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Novità dalla Grotta Guattari, nel Circeo


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5 risposte a questa discussione

#1 Usékar

Usékar

    Utente Junior

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Inviato 08 maggio 2021 - 03:42

La Grotta Guattari, situata nelle vicinanze di San felice Circeo, venne scoperta il 24 febbraio del 1939 e fin da subito restituì la calotta cranica di un Uomo di Neandertal (o Neanderthal, per i puristi del tedesco).

 

Ultimamente, le ricerche che vengono ancora condotte nella grotta hanno portato alla scoperta di 9 scheletri fossili di umani, 8 maschi e una femmina, appartenenti a Neanderthal, alcuni vissuti tra 50 e 68 mila anni fa, uno tra 100 e 90 mila anni fa.

Tra l'altro, la grotta nel corso degli anni di scavo, ha restituito una grande quantità di resti fossili di animali, tra cui mammiferi di grande taglia, come elefanti, cavalli selvatici, rinoceronti, orsi delle caverne, uri e cervi magaloceros.

 

Le indagini continuano, c'è ancora molto da analizzare e da scavare.

 

https://www.ansa.it/...5ff23ab2bd.html

 

https://www.ansa.it/...3503fbd945.html

 

https://www.ansa.it/...d128e5ad24.html

 


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#2 Usékar

Usékar

    Utente Junior

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  • 261 messaggi

Inviato 13 maggio 2021 - 01:23

Molto ben documentato, con foto e filmati, questo articolo

 

https://www.classicu...tari-al-circeo/


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#3 Pandora

Pandora

    il coperchio!!!

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  • 14198 messaggi

Inviato 13 maggio 2021 - 01:44

Molto ben documentato, con foto e filmati, questo articolo

https://www.classicu...tari-al-circeo/

Per cortesia, potresti illustrare il tuo link con un breve riassunto del contenuto?

<p>si cambia e poi si cambia ancora


#4 Usékar

Usékar

    Utente Junior

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Inviato 13 maggio 2021 - 06:48

La Grotta Guattari è una caverna che si apre sul fianco orientale del promontorio del Circeo, a poca distanza dal Mare Tirreno, nel comune di San Felice Circeo e all'interno del Parco Nazionale del Circeo.

 

Venne scoperta casualmente nel 1939, durante dei lavori di sterro, da parte di cavatori di calcare, e divenne ben presto un sito preistorico e paleontologico noto a livello mondiale, perché  il suolo dell'ingresso era letteralmente cosparso di resti fossili di animali preistorici e soprattutto venne rinvenuta la parte superiore, ben conservata, del cranio di un Homo Neanderthalensis, vicino al quale era anche una mandibola, presumibilmente appartenente allo stesso individuo di circa 40 anni di età, mentre una seconda mandibola rinvenuta appartiene sicuramente a un altro individuo, di circa 20 anni di età.

Le analisi compiute su questi reperti hanno fornito una datazione tra i 51.000 e i 56.000 anni fa.

 

La grotta era rimasta chiusa per circa 50.000 anni a causa di un crollo della parete sopra l'ingresso, strapiombante nel mare, che ne aveva totalmente ostruito l'accesso.

Successivamente ci si rese conto che dalla sala d'ingresso, che ha una superficie di circa 100 mq, si dipartono diversi cunicoli, che sono stati via via esplorati, anche se ancora l'esplorazione non è terminata.

Sono state individuate numerose altre sale e diversi pozzi, che hanno restituito altri reperti fossili di animali.

 

La novità, eccezionale, avvenuta nel 2019 ma di cui è stata data notizia solo alcuni giorni fa, è che in una delle nuove sale sono stati scoperti i resti di 9 individui della specie Homo Neanderthalensis.

Le prime analisi stimano che 8 di questi individui siano vissuti tra 50 e 68 mila anni fa, mentre il nono sarebbe vissuto tra 90 e centomila anni fa.

 

Nel corso di queste indagini, iniziate nel 2019 e ancora in pieno svolgimento,  sono stati rinvenuti anche resti fossili di iena, elefante, rinoceronte, orso delle caverne e uro.

 

Non è ancora certo se questi individui siano stati sepolti intenzionalmente nella grotta, o se vi siamo morti perché rimasti bloccati all'interno, oppure se si tratti di resti di individui morti al di fuori e trasportati all'interno dalle iene.

 

Qui, la presentazione ufficiale del sito governativo, quasi uguale a quella il cui indirizzo ho trascritto nell'intervento precedente

https://cultura.gov.it/neanderthal


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#5 Usékar

Usékar

    Utente Junior

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  • 261 messaggi

Inviato 27 agosto 2021 - 03:57

Dalle notizie sugli scavi nella grotta arrivano importanti novità.

Un lungo e documentato articolo in merito è riportato nel numero attualmente in edicola di una nota rivista del settore.

 

La stagione è stata molto propizia per esplorare il paleosuolo affiorante in quello che viene chiamato l'Antro del laghetto.

Si tratta di una cavità che da aprile a ottobre ospita un laghetto creato dall'affiorare dell'acqua di falda, che si asciuga completamente negli altri mesi dell'anno.

Questa cavità non era mai stata finora esplorata.

 

Durante l'ultima campagna di scavo effettuata nei mesi in cui l'area del laghetto è asciutto, è stato asportato lo strato di calcare deposto dall'acqua, portando alla luce il paleosuolo.

E qui sono arrivate le novità, importanti.

 

Il paleosuolo, datato tra 65.000 e 60.000 anni fa, si è rivelato un vero giacimento di ossa di animali ma anche umane.

Sono stati rinvenuti resti ossei di numerosi animali, compresi alcuni che non si ritenevano a quel tempo presenti nella zona, come il leone delle caverne, il megacero (una specie di grosso cervo), il cavallo selvatico e l'uro o bos primigenius.

Molte delle ossa presentano tracce dei denti di iena, cosa di per sé non sorprendente perché era già stato accertato che le iene abitarono a lungo la grotta.

In particolare anche le estremità spugnose del femore di un essere umano risultano rosicchiate, testimoniando che, secondo quanto scritto nell'articolo, nella fase attorno ai 65.000 anni fa l'Uomo di Neanderthal non era il cacciatore bensì il cacciato.

C'è da osservare, però, che non può essere certo che si tratti di prede di caccia, potrebbero anche essere i resti di cadaveri rinvenuti dalle iene e trascinati nella grotta.

 

I resti umani finora rinvenuti in questo antro sono in tutto 25, tra cui una calotta cranica, e appartengono a 4 individui diversi.

Con questi, gli individui della specie Homo neanderthalensis, i cui resti sono stati finora rinvenuti nella grotta, salgono a 13

 

Le ricerche continuano...



#6 Usékar

Usékar

    Utente Junior

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Inviato 18 novembre 2021 - 07:28

Nel numero in edicola di una nota rivista del settore c'è un lungo articolo sull'ultima campagna di scavo, sui reperti rinvenuti e sulle analisi effettuate su quelli scoperti in precedenza.

 

I Neandertal occupavano la grotta stagionalmente, le iene vi si installavano quando gli umani si trasferivano in altra zona, sempre stagionalmente.

Almeno così deve essere accaduto molte volte, ma le tracce lasciate dalle iene dicono che forse non sempre andò così. 

 

Sulle ossa lunghe di un gran numero di specie animali rinvenute nella zona del laghetto, attualmente prosciugato artificialmente, si riscontrano tracce evidenti di rosicchiamento da parte delle iene, che in particolare ancor oggi rosicchiano le parti terminali delle ossa lunghe delle carcasse degli animali predati o sottratti a leopardi e ghepardi, dato che l'apatite, il fosfato di calcio di cui le ossa sono composte è per loro un alimento prezioso..

 

A volte non si limitano a rosicchiare le parti terminali, rosicchiano anche la parte centrale, molto dura. Le iene del periodo in cui abitarono la grotta appartenevano a una specie che aveva dimensioni molto più grandi della specie attuale e un morso potentissimo, per cui hanno lasciato tracce molto evidenti di rosicchiatura sulle ossa lunghe anche dei Neandertal.

 

Gli studi, quindi, sono attualmente rivolti a capire se le iene abbiano divorato i cadaveri di Uomo di Neandertal sepolti nella grotta oppure abbiano direttamente attaccato i Neandertal, riuscendo grazie alla loro grande taglia e potenza fisica a catturarne qualcuno e mangiarselo.


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