Un fenomeno complesso: Risposta di Osho a una sua discepola


Amato Maestro, la gelosia è un’altra forma di codardia?

La gelosia è un fenomeno complesso. E’ composta da diversi ingredienti. Uno di questi è la codardia; un altro è l’attitudine egoica; un altro è il desiderio di monopolizzare; non si tratta di un’esperienza d’amore, ma di semplice possesso; esiste una tendenza a competere, la paura profonda di essere inferiore…
La gelosia implica un’infinità di cose.
Ami una persona, o per lo meno, pensi di amarla… se la ami veramente, la gelosia non può esistere. E se scopri che quella persona ama qualcun altro, sarai felice; tu ami quella persona, e lei è felice con qualcun altro; tu vuoi soprattutto che l’altro sia felice, per cui non ti sentirai geloso. Al contrario, proverai gratitudine per la persona che ha reso felice colui o colei che ami. Proverai una profonda amicizia.
Ma questo si riferisce a un vero amore: verietà molto rara. Ciò che esiste sotto il nome di amore è solo un’idea.

“Ami” una persona e da questo si capisce che la possiedi. “Ami” una persona e questo vuol dire che non deve amare nessun altro. Se ama qualcun altro, ti insulta; ti dimostra che tu sei inferiore, che esistono persone migliori di te, persone che possono essere amate di più. Il tuo ego si sente ferito, la tua possessività è colpita, la tua idea di monopolio ne patisce.
Di fondo è codardia, in quanto non guardi in faccia il tuo amore in maniera diretta. La cosa importante non è che il tuo amante ami qualcun altro; la domanda è: tu ami quella persona? Ma tu non hai il coraggio di affrontare questo interrogativo. Ed è quella la vera domanda da porre.
Se ami quella persona, nient’altro importa.
L’amore concede libertà. L’amore permette all’altro di fare qualsiasi cosa si senta. Qualsiasi cosa lo renda estatico, può sceglierla.
Se ami una persona non interferisci nella sua privacy. Non cerchi di invadere il suo essere interiore. Non pretendi che ti dica dove è stato, perché è tornato tardi la notte.

Non è affatto giusto!
E’ la sua vita: dove va, se torna tardi o presto… hai amato quella persona così com’è, e non cerchi minimamente di disturbarne la privacy. Non apri le sue lettere; non gli guardi nelle tasche, nell’agenda o nella rubrica. Non cerchi indizi… sono tutte cose disgustose.
Dovrai affrontarle dentro di te.
Se non lo fai è codardia.
E per nascondere questa realtà, trasformi la gelosia in una tragedia: è un modo per dimenticare la tua codardia. Bastava solo far chiarezza dentro di te: se amavi realmente quell’uomo, quella donna, oppure se era solo un’idea.
La realtà non crea problemi, le idee sì, perché sono superficiali. Sotto nascondono tanto pattume, che le rende assolutamente inutili. Basta un nonnulla per far spuntar fuori i guai.
Mi è inconcepibile: se due persone si amano veramente, come possono litigare per una ragione qualsiasi, e tentare di imporre all’altro un’opinione, o di inibire l’altro dal fare qualcosa?
Il presupposto fondamentale dell’amore è “accettare l’altro così com’è”. E l’amor non cerca mai di cambiare l’altro in funzione dell’idea che si ha di lui. Non tenti di tagliare una persona qua e là, per adattarla alla tua idea; ma è una cosa che la gente fa ovunque, in tutto il mondo.
Persone che si reputano amanti, non fanno che martoriarsi nel tentativo di ridurre l’altro all’immagine desiderata. Vogliono che l’altro sia un pupazzo di cui avere in mano le corde. E l’altra persona fa la stessa cosa: vuoi che tu sia un burattino di cui ha in mano i fili. In quel caso esisterà un conflitto costante, ci saranno infelicità e sofferenze.
E ci si stupisce: come possono i poeti aver scritto tante cose belle sull’amore? Non sembra che accada nulla nella realtà di ciò che si legge nelle poesie!

Ad esempio, Leo Tolstoy fu torturato dalla moglie per tutta la vita, perfino in punto di morte. L’ultimo giorno la moglie lo punzecchiò al punto, che nel cuore della notte lui uscì di casa, andò alla stazione e lì morì, su una panchina. Era un conte, aveva proprietà immense, aveva terreni e beni di ogni tipo, ma visse come un poveretto. La moglie teneva tutto sotto controllo.
Non gli permise neppure di avere un amico, un amico di sesso maschile. Era così gelosa che non gli permetteva di leggere o scrivere in sua presenza. Per scrivere doveva uscire in giardino o andare nei campi; tutti i suoi lavori vennero composti fuori di casa. Era gelosissima: “Quando sono presente, tu ti interessi più del tuo romanzo che di me. Questo è un insulto!”.
E quest’uomo scrisse libri meravigliosi, parole sull’amore incantevole, cose incredibili… se non si conoscesse la sua vita. Si tratta di una forma di compensazione. Nella vita tutto ciò gli mancò, e lui lo mise nei romanzi: nei romanzi creò fantasie su come avrebbe voluto che fosse. Lo fece solo per dimenticare le brutture.

Perciò i poeti o non hanno mai amato, e quindi non sanno, non hanno mai conosciuto l’agonia dell’amore; oppure hanno amato, ne hanno conosciuto l’agonia e aspirano a conoscerne l’estasi. Ragion per cui, nelle loro poesie, troverai l’estasi dell’amore. Ma la verità è che il mondo intero vive una tortura inutile.
E’ vero, è il tuo essere codarda che reitera quella tortura. Affronta i fatti: ami o non ami quest’uomo? Se lo ami, non ci sono condizioni da porre. Se non lo ami, chi sei tu per imporre delle condizioni?
In entrambi i casi la situazione si chiarisce. Se lo ami, non si pone il problema di porre condizioni; lo ami così com’è. Se non lo ami, anche in quel caso non ci sono problemi: per te non è nessuno; non occorre porre condizioni di sorta. E’ libero di fare ciò che vuole.
Occorre affrontare i propri sentimenti in maniera sincera e onesta. E questo incontro, libero da mediazioni, immediatamente farà luce sulla strada da seguire.

La vita non è complicata; noi la complichiamo perché siamo codardi; non vediamo qualcosa che sappiamo esistere!
Avevo un amico. Stavamo viaggiando insieme e passò il bigliettaio. Io gli diedi il mio biglietto e il mio amico si mise a cercare il suo in tutte le tasche, buttando tutto all’aria.
Gli chiesi: “Perché non guardi in questa tasca, sulla destra?”
Mi rispose: “E’ la mia sola speranza! Se non è lì vuol dire che l’ho perduto! Per cui ho paura a guardarci, prima voglio buttar alla’aria tutto il resto: quella tasca sarà l’ultima!”

E questa è la situazione di tutti: non guardiamo in faccia l’evidenza, perché sappiamo che forse si rivelerà un compito difficile.
Ma io so che non è una cosa difficile: fronteggiare la realtà è sempre semplice. E ti rende innocente; non sorgono complicazioni inutili. In caso contrario, si continua a vivere nell’illusione di amare l’altro, di poter morire per lui.
Di fatto, non si riesce neppure a vedere l’altra persona felice con qualcuno per un solo minuto! E si pensa di poter morire per quella stessa persona?!

Prova semplicemente a vedere cosa realmente senti per l’altro, e la gelosia scomparirà. Nella maggior parte dei casi, con la gelosia scomparirà anche l’amore. Ma è una cosa buona: che senso ha avere un amore pieno di gelosia, un amore che non è amore?
Se la gelosia scompare e l’amore rimane, vuol dire che nella tua vita esiste qualcosa di solido che val la pena avere.

Tratto da: Light on the Path
30 gennaio 1987, mattina, Kathmandu, Nepal

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