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Progresso psicologico Vs Progresso spirituale


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88 risposte a questa discussione

#1 malia

malia

    malia

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Inviato 02 ottobre 2020 - 12:04

Chiedo:

 

secondo voi le due cose si influenzano a vicenda? Sono interconnesse? Separate, come due rette parallele?

 

La domanda nasce dal fatto di aver osservato in diverse persone che sul piano spirituale sono (appaiono) molto 'avanti'  caratterische sul piano strettamente psicologico che sembrano meno ''avanti'', e questo ai miei occhi sembra incomprensibile.

 

Non so se sono io a guardare con occhi ''sbagliati'' i diversi aspetti di una persona, non so se sono più accogliente, con meno aspettative, nei confronti del percorso spirituale di qualcuno e meno comprensiva, tollerante, nei confronti del percorso psicologico.

 

 

Non ci vedo un senso nell'avere la capacità di parlare con l'arcangelo Michele e l'incapacità di parlare in modo costruttivo con un uomo 'normale', la capacità di discernere sistemi complessi ma non quelli semplici.

 

Avete esperienze in questo senso in prima persona? Vi è capitato di osservare questi (forse) apparenti discordanze in qualcuno e vi siete posti domande simili alle mie?

 

Possono coesistere nella stessa persona livelli diversi di consapevolezza?


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#2 Frèyja

Frèyja

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Inviato 02 ottobre 2020 - 12:25

Come già sai, secondo me le due cose non possono essere scollegate. Il progresso psicologico e quello spirituale sono per forza intrecciati, perché entrambi modificano la mente. Senza una mente decente, abbastanza pulita diciamo, non c'è l'abilità di sostenere un percorso spirituale e sopportare certe energie più elevate. Cioè può succedere, ma in maniera molto sporadica.

Quello che notavo io invece, è che certe volte un determinato progresso spirituale non cancella situazioni di disagio esterno. Cioè ci si trova comunque a vivere magari con persone che danno fastidio, ostacolano addirittura il percorso, o si hanno difficoltà su altri piani, economico, di realizzazione personale o anche di salute, senza poterci fare nulla. Cambiamo magari profondamente, fino quasi a diventare persone diverse, ma le persone intorno rimangono uguali. I fastidi e le sfighe capitano lo stesso, quasi come se facessero parte di un meccanismo a parte, che non c'entra niente con ciò che sei diventato.
Si dice che la realtà si adatta alle circostanze interiori, ma è sempre veramente così? Sono sfide, lezioni? O sono semplicemente eventi che devono accadere?
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#3 skynight

skynight

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Inviato 02 ottobre 2020 - 12:34

Chiedo:

 

secondo voi le due cose si influenzano a vicenda? Sono interconnesse? Separate, come due rette parallele?

 

La domanda nasce dal fatto di aver osservato in diverse persone che sul piano spirituale sono (appaiono) molto 'avanti'  caratterische sul piano strettamente psicologico che sembrano meno ''avanti'', e questo ai miei occhi sembra incomprensibile.

 

Non so se sono io a guardare con occhi ''sbagliati'' i diversi aspetti di una persona, non so se sono più accogliente, con meno aspettative, nei confronti del percorso spirituale di qualcuno e meno comprensiva, tollerante, nei confronti del percorso psicologico.

 

 

Non ci vedo un senso nell'avere la capacità di parlare con l'arcangelo Michele e l'incapacità di parlare in modo costruttivo con un uomo 'normale', la capacità di discernere sistemi complessi ma non quelli semplici.

 

Avete esperienze in questo senso in prima persona? Vi è capitato di osservare questi (forse) apparenti discordanze in qualcuno e vi siete posti domande simili alle mie?

 

Possono coesistere nella stessa persona livelli diversi di consapevolezza?

 

non saprei ma dubito che siano separate visto che mi pare che chi sia molto avanti nel percorso spirituale lo sia anche nella psicologia di comprendere il comportamento degli altri, poi può anche essere che si sia più avanti in un aspetto rispetto all'altro ma questo penso che dipenda anche dal suo passato di esperienze e vita personale vissuta.

 per quelle pochissime persone che conosco io anche se solo virtualmente che sono spiritualmente molto avanti rispetto agli altri, mi sembrano anche molto avanti dal punto di vista psicologico, anche se potrei sbagliarmi perchè in rete le persone fanno trasparire soltanto una minima parte del loro carattere e non si può sapere come siano dal vivo realmente.

anche se una idea approssimativa possiamo farcela più o meno.

comunque anche se non vorrei dire castronerie caso mai mi correggi, sia Gesù che il Budda che erano stati dei grandi maestri di vita e persone indubbiamente molto avanti nel progresso spirituale, erano anche persone molto sociali che parlavano e discutevano con chiunque e di qualsiasi argomento, per cui penso che per un avanzamento spirituale ci sia bisogno anche di un avanzamento psicologico dovuto grazie all'essere a contatto con gli altri e che da soli per quanto possiamo dare del nostro meglio senza l'aiuto e l'appoggio del prossimo non sia possibile proprio progredire.

contatto che non è strettamente necessario che sia per forza di cose fisico, visto sopratutto il problema che stiamo vivendo al giorno d'oggi per colpa della situazione attuale.


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Sotto questa maschera c'è più di semplice carne, c'è un'idea, e le idee sono a prova di proiettile.


#4 skynight

skynight

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Inviato 02 ottobre 2020 - 12:37

Come già sai, secondo me le due cose non possono essere scollegate. Il progresso psicologico e quello spirituale sono per forza intrecciati, perché entrambi modificano la mente. Senza una mente decente, abbastanza pulita diciamo, non c'è l'abilità di sostenere un percorso spirituale e sopportare certe energie più elevate. Cioè può succedere, ma in maniera molto sporadica.

Quello che notavo io invece, è che certe volte un determinato progresso spirituale non cancella situazioni di disagio esterno. Cioè ci si trova comunque a vivere magari con persone che danno fastidio, ostacolano addirittura il percorso, o si hanno difficoltà su altri piani, economico, di realizzazione personale o anche di salute, senza poterci fare nulla. Cambiamo magari profondamente, fino quasi a diventare persone diverse, ma le persone intorno rimangono uguali. I fastidi e le sfighe capitano lo stesso, quasi come se facessero parte di un meccanismo a parte, che non c'entra niente con ciò che sei diventato.
Si dice che la realtà si adatta alle circostanze interiori, ma è sempre veramente così? Sono sfide, lezioni? O sono semplicemente eventi che devono accadere?

 

eventi che devono per forza di cose accadere, penso.


Sotto questa maschera c'è più di semplice carne, c'è un'idea, e le idee sono a prova di proiettile.


#5 dodecaedra

dodecaedra

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Inviato 02 ottobre 2020 - 12:57

Secondo me la vera spiritualità, e non parlo di credulonerie più o meno diffuse, non può svilupparsi, né evolvere, se non trova una robusta e solida base psicologica.

La crescita di entrambe le componenti è consequenziale alle basi di cui si dispone.
Per es, ritengo elevato il numero di chi, psicologicamente debole, ha fatto arenare la propria spiritualità in qualche credo.

Un po' come dire che la vera spiritualità predilige l'isolamento, ma all'occorrenza sa farsi scivolare di dosso tutto quel che vorrebbe travolgerla.
Ciò può avvenire soltanto se la totalità della struttura è solida.
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#6 Giulioangelo

Giulioangelo

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Inviato 02 ottobre 2020 - 03:07

purtroppo molte persone scambiano la creduloneria con la spiritualità, insomma si approcciano a questo "percorso" come avessero trovato una nuova fede che gli consente di autoingannarsi. vedere gente che ha fatto a mala pena le superiori pagare (e addirittura tenere... ) corsi in cui si blatera di "fisica quantistica" (la metto tra virgolette perché in realtà neanche si accenna all'argomento vero e proprio) è molto triste per non dire disonesto. chi crede di ottenere una "crescita spirituale" attraverso queste vie in realtà non solo non è manco partito, ma ha proprio la testa rivolta all'indietro.

 

perciò sì, le due cose non solo vanno di pari passo, ma in fin dei conti son forse per molti aspetti la stessa cosa, e a ben guardare molte pratiche non sono tanto dissimili.



#7 malia

malia

    malia

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Inviato 02 ottobre 2020 - 03:10


comunque anche se non vorrei dire castronerie caso mai mi correggi, sia Gesù che il Budda che erano stati dei grandi maestri di vita e persone indubbiamente molto avanti nel progresso spirituale, erano anche persone molto sociali che parlavano e discutevano con chiunque e di qualsiasi argomento, per cui penso che per un avanzamento spirituale ci sia bisogno anche di un avanzamento psicologico dovuto grazie all'essere a contatto con gli altri e che da soli per quanto possiamo dare del nostro meglio senza l'aiuto e l'appoggio del prossimo non sia possibile proprio progredire.

 

 

Faccio un po' l'avvocato del diavolo; il paragone con i progrediti spirituali illustri può tornare comodo.

 

Lascio da parte Buddha perchè non conosco, ma Gesù, vero, socievole, andava, faceva, parlava, ecc...ma chi sa cosa pensasse veramente dentro di sè, mentre resuscitava Lazzaro, per esempio? E' possibile che la sua parte psicologica fosse infastidita dal fatto, per esempio, di dover per forza esibirsi in un miracolo per ricevere la fiducia di una massa di caproni?

Potrebbe esserci stata persino in lui una scissione?

 

 

@ freyja

Si dice che la realtà si adatta alle circostanze interiori,

 

per gesù, giusto per parlare ancora di personaggi illustri,  non fu una passeggiata di salute negli ultimi 3 anni della sua vita, ma alla fine resuscitò. Non so quale parte della sua vita può essere considerata lo specchio della sua interiorità, se quella in cui gli sputavano addosso e gli menavano o quella in cui scoffisse la morte, o quella di cui non si hanno notizie. Che parte della vita delle persone prendiamo in considerazione per valutare il grado di progresso delle due parti, psicologica e spirituale?

 

@giulioangelo

perciò sì, le due cose non solo vanno di pari passo, ma in fin dei conti son forse per molti aspetti la stessa cosa, e a ben guardare molte pratiche non sono tanto dissimili.

 

A che pratiche pensavi?



#8 Frèyja

Frèyja

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Inviato 02 ottobre 2020 - 03:29

Alla fine credo che se si parla di personaggi illustri, la differenza stia nella possibilità di scelta. Non credo che la crocifissione sia stata un adattamento delle circostanze esterne a un disagio di Gesù. Penso che già sapesse, come sapeva del tradimento, e che abbia avuto facoltà di scegliere, pur senza essere completamente certo del risultato (resurrezione). A differenza di noi poveri coglionazzi :D, che non possiamo scegliere coscientemente di vivere nè il bene nè il male, o almeno, lo si può fare in maniera proporzionata alla volontà che abbiamo sviluppato. Come diceva Gurdjieff più o meno, noi non facciamo niente, le cose accadono e basta.
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#9 Giulioangelo

Giulioangelo

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Inviato 02 ottobre 2020 - 03:45

la psicanalisi ha mille punti in comune, nella tecnica come negli obiettivi, con qualunque percorso spirituale. sono ovviamente noti gli interessi esoterici e antropologici di freud e jung, e anche oggi ogni psicanalista che si rispetti ha interessi che guardano alle antiche culture e alla loro sapienza, alle religioni, alla filosofia, etc.

 

se pensiamo inoltre al fatto che è proprio tramite la parola che la psicanalisi lavora, è proprio questo il campo in cui le parole diventano magiche e hanno effetti non solo sulla psiche, ma sulla realtà dell'individuo.



#10 malia

malia

    malia

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Inviato 02 ottobre 2020 - 03:45

Rimane la possibilità, forse, anche questa limitata per vari motivi, di intepretare un evento in un modo invece che in un altro? Cioè le cose accadono (anche se a volte le facciamo accadere inconsapevolmente) e non ci rimane che interpretarle in un modo invece che in un altro?

 

 

 

In teoria, ma moltaaaaaaa teoria, si potrebbe vivere sempre bene interpretando gli eventi in un determinato modo...


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#11 skynight

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Inviato 02 ottobre 2020 - 04:10

Faccio un po' l'avvocato del diavolo; il paragone con i progrediti spirituali illustri può tornare comodo.

 

Lascio da parte Buddha perchè non conosco, ma Gesù, vero, socievole, andava, faceva, parlava, ecc...ma chi sa cosa pensasse veramente dentro di sè, mentre resuscitava Lazzaro, per esempio? E' possibile che la sua parte psicologica fosse infastidita dal fatto, per esempio, di dover per forza esibirsi in un miracolo per ricevere la fiducia di una massa di caproni?

Potrebbe esserci stata persino in lui una scissione?

 

può essere che si sentisse infastidito per colpa dell'ottusità e ignoranza della gente, ma sapeva anche quale era il suo compito per il quale era venuto al mondo e se anche avesse avuto 

anche se non possiamo di certo saperlo, dei ripensamenti ha deciso ugualmente lo stesso di non fuggire dal suo destino perchè avrà capito che il suo sacrificio per la salvezza di alcuni che erano giusti ne valeva la pena.


Sotto questa maschera c'è più di semplice carne, c'è un'idea, e le idee sono a prova di proiettile.


#12 Frèyja

Frèyja

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Inviato 02 ottobre 2020 - 05:06

Rimane la possibilità, forse, anche questa limitata per vari motivi, di intepretare un evento in un modo invece che in un altro? Cioè le cose accadono (anche se a volte le facciamo accadere inconsapevolmente) e non ci rimane che interpretarle in un modo invece che in un altro?
 
 
 
In teoria, ma moltaaaaaaa teoria, si potrebbe vivere sempre bene interpretando gli eventi in un determinato modo...


Se credi che gli eventi abbiano una funzione educativa magari puoi anche interpretare le cose a tuo favore. Lo puoi fare sempre, anche con le più terribili disgrazie. Ma non c'è alcuna certezza di questo.
Prima ho parlato di adattamento delle circostanze esterne a una realtà interiore fatta di vari disagi. Come uno specchio. Lo specchio non educa, mima. Si limita a quello. Anche volendo credere nella giustizia assoluta del karma, qualcuno dovrebbe spiegarmi in che maniera un qualsiasi incidente dovrebbe rendere edotto chi lo subisce sulla sua natura. Cioè analizzando in maniera logica le cose, ciò che accade non ha una funzione educativa individuale, ma riequilibratrice collettiva. Alla "macchina " non interessa il singolo, ma l'ordine globale delle sue parti.
Cioè l'unico modo forse positivo di interpretare tutto, senza perdersi in credenze newage sulle lezioni karmiche, è quello di assumere un punto di vista collettivo. Sparire dunque, come individuo, e considerarsi un frammento al servizio di qualcosa di più grande.
Che comunque non significa avere facoltà di scegliere il proprio destino, semmai avere la saggezza per sopportarlo sempre.
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#13 occhibianchi

occhibianchi

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Inviato 02 ottobre 2020 - 05:17

Chiedo:

secondo voi le due cose si influenzano a vicenda? Sono interconnesse? Separate, come due rette parallele?

La domanda nasce dal fatto di aver osservato in diverse persone che sul piano spirituale sono (appaiono) molto 'avanti' caratterische sul piano strettamente psicologico che sembrano meno ''avanti'', e questo ai miei occhi sembra incomprensibile.

Non so se sono io a guardare con occhi ''sbagliati'' i diversi aspetti di una persona, non so se sono più accogliente, con meno aspettative, nei confronti del percorso spirituale di qualcuno e meno comprensiva, tollerante, nei confronti del percorso psicologico.


Non ci vedo un senso nell'avere la capacità di parlare con l'arcangelo Michele e l'incapacità di parlare in modo costruttivo con un uomo 'normale', la capacità di discernere sistemi complessi ma non quelli semplici.

Avete esperienze in questo senso in prima persona? Vi è capitato di osservare questi (forse) apparenti discordanze in qualcuno e vi siete posti domande simili alle mie?

Possono coesistere nella stessa persona livelli diversi di consapevolezza?


a mio modo di vedere le due cose sono intimamente connesse, anche se non è detto che i due tipi di progresso viaggino di pari passo, nell'evoluzione di un individuo si può facilmente creare uno squilibrio nella tripartizione (corpo/anima/spirito), la grande difficoltà di chi percorre un percorso di evoluzione personale solitario è proprio quello di peccare nell'osservazione di se stesso e concentrarsi più su un aspetto e tralasciarne altri, magari pensando che lo spirito sia più importante del corpo, ad esempio, e cosi quello che dovrebbe essere un triangolo equilatero diventa isoscele o scaleno.
anche a me è capitato di osservare questo squilibrio in alcune persone (me compreso) e mi sono fatto più o meno le tue stesse domande, penso che possano benissimo coesistere livelli diversi di consapevolezza in una persona, questo generalmente accade perché la metodologia di lavoro è errata o addirittura assente, mi capita molto spesso di conoscere persone che sostengono di essere persone spirituali perché hanno episodi visionari o perché hanno capacità di comunicare con i mondi sottili, quando invece, qualora esistesse un metro per misurare la spiritualità, sintomo di un buon livello spirituale dovrebbe essere la capacità di essere in equilibrio, di conoscere profondamente se stessi e di sentirsi una parte del tutto e di conseguenza nel vedere dietro ogni volto quello di un fratello

Se credi che gli eventi abbiano una funzione educativa magari puoi anche interpretare le cose a tuo favore. Lo puoi fare sempre, anche con le più terribili disgrazie. Ma non c'è alcuna certezza di questo.
Prima ho parlato di adattamento delle circostanze esterne a una realtà interiore fatta di vari disagi. Come uno specchio. Lo specchio non educa, mima. Si limita a quello. Anche volendo credere nella giustizia assoluta del karma, qualcuno dovrebbe spiegarmi in che maniera un qualsiasi incidente dovrebbe rendere edotto chi lo subisce sulla sua natura. Cioè analizzando in maniera logica le cose, ciò che accade non ha una funzione educativa individuale, ma riequilibratrice collettiva. Alla "macchina " non interessa il singolo, ma l'ordine globale delle sue parti.
Cioè l'unico modo forse positivo di interpretare tutto, senza perdersi in credenze newage sulle lezioni karmiche, è quello di assumere un punto di vista collettivo. Sparire dunque, come individuo, e considerarsi un frammento al servizio di qualcosa di più grande.
Che comunque non significa avere facoltà di scegliere il proprio destino, semmai avere la saggezza per sopportarlo sempre.


sono d'accordo. a me pare che il principio dell'approccio fenomenologico sia un po sfuggito di mano, forse snaturato dai vari credi new age, allora si cerca il significato dietro ogni evento, dietro ogni sogno, dietro ogni parola, invece a volte un evento è solamente un evento e non un appuntamento con il destino, a volte un sogno è solamente un sogno e non un messaggio dal Sé superiore; queste cose mi sembrano trappole che fanno perdere tempo e senso della ricerca, con il proposito di portare all'interno di se stessi ogni cosa si rischia di soffocare quello che in noi è veramente nostro
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#14 Frèyja

Frèyja

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Inviato 02 ottobre 2020 - 06:33

a mio modo di vedere le due cose sono intimamente connesse, anche se non è detto che i due tipi di progresso viaggino di pari passo, nell'evoluzione di un individuo si può facilmente creare uno squilibrio nella tripartizione (corpo/anima/spirito), la grande difficoltà di chi percorre un percorso di evoluzione personale solitario è proprio quello di peccare nell'osservazione di se stesso e concentrarsi più su un aspetto e tralasciarne altri, magari pensando che lo spirito sia più importante del corpo, ad esempio, e cosi quello che dovrebbe essere un triangolo equilatero diventa isoscele o scaleno.
anche a me è capitato di osservare questo squilibrio in alcune persone (me compreso) e mi sono fatto più o meno le tue stesse domande, penso che possano benissimo coesistere livelli diversi di consapevolezza in una persona, questo generalmente accade perché la metodologia di lavoro è errata o addirittura assente, mi capita molto spesso di conoscere persone che sostengono di essere persone spirituali perché hanno episodi visionari o perché hanno capacità di comunicare con i mondi sottili, quando invece, qualora esistesse un metro per misurare la spiritualità, sintomo di un buon livello spirituale dovrebbe essere la capacità di essere in equilibrio, di conoscere profondamente se stessi e di sentirsi una parte del tutto e di conseguenza nel vedere dietro ogni volto quello di un fratello



sono d'accordo. a me pare che il principio dell'approccio fenomenologico sia un po sfuggito di mano, forse snaturato dai vari credi new age, allora si cerca il significato dietro ogni evento, dietro ogni sogno, dietro ogni parola, invece a volte un evento è solamente un evento e non un appuntamento con il destino, a volte un sogno è solamente un sogno e non un messaggio dal Sé superiore; queste cose mi sembrano trappole che fanno perdere tempo e senso della ricerca, con il proposito di portare all'interno di se stessi ogni cosa si rischia di soffocare quello che in noi è veramente nostro


Secondo me c'è un significato dietro le cose che capitano, solo che non è sempre è possibile comprenderlo, collegare l'esterno e l'interno, proprio perché come dicevo prima la funzione non è di educare il singolo ma di armonizzare l'insieme. Chi svolge un lavoro su di sé è facilitato, ma non sempre è possibile lo stesso.

#15 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

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Inviato 02 ottobre 2020 - 06:52

secondo voi le due cose si influenzano a vicenda? Sono interconnesse? Separate, come due rette parallele? (...)


Occorre innanzitutto distinguere tra vera e falsa spiritualità.

La falsa, è una spiritualità fine a se stessa che distrugge quella vera. La vera ha come obiettivo unicamente il risveglio totale delle nostre potenzialità, a 360°.

La (vera) spiritualità conduce gli esseri umani verso una salute psico-fisica perfetta, in modo da non avere più necessità di "studiare" psicologia.

La psicologia ti fa sentire un po' meglio, e basta.

Quando non è scientismo, va nella stessa direzione della vera spiritualità, però si ferma molto prima (a meno che non abbia caratteristiche uguali a quelle della spiritualità, cosa possibile ma difficile). Nella pratica solitamente la psicologia ti porta nella direzione opposta, un po' come la falsa spiritualità.

La chiave della vera spiritualità è l'equilibrio tra i vari aspetti della realtà vissuta. La falsa spiritualità -e un certo tipo di psicologia- invece generano squilibrio interno e un conflitto con il mondo esterno, rafforzando a dismisura alcune aree di competenza a discapito delle altre.

Certo esiste pure illusione del progresso. Ma non è progresso.

Il vero progresso spirituale non ha bisogno del progresso psicologico (è assolutamente incluso)... mentre il progresso psicologico ha bisogno del progresso spirituale essendo quello psicologico incompleto e a volte/ spesso fuorviante.

Possono "andare d'accordo" solo a determinate condizioni, e più come semplice conferma "scientifica" di quanto accade dentro di noi.
 

avere la capacità di parlare con l'arcangelo Michele e l'incapacità di parlare in modo costruttivo con un uomo 'normale'


In tal caso o il suo livello spirituale è solo ostentato (finto) oppure costui trova imbarazzante (noioso) occuparsi delle 'faccende terrene' e questo lo confonde alquanto, dipende.


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#16 occhibianchi

occhibianchi

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Inviato 02 ottobre 2020 - 07:21

Secondo me c'è un significato dietro le cose che capitano, solo che non è sempre è possibile comprenderlo, collegare l'esterno e l'interno, proprio perché come dicevo prima la funzione non è di educare il singolo ma di armonizzare l'insieme. Chi svolge un lavoro su di sé è facilitato, ma non sempre è possibile lo stesso.

 

sicuramente chi "lavora" su se stesso riesce a trarre un significato da ogni cosa, ma ho conosciuto persone che cercano messaggi in cose che, almeno per me, non ne hanno: se vedi una foglia cadere non è detto che l'universo voglia farti riflettere sulla caducità della vita, a volte una foglia che cade è solo una foglia che cade.

 

per "armonizzare l'insieme" intendi una sorta di entropia, globale o di gruppo che sia?



#17 Frèyja

Frèyja

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Inviato 02 ottobre 2020 - 08:30

sicuramente chi "lavora" su se stesso riesce a trarre un significato da ogni cosa, ma ho conosciuto persone che cercano messaggi in cose che, almeno per me, non ne hanno: se vedi una foglia cadere non è detto che l'universo voglia farti riflettere sulla caducità della vita, a volte una foglia che cade è solo una foglia che cade.
 
per "armonizzare l'insieme" intendi una sorta di entropia, globale o di gruppo che sia?


Si, certo, non parlavo di cose banali.

L'entropia è la misura del disordine, per cui direi l'opposto. Il sistema in cui si vive, per me, tende a riequilibrarsi di continuo in modi che non capiamo.
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#18 Ombra gitana

Ombra gitana

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Inviato 02 ottobre 2020 - 09:16

, qualora esistesse un metro per misurare la spiritualità

 

 

Appunto.

 

La funzionalità psicologica ha un riscontro.



#19 occhibianchi

occhibianchi

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Inviato 03 ottobre 2020 - 07:51

Appunto.
 
La funzionalità psicologica ha un riscontro.


anche la funzionalità spirituale ha riscontro, ma chiamarla "funzionalità" è fuorviante.

#20 malia

malia

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Inviato 03 ottobre 2020 - 10:17

Se credi che gli eventi abbiano una funzione educativa magari puoi anche interpretare le cose a tuo favore. Lo puoi fare sempre, anche con le più terribili disgrazie. Ma non c'è alcuna certezza di questo.

Funzione educativa per come la intendo io è che da ogni cosa, anche dalla foglia che cade, si può imparare qualcosa, e  non che l'universo mi vuole dire qualcosa con la foglia che cade, a me malia, tipo messaggio personalizzato. L'universo  esprime se stesso anche con la foglia che cade, se io mi predispongo per imparare in quel momento, nel momento in cui io apprendo, allora l'universo ''insegna''.
 
 

Prima ho parlato di adattamento delle circostanze esterne a una realtà interiore fatta di vari disagi. Come uno specchio. Lo specchio non educa, mima. Si limita a quello.

 
Io, la convinzione che la realtà che ci circonda sia lo specchio di quello che abbiamo dentro la intendo così: quando mi guardo intorno noto determinate cose: noto quello che conosco. Se mi guardo intorno e vedo solo stronzi, vuol dire che per qualche motivo ho modulato la mia attenzione sugli stronzi, e non che visto che la realtà è il mio specchio, vedo gli stronzi  perchè sono stronza. In questo caso, il fatto di comprendere che quello che vedo lo ri-conosco (altrimenti non lo vedrei) unito al fatto che vedo sempre gli stronzi (per esempio) può costituire un mezzo, l'occasione, per imparare qualcosa di me, e cioè che sono tarata sugli stronzi per un motivo :arg:.
 

Anche volendo credere nella giustizia assoluta del karma, qualcuno dovrebbe spiegarmi in che maniera un qualsiasi incidente dovrebbe rendere edotto chi lo subisce sulla sua natura.

Lascio da parte il karma, perchè non l'ho ancora capito; un qualsiasi incidente ti rende edotto, per come lo intendo io,  nel momento in cui osservi le tue reazioni di fronte all'incidente, osservi da cosa è stato causato, se da te, per esempio,  cioè se sei disposto ad imparare apprendi cose di te stesso, ed è quello che io interpreto come vedere l'evento a proprio favore, cioè vederlo come l'occasione per imparare.
 
 

Cioè analizzando in maniera logica le cose, ciò che accade non ha una funzione educativa individuale, ma riequilibratrice collettiva. Alla "macchina " non interessa il singolo, ma l'ordine globale delle sue parti.

La macchina, secondo me, fa quello che deve fare, poi il singolo o la collettività possono imparare qualcosa o meno. Non ci vedo nè un intento educativo nè riequilibritaore. Educa nel momento in cui c'è qualcuno che apprende, riequilibra perchè diversamente non può essere.
 

Cioè l'unico modo forse positivo di interpretare tutto, senza perdersi in credenze newage sulle lezioni karmiche, è quello di assumere un punto di vista collettivo. Sparire dunque, come individuo, e considerarsi un frammento al servizio di qualcosa di più grande.

 
Si, potrebbe dare sollievo.  Ma è sempre un modo di vivere teso a trovare un senso: siccome non capisco perchè a livello individuale accadono certe cose (e il non capire provoca angoscia), allora, vuol dire che il senso deve stare per forza a livello collettivo e ci sfugge perchè la questione  a livello collettivo è molto complessa.

 

Io ho paura che questa cosa di volerci vedere un senso sia solo frutto di altri meccanismi, quello che facciamo dividendo gli eventi in prima e dopo, in causa ed effetto, e in quanto meccanismo, non ha niente di spirituale. Non che questo non mi faccia dormire la notte, eh... :rotfl:, così ci stavo giusto riflettendo in questo momento.
 
 

Il vero progresso spirituale non ha bisogno del progresso psicologico (è assolutamente incluso)... mentre il progresso psicologico ha bisogno del progresso spirituale essendo quello psicologico incompleto e a volte/ spesso fuorviante.

Ma esiste il progresso spirituale?


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