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Concetto di qualità, quantità e misura in Hegel


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4 risposte a questa discussione

#1 Alehandro

Alehandro

    Nuovo Utente

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  • 2 messaggi

Inviato 26 marzo 2021 - 01:53

Vorrei qualche chiarimento in merito. Per Hegel la qualità è in rapporto ad una data quantità, tale rapporto da luogo al concetto di misura, Si tratterebbe quindi di un Quantum qualificato. Ora secondo Hegel altero impunemente l'aspetto quantitativo il rapporto cambia e quindi potrebbe mutarsi l'aspetto qualitativo, Faccio un esempio:una piccola città greca con regime democratico (qualità) può diminuire o aumentare impunemente in superficie o in popolazione (quantità) entro certi limiti senza che l’equilibrio misurato della sua costituzione politica venga per questo minacciato, ma giunge tuttavia un momento in cui questo aumento o diminuzione sono tali da distruggere quell’equilibrio e/o quella misura, modificando così la natura qualitativa di quel gruppo che, di conseguenza può pertanto trasformarsi in qualcosa d’altro: uno stato politicamente più complesso, una clan familiare o una libera associazione.

 

Mi chiedo, ma se muto l'aspetto qualitativo, nello stesso modo il rapporto cambia e quindi l'essere può trasformarsi in qualcosa d'altro?

Mi sono posto un esempio ma riesco a comprendere poco. Prendiamo l'es. di un ombrello poco impermeabile (qualità), costituito da tessuto logoro dell'estensione di un metro (che sarebbe quantità ma anche qualità? ..e qui cominciano i miei dubbi...la qualità non impermeabile sarebbe determinata dall misura del tessuto ma anche dalla sua qualità=logoro)

In questo caso se io modifico radicalmente la qualità (es sostituendo il tessuto logoro con nuovo è impermeabile)....parimenti come nell'alterazione del quantum mi troverei di fronte ad un qualcosa d'altro?

Scusate il quesito che può apparire banale, ma mi piacerebbe avere una risposta. Grazie a tutti





#2 viator1945

viator1945

    Utente Junior Plus

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Inviato 27 marzo 2021 - 12:34

Salve Alehandro. Mai letto di filosofia. Sono convinto che per affrontare la interessantissima questione da te posta sia sufficiente il buonsenso.

 

 

La QUALITA' delle cose non esiste. Noi chiamiamo in questo modo solamente i rapporti puramente QUANTITATIVI che regolano i rapporti tra i diversi ingredienti delle cose stesse.

 

 

Ovvero la QUALITA' per il nostro punto di vista altro non è che l'insieme delle quantità a noi ignote che compongono e caratterizzano la diversità delle categorie di oggetti che vogliamo definire.

 

 

La qualità di un tessuto altro non è che la quantità e la forma (la trama) dei fili che lo compongono, mentre la qualità dei fili non è altro che la quantità e la forma delle fibre (a seconda della loro origine naturale od artificiale) e mentre ancora la qualità delle fibre non è altro che il tipo di relazioni e di legami biochimici che tengono unite le molecole, la cui qualità dipende della loro forma e numero atomico di elementi................................................

 

 

Ogni genere di analisi qualitativa è riconducibile al riconoscimento delle QUANTITA' in gioco dei diversi ingredienti di ciò che vogliamo analizzare.

 

 

Ovvio che però, poi, essendo l'analisi quantitativa procedimento insopportabilmente prolisso che non può consumare le nostre esistenze..........dobbiamo necessariamente sintetitizzare rivolgendoci al concetto di QUALITA', cioè di MODO DI ESSERE PERCEPIBILE delle cose stesse. Saluti.



#3 Sween

Sween

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Inviato 03 aprile 2021 - 09:39

 

 

Mi chiedo, ma se muto l'aspetto qualitativo, nello stesso modo il rapporto cambia e quindi l'essere può trasformarsi in qualcosa d'altro?

Mi sembra che questa sia una rielaborazione del famoso paradosso della nave di Teseo. Per chi non la conoscesse metto un simpatico e breve filmato

 


Siccome io non mi sopporto dovete sopportarmi voi :D


#4 viator1945

viator1945

    Utente Junior Plus

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Inviato 05 aprile 2021 - 10:39

Salve Sween. Ovviamente. Ciò perchè le cose e le persone (la loro identità, il loo "sè") non consistono nella loro sostanza (cioè nell'insieme della materia e dell'energia) bensì in una certo loro materialità (magari non differenziata : tutto è fatto in fondo di atomi) combinata con una certa loro energeticità (anch'essa tutto sommato consiste flussi di quanti o fotoni tra loro identici)..........che però vengono integrate da una certa loro FORMA,

 

 

Due cervelli possono apparire identici. Ma la differenza tra loro non è materiale od energetica : sono diversi poichè cambia,per ciascuno di essi, la DISPOSIZIONE SPAZIALE E LA QUANTITA' di collegamenti tra i loro materialmente identici componenti (neuroni).

 

 

Quindi cambia la loro struttura intrinseca, immateriale, nascosta. Quella che i credenti chiamano ANIMA pensando che essa sia un dono di Dio, mentre i fisicisti come me la chiamano FORMA. Saluti



#5 Sween

Sween

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  • 1534 messaggi

Inviato 07 aprile 2021 - 08:50

 

 

 

Due cervelli possono apparire identici. Ma la differenza tra loro non è materiale od energetica : sono diversi poichè cambia,per ciascuno di essi, la DISPOSIZIONE SPAZIALE E LA QUANTITA' di collegamenti tra i loro materialmente identici componenti (neuroni).

 

Frase che riprendo per dire "l'insieme non equivale alla somma delle sue parti".

 

Per quanto riguarda la forma , Aristotele non avrebbe dissentito ,sosteneva infatti che ovunque vi fosse una realtà materiale ,lì, vi era la necessaria presenza di una forma.
Che Egli identificò come "sinolo" ovvero, l'unione indissolubile di materia e forma.


Siccome io non mi sopporto dovete sopportarmi voi :D





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