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Politica e società


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149 risposte a questa discussione

#41 Piter

Piter

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Inviato 06 maggio 2021 - 12:35

La politica è uno specchio della società che la esprime, questo è pacifico ; ma le conseguenze della mancanza di serietà della politica possono essere devastanti, di esempi c'è ne sono a iosa.

 

E come i video di cui sopra insegano, la storia non insegna nulla ai sapiens - ecco perchè gli alieni si tengono alla larga - .

 

Da https://www.globalis...ia-2079426.html

 

"Guai a seguire sul Covid le follie della destra: non dobbiamo fare la fine di Brasile e India
 

La politica smetta di inseguire i sondaggi, avere paura dei demagoghi e degli amici dei negazionisti e inseguirli dei loro deliri. Tutti vogliamo riaprire ma non al prezzo di migliaia di morti in più

 

In questo paese siamo arrivati al paradosso secondo il quale chi avverte che la pandemia è lungi dall’essere finita e che ci vuole prudenza è un nemico del popolo.
Mentre chi incita alla rimozione delle regole è un amico della gente.

Sembra incredibile ma è così, perché in Italia - e non solo in Italia - c’è una parte della classe politica che si agita e si muove non pensando all’interesse generale ma seguendo i sondaggi e subendo le pressioni delle varie corporazioni che possono essere un loro bacino elettorale.
Eppure tutti gli esperti sanno perfettamente che in questa situazione molte riaperture - il famoso rischio ragionato di Draghi - si tramuteranno in un rialzo dei contagi e, di conseguenza dei morti. E fa male pensare che di questi morti non importa nulla a nessuno, anzi i dati quotidiani sono vissuti con indifferenza se non addirittura come un fastidio.
Non so se ci avete fatto caso: ma in queste settimane quella classe politica che parla in maniera scomposta e propagandistica solo di riaperture non ha speso una sola parola per i 300-400 morti che si registrano ogni giorno.
Ma non basta. Nella furia furia demagogica si è arrivati a invocare la cancellazione di tutte le residue misure di prudenza come se il Covid fosse finito e fosse solo un ricordo del passato.
Questi ignoranti non sanno o non vogliono dire che la pandemia (si chiama così perché va combattuta a livello globale e non comunale) ha registrato una preoccupante crescita negli ultimi due mesi e questo non può essere bellamente ignorato.
Forse è arrivato il momento di dire basta e di non inseguire le follie di chi con le sue ricette è disposto a portare l’Italia al disastro.
Sono - ma non solo - gli stessi sovranisti ammiratori di Trump e di Bolsonaro, due loschi figuri che a forza di strizzare l’occhio ai negazionisti e affini hanno spianato la strada al virus che ha ucciso soprattutto i più indifesi e i più poveri
.
Nel Brasile siamo arrivati alle fosse comuni, negli Stati Uniti è arrivato Biden e almeno lì la deriva si è fermata.
Egualmente in India il presidente nazionalista Modi, dopo aver contenuto a lungo la pandemia con le buone o con le cattive, ha ceduto alle pressioni dei settori economici e religiosi per allentare le misure e adesso il paese è al collasso, in una vera e propria tragedia umanitaria che sarà devastante per la stessa economia.
La storia pur breve del virus non ha insegnato niente? La cronaca non ha insegnato niente?
Sarebbe il caso di essere seri e fermi questa volta. E di dire la verità: andare dietro alle ricette dei fan di politici responsabili di fosse comuni o di roghi dove bruciare i cadaveri è follia.
Un medico ad un paziente che ha bisogno di un urgente intervento chirurgico non gli consiglierebbe mai di andare ad abbronzarsi al mare anziché di ricoverarsi solo per farlo uscire contento dallo studio.
La politica smetta di inseguire i sondaggi, avere paura dei demagoghi e degli amici dei negazionisti e inseguirli dei loro deliri.
Si riaprirà gradualmente quando c’è ne saranno le condizioni. Nel frattempo ogni scorciatoia e ogni forzatura significherà solo condannare a morte altre migliaia di italiani.
Il Brasile insegna, l’India insegna. Non vi girate dall’altra parte."


E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero
Le labbra si macchiano e le macchie sono un segno di riconoscimento
E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero




#42 Piter

Piter

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Inviato 20 maggio 2021 - 11:15

Va da sè che le cose della politica poi hanno un riflesso negli stornelli dei cantastorie.

 

Correva l' anno 1896 *

 

 

"Se rubi una pagnotta a un cascherino - crak!
te ne vai dritto in cella senza onore; - crak!
se rubi invece qualche milioncino ...
"

 

 

Leggiamo nel 2021

 

"Licenziata per aver regalato due gamberi dal valore di 21 centesimi, ..."
 

https://www.ilfattoq...nnizzo/6203300/

 

 

"Vitalizi restituiti ai condannati,"

 

https://qds.it/vital...nato-formigoni/

 

E dire che sono passati piu' di cento anni e quello stornello è sempre d'attualità

 

Se a Pantalone va bene così *** che dire ...

 

*

https://it.wikisourc...ck_delle_banche

 

 

 

***

https://www.adnkrono...ujbldBfvZN6UlDb

 

https://www.adnkrono...Z4I1oRK4SvdjkZ2


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#43 Karver

Karver

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Inviato 20 maggio 2021 - 07:34

22 anni fa l'omicidio di massimo d'antona da parte delle brigate rosse



#44 Piter

Piter

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Inviato 21 maggio 2021 - 12:23


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#45 Piter

Piter

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Inviato 21 maggio 2021 - 12:28

doppio , sorry


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#46 Piter

Piter

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Inviato 21 maggio 2021 - 12:30


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#47 Piter

Piter

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Inviato 21 maggio 2021 - 12:39

Anche il cinema è uno specchio della società di una data epoca, questo è pacifico .

 

E nel cinema d'oltreoceano troviamo diversi film del ben noto Rambo, il povero che combatte per conto dellapolitica dei  ricchi le repubbliche popolari e che va in giro a torso nudo;  e fa questo gratis, caso mai i ricchi si dovessero sprecare a dargli uno stipendio con cui potersi comprare qualche vestito magari al mercatino dell' usato .

 

Ma passi questo aspetto folcloristico ma esaminiamo con un attimo di distacco i film di rambo:

 

http://trovacinema.r...i-conti/340757/

 

"Rambo sempre più violento, ecco i conti

I numeri della saga: dal 1982 al 2008

Sempre più sangue. Sempre più morti. Sesso zero.

John Muller, professore di studi sulla sicurezza dell'Università dell'Ohio, ha fatto i conti. Ha guardato e riguardato i quattro film di Rambo realizzati da Sylvester Stallone e con un pallottoliere si è messo a contare.

Oggi il Los Angeles Times pubblica i suoi risultati e così veniamo a scoprire che, se nel primo Rambo, quello del 1982, Stallone si limitava ad ammazzare un "cattivo", in quest'ultimo John Rambo (nei nostri cinema il 22 febbraio) i "bad guys" crollati sotto i colpi dell'eroe sono ben 83. Ma le cose non sono peggiorate solo per loro: anche i buoni caduti per azione dei cattivi hanno avuto un boom esponenziale, sono arrivati a superare gli stessi cattivi. Nel primo film non moriva nessun "good guy", in questo ultimo episodio ben 113.

Quello che sembra emergere dai conti del professor Muller è dunque che il mondo è peggiorato dall'inizio degli anni Ottanta ad oggi. Ma in modo graduale: in 'Rambo' un morto, in 'Rambo 2- La vendetta' 69, in 'Rambo III' 132 e in quest'ultimo 236 con una media di morti per minuto di 2,59.

I calcoli non finiscono qui: se nel primo film si doveva aspettare quasi mezz'ora prima di vedere qualcuno morire, nell'ultimo l'attesa è molto più breve, solo 3 minuti e 4 secondi. Ci sono solo due cifre che sono diminuite: il numero di volte in cui Rambo viene colpito senza particolari conseguenze e il numero di buoni torturati dai cattivi.

SESSO ZERO - C'è un solo dato che non cambia mai: il sesso. Non ce n'è né nel primo, né nel secondo, né nel terzo, né nel quarto. Ma la castità non lo ha salvato dalla scure della Motion Picture Association of America, la censura americana; il film è stato vietato ai minori di 17 anni se non accompagnati da un adulto. Chissà cosa deciderà la commissione italiana."

 

Questa era uan recensione del 2008.  Non oso immaginare cosa potrà mai emergere da una eventuale versione 2021, ma è facile immaginarlo dai tanti piccoli rambo  da tastiera he la politica reazionaria sforna .


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#48 Piter

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Inviato 21 maggio 2021 - 08:12

Torna a Surriento”, una delle canzoni napoletane più famose

 

 

Dicono* che

 

"Siamo nel 1902, più precisamente tra il 15 e il 17 settembre.

Giuseppe Zanardelli, l’allora Presidente del Consiglio, per mantenere fede ad un impegno assunto nel marzo del 1901 si recò in visita ufficiale a Sorrento prima di proseguire alla volta della Basilicata. Lo scopo del suo viaggio era quello di vedere con i propri occhi i problemi che affiggevano una delle regioni più povere della penisola in modo tale da sviluppare al meglio il progetto di intervento straordinario dello Stato nel Mezzogiorno. E fu proprio in quel di Sorrento che Zanardelli divenne protagonista, a sua insaputa, di un episodio abbastanza curioso.

 

Giuseppe decise di alloggiare presso il Grand Hotel della città, di proprietà del sindaco Guglielmo Tramontano. A quei tempi la situazione a Sorrento era catastrofica. Strade sconnesse, case diroccate, servizi inesistenti. Per invogliare l’illustre ospite a fare qualcosa per Sorrento, il sindaco chiese ad Ernesto e Giambattista De Curtis di comporre una canzone in onore di Giuseppe Zanardelli....."

 

Dopo oltre 100 anni ....

 

https://it-it.facebo...?type=3

 

 

 

*

https://www.vocedina...amose-al-mondo/


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#49 Piter

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Inviato 23 maggio 2021 - 12:50

Una vicenda, Ludwig*, di alcuni decenni fa descritta da nonciclopedia:

 

https://nonciclopedia.org/wiki/Ludwig

 

 

 

*

https://it.wikipedia...(serial_killer)


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#50 Piter

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Inviato 07 giugno 2021 - 12:08

Di là c'è un 3ad su un'altra leggenda metropolitana dei nostri tempi:  l'esistenza del lavoro, tutti lo cercano ma, come lo Yeti o gli ufo, in giro non se ne vede .

 

La quint'essenza è qui in questo posti di un sito di satira, post che non fa ridere *

 

https://www.facebook...?type=3

 

 

 

*

nemmeno questo fa ridere

 

https://www.facebook...?type=3


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#51 Ignorante

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Inviato 11 giugno 2021 - 04:13

https://www.ilfattoq...omagna/6226429/

 

quante chiacchiere abbiamo sentito finora? quante stronzate ideologiche o di forma abbiamo letto? questa è una delle realtà dei fatti che viviamo in italia, ogni giorno, da decenni (da secoli a essere pignoli, ma vabbè), di conseguenza si capisce perchè bisogna attaccare conte e il m5s, reddito di cittadinanza, salario minimo garantito, controlli a tappeto con multe salate agli evasori, controlli sulle licenze demaniali, così come si capisce perchè NON riusciamo a far diminuire il debito pubblico. eppure bisogna continuare sentire le cazzate di certa gente, eteroguidati dalla propaganda di chi protegge questi signori (a partire da confindustria) che consapevolmente o meno, avallano questo schifo (per inciso, NON riguarda solo il settore turistico), che poi puntualmente si lamentano di quello che NON va nella nostra nazione senza rendersi conto che loro stessi fanno parte di questo ingranaggio perverso e ne sono parziale causa.

di questi analfabeti funzionali però, sono due le tipologie che dovrebbero fare più schifo, quelli di sinistra che dovrebbero proteggere i diritti dei lavoratori per "mandato ideologico", e gli intellettuali che dovrebbero comprendere cosa sia il diritto al lavoro e la dignità di un cittadino. 


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#52 Ombra gitana

Ombra gitana

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Inviato 12 giugno 2021 - 11:02

Di là c'è un 3ad su un'altra leggenda metropolitana dei nostri tempi:  l'esistenza del lavoro, tutti lo cercano ma, come lo Yeti o gli ufo, in giro non se ne vede .

 

La quint'essenza è qui in questo posti di un sito di satira, post che non fa ridere *

 

https://www.facebook...?type=3

 

 

 

*

nemmeno questo fa ridere

 

https://www.facebook...?type=3

 

Questo andazzo dura da anni - già dagli anni 90, quando ha cominciato ad affermarsi il lavoro in affitto e la pratica di considerare il lavoratore un "imprenditore di se stesso", cioè in sostanza un titolare di partita IVA, parallelamente al dilagare dell'esternalizzazione del lavoro, affidato alle finte cooperative.

 

Il tutto, con lo scopo - o comunque certamnte con la conseguenza - di avere dei reddti non solo precari, ma di importo miserabile, indecente.

 

Si dibatte e ci si accanisce sul "quando" si va in pensione (scaloni, quota 100, età, etc) e si glissa - anzi si ignora totalmente - il "quanto", ossia l'importo delle pensioni, che è miserabilmente basso, per cui essere pensionati equivale a essere automaticamnte poveri.

Pensionati poveri, e lavoratori poveri.

 

Ma a monte di questo c'è un'economia povera, nel senso che - come si vede - si parla di lavori stagionali, o di lavori per i quali servirsi di lavoratori occasionali, di transito, in affitto, dequalificati.

Il settore turistico e ristorazione soffre di un'offerta (imprese) superiore alle possibilità di assorbimento del mercato, per cui un numero eccessivo di imprese deve dividersi una clientela che per quanto vasta non è illimitata.

 

Si parla di povertà - e quindi di di assistenza - ma si parla troppo poco dei meccanismi economici, sociali e politici per cui esiste questa povertà.

Adesso, causa Covid, c'è un afflato emozionale, c'è la sensazione di emergenza nazionale, e l'ansia di "ripartire" - cioè di riprendere la strada di prima, i consumi di prima, l'andazzo di prima.

Pare che ben pochi - specialmente a livello politico - si chiedano se quel "prima" andava bene - e non parlo solo delle disuguaglianze e delle vergogne corporative o clientelari, ma parlo del fatto che proprio il lockdown del Covid ha fatto sembrare che l'Italia fosse strangolata dal fatto che la gente non potesse andare a mangiare al ristorante o in discoteca - una tragedia, non solo spirituale, ma economica.

 

E' possibile che siamo un paese di baristi e di camerieri, e di cubiste e di buttafuori da discoteca - mentre i nostri ragazzi laureati se ne scappano all'estero?

E' possibile che il discorso sul lavoro, il futuro, i giovani si deve ridurre a guardare se c'è qualcuno seduto sul divano, invece di andare a scaricare le cassette di pesce al mercato o a servire boccali di birra in un pub?



#53 Piter

Piter

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Inviato 12 giugno 2021 - 01:33

A pantalone va bene così , che te devo dì .

 

E anche questo ha dei risvolti inaspettati, a breve li metteranno lì nelle trasmissioni tv di divulgazione scientifica *:

 

"Salvini si dichiara sia a favore che contro e inventa il blocco dei licenziamenti quantistico"

 

https://www.lercio.i...ti-quantistico/

 

 

*

Si diceva un tempo che il pensiero dominante in una data epoca è quello della classe dominante di quella data epoca.

 

Ora non sono uno storico per verificare questo, ma se uno vuole farsi un' idea di quale sia il pensiero dominante oggi basta vedere un attimo la tv con un minimo di freddezza.

 

Mi spiego con degli esempi:

 

 

 - Sulle tv satellitari ci sono delle trasmissioni che spiegano come sono fatti gli oggetti  del nostro quotidiano; bene, belel trasmissioni, ma in esse c'è sempre un grande assente: il proletariato;  sia che si tratti di spiegare come vengono fatti i succhi di frutta, sia come viene fatta una lampadina, l' intera trasmissione è un primo piano su linee automatiche di produzione  senza nessuna presenza umana.

 

- Ci sono poi altre trasmissioni che parlano di aste (box o conatneir abbandonati): i protagonisti, sia ben chiaro estremamente simpatici -  , sono degli "imprenditori di se stessi" che cercano di guadagnare qualche dollaro affidansi alla fortuna di trovare  roba usata avente un qualche valore.

 

- Altre trasmissioni mostrano degli improbabili "Henry Walton Jones, Jr." che cercano minerali prezioni ai 4  angoli piu' sperduti ed ostili del pianeta.

 

E così via, dal riparare auto usate da rifilare a qualcuno, al banco dei pegni, al mercatino dell' usato e così via .

 

Ma la cosa piu' allucinante si vede nelle trasmissioni dedicate alla sicurezza dei confini : queste trasmissioni mostrano le gendarmerie di mezzo mondo impegnate a controllare che sostanze non autorizzate entrino nel loro paese ; sonouan passarella continua su dei poveri cristi beccati con qualcosa - mai una volta che becchino un pezzo grosso -;  la cosa che fa accapponare la pelle è quando se la prendono con i poveri cristi che cercano un qualche lavoro per sfuggire alla miseria: sono trattati peggio di trafficanti di sostanze illecite.

 

Si certo, il controllo dei flussi migratori e quant'altro, ma mettere sullo stesso piano chi cerca lavoro e chi fa traffici illeciti, bè questo riassume in maniera chiara il pensiero attualmente dominante .

 

Tutta questa letteratura televisiva, per quanto ben fatta, è la reificazione del pensiero noto "come "edonismo reganiano"   e ha il piu' che palese scopo di far ingoiare al pubblico il rospo del declino, voluto dalla politica, della classe media.


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#54 Piter

Piter

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Inviato 12 giugno 2021 - 01:50

"Impopolari di tutto il Paese unitevi: il viaggio satirico di Luca Bottura
 

...una descrizione feroce e dissacrante l'Italia tragicomica di questi anni bui, la disamina della nostra classe dirigente, dei partiti populisti e non populisti e dei loro leader"

 

https://www.globalis...ra-2082194.html

 

"Se siete come il personaggio della vignetta di Altan che si chiede "che cosa ho fatto per dover nascere di sinistra?". Se siete un simpatizzante del Pd che cercava "un senso a questa storia" ma ha scoperto che quella storia "un senso non ce l'ha". Se vi chiedete come sia stato possibile che Renzi sia diventato segretario di quello che dovrebbe essere il maggior partito della sinistra, Giggino Di Maio ministro degli Esteri, Salvini ministro degli Interni. Se seguite la politica e non riuscite a capacitarvi che i Cinquestelle siano potuti diventare il primo partito italiano, che la Lega Nord prenda i voti del Sud e che "i populisti che odiano il popolo" si apprestino a prendere il potere col voto del popolo. Se rientrate in una di queste categorie non vi dovete perdere il saggio satirico di Luca Bottura "Manifesto del Partito Impopolare" (Einaudi). E se siete grillini, nell'incipit del libro c'è anche un tutorial per la comprensione della lettura.

 

A 182 anni dalla nascita di Karl Marx, Bottura descrive in modo feroce e dissacrante l'Italia tragicomica di questi anni bui, fa la disamina della nostra classe dirigente, dei partiti populisti e non populisti e dei loro leader, in un Paese dominato dalle mafie e dall'evasione fiscale che però se la prende con gli immigrati, i più deboli, le minoranze, i diversi. Con i populisti impegnati nella "loro goffa arrampicata verso il potere", le destre che seminano odio per lucrare consenso, i progressisti che continuano a inseguire un centro che si sposta sempre più a destra, il Pd che dopo vent'anni ancora non sa rispondere all'implorazione che Nanni Moretti rivolse a D'Alema: "Dì una cosa di sinistra".

 

"Ma non sarà che il consenso è sopravvalutato? Forse - azzarda l'autore - per perdere con stile o vincere per fortuna basterebbe dire o fare qualcosa di impopolare". Così lancia il suo appello: "Impopolari di tutto il mondo unitevi!". Costruisce il Manifesto impopolare con gli articoli della Costituzione "più bella del mondo". Elabora il programma di governo del Partito impopolare partendo dalla lotta alle mafie e agli evasori. Scrive l'inno impopolare: "Su fratelli, su compagne/su, venite in fitta schiera/la questione qui è severa/non è tempo per Netflix". Mette nel pantheon impopolare Romano Prodi e Tina Anselmi, Giorgio Ambrosoli e Guido Rossa, Adriano Olivetti e Tommaso Padoa Schioppa ("le tasse sono una cosa meravigliosa"), Laura Boldrini e Antonio Megalizzi, ma anche Raymond Carver, Ada Merini e Rocco Tanica. E si prepara alla decisiva battaglia che nel 2025 opporrà i populisti e le destre agli impopolari.

 

Un libro che fa ridere, incazzare e riflettere. Una lettura catartica per chi ha la sfiga di essere nato di sinistra. Bottura non fa sconti a nessuno, a destra come a sinistra. Meloni? "Con la disintegrazione personale e politica del fondatore di Alleanza Nazionale (Gianfranco Fini) - scrive - è sparita la prospettiva di una destra che sapeva di dover elaborare il proprio disonore". E ora Giorgia "ha saldato il proprio elettorato alla destra più estrema raccogliendo i peggio compagni di strada, dai poliziotti che amano i picchiatori agli 'ndranghetisti, ai nostalgici del fascismo". Salvini? "E' uno di quelli che al liceo ti chiedevano una paglia in prestito e si fottevano l'accendino. Uno che andava al Leoncavallo per la figa. Approccia la politica con l'etica di un sampietrino. Non crede una parola di quel che dice. Non è un politico, è un teatrante. Un Carmelo Male situazionista". Renzi? "Il più populista dei politici italiani che si pone come argine al populismo. Dopo la mano di poker andata male (referendum) ha annegato con gli idranti del rancore il sole in tasca che gli aveva infilato Berlusconi quando lo invitò a Arcore proponendogli l'investitura". Italia Viva? "Il centro del centro sinistra con esposizione nel centrodestra. Ciò che colpisce del partitino personalistico messo in piedi per ricattare governi dopo aver chiesto al popolo di eliminare i partitini nazionalistici che ricattano i governi, è il credito trasversale, sonante, che chi le ha perse tutte, ma proprio tutte, continua a ricevere". Renzi e Salvini? "Non è che si assomigliano: sono proprio la stessa persona. Stessi natali in Mediaset. Stessa concezione della notorietà come fine, stessa incapacità di cogliere il limite. Stesse parole senza neanche concordarle: aiutiamoli a casa loro. Si apprezzano perché si specchiano. La schiavitù del video, il sogno di condurre Sanremo, l'astio attivo e vendicativo per ogni giornalista non asservito, la spregiudicatezza". Calenda? "Se gli togliessero twitter e cominciasse a fare yoga per tenere a freno i nervi, sarebbe il leader perfetto di una destra moderata e presentabile". Berlusconi e Forza Italia invece sono il vecchio. Polverosi e sorpassati.

 

  "Così vecchi che quando Draghi ha applicato il Cencelli al nuovo governo ha dovuto cercare le Pagine Gialle del 2006: Carfagna, Gelmini, Brunetta. Purtroppo in quel vecchiume siamo rimasti prigionieri noi". I Cinquestelle? "Conte vende se stesso come la sesta stella materializzatasi dal nulla. Una supernova con scappellamento a sinistra. Un tizio che teneva i migranti in mare per interposto Salvini. Ma gli dispiaceva tantissimo, pare". "Di Maio invece ha regalato gambe e cuore al vero sogno italiano: se studi, ti impegni, lavori sui tuoi limiti per superarli, cerchi di farcela per i tuoi meriti, meglio che prendi un aereo per Copenaghen. In caso contrario buttati in politica". Se ce l'ha fatta lui ce la può fare chiunque. Il dramma è che "non c'è un Cinquestelle più preparato di quelli che voleva rovesciare".  

 

E il Pd? "Il Pds senza la s di sinistra. Il partito mai arrivato per cancellazione treno. Un budino dolcificato con l'aspartame" che ha come riferimento "il bradipo" e come collocazione "dove dà meno fastidio". Zingaretti è "un tipo dabbene ma che ha il carisma di un fermacarte". Letta "l'agnello sacrificale". Se fosse un cantante "il Pd sarebbe Ligabue: un'entità che si materializza solo per i megaconcerti poi scompare a preparare il nuovo album, uguale a tutti gli altri degli ultimi vent'anni". Ma Bottura se la prende anche col popolo della sinistra "che ha accettato di tutto senza mai dire ma che cazzo state facendo?". Ha accettato "che si trasformassero le feste dell'Unità in un brand e l'Unità in un arnese di cui disfarsi. Ha accolto le teorie di Blair. Non ha battuto ciglio quando Renzi ha pigiato il tasto dell'autodistruzione. Ha accettato di governare con i Cinquestelle che lo irridevano". Leu è "un Panda con il poster di Berlinguer. Se votassi con minore disperazione, che di solito entro in cabina, chiudo gli occhi, urlo banzai, e vado, forse voterei loro - scrive - per pietà soprattutto verso me stesso. Alle regionali li ho votati, C'era Elly Schlein che è tanto brava. In un mondo normale sarebbe la Kamala Harris bianca. Ha pure un nome straniero, però ha litigato con Civati. Ma perché litigate sempre? Fate pace, dai. Fate il ticket. Andate alle primarie del Pd e urlate avete rotto il cazzo. A quel punto è fatta, 92 minuti di applausi e scalata conclusa".

 

Si salvano solo Mattarella e Prodi. Al presidente dedica una preghiera: "Sergio nostro che stai sul Colle, ti prego, se puoi resta". "E' una specie di vaccino - dice - che non ci tratta come bambini e ha il coraggio della verità. E' stato per sette anni un presidente equilibrato, credibile, inappuntabile, il più fedele ai valori della Repubblica e della Costituzione. Il primo che avrà il coraggio di fare propri quegli anticorpi, di andare contro la narrazione cinica dominante, avrà probabilmente cominciato a ricreare un centro culturale prima che politico". Di Prodi dice che "rispetto ai democratici sembra una specie di guerriero sandinista. Il migliore", che gli italiani, come i russi con Gorbacev, non si meritano. "

 


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#55 Ombra gitana

Ombra gitana

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Inviato 12 giugno 2021 - 02:27

 

"Impopolari di tutto il Paese unitevi: il viaggio satirico di Luca Bottura
 

...una descrizione feroce e dissacrante l'Italia tragicomica di questi anni bui, la disamina della nostra classe dirigente, dei partiti populisti e non populisti e dei loro leader"

 

https://www.globalis...ra-2082194.html

 

"Se siete come il personaggio della vignetta di Altan che si chiede "che cosa ho fatto per dover nascere di sinistra?". Se siete un simpatizzante del Pd che cercava "un senso a questa storia" ma ha scoperto che quella storia "un senso non ce l'ha". Se vi chiedete come sia stato possibile che Renzi sia diventato segretario di quello che dovrebbe essere il maggior partito della sinistra, Giggino Di Maio ministro degli Esteri, Salvini ministro degli Interni. Se seguite la politica e non riuscite a capacitarvi che i Cinquestelle siano potuti diventare il primo partito italiano, che la Lega Nord prenda i voti del Sud e che "i populisti che odiano il popolo" si apprestino a prendere il potere col voto del popolo. Se rientrate in una di queste categorie non vi dovete perdere il saggio satirico di Luca Bottura "Manifesto del Partito Impopolare" (Einaudi). E se siete grillini, nell'incipit del libro c'è anche un tutorial per la comprensione della lettura.

 

A 182 anni dalla nascita di Karl Marx, Bottura descrive in modo feroce e dissacrante l'Italia tragicomica di questi anni bui, fa la disamina della nostra classe dirigente, dei partiti populisti e non populisti e dei loro leader, in un Paese dominato dalle mafie e dall'evasione fiscale che però se la prende con gli immigrati, i più deboli, le minoranze, i diversi. Con i populisti impegnati nella "loro goffa arrampicata verso il potere", le destre che seminano odio per lucrare consenso, i progressisti che continuano a inseguire un centro che si sposta sempre più a destra, il Pd che dopo vent'anni ancora non sa rispondere all'implorazione che Nanni Moretti rivolse a D'Alema: "Dì una cosa di sinistra".

 

"Ma non sarà che il consenso è sopravvalutato? Forse - azzarda l'autore - per perdere con stile o vincere per fortuna basterebbe dire o fare qualcosa di impopolare". Così lancia il suo appello: "Impopolari di tutto il mondo unitevi!". Costruisce il Manifesto impopolare con gli articoli della Costituzione "più bella del mondo". Elabora il programma di governo del Partito impopolare partendo dalla lotta alle mafie e agli evasori. Scrive l'inno impopolare: "Su fratelli, su compagne/su, venite in fitta schiera/la questione qui è severa/non è tempo per Netflix". Mette nel pantheon impopolare Romano Prodi e Tina Anselmi, Giorgio Ambrosoli e Guido Rossa, Adriano Olivetti e Tommaso Padoa Schioppa ("le tasse sono una cosa meravigliosa"), Laura Boldrini e Antonio Megalizzi, ma anche Raymond Carver, Ada Merini e Rocco Tanica. E si prepara alla decisiva battaglia che nel 2025 opporrà i populisti e le destre agli impopolari.

 

Un libro che fa ridere, incazzare e riflettere. Una lettura catartica per chi ha la sfiga di essere nato di sinistra. Bottura non fa sconti a nessuno, a destra come a sinistra. Meloni? "Con la disintegrazione personale e politica del fondatore di Alleanza Nazionale (Gianfranco Fini) - scrive - è sparita la prospettiva di una destra che sapeva di dover elaborare il proprio disonore". E ora Giorgia "ha saldato il proprio elettorato alla destra più estrema raccogliendo i peggio compagni di strada, dai poliziotti che amano i picchiatori agli 'ndranghetisti, ai nostalgici del fascismo". Salvini? "E' uno di quelli che al liceo ti chiedevano una paglia in prestito e si fottevano l'accendino. Uno che andava al Leoncavallo per la figa. Approccia la politica con l'etica di un sampietrino. Non crede una parola di quel che dice. Non è un politico, è un teatrante. Un Carmelo Male situazionista". Renzi? "Il più populista dei politici italiani che si pone come argine al populismo. Dopo la mano di poker andata male (referendum) ha annegato con gli idranti del rancore il sole in tasca che gli aveva infilato Berlusconi quando lo invitò a Arcore proponendogli l'investitura". Italia Viva? "Il centro del centro sinistra con esposizione nel centrodestra. Ciò che colpisce del partitino personalistico messo in piedi per ricattare governi dopo aver chiesto al popolo di eliminare i partitini nazionalistici che ricattano i governi, è il credito trasversale, sonante, che chi le ha perse tutte, ma proprio tutte, continua a ricevere". Renzi e Salvini? "Non è che si assomigliano: sono proprio la stessa persona. Stessi natali in Mediaset. Stessa concezione della notorietà come fine, stessa incapacità di cogliere il limite. Stesse parole senza neanche concordarle: aiutiamoli a casa loro. Si apprezzano perché si specchiano. La schiavitù del video, il sogno di condurre Sanremo, l'astio attivo e vendicativo per ogni giornalista non asservito, la spregiudicatezza". Calenda? "Se gli togliessero twitter e cominciasse a fare yoga per tenere a freno i nervi, sarebbe il leader perfetto di una destra moderata e presentabile". Berlusconi e Forza Italia invece sono il vecchio. Polverosi e sorpassati.

 

  "Così vecchi che quando Draghi ha applicato il Cencelli al nuovo governo ha dovuto cercare le Pagine Gialle del 2006: Carfagna, Gelmini, Brunetta. Purtroppo in quel vecchiume siamo rimasti prigionieri noi". I Cinquestelle? "Conte vende se stesso come la sesta stella materializzatasi dal nulla. Una supernova con scappellamento a sinistra. Un tizio che teneva i migranti in mare per interposto Salvini. Ma gli dispiaceva tantissimo, pare". "Di Maio invece ha regalato gambe e cuore al vero sogno italiano: se studi, ti impegni, lavori sui tuoi limiti per superarli, cerchi di farcela per i tuoi meriti, meglio che prendi un aereo per Copenaghen. In caso contrario buttati in politica". Se ce l'ha fatta lui ce la può fare chiunque. Il dramma è che "non c'è un Cinquestelle più preparato di quelli che voleva rovesciare".  

 

E il Pd? "Il Pds senza la s di sinistra. Il partito mai arrivato per cancellazione treno. Un budino dolcificato con l'aspartame" che ha come riferimento "il bradipo" e come collocazione "dove dà meno fastidio". Zingaretti è "un tipo dabbene ma che ha il carisma di un fermacarte". Letta "l'agnello sacrificale". Se fosse un cantante "il Pd sarebbe Ligabue: un'entità che si materializza solo per i megaconcerti poi scompare a preparare il nuovo album, uguale a tutti gli altri degli ultimi vent'anni". Ma Bottura se la prende anche col popolo della sinistra "che ha accettato di tutto senza mai dire ma che cazzo state facendo?". Ha accettato "che si trasformassero le feste dell'Unità in un brand e l'Unità in un arnese di cui disfarsi. Ha accolto le teorie di Blair. Non ha battuto ciglio quando Renzi ha pigiato il tasto dell'autodistruzione. Ha accettato di governare con i Cinquestelle che lo irridevano". Leu è "un Panda con il poster di Berlinguer. Se votassi con minore disperazione, che di solito entro in cabina, chiudo gli occhi, urlo banzai, e vado, forse voterei loro - scrive - per pietà soprattutto verso me stesso. Alle regionali li ho votati, C'era Elly Schlein che è tanto brava. In un mondo normale sarebbe la Kamala Harris bianca. Ha pure un nome straniero, però ha litigato con Civati. Ma perché litigate sempre? Fate pace, dai. Fate il ticket. Andate alle primarie del Pd e urlate avete rotto il cazzo. A quel punto è fatta, 92 minuti di applausi e scalata conclusa".

 

Si salvano solo Mattarella e Prodi. Al presidente dedica una preghiera: "Sergio nostro che stai sul Colle, ti prego, se puoi resta". "E' una specie di vaccino - dice - che non ci tratta come bambini e ha il coraggio della verità. E' stato per sette anni un presidente equilibrato, credibile, inappuntabile, il più fedele ai valori della Repubblica e della Costituzione. Il primo che avrà il coraggio di fare propri quegli anticorpi, di andare contro la narrazione cinica dominante, avrà probabilmente cominciato a ricreare un centro culturale prima che politico". Di Prodi dice che "rispetto ai democratici sembra una specie di guerriero sandinista. Il migliore", che gli italiani, come i russi con Gorbacev, non si meritano. "

 

 

 

Ha ragione Bottura, e hai ragione tu a citarlo - conoscevo già questo scritto - un tempo anche io mi divertivo a dire 'ste cose, ancora adesso ho qualche tentazione alla quale non sempre riesco a resistere - ma sono stanco anche di queste mie tentazioni, perchè con l'avvento di Berlusconi, poi seguito da Renzi, Grillo, Salvini, la satira (o diciamo pure più realisticamnte la presa per il culo) rimane sempre indietro rispetto alla realtà.

 

L'unico antidoto sarebbe il silenzio.

O la poesia -  come gli esorcisti usavano le teste d'aglio contro i vampiri.


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#56 Ignorante

Ignorante

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Inviato 12 giugno 2021 - 04:42

il silenzio in realtà sarebbe l'antidoto di molte cose, specie quando si fanno analisi grossolane e senza senso come quelle appena lette, ridondanti rapsodie lamentose da bar.

è evidente che robe come il decreto dignità, rdc NON si sono compresi, volutamente o meno, così come NON ci si rende conto di altre importanti riforme come il salario minimo garantito, questo rimanendo nell'ambito dell'occupazione, guarda caso le cose di cui abbiamo più urgenza al momento e presentate dall'unico partito politico che sta facendo le veci della sinistra. anzi, nel perfetto condizionamento propagandistico, certi personaggi si citano il meno possibile e se lo si fa, bisogna assolutamente accumunarli agli altri, della serie tutto cambia perchè nulla cambi.

NON mi aspetto certo risposte, NON da menti tanto indottrinate per lo meno, tuttavia reputo sempre divertente sottolineare la pochezza di certi personaggi che tentano di farsi passare per intelligenti in queste analisi degne delle migliori osterie paesane dove la leggerezza è d'uopo perchè coadiuvata dall'alcool, in questi contesti anche l'ultimo scemo del villaggio ha la sicurezza di poter esprimere la sua cazzata, certo di poter incassare le lodi di qualche avventore impegnato nei misteri dionisiaci.

nel frattempo, per chi ha ancora neuroni vivi, il fq pubblica la seconda parte della sua inchiesta https://www.ilfattoq...-romag/6226558/

dove possiamo ammirare come l'italia buona, quella che lavora e produce, si esprime nella sua tracotante ipocrisia morale del chiagne e fotti, rigorosamente senza vaselina se si tratta di lavoratori dipendenti. un risultato che evidenza la totale sconfitta ideologica di un secolo di socialismo in italia, dove NON si sono raggiunti nemmeno i "successi minimi" visti in nazioni dove i socialisti venivano presi davvero a bastonate e incarcerati, quando andava bene... mentre qua ci tocca ancora sentirli pontificare su berlusconi e populismo, ma soprattutto prendersela o ignorare, quelli che hanno fatto e hanno in mente di fare cose veramente di sinistra. lo schifo dello schifo.

ma è un bene vederli sragionare in questo modo, ignari della tempesta ideologica in arrivo.


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#57 Ombra gitana

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Inviato 12 giugno 2021 - 07:59

La politica è uno specchio della società che la esprime, questo è pacifico ;

 

 

Nell'insieme è vero e pacifico, come dici - anche se da qualche tempo gira la voce che "la gente" è depositaria di una saggezza collettiva, mentre corruzione e stupidità sono opera di untori ideologici. Va be'.

 

Nel tempo mi sono fatto però un'idea un poco più precisa.

A destra i dirigenti - perfino i peggiori, più impresentabili - sono migliori dei cittadini che li votano o che li applaudono.

A sinistra, gli elettori e sostenitori sono spesso migliori dei politici che li rappresentano.

Con l'avvento dei 5stelle abbiamo un partito in cui le due categorie sono uguali - nel senso che i dirigenti sono peggio dei sostenitori e i sostenitori sono peggio dei dirigenti - la cosiddetta democrazia circolare.


Messaggio modificato da Ombra gitana, 13 giugno 2021 - 02:03

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#58 Piter

Piter

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Inviato 13 giugno 2021 - 08:12

Un esempio storico dei rapporti tra politica e società , la guerra dei 30 anni: 

 

 


E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero
Le labbra si macchiano e le macchie sono un segno di riconoscimento
E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero


#59 Piter

Piter

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Inviato 13 giugno 2021 - 08:13

Nell'insieme è vero e pacifico, come dici - anche se da qualche tempo gira la voce che "la gente" è depositaria di una saggezza collettiva, mentre corruzione e stupidità sono opera di untori ideologici. Va be'.

 

Nel tempo mi sono fatto però un'idea un poco più precisa.

A destra i dirigenti - perfino i peggiori, più impresentabili - sono migliori dei cittadini che li votano o che li applaudono.

A sinistra, gli elettori e sostenitori sono spesso migliori dei politici che li rappresentano.

Con l'avvento dei 5stelle abbiamo un partito in cui le due categorie sono uguali - nel senso che i dirigenti sono peggio dei sostenitori e i sostenitori sono peggio dei dirigenti - la cosiddetta democrazia circolare.

 

Condivido


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#60 Piter

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Inviato 13 giugno 2021 - 08:18

Ha ragione Bottura, e hai ragione tu a citarlo - conoscevo già questo scritto - un tempo anche io mi divertivo a dire 'ste cose, ancora adesso ho qualche tentazione alla quale non sempre riesco a resistere - ma sono stanco anche di queste mie tentazioni, perchè con l'avvento di Berlusconi, poi seguito da Renzi, Grillo, Salvini, la satira (o diciamo pure più realisticamnte la presa per il culo) rimane sempre indietro rispetto alla realtà.

 

L'unico antidoto sarebbe il silenzio.

O la poesia -  come gli esorcisti usavano le teste d'aglio contro i vampiri.

 

Condivido, oggi ci si deve rifugiare in nicchie dove cercare riparo dalle bolle che i media lanciano per intrappollarci nelle loro imposture politiche.

 

Che tristezza.


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Le labbra si macchiano e le macchie sono un segno di riconoscimento
E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero





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