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Lo Spiritismo di Allan Kardec, vogliamo discuterne?


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33 risposte a questa discussione

#21 Cremisi

Cremisi

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Inviato 03 luglio 2016 - 07:46

E un terreno minato....come si fa a essere consapevoli di cosa sia la sofferenza se non la si vive  sulla propria pelle, il..."regno dei ciel"  e il luogo in cui lo spirito ambisce arrivarci  ma per farlo deve necessariamente vivere  tutte le esperienze che solo nella materia può avere, deve ottenere la conoscenza di tutto lo scibile  della vita umana, questo e un passaggio obbligato definitivo che lo porterà alla sua meta.


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#22 Guest_cimena_*

Guest_cimena_*
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Inviato 03 luglio 2016 - 08:53

A me non sembra logico per niente.

Edit: scusate, ho inviato per sbaglio.

Non mi sembra sensata nè l'idea di felicità eterna, nè l'idea che per raggiungerla bisogna soffrire prima. E' come dire: se vuoi essere magro (magrezza intesa come qualcosa di auspicabile) per sempre, prima devi ingrassare. Mah. Questi binomi felcità/sofferenza mi sembrano incompatibili con la dimensione spirituale.


Sarò stanca, ma vedo nelle tue parole un'intuizione e forse è geniale.

Insomma se vuoi dimagrire mangia meno.

Se vuoi la felicità eterna cerca di essere felice nonostante tutto di piccole cose, anche quando tutto rema contro?

Che è un po' come rinunciare al cucchiaino di zucchero, un allenamento.

Magari ho detto una sciocchezza però mi sembra ci sia un senso.

Io sul concetto di sofferenza non ho mai riflettuto tanto ma con la tua intuizione ci trovo una logica.

#23 Einander

Einander

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Inviato 03 luglio 2016 - 09:48

A dirla tutta il libro non dice mai che bisogna soffrire per evolversi.., ma dice che bisogna accettare le peripezie della vita e di affrontarle con coraggio, fino alla fine.
Comunque tutti siamo sotto prova. Ad esempio chi e' ricco e ha tutto, sta' subendo la prova della ricchezza, ed e' piu' difficile da superare rispetto alla prova della poverta', perche' porta ad essere piu' materialesti ed altre cose negative per la propria evoluzione.

Comunque il miglior modo per evolversi e' di essere caritatevoli con il prossimo, ma senza aspettarsi nessuna ricompensa ne' in questo ne' nell'altro mondo, quindi non e' una cosa semplice..
Un vecchio ricco miliardario che decide di regalare il 99% delle sue ricchezze ai poveri, sperando di essere ricompensato in cielo dopo la sua morte, non ha fatto praticamente niente.., perche' ha fatto il gesto verso la fine della sua vita, quanto ormai il denaro non gli serviva piu', e con intento egositico. Invece un povero senza niente che da' meta' del suo unico tozzo di pane a un altro sfortunato come lui, verra' ricompensato grandemente per il suo gesto di altruismo e carita'.
L'intenzione e' tutto, viene ripetuto molte volte nel libro..

Viene anche ripetuto molte volte, che per seguire la retta via ed evolversi piu' rapidamente, basterebbe basarsi sull'insegnameto di Gesu' che dice: non fare al prossimo quello che non vuoi sia fatto a te stesso, e fai al prossimo quello che vorresti sia fatto a te stesso.

Gesu' era uno spirito di altissimo livello, incarnatosi su questo pianeta in missione, per aiutarci a capire la via da seguire per evolverci

Edit:

Ecco un esempio di una persona che probabilmente verra' ricompensata con la prossima vita da vivere in un mondo migliore della terra


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Piano piano scrivo, abbiate pazienza  :morning:


#24 malia

malia

    malia

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Inviato 04 luglio 2016 - 09:00

Sarò stanca, ma vedo nelle tue parole un'intuizione e forse è geniale.

Insomma se vuoi dimagrire mangia meno.

Se vuoi la felicità eterna cerca di essere felice nonostante tutto di piccole cose, anche quando tutto rema contro?

Che è un po' come rinunciare al cucchiaino di zucchero, un allenamento.

Più o meno è quello che penso, ma per me già solo il desiderare qualcosa (il cercare di....) comporta sofferenza perchè sei con una parte di te lanciato verso l'oggetto del desiderio e con un'altra parte ancorato nel posto in cui sei al momento in cui desideri. E questa è già sofferenza.

Per fare l'esempio della dieta mi dico: che senso ha voler essere magri e felici da un lato, se poi rinunciare allo zucchero mi fa sprofondare nella tristezza e correre mi deprime? Che senso ha deprimermi per perdere un etto oggi, quando semmai a fine corsa mi arriva addosso un tir e addio? Era meglio correre per il gusto di correre adesso e non per perdere un etto per poter essere magri forse e chissà quando. Bisognerebbe vivere come se ci fosse un tir dietro l'angolo.

Per me, voler essere felici  facendo un atto di rinuncia, è un non senso.

La sofferenza inevitabile (non auspicabile) è anche per me la conseguenza della nostra resistenza verso cose che ci sono sconosciute o che non comprediamo; quanto più ci opponiamo, tanto più soffriamo. E visto che le cose da conoscere sono infinite la sofferenza sarà infinita.

Oppure le cose da conoscere non sono infinite, ma a questo punto dovremmo rivedere un po' di concetti alla base di tutte le nostre idee.

 

E questa è una visione terrena, dove percepiamo lo scorrere del tempo a modo nostro, esiste un prima un dopo, una causa un effetto, un bello e un brutto.

Ma come facciamo ad applicare questa visione a "Dio" e all'universo infinito dove non esisterebbe tempo nè direzione di alcun tipo? Ora mi reincarno quelle 2-300 vite, mi aggiusto tutto bellino bellino (mi evolvo  :boardmod_main: evolvi verso cosa? in che direzione?) e dopo (dopo????? c'è un prima e un dopo nell'infinito?) vado a bere mojito per l'eternità nei piani alti (alti??? c'è un alto e un basso nell'infinito?).

Mah.



#25 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 04 luglio 2016 - 12:17

E un terreno minato....come si fa a essere consapevoli di cosa sia la sofferenza se non la si vive sulla propria pelle, il..."regno dei ciel" e il luogo in cui lo spirito ambisce arrivarci ma per farlo deve necessariamente vivere tutte le esperienze che solo nella materia può avere, deve ottenere la conoscenza di tutto lo scibile della vita umana, questo e un passaggio obbligato definitivo che lo porterà alla sua meta.

E quanto la devi vivere la sofferenza per capire che non è più parte del tuo cammino?

E quindi, a che punto del cammino sei?

Se non lo sai sei ancora nella sofferenza. Perché sei inconsapevole.

Questo Kardec non lo dice. Perché non lo sa.

Kardec nel vangelo degli spiriti esalta la sofferenza. ..le parole esatte ora non le ricordo ma sono sicura.

Kardec esalta la croce perché è nella croce.

Ad ognuno il suo. Ma questa non è la mia strada.

Edit: concordo con quanto esposto da Malia e aggiungo: prima e dopo, alto e basso, evoluzione ed involuzione. .. fanno parte di una visione temporale e lineare dove si è inchiodati alla croce, non solo della sofferenza, ma del piano cartesiano.

Al centro di questo vi è pura consapevolezza non sottoposta ad un moto lineare e consequenziale.
Il futuro contamina il passato e muta il presente attraverso scelte libere e gioiose.
Dopo inserisco un link.

#26 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 04 luglio 2016 - 12:51

Trovo questo articolo davvero affascinante. Questo signore è riuscito a coniugare la fisica alla...medianitå.
Ed ha tratto le mie medesime conclusioni avendole certamente sperimentate in prima persona.

Per me stiamo andando in questa direzione: tutto è materia, tutto è luce, tutto è vita.

Quindi la comunicazione con i morti cessa di avere un senso.

http://www.stazionec...ca_dualismo.htm

Perché si dovrebbe parlare di comunicazione tra vivi.

Francesco Narducci in sogno, diversi anni fa, mi disse: io non sono morto.
Ho compreso il suo messaggio solo ultimamente, dopo aver visto il suo assassinio.

È morto il suo corpo ma la sua personalità è vivissima. E non perché è stato ammazzato e quindi è un'entità bassa :( come mi ha detto uno del Santo Daime ma perché ha fatto una scelta precisa per poter uscire dalla sofferenza in modo definitivo!

Questo non significa affatto non reincarnarsi più!
Si può vivere in un mondo materiale senza soffrire, trovando con essa e con lo spirito un giusto equilibrio.

#27 Cremisi

Cremisi

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Inviato 04 luglio 2016 - 06:40

E quanto la devi vivere la sofferenza per capire che non è più parte del tuo cammino?

E quindi, a che punto del cammino sei?

Se non lo sai sei ancora nella sofferenza. Perché sei inconsapevole.

Questo Kardec non lo dice. Perché non lo sa.

Kardec nel vangelo degli spiriti esalta la sofferenza. ..le parole esatte ora non le ricordo ma sono sicura.

Kardec esalta la croce perché è nella croce.

Ad ognuno il suo. Ma questa non è la mia strada.

Edit: concordo con quanto esposto da Malia e aggiungo: prima e dopo, alto e basso, evoluzione ed involuzione. .. fanno parte di una visione temporale e lineare dove si è inchiodati alla croce, non solo della sofferenza, ma del piano cartesiano.

Al centro di questo vi è pura consapevolezza non sottoposta ad un moto lineare e consequenziale.
Il futuro contamina il passato e muta il presente attraverso scelte libere e gioiose.
Dopo inserisco un link.

Nessun essere mortale può sapere a che punto e il suo cammino lo sapremo quando lasceremo provvisoriamente la materia, non si evolve solo con la conoscenza della sofferenza e dell'amore  ma con la conoscenza di tutti gli aspetti emotivi  che la vita può dare.

 

Lo spirito sceglie di vita in vita quale esperienza vivere per arricchire la sua conoscenza dell'emotività umana  non importa quale sia purchè sia quella che gli manca, questo e il motivo per cui  ci si reincarna migliaia di volte.



#28 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 04 luglio 2016 - 08:15

Cioè tu, che non sai a che punto sei del tuo cammino, pretendi di conoscere il cammino di tutti gli altri esseri umani.

Questo è esattamente quello che intendevo dello spiritismo di Kardec.

Ed anche del Santo Daime.

#29 Einander

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Inviato 04 luglio 2016 - 10:45

Nel libro degli spiriti, dopo le risposte, Kardac spesso aggiunge alcune sue considerazioni.
Di tutto il libro ce' solo una parte cosa che mi lascia peerplesso, questa sua considerazione:

"Parecchi Spiriti di persone vissute sulla terra hanno detto di essersi
reincarnati in Giove, uno dei mondi più progrediti del nostro sistema, e
questo fece meraviglia, poiché sulla terra non erano stimate da tanto."


Va bene che ci sono diversi mondi e che gli abitanti hanno organi diversi dai nostri per abitarci, ma giove é un pianeta gassoso, completamente inabitabile, no? Inoltre cita anche incarnazioni su venere e marte..
Chi mi da' una spiegazione su questa parte?

Piano piano scrivo, abbiate pazienza  :morning:


#30 Guest_iaionzi_*

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Inviato 04 luglio 2016 - 11:05

Come si dice che il sole sia abitato... sai che abbronzatura?

Io penso che noi terrestri conosciamo le leggi della fisica relative al nostro stato ma che ce ne siano altre che andiamo man mano scoprendo.

Gli "spiriti" ce le anticipano.

O meglio, noi istruiamo noi stessi in questo modo bizzarro:)

#31 Cremisi

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Inviato 05 luglio 2016 - 06:53

Nel libro degli spiriti, dopo le risposte, Kardac spesso aggiunge alcune sue considerazioni.
Di tutto il libro ce' solo una parte cosa che mi lascia peerplesso, questa sua considerazione:

"Parecchi Spiriti di persone vissute sulla terra hanno detto di essersi
reincarnati in Giove, uno dei mondi più progrediti del nostro sistema, e
questo fece meraviglia, poiché sulla terra non erano stimate da tanto."


Va bene che ci sono diversi mondi e che gli abitanti hanno organi diversi dai nostri per abitarci, ma giove é un pianeta gassoso, completamente inabitabile, no? Inoltre cita anche incarnazioni su venere e marte..
Chi mi da' una spiegazione su questa parte?

 

La spiegazione potrebbe essere che...lo spirito pervade qualsiasi elemento attivo o inerte che  faccia  parte della materia, chissà forse su  Giove trova  elementi a  lui  più graditi.


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#32 Einander

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Inviato 05 luglio 2016 - 07:22

Ma parla di incarnati

Piano piano scrivo, abbiate pazienza  :morning:


#33 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 05 luglio 2016 - 07:46

Gli stati della materia sono differenti, pensiamo solo a quello solido, liquido e gassoso.

Potrebbe anche la carne possedere diversi stati oltre a quello vivo ed a quello putrefatto?

:)

Per me tutto è possibile, volendolo.
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#34 Cremisi

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Inviato 05 luglio 2016 - 08:33

A. Kardec e stato il  pioniere dello spiritismo ha trascorso gran parte della sua vita a  raccogliere e  catalogare  testimonianze  ha  partecipato  anche a  molte sedute spiritiche,  credo che  molti termini che usa nel suo libro degli spiriti  sono semplicistici, quando usa il termine incarnati non fa distinzione fra il pervadere la materia  attiva e quella inerte quindi secondo me e una questione interpretativa " Lo spirito incarna " può significare  il pervadere di tutte le forme che questa dispone.

 

Poi si può essere anche d'accordo con iaionzi  effettivamente non conosciamo  tutte le forme  che la materia ha in se. Non ricordo dove l'ho letto, se non sbaglio nel libro "Rapporto dalla dimensione X"   si parla di creature...di forme viventi  in forma gassosa quindi invisibili all'occhio umano che popolerebbero molti  pianeti, ovviamente se questo fosse vero sarebbe una forma di materia a noi del tutto  incomprensibile e impossibile da  rilevare.






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