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Lo Spiritismo di Allan Kardec, vogliamo discuterne?


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33 risposte a questa discussione

#1 Einander

Einander

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Inviato 01 luglio 2016 - 11:18

Io ho letto "il libro degli spiriti" e una buona parte de "le rivelazioni degli spiriti".

Premetto che mi hanno molto colpito e ci credo, trovo quasi tutto logico e coerente, anche perche' secondo me le molte esperienze NDE sono una prova, diciamo tangibile, di quanto viene scritto in questi libri. Inoltre mi vengono confermate alcune cose, sensazioni, che sento da molto tempo.

 

Mi sembra strano che se ne parli cosi poco, non solo qui nel forum intendo, ma in generale.

Va be, comunque in base a quello che ho letto, inizio il mio argomento dando la mia impressione su Dio.

Io definisco Dio, principalmente giusto, quindi non buono o cattivo o altro, ma giusto.

Lui e' la causa prima, il creatore di tutto, il padre di tutti, e noi siamo i suoi figli, le sue creature; e un padre giusto a volte deve essere severo con i propri figli, per il loro bene, per farli crescere bene, anche se questa severita' (come le molte prove incarnative che si devono superare per crescere spiritualmente) potrebbero non andare giu' ad alcuni dei suoi figli..


Piano piano scrivo, abbiate pazienza  :morning:




#2 madmax

madmax

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Inviato 01 luglio 2016 - 11:41

Questa vena giustizialista risente non poco dei venti che tirano in continente....

"Significa una totale libertà. In questa libertà c'è un'enorme energia, perchè non c'è nessun conflitto, nessuna lotta. Nulla!"


#3 Guest_cimena_*

Guest_cimena_*
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Inviato 02 luglio 2016 - 07:04

Beh.

Io sono abbastanza convinta che sia perfettamente inutile porsi il problema di comprendere un senso di giustizia che sia così grande da superare abbondantemente ed ampiamente la storia ed il destino personale dei singoli.

Noi esseri umani (dovrei dire noi uomini ma mi suona male) abbiamo una vita decisamente breve rispetto all'eternità.

Ne consegue necessariamente che la nostra prospettiva rispetto a ciò che sia giusto, sia decisamente miope e ottusa.

 

Mi spiego: non possiamo SAPERE o CAPIRE quanto un evento  che rispetto al nostro buon senso appare ingiusto abbia un riscontro giusto nel lungo periodo.

 

Ma anche la questione della vita e la morte, che ci fa soffrire personalmente, è sempre valutata all'interno della nostra prospettiva miope, cioè non siamo fisicamente costruiti per potere abbracciare una visione più ampia.

Lo saremmo forse spiritualmente, ma a patto che il cuore non sia ottuso e indurito da  considerazioni di interesse terreno, o provato ed abbattuto da un dolore che incide sulle nostre vite e ci riguarda personalmente.

 

Va anche detto che è da capire che il dolore personale vada sopra e ricopra ogni speculazione omnicomprensiva, non è facile superare il nostro dolore, e nemmeno ci viene richiesto di farlo, tanto è vero che gli afflitti vanno consolati e compresi, e non sgridati o spinti ad abbracciare forzatamente visioni più ampie che nel pieno della sofferenza non si possono capire e non si devono capire.

Sarebbe insomma ingiusto e sciocco spingere a guardare la luna, se in quell'istante abbiamo il dito ferito e sanguinante.

 

Ma anche quelli che "i bambini del terzo mondo muoiono", se la osserviamo col distacco del non conoscerli personalmente, non potrebbe essere più che una colpa divina, una colpa umana? Ovvero un'occasione lasciata al NOSTRO libero arbitrio di  intervenire personalmente?

Insomma ne diamo la colpa all'ingiustizia divina, quando quelli ingiusti che li guardiamo alla tivù senza alzare il culo dalla poltrona siamo noi, quando quelli duri di cuore siamo noi.

e quasi compatiamo quelli che partono per fornire aiuti umanitari perchè "vanno a cercarsi i guai".

Ecco, al limite facciamo la donazione da due euro col cellulare e la nostra coscienza è a posto, e ce la prendiamo con Dio invece che con la nostra stessa ipocrisia.


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#4 Crispus73

Crispus73

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Inviato 02 luglio 2016 - 07:11

Non ho letto il suo "Il libro degli spiriti", ma ho letto "Il vangelo secondo gli spiriti", in due volumi. A dir la verità, non sono riuscito a leggerli per intero, perchè mi avevano un po' deluso. All'epoca cercavo un libro che riuscisse a spierarmi e darmi una diversa lettura del Vangelo.

Ho intenzione di leggere "Il libro degli spiriti", prima o poi. Per uno come me, che ha fatto delle comunicazioni medianiche una passione, è una grave mancanza questa di non averlo letto.

Avevo trovato una copia su internet ed avevo cominciato a leggere le prime pagine. Ma direi che, contrariamente all'altro, mi ha fatto una buona impressione.



#5 Crispus73

Crispus73

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Inviato 02 luglio 2016 - 07:25

Beh.

Io sono abbastanza convinta che sia perfettamente inutile porsi il problema di comprendere un senso di giustizia che sia così grande da superare abbondantemente ed ampiamente la storia ed il destino personale dei singoli.

Noi esseri umani (dovrei dire noi uomini ma mi suona male) abbiamo una vita decisamente breve rispetto all'eternità.

Ne consegue necessariamente che la nostra prospettiva rispetto a ciò che sia giusto, sia decisamente miope e ottusa.

 

Mi spiego: non possiamo SAPERE o CAPIRE quanto un evento  che rispetto al nostro buon senso appare ingiusto abbia un riscontro giusto nel lungo periodo.

 

Ma anche la questione della vita e la morte, che ci fa soffrire personalmente, è sempre valutata all'interno della nostra prospettiva miope, cioè non siamo fisicamente costruiti per potere abbracciare una visione più ampia.

Lo saremmo forse spiritualmente, ma a patto che il cuore non sia ottuso e indurito da  considerazioni di interesse terreno.

 

Va anche detto che è da capire che il dolore personale vada sopra e ricopra ogni speculazione omnicomprensiva, non è facile superare il nostro dolore, e nemmeno ci viene richiesto di farlo da Dio, tanto è vero che gli afflitti vanno consolati e compresi, e non sgridati o spinti ad abbracciare visioni più ampie. Dio stesso ha pietà del nostro dolore.

 

Ma anche quelli che "i bambini del terzo mondo muoiono", non è forse un'occasione lasciata al NOSTRO libero arbitrio di potere intervenire?

Insomma ne diamo la colpa all'ingiustizia divina, quando quelli ingiusti che li guardiamo alla tivù senza alzare il culo dalla poltrona siamo noi, e quasi compatiamo quelli che partono per fornire aiuti umanitari perchè "vanno a cercarsi guai".

Ecco, al limite facciamo la donazione da due euro col cellulare e la nostra coscienza è a posto.

 

Giustizia divina, bene e male. La solita questione dibattuta da sempre. Mi sa che non c'è una risposta che possa accontentare tutti, perchè ognuno rimane aggrappato alle proprie convinzioni e allora è difficile comprendere.

Vedere il male come qualcosa di contrapposto a Dio, cioè Satana, è una visione da superare. Ma anche vederlo come un castigo o una punizione è sbagliato. La scelta tra bene e male, per come l'ho capita io, è fondamentale per creare la "coscienza". Ma anche parlare di scelta tra bene e male, per me è un po' fuorviante. Non è che qualcuno, secondo me, sceglie tra "bene" e "male", ma piuttosto fa delle scelte che sono dettate dal suo egoismo, e solo dopo si rende conto di aver fatto del male a qualcun'altro. Chi uccide per vendetta, lo fa mosso da una passione che non è riuscito a superare, non lo fa perchè ha scelto tra bene e male, tra Dio e Satana. Capite quello che voglio dire? In tutto questo entra sempre in questione l'aspetto "io egoistico", che va superato. Volenti o nolenti, la vita ci porterà a superare il nostro "io egoistico". E come? Con il dolore! Quindi il male ha un suo significato. Ma tutto questo va visto in un'ottica più ampia. Ci sarebbero molte cose da dire.

Poi ognugno creda quello che vuole e che preferisce. Le vie per arrivare a Dio sono infinite!



#6 Einander

Einander

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Inviato 02 luglio 2016 - 01:39

Beh.

Io sono abbastanza convinta che sia perfettamente inutile porsi il problema di comprendere un senso di giustizia che sia così grande da superare abbondantemente ed ampiamente la storia ed il destino personale dei singoli.

Noi esseri umani (dovrei dire noi uomini ma mi suona male) abbiamo una vita decisamente breve rispetto all'eternità.

Ne consegue necessariamente che la nostra prospettiva rispetto a ciò che sia giusto, sia decisamente miope e ottusa.

 

Mi spiego: non possiamo SAPERE o CAPIRE quanto un evento  che rispetto al nostro buon senso appare ingiusto abbia un riscontro giusto nel lungo periodo.

 

Ma anche la questione della vita e la morte, che ci fa soffrire personalmente, è sempre valutata all'interno della nostra prospettiva miope, cioè non siamo fisicamente costruiti per potere abbracciare una visione più ampia.

Lo saremmo forse spiritualmente, ma a patto che il cuore non sia ottuso e indurito da  considerazioni di interesse terreno, o provato ed abbattuto da un dolore che incide sulle nostre vite e ci riguarda personalmente.

 

Va anche detto che è da capire che il dolore personale vada sopra e ricopra ogni speculazione omnicomprensiva, non è facile superare il nostro dolore, e nemmeno ci viene richiesto di farlo, tanto è vero che gli afflitti vanno consolati e compresi, e non sgridati o spinti ad abbracciare forzatamente visioni più ampie che nel pieno della sofferenza non si possono capire e non si devono capire.

Sarebbe insomma ingiusto e sciocco spingere a guardare la luna, se in quell'istante abbiamo il dito ferito e sanguinante.

 

Ma anche quelli che "i bambini del terzo mondo muoiono", se la osserviamo col distacco del non conoscerli personalmente, non potrebbe essere più che una colpa divina, una colpa umana? Ovvero un'occasione lasciata al NOSTRO libero arbitrio di  intervenire personalmente?

Insomma ne diamo la colpa all'ingiustizia divina, quando quelli ingiusti che li guardiamo alla tivù senza alzare il culo dalla poltrona siamo noi, quando quelli duri di cuore siamo noi.

e quasi compatiamo quelli che partono per fornire aiuti umanitari perchè "vanno a cercarsi i guai".

Ecco, al limite facciamo la donazione da due euro col cellulare e la nostra coscienza è a posto, e ce la prendiamo con Dio invece che con la nostra stessa ipocrisia.

 

É vero, in questa forma incarnativa siamo molto limitati ed é come se avessimo gli occhi chiusi, quindi é difficile per alcuni accettare i disegni di Dio cosi come vengono spiegati in questi libri.

Ma a me non mi va' di dovermi incarnare chissa' quante volte, per evolvere il mio spirito, arrivare ad avvicinarmi a Dio ed essere felicemente eterno. Ci vuole troppo tempo..

Lo dice il libro stesso che l'esperienza incarnativa, per lo spirito é una situazione penosa. Certo, nei mondi superiori la situazione é migliore, ma chissa' quando riusciro' ad arrivarci..

Sto' videogioco che ha creato, Dio se lo puo' giocare da solo, a me mi puo' completamente eliminare. Non voglio fare nessuna gavetta..

Ok, oggi dico cosi, quando poi il mio spirito sara' libero dal corpo, capiro' meglio la sua creazione e io suoi disegni, pentendomi di aver detto questa frase e finiro' per chiedere io stesso di reincarnarmi in prove molto piu' dure. Che fregatura..

 

Non ho letto il suo "Il libro degli spiriti", ma ho letto "Il vangelo secondo gli spiriti", in due volumi. A dir la verità, non sono riuscito a leggerli per intero, perchè mi avevano un po' deluso. All'epoca cercavo un libro che riuscisse a spierarmi e darmi una diversa lettura del Vangelo.

Ho intenzione di leggere "Il libro degli spiriti", prima o poi. Per uno come me, che ha fatto delle comunicazioni medianiche una passione, è una grave mancanza questa di non averlo letto.

Avevo trovato una copia su internet ed avevo cominciato a leggere le prime pagine. Ma direi che, contrariamente all'altro, mi ha fatto una buona impressione.

 

Ti conviene partire da pagina 55, perche' e' da li' che iniziano le domande e risposte catalogate.

Le prime 50 pagine cercano di spiegare che lo spiritismo non e' una cosa cattiva, lo difende dai suoi detrattori e non va' e non ostacola la chiesa, come se l'autore avesse timore della sua censura, e fa' furbescamente una specie di arrufianamento verso la chiesa


Piano piano scrivo, abbiate pazienza  :morning:


#7 Guest_cimena_*

Guest_cimena_*
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Inviato 02 luglio 2016 - 01:40

Ok, oggi dico cosi, quando poi il mio libero sara' libero, capiro' meglio la sua creazione e io suoi disegni, pentendomi di aver detto questa frase e finiro' per chiedere io stesso di reincarnarmi in prove molto piu' dure. Che fregatura..

this is scaramanzia.



#8 Einander

Einander

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Inviato 02 luglio 2016 - 01:46

this is scaramanzia.

 

Forse in questo modo lamentoso, cerco di convincerlo a chiudere un occhio per me e farmi andare prima nei mondi superiori (fammi fare un piccolo saltino di 5000 reincarnazioni, dai! :lode:  :D ), ma nel libro e' scritto chiaramente che lamentarsi della vita e' un modo per ritardare la propria evoluzione..  :sculaccia:


Piano piano scrivo, abbiate pazienza  :morning:


#9 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 02 luglio 2016 - 06:53

Lo spiritismo di Kardec, secondo me, è già sorpassato data l'influenza pesante della dottrina cattolica, non posso dire cristiana.

 

Vale lo stesso per lo spiritismo brasiliano e per tutte le derive di questa corrente.

 

Kardec credeva in una relazione tra il mondo "materiale" e quello dello "spirito" separando nettamente le due realtà che, secondo lui, a volte, comunicavano.

 

Si sta intravvedendo una nuova realtà (o almeno la intravvedo io) in cui vivi e morti non sono affatto separati, in cui lo "spirito" si afferma come una forma di vita all'interno della "materia" e viceversa.

Ossia non esiste separazione alcuna e per questo la comunicazione tra differenti forme di vita è continua, se si sa ascoltare.



#10 Crispus73

Crispus73

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Inviato 03 luglio 2016 - 09:29

Forse in questo modo lamentoso, cerco di convincerlo a chiudere un occhio per me e farmi andare prima nei mondi superiori (fammi fare un piccolo saltino di 5000 reincarnazioni, dai! :lode:  :D ), ma nel libro e' scritto chiaramente che lamentarsi della vita e' un modo per ritardare la propria evoluzione..  :sculaccia:

 

Ah, beh, allora io sono proprio sulla buona strada! Pardon! Che dico mai? Sulla cattiva strada!



#11 Crispus73

Crispus73

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Inviato 03 luglio 2016 - 09:34

Lo spiritismo di Kardec, secondo me, è già sorpassato data l'influenza pesante della dottrina cattolica, non posso dire cristiana.

 

Vale lo stesso per lo spiritismo brasiliano e per tutte le derive di questa corrente.

 

Kardec credeva in una relazione tra il mondo "materiale" e quello dello "spirito" separando nettamente le due realtà che, secondo lui, a volte, comunicavano.

 

Si sta intravvedendo una nuova realtà (o almeno la intravvedo io) in cui vivi e morti non sono affatto separati, in cui lo "spirito" si afferma come una forma di vita all'interno della "materia" e viceversa.

Ossia non esiste separazione alcuna e per questo la comunicazione tra differenti forme di vita è continua, se si sa ascoltare.

 

Come ho detto, non letto ancora il libro, anche se mi riprometto di farlo.

Ma, da altre fonti, avevo già capito che oramai, le attuali comunicazioni medianiche, hanno fatto un passo in avanti e quelle di Kardec, sono un po' datate!

Ma per chi si avvicina, non penso sia poi così male. Ma il mio rimane un giudizio basato su altri commenti. Tu hai letto il libro, per affermare quello che dici?



#12 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 03 luglio 2016 - 11:54

Ne ho letti diversi suoi, trovi in rete i pdf.

Io credo che la nuova medianitå non si alimenti prevalentemente di messaggi e comunicazioni ma consista nel vivere la propria esistenza senza separazione.

La differenza tra lo spiritismo kardecista e la nuova medianitå sta nel modo di affrontare la quotidianità!
Lo spiritismo di Kardec è passivo, attende rivelazione dai morti!

La nuova medianitå è attiva, si ottiene attraverso una profonda ricerca che apre l'essere umano alla comunione con tutto ciò che è.

Aborro inoltre il pensiero di Kardec sulla sofferenza necessaria!!!!

#13 Einander

Einander

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Inviato 03 luglio 2016 - 12:18

Aborro inoltre il pensiero di Kardec sulla sofferenza necessaria!!!!


Ma se non si soffre, non si puo' apprezzare appieno la felicita'. Cosi' come chi non conosce il buio non puo' apprezzare la luce.
Visto che il nostro scopo ultimo, in base a detta del libro' , e' raggiungere la felicita' eterna, soffrire nel cammino per raggiungere questo scopo e' logico. Anche se io ne farei a meno..

Piano piano scrivo, abbiate pazienza  :morning:


#14 malia

malia

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Inviato 03 luglio 2016 - 12:22

A me non sembra logico per niente.

 

Edit:  scusate, ho inviato per sbaglio.

 

Non mi sembra sensata nè l'idea di felicità eterna, nè l'idea che per raggiungerla bisogna soffrire prima. E' come dire: se vuoi essere magro (magrezza intesa come qualcosa di auspicabile) per sempre, prima devi ingrassare. Mah. Questi binomi felcità/sofferenza mi sembrano incompatibili con la dimensione spirituale.



#15 Einander

Einander

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Inviato 03 luglio 2016 - 12:37

A me non sembra logico per niente.


Una volta ritornati nel mondo astrale, ce' anche la possibilitá di rimanere stazionari li' quando si vuole, ma siccome ti faranno intravedere come sono belli e come si sta' bene nei mondi superiori, sarai tu stessa a pregare gli spiriti superiori ti poterti incarnare in situazioni difficili, per poterti evolvere e raggiungere prima quei mondi.

Quando sarai ritornata in forma di spirito, capirai che qualsiasi dolore umano e' niente in proporzione alla felicita' che potresti ricevere dopo aver superato le prove della vita incarnativa ed aver evoluto il tuo spirito.

Nei mondi superiori, ci abitano solo spiriti incarnati superiori a noi, superiori in altruismo principalmente, per questo motivo sono superiori, e siccome noi attualmente siamo delle merdine egoiste, li' non ci possiamo mettere piede e ci siamo incarnati in questo pianetucolo di basso livello dove ci sono altre merdine come noi
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#16 malia

malia

    malia

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Inviato 03 luglio 2016 - 12:43

Non so che dirti: mi sembra un modo veramente "dannoso" di vedere le cose.



#17 Cremisi

Cremisi

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Inviato 03 luglio 2016 - 12:56

Una volta ritornati nel mondo astrale, ce' anche la possibilitá di rimanere stazionari li' quando si vuole, ma siccome ti faranno intravedere come sono belli e come si sta' bene nei mondi superiori, sarai tu stessa a pregare gli spiriti superiori ti poterti incarnare in situazioni difficili, per poterti evolvere e raggiungere prima quei mondi.

Quando sarai ritornata in forma di spirito, capirai che qualsiasi dolore umano e' niente in proporzione alla felicita' che potresti ricevere dopo aver superato le prove della vita incarnativa ed aver evoluto il tuo spirito.

Nei mondi superiori, ci abitano solo spiriti incarnati superiori a noi, superiori in altruismo principalmente, per questo motivo sono superiori, e siccome noi attualmente siamo delle merdine egoiste, li' non ci possiamo mettere piede e ci siamo incarnati in questo pianetucolo di basso livello

Ma però e necessario, solo in questo modo il nostro spirito raggiungerà la sua meta.



#18 Guest_iaionzi_*

Guest_iaionzi_*
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Inviato 03 luglio 2016 - 04:45

La sofferenza è una scelta. Libera.
Non è necessaria.

Per questo non amo troppo il suo pensiero intriso di cattolicesimo.

#19 Cremisi

Cremisi

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Inviato 03 luglio 2016 - 07:19

La sofferenza è una scelta. Libera.
Non è necessaria.

Per questo non amo troppo il suo pensiero intriso di cattolicesimo.

Non e una nostra scelta libera, la sofferenza e  parte dominate della vita,   senza di essa   non avremmo  motivo  di incarnare nella vita  fisica ce ne staremmo buoni buoni a casa nostra.



#20 Guest_iaionzi_*

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Inviato 03 luglio 2016 - 07:23

Soffrire è sempre una libera di cui la maggioranza non ha consapevolezza.

Se l'avesse, infatti, si accorgerebbe che il regno dei cieli è già su questa terra.




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