Meditazione del fumo

Sì, avete capito bene, anche del fumo se ne può fare una meditazione. A quale scopo però? Per fumare meglio? Più consapevolmente? O per smettere di fumare?
Sicuramente la terza.
Perchè una cosa è sicura quando i nostri atti diventano consapevoli: tutto ciò che è dannoso e “stupido”, cade da solo senza che noi facciamo alcuno sforzo. Tutto ciò che è giusto, lo facciamo meglio.
E allora per mettere in pratica la meditazione del fumo citerò un brano tratto da un libro di Osho, colui che per 40 anni ha parlato della Consapevolezza.
Ma prima di dare la parola a Osho vorrei fare ancora alcune mie precisazioni sull’atto Consapevole, che come avrete notato io scrivo sempre maiuscolo, per distinguerlo dal termine che comunemente usiamo.
Se prendiamo il dizionario (De Mauro) alla parola consapevole, troviamo scritto:

“che si rende conto, conscio”

e quindi noi tutti siamo consapevoli, perchè tutti siamo consci di una determinata cosa, come per esempio quella di mangiare o di fumare, tanto per restare in tema. Ma quando lo scrivo maiuscolo, allora il termine consapevole assume altro “significato”.
Essere Consapevoli di, è diverso da essere consapevoli di; essere consapevoli di, riguarda la sfera intellettuale e quindi è un essere consci a livello intellettuale; essere Consapevoli di, invece, non riguarda l’intelletto e lo scavalca, per così dire.
Quando sono Consapevole, lo sono non attraverso l’intelletto (mente) ma attraverso il corpo, potremmo dire; nel primo caso (consapevoli) lo siamo attraverso la nostra parte immateriale (la mente, appunto) e nel secondo (Consapevoli), attraverso la nostra parte materiale (il corpo).
La prima è una consapevolezza tipica dell’uomo (perchè è l’uomo, l’animale ad avere la sfera intellettuale più sviluppata), mentre la seconda è tipica degli animali.

Ma allora questo vuol dire che quando siamo Consapevoli assomigliamo di più agli animali? Questo è vero e non vero allo stesso tempo.
Quando si è Consapevoli si somiglia di più agli animali nella loro parte positiva come nell’avvertire per tempo il senso di sazietà, per esempio, o nel fare solo ciò che è necessario, o nel non fare cose che ci danneggerebbero.
Ma quando si è Consapevoli non si cessa di essere uomini, ovviamente, perchè non viene compromessa la nostra intelligenza e parte creativa, anzi, tutt’altro: esse vengono potenziate.
In pratica, essere Consapevoli, altro non vuol dire che essere nel tempo presente, quel lasso di tempo (anzi quel punto, perchè il presente non ha estensione) in cui si E’.

Gli animali sono sempre nel tempo presente, però non hanno la nostra intelligenza, mentre noi abbiamo l’intelligenza, ma non siamo quasi mai nel tempo presente (siamo quasi sempre nal passato o nel futuro); essere Consapevoli vuol dire essere degli uomini nel tempo presente: abbiamo unito il positivo dell’uomo col positivo dell’animale.

E ora la meditazione del fumo.

“Un uomo mi venne a trovare. Era un fumatore accanito.Fumava più di due pacchetti di sigarette al giorno, da trent’anni………Era un fumatore cronico e non aveva speranza. Aveva tentato, non si era rifiutato di provare, aveva tentato con tutte le sue forze, soffrendo senza riuscire a smettere. Ce la faceva per un giorno o due, ma poi l’impulso di fumare riprendeva il sopravvento, la voglia di fumare era tale che non riusciva a resistere, e ricadeva nella vecchia abitudine…….

Finalmente venne a trovarmi e mi disse:”Cosa posso fare? Come posso smettere di fumare?” Io risposi: “Nessuno può smettere di fumare, cerca di capire questo fenomeno: fumare o meno non dipende più solo da una tua decisione. E’ una cosa che è entrata a far parte delle tue abitudini, ha messo radici profonde, trent’anni sono davvero tanti.”…..
“E’ diventata una cosa automatica e ora puoi solo deautomatizzarla”. Allora mi chiese: “Cosa intendi per deautomatizzazione?”
E la meditazione non è altro che questo: deautomatizzazione.
Gli spiegai: “Fà semplicemente così: scordati che devi smettere di fumare, non ce n’è affatto bisogno. Hai vissuto col vizio del fumo per trent’anni, di certo è stata una sofferenza, ma ormai ti ci sei abituato……..

Allora gli ho suggerito la meditazione che doveva fare:”Devi seguire queste istruzioni: quando tiri fuori il pacchetto dalla tasca, d’ora in poi fallo piano piano. Goditi questo momento, tanto non c’è fretta. Sii cosciente, attento, sensibile a quello che stai facendo. Estrai il pacchetto lentamente dalla tasca, con piena consapevolezza. Poi tira fuori una sigaretta dal pacchetto, piano, piano, ancora con totale consapevolezza, non nel solito modo frettoloso, meccanico, inconscio. Quindi tamburella la sigaretta sul pacchetto, sempre con estrema attenzione. Ascoltane il ritmo………gustati il profumo della sigaretta, il suo aroma, la sua bellezza….”
“Quindi portati la sigaretta alla bocca con consapevolezza totale, accendila sempre con grande consapevolezza, goditi ogni più piccolo gesto di questa operazione, anzi dividilo in quanti più gesti possibile, in modo da poter diventare sempre più attento e consapevole.
“poi tira la prima boccata”……..”Poi esala il fumo, rilassati, osserva le spire che escono dalla tua bocca……fà un altro tiro e continua a muoverti molto lentamente.

“Se seguirai queste istruzioni, ben presto rimarrai sorpreso, presto ti accorgerai quanto è stupida questa storia. Ma non perchè gli altri ti hanno detto che è una cosa stupida, non perchè gli altri ti hanno ammonito che fa male, lo vedrai tu stesso! E non sarà solo una comprensione intellettuale, ma un’osservazione, un’esperienza che emergerà da tutto il tuo essere, sarà un’intuizione, una visione della tua totalità. E quindi se un giorno o l’altro cadrà, cadrà da sola, se invece continuerà continuerà di per sè, ma non dovrai più preoccupartene”:
Dopo tre mesi l’uomo tornò e mi disse: “Sai, è finita”.
“Ora” gli ho detto “prova a usare questo metodo anche con le altre cose”.

Tratto da “Il Segreto”, Osho, Edizioni del Cigno

Al seguente link la discussione comparativa: La meditazione del fumo

Cinzia Turnaturi

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  • Tor

    è solo un problema di un rito. ma tutti i riti si possono cambiare.
    io l’ho fatto.

    ciao cinzia