto questo hai fermato il mondo e la gente non ti rompe più i coglioni e non hai bisogno di CRESCERE

non c'è nessuna vetta da raggiungere

se non la propria vita escludendo tutto il resto

 

Ho già sentito parlare nel forum di "ricapitolazione", ma non so nulla e non mi sono mai informato. Se non sbaglio ha a che fare con gli insegnamenti sciamanici di Carlos Castaneda. Castaneda ha avuto un certo successo e mi ha stuzzicato, incuriosito, ma finora non ho letto nulla di lui.

 

 

Se vuoi posso dirti il mio personale infallibile metodo per avere successo in ogni campo, garantito al cento per cento soddisfatto o rimborsato, pronto?

1) non invidiare nulla a nessuno;
2) credi fortemente che nessun oggetto materiale o traguardo o realizzazione personale possa darti la felicità per quanto la tua mente voglia fartelo credere;
3) rivolgi vivo apprezzamento verso ciò che hai e riempiti l'animo di gratitudine ogni volta che puoi;
4) impegnati nei tuoi progetti al meglio delle tue possibilità e delle tue risorse;
5) in caso di successo torna al punto 3,
in caso di fallimento non rimuginare e torna al punto 4.

 

Grazie mille per il tuo metodo. Trovo che ha una sua logica ed è bello per la sua semplicità. Ma forse non sono stato abbastanza chiaro con la mia domanda. Quello che intendevo dire è che, non solo in questo libro, ma anche in molti altri, per non dire tutti (anzi quelli che non hanno un metodo o regole, hanno delle recensioni negative) riportano le loro regole per raggiungere determinati obiettivi. In questo caso si tratta di un "sucesso" più a 360°, che potremmo definire con il concetto di "felicità" per essere più chiari, e mi piaceva perchè si basa su dei valori e principi. Ma come dicevo prima, questa storia delle regole da seguire, mi va un po' stretta. Vedo se riesco a spiegarvela. Io credo che nel momento in cui tu ti imponi delle regole per raggiungere la felicità (cioè non intendo obiettivi pratici come imparare una lingua o uno sport, per esempio) questa sarà sempre fuori dalla tua portata, cioè ti sfuggirà sempre. Perchè non si tratta tanto di un traguardo, ma di uno stato mentale diciamo, e seguire delle regole vuol dire... fare uno sforzo, vuol dire conflitti interiori, ecc. ecc.; tutto il contrario di quello che vogliamo raggiungere. La felicità (è un esempio) non si può raggiungere a mezzo di uno sforzo, dev'essere qualcosa di spontaneo, a mio modo di vedere.
Ma questo genere di libri, necessariamente propongono la loro visione, o filosofia, tramite delle regole da seguire. A me piace sentire quello che hanno da dire, ma credo che non sia corretto impostare il tutto con delle regole. E' come per i 10 comandamenti di Mosè. Se devo fare uno sforzo per non uccidere... vuol dire che dentro di me c'è il desiderio di uccidere. Se non ho il desiderio di uccidere... non ho nessun bisogno di una norma/regola che me lo vieti. Quindi mi pare che l'intenzione di questi libri sia buona e stimoli una riflessione che va fatta, ma... trovo che ci sia qualcosa che non quadra. E cercavo di capire. Spero di essermi spiegato meglio.



#5 goodlie

goodlie

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Inviato 25 agosto 2018 - 10:58

Credo che semplicemente siano fatti in questo modo per vendere, perché sembra più semplice avere un decalogo di regolette da seguire che pensare di dover interiorizzare dei valori diversi da quelli che si hanno già pur di ottenere un qualche miglioramento nella vita. Pensa se il titolo del mio fantomatico libro fosse "etica e metodologia del non attaccamento", chi lo comprerebbe? magari qualcuno, ma non certo il grande pubblico, gente con poco tempo da perdere e cresciuta con l'idea-religione che il piacere deve essere immediatamente disponibile e non frutto di un lavoro nel tempo. Per quelli "le 5 regole per il successo facile" andrà benissimo (poi magari il libro li deluderà ma solo perché non esiste nessun metodo per il successo in ogni campo per come lo intendono loro).

#6 Crispus73

Crispus73

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Inviato 26 agosto 2018 - 07:04

Credo che semplicemente siano fatti in questo modo per vendere, perché sembra più semplice avere un decalogo di regolette da seguire che pensare di dover interiorizzare dei valori diversi da quelli che si hanno già pur di ottenere un qualche miglioramento nella vita. Pensa se il titolo del mio fantomatico libro fosse "etica e metodologia del non attaccamento", chi lo comprerebbe? magari qualcuno, ma non certo il grande pubblico, gente con poco tempo da perdere e cresciuta con l'idea-religione che il piacere deve essere immediatamente disponibile e non frutto di un lavoro nel tempo. Per quelli "le 5 regole per il successo facile" andrà benissimo (poi magari il libro li deluderà ma solo perché non esiste nessun metodo per il successo in ogni campo per come lo intendono loro).

 

Sì, concordo con te. Il fattore commerciale ha il suo peso. Un libro non deve annoiare, deve catturate l'attenzione e l'interesse del lettore, e questo va fatto già dal titolo. Inoltre, come dici tu, proporre il tutto in forma di regole, rende più facile mettere in pratica i suggerimenti del libro. E' successo anche per il libro di Eckart Tolle, "Il potere di adesso". L'autore, dopo il successo del libro e la richiesta dei lettori, ha fatto un seguito intitolato "Come mettere in pratica il potere di adesso". Devo dire che il primo libro di E. Tolle non era poi così male, ma il titolo... quello era la parte peggiore, perchè lo ha fatto diventare un libro "commerciale". E' questo che intendo dire. Che vivere nel presente sia un fattore importante, sono d'accordo, ma mettere l'accento sul fattore "potere", lo fa inquadrare sotto l'aspetto sbagliato. Ho letto solo l'inizio del secondo libro, "Come mettere in pratica..." e proprio l'autore dice che lo ha scritto per le richieste dei lettori.
Quindi, vedo che c'è l'esigenza di far diventare il tutto un metodo, o metterlo sotto forma di regole e procedimento. Ed entro un certo limite non credo che sia sbagliato. L'errore secondo me è trascurare un'altro aspetto del problema. Ed è su questo aspetto che sto cercando di chiarirmi le idee. E' cercare di capire da dove viene questa spinta a fare qualcosa, in questo caso migliorare sè stessi, la propria vita, ecc.. Sembra la cosa più naturale e logica da fare; ho un obiettivo da raggiungere, quindi stabilisco le regole e una procedura; ovviamente ci si fida di chi l'ha sperimentata, che non sia cioè campata in aria, frutto di mera speculazione mentale. Io credo che questi autori abbiano quindi fatto un loro percorso, che li hanno portati a fare delle riflessioni, di vivere su di sè determinate esperienze, e alla fine hanno riportato il frutto di questo lavoro sotto forma di regole. Ma credo che le regole siano nate dopo, alla fine di tutto il loro lavoro. Ma è questo lavoro che hanno fatto su di sè che li ha portati a cambiare loro stessi e di conseguenza la loro vita. Per noi lettori, seguire delle regole per cambiare noi stessi e la nostra vita in meglio... non credo che seguire semplicemente delle regole, come se dovessi seguire la ricetta per una torta, sia la cosa giusta da fare. E' per questo motivo che nel mio messaggio precedente ti ho fatto l'esempio dei 10 comandamenti di Mosè. Intendevo dire che questi comandamenti vanno bene per chi deve imporsi di non fare e fare qualcosa contro... la sua volontà, o desiderio, conscio o inconscio che sia. Perchè, come dicevo sopra, se io non ho il desiderio di uccidere, non ho bisogno di una regola che me lo vieti. E tutto questo è una contraddizione!!!

Non si può raggiungere questo genere di obiettivi "imponendoci" qualcosa contro la nostra volontà! Perchè se fosse davvero la nostra "volontà", non avremmo bisogno di regole da seguire, ma le seguiremmo spontaneamente. Il lavoro da fare su di sè è un'altro e non possiamo farlo diventare una serie di norme e regole da seguire rigidamente.






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