Il rinoceronte ha detto basta

Benvenuti in questo secondo articolo sull’analisi metaforica del Codex Seraphinianus.

Se non lo hai ancora fatto ti consiglio di leggere l’articolo di introduzione a questa serie.
Quanto segue è una lettura è viaggio come i racconti che un nonno fa ad un bambino.
Ogni aneddoto, barzelletta e storia non sono puramente casuali. La lettura è semplice e fiabesca e il finale è a sorpresa come in tutte le piu grandi storie. Buona lettura.

E IL NONNO COMINCIO’ A RACCONTARE A SUO NIPOTE. C’ERA UNA VOLTA..

La sapete quella della lumaca?
Signora Lumaca, mentre passeggiava in un bosco, vide la sua amica Lumachina sfrecciare da dietro un albero, senza il guscio.
“Perché non hai il guscio?” le chiese.
E lei prontamente rispose: “Zitta, sono scappata di casa!”. Allucinata da tale risposta, Signora Lumaca non  fece in tempo a controbattere, che la sua amica “sgusciata” era già fuggita via, come se si aspettasse che qualcuno la inseguisse.
Il guscio è la corazza di una lumaca: dentro quella crosta forte e dura, l’animale si protegge dal freddo e dagli attacchi dei nemici.
Chissà che fine avrà fatto quella lumaca? Perché stava fuggendo da casa sua? La leggenda vuole che Lumachina, anni dopo, stremata e distrutta, fece ritorno al suo vecchio guscio “casa dolce casa”.
Invece c’è la storia di quel rinoceronte che, non capendo a cosa gli servisse il corno che aveva, decise di allungarsi la coda e appiccicarla al corno: prese un po’ di colla e iniziò a mescolare le due estremità finché diventarono un tubolare fantastico che potesse non solo attirare i passanti, ma anche fungere da stendi panni e bastone per ciondoli estetici.

IL RINOCERONTE INZIMBELLITO

IL RINOCERONTE INZIMBELLITO

Questo rinoceronte ebbe un successo travolgente tra le femmine della sua specie; tutti visitavano il villaggio per guardarlo e innamorarsi di lui. Divenne ricco e famoso; eressero persino una statua a suo nome e gli regalarono una fortezza.
Tutto andava come doveva, e niente sembrava disturbarlo ma, con il passare degli anni, il rinoceronte iniziò a sviluppare un piccolo problema di natura sessuale: la potenza erotica che possedeva un tempo, così come l’attrazione per i rinoceronti femmina, sembrava con il tempo scemare e al contempo, sembrava che una profonda depressione prendesse piede in lui.
Il nostro amico le provò tutte: dall’uso di speciali medicine per rinvigorirlo sessualmente, fino allo yoga; dall’acqua terapia, fino ai fiori di Bach; dalla filosofia, fino alla meditazione. Ma NIENTE! Niente sembrava funzionare, e il rinoceronte era ormai deciso a togliersi la vita.

La sapete quella sui suicidi?

Un tale di un paesino norvegese stava per impiccarsi, quando ad un tratto gli si accese la televisione sintonizzandosi sul canale del calcio. Ricordatosi che a quell’ora andava in onda la partita, il tale decise di rimandare il suicidio. Ci riprovò diverse volte, ma ogni volta trovava una scusa: una volta doveva farsi il tè delle sette, un’altra volta invece si ricordava che era giovedì, e il giovedì lui, per abitudine, usciva a mangiare una pizza con gli amici. Finché non decise di rinunciare al suicidio e di continuare a dedicarsi a tutte le sue vecchie abitudini che, d’ altro canto, aveva faticato a costruire per una vita intera. Dal momento di quella decisione, prese vita in lui un gran cambiamento, che gli fece sentire la vocazione di aiutare gli altri a liberarsi delle proprie paure. Il motto dei suoi corsi era: “Tutto è abitudine”.

Ritornando al rinoceronte, sapete come andò a finire? Andò a finire che proprio sull’orlo del suicidio, un branco di bufali attaccò la sua fortezza, distruggendola tutta. Facendo un brusco movimento, preso dallo shock, il rinoceronte spezzò il manubrio “coda/corno” che gli aveva precedentemente regalato il successo, finendo per spezzare il collegamento in due parti distinte: il corno e la coda. L’euforia lo invase, e un incredibile richiamo alla rabbia sembrò arrivargli dalle profondità del suolo. Rosso in volto e accecato dalla rabbia, il rinoceronte iniziò a rincorrere con il suo corno il primo bufalo che aveva a tiro; non vi dico come lo ridusse!

Il suo corno sembrava ormai carico di un’energia indescrivibile: scintille e fulmini dal cielo cadevano sul suo corno, dotandolo di una potenza inaudita e aiutando il nostro amico a distruggere i restanti nemici.

IL RINOCERONTE HA DETTO BASTA

IL RINOCERONTE HA DETTO BASTA

Concluso il combattimento e serrata la sua fortezza, il rinoceronte andò a cercare la prima femmina che trovò nei paraggi, e fece all’amore con lei così appassionatamente da generare all’istante quattordici figli, senza nemmeno la  necessità di far passare alla sua amante tutto il periodo di gravidanza: materializzazione istantanea.
Ve la ricordate la storia del suicida? Si narra che tempo dopo, visti gli insuccessi generati dai suoi corsi di autostima chiamati “tutto è abitudine”, decise di ritentare il suicidio, e questa volta ci riuscì.

Sia il rinoceronte che il guru suicida avevano affrontato un problema girandoci attorno, ma alla fine la natura profonda delle cose aveva finito per comandare in entrambi i casi. Il guru voleva dimostrare che tutto è abitudine, il rinoceronte riuscì a dimostrare invece che non c’è abitudine che tenga agli istinti primordiali e alla natura di ciò che siamo veramente.

LA MORALE
La morale di questo racconto è molto semplice: non scambiare la tua struggente forza, l’aggressività e la violenza per qualcosa di brutto (violenza e aggressività metaforiche). La natura ci ha creati perfetti e fare corsi di autostima da guru inconcludenti, non può servirci ad altro che a mascherare la nostra natura. Sono sicuro che quel guru sarebbe riuscito non solo a salvare la propria vita, ma anche a diventare un essere  totalmente soddisfatto, se solo avesse preso la televisione, le partite di calcio e tutte le sue vecchie abitudini e le avesse buttate via di sana pianta.

La depressione, la voglia di togliersi la vita, la sensazione d’ impotenza, il calo di desiderio sessuale, l’apatia, il senso di inferiorità e chi più ne ha, più ne metta, tutte queste “malattie” nascono dalla soppressione delle nostre armi. La rabbia è spesso costruttiva: è nata per farci dire basta ai soprusi; non siamo stati creati per essere gli zimbelli della città, per legarci la nostra coda al nostro corno, così da far contenti gli altri. Non siamo nati per annullare il nostro coraggio e il nostro ego in favore di chi ci dice cosa fare e chi essere. L’ego è stato creato per qualcosa di utile, così come la rabbia e tutti gli altri sentimenti che etichettiamo come “negativi”.
E’ facile condannare il “male” e far trionfare il “bene” facendo come il nostro amico rinoceronte; ma la farsa non regge: il corno e la coda, prima o poi si separeranno.
Fino a che non ricontattiamo la struggente carica che abbiamo dentro di noi e smettiamo di chiamarla “carica oscura/istinto negativo/cattiveria”, sarà impossibile apprezzare la vita: dobbiamo invece ricontattare quelle parti per accettarle ed esprimerle prima di poterle trascendere. Finché non “moriamo-a-noi-stessi”, non possiamo vivere. Finché non ammazziamo quel fantoccio mascherato che abbiamo costruito per far star contenti gli altri, non potremo respirare.

Il processo è molto più semplice di ciò che crediate, e ne parleremo nelle prossime puntate. Spesso ci può capitare, come nel caso del nostro amico rinoceronte, che l’invasione esterna di alcuni rinoceronti, possa risvegliare in noi quella carica che avevamo dimenticato. Spesso ci può succedere che proprio sotto pressione, riscopriamo quella potenza e determinazione che durante la vita di tutti i giorni non usiamo.

CODEX SERAPHINUANUS. PERCHE’?
Ve lo ricordate l’articolo di introduzione a questa serie? Il CODEX SERAPHINIANUS è costruito in modo da suscitare nella nostra mente il ricordo di chi siamo e, come già abbiamo detto, consente di farci “smettere di usare un fragile coltellino contro i nostri mostri più grandi”. Dobbiamo recuperare la chiave per il cambiamento, e aprire la porta del nostro destino, liberandoci da tutti quei nodi paradossali che abbiamo costruito nella nostra mente per colpa di vecchi condizionamenti sociali. Se non sai di cosa stia parlando, rileggiti il primo articolo della serie o aspetta il prossimo.

Spero che le storie della lumaca, del suicida e del rinoceronte, ti abbiano appassionato, e che in qualche modo tu possa far girare questo contenuto nel tuo cuore, così da cogliere le risposte che cercavi da tempo.
P.S. Non dimenticare di far girare questo contenuto anche fra tutti i cuori connessi al tuo.

Alla prossima!

RINGRAZIAMENTI

LA LEGIONE ringrazia il suo correttore E.P. Disegni e testi di LALEGIONE.

Il mistero di questi autori e di queste figure, fa parte della grande opera. ;)

Condividi

PinIt