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Uomo divorziato uomo rovinato


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498 risposte a questa discussione

#1 rsorrt

rsorrt

    Utente Esperto

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Inviato 14 novembre 2017 - 07:18

Ci sono problemi che spesso passano inosservati sia perchè i media non li sottopongono all'attenzione pubblica sia perchè ci sono di mezzo stereotipi che li rendono praticamente inaccettabili alla mentalità comune.

 

Uno di questo problemi riguarda il dramma del divorzio in cui mentalità comune farebbe pensare che il soggetto debole sia la donna e quello forte il marito

 

ebbene mai stereotipo fu più errato perchè, da quanto emerge da studi fatti e anche da ciò che comincia ad apparire sulle cronache (finalmente qualcosa si muove), la situazione è totalmente ribaltata:

 

il soggetto debole è l'uomo sopratutto in campo affettivo laddove gli vengono praticamente sottratti i figli in nome di un "affido condiviso" praticamente inesistente in Italia.

 

 

Cominciamo con un articolo di Panorama datato 2015 in cui parla il presidente dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani, Gian Ettore Gassani che tra le altre cose informa:

il 92 per cento delle madri protagoniste dell’affido condiviso sono «collocatarie», quindi in realtà tengono i figli con sé. Esattamente come l’appartamento

 

Nell'articolo si apprende che:

   

     il 68% dei padri denuncia un netto peggioramento nel rapporto con i figli contro il 43% delle madri 

 

 
panorama2.jpg
 
 

 

E adesso leggiamo uno studio che riporta cifre (anche fonti istat) e denuncia anche a nome di sostituti procuratore donne come la falsa accusa di molestia sessuale delle ex-mogli nei confronti degli ex-mariti sia un'arma usata in modo frequente.

 

Ecco la fonte dello studio:
http://www.psychomedia.it/pm/grpind/separ/ubaldi-nestola.pdf

 
“UNA SCIA DI SANGUE” Omicidio e suicidio fra genitori separati: analisi del fenomeno emergente
  Loretta UBALDI Pedagogista Giuridica – Ctu presso il Tribunale di Roma - Fenbi
  Fabio NESTOLA Ricercatore, Presidente Federazione Nazionale per la Bigenitorialità
  Yasmin ABO LOHA – Ricercatrice problematiche minorili per ECPAT Conciliatrice – Mediatrice Familiare
  Presentato al XXIV CONGRESSO NAZIONALE DELLA SOCIETA’ ITALIANA di CRIMINOLOGIA Como, 14-16 ottobre 2010 Workshop "dimensione sociale dell'omicidio".
 
 

Sotto riporto alcuni dei contenuti attinenti all'argomenti  (lo studio parla di una gran varietà di aspetti legati alle separazioni):

 

L'uomo è di gran lunga in testa nell'elenco dei suicidi legati al disagio generato dalle separazioni e dai figli contesi, 
con 103 casi su un totale di 111 (93%), seguito da 4 casi di suicidio di minori e 4 casi di donne che si tolgono la vita

 
Si riscontrano significative differenze percentuali confrontando i soli suicidi maturati fra separati con i dati dei suicidi complessivi forniti dagli istituti di ricerca. 
75,6% di uomini e 24,4% di donne nel 1997
76,3% di uomini e 23,7% di donne nel 1998
74,8% di uomini e 25,2% di donne nel 1999
74,9% di uomini e 25,1% di donne nel 2000
75,4% di uomini e 24,6% di donne nel 2001
74,8% di uomini e 25,2% di donne nel 2002 (fonte: annuari ISTAT).
 
 
Nelle separazioni sparisce o quasi la percentuale di donne suicide, che per tutti gli altri fattori di rischio (perdita del posto di lavoro, depressione, solitudine, grave indigenza, patologia allo stadio terminale, scomparsa di un congiunto ed altro) si attesta invece intorno al 25% del totale, dal minimo del 23,7% nel 1998 al massimo del 25,2% nel 1999 e nel 2002.
Per fattori di rischio diversi dalla separazione è presumibile che siano coinvolti un numero maggiore di uomini.
Non esistono dati certi, tuttavia - in particolar modo nella casistica del periodo di crisi 2009/2010 - la disperazione generata dalla perdita del posto di lavoro, dal fallimento della piccola azienda, dagli assegni in protesto ed in generale dall’impossibilità di garantire un futuro alla propria famiglia, hanno portato piccoli imprenditori e lavoratori dipendenti - costantemente di sesso maschile - a togliersi la vita.
La separazione, invece, rappresenta l'unico fattore di rischio che spinge al suicidio quasi esclusivamente il padre, pur essendo l'unico fattore di rischio che coinvolge un target obbligatoriamente composto dall'identico numero di donne ed uomini.

 
L'ISTAT ci dice che il genitore prevalente, affidatario o collocatario, è la madre nella larga maggioranza dei casi.
Può esistere quindi, ma è percentualmente irrilevante, la madre che dovrebbe versare un assegno all'ex coniuge ma si astiene dal farlo; come può esistere ma è altrettanto percentualmente irrilevante il padre che in qualità di genitore prevalente ostacola o impedisce i rapporti madre/figli.
Partendo da questo quadro oggettivo, diretta conseguenza di 40 anni di giurisprudenza consolidata e non affatto scalfita dalla riforma dell’affido condiviso, analizziamo la differenza percentuale di donne ed uomini separati che si tolgono la vita, rispetto al totale dei suicidi fornito dall'ISTAT.
 

Il genitore che non può vedere i figli uccide e si uccide; il genitore che non riceve l'assegno, no.

 

«I maltrattamenti in famiglia stanno diventando un'arma di ritorsione per i contenziosi civili durante le separazioni...», «...Solo in due casi su 10 si tratta di maltrattamenti veri, il resto sono querele usate come ricatto nei confronti dei mariti durante la separazione...». «...L'impressione è che alcune mogli tendano a usare pm e polizia come strumento per perseguire i propri interessi in fase di separazione...». 

Carmen Pugliese, Sostituto Procuratore c/o Trib. di Bergamo - inaugurazione anno giudiziario 2009, previa autorizzazione del Procuratore Generale Galizi, 29/1/2009

 

«Sempre più spesso si ricorre alla querela del coniuge o del convivente per risolvere a proprio favore i contenziosi civili per l’affidamento dei figli o per l’assegno di mantenimento...».

Barbara Bresci, Sostituto Procuratore c/o Trib. di Sanremo - Quotidiano Nazionale, 25/10/2009

 

«Onestà intellettuale vuole che (...) si parli anche dei casi di “false” violenze o meglio di “false” denunce di violenza subita...».., «... sembra incredibile che si possa accusare qualcuno che si sa innocente di un delitto turpe quale quello di violenza sessuale, eppure succede e neanche troppo raramente...», «Inutile dire che per l’esperienza fatta le false denunce provengono quasi nella totalità da donne, spesso madri che in tal modo tentano di allontanare gli ex mariti dai figli...».

Jacqueline Monica Magi, Sostituto Procuratore c/o Trib. di Pistoia – il Sole 24 Ore, 25/11/2009

 

«L’accusa di violenza sessuale è il modo più facile per estromettere il padre dalla vita dei figli.

La donna non solo si libera del partner come coniuge ma anche come padre, facendolo uscire definitivamente dalla sua vita....»,

«La legge attuale non garantisce né il padre, né il minore...».

Maria Carolina Palma, CTU c/o Trib. di Palermo – L'Avvenire, 13/4/2009

 

 

“…le false accuse di maltrattamenti, percosse, abusi sessuali e violenze di vario genere su donne adulte e figli minori - le querele costruite al solo scopo di eliminare l’ex marito dalla vita dei figli - oscillano nelle procure italiane da un minimo del 70 ad un massimo del 95%…”

Sara Pezzuolo, Psicologa forense, CTU – Convegno ANFI Firenze, 29.4.2010

 

 

 

Conclusioni:

Nelle separazioni il soggetto debole per antonomasia (la donna) non figura nella lista dei suicidi, sovvertendo ogni studio pubblicato negli annuari di statistica.

Chi invece è convenzionalmente definito soggetto forte (l'uomo) viene spinto in un vortice tanto destabilizzante quanto irrisolvibile, che sempre più spesso porta a togliersi la vita.

E ci si stupisce che accada, come se il semplice fatto di non appartenere al genere femminile garantisca impermeabilità alla disperazione da perdita della prole.

Le madri soffrono e si disperano se private dei figli, si sa; i padri per secoli non hanno sofferto, chissà perché oggi soffrono come le madri?

Come mai non accettano con serena rassegnazione di essere esclusi? Come mai si disperano? Come mai la disperazione senza via d'uscita porta sempre più spesso al gesto estremo?


  • astro, dodecaedra, BleatmestBora e 4 altri piace questo

Non avere una meta è comunque una meta, e cercare è di per sé un obiettivo, al di là del contenuto. La vita non ha uno scopo, è solo un viaggio.
[Gao XingJian]




#2 trust_no_1

trust_no_1

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Inviato 14 novembre 2017 - 07:33

Chiarisco fin da subito:

alla prima violazione, qualsiasi sia, scatta il ban.

 

Avvisati.

 

Pace e bene.


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Restiamo Umani: Vik da Gaza city (e dal cuore di tutti noi per sempre)

Si suggerisce di rileggere il testo in anteprima, e correggerlo prima di inviarlo. (regolamento CN)

-Ho la casella MP nuovamente agibile

#3 fasiel

fasiel

    pervertito gentiluomo

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Inviato 14 novembre 2017 - 07:42

si sà che la cosa migliore sarebbe non divorziare

ma il problema principale è l'ego dell'uomo,non li permette di vedere la propria anima gemella e di impedirgli di lasciare l'orgoglio

anche scegliere un partner solo x il fisico è ego,quindi anche un futuro divorzio è facile o x soldi

si potrebbero mettere dei piani,leggi obbligatorie sulla famiglia,tipo non vedersi troppe volte e lasciare piu spazio al partner, si sà che quando non hai il gioccatolo poi vedi quanto era favoloso :frog:

 

di certo uomini e donne sono entrambi colpevoli generalmente parlando



#4 Shadowman89

Shadowman89

    Utente Senior Plus

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Inviato 14 novembre 2017 - 07:56

si sà che la cosa migliore sarebbe non divorziare

ma il problema principale è l'ego dell'uomo,non li permette di vedere la propria anima gemella e di impedirgli di lasciare l'orgoglio

anche scegliere un partner solo x il fisico è ego,quindi anche un futuro divorzio è facile o x soldi

si potrebbero mettere dei piani,leggi obbligatorie sulla famiglia,tipo non vedersi troppe volte e lasciare piu spazio al partner, si sà che quando non hai il gioccatolo poi vedi quanto era favoloso :frog:

 

di certo uomini e donne sono entrambi colpevoli generalmente parlando

 

 

A dire il vero, la cosa migliore sarebbe non sposarsi...


  • astro piace questo

“In Virginia il signor Brown era l'uomo più antirazzista, un giorno sua figlia sposò un uomo di colore, lui disse: "Bene" ma non era di buonumore.”

( G. Gaber - 1972)


#5 rsorrt

rsorrt

    Utente Esperto

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Inviato 14 novembre 2017 - 07:56

si sà che la cosa migliore sarebbe non divorziare

ma il problema principale è l'ego dell'uomo,non li permette di vedere la propria anima gemella e di impedirgli di lasciare l'orgoglio

anche scegliere un partner solo x il fisico è ego,quindi anche un futuro divorzio è facile o x soldi

si potrebbero mettere dei piani,leggi obbligatorie sulla famiglia,tipo non vedersi troppe volte e lasciare piu spazio al partner, si sà che quando non hai il gioccatolo poi vedi quanto era favoloso :frog:

 

di certo uomini e donne sono entrambi colpevoli generalmente parlando

beh qui non si parla tanto di orgoglio quanto del fatto di vedersi in pratica portare via i figli e la casa.... e inoltre dover pagare alimenti oltre ad un nuovo alloggio.

Spesso queste persone finiscono per passare in un attimo da una vita tranquilla ad una d'inferno, in pratica finiscono alla caritas, pare ci siano 800.000 nuovi poveri proprio uomini divorziati, sono tantissimi.

 

Per orgoglio non ci si suicida, mentre qui abbiamo che nelle separazioni i suicidi sono nella maggior parte dei casi gli uomini, io direi che non è l'orgoglio ma proprio un dramma esistenziale.


Non avere una meta è comunque una meta, e cercare è di per sé un obiettivo, al di là del contenuto. La vita non ha uno scopo, è solo un viaggio.
[Gao XingJian]


#6 rsorrt

rsorrt

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Inviato 14 novembre 2017 - 08:02

A dire il vero, la cosa migliore sarebbe non sposarsi...

beh forse la cosa migliore sarebbe uno stato che sostiene entrambi gli ex coniugi e i figli facendo in modo che nessuno dei due genitori possa essere scalzato.... ne debba perdere la casa rimanendo per strada o a pagare 2 affitti.

 

Andrebbero valutate le situazioni caso per caso e garantire assistenza dove necessario.... in Italia mi sa che siamo molto indietro.


  • Emanuele e astro piace questo

Non avere una meta è comunque una meta, e cercare è di per sé un obiettivo, al di là del contenuto. La vita non ha uno scopo, è solo un viaggio.
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#7 fasiel

fasiel

    pervertito gentiluomo

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Inviato 14 novembre 2017 - 08:03

1)pero' le liti nascono anche a causa dell'orgoglio, xchè è difficile dire che hai torto

 

2)si il matrimonio è stupido



#8 trust_no_1

trust_no_1

    Utente Esperto

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Inviato 14 novembre 2017 - 08:04

rsorrt

 

non si fanno post consecutivi, grazie.

 

Ho aperto un apposito thread in Supporto Tecnico per esercitarvi nel multiquote, usalo anche tu.


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#9 Shadowman89

Shadowman89

    Utente Senior Plus

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Inviato 14 novembre 2017 - 09:00



rsorrt

 

non si fanno post consecutivi, grazie.

 

Ho aperto un apposito thread in Supporto Tecnico per esercitarvi nel multiquote, usalo anche tu.

 

PICCOLO OT:

Scusami, ma io il multiquote lo so usare.

Il problema è l'impossibilità di poter cancellare i propri messaggi. Scusami se lo dico qui.

Alle volte viene spontaneo quotare un singolo messaggio, uno vorrebbe cancellare, ma non può, al massimo può editare.

Credo che agli utenti debba essere lasciata la possibilità di rimuovere i messaggi, IMO. AL massimo li si mettono sotto spoiler, così si evita di usare questo tipo di messaggi come provocazione che viene poi cancellata.

 

Ma per chi come me posta dalla versione mobile, il multiquote è davvero un inferno. Ogni volta devo copiare ed incollare [quote] e fare in modo che il codice sia scritto giusto e nel posto più corretto. Fra l'altro la piattaforma del sito supporta la possibilità di cancellare i messaggi, è solo che questa funzione non è consentita dall'amministrazione. Andrebbe aggiornato.

 

FINE OT


  • astro piace questo

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#10 trust_no_1

trust_no_1

    Utente Esperto

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Inviato 14 novembre 2017 - 09:03

Parliamone in supporto tecnico sennò alimentiamo gli OT.

 

:)


Restiamo Umani: Vik da Gaza city (e dal cuore di tutti noi per sempre)

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#11 Guest_cimychan_*

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Inviato 14 novembre 2017 - 09:16

premesso che la prima causa di divorzio è il matrimonio.
io ho letto cose molto diverse, come mai?

"Dalla fiction alla realtà, a scattare la fotografia del dramma della fine di un matrimonio è l’Istat: il 46% delle persone separate o divorziate dichiara un peggioramento delle condizioni economiche. Si tratta del 50,9% delle donne e del 40,1% degli uomini. E la vita peggiora di più per chi, al momento della rottura, ha figli: è il 52,9% a dichiararlo, a fronte del 37,1% di separati senza figli. Le donne che hanno vissuto una separazione, poi, hanno un tasso di rischio povertà più alto (24%) rispetto agli uomini (15,3 per cento)."
http://www.linkiesta...-e-povera/6052/

Ma detto questo con l'Italia in crisi economica, la natalità in ribasso a causa della prolungata precarietà economica, la differenza di prospettive di stupendio e di carriera per le donne, la totale mancanza di welfare dello stato, ovvero di quegli aiuti dello stato per il riconoscimento dell'assistenza alle famiglie che hanno in carico minori/anziani, la necessità di accudimento dei piccoli che vede sempre e comunque al 99% la madre in prima linea con un'incompatibilità totale con il mondo lavorativo che non prevede ne' agevolazioni ne' part time, un divorzio tra poveri mi sembra proprio la ciliegina sulla torta per smettere definitivamente di procreare e farcene una ragione.
ognuno a casa sua ognuno se la cavi come può e se un uomo vuole un figlio forse d'ora in poi sarà il caso di chiedergli un congruo assegno preventivo che tuteli le donne dagli inevitabili disagi lavorativi e sociali nonché fisici e usuranti dovuti alle varie maternità.
Così si riprodurranno solo i veramente benestanti e gli altri potranno godersi in tutta tranquillità i loro magri stipendi. :asdsi:

vi piace di più? non lo so eh

#12 flyzmarco

flyzmarco

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Inviato 14 novembre 2017 - 09:47

Domanda: perchè nelle statistiche postate da rrrsort la somma di uomini e donne dà il 100% ma non nelle statistiche postate da cimy?! Per esempio dove dice le donne hanno un rischio povertà del 24% contro un 15% degli uomini... Ed il resto?!

Ad ogni modo credo rrrsort abbia ragione, i media non ne parlano ma la situazione dei padri separati è davvero drammatica, zero diritti e tanti obblighi piu accuse infamanti di violenze con cui le donne cercano l'affido esclusivo della prole. Ma purtroppo ciò che i media non mostrano semplicemente non esiste o non è importante.



#13 Guest_cimychan_*

Guest_cimychan_*
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Inviato 14 novembre 2017 - 10:16

Domanda: perchè nelle statistiche postate da rrrsort la somma di uomini e donne dà il 100% ma non nelle statistiche postate da cimy?! Per esempio dove dice le donne hanno un rischio povertà del 24% contro un 15% degli uomini... Ed il resto?!

boh il resto sarà la percentuale di donne e uomini divorziati che non avrà manifestato o espresso disagi economici.
no ho fatto io le statistiche ne' ho omesso dati.

Ad ogni modo credo rrrsort abbia ragione, i media non ne parlano ma la situazione dei padri separati è davvero drammatica, zero diritti e tanti obblighi piu accuse infamanti di violenze con cui le donne cercano l'affido esclusivo della prole. Ma purtroppo ciò che i media non mostrano semplicemente non esiste o non è importante.

Guarda. capisco tutto eh. mA già un padre che messo male quanto vuoi impoverito quanto vuoi, si suicida, io non lo accetto. non lo accetto perché tu sei un padre, tu dai l'esempio ai tuoi figli, non ci sei più solo tu, sei non solo
la fonte di sostentamento economico ovvero di sopravvivenza dei TUOI figli, ma il punto di riferimento e cosa fai? molli?
bel campione.
Così lasci nella merda non solo la tua ex moglie, complimenti per la vendetta eh.
Ma lasci nella povertà che tu, coglione, hai scongiurato uscendo di scena, i tuoi figli.
che cresceranno poveri senza padre e con l'esempio mirabile che per risolvere i problemi basta un colpo di pistola o quello che è: ed è un omicidio anche questo.
veramente bingo.

#14 Nehelamite

Nehelamite

    Flip Flap

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Inviato 14 novembre 2017 - 11:59

Che dire? Non ho intenzione di entrare nel merito di quest'altro topic, ne va della sanità del mio fegato.

E però una cosa la dico lo stesso - e non provate a tirarmi in mezzo perché 'sta volta non funziona: certi "uomini", a mio modesto parere eh, meritano in toto di finire rovinati, sotto ogni punto di vista, mica solo economicamente.

Specialmente quando a pagare il prezzo del loro machismo e orgoglio da italioti da quattro soldi non è manco il partner, ma sono i figli.

 

Vale anche per le donne eh, per l'amor del cielo, sia mai mi si "accusi" di essere femminista.

Quando si antepone il proprio orgoglio, la "vendetta" e cazzate così, i soldi, al benessere dei figli si è uomini e donne di merda, sullo stesso livello e senza appello né attenuanti.

Ho finito. Lascio la parola al popolo.


  • Tyrande Soffiabrezza piace questo

-Flip Flap-


#15 tnt74

tnt74

    utente perverso

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Inviato 15 novembre 2017 - 06:42

Anche non sposati, se si divorzia gli alimenti per il figlio tocca sborsarli, forse la soluzione sarebbe non figliare, almeno nei paesi occidentali, lasciano fare ste cose a chi può permettersi di lasciare la moglie in mezzo alla giungla una volta stufo.

#16 Rainbow

Rainbow

    Tempus fugit

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Inviato 15 novembre 2017 - 07:10

Anche non sposati, se si divorzia gli alimenti per il figlio tocca sborsarli

E ci mancherebbe pure il contrario.
  • Notte e zarina piace questo

#17 skynight

skynight

    Remember on November 5th

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Inviato 15 novembre 2017 - 09:32

Anche non sposati, se si divorzia gli alimenti per il figlio tocca sborsarli, forse la soluzione sarebbe non figliare, almeno nei paesi occidentali, lasciano fare ste cose a chi può permettersi di lasciare la moglie in mezzo alla giungla una volta stufo.

oppure forse la soluzione giusta sarebbe che chi volesse fare in grande passo di sposarsi, di mettere la testa a posto e assumersi le sue responsabilità, i figli e il partner non sono mica giocattolini, belli da vedere e poi gettare via da parte quando si è diventati stufi e si è trovato un intrattenimento nuovo.


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Sotto questa maschera c'è più di semplice carne, c'è un'idea, e le idee sono a prova di proiettile.


#18 Shadowman89

Shadowman89

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Inviato 15 novembre 2017 - 09:44

oppure forse la soluzione giusta sarebbe che chi volesse fare in grande passo di sposarsi, di mettere la testa a posto e assumersi le sue responsabilità, i figli e il partner non sono mica giocattolini, belli da vedere e poi gettare via da parte quando si è diventati stufi e si è trovato un intrattenimento nuovo.


Come se tutti i divorzi nascessero perchè ci si stufa del partner...
Le cause di divorzio sono infinite, altro che. "Mettere la testa apposto" è diventato un mantra, una formula magica che funziona sempre. La realtá dice che non è cosí.

“In Virginia il signor Brown era l'uomo più antirazzista, un giorno sua figlia sposò un uomo di colore, lui disse: "Bene" ma non era di buonumore.”

( G. Gaber - 1972)


#19 Guest_cimychan_*

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Inviato 15 novembre 2017 - 10:40

Beh ma il vero problema sono i figli. Leggevo un paio di inchieste e sembra che l'assegno di mantenimento per ogni figlio ammonti intorno ad 1/3 dello stipendio del padre, di solito sui 500 euro mensili. Questo senza contare il fatto che poi una donna poniamo quarantenne che per esempio non ha mai goduto di un reddito proprio, rientrare nel mercato del lavoro senza nessuna esperienza è praticamente un'impresa titanica, con l'Italia in crisi e la competizione sul mercato di gente più giovane che avendo le spalle coperte da mamma e papà è più che disposta disposta a fare orari assurdi per un rimborso spese da fame.
E quindi se va bene c'è il mantenimento anche alla moglie: poniamo trecento euro. Più la casa da lasciarle sulla quale ci si augura non vi sia un mutuo o un affitto da pagare altrimenti va garantito anche quello.

Per un uomo con uno stipendio che di per se' non sarebbe male, poniamo 1.500 euro al mese, ne rimangono 6/700 con i quali dovrebbe garantirsi un alloggio, pagare le bollette l'auto e la benzina, vestirsi e mangiare.

Ne risultano così due nuclei familiari con uno stipendio diviso a metà, che viaggeranno entrambi sul filo della sopravvivenza alla povertà.

Adesso. Si parla di quei padri che pagano, però una consolidata tradizione italiana vede l'uomo dichiararsi nullatenente e saltare a pie' pari le rate del mantenimento all'odiata stronza, che per stronza e fedifraga che sia non ha certo figliato per gemmazione spontanea ermafrodita.
Adesso il punto è: nella maggior parte delle coppie che si separano la donna lavora.
È un dato statistico ma anche sociologico: se hai un'idea sicurezza economica sei libera di andartene quando vuoi da un marito con il quale non è più possibile una convivenza civile: qualunque siano i motivi.
Una donna che non lavora invece deve pensarci su non una, ma dieci volte prima di azzardare un passo del genere che deve essere ponderato per ragioni molto più che gravi: perché il rischio di un futuro di miseria nera diventa praticamente una certezza.
(anche perché una volta cresciuti i figli ciao mantenimento minimo di sussistenza e zero pensione).
Insomma se divorziare può diventare traumatico per un uomo che comunque lavora, è un vero incubo per una donna che fino a quel momento e di comune accordo con lui, nel loro film di nido d'amore, ha abbracciato l'esclusione sociale dal mondo lavorativo.
Se poi oltretutto adesso i giudici tendono a non riconoscere più il mantenimento a quelle mogli che nonostante gli sforzi non riescono a rientrare nel mondo del lavoro, è alle donne dai quaranta in su che resterà solo il suicidio.
Certo come amabilmente suggerito potrebbero fare le spogliarelliste o le zoccole sulla Cassanese, ce le vedo, una schiera di casalinghe cinquantenni di coscia corta appesantite dai lavori domestici e dai parti, con le tette al ginocchio e una filosofia di vita di tagliatelle fatte in casa a improvvisarsi dee dell'ammore, eccome no. La fila fuori dal portone :roll:
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#20 Shadowman89

Shadowman89

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Inviato 15 novembre 2017 - 11:01

Beh ma il vero problema sono i figli. Leggevo un paio di inchieste e sembra che l'assegno di mantenimento per ogni figlio ammonti intorno ad 1/3 dello stipendio del padre, di solito sui 500 euro mensili. Questo senza contare il fatto che poi una donna poniamo quarantenne che per esempio non ha mai goduto di un reddito proprio, rientrare nel mercato del lavoro senza nessuna esperienza è praticamente un'impresa titanica, con l'Italia in crisi e la competizione sul mercato di gente più giovane che avendo le spalle coperte da mamma e papà è più che disposta disposta a fare orari assurdi per un rimborso spese da fame.
E quindi se va bene c'è il mantenimento anche alla moglie: poniamo trecento euro. Più la casa da lasciarle sulla quale ci si augura non vi sia un mutuo o un affitto da pagare altrimenti va garantito anche quello.

Per un uomo con uno stipendio che di per se' non sarebbe male, poniamo 1.500 euro al mese, ne rimangono 6/700 con i quali dovrebbe garantirsi un alloggio, pagare le bollette l'auto e la benzina, vestirsi e mangiare.

Ne risultano così due nuclei familiari con uno stipendio diviso a metà, che viaggeranno entrambi sul filo della sopravvivenza alla povertà.

Adesso. Si parla di quei padri che pagano, però una consolidata tradizione italiana vede l'uomo dichiararsi nullatenente e saltare a pie' pari le rate del mantenimento all'odiata stronza, che per stronza e fedifraga che sia non ha certo figliato per gemmazione spontanea ermafrodita.
Adesso il punto è: nella maggior parte delle coppie che si separano la donna lavora.
È un dato statistico ma anche sociologico: se hai un'idea sicurezza economica sei libera di andartene quando vuoi da un marito con il quale non è più possibile una convivenza civile: qualunque siano i motivi.
Una donna che non lavora invece deve pensarci su non una, ma dieci volte prima di azzardare un passo del genere che deve essere ponderato per ragioni molto più che gravi: perché il rischio di un futuro di miseria nera diventa praticamente una certezza.
(anche perché una volta cresciuti i figli ciao mantenimento minimo di sussistenza e zero pensione).
Insomma se divorziare può diventare traumatico per un uomo che comunque lavora, è un vero incubo per una donna che fino a quel momento e di comune accordo con lui, nel loro film di nido d'amore, ha abbracciato l'esclusione sociale dal mondo lavorativo.
Se poi oltretutto adesso i giudici tendono a non riconoscere più il mantenimento a quelle mogli che nonostante gli sforzi non riescono a rientrare nel mondo del lavoro, è alle donne dai quaranta in su che resterà solo il suicidio.
Certo come amabilmente suggerito potrebbero fare le spogliarelliste o le zoccole sulla Cassanese, ce le vedo, una schiera di casalinghe cinquantenni di coscia corta appesantite dai lavori domestici e dai parti, con le tette al ginocchio e una filosofia di vita di tagliatelle fatte in casa a improvvisarsi dee dell'ammore, eccome no. La fila fuori dal portone :roll:

Ma perchè, un uomo di 40 anni il lavoro lo trova facilmente?

Ma poi, donne che rifiutano al lavoro...sono pochissime. Semmai è vero il contrario, donne che per lavorare e fare carriera rinunciano alla famiglia.

Per non parlare poi del fatto che i figli perdono l'assegno di mantenimento solo dopo aver raggiunto la stabilitá economica, quindi nemmeno a 40 per come vanno le cose adesso.
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“In Virginia il signor Brown era l'uomo più antirazzista, un giorno sua figlia sposò un uomo di colore, lui disse: "Bene" ma non era di buonumore.”

( G. Gaber - 1972)





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