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La relatività dell'età dell'universo


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2 risposte a questa discussione

#1 Pasquiru

Pasquiru

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Inviato 12 gennaio 2021 - 12:58

INTRODUZIONE

 

Il seguente studio frutto di mie ricerche in campo religioso e scientifico, ha riscontrato, secondo il mio umile sapere, delle incongruenze sull’età dell’universo, perché se non abbiamo un riferimento assoluto sia spaziale che temporale come si fa a dare un’età?

 

Quanti anni ha l’universo, e quanto è grande?  La scienza ufficiale si è data una risposta dicendo che il tempo passato dal Big Bang a oggi è pari a circa 13,82 miliardi di anni. La sua grandezza è quella di una sfera avente un raggio di circa 46 miliardi di anni luce, ed è in continua espansione.

Mediante il telescopio Hubble sono state viste dagli scienziati delle galassie lontane anni luce, pressappoco quanto l’età dell’universo (13,2 miliardi anni). Queste galassie hanno una velocità determinata dallo spazio che si espande nella misura uguale, se non superiore, a quella della luce (300000 km/s). Secondo gli scienziati, questa espansione è dovuta a una energia oscura, detta così perché si vedono gli effetti, ma non si vede e né si capisce da dove viene e che cosa è. Anche per la materia oscura si vedono solo gli effetti gravitazionali.

La cosa incredibile è che dell’universo, con tutti gli strumenti scientifici disponibili (telescopi, radiotelescopi, ecc.) riusciamo a vederne il 5%, perché solo questa parte emette radiazione elettromagnetica. La parte rimanente è composta dal 70% da energia oscura e dal 25% da materia oscura. Quindi, dell’universo conosciamo solo il 5%, e mi sembra assurdo poter assegnare un’età a delle grandezze dell’universo.

Inoltre su questa teoria astronomica ho individuato altre inconcludenze:

L’età dell’universo è all’incirca 13,82 miliardi anni, la distanza dalle più lontane galassie e la Terra è di circa 13,2 miliardi anni luce, pressappoco la stessa quantità. Questo potrebbe essere vero se l’universo fosse statico, come si credeva nel secolo scorso. Ma, come detto sopra, le ultime scoperte parlano di universo in continua espansione. Quindi, o è sbagliata la teoria dell’espansione dell’universo o è sbagliato il calcolo dell’età dell’universo. Faccio un esempio.

Se avessimo un universo statico, e 13,2 miliardi anni fa, fosse partito un raggio di luce dalle galassie più lontane, la Terra sarebbe dovuta stare ferma dove si trova oggi per tutti e 13.2 miliardi di anni per poter oggi vedere il raggio di luce. In tal modo il calcolo dell’età dell’universo (13,8 miliardi anni) sarebbe stato esatto. Ma un universo dinamico e in continua espansione, 13,2 miliardi di anni fa era addensato e tutte le galassie erano vicinissime tra loro, compresa la Terra. In caso contrario, la Terra avrebbe dovuto viaggiare alla velocità della luce dalle galassie più lontane per 13,2 miliardi di anni per potere vedere, oggi, il raggio di luce.

In più, se nell’universo non c’è un punto di riferimento temporale e spaziale assoluto, come si fa a dare una datazione all’età dell’universo? Per esempio parliamo della velocità, di una massa o di una particella oppure di un astro. In fisica la velocità che cos’è? In primo luogo in cinetica, la velocità è una grandezza vettoriale definita come la variazione della posizione di un corpo in funzione del tempo. Bisogna tenere presente però che la velocità è sempre relativa. Per esempio, se parliamo della Terra, essa, viaggia intorno al sole alla velocità di circa 29km/s, insieme al Sole intorno alla nostra galassia a circa 200 km/s, insieme alla galassia viaggiano verso la galassia Andromeda a circa 600 km/s.

Allora se le cose stanno così, come facciamo a stabilire la vera velocità della Terra. Mi domando: forse la velocità che osserviamo non è velocità come la intendiamo noi, bensì uno status della Terra o una caratteristica che in riferimento a un altro corpo, che sia un astro o una particella, che anch’essi a loro volta hanno uno status, la loro differenza di status fa nascere la velocità, che è solo apparente ma in realtà non esiste. C’è da precisare però che un astro o una particella possono cambiare status solo fornendogli energia o togliendola.

Come per la velocità che è status di un corpo così il tempo è una condizione in base alla velocità (o status) perché sono legati tra loro (lo spazio-tempo) come afferma la teoria della relatività di Albert Einstein.

Quindi ogni massa che sia astro o una particella, secondo la propria velocità o status, ha un suo tempo è quindi una propria età.

La scienza moderna secondo me ha la pretesa di spiegare tutto, ma purtroppo non è così, perciò potrebbe, ogni tanto, come disse filosofo greco Socrate, dire un bel “non so”.

Anch’io, secondo le mie conoscenze in astronomia e in campo religioso, ho una teoria e sottolineo teoria sull’origine dell’universo:

In principio c’era il nulla, non esisteva niente, neanche lo spazio siderale. Prendendo spunto dalla Bibbia, nella Genesi, Dio disse: “Sia la luce, e la luce fu”. Cioè Dio crea il fotone. Il fotone è un quanto di energia formato da un’onda elettromagnetica che, in base alla frequenza può avere più o meno energia secondo la formula di Planck  E = h·f  dove

E è l’energia del fotone, h è la costante di Planck e f è la frequenza. Quindi tutta la fisica e la chimica del nostro universo ha origine dal fotone. Se è esatto la formula E= m·c2 allora la massa è uguale all’energia, e che cos’è l’energia se non il fotone? Il fotone con frequenza bassa (poca energia) sono solo delle onde radio, però all’aumentare dell’energia o della frequenza, vediamo che i fotoni subiscono varie trasformazioni, cominciando dalle microonde che eccitano le molecole, sviluppando calore, poi passando agli infrarossi fino ad arrivare alle onde del visibile “la luce”, il nome che Dio ha dato al fotone nella genesi della Bibbia (“sia la luce”). Perciò, permettete che io dica che il fotone è la vera particella di Dio.

I fotoni ad alta energia o frequenza come i raggi gamma acquisiscono una capacità di trasformarsi in massa. In fisica la produzione di coppie, i raggi gamma, interagendo con un nucleo di un atomo, l’energia del fotone incidente è convertita in massa, costruendo una coppia di particelle di elettrone e positrone. Il positrone è un elettrone a carica positiva. In più l’energia eccedente la massa a riposo delle particelle (1,02 Mev) appare come energia cinetica della coppia e del nucleo. Questo fatto denota che i fotoni, sono come un entità in grado di esistere anche nel nulla, ed hanno le capacità di costruire tutte le particelle quando hanno la giusta energia. Inoltre sono particelle complesse e intelligenti che hanno internamente un programma che potremmo definire “DNA fotonico” che li rende come macchine perfette dotati pure da un meccanismo somigliante ai computer quantici moderni.

Quindi la struttura dello spazio secondo me è composto da uno oceano di fotoni programmati a formare lo spazio siderale, prendendo ancora un volta dalla genesi della Bibbia una spiegazione. Dio disse: “ci sia un firmamento in mezzo le acque per separare le acque dalle acque”. Quindi crea l’atmosfera che  sta in mezzo tra gli oceani e lo spazio siderale il primo che sta sotto è composto da onde di acqua  e il secondo composto di onde  di fotoni che sta sopra. Quindi Dio lo spazio lo chiama acque. Poi gli altri fotoni sono programmati per costruire dalla più piccola particella alla più grande.

Nell’attimo in cui Dio disse “Sia la luce”, nacque il Big Bang e tutti i fotoni creati hanno l’immagine dell’universo che dovranno realizzare. Forse alla velocità della luce o forse di più, dove non c’era ne spazio ne tempo, i fotoni programmati a formare lo spazio si espansero creando il tessuto dello spazio siderale, però senza tempo, perché alla velocità della luce il tempo è zero.  

Poi dopo un tempo senza tempo - scusate il gioco di parole - altri fotoni programmati a formare la massa cominciarono a rallentare e si trasformarono in raggi gamma ad altissima energia, dando origine alle particelle, dalla più piccola alla più grande che poi si aggregarono. Nel formare le particelle cominciò a scorrere il tempo che unito allo spazio che già c’era formano lo spazio-tempo. I fotoni nel formare le particelle trasmisero l’immagine dell’universo che dovevano costruire e quindi nacquero i pianeti le stelle, le galassie e tutto il creato che vediamo oggi. C’è da precisare, sempre secondo me, che i corpi celesti (galassie, pianeti,ecc.) furono formati già, distanziati tra loro anni luce, perché lo spazio era già abbastanza espanso.

Da queste considerazioni, si conclude che l’universo sia molto più giovane di 13,8 miliardi di anni e noi non potremo mai sapere la sua età  e la sua grandezza esatta.





#2 Karver

Karver

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Inviato 12 gennaio 2021 - 01:32

le ricerche sono sempre interessanti

ma secondo me non bisogna cercare fuori ma dentro



#3 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

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  • 13574 messaggi

Inviato 18 gennaio 2021 - 10:49

INTRODUZIONE

 

Il seguente studio frutto di mie ricerche in campo religioso e scientifico, ha riscontrato, secondo il mio umile sapere, delle incongruenze sull’età dell’universo, perché se non abbiamo un riferimento assoluto sia spaziale che temporale come si fa a dare un’età?

 

Quanti anni ha l’universo, e quanto è grande?  La scienza ufficiale si è data una risposta dicendo che il tempo passato dal Big Bang a oggi è pari a circa 13,82 miliardi di anni. La sua grandezza è quella di una sfera avente un raggio di circa 46 miliardi di anni luce, ed è in continua espansione.

Mediante il telescopio Hubble sono state viste dagli scienziati delle galassie lontane anni luce, pressappoco quanto l’età dell’universo (13,2 miliardi anni). Queste galassie hanno una velocità determinata dallo spazio che si espande nella misura uguale, se non superiore, a quella della luce (300000 km/s). Secondo gli scienziati, questa espansione è dovuta a una energia oscura, detta così perché si vedono gli effetti, ma non si vede e né si capisce da dove viene e che cosa è. Anche per la materia oscura si vedono solo gli effetti gravitazionali.

La cosa incredibile è che dell’universo, con tutti gli strumenti scientifici disponibili (telescopi, radiotelescopi, ecc.) riusciamo a vederne il 5%, perché solo questa parte emette radiazione elettromagnetica. La parte rimanente è composta dal 70% da energia oscura e dal 25% da materia oscura. Quindi, dell’universo conosciamo solo il 5%, e mi sembra assurdo poter assegnare un’età a delle grandezze dell’universo.

Inoltre su questa teoria astronomica ho individuato altre inconcludenze:

L’età dell’universo è all’incirca 13,82 miliardi anni, la distanza dalle più lontane galassie e la Terra è di circa 13,2 miliardi anni luce, pressappoco la stessa quantità. Questo potrebbe essere vero se l’universo fosse statico, come si credeva nel secolo scorso. Ma, come detto sopra, le ultime scoperte parlano di universo in continua espansione. Quindi, o è sbagliata la teoria dell’espansione dell’universo o è sbagliato il calcolo dell’età dell’universo. Faccio un esempio.

Se avessimo un universo statico, e 13,2 miliardi anni fa, fosse partito un raggio di luce dalle galassie più lontane, la Terra sarebbe dovuta stare ferma dove si trova oggi per tutti e 13.2 miliardi di anni per poter oggi vedere il raggio di luce. In tal modo il calcolo dell’età dell’universo (13,8 miliardi anni) sarebbe stato esatto. Ma un universo dinamico e in continua espansione, 13,2 miliardi di anni fa era addensato e tutte le galassie erano vicinissime tra loro, compresa la Terra. In caso contrario, la Terra avrebbe dovuto viaggiare alla velocità della luce dalle galassie più lontane per 13,2 miliardi di anni per potere vedere, oggi, il raggio di luce.

In più, se nell’universo non c’è un punto di riferimento temporale e spaziale assoluto, come si fa a dare una datazione all’età dell’universo? Per esempio parliamo della velocità, di una massa o di una particella oppure di un astro. In fisica la velocità che cos’è? In primo luogo in cinetica, la velocità è una grandezza vettoriale definita come la variazione della posizione di un corpo in funzione del tempo. Bisogna tenere presente però che la velocità è sempre relativa. Per esempio, se parliamo della Terra, essa, viaggia intorno al sole alla velocità di circa 29km/s, insieme al Sole intorno alla nostra galassia a circa 200 km/s, insieme alla galassia viaggiano verso la galassia Andromeda a circa 600 km/s.

Allora se le cose stanno così, come facciamo a stabilire la vera velocità della Terra. Mi domando: forse la velocità che osserviamo non è velocità come la intendiamo noi, bensì uno status della Terra o una caratteristica che in riferimento a un altro corpo, che sia un astro o una particella, che anch’essi a loro volta hanno uno status, la loro differenza di status fa nascere la velocità, che è solo apparente ma in realtà non esiste. C’è da precisare però che un astro o una particella possono cambiare status solo fornendogli energia o togliendola.

Come per la velocità che è status di un corpo così il tempo è una condizione in base alla velocità (o status) perché sono legati tra loro (lo spazio-tempo) come afferma la teoria della relatività di Albert Einstein.

Quindi ogni massa che sia astro o una particella, secondo la propria velocità o status, ha un suo tempo è quindi una propria età.

La scienza moderna secondo me ha la pretesa di spiegare tutto, ma purtroppo non è così, perciò potrebbe, ogni tanto, come disse filosofo greco Socrate, dire un bel “non so”.

Anch’io, secondo le mie conoscenze in astronomia e in campo religioso, ho una teoria e sottolineo teoria sull’origine dell’universo:

In principio c’era il nulla, non esisteva niente, neanche lo spazio siderale. Prendendo spunto dalla Bibbia, nella Genesi, Dio disse: “Sia la luce, e la luce fu”. Cioè Dio crea il fotone. Il fotone è un quanto di energia formato da un’onda elettromagnetica che, in base alla frequenza può avere più o meno energia secondo la formula di Planck  E = h·f  dove

E è l’energia del fotone, h è la costante di Planck e f è la frequenza. Quindi tutta la fisica e la chimica del nostro universo ha origine dal fotone. Se è esatto la formula E= m·c2 allora la massa è uguale all’energia, e che cos’è l’energia se non il fotone? Il fotone con frequenza bassa (poca energia) sono solo delle onde radio, però all’aumentare dell’energia o della frequenza, vediamo che i fotoni subiscono varie trasformazioni, cominciando dalle microonde che eccitano le molecole, sviluppando calore, poi passando agli infrarossi fino ad arrivare alle onde del visibile “la luce”, il nome che Dio ha dato al fotone nella genesi della Bibbia (“sia la luce”). Perciò, permettete che io dica che il fotone è la vera particella di Dio.

I fotoni ad alta energia o frequenza come i raggi gamma acquisiscono una capacità di trasformarsi in massa. In fisica la produzione di coppie, i raggi gamma, interagendo con un nucleo di un atomo, l’energia del fotone incidente è convertita in massa, costruendo una coppia di particelle di elettrone e positrone. Il positrone è un elettrone a carica positiva. In più l’energia eccedente la massa a riposo delle particelle (1,02 Mev) appare come energia cinetica della coppia e del nucleo. Questo fatto denota che i fotoni, sono come un entità in grado di esistere anche nel nulla, ed hanno le capacità di costruire tutte le particelle quando hanno la giusta energia. Inoltre sono particelle complesse e intelligenti che hanno internamente un programma che potremmo definire “DNA fotonico” che li rende come macchine perfette dotati pure da un meccanismo somigliante ai computer quantici moderni.

Quindi la struttura dello spazio secondo me è composto da uno oceano di fotoni programmati a formare lo spazio siderale, prendendo ancora un volta dalla genesi della Bibbia una spiegazione. Dio disse: “ci sia un firmamento in mezzo le acque per separare le acque dalle acque”. Quindi crea l’atmosfera che  sta in mezzo tra gli oceani e lo spazio siderale il primo che sta sotto è composto da onde di acqua  e il secondo composto di onde  di fotoni che sta sopra. Quindi Dio lo spazio lo chiama acque. Poi gli altri fotoni sono programmati per costruire dalla più piccola particella alla più grande.

Nell’attimo in cui Dio disse “Sia la luce”, nacque il Big Bang e tutti i fotoni creati hanno l’immagine dell’universo che dovranno realizzare. Forse alla velocità della luce o forse di più, dove non c’era ne spazio ne tempo, i fotoni programmati a formare lo spazio si espansero creando il tessuto dello spazio siderale, però senza tempo, perché alla velocità della luce il tempo è zero.  

Poi dopo un tempo senza tempo - scusate il gioco di parole - altri fotoni programmati a formare la massa cominciarono a rallentare e si trasformarono in raggi gamma ad altissima energia, dando origine alle particelle, dalla più piccola alla più grande che poi si aggregarono. Nel formare le particelle cominciò a scorrere il tempo che unito allo spazio che già c’era formano lo spazio-tempo. I fotoni nel formare le particelle trasmisero l’immagine dell’universo che dovevano costruire e quindi nacquero i pianeti le stelle, le galassie e tutto il creato che vediamo oggi. C’è da precisare, sempre secondo me, che i corpi celesti (galassie, pianeti,ecc.) furono formati già, distanziati tra loro anni luce, perché lo spazio era già abbastanza espanso.

Da queste considerazioni, si conclude che l’universo sia molto più giovane di 13,8 miliardi di anni e noi non potremo mai sapere la sua età  e la sua grandezza esatta.

Allora diciamo che in principio non c'era il nulla ma c'era Dio........






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