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Intelligenza artificiale vs. stupidità naturale


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144 risposte a questa discussione

#21 malia

malia

    malia

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Inviato 30 marzo 2021 - 03:32


PS: a parte alcune cose clamorose come Alpha Go però il livello delle IA non è che sia così vicino all'essere senziente o sostitutivo dell'uomo

 

 

perchè non conosci l'algoritmo di Pinterest....


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#22 Il Morto

Il Morto

    Pandemio

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Inviato 30 marzo 2021 - 03:49

perchè non conosci l'algoritmo di Pinterest....


non conosco nemmeno Pinterest :tajo:
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#23 Frèyja

Frèyja

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Inviato 30 marzo 2021 - 03:55

Probabilmente Aiace o Diomede, e pure il prode Achille, avrebbero difficoltà a guidare una macchina in autostrada, come fa abbastanza tranquillamnte il ragioniere del terzo piano.
 
Non è questa la direzione del discorso, se vogliamo capire il problema - e se c'è un problema - connesso all'evoluzione iper-tecnologica.
 
E' ovvio che l'intelligenza si misura, di fatto se non di diritto, sull'adeguamnto a una specifica realtà.
Infatti il tema coinvolge anche un giudizio sulla "specifica realtà" - e anche qui ovviamnte, secondo i canoni e i criteri usati nel giudizio preventivo, ossia di chi non è stato ancora "determinato" dalla nuova realtà.


Forse sarebbe più corretto affermare che l'intelligenza è la capacità di adattarsi a qualsiasi realtà, non tanto una specifica. Risoluzione dei problemi rapida e sopravvivenza.
In questo senso credo che il problema, se c'è, non è tanto la tecnologia in sé ma la dipendenza da questa su larga scala. Se un domani per qualsiasi motivo non potessimo più averne libero accesso, saremmo in grado di adattarci rapidamente? Quante e quali perdite avremmo, in termini di vite e qualità della vita?
Io però non me la sento di dichiarare stupido chi non ha avuto modo di mettersi alla prova, perché non ne ha avuto bisogno.
L'umanità ha dentro di sé la capacità di adattarsi a situazioni diverse e penso che messa alle strette saprebbe reagire nel modo più opportuno. Ovviamente io parlo in generale, non dei singoli casi.
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#24 Il Morto

Il Morto

    Pandemio

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Inviato 30 marzo 2021 - 04:00

Risoluzione dei problemi rapida e sopravvivenza.

 

in teoria questo dovrebbe essere proprio il campo dell'intelligenza. :asdsi:

 

lì c'è quasi tutto perchè il resto deriva da questo.

la speculazione ad esempio o la riflessione sono una conseguenza del problem solving, etc etc etc.

 

bellissima sintesi 


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#25 Frèyja

Frèyja

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Inviato 30 marzo 2021 - 04:24

in teoria questo dovrebbe essere proprio il campo dell'intelligenza. :asdsi:

lì c'è quasi tutto perchè il resto deriva da questo.
la speculazione ad esempio o la riflessione sono una conseguenza del problem solving, etc etc etc.

bellissima sintesi

Per questo il calo del qi non può essere preso come indicatore assoluto, secondo me.
Come può un test del genere verificare il livello di abilità nel problem solving?
Cioè situazioni nuove, critiche. Io credo che l'intelligenza si misuri di fronte alle novità, ai problemi che di volta in volta si presentano.
Saper risolvere il test del qi non significa nulla di tutto questo.
Non ce l'ho coi test del qi, sia chiaro. Tempo fa mi sono anche cimentata con quelli ufficiali online con punteggio 130. Quindi abbastanza alto. Eppure ero in condizioni emotive, sociali e relazionali orribili, un fulgido esempio di stupidità.
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#26 Guest_purple_*

Guest_purple_*
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Inviato 30 marzo 2021 - 05:37

Magari siamo diventati più intelligenti in media, sarà :tajo: .



#27 Guest_purple_*

Guest_purple_*
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Inviato 30 marzo 2021 - 05:55

Già, il quoziente intellettivo. Al netto di tutte le critiche legittime sui criteri, e sulla pretesa di misurare un fenomeno così complesso come l’intelligenza, se ci atteniamo ai dati degli ultimi cento anni facciamo una scoperta interessante. Per larga parte del XX secolo e fino al 2009 il livello medio di intelligenza della popolazione è aumentato (fenomeno noto come “effetto Flynn”). 


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#28 Ombra gitana

Ombra gitana

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Inviato 30 marzo 2021 - 08:52

Forse sarebbe più corretto affermare che l'intelligenza è la capacità di adattarsi a qualsiasi realtà, non tanto una specifica. Risoluzione dei problemi rapida e sopravvivenza.
In questo senso credo che il problema, se c'è, non è tanto la tecnologia in sé ma la dipendenza da questa su larga scala. Se un domani per qualsiasi motivo non potessimo più averne libero accesso, saremmo in grado di adattarci rapidamente? Quante e quali perdite avremmo, in termini di vite e qualità della vita?
Io però non me la sento di dichiarare stupido chi non ha avuto modo di mettersi alla prova, perché non ne ha avuto bisogno.
L'umanità ha dentro di sé la capacità di adattarsi a situazioni diverse e penso che messa alle strette saprebbe reagire nel modo più opportuno. Ovviamente io parlo in generale, non dei singoli casi.

 

Ogni realtà è una "specifica realtà".

Quando si affronta una realtà diversa, si affronta comunque una realtà specifica.

 

Ma qui mi sembra che stiamo uscendo completamnte dal tema.

Tutto questo che dici è condivisibile, ma si riferisce - in modo correttamnte dubitativo - alle sorti dll'umanità come specie - o meglio, come efficienza di specie.

Come caso limite potremmo anche immaginare che, una volta creata e lanciata l'Intelligenza Artificiale, questa pensa a tutto e consente la bella vita a un'umanità di giocherelloni imbecilli, o a un'umanità di artisti celestiali, o di ubriaconi e drogati - e via fantasticando secondo come ci gira di immaginare.

 

E' evidente che quando parliamo di intelligenza ci riferiamo a quello che è per noi - oggi, sulla scorta di una storia e cultura di tremila anni - come intelligenza, con tutte le problematiche relative alla difficoltà di "misurarla" - premessa che ha fatto anche l'autore dell'articolo.

Ma anche chi contesta questa visione critica, diciamo pessimista, ragiona secondo un criterio di oggi, sulla scorta di una storia di tremila anni.

 

Per ricondurre il discorso nei binari originari, io direi di tornare all'esempio che facevo all'inizio, rispondendo - mi sembra - a Morto. ossia alla Formula1.

Se il tema è quello di costruire macchine sempre più veloci, fantasticamnte veloci e stabili - con dentro un uomo, definito "pilota" - indubbiamnte la tecnologia è decisiva, e l'intelligenza del pilota è quella di sapersi adattare a queste condizioni - fosse pure la sola capacità di girare il volante e saperlo fare mentre parla in cuffia coi box, dai quali aumentano, dimisnuiscono, regolano la power-unit, con dieci lucette che lampeggiano sul display sul cruscotto - cosa che ancora non è, ma questa è la direzione che ha preso la Formula1.

Questa categoria di gare è però nata come campionato piloti, in un'epoca in cui Fangio riusciva infatti a vincere 5 titoli su macchine diverse - Alfa, Mercedes, Maserati - altamnte tecnologiche, ma non tali da essere più determinanti del pilota.

E' ovvio che oggi - e ancora per il prossimo futuro - continueremo a considerare gli Hamilton e i Leclerc come "piloti" che "guidano" perché capaci di adattarsi, ma la gara vera è tra ingegneri, anzi tra equipe di ingegneri, - se oggi dovesse nascere una categoria automobilistica, sarebbe di droni su strada, telecomandati.

 

Il discorso che stiamo facendo, in origine verteva appunto su l'uomo-pilota, o meglio sul peso dell'intelligenza e quale tipo di intelligenza dell'uomo-pilota.

Una metafora che ovviamnte perde senso, e va accantonata, se non esiste più l'automobile - ossia la realtà - in cui esiste la figura del pilota.

Il discorso è complicato, ma volerlo semplificare mettendo a ogni casella la tripla - 1X2, come si faceva con la vecchia schedina - non mi sembra una buona soluzione.

Nel ragionare su queste cose, abbiamo i nostri pregiudizi secolari e la nostra cultura - non possiamo usare che questa, anche se sappiamo che ha grossi limiti di preveggenza.

 

E' ovvio che cambiando la situazione cambieranno talenti, adattamnti e abitudini, ma forse alcuni mestieri, alcuni modi di essere, alcuni atteggiamnti mentali verso la realtà semplicemente spariranno - è lecito chiedersi quali e con quali conseguenze, non solo genericamnte sociali, ma individuali.

Io ho l'impressione che anche questo genere di interrogativi faccia parte di un mondo analogico e umanistico, che già adesso tende a essere soppiantato da un fatalismo "tecnologico" che è già in se stesso un cambiamnto, un adattamento a un brave new world.

 

 

 

PS

 

https://www.repubbli...682881-P8-S4-T1

 

...Il fatto è che sta diventando sempre più difficile distinguere i volti, i suoni, i testi e gli oggetti ricreati da una intelligenza artificiale da quelli reali. Lo prova in maniera definitiva un esperimento in corso da qualche giorno, realizzato da un ricercatore polacco: si tratta di un test di 50 domande, e in ognuna si è chiamati a indicare dove sta l’umano e dove l’artificiale...


Messaggio modificato da Ombra gitana, 31 marzo 2021 - 05:38


#29 Il Morto

Il Morto

    Pandemio

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Inviato 31 marzo 2021 - 05:53

un consiglio hai per caso aperto e fatto il test?

a me ha subito posto una domanda scema. sei maschio o femmina?
mi puzza di raccolta dati mascherata.

qualcuno è andato avanti?
a me ha insospettito.
non è un vero test di Turing ma non posso affermarlo dato che non sono andato avanti colto da sospetti
Samsara 1 - Nirvana 0

#30 Frèyja

Frèyja

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Inviato 31 marzo 2021 - 06:28

un consiglio hai per caso aperto e fatto il test?
a me ha subito posto una domanda scema. sei maschio o femmina?
mi puzza di raccolta dati mascherata.
qualcuno è andato avanti?
a me ha insospettito.
non è un vero test di Turing ma non posso affermarlo dato che non sono andato avanti colto da sospetti


Io l'ho fatto tutto.
I meme, i lavori artistici e i volti li ho indovinati quasi tutti.
I testi e le musiche solo 1 su 4. In effetti è difficile riconoscere se un testo di 10 righe su argomenti casuali è scritto da una persona o da un AI. Stessa cosa per 20 secondi di musica brutta.
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#31 Sri Mahakalidev

Sri Mahakalidev

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Inviato 31 marzo 2021 - 06:44

a me basterebbe l'IA domestica che lava e pulisce la casa che deve brillare come un diamante, poi per il resto mi sarei fermato agli anni 90 come tecnologia di massa con una base green ed ecologica per il pianeta per quanto riguarda la salute del pianeta. l'IA non è più un piacere ormai, che il pianeta è inquinato e mezzo malato. Non riesco a vedere il bicchiere mezzo pieno riguardo la salute planetaria. L'IA sarebbe l'ultimo pensiero che avrei.


Benvenuti nel labirinto dello smeraldo, vi ringrazio di aver dimostrato la solita incoscienza. 

 

 


#32 Guest_GufoOscuro_*

Guest_GufoOscuro_*
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Inviato 31 marzo 2021 - 09:39

basti vedere a come la mia generazione era intuitivamente propensa a padroneggiare le apparecchiature elettroniche.
ci eravamo nati con radio e tv.
i nostri genitori invece dovevano leggersi come funzionava una tv noi lo sapevamo.
 
la tecnologia è un supporto.
chiaro che più roba c'è da gestire e più ne siamo dipendenti.
 
al giorno d'oggi io perderei ore al mese solo per andare a lavoro se non ci fosse il telepass.
e non sto parlando di una invenzione da macchine ribelli.... :arg:
 
è il nostro rapporto con la tecnologia, mica la tecnologia.
prima dell'informatizzazione cpsì capillare eravamo comunque schiavi di questa. magari meno intelligente, ma allo stesso tempo nascosta e ovunque.

A livello informatico però c'è un oggettivo "calo" prestazionale dei nativi digitali riguardo l'informatica. Il tutto è diventato così smart e veloce che molti ragazzini purtroppo disimparano a usare il computer, nel senso stretto del termine. Molti non riescono a riconoscere un banner AD dal sito stesso. Fanno trial and error "touchando" qui e là nella certezza del "tanto qualcosa deve succedere" (è spaventoso perché mio padre che ha 70 anni fa la stessa identica cosa con risultati non dissimili).

Millenials (io) e la generazione prima X (tu), siamo cresciuti in un'epoca dove la tecnologia richiedeva comunque compromessi e dedizione. Non c'era un cazzo di divertente nell'accedere il Commodore 64 nella speranza di un caricamento riuscito. In un modo o nell'altro però eri costretto almeno a capire le basi per accenderlo, basi che poi nell'informatica sono universali e ti aiutano a capire come funziona il software anche senza specializzazioni tecniche. Lo si faceva perché si aveva la passione (quindi c'era una scrematura a monte), al limite era 300 volte meglio scendere in cortile con il pallone. Infatti la definizione negativa di nerd deriva dagli anni 80, oggi sono sdoganati, ma la maggior parte non ha mai acceso nemmeno un PC.

Poi è arrivata la tecnologia di massa, con milioni di persone non pronte a comprendere gli algoritmi e la IA. E su questo Ombra ha ragione: la maggior parte degli utenti sono all'oscuro delle basi elementari su cui si fonda l'informatica stessa. Cioè, nel 2021 c'è ancora gente che pensa che gli analityc prendano i dati personali (nome cognome codice fiscale), mente in realtà immagazzinano le nostre abitudini (che è moooolto più equietante, a nessuno frega un cazzo di noi, frega come farci consumare - polli d'allevamento a distanza).

Ma ripeto, la cosa angosciante è vedere giovani che ne sanno molto meno di un noi da ragazzino, di un'altra epoca, dove oggettivamente usare il PC era anche mooolto più complesso, nonostante fossero davvero limitati. Tant'è che il mercato dei PC è crollato, la maggior parte lo usa al massimo per giocare.
Non che la mia generazione sia molto meglio, eh. Chi una volta sfotteva i nerd è oggigiorno oggettivamente fuori dal mondo, incapace di decifrarlo. Conosco gente tra i 30 e i 40 anni che non comprende il mondo circostante, non ha neanche capito che ormai un CV lo devi mandare tramite internet per avere una chance. Lo devi mandare a certe ore, in un certo formato. Devi saper discernere un annuncio, molti mandano CV ad annunci vecchi di anni, questo ti fa capire che nemmeno le date sanno leggere in una pagina web.
È terribile tutto ciò.

Ogni volta che sento un genitore dire "mio figlio non ha bisogno del PC perché tanto ha un tablet". Io letteralmente muoio dentro. Il PC non è solo uno strumento freddo, posso capire che oggi non sia così comodo per le azioni basilari (navigare sul web o mandare messaggi), ma è uno strumento di creatività enorme, semplifica processi che richiederebbero chissà quale formazione, è la democratizzazione delle abilità personali. Insomma, sì, io ci credo ancora al mito degli anni 80 dove vedevano nei computer la liberazione dell'essere umano. A conti fatti non esiste nulla al mondo capace di espandere la propria creatività come un PC. Ma bisogna saperlo usare e non affidarsi solo alle cose "smart".
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#33 malia

malia

    malia

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Inviato 31 marzo 2021 - 10:33

Non parlavo di chi progetta IA, ma di quello che è progettato o fortemnte determinato dall'IA - la videografica, per esempio, o il design industriale, e alla lunga l'estetica urbana, il paesaggio stesso.

 

Come minimo, cambia il concetto di bellezza.

Tanto quanto la (ipert)ecnologia ha cambiato il concetto di guerra, di battaglia, di responsabilità personale in ambito militare.

Dal test che hai postato, non so se lo hai fatto, si vede quanto sia difficile distinguere un volto vero, un quadro, una musica, un testo creato da un umano da uno creato da IA.

 

A me sembra un controsenso rispetto a quello che sostieni.

 

Ammesso che il cambio dei canoni di bellezza possa costituire un problema per l'uomo, o il cambio del concetto di guerra.

 

E' legittimo avere dei gusti personali, o delle passioni che ci portano a dire: eh, bei tempi quando il muratore sul cantiere per fare una moltiplicazione, si sfilava quella bella matita rettangolare da dietro l'orecchio, si guardava intorno per trovare una superficie su cui scrivere, che spesso era il cartone del cemento che strappava con maestria, che bella quella bella sniffata di polvere di cemento, così gratuita, che bella quella scrittura barocca, con il 9 pieno di riccioli che solo per cesellare tutti i riccioli del 9  se ne andava mezza mattinata, e invece ora, una fredda richiesta vocale a google e fatto.

 

Sarebbe un problema, forse, se veramente l'uso dell'AI e della tecnologia (che poi anche la selce scolpita era tecnologia in altri tempi) rendesse in qualche modo l'uomo inidoneo ad affrontare i problemi quotidiani legati alla sopravvivenza.

 

E pure lì mi direi: facciamo pace con la morte, e con tutti i cambiamenti che sono anche delle piccole morti.  E' tutto normale. Godiamoceli.

 

Amen.



#34 Il Morto

Il Morto

    Pandemio

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Inviato 31 marzo 2021 - 11:02

A livello informatico però c'è un oggettivo "calo" prestazionale dei nativi digitali riguardo l'informatica. Il tutto è diventato così smart e veloce che molti ragazzini purtroppo disimparano a usare il computer, nel senso stretto del termine. Molti non riescono a riconoscere un banner AD dal sito stesso. Fanno trial and error "touchando" qui e là nella certezza del "tanto qualcosa deve succedere" (è spaventoso perché mio padre che ha 70 anni fa la stessa identica cosa con risultati non dissimili).

Millenials (io) e la generazione prima X (tu), siamo cresciuti in un'epoca dove la tecnologia richiedeva comunque compromessi e dedizione. Non c'era un cazzo di divertente nell'accedere il Commodore 64 nella speranza di un caricamento riuscito. In un modo o nell'altro però eri costretto almeno a capire le basi per accenderlo, basi che poi nell'informatica sono universali e ti aiutano a capire come funziona il software anche senza specializzazioni tecniche. Lo si faceva perché si aveva la passione (quindi c'era una scrematura a monte), al limite era 300 volte meglio scendere in cortile con il pallone. Infatti la definizione negativa di nerd deriva dagli anni 80, oggi sono sdoganati, ma la maggior parte non ha mai acceso nemmeno un PC.

Poi è arrivata la tecnologia di massa, con milioni di persone non pronte a comprendere gli algoritmi e la IA. E su questo Ombra ha ragione: la maggior parte degli utenti sono all'oscuro delle basi elementari su cui si fonda l'informatica stessa. Cioè, nel 2021 c'è ancora gente che pensa che gli analityc prendano i dati personali (nome cognome codice fiscale), mente in realtà immagazzinano le nostre abitudini (che è moooolto più equietante, a nessuno frega un cazzo di noi, frega come farci consumare - polli d'allevamento a distanza).

Ma ripeto, la cosa angosciante è vedere giovani che ne sanno molto meno di un noi da ragazzino, di un'altra epoca, dove oggettivamente usare il PC era anche mooolto più complesso, nonostante fossero davvero limitati. Tant'è che il mercato dei PC è crollato, la maggior parte lo usa al massimo per giocare.
Non che la mia generazione sia molto meglio, eh. Chi una volta sfotteva i nerd è oggigiorno oggettivamente fuori dal mondo, incapace di decifrarlo. Conosco gente tra i 30 e i 40 anni che non comprende il mondo circostante, non ha neanche capito che ormai un CV lo devi mandare tramite internet per avere una chance. Lo devi mandare a certe ore, in un certo formato. Devi saper discernere un annuncio, molti mandano CV ad annunci vecchi di anni, questo ti fa capire che nemmeno le date sanno leggere in una pagina web.
È terribile tutto ciò.

Ogni volta che sento un genitore dire "mio figlio non ha bisogno del PC perché tanto ha un tablet". Io letteralmente muoio dentro. Il PC non è solo uno strumento freddo, posso capire che oggi non sia così comodo per le azioni basilari (navigare sul web o mandare messaggi), ma è uno strumento di creatività enorme, semplifica processi che richiederebbero chissà quale formazione, è la democratizzazione delle abilità personali. Insomma, sì, io ci credo ancora al mito degli anni 80 dove vedevano nei computer la liberazione dell'essere umano. A conti fatti non esiste nulla al mondo capace di espandere la propria creatività come un PC. Ma bisogna saperlo usare e non affidarsi solo alle cose "smart".

 

in effetti il PC ha una valenza doppia: fruizione e creazione del contenuto.

ad oggi uno smartphone o un tablet sono progettati per la fruizione.

per creare un contenuto vero ti serve ancora il caro vecchio PC, meglio se fisso se hai bisogno di avere un ferro decente nel vero senso della parola (anche se con un portatile ormai fai tutto, ma non proprio tutto).

 

e la cosa è drammaticamente diversa: fruire di un contenuto già pronto ammazza le tue capacità. ma è un discorso strano perchè effettivamente se non credi qualcosa al pc sei assorbito come un cammello ma passivo.

quando programmi, fai una analisi, scrivi, crei al PC non senti nemmeno il telefono che squilla ma è un assorbimento attivo. e lo sai meglio di me.

 

poi la struttura delle pagine web adesso è più standard ma l'invasione degli ads ha reso indecifrabile tutto. cioè giò solo leggere il fatto quotidiano senza rotture di cazzo e gratis è una impresa.

pensa altri siti e varie call to action messe a caso. l'incomprensibilità all'ennesima potenza.

(ma lì apriremmo anche un discorso che non c'entra ovvero: la pubblicità su internet è giusta? secondo me no. internet è GRATIS sempre e deve esserlo, ma è OT)

 

purtroppo il resto della tecnologia diventa pronta all'uso e non ti invoglia a scoprirla: ai tempi del C64, spectrum, msx, etc etc sul manuale c'era il BASIC. adesso non c'e neppure più il manuale...

 

ad ogni modo è pauroso quello che viene fatto adesso con tutti sti algoritmi del cazzo. sembra quasi che pensi ad una cosa e ti vedi il banner 3 secondi su google, ma in realtà sei solo tu che ti sei venduto anima e anima anche inconsapevolmente mentre navighi.

 

sarebbe bello approfondire la questione della rete decentralizzata lontana dallo schiavismo indotto dai vari amazon (ha una servizio di datawarehouse, quindi ospita un sacco di dati da cui minare comportamenti dalle aziende....). maormai siamo andati oltre l'OT.

 

per fortuna perchè il discorso è molto ampio e parte prima del rincoglionimento generale


Samsara 1 - Nirvana 0

#35 malia

malia

    malia

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Inviato 31 marzo 2021 - 11:10

fruire di un contenuto già pronto ammazza le tue capacità.

 

Questo è un modo di vedere la questione.

 

Per me, fruire di un contenuto già pronto, permette anche di risparmiare tempo ed energie per dedicarsi alla studio, alla ricerca che si ha in mente, e le  capacità rimangono vive e vegete come prima.

 

Un conto è se vuoi scoprire quanto fa 2+2 perchè lì finisce la tua curiosità e la tua capacità o voglia di sondare l'ignoto :look: :arg:.

 

Un conto è volere sapere quanto fa due più due perchè il tuo scopo è scoprire quanto fa 56 x78. In questo caso, l'aver fruito di un contenuto già pronto, e cioè il risultato di 2+2,  non ha ammazzato alcuna capacità.



#36 Il Morto

Il Morto

    Pandemio

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Inviato 31 marzo 2021 - 12:07

Questo è un modo di vedere la questione.

 

Per me, fruire di un contenuto già pronto, permette anche di risparmiare tempo ed energie per dedicarsi alla studio, alla ricerca che si ha in mente, e le  capacità rimangono vive e vegete come prima.

 

Un conto è se vuoi scoprire quanto fa 2+2 perchè lì finisce la tua curiosità e la tua capacità o voglia di sondare l'ignoto :look: :arg:.

 

Un conto è volere sapere quanto fa due più due perchè il tuo scopo è scoprire quanto fa 56 x78. In questo caso, l'aver fruito di un contenuto già pronto, e cioè il risultato di 2+2,  non ha ammazzato alcuna capacità.

 

credo sia chiaro che fruire di un contenuto un maniera passiva accettandolo senza discuterlo come nel caso di un cazzeggiare su un social qualunque scrollando o facendo a caso perchè non adatti al mezzo.

 

scusa avrei dovuto spiegarmi meglio ma credevo che dal contesto anche dell'affermazione di Gufo fosse chiaro.


Samsara 1 - Nirvana 0

#37 malia

malia

    malia

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Inviato 31 marzo 2021 - 02:53

Colpa mia che che avevo escluso a priori l'ipotesi cazzeggio all'interno della discussione sull'intelligenza.



#38 Il Morto

Il Morto

    Pandemio

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Inviato 31 marzo 2021 - 03:07

Colpa mia che che avevo escluso a priori l'ipotesi cazzeggio all'interno della discussione sull'intelligenza.

 

si stava parlando di persone che davanti ad un contenuto vanno a tentoni diventando del tutto passive.

come nel caso di una persona giovane che va a caso e no riesce a distinguere i banner dal sito come una persona che non è nata con quella tecnologia a disposizione e che quindi non ci è abituata.

se ti rapporti in questo modo al contenuto (ho detto cazzeggio nel senso del classico imbambolamento) non te ne giova il contatto stesso.

sei lì a "fare niente".

 

un altro conto è quando sei attivo di fronte al contenuto.

non dico crearlo, ma cercare qualcosa che ti serve.

in ogni caso hai acceso lo spirito critico: stai cercando qualcosa con consapevolezza/cognizione di causa e questo ti obbliga a stare attento.

 

l'uso di cui parlavo io era un uso diverso che non cozza con il termine di intelligenza: se non sei in grado di rapportarti al contenuto lì c'è un problema.

 

forse è il problema di cui parla l'articolo: la mancanza di intenzione nello stare di fronte all'informazione che ha effetti negativi anche quando dovresti avere la testa "accesa"


Samsara 1 - Nirvana 0

#39 Ombra gitana

Ombra gitana

    Super Utente

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Inviato 31 marzo 2021 - 03:35

Dal test che hai postato, non so se lo hai fatto, si vede quanto sia difficile distinguere un volto vero, un quadro, una musica, un testo creato da un umano da uno creato da IA.

 

A me sembra un controsenso rispetto a quello che sostieni.

 

Ammesso che il cambio dei canoni di bellezza possa costituire un problema per l'uomo, o il cambio del concetto di guerra.

 

 

A me sembra un controsenso rispetto a quello che sostieni.

 

Citando questo secondo articolo, sapevo che sarebbe apparso in opposto al primo.

Forse lo è, forse no, pensandoci meglio, ma non è importante - non ho citato il secondo come appoggio alla mia tesi, ma solo per offrire un contributo alla discussione, a prescindere.

 

Cambiare il concetto di bellezza o di guerra non è un problema - il cambiamnto - ma pone la necessità, o più modestamnte l'opportunità di una riflessione sul come avviene il cambiamento e quali siano le conseguenze.

La rapidità dei cambiamenti, dovuti ai ritmi imposti dalla tecnologia, ci sta abituando a subirli senza darci il tempo di chiederci i perché, cioè di porci dei problemi in modo appena approfondito. Mntre noi cerchiamo di capire se vale la pena pensarci, già le cose da pensare sono cambiate.

Il concetto stesso di cultura, di consapevolezza di noi stessi, del mondo, si è formato attraverso mutazioni che avevno una velocità e una dimensione commensurabile coi tempi della vita e con la possibilità di vederne i limiti entro il nostro orizzonte.

Ci stiamo abituando a non avere più fiducia nella nostra capacità di comprensione e soprattutto nella possibilità di scegliere la direzione e la misura del cambiamento - che già è sempre stata un problemaccio mica facile, anche al tempo della carozze e della carbonella.

 

 


 



#40 Guest_purple_*

Guest_purple_*
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Inviato 31 marzo 2021 - 03:56

Una fonte di rincoglionimento sono le ripetizioni di sequenze di azioni meccaniche in "trance". È un'opinione, ma dalla catena di montaggio e Chaplin non penso ci sia bisogno di star lì a spiegare come e perché. 

Ora, non penso che nessuno lo faccia apposta, Facebook o Google o Microsoft o quelli dei banner in sé, ma quelle piccole azioni: apri app- metti PIN - chiudi banner - scrolla pagina - clicca dove ti interessa - metti codice, ecco, a me mandano ai matti. Era così anche quando col Pc: resetta- riaccendi- riprova- reinstalla sistema operativo- riaccendi etc etc... Negli smartphone è allucinante.

Zoom etc sono abbastanza snelli, però tutte quelle cose tipo : controlla microfono- controlla casse- non funge- smanetta- chiudi e riapri... non so, anche per lo scambio e la didattica sono un'interferenza brutta che si aggiunge al discorso già sulla validità in sé della condivisione di contenuti online rispetto alla presenza.

 

Ho editato :mrgreen: .


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