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Dipendenti pubblici vs autonomi

ciao darwin

  • Per cortesia connettiti per rispondere
67 risposte a questa discussione

#21 malia

malia

    malia

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Inviato 24 marzo 2021 - 09:35

Bah, sarà che sono sempre del sud, ma di contadini bucolici e felici ne vedo pochi. Forse chi usa la campagna come passatempo si, ma chi deve campare di campagna è  egoista, avido e competitivo come chi vende mattoni e  ha altro tipo di intrallazzi, forse meno visibili a chi vede la campagna in modo ''poetico''.

 

Ho la sensazione, Ombra e Purple, che il vostri commenti siano un po' sbilanciati, come i miei del resto.

 

La stessa saggezza e comprensione nel valutare il lavoro di un dipendente pubblico, riuscireste ad esprimerla parlando di un imprenditore?





#22 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 24 marzo 2021 - 09:46

Bah, la mancanza di coscienza per me è una ''qualità'' trasversale.

 

Nei dipendenti si manifesta come fancazzismo e nei capi come schiavismo? Si può dire questa cosa?

 

(Generalizzando, ma non mi va di specificare ogni volta...)

 

In questo caso e per il tipo di discorso che stiamo facendo dobbiamo per forza generalizzare.

Ma non per dire che tutta una categoria si comporta in un modo o in un altro, ma semplicemente per cercare di capire a livello macro, perchè "mediamente" ci si comporta in un modo o in un altro.

E' inutile sottolineare l'esistenza dell'ingegnere mafioso/corrotto, il professore "montessoriano", l'operaio stakanovista, l'impiegata fancazzista e via dicendo..

 

Il concetto fondamentale, secondo me, è che nel mondo statale manca il controllo o è molto blando.

 

Il dipendente statale farà bene o male il suo lavoro solo in base alla propria coscienza.

Se lo statale è di indole fancazzista, troverà facilmente il modo di imboscarsi.

Se è coscienzioso, potrebbe svolgere egregiamente il proprio lavoro MA con le difficoltà del proprio ambiente: se ad esempio si ritrova in un ufficio con tutti fancazzisti, probabilmente finirà per adeguarsi. Se il suo datore di lavoro, ossia lo Stato, lo lascia in balia di sè stesso, con mezzi inadeguati (pc obsoleti, mancanza di cancelleria, ecc...) si sentirà ancora più legittimato a non fare un cazzo.

 

La realtà privata è molto ma molto varia. Si passa dall'artigiano ad Amazon. Quindi è ancora più difficile fare un discorso generale.

Considerando una piccola-media impresa.

Il dipendente privato farà bene o male il suo lavoro in base alla propria coscienza e al controllo del proprio superiore e anche ad un ritorno economico.

Se il dipendente è di indole fancazzista, troverà difficilmente il modo di imboscarsi (dipende dall'ambiente). E anzi, se viene controllato a dovere, sarà costretto a cambiare atteggiamento.

Se è coscienzioso, svolgerà egregiamente il proprio lavoro, sempre con le difficoltà del proprio ambiente, MA con l'appoggio del proprio superiore, dato che sarà anche suo interesse che la ditta funzioni bene. 

 

La partita IVA farà bene o male il suo lavoro in base ad un ritorno economico. 

La disonesta della partita IVA andrà di pari passo con il suo desiderio di accumulare denaro. (e con il senso di ingiustizia che prova verso lo Stato, giustificato o meno che sia).


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Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#23 malia

malia

    malia

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Inviato 24 marzo 2021 - 05:03

Secondo me oltre alla categoria fancazzista, coscienzioso, criminale, ci sarebbe la categoria ''che proprio non fa per lui''; la persona di cui non si può dire  fancazzista perchè ce la mette tutta, ma nonostante tutto l'impegno, non produce quello per cui è pagato, perchè non basta essere volenterosi sul lavoro per essere ''bravi'' per quello per cui ti pagano, giusto?

 

Ora lavorare è un diritto, ma fare danni no, credo. E i danni li fai anche se sei volenteroso, ma non adatto al ruolo: non c'è bisogno di essere necessariamente fancazzisti, mafiosi o schiavi di un senso di rivalsa nei confronti dello stato o del datore di lavoro, o schiavi del denaro, per far danni.

 

Chi fa danni nonostante la buona volontà e l'impegno, l'onestà e tutto, da autonomo o dipendente privato, viene fatto fuori molto più velocemente che nel pubblico.

 

Questo è un privilegio, secondo me, cioè  esser fatti fuori dopo, a parità di incompetenza, nel pubblico. O mai.



#24 Ombra gitana

Ombra gitana

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Inviato 24 marzo 2021 - 05:14

Bah, sarà che sono sempre del sud, ma di contadini bucolici e felici ne vedo pochi. Forse chi usa la campagna come passatempo si, ma chi deve campare di campagna è  egoista, avido e competitivo come chi vende mattoni e  ha altro tipo di intrallazzi, forse meno visibili a chi vede la campagna in modo ''poetico''.

 

Ho la sensazione, Ombra e Purple, che il vostri commenti siano un po' sbilanciati, come i miei del resto.

 

La stessa saggezza e comprensione nel valutare il lavoro di un dipendente pubblico, riuscireste ad esprimerla parlando di un imprenditore?

Infatti io avevo subito precisato - per prevenire l'obiezione "bucolica" - che non era sereno in quanto contadino, ma in quanto innanzi tutto se stesso, cioè contadino povero con una certa indole personale.

 

A me non sembra che Purple abbia mostrato una speciale comprensione, partigiana, per i dipendenti pubblici - né tanto meno che l'ho mostrata io.

Io ho detto semmai che è il tipo di attività che produce gli atteggiamnti, per ragioni che vanno al di là delle inclinazioni personali.

Mi riferivo sia al lavoro dipendente, sia a quello professionale e imprenditoriale, ovviamente.

 

Una cosa è il dipendente, cosa diversa è il servo.

Una cosa è l'impiegato, altra cosa il burocrate.

Una cosa il commerciante, altra cosa il bottegaio.

Una il risparmiatore, altra lo spilorcio.

Una l'imprenditore, altra il profittatore.

 

Una l'artigiano, altra l'azionista di una s.p.a.

 

Avere una partita IVA - anzi "essere" una partita IVA, come si usa dire attualmente - non significa essere un imprenditore, anche se si ha qualche dipendente.

Così come essere liberi di accettare o rifiutare un contratto di lavoro dipendente non significa essere un "fornitore di prestazione" - secondo una concezione mercatistica del lavoro, che è la premessa ideologica del lavoro "in affitto" e le conseguenti degenerazioni - non a caso le peggiori forme di precariato e di sfruttamento si hanno proprio "ragalando" la partita IVA ai "fornitori di prestazioni lavorative".

 

L'impresa implica competizione darwiniana e concorrenza in chiave di sopraffazione, ed estendere la logica "d'impresa" al singolo lavoratore o artigiano o professionista (facendo sentire tutti imprenditori di se stessi) implica una concezione selvaggia della vita.

Così come imporre culturalmnte la missione del posto fisso, in chiave di sistemazione permanente del pater familias, implica una concezione servile della vita.

 

Ma qui, forse , andiamo al di là di ciò che tu volevi come discorso, centrato più sui casi concreti.



#25 occhibianchi

occhibianchi

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Inviato 24 marzo 2021 - 07:07

Nell'arco degli anni ho collezionato molte esperienze lavorative nel privato, esperienze molto diverse l'una dalle altre, sono passato da grandi aziende in cui i titolari si sedevano vicino a me per lavorare o giocare insieme fino all'essere poco più di un oggetto. Purtroppo attualmente, per quanto riguarda il lavoro da dipendente, non posso che evidenziare un forte disagio (settore servizi), forse per chi come me ha delle responsabilità in seno all'azienda in misura minore, ma chi è alla "base della piramide" viene veramente sfruttato, spesso ledendo i diritti del lavoratore stesso, posso elencare alcune pratiche frequenti:

- mancanza degli scatti di anzianità (le coop vengono rinnovate praticamente ogni anno)

- accorpamento dei ratei di tredicesima e di liquidazione compresi nel compenso ordinario.

- imponibile fiscale dimezzato (cosa che si ripercuote su ANF, ferie, malattia... ecc...)

- contribuzione INPS non versata (in casi estremi ho visto anche il mancato versamento del 9,19% a carico del dipendente... praticamente un furto)

- utilizzo dei contratti a tempo determinato la dove non applicabili

- Giornate di malattia a carico dell'azienda non retribuite (primi 3 gg)

 

ecco, da una parte il dipendente ha lo stipendio assicurato, almeno teoricamente, ma è castrato di ogni possibilità finanziaria.

 

Ho anche una piccola impresa, come secondo lavoro, nella quale ho deciso di applicare una politica diversa, ad esempio applicando una paga oraria maggiorata del 30% rispetto alla media di settore, e cercando di "rubare" il minimo indispensabile, ma ti assicuro che applicando questi principi non sopravvivi, puoi farlo solamente se, appunto, lo vedi come un'integrazione all'attività principale. Non affronto il tema "tasse", perché onestamente non ho le skill per affermare se siano esagerate, ingiuste o altro.

 

spero di aver centrato il tema del 3d


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#26 Il Morto

Il Morto

    Pandemio

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Inviato 24 marzo 2021 - 07:34

In un mondo - leggi, sistema socio-economico - che fa coincidere ciò che è giusto con ciò che è utile, e il valore delle cose con il loro prezzo, è facile che qualunque lavoro crei repulsione, non tanto in se stesso, ma per il modo in cui tende a essere vissuto.

A me è capitato di riscontrare, in diverse occasioni, una maggiore, inaspettata serenità e soddisfazione in persone impegnate in attività non-profit, o in persone (a cominciare da me stesso) che di fatto svolgono gratuitamnte-o-quasi un lavoro che in genere si fa per soldi.
Mi accorsi per la prima volta di questo da adolescente, vedendo quanto fosse solare e disteso l'animo di un mio parente da parte di madre, un contadino di Stimigliano, un comunista allegro e con le mani grosse come pale, e gli occhi luminosi come un santo - non in quanto contadino, ma in quanto contadino povero, che andava a zappare un orto in riva al Tevere - non possedeva niente, nemmeno quel pezzetto di terra che andava a coltivare - suo fratello invece era un muratore che aveva fatto i soldi, aveva una rivendita di laterizi e compicciava col sindaco, col parroco, col maresciallo dei carabinieri e con le due agenzie immobiliari della zona, anche lui un uomo fondamentalmente buono, ma la sua era un'allegria nervosa e fragile, che trasmetta più ansia che serenità.
La campagna mette a nudo in modo quasi didascalico le alternative esistenziali e caratteriali, quali il possesso, il valore, il prezzo, la solitudine, la socialità, la misura del tutto, del niente, del troppo, del sufficiente.
Nel contesto metropolitano e commerciale è più difficile vedere gli schemi, ma scavando si torna lì dove dicevo, cioè alla serenità che deriva dal non profit - che non è un'esaltazione del pauperismo, ma consapevolezza di un aspetto troppo spesso sottovalutato dei risvolti pisicologici del lavoro - e anche dei criteri di misura secondo i quaii si dà una patente positiva o negativa a certi modo di affrontare e svolgere un lavoro, per cui sono considerati ammirevoli atteggiamnti umanamnte meschini, come l'egoismo, l'avidità, lo spirito competitivo e di sopraffazione, e l'ubbidienza, la sottomissione, il conformismo, la falsità.


non so se sia veramente così ma profit o non profit trovo immensamente meschino l'atteggiamento in generale.
ora non è che ho perso la fiducia nel valore sociale del lavoro ma gli schemi e il motore del mondo del lavoro adesso non ha nulla di sociale. statale privato o senza guadagno che sia.

trovo che siamo tutti mossi dalle motivazioni sbagliate in relazione al lavoro che facciamo.

di più non oso continuare perché ad oggi il lavoro non nobilita l'uomo
Samsara 1 - Nirvana 0

#27 Ombra gitana

Ombra gitana

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Inviato 24 marzo 2021 - 10:36

non so se sia veramente così ma profit o non profit trovo immensamente meschino l'atteggiamento in generale.
ora non è che ho perso la fiducia nel valore sociale del lavoro ma gli schemi e il motore del mondo del lavoro adesso non ha nulla di sociale. statale privato o senza guadagno che sia.

trovo che siamo tutti mossi dalle motivazioni sbagliate in relazione al lavoro che facciamo.

di più non oso continuare perché ad oggi il lavoro non nobilita l'uomo

 

La conseguenza peggiore, sul piano culturale, della democrazia di massa e del sistema capitalistico portato al proprio acme, è la perdita della speranza - anzi peggio, l'assenza stessa di una prospettiva diversa, o anche la fiducia in una prospettiva diversa, di una qualche dimensione sociale in cui riporre la speranza di un'alternativa - come poteva essere, sia pure con una robusta dose di ottimismo della volontà, la "classe operaia" della società industriale.

Uno stato mentale, questo, che tu hai qui rappresentato molto bene, in modo semplice ed essenziale - on the road, diciamo.

 

Non si tratta di un vuoto di superficie, ossia di un vuoto nella rappresentazione - la terminologia esiste ancora, ma le parole hanno perso il senso, tanto quanto non esiste più una "cultura di classe", che non solo dava il significato, ma dava anche un corpo fisico a certi concetti, un corpo fisico che aveva i suoi confini, le sue dimensioni, i suoi luoghi, le misure di una distanza dai propri obiettivi.

Non esiste trascendenza - ossia la possibilità di un superamento di stato - se non c'è la consapevolezza, anche ipotetica, di uno spazio al di là.

 

In questo vuoto sta la crisi della "sinistra" - la fine della lotta di classe, perché la lotta è stata vinta dal capitalismo liberista, nel momento in cui non esistono più le "classi", ma solo le "categorie sociali".

Quando il lavoro diventa definitivamente una merce, finisce la sua funzione culturale ed esistenziale - parallelamnte a ciò che succede con altre categorie esistenziali, quali la gioventù e la vecchiaia, la cultura e l'ignoranza, l'educazione personale o la rozzezza, etc, diventati non più un modo di essere che caratterizza una persona, ma un "look", un atteggiamento, o peggio ancora un target per la produzione e il commercio.

 

Il non-profit in qualche modo sfugge a questo destino, poiché in effetti non è più "lavoro", in quanto non è più "merce".

Ma possiamo anche vederne il lato negativo, nel fatto che finisce per essere un'espressione di "coscienza" nell'economia di un sistema privo di coscienza, ossia finisce per assumere la funzione di "buona coscienza residuale" - infatti, nonostante il bene che può fare ad altri, l'attività non-profit fa del bene soprattutto a chi lo fa - infatti lo portavo ad esempio di serenità personale soggettiva.



#28 malia

malia

    malia

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Inviato 25 marzo 2021 - 09:48


 

L'impresa implica competizione darwiniana e concorrenza in chiave di sopraffazione, ed estendere la logica "d'impresa" al singolo lavoratore o artigiano o professionista (facendo sentire tutti imprenditori di se stessi) implica una concezione selvaggia della vita.

 

A me sembra di vedere competizione darwinania anche tra i dipendenti pubblici distanti due scrivanie all'interno della stessa stanza.

 

L'istinto a competere (trovare un posto al sole) lo abbiamo ricevuto tutti alla nascita, lo si può manifestare se sei capitano d'impresa e se sei impiegato del catasto.

Per me essere imprenditori  di se stessi (anche quando sei impiegato del catasto) non ha un'accezione negativa,  è legato ad una concezione selvaggia della vita? Si, ma il selvaticume è un aspetto come un altro delle nostre esistenze, ha i suoi risvolti positivi, quindi prima ne prendiamo atto meglio è.

Mettersi nelle condizione di sopravvivere non è essere cattivi o stronzi e lo si fa sempreeeeeee usando i bisogni gli altri, sempre. Anche quando fai il volontario.
 

 

Così come imporre culturalmnte la missione del posto fisso, in chiave di sistemazione permanente del pater familias, implica una concezione servile della vita.

 

Il posto fisso rappresenta la sicurezza per alcuni, il famoso posto al sole. Deriva anche questo dal nostro essere ''selvaggi''.

 

 

Cercare la sicurezza è da selvaggi quanto cercare di sopravvivere cercando di ''emergere''.
 

 

Io ho detto semmai che è il tipo di attività che produce gli atteggiamnti, per ragioni che vanno al di là delle inclinazioni personali.

 

 

Per me non è vero.

Una persona che ha una certa empatia, per esempio, messa a fare l'impiegato, non diventerà mai un ''burocrate'' (per usare i tuoi esempi); così come un amante dell'ordine, della precisione, messo a vendere bibite, non sarà mai un bravo venditore (i famosi danni di cui parlavo prima)

Se sei ladro dentro, lo sei al catasto, lo sei se sei infermiere, ecc o lo sei se fai il volontario.

 

Questa concezione che maneggiare/gestire soldi è pericolo di per sè, e che invece ah, che bello lavoro gratis e me sento meglio, bah...su che cosa si poggia?

I soldi sono un tabù?

 

 

@ occhi

 

la decisione di pagare i tuoi dipendenti il 30% in più, come è nata?



#29 malia

malia

    malia

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Inviato 25 marzo 2021 - 10:17


quindi non riesco a cogliere il senso di quello che vi state dicendo: se perdo questo lavoro prendo il primo lavoro che ha uno stipendio che mi copre le spese che cazzo

Al momento forse non hai le energie (causa famiglia, spese da coprire) per cogliere il senso di quello che stiamo dicendo (ma secondo me lo cogli benissimo :arg:), perchè stiamo filosofeggiando?

Io e qualcun altro queste energie al momento le abbiamo, perchè avendo la pancia diversamente piena (immagino), ci possiamo permettere il lusso di conversare  sul mondo del lavoro nostro e altrui, oltre a farne parte, non da ricchi, ma da comuni mortali.

 

Se pensi che saresti pronto a prendere il primo lavoro che ti capita che ti copre le spese, allora, mi dico, che uno di quelli che sono mossi da motivazioni sbagliate in relazione al lavoro che si fa, sei tu. Sicuramente non tutti.

 

trovo che siamo tutti mossi dalle motivazioni sbagliate in relazione al lavoro che facciamo.

 



#30 Il Morto

Il Morto

    Pandemio

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Inviato 25 marzo 2021 - 10:53

Al momento forse non hai le energie (causa famiglia, spese da coprire) per cogliere il senso di quello che stiamo dicendo (ma secondo me lo cogli benissimo :arg:), perchè stiamo filosofeggiando?

Io e qualcun altro queste energie al momento le abbiamo, perchè avendo la pancia diversamente piena (immagino), ci possiamo permettere il lusso di conversare  sul mondo del lavoro nostro e altrui, oltre a farne parte, non da ricchi, ma da comuni mortali.

 

Se pensi che saresti pronto a prendere il primo lavoro che ti capita che ti copre le spese, allora, mi dico, che uno di quelli che sono mossi da motivazioni sbagliate in relazione al lavoro che si fa, sei tu. Sicuramente non tutti.

 

avevo inteso che non ci stavamo capendo ed in effetti confermo :asdsi:

 

hai quotato esattamente quello che per me è più marginale.

sorvolando sulla questione del privilegio che invece era la parte più importante di quel quote.

 

vedo di spiegarmi meglio in un altro momento. e magari di approfondire.

 

per adesso ti posso solo dire che: discutere dei nostri privilegi rispetto a quello che è il privilegio di un altro trova il tempo che trova

mi piacerebbe capire come mai ci si fionda su una categoria come quella dei dipendenti pubblici vs. noi comuni mortali quando i concorsi pubblici sono lì per tutti.

pertanto se si aspira ai loro privilegi basta iscriversi ad un concorso e tentare di entrare nel carrozzone.

se invece si fa una scelta differente si può comunque discutere ma io proprio per questo ponevo la questione da un altro punto di vista. per me la privilegiata sei te che hai la pancia e le energie e puoi dire di fare/scegliere un lavoro che ti sconfinfera.

 

l'erba del vicino se non sempre più buona è sempre più verde.

 

sintetizzando aveva visto giusto Gufo.

come fai a discutere praticamente di un concetto filosofico come il "lavoro visto dal nostro punto di vista"?


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#31 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 25 marzo 2021 - 11:20

per adesso ti posso solo dire che: discutere dei nostri privilegi rispetto a quello che è il privilegio di un altro trova il tempo che trova

mi piacerebbe capire come mai ci si fionda su una categoria come quella dei dipendenti pubblici vs. noi comuni mortali quando i concorsi pubblici sono lì per tutti.

 

Il settore pubblico innanzitutto è "pagato da noi".

Quindi se l'inefficienza del settore pubblico ricade sulle mie tasche già è un buon motivo per parlarne.

Se l'inefficienza del settore pubblico si riflette sul mio lavoro (e qualunque tecnico geometra, architetto, ingegnere te lo può confermare) è un altro ottimo motivo per parlarne.

Ed io francamente vorrei capire il motivo per cui l'inefficienza del settore pubblico, debba essere tollerata per qualche privilegio ancestrale.

 

Poi chiaramente, il fatto di parlarne non cambia le cose.

Cosa valida per il 99% delle discussioni di ogni forum.

 

Però parlarne aiuta a confrontare punti di vista ed esperienze pratiche. Come ha fatto Occhibianchi per dire.


Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#32 occhibianchi

occhibianchi

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Inviato 25 marzo 2021 - 11:30

@malia

i have a Dream :D

è nata dall'idea di incentivare e fidelizzare i dipendenti, in un lavoro che non è in grado di dare soddisfazioni professionali lo stimolo maggiore è il denaro, un dipendente soddisfatto rende sicuramente di più, se non in quantità sicuramente in qualità, e questo apre ad un'elasticità che altrimenti sarebbe difficile ottenere. questa "filosofia" cozza contro le logiche di mercato attuali, purtroppo il compenso che puoi chiedere al cliente resta basso per la competitività che possono avere le aziende disposte a fare e disfare a scapito del dipendente, e quindi non può essere applicabile a chi fa impresa per sopravvivere o per arricchirsi.

#33 Il Morto

Il Morto

    Pandemio

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Inviato 25 marzo 2021 - 11:44

Il settore pubblico innanzitutto è "pagato da noi".

Quindi se l'inefficienza del settore pubblico ricade sulle mie tasche già è un buon motivo per parlarne.

Se l'inefficienza del settore pubblico si riflette sul mio lavoro (e qualunque tecnico geometra, architetto, ingegnere te lo può confermare) è un altro ottimo motivo per parlarne.

Ed io francamente vorrei capire il motivo per cui l'inefficienza del settore pubblico, debba essere tollerata per qualche privilegio ancestrale.

 

Poi chiaramente, il fatto di parlarne non cambia le cose.

Cosa valida per il 99% delle discussioni di ogni forum.

 

Però parlarne aiuta a confrontare punti di vista ed esperienze pratiche. Come ha fatto Occhibianchi per dire.

 

un conto è l'inefficienza un altro il privilegio.

 

ed infatti sul tema dell'inefficienza hai ragione al 100%.

il fatto che sul dipendente pubblico non vengano fatti controlli non è una questione di privilegi ma di malagestione del settore.

 

il privilegio è quello della sicurezza del posto di lavoro, della pensione baby di quando eravamo giovani e molte altre cose, ma sulla questione dei problemi che generano inefficienza credo sia un altro discorso

 

EDIT: ed aggiungo che il tema è squisitamente politico in quanto sarebbe dovere della politica fare in modo che i settori pubblici si autofinanziassero e diventassero come gestione molto più simile al privato in quanto devono osservare una concorrenza leale. e anche, soprattutto, un uso oculato dei nostri soldi.

il pubblico può essere gestito diversamente in altri campi come la sanità dove le infinite risorse pubbliche vanno a beneficio di tutti i cittadini.

 

è così in molte realtà straniere come la spagna dove (se non ricordo male in una vecchissima puntata di report) sono obbligate ad autofinanziarsi.

 

il pubblico non è mai un privilegio ma semmai una risorsa.

però chiaramente se credi che venga gestito male è palese che lo sia ma il motivo non è di natura elitaria ma di natura politica: tocca il, pubblico ed otterrai una rivoluzione e addio voti.

siamo sempre lì: è il potere non l'impiegato del catasto che si trova a lavorare in un ambiente del cazzo.

e queste cose sono endemiche di certe realtà dove esiste solo il pubblico come lavoro stabile e paradossalmente non esiste lo stato.


Samsara 1 - Nirvana 0

#34 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 25 marzo 2021 - 01:25

il privilegio è quello della sicurezza del posto di lavoro, della pensione baby di quando eravamo giovani e molte altre cose, ma sulla questione dei problemi che generano inefficienza credo sia un altro discorso

 
Il privilegio è quello di non essere soggetti alla logica "meritocratica" per cui se sei bravo lavori, se sei scarso ti licenzio.
E l'inefficienza è la logica conseguenza di questo privilegio.
 

EDIT: ed aggiungo che il tema è squisitamente politico in quanto sarebbe dovere della politica fare in modo che i settori pubblici si autofinanziassero e diventassero come gestione molto più simile al privato in quanto devono osservare una concorrenza leale. e anche, soprattutto, un uso oculato dei nostri soldi.
il pubblico può essere gestito diversamente in altri campi come la sanità dove le infinite risorse pubbliche vanno a beneficio di tutti i cittadini.

Come direbbe qualcuno, tutto è politica.
Soprattutto il trovare un'eventuale soluzione al problema.
Ma prima di tutto, bisogna individuarlo il problema.
 
P:S. Riguardo all'autofinanziamento, che suona come una sorta di "privatizzazione" sono totalmente in disaccordo. (anche se conoscendoti, non penso intendevi espressamente quello.)
Facendo un parallelismo forzato, si rischierebbe quello che succede in certe città con gli autovelox: che vengono installati per fare cassa e non per aumentare la sicurezza sulle strade.
Il valore che produce un servizio pubblico efficiente non è monetizzabile o quantificabile.
Ma è enorme in quanto riguarda ogni aspetto della nostra vita.
 
Facendo un altro parallelismo, il "servizio pubblico" è come l'ufficio amministrazione di una grande azienda, tipo la Fiat per dire: si occupa delle buste paga, della gestione del personale, dei turni, delle ferie...
Fisicamente l'ufficio amministrazione non produce automobili, quindi non produce beni reali nè fa fatturato e non ha senso che si autofinanzi da solo.
Ma se funziona male, tutta la Fiat funzionerà male.
 
E così dovrebbe essere il settore pubblico.


Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#35 Il Morto

Il Morto

    Pandemio

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Inviato 25 marzo 2021 - 02:54

 
Il privilegio è quello di non essere soggetti alla logica "meritocratica" per cui se sei bravo lavori, se sei scarso ti licenzio.
E l'inefficienza è la logica conseguenza di questo privilegio.
 

Come direbbe qualcuno, tutto è politica.
Soprattutto il trovare un'eventuale soluzione al problema.
Ma prima di tutto, bisogna individuarlo il problema.
 
P:S. Riguardo all'autofinanziamento, che suona come una sorta di "privatizzazione" sono totalmente in disaccordo. (anche se conoscendoti, non penso intendevi espressamente quello.)
Facendo un parallelismo forzato, si rischierebbe quello che succede in certe città con gli autovelox: che vengono installati per fare cassa e non per aumentare la sicurezza sulle strade.
Il valore che produce un servizio pubblico efficiente non è monetizzabile o quantificabile.
Ma è enorme in quanto riguarda ogni aspetto della nostra vita.
 
Facendo un altro parallelismo, il "servizio pubblico" è come l'ufficio amministrazione di una grande azienda, tipo la Fiat per dire: si occupa delle buste paga, della gestione del personale, dei turni, delle ferie...
Fisicamente l'ufficio amministrazione non produce automobili, quindi non produce beni reali nè fa fatturato e non ha senso che si autofinanzi da solo.
Ma se funziona male, tutta la Fiat funzionerà male.
 
E così dovrebbe essere il settore pubblico.

 

in merito alla meritocrazia sai bene che nemmeno nel privato è esattamente come dici.

quante volte hai visto esempi di questo attorno a te? promozioni o aumenti non corretti ai tuoi occhi perchè magari conoscenze, etc...

 

nel pubblico questa cosa però, hai ragione, sembra più diffusa. 

ma non mi sento di dire che è così ovunque. un manager nel settore pubblico se è intenzionato a far funzionare le cose applicherà delle logiche.

non tutto il pubblico è lassista.

poi siamo d'accordo che l'idea che c'è è negativa, ma ho visto cose nella multinazionale in cui lavoravo che non sono sane e ho vist relitti andare avanti solo per vicinanza a certe persone con una inefficienza che si propagava ovunque.

 

non sto difendendo il pubblico ma eviterei la guerra tra poveri, diciamo.

 

riguardo al tuo PS: esatto, non intendo privatizzare ma applicare logiche aziendali se si può. non fare cassa ma gestione oculata delle finanze e non sprechi solo perchè ci finanziano le tasse.

 

ritornando alla guerra tra poveri.

non entro nel merito di quello che fai nel tuo quotidiano a lavoro delle responsabilità che hai ma sappiamo bene che il nemico mio tuo etc non è l'impiegato statale che non fa un cazzo, perchè se proprio vogliamo approfondire il discorso del pubblico finanziato da noi, allora parliamo anche del publico che non è finanziato perchè la gente ruba il giusto.

 

dalle mie parti qui si parla di stipendio in busta paga e poi di fuori busta.

cosa è peggiore: l'impiegato fancazzista o l'istituzione di un regime di paghe in nero che sottraggono molto ma molto di più ai servizi rispetto al forestale calabrese che non ha mai visto un bosco.

 

ripeto: la clash pubblico/privato e relativi privilegi nasce in primis perchè lo stato è in grado di dare solo quello in certe realtà.

manca clamorosamente nel sociale e al massimo proliferano i dipendenti pubblici. come una sorta di "non riesco a risolvere un cazzo ma almeno ti do la stabilità"-

al sud o al nord. è indifferente.

 

allarghiamo il discorso e prendiamo gli insegnanti?

ci sono eserciti di precari il cui unico scopo nella vita sembra essere quello di insegnare.

e la politica dietro a cercare di sistemare con la buona scuola o salcazzo cosa questi precari.

precari senza un futuro che non mi dire per loro non esiste nessun altro lavoro al mondo??

 

diciamo che in molti vedono nel pubblico la sistemazione definitiva al punto di non prendere mai in considerazione altro per pagarsi le bollette.

ma chi sbaglia?

scusa non volevo aprire questo tema, ma mi è uscito spontaneo avendo insegnato io da privato (ente regionale da precario roba di quelle scuole professionali. pagavano bene e mi ci mantenevo la droga) e vedendo quanti sopportano la qualunque pur di insegnare persino non avere mai una autonomia economica...

e io ero assunto co.co.co. mica come un supplente di una scuola vera


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#36 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 25 marzo 2021 - 05:01

in merito alla meritocrazia sai bene che nemmeno nel privato è esattamente come dici.
quante volte hai visto esempi di questo attorno a te? promozioni o aumenti non corretti ai tuoi occhi perchè magari conoscenze, etc...
 
nel pubblico questa cosa però, hai ragione, sembra più diffusa.

E' chiaro che anche nel privato ci saranno storture.
Ma il concetto è che se l'obiettivo del privato è massimizzare il profitto, ogni scelta (mediamente) sarà volta in tal senso.
 

ma non mi sento di dire che è così ovunque. un manager nel settore pubblico se è intenzionato a far funzionare le cose applicherà delle logiche.
non tutto il pubblico è lassista.

Ma come abbiamo già detto, non si vuole fare di tutta l'erba un fascio.
Io almeno sto cercando delle ragioni plausibili che possano spiegare questa differenza tra i due mondi lavorativi.
 

poi siamo d'accordo che l'idea che c'è è negativa, ma ho visto cose nella multinazionale in cui lavoravo che non sono sane e ho vist relitti andare avanti solo per vicinanza a certe persone con una inefficienza che si propagava ovunque.

Ma è l'idea che è negativa o è la realtà?
Un po' come dire: è la Juve che ruba tutte le domeniche oppure è solo un vecchio retaggio del passato? :D
 

non sto difendendo il pubblico ma eviterei la guerra tra poveri, diciamo.

Ma io fondamentalmente non capisco perchè una semplice analisi della realtà debba essere vista come una guerra tra poveri.
 

riguardo al tuo PS: esatto, non intendo privatizzare ma applicare logiche aziendali se si può. non fare cassa ma gestione oculata delle finanze e non sprechi solo perchè ci finanziano le tasse.
 
ritornando alla guerra tra poveri.
non entro nel merito di quello che fai nel tuo quotidiano a lavoro delle responsabilità che hai ma sappiamo bene che il nemico mio tuo etc non è l'impiegato statale che non fa un cazzo, perchè se proprio vogliamo approfondire il discorso del pubblico finanziato da noi, allora parliamo anche del publico che non è finanziato perchè la gente ruba il giusto.

 

Ma non vedo perchè io non possa avere come "nemici" sia l'impiegato statale che l'evasore incallito.

Entrambi concorrono a rendermi la vita difficile, diciamo così.

 

dalle mie parti qui si parla di stipendio in busta paga e poi di fuori busta.
cosa è peggiore: l'impiegato fancazzista o l'istituzione di un regime di paghe in nero che sottraggono molto ma molto di più ai servizi rispetto al forestale calabrese che non ha mai visto un bosco.

 

Anche se fosse peggiore il primo caso, non toglie che andrebbe analizzato ed eventualmente combattuto anche il secondo caso.

A meno che i due fenomeni non siano confrontabili in quanto distanti di svariati ordini di grandezza. (un po' come il giro d'affare del farmaco dei reumatismi e dei vaccini. :D )

 

Poi ovviamente c'è sempre qualcosa di peggiore da combattere.

Per quanto mi riguarda il concetto della moneta debito è infinitamente più deleterio di qualsiasi evasore fiscale.

Ma così sono si va da nessuna parte.

 

ripeto: la clash pubblico/privato e relativi privilegi nasce in primis perchè lo stato è in grado di dare solo quello in certe realtà.
manca clamorosamente nel sociale e al massimo proliferano i dipendenti pubblici. come una sorta di "non riesco a risolvere un cazzo ma almeno ti do la stabilità"-
al sud o al nord. è indifferente.

 

[quote]allarghiamo il discorso e prendiamo gli insegnanti?
ci sono eserciti di precari il cui unico scopo nella vita sembra essere quello di insegnare.
e la politica dietro a cercare di sistemare con la buona scuola o salcazzo cosa questi precari.
precari senza un futuro che non mi dire per loro non esiste nessun altro lavoro al mondo??
 
diciamo che in molti vedono nel pubblico la sistemazione definitiva al punto di non prendere mai in considerazione altro per pagarsi le bollette.
ma chi sbaglia?

 

Non lo so chi sbaglia.

Sicuramente sbaglia lo Stato a fare concorsi alla cazzo di cane.

Sbaglia la politica a cambiare le regole ogni 3x2.

Ovviamente coloro che vanno a fare il concorso ci sperano.

Ma se il pubblico avesse regole un minimo logiche (e quindi meno vantaggiose), immagino che in molti prenderebbero in considerazione altre strade.

 

Ora, tornando a questa famigerata "guerra tra poveri".

Da dipendente privato mi danno fastidio i privilegi del pubblico.

Li vorrei anche per me?

No.

Perchè (a mio parere) sono illogici, contro ogni buon senso e comporterebbero in breve tempo il fallimento di ogni ditta.

 

 

 


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Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#37 malia

malia

    malia

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Inviato 25 marzo 2021 - 05:21


 

Ora, tornando a questa famigerata "guerra tra poveri".

Da dipendente privato mi danno fastidio i privilegi del pubblico.

Li vorrei anche per me?

No.

Perchè (a mio parere) sono illogici, contro ogni buon senso e comporterebbero in breve tempo il fallimento di ogni ditta.

Ohhhh, gloria a dio.



#38 Il Morto

Il Morto

    Pandemio

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Inviato 25 marzo 2021 - 05:38

@Ana
evidentemente non afferro minimamente il senso a cui si vuole arrivare e me ne scuso

:asdsi:
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#39 Ombra gitana

Ombra gitana

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Inviato 25 marzo 2021 - 05:42

A me sembra di vedere competizione darwinania anche tra i dipendenti pubblici distanti due scrivanie all'interno della stessa stanza.

 

L'istinto a competere (trovare un posto al sole) lo abbiamo ricevuto tutti alla nascita, lo si può manifestare se sei capitano d'impresa e se sei impiegato del catasto.

Per me essere imprenditori  di se stessi (anche quando sei impiegato del catasto) non ha un'accezione negativa,  è legato ad una concezione selvaggia della vita? Si, ma il selvaticume è un aspetto come un altro delle nostre esistenze, ha i suoi risvolti positivi, quindi prima ne prendiamo atto meglio è.

Mettersi nelle condizione di sopravvivere non è essere cattivi o stronzi e lo si fa sempreeeeeee usando i bisogni gli altri, sempre. Anche quando fai il volontario.
 

Il posto fisso rappresenta la sicurezza per alcuni, il famoso posto al sole. Deriva anche questo dal nostro essere ''selvaggi''.

 

 

Cercare la sicurezza è da selvaggi quanto cercare di sopravvivere cercando di ''emergere''.
 

 

Per me non è vero.

Una persona che ha una certa empatia, per esempio, messa a fare l'impiegato, non diventerà mai un ''burocrate'' (per usare i tuoi esempi); così come un amante dell'ordine, della precisione, messo a vendere bibite, non sarà mai un bravo venditore (i famosi danni di cui parlavo prima)

Se sei ladro dentro, lo sei al catasto, lo sei se sei infermiere, ecc o lo sei se fai il volontario.

 

Questa concezione che maneggiare/gestire soldi è pericolo di per sè, e che invece ah, che bello lavoro gratis e me sento meglio, bah...su che cosa si poggia?

I soldi sono un tabù?

 

 

 

Tu hai esposto in modo ottimamente sintetico una concezione tipicamnte di destra - ancestrale - della società e della vita.

Niente di male, dal mio punto di vista, nel senso che io ho sempre riconosciuto la necessità, anzi l'utilità del prendere atto che questa concezione esiste e anzi è dominante anche nelle società democratiche..

Una consapevolezza utile a capire perché tante buone intenzioni politiche ed esistenziali fanno tanta fatica ad affermarsi, o ad affermarsi pienamnte, consolidandosi e diventando costume.

In termini geopolitici si tratta di una concezione tipicamnte americana, o tatcheriana, in chiave iperliberista e mercatista - se non come modello progettuale, come minimo in quanto giustificazione etica di una vita sociale giocata sulla sopraffazione a tutti i livelli.

Nota - quando dico "di destra" mi riferisco anche a quanto di destrorso si manifesta anche da parte di persone e movimenti di sinistra, nel momento in cui diventano pragmatici, "realistici", nell'esercizio del potere.

Le carte costituzionali europee - così come la dichiarazione del 48 - non esisterebbero, o almeno non nella forma attuale, se rispecchiassero questa concezione a tutto campo, come tu l'hai esposta.

 

 

A me sembra di vedere competizione darwinania anche tra i dipendenti pubblici distanti due scrivanie all'interno della stessa stanza.

L'istinto a competere (trovare un posto al sole) lo abbiamo ricevuto tutti alla nascita, lo si può manifestare se sei capitano d'impresa e se sei impiegato del catasto.

 

Certamnte, tutti possiamo fare a cazzotti con qualcun altro, se c'incazziamo.

Ma nello sport che chiamiamo pugilato fare a pugni è una regola, una necessità incentivata e premiata.

Se stiamo qui per dire che siamo tutti pugili, il thread - che tu stessa hai lanciato - non ha motivo di esistere, o almeno ce la potevamo sbrigare in un paio di battute.

 

Mettersi nelle condizione di sopravvivere non è essere cattivi o stronzi e lo si fa sempreeeeeee usando i bisogni gli altri, sempre.

 

Qualunque lavoro nasce per fornire un servizio o un utilità, o soddisfare un bisogno. E' ovvio.

Ma è il "modo" in cui questo succede che fa la differenza tra uno stronzo e una brava persona - le leggi, le regole vigenti in un ordinamnto o un altro rispecchiano il grado di stronzaggine comunemente accettabile, in certi casi incentivabile o in altri casi condannabile, come colpa o come reato.

L'evoluzione da uno stato "di natura" - il "selvaticume", come lo hai definito tu - a una società organizzata che cerca di esser più civile, sta tutto qui.

 

Questa concezione che maneggiare/gestire soldi è pericolo di per sè, e che invece ah, che bello lavoro gratis e me sento meglio, bah...su che cosa si poggia?

I soldi sono un tabù?

 

Si poggia sull'esperienza e l'evidenza, se si ha questa esperinza e si vuole riconoscere l'evidenza.

Tu avevi chiesto di parlare per esperienza concreta e personale, e io l'ho fatto.

I soldi, il denaro è stata una splendida (funzionalissima) invenzione, come il vino.

Ma l'avidità, specialmente se elevata a regola e a virtù "imprenditoriale", è una maledizione, anche se anch'essa funzionale al sistema capitalistico e aziendalistico - così come l'alcolismo, anche se l'ubriacatura è funzionalissima in guerra, quando biosgna lanciare i soldati ad ammazzare o essere ammazzati.



#40 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 25 marzo 2021 - 06:20

@Ana
evidentemente non afferro minimamente il senso a cui si vuole arrivare e me ne scuso
:asdsi:

Non ti preoccupare.
Come già detto, nessuno qui dà il voto. :asdsi:

Se ti interessa capire meglio, sentiti libero di domandare.
Sarò ben lieto di spiegarmi meglio.

Forse sono io che mi esprimo male, e me ne scuso anche di più.

Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.





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