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Come si arriva al suicidio?


  • Per cortesia connettiti per rispondere
55 risposte a questa discussione

#21 Guest_purple_*

Guest_purple_*
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Inviato 25 settembre 2020 - 09:00

Nessuno l'ha detto meglio credo:

Essere, o non essere, questo è il problema..
se sia più nobile nella mente soffrire
i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna
o prendere le armi contro un mare di affanni
e, contrastandoli, porre loro fine? Morire, dormire …
nient’altro, e con un sonno dire che poniamo fine
al dolore del cuore e ai mille tumulti naturali
di cui è erede la carne: è una conclusione
da desiderarsi devotamente. Morire, dormire.
Dormire, forse sognare. Sì, qui è l’ostacolo,
perché in quel sonno di morte quali sogni possano venire
dopo che ci siamo cavati di dosso questo groviglio mortale
deve farci riflettere. È questo lo scrupolo
che dà alla sventura una vita così lunga.
Perché chi sopporterebbe le frustate e gli scherni del tempo,
il torto dell’oppressore, l’ingiuria dell’uomo superbo,
gli spasimi dell’amore disprezzato, il ritardo della legge,
l’insolenza delle cariche ufficiali, e il disprezzo
che il merito paziente riceve dagli indegni,
quando egli stesso potrebbe darsi quietanza
con un semplice stiletto? Chi porterebbe fardelli,
grugnendo e sudando sotto il peso di una vita faticosa,
se non fosse che il terrore di qualcosa dopo la morte,
il paese inesplorato dalla cui frontiera
nessun viaggiatore fa ritorno, sconcerta la volontà
e ci fa sopportare i mali che abbiamo
piuttosto che accorrere verso altri che ci sono ignoti?
Così la coscienza ci rende tutti codardi,
e così il colore naturale della risolutezza
è reso malsano dalla pallida cera del pensiero,
e imprese di grande altezza e momento
per questa ragione deviano dal loro corso
e perdono il nome di azione.

(Shakespeare, Amleto)
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#22 Guest_purple_*

Guest_purple_*
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Inviato 25 settembre 2020 - 09:51

Io non riesco a mettere d'accordo, nella mia testa, queste tue due affermazioni
questa

con questa



Se noi siamo biologicamente portati verso l'istinto di conservazione, non è solo autoconservazione dalla morte, ma autoconservazione dal dolore.
Cioè se il fuoco ci scotta la mano la ritraiamo al volo, istinto. Se l'acqua del mare è piacevole ci tuffiamo. Difatti per descrivere ciò che secondo te non è piacevole della vita, parli di dolori emotivi e fisici (quindi sottintendendo che invece i piaceri emotivi e fisici la rendano gradevole).
Quello che non mi torna è.
Se abbiamo l'istinto di autoconservazione, questo per forza ci spinge a cercare e desiderare ciò che è piacevole, e non quello che è sgradevole.
(So che la mia non è una considerazione da premio Nobel :D ma ti prego di seguirmi)
Per cui a parità di condizioni medie non troppo gravi e non troppo esaltanti, tipo "ti lascia la fidanzata amatissima e soffri come un cane", una roba orribile da vivere ma insomma successa a tutti, che cosa cambia da un individuo che pensa al suicidio all'altro che non ci pensa?
Secondo me cambia soprattutto la chiave di lettura, la capacità di trovare in se stessi nuove risorse che alla fine sono motivazioni di piacere, rispetto a quello che ci accade.
Per fare un esempio concreto quello che sconvolgeva me e mi sembra sconvolgesse un sacco di gente è una personalità come quella di Alex Zanardi, che in una condizione fisica di quelle che avrebbero abbattuto chiunque e forse è uno dei pochi casi in cui effettivamente nonostante io sia cattolica potrei perfino arrivare a capire la voglia di morire, questo si era inventato delle nuove passioni e dei nuovi entusiasmi e li trasmetteva pure. Cioè una bomba.
Per esempio tutto questo discorso che hai fatto tu che la vita è uno stillicidio di dolore, è vero oggettivamente, ma lui se ne fregava lo stesso, messo come era nelle condizioni più terribili, perchè la sua voglia di vivere cioè di trovare cose piacevoli era più forte e la trasmetteva agli altri, il che è paradossale, ma secondo mostra con molta evidenza il fatto che la chiave di lettura per trovare piacevolezza nella vita e motivi per vivere alla grande nonostante tutte le tristezze e sfighe, alla fine è una questione di testa, sta tutta solo nella nostra testa e non nelle condizioni fuori per quanto oggettivamente sfigate siano.
Quindi guardare solo le condizioni oggettive della vita che è un insieme di sfighe e dolori come dici tu è giusto ed incontestabile.
Ma per quello che riguarda gli esseri umani è solo la metà del problema, perchè noi non viviamo di oggettività, noi viviamo di soggettività.

Certo che Zanardi non è un buon esempio a favore dell'ottimismo... Porca trota, ce l'ha messa tutta con la bastonata assurda che gli ha dato la vita, ha lottato, persona umile e profonda (ho dato una lettura a parti della sua autobiografia, interessantissima e toccante davvero), è stato un esempio di forza.... Un camion... Ma che caxxo di storiaccia...
(e scusate la finezza)

#23 Pandora

Pandora

    non sono mica io

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Inviato 25 settembre 2020 - 10:26

Certo che Zanardi non è un buon esempio a favore dell'ottimismo... Porca trota, ce l'ha messa tutta con la bastonata assurda che gli ha dato la vita, ha lottato, persona umile e profonda (ho dato una lettura a parti della sua autobiografia, interessantissima e toccante davvero), è stato un esempio di forza.... Un camion... Ma che caxxo di storiaccia...
(e scusate la finezza)

Intendevo prima del secondo incidente ma l’ho preso ad esempio proprio come caso estremo di capacità di reagire all’assurdo, per come è messo ora c’e’ poco da dire. Comunque Grande Uomo.

eddai però oh


#24 tnt74

tnt74

    utente perverso

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Inviato 25 settembre 2020 - 10:48

Comunque dipende da tanti fattori, se mi suicido a causa di una diagnosi di malattia e dopo morto si scopre che era errata, bastava tener duro e la cosa si risolveva da sola

#25 Il Morto

Il Morto

    Pandemio

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Inviato 25 settembre 2020 - 10:56

Comunque dipende da tanti fattori, se mi suicido a causa di una diagnosi di malattia e dopo morto si scopre che era errata, bastava tener duro e la cosa si risolveva da sola

 

bhè dipende magari la diagnosi era errata ed aveva ignorato un'altra malattia peggiore. e in quel caso non si risolveva proprio un cazzo.

 

oppure morivi di morte naturale il giorno dopo che avevi deciso di non suicidarti.

 

 

ci sono troppe variabili  :dispirited:


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Samsara 1 - Nirvana 0

#26 annodava mele

annodava mele

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Inviato 25 settembre 2020 - 06:24

 

Non so voi ma per me almeno al momento il suicidio rimane incomprensibile, credo che tutti quanti abbiamo in minimo di istinto di autoconservazione e anche nei momenti più bui, il togliersi la vita mi pare un passo inconcepibile, anche ad essere sicuri di non soffrire, il solo pensiero del non sapere che ci aspetta, la possibilità dell'oblio dovrebbe bastare a chiunque per rendere impossibile un simile gesto, eppure succede e anche spesso, cosa può mai scattare della psiche di una persona per avere il "coraggio" di compiere un simile gesto?

sono la persona giusta per rispondere....partendo dal fatto che io sono nato da una famiglia disfunzionale...e in casa non ho mai avuto pace fino a 2 anni fa....mio padre che è morto era da TSO...tutto comincia all incirca ad 11 anni, cosa fa uno da TSO... è come avere una squadra di demolitori di tranquillita...mio fratello fin da giovane matura un disturbo bipolare....quindi personalita disturbata equivale, menefreghismo, delle serie so tutto io e gli altri non sanno un cavolo,delirii di onnipotenza, voler avere l ultima parola, cambiamenti d umore ira improvvisi e ingiustificati, manipolatore seriale delle situazioni, imporre la propria volonta nelle decisioni in famiglia senza averne diritto,narcisismo,(terribile) e quindi gli scontri con mio fratello erano giornalieri, perche lui ribalta la realta a suo favore avendo una personalita piu forte, una persona del genere è simile ad uno dei centri sociali che pratica l anarchia... vivere queste situazioni ti portano continuamente a passare il punto di non ritorno(  omicidio) perche protratte per tantissimi anni da vittima è inevitabile diventare carnefice....il piu grande difetto di mio fratello che ha sempre avuto l ossessione di fare la bella vita essendo un operaio.....quindi sperare tutto anche alla fine quando muoiono i genitori ci sono da fare le divisioni notarili....glielo sempre detto che se non avesse avuto i soldi la storia sarebbe finita molto ma molto male....fino a 10 anni fa faceva le spallucce ma adesso un po meno.....no so definirlo non so come chiamarlo mio fratello...dire che è una merdaccia di persona è poco....mio fratello è esattamente uno di quei classici tipi che maltrattano h 24 le persone proprio come le maestre negli asili coi bambini...o nei centri anziani essendo sicuri di farla franca... cosa che e stato, visto che nella case private ancora non si mettono le telecamere...ma poi il verme viscido lurido animale ti dice anche:SE TI HO FATTO QUELLO CHE DICI PERCHE NON MI HAI DENUNCIATO?

ed io per l ennesima volta a trattermi per non fare su di lui il gesto insano di spaccagli la testa....le cronache sono piene di omicidi perche qualcuno ha passato il punto di non ritorno, hanno fatto anche una serie televisiva  SANGUE DEL TUO SANGUE...la potete trovare su youtube

praticamente il lurido viscido verme schifoso dopo la morte di nostro padre voleva convincere mia madre a vendere tutte le proprieta per i SOLDIIIIIIIII!!!!!   e se non stai li a litigare per limitare le sue manipolazioni protrebbe riuscire nel suo intento, se cosi deve essere prefersco farlo fuori maii dico mai....permettero ad una ossessione di prevalere sulla mia vita.

 

il togliersi la vita mi pare un passo inconcepibile

cio pensato tante volte ma dio non mi ha dato la forza di farlo...perche io sono un combattente....in casa mia era come combattere con i casamonica e gli spada.


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#27 Karver

Karver

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Inviato 25 settembre 2020 - 06:34

i depressi si suicidano perchè non hanno stimoli

io quelli li ho sempre avuti per esempio

nel caso delle malattie gravi si suicidano perchè vengono a sapere delle notizie brutte sulla loro vita



#28 Il giudicato

Il giudicato

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Inviato 25 settembre 2020 - 11:57

Ovvio vivo o morto, passo di qua e di la e non cambia niente. Vi ricordo che se non siete dentro li non vi muovete., Privi di forza , ossia un corpo fermo che impersona qualcuno , ma " vuoto " senza un abitatore non si muove.

Si siete sempre voi.
Avete paura di spegnervi e non esistere più.
Quella si chiama CANCELLAZIONE , non morte.
La paura di non esistere sparire, perdere il controllo.
Per cui si suppone che nelle tragiche cose si preghi così veloce da non rendercene conto ( se c'è il tempo ) .
Per cui si suppone che la maggior parte della gente sta in mezzo, e non tocca gli estremi.
Per cui quando toccherà toccare un estremità , " auguri " per il semplice fatto di essere solo stati in un mezzo arbitrale e quando tocca un estremo e una tragedia.

Chi tocca gli estremi ne diventa prstico, ma chi lo tocca poche volte può perirne tante.
E può portare a reazioni inaspettate
Così facendo si cresce spiritualmente lentamente.
Non c'è fretta, vero, e una questione soggettiva .

#29 Il giudicato

Il giudicato

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Inviato 26 settembre 2020 - 11:13

Il vantaggio e la conoscenza. Cioè in proporzione infinito contro 1.

#30 celestino

celestino

    Guardati e rifletti, stai intraprendendo la via peggiore

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Inviato 30 settembre 2020 - 03:35

Non so voi ma per me almeno al momento il suicidio rimane incomprensibile, credo che tutti quanti abbiamo in minimo di istinto di autoconservazione e anche nei momenti più bui, il togliersi la vita mi pare un passo inconcepibile, anche ad essere sicuri di non soffrire, il solo pensiero del non sapere che ci aspetta, la possibilità dell'oblio dovrebbe bastare a chiunque per rendere impossibile un simile gesto, eppure succede e anche spesso, cosa può mai scattare della psiche di una persona per avere il "coraggio" di compiere un simile gesto?

Non è affatto una cosa incomprensibile, quando hai mal di denti o di testa prendi una compressa di analgesico per alleviare il dolore, quando il dolore è psichico dovresti drogarti per alleviare tale disagio, chi non è tossicodipendente in tal caso è svantaggiato.

 

Il male psichico è un male che ti rode e corrode nell'animo, una delusione d'amore ad esempio, chi non ne ha avute ?

Tale delusione è la cosa più blanda che ti possa capitare, se poi si sommano altri vari disagi e delusioni, che la vita a volte sembra accanirsi di proposito tutto di un fiato tutto nello stesso periodo, allora può scattare nella mente umana di prendere una compressa di antidolorifico mentale permanente: La pillola del suicidio.

 

Ovviamente poi si cerca il sistema più pratico e congeniale a seconda dell'individuo, ma questa è un'altra storia.



#31 Il giudicato

Il giudicato

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Inviato 03 ottobre 2020 - 12:35

Io purtroppo devo dire che per evitare il gesto, sia giusto assorbire e passivare gli avvenimenti. Lo dico ora dopo 25 anni il mio decesso, forse assorbire i fatti buoni e cattivone prendere l'educazione della vita non lo farebbe fare.
Perché ? L'educazione della vita e così acida da stare tra il bene e il male ed e il comportamento del movimento.

#32 Il giudicato

Il giudicato

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Inviato 03 ottobre 2020 - 01:05

E lo spostamento di ogni momento

#33 dodecaedra

dodecaedra

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Inviato 03 ottobre 2020 - 05:23

Non trascuriamo lo spostamento mentale.
Caratteristica specifica di chi si dichiara deceduto da anni e invece è ancora qui a dire scemenze.

Al suicidio si arriva per debolezza.
Restare qui "a lottare" è più dura.

#34 Il giudicato

Il giudicato

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Inviato 04 ottobre 2020 - 12:13

eh caedra , ma la forza dell' individuo , per fare il gesto dove la mettiamo?
La forza e paragonabile a quando un nostro caro parente si sente male ed e svenuto.
Li serve la forza per tirarlo su. Tutti abbiamo questa forza ?

Comunque caedra a parte la tua maleducazio e, lottare con fede piena si vince , ma lottare non avendola , significa anche " essere vinto " da chi non e dalla tua parte.

#35 Guest_Sri Makalidev _*

Guest_Sri Makalidev _*
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Inviato 04 ottobre 2020 - 09:51



Ci sono modi per morire andando in posti di paradiso. Solo a gente che ha dedicato tutta la sua vita alla perfezione spirituale e qualcosa non è a dato per il verso giusto. Una morte controllata secondo le stelle e con il fuoco poi il rituale non lo conosco, ma non è una morte per suicidio. È qualcosa di completamente diverso. Se vai al liceo è un anno lo perdi mica vai all'inferno. Ripeti l'anno. Per tutto il resto c'è l'inferno dipende il peso e del perchè ti togli la vita. Se lo studente perde nella vita e non si toglie la vita secondo dei rituali che solo maestri veri sanno perde tutti gli anni passati, fai intendere alla divinità che hai paura e quindi devi ricominciare dalla prima lezione se ti va bene, miliardi di nascite. E di tempo all'inferno. Poi dopo tempi lunghi si ha un altra possibilità, per questo i maestri ripetono come un mantra liberatevi dal ciclo di vita e morte. È tremendo.

#36 Il giudicato

Il giudicato

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Inviato 04 ottobre 2020 - 07:34

Mala sono d accordo in parte, il problema dell' inferno e che una volta andati, e finita non si rivive più. Questo perché e una possibilità o meglio ancora una scelta che un individuo fa. Diciamo che per andare all' inferno bisogna avere in odio qualcosa del mondo dei vivi.

#37 dodecaedra

dodecaedra

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Inviato 05 ottobre 2020 - 07:47

eh caedra , ma la forza dell' individuo , per fare il gesto dove la mettiamo?
La forza e paragonabile a quando un nostro caro parente si sente male ed e svenuto.
Li serve la forza per tirarlo su. Tutti abbiamo questa forza ?
Comunque caedra a parte la tua maleducazio e, lottare con fede piena si vince , ma lottare non avendola , significa anche " essere vinto " da chi non e dalla tua parte.

Chiamare le cose col proprio nome non è maleducazione ma coerenza della logica in quel che si dice.

Se poi tu ritieni ci voglia forza fisica (come quella che servirebbe ad alzare da terra chi è caduto), a premere un grilletto o a lasciarsi cadere nel vuoto, penso si tratti di una tua disperazione della realtà.

Fossi maleducata avrei sintetizzato dicendoti altro.

#38 Guest_purple_*

Guest_purple_*
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Inviato 05 ottobre 2020 - 08:03

@Dodecaedra

Debolezza vuol dire tutto e niente. Esiste una forza assoluta in questa vita, qualcuno che messo nelle circostanze più gravi non cederebbe? Qualcuno che non abbia punti deboli? Il forte, qualunque sia la sua definizione, prima o poi cede, se non altro alla morte stessa, o più spesso alla "morte in vita" .
Ma a parte la relatività totale di cosa è una persona forte, si sono suicidati nella storia filosofi come Socrate, generali e senatori romani per onore e per evitare ritorsioni verso i parenti, guerrieri che rischiavano di essere catturati e torturati, intellettuali che avevano troppa coscienza del male che esiste, artisti che hanno dato al mondo più di quanto tanti "forti" potranno mai produrre. Ci sono suicidi filosofici, suicidi calcolati, suicidi per noia, per disperazione, anche per debolezza certo, ma se ogni vita ha un suo percorso e un suo valore, e vanno rispettati, anche una scelta difficile come quella di porre fine ad essa è unica e va altrettanto rispettata.

#39 dodecaedra

dodecaedra

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Inviato 05 ottobre 2020 - 11:43

I morti suicidati che citi hanno scelto di non combattere ancora.
Chi è che gli manca di rispetto?
Certamente non io!
Da quanto mi risulta però non ci hanno messo forza fisica, o sbaglio?

#40 Guest_purple_*

Guest_purple_*
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Inviato 05 ottobre 2020 - 07:48

I morti suicidati che citi hanno scelto di non combattere ancora.
Chi è che gli manca di rispetto?
Certamente non io!
Da quanto mi risulta però non ci hanno messo forza fisica, o sbaglio?

Hai usato la parola giusta, combattere... È sinonimo di coraggio perché si rischia di morire, il dolore, le ferite. Chissà perché chi questa paura atavica la vince, sarebbe debole e senza attributi. Direi piuttosto l'opposto, sfidare la madre delle paure richiede più coraggio che tirare avanti. Sono le motivazioni a fare la differenza, per cosa combattere, per cosa attraversare la soglia, che poi sarebbe sempre la stessa domanda.
Metto una poesia, non bisogna per forza condividerne il punto di vista, ma è una bella poesia.

Amore (C. Bukowski)

amore, disse, gas
dammi un bacio d’addio
baciami le labbra
baciami i capelli
le dita
gli occhi il cervello
fammi dimenticare

amore, disse, gas
aveva una stanza al secondo piano,
respinto da una dozzina di donne
35 editori
e una mezza dozzina di agenzie di collocamento,
ora non voglio dire che valesse
qualcosa
aprì tutti i beccucci
senza accenderli
e andò a letto

qualche ora dopo un tizio diretto
alla stanza 309
accese un sigaro
nella hall

e un sofà volò fuori dalla finestra
e un muro venne giù come sabbia bagnata
una fiamma purpurea divampò fino a 12 metri d’altezza

il tizio a letto
nulla seppe e di nulla si curò
ma oserei dire
che quel giorno
si dimostrò piuttosto in gamba.
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