Vai al contenuto

CoseNascoste Forum uses cookies. Read the Privacy Policy for more info. To remove this message, please click the button to the right:    I accept the use of cookies



Foto
* * * * * 1 voti

Visione non dualistica


  • Per cortesia connettiti per rispondere
136 risposte a questa discussione

#121 Frèyja

Frèyja

    Utente Intergalattico

  • Utenti
  • 7249 messaggi

Inviato 12 ottobre 2021 - 04:21

A                                                                   B
 
Sei A perchè vuoi essere A o sei A perchè non vuoi essere B?
 
 
 
Sei in camera perchè vuoi essere in camera o sei in camera perchè non vuoi essere in cucina?
 
 
Quando sei qualcosa con il NON davanti, è già frattura. In quella frattura, quella piccola lesione, si infila sporcizia che porti ovunque.


Mi sembra un discorso generalizzato anche questo. E pure un po' estremizzato.
Anche il non essere d'accordo con qualsiasi cosa, discorso, opinione ecc, produrrebbe sporcizia. Io non la vedo così, per me non ha senso. Non è neanche possibile essere sempre d'accordo con tutto, su tutto e con tutti. E non sarebbe nemmeno giusto.
È il famoso paradosso della tolleranza di Popper. Una società caratterizzata da tolleranza assoluta, alla fine produce soprusi e intolleranza. È inevitabile.
Possiamo traslarlo anche sull'individuo. La tolleranza assoluta a qualsiasi cosa può diventare sopruso da parte di altri.
L'equilibrio per me si raggiunge sapendo anche quando dire di no. In caso contrario si produce uno sbilanciamento di energia.
  • Lamia e Sween piace questo



#122 Sween

Sween

    chi sei...

  • Utenti
  • 1627 messaggi

Inviato 12 ottobre 2021 - 04:29

anche verità e libertà sono potenzialmete in conflitto.


  • skynight piace questo

Siccome io non mi sopporto dovete sopportarmi voi :D


#123 goodlie

goodlie

    Utente Senior Plus

  • Utenti
  • 602 messaggi

Inviato 12 ottobre 2021 - 06:05

Trovo che il lavoro interiore sia un punto cardine che accomuna tutte le persone che vogliono coltivare una vita spirituale. Il Regno di Dio è dentro di voi disse Gesù, scopritelo. Però a questo punto mi chiedo a cosa porti il lavoro interiore, bhè ci sono più risultati che derivano da un lavoro interiore, la prima è senza dubbio la consapevolezza di sentire di essere al cospetto di qualcosa di più grande e di importante di noi, che è il divino a cui la dimensione spirituale stessa ti consegna. Qual'è un altra cosa a cui giungiamo o che vogliamo giungere? ...la verità, vogliamo la verità? io sì, voglio la verità. Ma attenzione, ci sono cose vere il cui contrario è palesemente falso e ci sono verità il cui contrario è altrettanto vero. La verità rivelata nei vangeli sono veritiere, ma , sono la verità? noi cerchiamo verità universali , quindi se per noi la verità rivelata è la buona novella dei vangeli riguardo a Cristo la verità delle altre religioni deve essere falsa. Allora dovremmo essere tutti Cristiani? no, bisogna avere il coraggio di deporre questa pretesa di avere la verità riguardo la propia religione, deporla come Gesù depose le vesti per lavare i piedi ai suoi discepoli. La verità , poi, è un processo, è qualcosa di dinamico non è qualcosa di fisso come invece la tradizione cristiana vuole che la intediamo. Non sto polemizzando , sto dicendo delle cose che sono del tutto evidenti ad una mente che vuole essere libera, sì perchè la terza cosa che si ottiene con il lavoro interiore è la libertà. "Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" innanzitutto liberi da che cosa? la libertà è sempre liberazione da qualcosa, anche qui, è un processo , è prima di tutto avere il coraggio di dire No, questa cosa non la condivido, non la ritengo, me ne allontano. Poi magari si viene allontanati per aver detto certe cose, ma va bene, sono libero. Allora mi chiedo , non si potrebbe forse anche dire " la libertà vi farà veri?" Qaund'è che si è veritieri? quando si dice ciò che si pensa, quando non si è il portavoce di nessuno, tanto meno il portaborse, la voce è la mia e la borsa è la mia. Ok ma dopo? dopo ci si accorge che essersi liberati dai dogmi, dalle direttive, dal veleno che pure la bibbia stessa contiene, non basta. Ci si accorge che non siamo liberi e la persona a cui ci volevamo liberare non era fuori, siamo noi. La prigione che ci rende schiavi e non liberi non sono i dogmi, non è la parola, non è il mondo ma è innanzitutto il nostro ego. Liberarsi dall ego scegliendo il bene per il bene stesso che si impone come valore e come stella da seguire ecco, li siamo liberi, liberi di scegliere e allo stesso tempo seguiamo quella legge morale , quella stella che ci porterà a casa. E ci sono altre cose da dire riguardo il lavoro interiore spirituale, che sono la salvezza, il sentimento dell uno di cui parlavamo, il mistero che non è certo quello che viene chiamato il mistero della fede dietro la quale si fanno passare tante dogmatiche che quindi diventa un rifugio teologurum , episcoporum dietro a cui si fanno passare tante affermazioni. Mi soffermo, invece, su queste due cose libertà e verità . Penso di aver dato abbastanza materiale su cui poter rispondere e quindi mi fermo.

 

Mi piace molto la tua riflessione ed è ricca di spunti, ti rispondo sulla base della mia esperienza, perché più mi addentro nel discorso della conoscenza (che è stata la cosa che egoicamente ha spinto la mia ricerca sin dall'inizio) più trovo che la risposta è l'amore, e solo uno ha parlato di questo, perciò io seguo solo lui, anche se ascolto tutti. So che ci sono altri dei, altre entità e sistemi di pensiero, ma di fronte all'abisso solo questa mi sembra la vera ancora di salvezza. Continuamente mi perdo nei labirinti della mente e continuamente quell'insegnamento mi tira su per i capelli, con dolcezza. E guida le mie azioni in modo sicuro, anche se con le vene che mi tremano nei polsi, se liberamente scelgo di seguirlo.


  • Lamia e Sween piace questo

#124 Sween

Sween

    chi sei...

  • Utenti
  • 1627 messaggi

Inviato 12 ottobre 2021 - 06:37

Mi piace molto la tua riflessione ed è ricca di spunti, ti rispondo sulla base della mia esperienza, perché più mi addentro nel discorso della conoscenza (che è stata la cosa che egoicamente ha spinto la mia ricerca sin dall'inizio) più trovo che la risposta è l'amore, e solo uno ha parlato di questo, perciò io seguo solo lui, anche se ascolto tutti. So che ci sono altri dei, altre entità e sistemi di pensiero, ma di fronte all'abisso solo questa mi sembra la vera ancora di salvezza. Continuamente mi perdo nei labirinti della mente e continuamente quell'insegnamento mi tira su per i capelli, con dolcezza. E guida le mie azioni in modo sicuro, anche se con le vene che mi tremano nei polsi, se liberamente scelgo di seguirlo.

Non c'è nessun motivo di avere paura di perdere la propia specificità religiosa se ci cercano punti in comune. Al contrario ritengo che trovare analogie, a volte vere e propie identità tra il Cristianesimo e le altre religioni sia estremamente consolante. Anzi, ritengo che oggi, nel tempo odierno, a cospetto del nichilismo , a cospetto della grande critica sulla spiritualità, sia l'unica strada per far si che il sentimento religioso possa ritrovare salde fondamenta su cui strutturare la propia spiritualità nella coscienza contemporanea. E farò un esempio pratico, ricordo ancora quando lessi il libro dei morti dell antico Egitto e quando arrivai al capitolo 125 che dice esattamente "Ho onorato dio con ciò che egli ama, ho dato da mangiare all affamato, ho dato da bere all assetato , ho vestito chi era nudo, ho dato una barca a chi non l'aveva" ...non son le stesse parole di Matteo capitolo 25 forse? a parte la barca? sono le stesse parole pronunciate 1500 anni prima di Cristo. Che cosa sono? una minaccia per la specificità cristiana o un potentissimo pilastro su cui anche il cristianesimo si può appoggiare? bhè dipende, dipende se avete una spiritualità escusivista o se avete una spiritualità universale.


  • Lamia e Frèyja piace questo

Siccome io non mi sopporto dovete sopportarmi voi :D


#125 malia

malia

    malia

  • Utenti
  • 9709 messaggi

Inviato 14 ottobre 2021 - 12:23

Mi sembra un discorso generalizzato anche questo. E pure un po' estremizzato.
Anche il non essere d'accordo con qualsiasi cosa, discorso, opinione ecc, produrrebbe sporcizia. Io non la vedo così, per me non ha senso. Non è neanche possibile essere sempre d'accordo con tutto, su tutto e con tutti. E non sarebbe nemmeno giusto.
È il famoso paradosso della tolleranza di Popper. Una società caratterizzata da tolleranza assoluta, alla fine produce soprusi e intolleranza. È inevitabile.
Possiamo traslarlo anche sull'individuo. La tolleranza assoluta a qualsiasi cosa può diventare sopruso da parte di altri.
L'equilibrio per me si raggiunge sapendo anche quando dire di no. In caso contrario si produce uno sbilanciamento di energia.

Ho difficoltà a spiegare che non parlo di tolleranza, nè di farsi andare bene tutto, nè che il problema è avere un opinione.

 

 

Io dico che  ''essere qualcuno'' è differente  dal ''non essere'' qualcuno; questo, con la tolleranza o con il farsi andare bene tutto non ha niente a che fare, perchè quando ''sei'' il resto non ha importanza, neanche si pone la questione di doversi far andare bene altro.

 

 

La  scelta è sempre davanti a te, il cervello te la fa vedere. La coscienza ri-conosce, ricorda chi è, di fronte alla varietà.

 

Esempio.

Esistono gli aquiloni  ed esistono i droni. Domanda: preferisci gli aquiloni o i droni?

 

Possibili risposte:

 

- Io sono una persona che ama gli aquiloni.

 

- con i droni è più facile, perchè non mi si impigliano sul pino a differenza degli aquiloni.

 

La persona che ama gli aquiloni, li ama anche quando si impigliano, anche quando è difficile. E la persona che ama gli aquiloni non si incazza col pino quando l'aquilone ci rimane incastrato.

 

Lo sporco si crea quando, usando gli aquiloni, ti incazzi col pino o quando scegli il drone per evitare di vedere l'aquilone impigliato nel  pino, cioè quando non sei la persona che ama gli aquiloni.

 

 

Non ho mai usato il termine ''tolleranza'', io,  in questa discussione.

 

Quando sei, non c'è spazio per altro, non c'è bisogno di farti andare bene  altro.

 

Non penso che devi farti andare bene  l'aquilone che si impiglia. Io penso che quando ami gli aquiloni, ami anche il loro impigliarsi (non devi sforzarti, non devi tollerare, non devi farti andare bene). Di conseguenza quando sei la persona che ama gli aquiloni, sei la persona che ama il loro impigliarsi.

 

Altrimenti si può dire: io sono una persona che ama gli aquiloni che non si impigliano, se non si impigliano, quando non si impigliano, a patto che non si impiglino. Cioè restringi il campo del tuo essere rispetto agli aquiloni.


  • Menkalinan piace questo

#126 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

  • Utenti
  • 3661 messaggi

Inviato 14 ottobre 2021 - 01:29

Guarda che si può amare gli aquiloni e il loro impigliarsi e allo stesso tempo essere profondamente irritati per il loro impigliarsi...
  • Sween piace questo

Noctes atque dies patet atri ianua Ditis: sed revocare gradum superasque ecadere ad auras, hoc opus, hic labor est.


 

 


#127 malia

malia

    malia

  • Utenti
  • 9709 messaggi

Inviato 15 ottobre 2021 - 08:50

Guarda che si può amare gli aquiloni e il loro impigliarsi e allo stesso tempo essere profondamente irritati per il loro impigliarsi...

 

 

 

E' lo stato in cui c'è la frattura, però. Quando ti irriti per un modo di essere della cosa che dici di amare...non è amore. L'amore è com-prensione totale. Diversamente è un'altra roba oppure la cosa che ami è un'altra.

 

 

Quando ti irriti per qualcosa è perchè non la stai prendendo con te.

 

Cosa caratterizza un aquilone? E' leggero, vola, è spinto dal vento, sta lì nel cielo come il gabbiano jonathan, è colorato, non vola sempre, si impiglia, si strappa, se lo fai guidare da un bambino, il bambino rischia di prendere il volo.

 

Mi chiedo: amo gli aquiloni o amo vedere oggetti nel cielo volare come il gabbiano jonhatan? Beh, se me 'ncazzo quando si impiglia, la risposta è semplice: non è vero che amo gli aquiloni: amo vedere oggetti  nel cielo.

 

Per questo, come diceva sempre goodlie, che secondo me aveva scritto un post in cui misurava tutte le parole, la discriminazione è da fare a se stessi, per capire chi siamo, per capire cosa amiamo veramente, e cosa siamo veramente, di conseguenza. E qualsiasi cosa siamo, l'importante è saperlo bene.



#128 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

  • Utenti
  • 3661 messaggi

Inviato 15 ottobre 2021 - 09:05

E' lo stato in cui c'è la frattura, però. Quando ti irriti per un modo di essere della cosa che dici di amare...non è amore. L'amore è com-prensione totale. Diversamente è un'altra roba oppure la cosa che ami è un'altra.

 

 

questa è una tua convinzione.
possiamo provare emozioni contrastanti verso uno stesso fenomeno, o verso una stessa persona, ma entrando dentro queste emozioni, andando oltre al campo, c'è l'amore. ci può essere comprensione, ma anche tempesta emotiva. allo stesso tempo.

siamo abbastanza grandi per contenerle entrambe.

 

una giovane madre può trovare insopportabile e terribilmente irritante il pianto del figlio neonato, che la tiene insonne e la sfibra, ma nonostante questo amare il figlio con profondità immensa.
 

una madre può amare profondamente il figlio tossicodipendente, ma detestare il fatto che il figlio le venda i gioielli e le rubi dal portafogli...potrebbe passare momenti di irritazione totale, disperazione... potrebbe denunciarlo alla polizia, potrebbe mandarlo in un centro di riabilitazione.. e nonostante tutto, comunque, amarlo di amore indissolubile.

 

un uomo può amare una donna ma rimanere profondamente ferito e angustiato se si scopre tradito... potrebbe lasciarla, potrebbe chiedere una pausa per prendersi tempo per elaborare, potrebbe addirittura renderle pan per focaccia.. e nonostante tutto, comunque, amarla profondamente.

 

una donna può amare il mare, ma maledirlo quando il mare rovescia la nave dove c'erano amici in viaggio.. potrebbe allontanarsi dal mare per anni interi, o piangere per mesi... e nonostante tutto, comunque, amare il mare.

 

 

l'amore non è non provare mai sentimenti "negativi"  "tempestosi" verso una persona o un fenomeno....


Noctes atque dies patet atri ianua Ditis: sed revocare gradum superasque ecadere ad auras, hoc opus, hic labor est.


 

 


#129 malia

malia

    malia

  • Utenti
  • 9709 messaggi

Inviato 15 ottobre 2021 - 09:32

Secondo me, ci raccontiamo di amare qualcuno o qualcosa  quando in realtà stiamo amando un aspetto di qualcuno o qualcosa.

 

Non siamo capaci di avere amore totale neanche verso noi stessi. 



#130 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

  • Utenti
  • 3661 messaggi

Inviato 15 ottobre 2021 - 09:42

Secondo me, ci raccontiamo di amare qualcuno o qualcosa  quando in realtà stiamo amando un aspetto di qualcuno o qualcosa.

 

Non siamo capaci di avere amore totale neanche verso noi stessi. 

 

bisogna avere più com-prensione anche per noi stessi e per le nostre tempeste interiori.

se quelle le tagliamo fuori, allora certo amiamo solo un aspetto di noi stessi. e di conseguenza solo un aspetto degli altri.

 

la com-prensione, l'amore incondizionato, parte dall'amore e dalla com-prensione delle nostre tempeste, delle nostre fragilità e del nostro "sporco".

dai diamanti non nasce nulla....


  • Sween piace questo

Noctes atque dies patet atri ianua Ditis: sed revocare gradum superasque ecadere ad auras, hoc opus, hic labor est.


 

 


#131 Sween

Sween

    chi sei...

  • Utenti
  • 1627 messaggi

Inviato 15 ottobre 2021 - 12:57

Mi piace il modo con cui scrivi com-preso. E sono andato a vedere l'etimologia della parola e ho scoperto una cosa molto interessante :

 

 

ha una densità intellettuale impressionante, un movimento fermissimo e deciso. È un contenere che è includere, un capire che è afferrare - una considerazione che riorganizza e ridisegna ogni assetto precedente.

Comprendere un principio di valore, un pensiero, una posizione, un sentimento, fa sì che nella nostra mente acquisisca il peso massimo che può avere, che dispieghi il massimo effetto: ciò che si comprende si fa proprio, diventa mattone per costruirsi. E la connotazione etimologica ci sottolinea che questo avviene sempre con un mezzo ben preciso - ora l'intelletto, ora il cuore, ora un abbraccio.

Siccome io non mi sopporto dovete sopportarmi voi :D


#132 Sween

Sween

    chi sei...

  • Utenti
  • 1627 messaggi

Inviato 15 ottobre 2021 - 01:08

Quindi com-prendere significa afferrare, contenere , prendere con se. Bene , ma anche noi siamo com-presi? non tanto dal prossimo ma da qualcosa di molto più grande di noi. Il bicchiere è capiente, contiene l'acqua . e nella vita siamo sia acqua che bicchiere. com-prendiamo e a nostra volta siamo com-presi. Da che cosa? dal mistero che è fuori e dentro di noi , la scintilla della ragione divina la chiamava Aristotele, noi possiamo chiamarlo il cuore dentro il cuore, la fiamma dello spirito, oppure, dimensione Divina.

com-prendete ? :huh:


  • Lamia piace questo

Siccome io non mi sopporto dovete sopportarmi voi :D


#133 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

  • Utenti
  • 3661 messaggi

Inviato 15 ottobre 2021 - 02:56

Quindi com-prendere significa afferrare, contenere , prendere con se. Bene , ma anche noi siamo com-presi? non tanto dal prossimo ma da qualcosa di molto più grande di noi. Il bicchiere è capiente, contiene l'acqua . e nella vita siamo sia acqua che bicchiere. com-prendiamo e a nostra volta siamo com-presi. Da che cosa? dal mistero che è fuori e dentro di noi , la scintilla della ragione divina la chiamava Aristotele, noi possiamo chiamarlo il cuore dentro il cuore, la fiamma dello spirito, oppure, dimensione Divina.

com-prendete ? :huh:

 

siamo anche compresi in quello spazio sacro tra me e te, in quel vuoto denso di possibilità tra dove sto per finire io e dove stai per iniziare tu...


Noctes atque dies patet atri ianua Ditis: sed revocare gradum superasque ecadere ad auras, hoc opus, hic labor est.


 

 


#134 Sween

Sween

    chi sei...

  • Utenti
  • 1627 messaggi

Inviato 15 ottobre 2021 - 05:40

...le parole non possono mentire, le frasi mentono, e noi siamo tempestati di frasi che mentono, la fiction, show televisivi, giornale, radio, tantissima letteratura contemporanea. Ma le parole , se prese singolarmente, sono vere, nascondono insegnamenti veri. E nascono dalle persone che ci hanno preceduto migliaia di anni fa . Come nasce una parola? nasce dalla pressione della vita , non c'è altra spiegazione.

chi legge è invitato a provare l'esercizio di "sezionare" le parole ,come ha fatto Lamia,  per scoprire che le parole sono punti cardinali per orientarsi nel sentiero della vita interiore. Nel caso della parola comprensione. Bisogna notare le radici della parola e il suffisso e da quale parola deriva il termine in questione. Esempio, Vi siete mai chiesti perchè il termine "discepolo" somiglia a "discernimento" ? radice , "discer"  che significa imparare, colui che impara (e quando si finisce di imparare?) .... discer-nere  significa "separare due volte" . imparare/separare . discernimento vuole dire quindi imparare a riconoscere il vero dal falso.

 

I suffissi:  Ri-conoscere, Ri-ordianare, Ri-leggere, Ri-elaborare ecc.. dove Ri sta per Ripetere

 

Le radici : LeGhein che significa LeGare , da cui RileGare, cioè mettere insieme, LoGos , mette insieme le parole che formano il discorso e per tale motivo logos significa Ragione , LoGaritmo, perchè lega i numeri fra di loro, LeGislativo, perchè mette insieme le Leggi, e infine ReliGione, perchè mette in comunione l'uomo con il divino e mette in counione le persone in quella che è la visione e il modo di intendere il divino.


Siccome io non mi sopporto dovete sopportarmi voi :D


#135 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

  • Utenti
  • 3661 messaggi

Inviato 15 ottobre 2021 - 06:56

...le parole non possono mentire, le frasi mentono, e noi siamo tempestati di frasi che mentono, la fiction, show televisivi, giornale, radio, tantissima letteratura contemporanea. Ma le parole , se prese singolarmente, sono vere, nascondono insegnamenti veri. E nascono dalle persone che ci hanno preceduto migliaia di anni fa . Come nasce una parola? nasce dalla pressione della vita , non c'è altra spiegazione.
chi legge è invitato a provare l'esercizio di "sezionare" le parole ,come ha fatto Lamia, per scoprire che le parole sono punti cardinali per orientarsi nel sentiero della vita interiore. Nel caso della parola comprensione. Bisogna notare le radici della parola e il suffisso e da quale parola deriva il termine in questione. Esempio, Vi siete mai chiesti perchè il termine "discepolo" somiglia a "discernimento" ? radice , "discer" che significa imparare, colui che impara (e quando si finisce di imparare?) .... discer-nere significa "separare due volte" . imparare/separare . discernimento vuole dire quindi imparare a riconoscere il vero dal falso.

I suffissi: Ri-conoscere, Ri-ordianare, Ri-leggere, Ri-elaborare ecc.. dove Ri sta per Ripetere

Le radici : LeGhein che significa LeGare , da cui RileGare, cioè mettere insieme, LoGos , mette insieme le parole che formano il discorso e per tale motivo logos significa Ragione , LoGaritmo, perchè lega i numeri fra di loro, LeGislativo, perchè mette insieme le Leggi, e infine ReliGione, perchè mette in comunione l'uomo con il divino e mette in counione le persone in quella che è la visione e il modo di intendere il divino.


Non mi prendo il merito: è stata Malia a introdurre com-prendere.

Però con me sfondi una porta aperta, ultimamente sono appassionatissima di etimologia delle parole. È come se molte parole fosse scatole cinesi, scacchiere magiche, scale verso soffitta piene di tesori. L'ultima, scoperta da poco, autunno, che viene da augere, arricchimento....
  • Sween e goodlie piace questo

Noctes atque dies patet atri ianua Ditis: sed revocare gradum superasque ecadere ad auras, hoc opus, hic labor est.


 

 


#136 Sween

Sween

    chi sei...

  • Utenti
  • 1627 messaggi

Inviato 15 ottobre 2021 - 07:43

Non mi prendo il merito: è stata Malia a introdurre com-prendere.

Però con me sfondi una porta aperta, ultimamente sono appassionatissima di etimologia delle parole. È come se molte parole fosse scatole cinesi, scacchiere magiche, scale verso soffitta piene di tesori. L'ultima, scoperta da poco, autunno, che viene da augere, arricchimento....

Mi sono confuso ma non importa. L'etimologia delle parole sono un esercizio interessantissimo come hai potuto vedere anche tu , quindi complimenti a entrambe..

 

Cosmo deriva da cosmetico e che cos'è la cosmetica? riguarda la bellezza . Che cos'è quindi il cosmo? un esplosione di bellezza.

un altra parola Natura , deriva da nascitura , è ciò che sempre deve nascere . Dal greco abbiamo il termine "physiká" ( fisica) che vuol dire "natura" . E poi abbiamo "materia" come "Mather" come madre, noi siamo figli della materia . Più c'è unità tra il nomen e la res e più sono veritiere , (la Res è la realtà e il nomen è il nome che attribuiamo a una specifica realtà) il lavoro dell etimologia è propio quello di mostrare questo collegamento tra nomen e res. Bisogna chiedersi ; quali realtà vanno a toccare queste parole? "anima" che verità va a toccare questa parola? anima come vita, anima come farfalla, perchè farfalla, e poi anima come psiché cioè vita psitica , come mai da vita a vita psitica e poi "farfalla" ? tutti voi lo sapete è inutile che sto a spiagare, ma insomma è propio questo il lavoro , talvolta divertente che si fa con le parole.


  • Pandora piace questo

Siccome io non mi sopporto dovete sopportarmi voi :D


#137 Sween

Sween

    chi sei...

  • Utenti
  • 1627 messaggi

Inviato 15 ottobre 2021 - 08:02

è interessante notare , come disse anche Wittgheistein, che più le parole sono antiche , più il collegamento tra la parola e la realtà è profondo.


  • Lamia piace questo

Siccome io non mi sopporto dovete sopportarmi voi :D





0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 visitatori, 0 utenti anonimi