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La via della libertà


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5 risposte a questa discussione

#1 Karver

Karver

    Utente Senior Plus

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  • 989 messaggi

Inviato 20 dicembre 2020 - 10:16

sono ormai anni che antropoleggio per conquistarmi un po' di libertà

chi mi conosce bene sa che parlavo spesso di tecniche per ricordare da dove origina il nostro passato

quella è solo la prima via

la seconda via è la cultura 

la cultura che si trova nei film, nei libri e in tutte le cose di questo mondo persino nei sassi

ma bisogna stare attenti

perchè non tutto si sposa con l'individualità di ognuno

per esempio io ho scoperto che ultimamente sono incline al perdono

ma il punto è questo,,,chi mi spinge a perdonare? Secondo le mie ricerche di questi lunghi 10 anni il perdono mi sarebbe stato inculcato da buddha da osho e da altri

allora io devo rammentare appunto ricapitolare per capire se fa per me o no

perchè più una persona è spinta a fare un'azione più significa che è stato condizionato

e qui che entra in gioco il ricordare la propria origine

tornando alla cultura

guardando il documentario sulle brigate rosse ho ritenuto opportuno le indicazioni del generale dalla chiesa sul come lui capiva le brigate rosse allora io capisco le cose della società e uso gli stessi metodi

non tralascio niente, analizzo il contesto e cerco di capire come pensano le teste di ogni individuo

si può usare la volontà per farsi una propria posizione su ogni cosa

ma sarà solo il ricordo a stabilire qual'è la migliore via per noi 





#2 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

    Utente ragionevole

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  • 1529 messaggi

Inviato 20 dicembre 2020 - 11:36

La nostra origine è passato. La cultura in quanto continuamente aggiornata e integrata con nuovi dati rappresenta il futuro. Sono tutte catene - che ci allontanano dall'Essere, dalla realtà. Libertà invece è l'istante presente, dove se no?



#3 malia

malia

    malia

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  • 9169 messaggi

Inviato 21 dicembre 2020 - 10:01

Se ho capito bene quello che dice Karver, è qualcosa su cui sono d'accordo, anche se forse io userei termini un po' diversi. Karver, nu me segnalare pure tu, però... :mrgreen:

 

Ricordo del passato è da intendersi come ricordo della propria essenza, che a volte può coincidere con un periodo di vita passato, essenza che nel corso della vita viene offuscata ai ''nostri occhi'' da roba varia stratificata. La cultura è un mezzo per levare questi strati.

Quando dice che la cultura si trova nei sassi immagino, ma correggimi, intende che anche dai sassi riesci ad apprendere cose utili a te stesso.

 

Sono anche d'accordo sul fatto che bisogna sempre valutare se un comportamento, un'inclinazione, anche lodevole, come il perdono, fa per noi, cioè se è uno strumento buono nella mani della nostra essenza, o se è solo roba inculcata. L'inclinazione al perdono, inculcato, non è roba buona.

 

si può usare la volontà per farsi una propria posizione su ogni cosa

ma sarà solo il ricordo a stabilire qual'è la migliore via per noi

 

 

Vero:  siamo noi, con la nostra volontà, la nostra ragione a fare delle scelte, spesso. Ma quelle scelte  fatte con la nostra volontà spesso non sono quelle giuste per noi, perchè la nostra volontà è spesso corrotta da porcherie varie.

Solo il ricordo, da intendersi non come azione legata ad un tempo passato, ma legata al cuore, proprio dall'etimologia della parola, è la strada migliore da percorrere per scelte giuste per noi.



#4 Karver

Karver

    Utente Senior Plus

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  • 989 messaggi

Inviato 21 dicembre 2020 - 04:53

 

Se ho capito bene quello che dice Karver, è qualcosa su cui sono d'accordo, anche se forse io userei termini un po' diversi. Karver, nu me segnalare pure tu, però...  :mrgreen:

vuol dire che c'è qualcuno ancora sveglio 

 

 

Ricordo del passato è da intendersi come ricordo della propria essenza, che a volte può coincidere con un periodo di vita passato, essenza che nel corso della vita viene offuscata ai ''nostri occhi'' da roba varia stratificata. La cultura è un mezzo per levare questi strati.

Quando dice che la cultura si trova nei sassi immagino, ma correggimi, intende che anche dai sassi riesci ad apprendere cose utili a te stesso.

l'esperienze sono un metro per valutare le cose però l'importante è non ripetersi sempre altrimenti creeremo delle incrostrazioni, bisogna comunque ricordare profondamente anche durante le nostre giornate 

ci sono periodi come l'alba oppure nei parchi per fare questo

poi se col tempo uno si contraddice perchè acquisce altre esperienze allora le mette assieme e le valuta e vede perchè ha scelto diversamente col tempo

per esempio per 3 mesi dico l'amica che corre assieme a me la mattina al parco è brutta perchè ha tatuaggi poi dopo 2 settimane dico è cattiva perchè i tatuaggi sono immoralistici

qual'è la verità? Bisogna analizzare attentamente su cosa ci basiamo 

 

Sono anche d'accordo sul fatto che bisogna sempre valutare se un comportamento, un'inclinazione, anche lodevole, come il perdono, fa per noi, cioè se è uno strumento buono nella mani della nostra essenza, o se è solo roba inculcata. L'inclinazione al perdono, inculcato, non è roba buona.

vedisi sopra

 

 

Vero:  siamo noi, con la nostra volontà, la nostra ragione a fare delle scelte, spesso. Ma quelle scelte  fatte con la nostra volontà spesso non sono quelle giuste per noi, perchè la nostra volontà è spesso corrotta da porcherie varie.

Solo il ricordo, da intendersi non come azione legata ad un tempo passato, ma legata al cuore, proprio dall'etimologia della parola, è la strada migliore da percorrere per scelte giuste per noi.

 

la volontà si allena mediante interessi e lavorando con la legge dell'equilibrio

tipo io ora sto dando troppa importanza allo sciamanesimo e alle tecniche devo mollare un po'

quindi inizio a interessarmi dei cartoni animati, dei manga e altro



#5 Karver

Karver

    Utente Senior Plus

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Inviato 22 dicembre 2020 - 01:23

l'osservazione che ho fatto in questa notte di luna calante 

è questa

perchè c'è sempre da apprendere rivalutare e migliorare

io sono anni che seguo Hector Cuper l'ex allenatore dell'inter

le sue filosofie sono lavoro-fortuna-silenzio e già aprii un topic su di lui su questo forum

insomma il punto focale è questo

a parte la solita rammentazione quindi ricordare la provenienza di se stessi

l'altro punto di chiara osservazione è il chi è 

Lisistrata vecchia utente di cn tempo fa mi disse "chiediti sempre chi è e chi vuole questa cosa"

quindi sul chi è si applica il non fare

e di conseguenza poi tutto il lavoro

al massimo puoi usare la volontà per rimettere le cose apposto

ma anche quello che ho fatto in questi giorni blocca la legge dell'equilibrio perchè tu non lasci fluire libera l'energia

si sa che il non fare come ho letto in altri forum è un solitario psicologico

tutte le cose che si possono, o non possono, vogliono, o non vogliono fare devono essere monitorate costantemente per riprendere il proprio identificato

a questo si aggiunge l'autocontrollo

quindi disciplina, pazienza, controllo e tempismo

 

 

ripeto non sono cose mie sono studi che umilmente ho conseguito e sempre umilmente ringrazio chi me li ha insegnati 



#6 Karver

Karver

    Utente Senior Plus

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Inviato 11 gennaio 2021 - 09:34

Se ho capito bene quello che dice Karver, è qualcosa su cui sono d'accordo, anche se forse io userei termini un po' diversi. Karver, nu me segnalare pure tu, però... :mrgreen:

 

Ricordo del passato è da intendersi come ricordo della propria essenza, che a volte può coincidere con un periodo di vita passato, essenza che nel corso della vita viene offuscata ai ''nostri occhi'' da roba varia stratificata. La cultura è un mezzo per levare questi strati.

Quando dice che la cultura si trova nei sassi immagino, ma correggimi, intende che anche dai sassi riesci ad apprendere cose utili a te stesso.

 

Sono anche d'accordo sul fatto che bisogna sempre valutare se un comportamento, un'inclinazione, anche lodevole, come il perdono, fa per noi, cioè se è uno strumento buono nella mani della nostra essenza, o se è solo roba inculcata. L'inclinazione al perdono, inculcato, non è roba buona.

 

 

Vero:  siamo noi, con la nostra volontà, la nostra ragione a fare delle scelte, spesso. Ma quelle scelte  fatte con la nostra volontà spesso non sono quelle giuste per noi, perchè la nostra volontà è spesso corrotta da porcherie varie.

Solo il ricordo, da intendersi non come azione legata ad un tempo passato, ma legata al cuore, proprio dall'etimologia della parola, è la strada migliore da percorrere per scelte giuste per noi.

hai visto lo sfidante sui volador? Dice l'autore che c'è un compagno con noi

se tentiamo di protestare soffoca le nostre proteste

se tentiamo di agire liberamente non ce lo permette

questo sfidante io lo identifico con il nostro passato più cattivo

cioè quella persona o quell'insieme di persone che ci hanno ingabbiato psicologicamente nell'infanzia






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