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Intelligenza artificiale vs. stupidità naturale


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144 risposte a questa discussione

#101 Il Morto

Il Morto

    Pandemio

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Inviato 01 aprile 2021 - 07:38

non ho capito quello che hai scritto ma ho fatto 2 poker di fila
Samsara 1 - Nirvana 0



#102 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 01 aprile 2021 - 07:58

Non è che tutti ragionano solo per bias e simpatie irrazionali per fortuna.

Non lo so, non conosco tutti.
Non è che pretendo avere chissà quali studi certificati. Mi basterebbe leggere un'opinione fondata su un ragionamento logico; ed un ragionamento è logico quando "regge" alle svariate domande a cui potrebbe essere sottoposto.
Se ad esempio qualcuno fa un'affermazione, ma poi non la sostiene, quell'affermazione cade da sola.
Poi per carità, tutti hanno il diritto di esprimere la propria opinione, compreso l'autore dell'articolo, o i vari analfabeti funzionali vittime della tecnologia, ma non tutti meritano di essere presi in considerazione.
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Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#103 Ombra gitana

Ombra gitana

    Super Utente

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Inviato 01 aprile 2021 - 08:09

Io non credo che esista, almeno non nel modo in cui lo pone l'autore dell'articolo.
Il che non vuol direi che io non sia pronto a valutare opinioni argomentate e a cambiare idea.

L'articolo malauguratamente non rientra in questa categoria.
Soprattutto quella frase che ho estrapolato tocca due argomenti che, secondo me, se approfonditi, aiuterebbero ad avere un'idea più concreta del problema.

Poi se si è già d'accordo con l'autore, magari si preferisce fare finta di niente e prendere tutto per buono.

 

Sì, effettivamnte esiste anche l'eventualità che si sia d'accordo con l'autore, avendo cominciato a riconoscere il problema, indipendentemente dalla lettura di articoli od opinioni di varia provenienza.



#104 Ombra gitana

Ombra gitana

    Super Utente

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Inviato 01 aprile 2021 - 10:47

Non è che tutti ragionano solo per bias e simpatie irrazionali per fortuna. In assenza di studi di dominio pubblico e noti, che possono sgomberare un po' il campo da facili equivoci in alcuni casi, dove diciamo c'è una certa fiducia negli studi stessi, uno si basa anche sulla propria esperienza di vita e osservazione. Avete mai osservato la gente che gioca ai videopoker e simili ad esempio?

 

A complicare le cose, però, c'è il fatto che - come dice un vecchio adagio diffuso negli ambienti giudiziari - "non c'è testimone più inattendibile del testimone oculare".

Per quanto riguarda la logica, in un mondo dominato dal caso e dalla segnaletica dell'ANAS, la logica lineare porta spesso in un vicolo cieco, o peggio, dalla strada dove si era partiti.

 

Il mio professore di filosofia diceva che le trame di Agatha Christie potevano funzionare solo nei paesini della campagna inglese, in cui per andare e tornare da una casa all'altra occorrono dodici minuti cronometrati - a Napoli (lui era napoletano) ogni salita di scalino è "un'equazione di terzo grado con discussione a testa in giù".



#105 Guest_GufoOscuro_*

Guest_GufoOscuro_*
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Inviato 02 aprile 2021 - 01:30

C'è una maturazione naturale anche nell'uso delle cose, dopo i danni anche magari. Infatti, scadendo nel tempo la proposta di contenuti della tv, molta gente si è emancipata da essa, cioè ha scelto più volontariamente come e quando accenderla, cosa guardare. Forse alcuni sono passati pari pari ad altre offerte di intrattenimento, mentre altri si sono proprio emancipati. E poi è arrivato Internet: stesso "assorbimento", stesso trasporto acritico di molti, probabile che ci sarà una maturazione anche lì.

Secondo me invece internet ha avuto un processo totalmente opposto da quello della TV. È nato per sfigati, per nerd segaioli emarginati da tutti. Agli albori di internet (inteso come uso di massa) era pieno di piccole comunità che condividevano le loro passioni, era un modo - all'epoca - atipico per conoscersi in chat, esistevano molte più soluzioni opensource svincolate da qualsiasi scopo di lucro (ciao banner o Patreon). Era un mondo fatto da pionieri, appassionati e generalmente introversi. Non mancavano di certo le teste di cazzo, ma difficilmente avevano spazio e soprattutto non esisteva un marketing abbastanza forte da legittimarli.

Poi è arrivato il business, grazie alla velocità delle prime bande larghe. Ad un tratto rimorchiare su un sito di incontri è diventata una cosa pop, tanto che oggi ci si incontra più su Tinder che nelle caffetterie. Tutti sono diventati appassionati di videogiochi. Per magia la parola nerd è diventata figa e bella. Puoi guardare Star Wars senza essere considerato vergine a 40 anni. Insomma, c'è entrata la massa. Quella del "non esco perché ho il pigiamino e Netflix", poi già al primo lockdown è uscita fuori di testa perché non poteva più fotografare il croissant al bar da esibire sulle storie di Instagram.

L'emancipazione dal web sembra in salita. Così ecco le corporation correre alla ricerca di IA, algoritmi e analisi comportamentale per sfruttare la gallina dalle uova d'oro.
Da strumento di creatività e connessione è diventato il Bagaglino 2.0. Con gente che posta robe senza neanche capire bene che sta facendo. Chi si mette alla mercé su Twitch o YouTube sperando di raccimolare qualche cent a click facendo dissing. Chi va in Tailandia e violenta qualche prostituta e via di uploading su PornHub: "la mia ragazza troia ha fatto un bocchino incredibile".

La cosa assurda è che una minima parte di questi "content creator" riescono pure ad avere successo, si fanno chiamare influencer, in realtà chi mastica un po' di marketing sa bene che riescono a vendere giusto la Coca Cola a un bambino (quando si tratta di investimenti un minimo ponderati, sempre alle nicchie ti devi rivolgere). Mentre i creativi sono al palo, fermi su DeviantArt a scambiarsi badge fra loro o le collezioni randomiche di Pinterest. Nei migliori dei casi la sbuchi facendo una gavetta lunghissima da "fantasma", ignorando le views, i like, i cialtroni piramidali, i dettagli irrilevanti e i commenti tossici. Insomma, se ti fai il mazzo, proprio come si è sempre fatto ovunque e da sempre. Ma su internet piace vendere la retorica del "easy and fast"; ed ecco che più che l'emancipazione, abbiamo una dipendenza alla stupidità. Non si spiegherebbe se no il successo di Glovo e similari, sostanzialmente la scoperta dell'acqua calda.

Chi vorrebbe anche solo avere un confronto civile viene buttato dentro il vortice dei Tweet, dei commenti Facebook, sotto gli articoli click bating delle testate giornalistiche. E volano insulti, trincee ideologiche, schiamazzi, troll e tutta quella roba che fanno rimpiangere i moderatori dalla ghigliottina facile tipici delle community dei primi anni 2000. Su internet sei un genio o un coglione in giro di due secondi. La gente ti giudica già solo per l'avatar, d'altronde su internet non sei una.persona, ti chiude come una finestra Windows; perché sì, ormai sembra che ragionare sia solo una questione di scegliere tra la spunta verde o l'icona rossa della crocetta, come le clip di partner bot che ti propone Meetic. Siamo figurine, più che persone.

Poi certo, parafrasando Silvano Agosti: "anche nelle discariche a volte puoi trovare i gioielli". Ma questo non ci deve fermare a fare una analisi critica su quello che abbiamo contribuito a generare, nel bene o nel male. Il mondo digitale è molto più complesso di radio, TV e tutto quello che c'è stato prima. Il software non viene realizzato in base ai target, ma in base a impulsi e reazioni che appartengono a tutti. Il problema è che la maggioranza ignora questo e tutte le possibili variabili, perché a monte c'è anche una scarsa conoscenza di cos'è l'informatica. Tuttavia l'utente medio si sente arrivato perché riesce a comprare su Amazon o leggere una mail.

#106 Ombra gitana

Ombra gitana

    Super Utente

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Inviato 02 aprile 2021 - 07:18

Secondo me invece internet ha avuto un processo totalmente opposto da quello della TV. È nato per sfigati, per nerd segaioli emarginati da tutti. Agli albori di internet (inteso come uso di massa) era pieno di piccole comunità che condividevano le loro passioni, era un modo - all'epoca - atipico per conoscersi in chat, esistevano molte più soluzioni opensource svincolate da qualsiasi scopo di lucro (ciao banner o Patreon). Era un mondo fatto da pionieri, appassionati e generalmente introversi. Non mancavano di certo le teste di cazzo, ma difficilmente avevano spazio e soprattutto non esisteva un marketing abbastanza forte da legittimarli.

Poi è arrivato il business, grazie alla velocità delle prime bande larghe. Ad un tratto rimorchiare su un sito di incontri è diventata una cosa pop, tanto che oggi ci si incontra più su Tinder che nelle caffetterie. Tutti sono diventati appassionati di videogiochi. Per magia la parola nerd è diventata figa e bella. Puoi guardare Star Wars senza essere considerato vergine a 40 anni. Insomma, c'è entrata la massa. Quella del "non esco perché ho il pigiamino e Netflix", poi già al primo lockdown è uscita fuori di testa perché non poteva più fotografare il croissant al bar da esibire sulle storie di Instagram.

L'emancipazione dal web sembra in salita. Così ecco le corporation correre alla ricerca di IA, algoritmi e analisi comportamentale per sfruttare la gallina dalle uova d'oro.
Da strumento di creatività e connessione è diventato il Bagaglino 2.0. Con gente che posta robe senza neanche capire bene che sta facendo. Chi si mette alla mercé su Twitch o YouTube sperando di raccimolare qualche cent a click facendo dissing. Chi va in Tailandia e violenta qualche prostituta e via di uploading su PornHub: "la mia ragazza troia ha fatto un bocchino incredibile".

La cosa assurda è che una minima parte di questi "content creator" riescono pure ad avere successo, si fanno chiamare influencer, in realtà chi mastica un po' di marketing sa bene che riescono a vendere giusto la Coca Cola a un bambino (quando si tratta di investimenti un minimo ponderati, sempre alle nicchie ti devi rivolgere). Mentre i creativi sono al palo, fermi su DeviantArt a scambiarsi badge fra loro o le collezioni randomiche di Pinterest. Nei migliori dei casi la sbuchi facendo una gavetta lunghissima da "fantasma", ignorando le views, i like, i cialtroni piramidali, i dettagli irrilevanti e i commenti tossici. Insomma, se ti fai il mazzo, proprio come si è sempre fatto ovunque e da sempre. Ma su internet piace vendere la retorica del "easy and fast"; ed ecco che più che l'emancipazione, abbiamo una dipendenza alla stupidità. Non si spiegherebbe se no il successo di Glovo e similari, sostanzialmente la scoperta dell'acqua calda.

Chi vorrebbe anche solo avere un confronto civile viene buttato dentro il vortice dei Tweet, dei commenti Facebook, sotto gli articoli click bating delle testate giornalistiche. E volano insulti, trincee ideologiche, schiamazzi, troll e tutta quella roba che fanno rimpiangere i moderatori dalla ghigliottina facile tipici delle community dei primi anni 2000. Su internet sei un genio o un coglione in giro di due secondi. La gente ti giudica già solo per l'avatar, d'altronde su internet non sei una.persona, ti chiude come una finestra Windows; perché sì, ormai sembra che ragionare sia solo una questione di scegliere tra la spunta verde o l'icona rossa della crocetta, come le clip di partner bot che ti propone Meetic. Siamo figurine, più che persone.

Poi certo, parafrasando Silvano Agosti: "anche nelle discariche a volte puoi trovare i gioielli". Ma questo non ci deve fermare a fare una analisi critica su quello che abbiamo contribuito a generare, nel bene o nel male. Il mondo digitale è molto più complesso di radio, TV e tutto quello che c'è stato prima. Il software non viene realizzato in base ai target, ma in base a impulsi e reazioni che appartengono a tutti. Il problema è che la maggioranza ignora questo e tutte le possibili variabili, perché a monte c'è anche una scarsa conoscenza di cos'è l'informatica. Tuttavia l'utente medio si sente arrivato perché riesce a comprare su Amazon o leggere una mail.

 

Non ho messo un like al tuo articolo - e come vedi non lo chiamo post, ma articolo, alla vecchia maniera - perché sarebbe stato un paradosso, dopo quello che hai appena detto dei like e dei click facili.

 

Io mi sono sempre, accuratamnte conservato ignorante in materia informatica e digitale, perchè ho capito da subito il pericolo di rimanere affascinato e coinvolto dall'inseguimento delle luci, lucine e colori di un luna park in continua arrampicata su se stesso.

Ho avuto però un amico - un nerd, appunto - che lavorava nel settore delle animazioni cinematografiche, il quale ha curato da sé, con programmi costruiti da solo partendo da zero, la transizione dalla tradizionale elaborazione in truka alla videografica informatizzata - un tipo introverso, il mio amico, abitavamo insieme allora, lui metteva il barattolo del caffè in frigorifero, la caffettiera elettrica nella sua stanza, dove era circondato da riviste porno e briciole, avanzi di dolcetti confezionati che gli portava la sua ragazza, una biondina dolcissima con la pelle bianca come la luna, che sembrava uscita da un quadro di Klimt - un mondo liberty, quella casa sepolta nel verde della via Cassia, dove non ci si sarebbe mai immaginati di trovare una stanza, l'ultima, la più grande, piena di apparecchiature elettroniche mescolate ad antichi torni a pedale e lampadari con le frange.

Nella mia stanza c'era solo una macchina da scrivere, che usavo pochissimo, perché preferivo penna e matita - quando il mio amico mi propose i primi programmi di scrittura in DOS, feci finta di niente, erano troppo macchinosi, ma fui contento quando windows introdusse word e soprattutto publisher.

 

Tu hai descritto benissimo la gazzarra  da fiera che costituisce adesso il web.

Può darsi che, come dice Purple, le cose si attestino su una linea di maggiore equilibrio, col tempo - ma la vedo difficile, perché l'equilibrio è esattamente ciò che non vogliono i gestori di tutta la baracca telematica - ogni battaglia vinta, cioè ogni equilbrio raggiunto, sarà una battaglia della guerra precedente, ormai inutile.

 

Circa l'apoteosi dell'abbondanza, che costituisce il cavallo di battaglia di questo luna park, vorrei solo ricordare quello che diceva non so chi - era uno intelligente dell'800, cioè 1800 d.C - permettendomi una lieve parafrasi - "quando ami le donne, ami una donna e solo quella per sempre".

 

Quello che mi dispiace è che non so più scrivere a penna.

Ho riempito ieri sera il modulo per la vaccinazione anti-covid, sembra scritto da una gallina.



#107 Il Morto

Il Morto

    Pandemio

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Inviato 02 aprile 2021 - 08:15

ieri la mia compagna mi ha fatto vedere una influencer che ha avuto problemi a rimanere incinta per anni che ha messo il video del suo test di gravidanza.

in pratica nonostante una cosa così sofferta come una gravidanza che non arriva, è stato premeditato il mettere il video di lei che scopre finalmente di essere incinta.

quindi mi sa che definitivamente è sfatato il mito secondo cui la colpa è della tecnologia.

mi sembra che qui siamo a monte.

 

esiste il mezzo (centinaia di miglia di follower e quindi soldi per pubblicità più o meno occulte) che viene usato per quello che è: un mezzo per fare dinero.

ormai il web è questo.

siamo moooolto lontani da come era un tempo.

tanto più che i nomi e i cognomi hanno sostituito i nick.

 

quindi as usual il principale imputato alla fine risulta essere innocente: come al solito siamo coglioni a priori :asdsi:

vendiamo le nostre vite al mezzo.

ecco forse il problema.

una volta per la tv era tutto molto più a livello embrionale, ma il successo di Berlusconi è innegasbilmente una conferma che le stesse logiche che agiscono sul subconscio dell'essere umano si sono espanse alla rete diventando qui ancora più incisive


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#108 malia

malia

    malia

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Inviato 02 aprile 2021 - 08:27


 

Quello che mi dispiace è che non so più scrivere a penna.

 

 

Su, dai, non è che l'hai persa per sempre la capacità di scrivere a penna. Il cervello è flessibile e allenabile quanto i muscoli della mano. Il  lobo ''addetto alla scrittura''  non va incontro a calcificazione  :arg:.

 

Devi solo scrivere a penna più spesso.

 



#109 Ombra gitana

Ombra gitana

    Super Utente

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Inviato 02 aprile 2021 - 09:31

Su, dai, non è che l'hai persa per sempre la capacità di scrivere a penna. Il cervello è flessibile e allenabile quanto i muscoli della mano. Il  lobo ''addetto alla scrittura''  non va incontro a calcificazione  :arg:.

 

Devi solo scrivere a penna più spesso.

 

 

Intanto l'ho persa.

Ed è di questo genere di perdite che stiamo parlando - a prescindere dal se e dal quanto ci siano le capacità di recupero.

 

Non so più scrivere a mano, ma sono diventato veloce con la tastiera, anche grazie al fatto che la tastiera di un pc è assai più agevole della tastiera meccanica delle vecchie macchine col nastro.

In realtà, anzi, adesso la mia velocità di scrittura è più adeguata alla velocità del pensiero, un gap che prima mi faceva soffrire e faticare, e rendeva la mia calligrafia scomposta, sgraziata.

Un vantaggio pratico, senza controindicazione di alcun genere, se non quelle romantiche e stilistiche - l'inchiostro blu delle stilografiche, la carta vergata delle lettere, le buste affrancate con timbri esotici.

 

Ma la dattilografia non rientra propriamnte - benché sia un'abilità assolutamnte rispettabile - nelle facoltà intellettuali, o nella dimensione "culturale".



#110 Il Morto

Il Morto

    Pandemio

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Inviato 02 aprile 2021 - 10:00

coltivare la scrittura a mano fa sì che il pensiero da troppo veloce si adatti e scopra una dimensione di chiarezza maggiore.

e poi scrivere a mano ha un vantaggio: vomitare le parole da una tastiera quando stai prendendo appunti non aiuta la memorizzazione delle chiavi del concetto che stai cercando di catturare ( e ti scordi anche gli schemi che schizzi più agevolmente a penna)

in pratica hai tutto scritto ma non hai afferrato un cazzo. mentre se scrivi troppo veloce a mano hai tutto in testa ma se lo rileggi e non lo decifri hai perso gran parte delle informazioni: che forse se te le eri segnate era proprio per non perderle.

 

diciamo che le vecchie invenzioni hanno un grande pregio che farebbe molto bene riscoprire. anche perchè non sono per niente obsolete.

 

il bello di usare gli strumenti :asdsi:


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#111 Ombra gitana

Ombra gitana

    Super Utente

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Inviato 02 aprile 2021 - 01:24

coltivare la scrittura a mano fa sì che il pensiero da troppo veloce si adatti e scopra una dimensione di chiarezza maggiore.

e poi scrivere a mano ha un vantaggio: vomitare le parole da una tastiera quando stai prendendo appunti non aiuta la memorizzazione delle chiavi del concetto che stai cercando di catturare ( e ti scordi anche gli schemi che schizzi più agevolmente a penna)

in pratica hai tutto scritto ma non hai afferrato un cazzo. mentre se scrivi troppo veloce a mano hai tutto in testa ma se lo rileggi e non lo decifri hai perso gran parte delle informazioni: che forse se te le eri segnate era proprio per non perderle.

 

diciamo che le vecchie invenzioni hanno un grande pregio che farebbe molto bene riscoprire. anche perchè non sono per niente obsolete.

 

il bello di usare gli strumenti :asdsi:

 

Hai ragione, in ogni dettaglio di quello che hai detto.

 

Proprio la scrittura a mano, faticosa, mi ha abituato a pensare scrivendo, senza fare brutte copie, che sarebbe stato faticoso copiare in bella.

Quella di pensare scrivendo è infatti una facoltà che s'impara bene proprio attraverso la scrittura a mano, con carta e penna, o anche con l'odiosa macchina da scrivere.

Così come s'impara bene a riassumere un testo scritto da altri, sintetizzandone il senso, perché citarlo copiandolo non era facile quanto è facile adesso col copia-incolla concesso dal pc.

 

Non direi che queste "abilità" corrispondano automaticamnte a una maggiore intelligenza - oggetto di questa discussione - ma si tratta comunque di esercizi mentali che hanno un valore in se stessi, anche se presentano delle controindicazioni.

 

Una controindicazione certa, per esempio, è la stessa che si verifica quando io scrivo al pc una qualunque cosa, un messaggio del forum, che viene recepito e letto su uno smartphone - io scrivo seduto, magari di sera, ascoltando musica, mentre chi legge la mattina dopo dallo smartphone sta in metropolitana, in piedi o seduto in macchina nel traffico, magari in sequenza con altri dieci messaggi di zie, nonni, amanti e spam pubblicitari - un gap che era possibile anche con le vecchie lettere in busta affrancata, ma solo come caso limite.

 

La controindicazione specifica di quelle abilità, derivate da esercizi mentali "analogici", è che il testo può avere un"ritmo" ', una consequenzialità logica diversa da quella di chi legge, che ha invece un ritmo di lettura e comprensione di tipo "digitale".

 

Questo è un potenziale gap nascosto, che si aggiunge a quelli più espliciti dovuti per esempio al fatto che pensiamo spesso in dialetto, cioè in una lingua parlata che traduciamo in italiano corrente, che a sua volta si può sommare col gap tra chi scrive come se fosse in chat, molto discorsivamnte, e chi legge quelle parole come se fossero una testimonianza giurata certificata da un notaio.

 

Gran parte, infatti, dell'aggressività, spesso della violenza verbale, che si riscontra nei blog o nei forum deriva dal non rendersi conto di cosa sia un testo scritto - anzi credo che la maggior parte di quelli che sbraitano e "asfaltano" gli interlocutori nemmeno pensano che si stanno esprimendo con un "testo", ma hanno la sensazione semplicemente di parlare, dimenticando che quando si parla c'è la faccia, la fisicità a dare colore e senso alle parole.



#112 malia

malia

    malia

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Inviato 02 aprile 2021 - 03:17

Intanto l'ho persa.
Ed è di questo genere di perdite che stiamo parlando - a prescindere dal se e dal quanto ci siano le capacità di recupero.

 
Parliamone.
Ma per evitare di fraintendere, dobbiamo parlare di tutto quello che la ''tecnologia'' - uso, abuso, ''maluso''- comporti anche a prescindere dal fatto che ci sia solo:

Un vantaggio pratico, senza controindicazione di alcun genere

?
 
Per capire.
 
E nel caso in cui, come spero, dovessimo concentrarci solo sugli aspetti negativi legati alla tecnologia, quali individueresti?



#113 Spinoza

Spinoza

    Utente in stand-by

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Inviato 02 aprile 2021 - 04:29

Su, dai, non è che l'hai persa per sempre la capacità di scrivere a penna. Il cervello è flessibile e allenabile quanto i muscoli della mano. Il  lobo ''addetto alla scrittura''  non va incontro a calcificazione  :arg:.

 

Devi solo scrivere a penna più spesso.

 

Un conto è riprendere un'abitudine a 20-30 anni, un altro a 50-60.

 

Il cervello si restringe, diminuiscono le sue capacità di vascolarizzazione, la memoria a breve termine peggiora così come le capacità psico-motorie, anche le capacità logico-matematiche subiscono un notevole peggioramento.

 

Non è un caso che i fisici-matematici dopo i 30 anni raramente producono qualcosa degno di nota.



#114 malia

malia

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Inviato 02 aprile 2021 - 05:00

Ora chi glielo dice a Ombra che non potrà più vincere il Nobel nel campo della fisica?


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#115 Guest_purple_*

Guest_purple_*
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Inviato 02 aprile 2021 - 05:27

Poi certo, parafrasando Silvano Agosti: "anche nelle discariche a volte puoi trovare i gioielli". Ma questo non ci deve fermare a fare una analisi critica su quello che abbiamo contribuito a generare, nel bene o nel male. Il mondo digitale è molto più complesso di radio, TV e tutto quello che c'è stato prima. Il software non viene realizzato in base ai target, ma in base a impulsi e reazioni che appartengono a tutti. Il problema è che la maggioranza ignora questo e tutte le possibili variabili, perché a monte c'è anche una scarsa conoscenza di cos'è l'informatica. Tuttavia l'utente medio si sente arrivato perché riesce a comprare su Amazon o leggere una mail.

 

Ti ringrazio per la panoramica. Ma secondo te, chiedo, è possibile siano mancate delle figure intermedie che aiutassero una fruizione consapevole? Un orientamento nel mare? Dal lato della creazione sono nati molti strumenti utili settoriali, a partire da Photoshop per la fotografia o Office per la scrittura per dire, ma dal lato dei fruitori di contenuti "culturali" di ogni genere, è mancata una lungimiranza nel creare figure professionali che orientassero il consumo di contenuti? Per esempio nel cinema, i detentori di diritti hanno fatto muro contro muro, chi sapeva scaricare gratis si arrangiava, gli altri alla fine magari hanno ripiegato sul fruire di contenuti scadenti più facili da reperire. Un po' enti come la RAI ad esempio, che ha delle teche infinite, hanno ritardato tantissimo a riversare in digitale i contenuti, un po' magari la gente non sapeva dove cercare nel mare. Finché non sono arrivate piattaforme come Netflix o Primetv a concentrare i film in un unica "pagina", dove vai e cerchi, trovi gratis o a pochi euro etc, l'utente non esperto rischiava di perdersi prima di trovare quel che cercava e ripiegare sulle cavolate. Ma quando entrano quelle piattaforme entrano anche altre dinamiche "da colossi", selezione culturale, raccolta dati etc... E i piccoli artisti indipendenti restano tagliati fuori, mentre le figure intermedie più "locali" o indipendenti ne avrebbero potuto promuovere l'emergere, scoprire nuovi talenti appunto. Mentre la massa fa emergere chi "attira", tipo certi youtuber :roll: .

 

Se aggiungiamo al tuo discorso il fatto che entrati i grossi attori, puntano probabilmente al controllo totalitario stile cinese, beh, in effetti è difficile che la massa si sganci facilmente dall'ingranaggio...

 

 

 

Un vantaggio pratico, senza controindicazione di alcun genere, se non quelle romantiche e stilistiche - l'inchiostro blu delle stilografiche, la carta vergata delle lettere, le buste affrancate con timbri esotici.

 

 

Intendevo queste cose parlando di "umanità" da difendere, quelle cose che rendono unica una persona, come la calligrafia, le sue cose vecchie che usa ancora (magari fatte a mano), lo stile. Internet e la società tecnologica sembrano promuovere un "nuovo asettico" in tutto, una uniformità, nei volti come nelle case. Come non ci fosse spazio per l'individualità e la sua storia. Sono belle le cose nuove, per carità, ma in 1984 non a caso erano proibiti gli oggetti vecchi, l'antiquariato, ciò che ricordava l'esistenza di un passato... 



#116 Guest_GufoOscuro_*

Guest_GufoOscuro_*
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Inviato 02 aprile 2021 - 08:14

quindi as usual il principale imputato alla fine risulta essere innocente: come al solito siamo coglioni a priori :asdsi:
vendiamo le nostre vite al mezzo.
ecco forse il problema.
una volta per la tv era tutto molto più a livello embrionale, ma il successo di Berlusconi è innegasbilmente una conferma che le stesse logiche che agiscono sul subconscio dell'essere umano si sono espanse alla rete diventando qui ancora più incisive

Il mezzo fa la sua parte. Diciamo che quando hai una determinata storia in bacheca, dietro ci sono dei feed che tu stesso hai lasciato, c'è un algoritmo che ti registra e propone cose in base alle tue abitudini.

Tu potrai dirmi "eh, ma allora vedi? Siamo noi a plasmare internet". Invece no, se uno non è in grado di comprendere appieno il web, non uscirà di molto da quei feed. Tutti gli algoritmi tendono a chiuderti dietro a una bolla di contenuti, per quello vengono investiti tanti soldi: tu "devi" rimanere su FB, su Amazon, usare Google e controllare i retweet. Un circolo vizioso che diventa già difficile da gestire per chi queste cose le mastica, totalmente incomprensibile per chi non sa manco fare una ricerca Google.

E non venitemi a dire che la colpa è del singolo, da un giorno all'altro la gente si è ritrovata buttata dentro il web, per un motivo o per l'altro. Senza alcuna preparazione informatica. In più molti sono illusi dai guadagni semplici, dalla "fama" e altre cazzate (dietro al 90% degli influencer ci sono dei network, altro che il mito della videocamera in stanzetta e diventi il nuovo Pew Die Pie).

I più lungimiranti rimangono - secondo me - i genitori che comprarono il computer ai loro figli negli anni 80 e 90. Ma anche lì, è stata un'intuizione dei singoli, non della società. Ergo, non siamo - come massa - preparati. Soprattutto non è oggi percorribile partire dal basso, perché chi entra ora nel mondo digitale oggi ha un orizzonte nettamente più vasto e integrato nella vita di tutti i giorni, spesso anche tramite cose essenziali.

Ti ringrazio per la panoramica. Ma secondo te, chiedo, è possibile siano mancate delle figure intermedie che aiutassero una fruizione consapevole? Un orientamento nel mare? Dal lato della creazione sono nati molti strumenti utili settoriali, a partire da Photoshop per la fotografia o Office per la scrittura per dire, ma dal lato dei fruitori di contenuti "culturali" di ogni genere, è mancata una lungimiranza nel creare figure professionali che orientassero il consumo di contenuti? Per esempio nel cinema, i detentori di diritti hanno fatto muro contro muro, chi sapeva scaricare gratis si arrangiava, gli altri alla fine magari hanno ripiegato sul fruire di contenuti scadenti più facili da reperire. Un po' enti come la RAI ad esempio, che ha delle teche infinite, hanno ritardato tantissimo a riversare in digitale i contenuti, un po' magari la gente non sapeva dove cercare nel mare. Finché non sono arrivate piattaforme come Netflix o Primetv a concentrare i film in un unica "pagina", dove vai e cerchi, trovi gratis o a pochi euro etc, l'utente non esperto rischiava di perdersi prima di trovare quel che cercava e ripiegare sulle cavolate. Ma quando entrano quelle piattaforme entrano anche altre dinamiche "da colossi", selezione culturale, raccolta dati etc... E i piccoli artisti indipendenti restano tagliati fuori, mentre le figure intermedie più "locali" o indipendenti ne avrebbero potuto promuovere l'emergere, scoprire nuovi talenti appunto. Mentre la massa fa emergere chi "attira", tipo certi youtuber :roll: .

È mancata la digitalizzazione. Infatti più che di analfabetismo funzionale, io parlerei di analfabetismo digitale. Si è cercato (in Italia nemmeno credendoci molto) di ampliare la disponibilità della rete, come se questo bastasse da sé. Il risultato è che molti ancora fanno anche solo fatica a capire che internet non è più un "semplice passatempo". Non lo è mai stato, a maggior ragione oggi che include tecniche mirate per tenerti qui incollato.

La prima ondata si è salvata perché usavano l'informatica a scopo ludico, lavorativo o per semplice passione. All'epoca potevi permettertelo, non avevi la busta paga o l'INPS direttamente sul web. Inoltre erano generalmente tutte persone che avevano capito il mezzo e di conseguenza erano incuriosite a scoprirlo. Oggi il mezzo è talmente potente e complesso, che non è facile per un entry level capire tutte le meccaniche. Paradossalmente quelli più a rischio sono i nativi digitali, la stragrande maggioranza è stata risucchiata in questo sistema fin da piccoli.

La cosa migliore sarebbe togliere le attività di marketing dal web, ma diventerebbe insostenibile. L'altra via è sperare nell'etica delle aziende, ma è come sperare nel fantasioso capitalismo etico. Altra cosa è fare come Bill Gates e limitare il computer e tecnologie varie ai figli, esattamente il processo inverso degli anni 80/90. :D
Scherzi a parte, l'unica cosa che ristabilirà un po' di calma, molto probabilmente sarà quando il mercato diventerà saturo e internet si sposterà sostanzialmente solo su cose prettamente lavorative e burocratiche.

#117 Ombra gitana

Ombra gitana

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Inviato 02 aprile 2021 - 10:13

 Paradossalmente quelli più a rischio sono i nativi digitali, la stragrande maggioranza è stata risucchiata in questo sistema fin da piccoli.

 

 

Hai messo il dito sulla piaga.

 

Io, nelle pagine precedenti, non ho neanche provato a limitare il discorso ai nativi digitali, per non incanalare un discorso che volevo di principio, di logica.

Ma il vero banco di prova è quello dei nativi.

Noi in qualche modo ci si arrabatta, giocando mentalmente - come si vede anche dall'insieme di tutti gli interventi, qui in questo thread - tra abitudini acquisite in età analogica e adattamnti più o meno spontanei all'età digitale.

 

Ma se è vero che la civiltà televisiva, e poi soprattutto quella del web e dello smartphone, hanno fatto sì che "una cosa esiste solo se la viviamo attraverso un monitor", quanto influisce sulla psiche il fatto che le cose che passano sui monitor possono tutte avere un fermo immagine, e un rewind, cioè essere reversibili, modificabili, e quasi sempre recuperabili, mai assolute e definitive?

I nativi digitali hanno lo stesso rapporto - psichico, istintivo - che c'è sempre stato con il senso della "fine", del definitivo e dell'irrecuperabile?

E, se questo rapporto è cambiato, quanto conta questo cambiamento in tanti atteggiamnti di apparente disprezzo della vita, e della stessa propria incolumità da parte dei più giovani?

 

Me lo sono chiesto molte volte, dopo essermi accorto che anche io - perfino io - che ho sempre avuto fin da bambino un acuto senso della fine (ricordo che mi intristivo guardando i fiammiferi che si consumavano, e si ripiegavano su se stessi carbonizzati) anche io mi sono sorpreso a pensare per un attimo che qualcosa di perduto potessi recuperarlo con un rewind, tornando indietro ai piedi di una scala - o come si fa nei sogni, che si cerca di riprendere da un fotogramma precedente, per indirizzare diversamnte le sliding doors.



#118 Guest_purple_*

Guest_purple_*
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Inviato 03 aprile 2021 - 04:22

Beh dai, a me un paio di volte, dovendo uscire di fretta e non trovando le chiavi, è balenata l'idea di farle suonare :lol: . A mia discolpa esistono dei rilevatori di posizione bluetooth che hanno questo proposito. Peccato non ne abbia mai posseduto uno :lol: .



#119 Frèyja

Frèyja

    Utente Intergalattico

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Inviato 03 aprile 2021 - 06:49

Io posso portare l'esempio di mio figlio, generazione alpha, i nati "nella tecnologia".
Personalmente non ho notato ritardi particolari nello sviluppo a nessun livello, ma è ovvio che si intrattiene in maniera diversa rispetto alle generazioni precedenti. Poco prima dei 3 anni (ora ne ha quasi 4) dopo insistenti richieste, ha imparato a usare in maniera rudimentale lo smartphone. Se vuole vedere un cartone usa quello. Scorre le pagine, trova YouTube da solo e se lo sceglie. I contenuti sono numericamente imparagonabili a quelli di una tv, e soprattutto in lingue diverse. Così può capitare che fruisca di contenuti in spagnolo, russo, cinese e soprattutto inglese. Parla e canta in inglese, il suo orecchio è abituato alla diversità delle lingue. Sa mandare vocali su WhatsApp, sa scaricarsi un gioco da solo su playstore.
La sua memoria, a livello generale, è sorprendente. Si ricorda tutto quello che dico, purtroppo anche le cazzate.
La tv non la considera nemmeno di striscio, dopo aver scoperto che lo schermo non si clicca (strumento da trogloditi :D).
Per il resto gioca con giocattoli, pupazzi e ama le altalene e gli scivoli come abbiamo fatto noi.
Dal punto di vista motorio non è un obeso ipnotizzato dagli schermi, anzi, è incapace di stare fermo. Mentre guarda video in russo inglese cinese si arrampica sul muro o salta.
Lato "cattivo": come dicevo non sa stare fermo. Tutto il suo essere è impostato su una velocità supersonica ed è difficile tenere il ritmo. Sapersi fermare invece è una cosa essenziale per aumentare la concentrazione. In questo senso è compito del genitore creare degli spazi di stasi assoluta, per quanto sia davvero arduo.
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#120 Ombra gitana

Ombra gitana

    Super Utente

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Inviato 03 aprile 2021 - 09:57

Un conto è riprendere un'abitudine a 20-30 anni, un altro a 50-60.

 

Il cervello si restringe, diminuiscono le sue capacità di vascolarizzazione, la memoria a breve termine peggiora così come le capacità psico-motorie, anche le capacità logico-matematiche subiscono un notevole peggioramento.

 

Non è un caso che i fisici-matematici dopo i 30 anni raramente producono qualcosa degno di nota.

 

Spino, vaffanculo :friendly_wink:

 

Qui c'è gente che è nata con la testa già ristretta come un calzino cinese dopo il primo lavaggio.

Quanto a psico-motorio, vuoi venire a fare un giretto con me, che ti porto a spasso sulla via Pontina a 200 kmh, magari pure in moto?

 

A parte gli scherzi, le facoltà fisico-matematiche, come quelle musicali che sono affini, sono quelle meno "culturali" e più legate ai processi puramente neuronali.

Semmai sarebbe il caso di soffermarsi sul fatto che siano proprio i "cretini geniali" che hanno una mente matematica a dominare le tecnologie informatiche.

 

Io posso portare l'esempio di mio figlio, generazione alpha, i nati "nella tecnologia".
Personalmente non ho notato ritardi particolari nello sviluppo a nessun livello, ma è ovvio che si intrattiene in maniera diversa rispetto alle generazioni precedenti. Poco prima dei 3 anni (ora ne ha quasi 4) dopo insistenti richieste, ha imparato a usare in maniera rudimentale lo smartphone. Se vuole vedere un cartone usa quello. Scorre le pagine, trova YouTube da solo e se lo sceglie.
 

 

Quando ho letto la prima riga, ho pensato che tuo figlio potesse avere almeno dieci, dodici anni, o anche di più, per servire da esempio valido.

Invece subito dopo ci dici che è un bambinetto - osservato benevolmente da te, che essendo presumibilmente intorno ai trent'anni ancora scendi le scale senza ciambella di salvataggio e usi la Colt con la stessa rapidità infallibile di Calamity Jane.

Io non ho mai imparato a montare i pupazzetti degli ovetti kinder e nemmeno i mobili dell'Ikea, mentre mia figlia era bravissima - prima della classe in greco al liceo  - mentre mio figlio, più piccolo di due anni, è un eccellente nuotatore, ma è ancora fermo al terzo capitolo di Ventimila leghe sotto i mari che gli regalai quando aveva nove anni - "bel libro, lo leggo sempre" dice per farmi contento, quando lo sento.

 

Rimane il fatto che è coro pressoché unanime di tanti insegnanti, per cui c'è una difficoltà diffusa di capire un testo e riassumerne il senso - a me è capitato di sentire questa lamentazione anche da parte di insegnanti relativamente giovani, che essi stessi mi sembravano culturalmente fiacchi, limitati, non poi molto diversi dai ragazzi dei quali lamentavano i limiti.

 

La verità è che nelle fasi di transizione si trova di tutto, specialmente tenendo conto delle differenze individuali e dell'incertezza dei criteri di giudizio.

Tracce di cambiamnto si mescolano con sopravvivenze di antiche abitudini e facoltà innate.

La differenza si nota in certi giudizi, in certi fenomeni che vengono in superficie a sorpresa, apparentemente inspiegabili - come la (graziosissima) figlia tredicenne di un mio amico che alcuni anni fa se ne uscì dicendo "Berlusconi è un bell'uomo, mi piace" - trenta secoli di storia e l'invenzione degli antibiotici, polverizzati in un attimo.






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