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Visione non dualistica


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136 risposte a questa discussione

#1 goodlie

goodlie

    Utente Senior Plus

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Inviato 17 settembre 2021 - 04:45

Con questo messaggio, sorto dall'osservazione delle cose di questi tempi che ben conosciamo, che non volevo scrivere avendo preso sin dall'inizio la decisione di stare in disparte su determinati argomenti, vorrei esporre la visione non dualistica di ciò che sta accadendo in questo momento nel mondo. Non volevo scrivere perché non ho molto tempo per stare a discettare le eccezioni che sicuramente queste parole solleveranno, infatti non lo farò, ma poi qualcuno mi ha svegliato di notte per suggerirmi di vedere come queste parole potrebbero invece essere di beneficio e servizio a qualcuno, quindi mi accingo a sottopormi al vostro giudizio solo per riguardo verso quell'uno che potrebbe avere eventuale beneficio da queste parole. Se non sono di vostra utilità vi prego di passare oltre, se potete.

 

Partiamo da alcune premesse, la Realtà è unica e priva di contraddizione in sé stessa, totalmente coerente nella sua esistenza, la sua dimensione è l'eterno, la sua sostanza indifferenziata, la sua natura è fissa e immutabile nella sostanza, mentre contemporaneamente nella manifestazione è molteplice e dinamica, questa è la sua natura irriducibile. Il molteplice e il dinamismo nella loro essenza sono eterni, ma nella loro manifestazione non lo sono, perché è nella loro natura la morte e il tempo. Non c'è quindi nessuna contraddizione tra eternità e morte, la seconda serve la prima 
 

Nella Realtà è l'uomo, questi è - come tutte le altre creature viventi - votato a una sua attività particolare per la quale è perfettamente equipaggiato, al pari delle altre creature con cui condivide lo spazio che sono perfettamente dotate per fare le loro. Qualsiasi essa sia egli la compie per mezzo di: 1- un corpo fisico che gli permette di interagire con la materia 2- una coscienza che gli permette di interfacciarsi con l'ambiente (senso di auto-esistenza) 3- di una mente che funge da capiente serbatoio di esperienze (quindi votata all'accumulo). Le "regole" in base alle quali egli pensa non sono già nella mente ma egli le prende dall'esterno, osservando la ciò che lo circonda, in quanto la Realtà essendo priva di contraddizione è contemporaneamente legge e quindi osservare la realtà vuol dire osservare pure la legge. Chiaramente l'uomo non può mai e poi mai sottrarsi alle leggi della sua realtà, può solo rispettarle, quello che può non fare invece è comprenderle (cioè creare una specie di realtà fasulla con leggi diverse nella sua testa), perché questo non è strettamente necessario per l'attività che questi deve compiere nel suo tempo di vita, se questi si pensa come un corpo e un insieme di ricordi. Se però l'uomo inizia a pensarsi diversamente da così - e il fatto che ne abbia la potenzialità indica che molto probabilmente sarebbe l'ideale per lui - inizia uno spontaneo processo di rettificazione del contenuto della sua mente, che lo porta a comprendere com'è fatto davvero (ovvero a capire che il corpo e i pensieri sono diversi per ciascuno ma la coscienza e la natura della mente sono indifferenziati e dunque della natura dell'eterno) e a vedersi unito e coerente alla realtà e non più separato. Allo stesso modo funziona l'opposto processo, se uno vede l'identità di sé stesso con gli altri sorge in lui la giusta attitudine della mente alle opere giuste, ovvero di beneficio per sé e per gli altri, la cosa ognuno la vede benissimo per sé stesso. 

Che sia proprio l'ideale per lui lo testimonia il fatto che l'uomo per questa sua ignoranza soffre molto, ma non è colpa sua, e lui lo sa bene, per questo prova rabbia e tristezza. A voler vedere un senso evolutivo direi proprio che la sofferenza è al servizio della causa dell'uomo. Ecco, se uno comprendesse che gli uomini sono tutti uguali, e che soffrono perché sono ignoranti e non perché sono cattivi già avrebbe fatto un grosso passo avanti per risolvere il problema del male nel mondo (il male non è nel mondo, è solo nell'uomo, fintanto che è in questa ignoranza per sé stesso).
Chiaramente, poiché le cose stanno così, in un tempo lungo ma non infinito la questione se la mente dell'uomo sia destinata ad evolversi mai a sufficienza affinché l'intera umanità nel suo complesso sia libera dalla sofferenza, o se non lo farà, è irrilevante (a mio parere se non ci auto-eliminiamo prima è assolutamente inevitabile che la coscienza collettiva faccia questo balzo dall'egoismo alla fratellanza), e a giudicare da ora uno potrebbe sia dire che in futuro ci sarà sicuramente la "redenzione" del mondo sia che non ci sarà, ma questa è la prospettiva dell'eterno e noi invece che parliamo siamo nel tempo, perciò?

 

Il punto di congiunzione tra il tempo e l'eternità è l'unità, ovvero il presente, il singolo terreno in cui portare la pace perché la pace sia nel mondo è proprio ciascun uomo. Non si può infatti portare la pace con la guerra, la pace si porta con la pace.

Perciò uno deve vedere bene se lui stesso ha capito la lezione prima di mettersi su qualunque pulpito a scagliarsi contro l'altro, e non perché sia la morale che lo imponga, ma perché l'uomo -se realizza l'errore che lo abita- passa istantaneamente a percepire per sé stesso la propria unità con la realtà e questo è sufficiente per ciascuno di noi fino alla fine di questi giorni. A nessuno infatti è stata data la responsabilità e quindi il potere sul mondo nel complesso, ma a ciascuno è stata data la responsabilità (e quindi la libertà) di sé stesso. Si fa un errore di giudizio quando ci si impiccia di fatti non propri senza sapere quello che si fa, non porta beneficio a nessuno, si fa un errore pure quando si confonde il tempo e l'eternità e non si vede che nel tempo è assolutamente necessario il dinamismo degli opposti, e che l'accettazione di questo è molto benefica. Se uno è nato per lottare lotti, ma chi in questa vita si vuole svegliare deve lasciare queste cose quanto prima e applicare una corretta discriminazione a sé stesso.

 

Mi fermo qui perché è inutile dire che questo è un atto radicalmente trasformativo, la cui potenza genera meraviglie di ogni tipo. Uno deve sperimentare personalmente la verità di queste cose e io spero che tanti lo facciano e siano nella gioia e nella pace per questo.
 

 

- - - - -  

"Perché guardi la pagliuzza nell'occhio di tuo fratello e non la trave nel tuo?"  
"Perché giudichi le irrilevanti azioni materiali del tuo prossimo e non vedi che per questo giudizio non sei nella pace tu stesso? Non sei qui per giudicare, semmai per discernere."

-----

 

Piccola nota di riflessione personale sulla pandemia, dividendo un piano di manifestazione temporale e un piano di eternità.

 

Sul piano fisico-temporale

Il covid è un morbo come ce ne sono stati altri sulla terra, ricordiamo la peste bubbonica che decimò l'Europa per esempio, ne sono morti circa 10-15 milioni. All'epoca i vaccini non c'erano, senza fare nulla - secondo alcuni - anche il covid avrebbe potuto fare numeri maggiori di quelli.
La cosa sicuramente dette un grande impulso alla medicina ed eccoci ad oggi dove l'uomo non è solo guarito dalla medicina, ma pure ammalato dalla stessa, la questione è evidente, così com'è evidente la corruzione che il denaro ha fatto dello scopo guaritore della medicina. Entrambe le cose sono vere, uno ha tutte le ragioni per vedere l'una e l'altra cosa, infatti nessuna fazione riesce ad avere ragione dell'altra perché sono aspetti complementari e apparentemente contraddittori della manifestazione. 

 

Sul piano spirituale
Si tratta di un'opportunità di risveglio, per tutti, sia che il corpo muoia sia che resti in vita, sia che si prenda il morbo sia che non si prenda, sia che si scelga di vaccinarsi sia che non si scelga di vaccinarsi, la cosa dev'essere molto chiara, perché nessuno abbia la presunzione di essere qua per giudicare il prossimo (anche perché com'è possibile giudicare uno che non sa cosa fa?). Possiamo solo collaborare e possibilmente aiutarci a vicenda a trarre il meglio per noi stessi e per il mondo da queste vicende. 

Pure Gesù chiese che fosse allontanato il calice, ma poi lo bevette fino in fondo e fu per la sua gloria e la nostra salvezza. 


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#2 Pandora

Pandora

    il coperchio!!!

  • Moderatore
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Inviato 17 settembre 2021 - 05:56

Ciao, bel post.
Ti chiedo un chiarimento su questa frase
”Il punto di congiunzione tra il tempo e l'eternità è l'unità, ovvero il presente, il singolo terreno in cui portare la pace perché la pace sia nel mondo è proprio ciascun uomo. Non si può infatti portare la pace con la guerra, la pace si porta con la pace”

Volevo metterla a confronto con questa frase di Gesù (Mt 10,34)

”Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.”

Quello che si dice sempre è che con questa frase Gesu’ non intendeva dirci di andare ad uccidere la gente, tuttavia ciò che dice è abbastanza duro e a dirla tutta non mi sembra proprio parli di raggiungere la pace con la pace, perché lo scopo non è vivere tutti insieme in pace sulla terra, ma affermare la Verità, difendere la Verità, altrimenti non avrebbe parlato di spada e di separazione o dell’essere odiati per il Suo nome.

<p>si cambia e poi si cambia ancora


#3 goodlie

goodlie

    Utente Senior Plus

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Inviato 17 settembre 2021 - 06:07

Ciao, bel post.
Ti chiedo un chiarimento su questa frase
”Il punto di congiunzione tra il tempo e l'eternità è l'unità, ovvero il presente, il singolo terreno in cui portare la pace perché la pace sia nel mondo è proprio ciascun uomo. Non si può infatti portare la pace con la guerra, la pace si porta con la pace”

Volevo metterla a confronto con questa frase di Gesù (Mt 10,34)

”Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.”

Quello che si dice sempre è che con questa frase Gesu’ non intendeva dirci di andare ad uccidere la gente, tuttavia ciò che dice è abbastanza duro e a dirla tutta non mi sembra proprio parli di raggiungere la pace con la pace, perché lo scopo non è vivere tutti insieme in pace sulla terra, ma affermare la Verità, difendere la Verità, altrimenti non avrebbe parlato di spada e di separazione o dell’essere odiati per il Suo nome.


Nel libro dei miracoli che sto leggendo si mette in questione proprio questo passo dicendo che è errato.
Prima di leggerlo, e prima di capire quello che ho capito, io lo intendevo nel senso che quando Gesù è entrato nella mia vita, come termine di paragone della mia, ha portato una guerra in me. Ma non è la guerra che mi ha lasciato.

#4 Frèyja

Frèyja

    Utente Intergalattico

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Inviato 17 settembre 2021 - 06:37

Condivido in pieno il discorso, per quanto riguarda il giudizio sugli altri esseri umani. Non lo condivido per quel che riguarda l'autorità invece.
Quando una legge è oggettivamente ingiusta, dannosa per il popolo, basata su ipocrisie e discriminazioni, trovo sia giusto opporsi. Quindi non opporsi al fratello che la segue, ma alla legge in sé e chi la promulga.
Sappiamo bene cosa disse Gesù dei farisei. Non ci andò tanto sottile.

"Serpenti, razza di vipere, come scamperete al giudizio della geenna? "

Qui tutto il discorso:
https://www.google.c...6&interface=amp

Da cui si evince bene che Gesù assolutamente non giudica il popolo composto dalla gente comune, che trovi giuste o ingiuste le loro leggi, ma loro stessi e ciò che rappresentano.
Mi riesce difficile credere che Cristo fosse nella dualità, e che questo stato fosse la causa delle sue accuse alle autorità religiose. Ritengo più probabile che pur nello stato non-duale abbia ritenuto legittimo lottare contro leggi ingiuste e ingannevoli.
Ma abbiamo esempi clamorosi di protesta anche nel versante delle religioni orientali. Basti pensare ai monaci tibetani che per protesta contro l'occupazione cinese si danno fuoco.
Non si può dire che la loro religione/filosofia sia duale.
Non penso dunque che lo stato non duale comporti necessariamente l'accettazione passiva di ogni cosa e dunque il non agire, non puntare mai il dito, non protestare.
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#5 Pandora

Pandora

    il coperchio!!!

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Inviato 17 settembre 2021 - 06:51

Nel libro dei miracoli che sto leggendo si mette in questione proprio questo passo dicendo che è errato.

Cioè nel senso che Gesù avrebbe sbagliato a dire quella frase?

Prima di leggerlo, e prima di capire quello che ho capito, io lo intendevo nel senso che quando Gesù è entrato nella mia vita, come termine di paragone della mia, ha portato una guerra in me. Ma non è la guerra che mi ha lasciato.

Eppure Gesù in quel brano non parla di “guerra in noi stessi”, parla proprio di divisione rispetto alle persone che abbiamo intorno.
Se avesse voluto parlare di guerra con noi stessi lo avrebbe fatto, in altri passaggi ha parlato anche di questo, ma non in questa frase nella quale ha detto tutt’altro.
Il fatto è che nel momento in cui assumo che Gesù Cristo È Dio non posso fare che ciò che ha detto in modo esplicito rimandasse ad un significato opposto.
Lui parla proprio di gente che ci odierà e perseguiterà perché siamo suoi, perché ribadiamo la Sua Parola, e lo dice spesso, non una volta.
Altro che lotte interiori, scusa eh.

<p>si cambia e poi si cambia ancora


#6 goodlie

goodlie

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Inviato 17 settembre 2021 - 06:51

Non mi pare Gesù abbia lottato, si è lasciato mettere in croce senza nemmeno provare a difendersi.
Al discepolo che sguainò la spada disse di rimetterla a posto e guarì l'orecchio del ferito...
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#7 Frèyja

Frèyja

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Inviato 17 settembre 2021 - 06:52

Non mi pare Gesù abbia lottato, si è lasciato mettere in croce senza nemmeno provare a difendersi.
Al discepolo che sguainò la spada disse di rimetterla a posto e guarì l'orecchio del ferito...


Lottato nel senso di accusato, schierato contro, a parole. Non che ha imbracciato il mitra.

#8 goodlie

goodlie

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Inviato 17 settembre 2021 - 06:58

Lottato nel senso di accusato, schierato contro, a parole. Non che ha imbracciato il mitra.


Non vedo nessuna sostanziale differenza fra le due cose.

#9 Frèyja

Frèyja

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Inviato 17 settembre 2021 - 07:00

Non vedo nessuna sostanziale differenza fra le due cose.


Quindi tu come interpreti il discorso di accuse ai farisei?

#10 goodlie

goodlie

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Inviato 17 settembre 2021 - 07:09

Quindi tu come interpreti il discorso di accuse ai farisei?


Penso che il campo sia sempre interiore, credo che ognuno debba pensare ai farisei nella propria testa, quelle contraddizioni che fanno divergere l'intenzione (fare il bene) dall'azione (ritorcersi contro il fratello senza che questo gli sia utile e inquinando la propria pace).
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#11 Pandora

Pandora

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Inviato 17 settembre 2021 - 07:11

Non mi pare Gesù abbia lottato, si è lasciato mettere in croce senza nemmeno provare a difendersi.
Al discepolo che sguainò la spada disse di rimetterla a posto e guarì l'orecchio del ferito...

Certo.
Ma perché lo hanno preso e messo in croce?

Perché ha dato una lezione ai farisei che gli hanno contestato sia la remissione dei peccati di un uomo, sia la guarigione, perché l’ha fatta di sabato, e per i farisei guai fare qualcosa di sabato, si scandalizzano, e guai a rimettere i peccati.

È stato messo in croce perché il suo linguaggio era una spada, perché ha pubblicamente inchiodato i farisei alla loro mancanza di misericordia.

Se invece di svergognarli in pubblico, avesse detto “sissignori avete ragione, non guarirò più nessuno di sabato e non rimetterò più i peccati a nessuno, basta che restiamo in pace e armonia e ci vogliamo tanto bene”, beh avrebbe campato cent’anni.
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<p>si cambia e poi si cambia ancora


#12 goodlie

goodlie

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Inviato 17 settembre 2021 - 07:15

Certo.
Ma perché lo hanno preso e messo in croce?

Perché ha dato una lezione ai farisei che gli hanno contestato sia la remissione dei peccati di un uomo, sia la guarigione, perché l’ha fatta di sabato, e per i farisei guai fare qualcosa di sabato, si scandalizzano, e guai a rimettere i peccati.

È stato messo in croce perché il suo linguaggio era una spada, perché ha pubblicamente inchiodato i farisei alla loro mancanza di misericordia.

Se invece di svergognarli in pubblico, avesse detto “sissignori avete ragione, non guarirò più nessuno di sabato e non rimetterò più i peccati a nessuno, basta che restiamo in pace e armonia e ci vogliamo tanto bene”, beh avrebbe campato cent’anni.


La crocefissione era necessaria per tutti, o pensi che qualcuno potesse farne a meno?

#13 Pandora

Pandora

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Inviato 17 settembre 2021 - 07:20

La crocefissione era necessaria per tutti, o pensi che qualcuno potesse farne a meno?

Ti chiedo scusa ma non ho proprio capito la domanda, puoi riformularla per favore?
Tutti chi?

<p>si cambia e poi si cambia ancora


#14 goodlie

goodlie

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Inviato 17 settembre 2021 - 07:35

Ti chiedo scusa ma non ho proprio capito la domanda, puoi riformularla per favore?
Tutti chi?


Tutti gli esseri umani!

#15 Pandora

Pandora

    il coperchio!!!

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Inviato 17 settembre 2021 - 07:47

Tutti gli esseri umani!


Si, tutti.

Luca (9,23)

23Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
24Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. 25Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?
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<p>si cambia e poi si cambia ancora


#16 Frèyja

Frèyja

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Inviato 17 settembre 2021 - 07:57

Penso che il campo sia sempre interiore, credo che ognuno debba pensare ai farisei nella propria testa, quelle contraddizioni che fanno divergere l'intenzione (fare il bene) dall'azione (ritorcersi contro il fratello senza che questo gli sia utile e inquinando la propria pace).

Questa è un'interpretazione personale, che si può trovare più o meno giusta. Ma contiene un errore di base nel contesto di quello che hai scritto: considerando esclusivamente l'aspetto interiore e prendendo per buona solo l'osservazione dei propri processi mentali mentre tutto il resto è cacca, si ricade precisamente dentro la dualità.
Non solo. Si opera anche un giudizio sulla qualità delle azioni altrui considerando una cosa più sublime e un'altra più inutile.
Anche il fatto di considerare una presa di posizione come necessariamente dannosa per la propria pace interiore è un pregiudizio, se applicato in maniera generica a tutti, anche coloro dei quali la condizione interiore non è nota.
Nell'ambito di un discorso non duale puro, secondo me, va considerata la coesistenza di aspetti opposti, o più alti e più bassi, come insieme di un equilibrio collettivo.
Il limite di tolleranza, se proprio se ne vuol trovare uno, è proprio quello del giudizio negativo contro il fratello nella sua persona, come individuo. Ma questa è un'azione che non è necessariamente collegata a una specifica presa di posizione, è un modo di fare trasversale che può riguardare tutti.

#17 goodlie

goodlie

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Inviato 17 settembre 2021 - 08:09

Questa è un'interpretazione personale, che si può trovare più o meno giusta. Ma contiene un errore di base nel contesto di quello che hai scritto: considerando esclusivamente l'aspetto interiore e prendendo per buona solo l'osservazione dei propri processi mentali mentre tutto il resto è cacca, si ricade precisamente dentro la dualità.
Non solo. Si opera anche un giudizio sulla qualità delle azioni altrui considerando una cosa più sublime e un'altra più inutile.
Anche il fatto di considerare una presa di posizione come necessariamente dannosa per la propria pace interiore è un pregiudizio, se applicato in maniera generica a tutti, anche coloro dei quali la condizione interiore non è nota.
Nell'ambito di un discorso non duale puro, secondo me, va considerata la coesistenza di aspetti opposti, o più alti e più bassi, come insieme di un equilibrio collettivo.
Il limite di tolleranza, se proprio se ne vuol trovare uno, è proprio quello del giudizio negativo contro il fratello nella sua persona, come individuo. Ma questa è un'azione che non è necessariamente collegata a una specifica presa di posizione, è un modo di fare trasversale che può riguardare tutti.


Gesù disse, "Se i vostri capi vi diranno, 'Vedete, il Regno è nei cieli', allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, 'È nei mari', allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi.

#18 Pandora

Pandora

    il coperchio!!!

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Inviato 17 settembre 2021 - 08:16

Gesù disse, "Se i vostri capi vi diranno, 'Vedete, il Regno è nei cieli', allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, 'È nei mari', allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi.

si è così
ma tenendolo dentro di noi e basta rischieremmo di essere come quel servo che ha seppellito i talenti e non li ha fatti fruttare
la Verita’ va affermata senza paura, soprattutto in tempi di grandi menzogne

<p>si cambia e poi si cambia ancora


#19 Frèyja

Frèyja

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Inviato 17 settembre 2021 - 08:16

Gesù disse, "Se i vostri capi vi diranno, 'Vedete, il Regno è nei cieli', allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, 'È nei mari', allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi.


Si appunto. La non dualità è luogo dell'indifferenziato, la perfetta sintesi.
Per questo trovo bizzarro parlare di non dualità attraverso atteggiamenti che si giudicano corretti e sbagliati.
Le parole stanno a zero. In realtà la non dualità non è nemmeno esprimibile, né descrivibile, ma solo contemplabile o percepibile.

#20 goodlie

goodlie

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Inviato 17 settembre 2021 - 08:17

si è così
ma tenendolo dentro di noi e basta rischieremmo di essere come quel servo che ha seppellito i talenti e non li ha fatti fruttare


Noi non sappiamo come portarlo finché lo Spirito non scende e si stabilizza su di noi, quando sarà sceso sapremo cosa fare e sarà solo amore.




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