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Potestà sui viventi ed aborto

vita aborto esseri viventi

  • Per cortesia connettiti per rispondere
21 risposte a questa discussione

#1 viator1945

viator1945

    Utente Junior Plus

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Inviato 27 luglio 2020 - 02:08

Salve. A proposito della distinzione, che io trovo ovvia e dirimente ma purtroppo sembra risulti trascuratissima all'interno delle discussioni umanistico-umanitarie, ........tra........;

 

  • organismo (=ente chimicamente costituito che racchiude relazioni, localizzazioni e funzioni che permettono di differenziarlo dagli esseri "inanimati"),

  • essere vivente (=organismo che, in particolare, possiede un metabolismo e si riproduce),

  • individuo (essere vivente che, in particolare, possiede le caratteristiche che permettono di appartenere ad una specie),

  • essere umano (=individuo che, in particolare, possiede le caratteristiche (le cosiddette "facoltà mentali", NON IMPORTA IN QUALE MISURA) che gli permettono di appartenere alla specie "homo"),

  • persona (=essere umano che possiede a livello completo TUTTE LE NORMALI "facoltà mentali".

 

A proposito di tali distinzioni (ogni "gradino" delle quali ovviamente contiene e sovrasta il gradino precedente – ovvio che la persona sia anche un essere umano, un individuo, un essere vivente ed un organismo)............volevo provare a chiedere : ma le facoltà (cioè la possibilità di scegliere liberamente un comportamento) che una persona può esercitare sugli "esponenti" degli altri sottostanti gradini..........fin dove possono (o dovrebbero potersi) spingersi ?.

 

Naturalmente esistono diversi ambiti, diverse angolazioni dalle quali si può rispondere : c'è la Legge, c'è la morale, c'è l'etica, c'è la religione (quest'ultima ottica la trascurerei poichè introduce – per l'uomo – degli ingredienti, degli aspetti dottrinari e dogmatici ai quali la religione ha già dato ampie e secche risposte attraverso il concetto della irrinunciabile spiritualità e sacralità della figura umana la quale si intende esistere – in completa dignità – sin dal momento della semplice fecondazione biologica).

 

Gli esempi sono semplici : per la Legge sappiamo che è vietato nuocere a-, sfruttare o sopprimere altre persone od esseri umani.

Per quanto riguarda le altre "figure viventi o biologiche" le Leggi cominciano a diversificarsi poichè, mentre continuano generalmente ad opporsi alla soppressione di individui e di esseri viventi, permettono via via lo sfruttamento o persino la proprietà di individui, esseri viventi ed organismi.

 

A tale proposito il criterio dovrebbe essere quello per cui l'uomo avrebbe il diritto di esercitare una sorta di "potestà" sul resto del mondo organico. Potestà che – da un lato – conferirebbe il diritto di veder rispettata la propria vita da parte del mondo organico stesso, dall'altro lato conferirebbe all'uomo il "diritto" di struttare gli aspetti "inferiori" del mondo organico che l'uomo contribuisce a tutelare ALMENO NON DANNEGGIANDOLI.

 

La potestà umana dovrebbe quindi riguardare solo quegli aspetti (coltivazione dei vegetali ed allevamento degli animali) ai quali l'uomo dedica (sebbene a scopo ovviamente egoistico) la propria attenzione, cura, lavoro. L'interpretazione dovrebbe essere – ancor più sottilmente – che per l'uomo sia giusto detenere una potestà su tutto ciò che egli provvede a suscitare, evocare, far nascere e nutrire.

 

 

Ma, a margine di un simile argomento, vorrei anche chiedervi : dal momento che l'embrione appena concepito non è sicuramente (dal punto di vista laico-genetico-biologico-psichico) nè una persona nè un essere umano nè un individuo nè un essere vivente (ma unicamente un ORGANISMO)(certo che sta avviandosi a diventare tutto quello che ho appena ESCLUSO CHE SIA......MA ANCORA NON E')............l'embrione appena concepito, dicevo, secondo voi ricade o no nella potestà delle persone che l'hanno concepito............alla luce della facoltà o del divieto (etici o legali) di decidere di abortire ??. Saluti.

 

 





#2 dodecaedra

dodecaedra

    Utente Senior Plus

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Inviato 28 luglio 2020 - 09:12

Se togli l'etica e la morale -l'uomo- può fare tutto quel che gli pare (quando ne ha il potere decisionale).
Se può compiere genocidi è irrilevante la decisione di un aborto.

Ma forse non ho capito bene la domanda.

#3 viator1945

viator1945

    Utente Junior Plus

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Inviato 28 luglio 2020 - 11:35

Salve dodecaedra. Tu parti presupponendo che etica e morale siano entrambi concetti che contengano solo valori positivi (infantilmente buonistici). A caldo, la pensano più o meno tutti così.

 

Quando una persona sceglie LIBERAMENTE, SENZA VINCOLI O PRESSIONI ALCUNE, di comportarsi in un certo modo (non importa riguardo a che cosa), mette in atto la propria personale ETICA, cioè attribuisce dei propri personali valori ai fattori che sta utilizzando per scegliere, per decidere.

Ovvio, in questo modo, che esistano 7,7 miliardi di etiche personali diverse a fronte di miliardi di miliardi di situazioni di scelta che ciascuno di noi può trovarsi ad affrontare.

Quindi avremo da una parte l'ETICA del massacratore sanguinario, dall'altra quella del martire, infine nel mezzo tutte le altre etiche intermedie, personali, variegatissime, atroci, benefiche, incomprensibili.

 

Quando invece la stessa persona di cui sopra viene chiamata a scegliere il proprio comportamento sulla base di ciò che pensa e vuole la SOCIETA' in cui vive, allora sarà costretto a tener conto di qualcuna delle poche centinaia di MORALI che vigono nella società di cui egli fa parte (al mondo esistono alcune migliaia di società diverse, regolate complessivamente da qualche centinaio di morali diverse).

Perciò la sua scelta sarà non più individuale, ma tenderà ad adeguarsi ad una morale collettiva.

Quindi vedremo ad esempio che egli si tratterrà dal circolare nudo in pubblico (comportamento etico tranquillamente ammesso dai nudisti), dal prendere a calci le vecchiette (comportamento etico adottabile da dei sadici), dal tagliare ed imbalsamare la testa dei nemici (pratica eticissima e moralissima prevista in passato presso alcune società tribali) etc. etc.

 

Ora, praticamente tutte le società del mondo (le pochissime eccezioni vengono conderate una bizzarria) consentono MORALMENTE di calpestare le formiche camminando, di strappare l'insalata dai prati, di macellare gli agnellini, di sterminare i microbi. La giustificazione collettiva di tutto ciò sta nel fatto che il genere umano - secondo le società che si sono generate in esso - avrebbe la potestà (il naturale diritto-dovere-potere) di gestire a propria comodità le forme di vita "inferiori" e comunque tutte le forme di vita che esso uomo ha provveduto a far moltiplicare coltivando, allevando, inseminando.

 

Ora, se il decidere liberamente (da parte della donna o della coppia) di abortire fa certamente parte dell'ETICA della persona o delle due persone che lo decidono, dal punto vista della MORALE la cosa è invece discutibilissima.

La MORALE di una società può considerare illecito e dannoso l'aborto, ma in questo modo essa cadrebbe in contraddizione : come, abbiamo appena visto che quasi tutte le morali permettono all'uomo di fare i propri comodi con le vite che egli suscita, alleva, sfrutta etc. e adesso avremmo la novità di un uomo che non può fare ciò che crede di una forma di vita che egli stesso ha appunto suscitato ?

 

Quindi - in soldoni - la mia domandina originaria diventerebbe : ma l'aborto...........deve venir considerato una decisione facente parte delle scelte ETICHE oppure di quelle MORALI ?. Saluti a tutti.



#4 skynight

skynight

    Remember on November 5th

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Inviato 28 luglio 2020 - 12:26

Quindi - in soldoni - la mia domandina originaria diventerebbe : ma l'aborto...........deve venir considerato una decisione facente parte delle scelte ETICHE oppure di quelle MORALI ?. Saluti a tutti. 

 

 

l'aborto è una scelta personale, l'etica e la morale non ci centrano nulla, la gente e la società non ci devono mettere becco sulle scelte personali di un individuo, punto.


Sotto questa maschera c'è più di semplice carne, c'è un'idea, e le idee sono a prova di proiettile.


#5 dodecaedra

dodecaedra

    Utente Senior Plus

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Inviato 28 luglio 2020 - 12:56

Morale ed etica dunque stanno al centro della pacifica convivenza civile.
È l'uomo stesso che afferma ciò che è morale e cosa no, ciò che è etico e cosa no.
L'aborto e' consentito dall'etica/morale odierna entro i 3 mesi di gravidanza.
Ciò è utile anche a chi si fa lo scrupolo di coscienza in quanto potrà scegliere liberamente di non avvalersene.

Come già dici tu stesso esiste una morale individuale contro la quale è utopico scontrarsi.

La mia morale, per es, mi fa dire che l'uomo, a differenza dei conigli, fa il bene sociale a non replicarsi in continuazione.

#6 viator1945

viator1945

    Utente Junior Plus

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Inviato 28 luglio 2020 - 07:25

Salve. Per skynight e dodecaedra. Ehm..................grazie e scusate. Credo di aver sbagliato nel proporre certe domande. A presto......forse.



#7 gattonero

gattonero

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Inviato 28 luglio 2020 - 08:33

Morale ed etica dunque stanno al centro della pacifica convivenza civile.
È l'uomo stesso che afferma ciò che è morale e cosa no, ciò che è etico e cosa no.
L'aborto e' consentito dall'etica/morale odierna entro i 3 mesi di gravidanza.
Ciò è utile anche a chi si fa lo scrupolo di coscienza in quanto potrà scegliere liberamente di non avvalersene.

Come già dici tu stesso esiste una morale individuale contro la quale è utopico scontrarsi.

La mia morale, per es, mi fa dire che l'uomo, a differenza dei conigli, fa il bene sociale a non replicarsi in continuazione.

Usare l'aborto come controllo delle nascite è da stupidi e ignoranti con tutti gli anticoncezionali che ci sono.Almeno quelli più comuni,il profilattico o la pillola bisogna usarli.



#8 dodecaedra

dodecaedra

    Utente Senior Plus

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Inviato 29 luglio 2020 - 12:17

L'aborto non è il controllo delle nascite ma una circostanza inattesa.
Se poi, per te, sono tutti stupidi e ignoranti perche non hanno usato gli anticoncezionali va bene, veditela con loro.
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#9 silvya

silvya

    kkkhhh??

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Inviato 29 luglio 2020 - 07:56

Usare l'aborto come controllo delle nascite è da stupidi e ignoranti con tutti gli anticoncezionali che ci sono.Almeno quelli più comuni,il profilattico o la pillola bisogna usarli.


di più mettere un figlio in ogni dove, purché ci sia e basta. Come fosse un lecca lecca ! Poi esistono pure i decelebrati

...d.dd..ddddddd.d .    .
z.d


#10 gattonero

gattonero

    Utente Junior

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Inviato 29 luglio 2020 - 08:09

L'aborto non è il controllo delle nascite ma una circostanza inattesa.
Se poi, per te, sono tutti stupidi e ignoranti perche non hanno usato gli anticoncezionali va bene, veditela con loro.

Ho scritto il precedente messaggio perchè implicitamente giustifichi l'aborto dato che hai scritto che l'uomo a differenza dei conigli fa il bene sociale a non replicarsi in continuazione.

 

di più mettere un figlio in ogni dove, purché ci sia e basta. Come fosse un lecca lecca ! Poi esistono pure i decelebrati

Quindi anche tu giustifichi l'aborto?



#11 silvya

silvya

    kkkhhh??

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Inviato 29 luglio 2020 - 08:28

Giustificare una cosa non implica niente, niente di niente, però si molto di più delle cose che conosco o di cui sono venuta a sapere, senza contare il grande piacere della scienza che viene subito dopo, quindi tu non lo giustifichi? Pensavo che il tuo post eta più per riflettere

...d.dd..ddddddd.d .    .
z.d


#12 dodecaedra

dodecaedra

    Utente Senior Plus

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Inviato 29 luglio 2020 - 08:28

Si, giustifico l'aborto. E allora?
Soprattutto concordo con la legge che consente le decisioni individuali.
Magari sono impietosa con le animaliste vegetariane, quelle che passano la vita "petulando" anche il rispetto dei moscerini e poi, incinte senza volerlo, vanno ad abortire.
Ma questo è un altro discorso.
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#13 silvya

silvya

    kkkhhh??

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Inviato 29 luglio 2020 - 08:45

Non rispondere..'??'

...d.dd..ddddddd.d .    .
z.d


#14 Pandora

Pandora

    how U doin'?

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Inviato 29 luglio 2020 - 01:10

Mi sa che il quesito del post non fosse esattamente “sei d’accordo con l’aborto oppure no”. Era più centrato su etica soggettiva e morale pubblica relativamente ad una categorizzazione dell’essere umano secondo lo schema presentato: organismo essere vivente individuo eccetera.
Io non sono d’accordo con questa suddivisione, è questo il mio problema personale, perché credo che anch’essa suddivisione risenta dell’etica soggettiva di chi la scrive e della morale collettiva del proprio tempo, secondo la quale a seconda della società può essere considerato non ancora essere umano anche un bambino già nato, con il famoso aborto post natale. In Olanda con il protocollo di Groningen (2002) che permette l’eutanasia attiva dei neonati non conformi agli standard di vita degna per esempio.
Quindi tutte queste definizioni e categorizzazioni sono dovute - secondo me - ad una volontà di tracciare dei limiti e discernere ciò che è lecito da ciò che non lo è, ma lo fa in maniera non definitiva e non universale.
Se domani uno stato dichiarerà che è da considerare aborto anche la soppressione dei bambini fino a cinque anni ci sarà chi ne usufruirà.
Secondo me rimane solo l’etica soggettiva a guidare il viandante, perché la morale pubblica è una banderuola al vento.

anf puff pant


#15 gattonero

gattonero

    Utente Junior

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Inviato 29 luglio 2020 - 02:10

Non rispondere..'??'

Io non lo giustifico perchè si può prevenire usando i contraccettivi.



#16 viator1945

viator1945

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Inviato 29 luglio 2020 - 02:13

Salve Pandora. Approvo il tuo intervento che mostra come tu abbia capito il senso dell'argomento, indipendendente dal condividerne i presupposti.

 

Io comunque non ero e non sono interessato a discutere cosa stabiliscano le diversi Leggi (il Diritto), le quali rispecchiano appunto le diverse MORALI le quali sono variagate e del tutto variegate sia attraverso il tempo (MORALE da "mores" in latino, cioè i costumi, le usanze, le abitudini).

 

Il quesito da me posto : l'embrione appena concepito, dicevo, secondo voi (deve ricadere) o no nella potestà delle persone che l'hanno concepito........... era ed è comunque rivolto alla persona che stesse leggendolo, quindi all'ETICA personale del lettore. Saluti.



#17 Pandora

Pandora

    how U doin'?

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Inviato 29 luglio 2020 - 02:52

Salve Pandora. Approvo il tuo intervento che mostra come tu abbia capito il senso dell'argomento, indipendendente dal condividerne i presupposti.

Io comunque non ero e non sono interessato a discutere cosa stabiliscano le diversi Leggi (il Diritto), le quali rispecchiano appunto le diverse MORALI le quali sono variagate e del tutto variegate sia attraverso il tempo (MORALE da "mores" in latino, cioè i costumi, le usanze, le abitudini).

Il quesito da me posto : l'embrione appena concepito, dicevo, secondo voi (deve ricadere) o no nella potestà delle persone che l'hanno concepito........... era ed è comunque rivolto alla persona che stesse leggendolo, quindi all'ETICA personale del lettore. Saluti.

Secondo il ragionamento che ti ho fatto, non essendo universali ne’ assolute le morali pubbliche, non dovrebbero nemmeno avere l’arbitrarieta’ di pretendere di fissare dei paletti.
In quanto all’etica soggettiva, quando anche fosse possibile slegarsi dalla morale comunitaria e dai suoi paletti, è quella che decide se usufruire delle possibilità che la morale collettiva offre, a meno di commettere un reato andando oltre.
In realtà in tutti i casi la potenziale vita di una terza persona risulterebbe sempre e comunque in balia di un arbitrio soggettivo e non universale, dell’etica personale anziché della morale comune, ma che allo stesso modo è relativa.
Tu fai l’esempio della possibilità umana di interferire con la Natura, il problema della tua lettura, secondo me, è che del tutto arbitrariamente, secondo la tua etica, oggettivizzi il feto collocandolo nella casella “organismo”
e non “essere umano”, ma le categorizzazioni come abbiamo visto non rispondono a parametri universali. Di fatto l’embrione biologicamente è solo uno dei vari stadi di sviluppo dell’essere umano, che si evolve da morula ad embrione a feto a neonato a bambino ad adolescente ad adulto ad anziano a vecchio senza soluzione di continuità, senza paletti, che non siano una continua fluidità dell’esistenza.
Poi chiaramente ci sono politiche che stabiliscono che debbano morire gli anziani perché non più performanti quindi non più esseri umani validi e contributivi, o gli handicappati, o i malati, ecco io trovo che sia molto pericoloso categorizzare, sempre, perché proprio uno dei fondamenti del nazismo era la riduzione dell’altro ad essere inferiore quindi non degno di vita e quindi sottoposto e sottoponibile all’arbitrio altrui.
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#18 silvya

silvya

    kkkhhh??

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Inviato 29 luglio 2020 - 04:52

Io non lo giustifico perchè si può prevenire usando i contraccettivi.


ok
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#19 viator1945

viator1945

    Utente Junior Plus

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Inviato 29 luglio 2020 - 07:37

Salve Pandora. Mie precisazioni (in grassetto) relative al tuo ultimo intervento : Secondo il ragionamento che ti ho fatto, non essendo universali ne’ assolute le morali pubbliche, non dovrebbero nemmeno avere l’arbitrarieta’ di pretendere di fissare dei paletti. Ma la morale sociale deve essere pluralista, cioè mediare tra le numerosissime etiche individuali, per il semplice fatto che dalla MORALE che devono venir estratte le LEGGI, cioè i paletti che magari non piacciono a nessuno ma debbono per forza valere per tutti.
In quanto all’etica soggettiva, quando anche fosse possibile slegarsi dalla morale comunitaria e dai suoi paletti, è quella che decide se usufruire delle possibilità che la morale collettiva offre, a meno di commettere un reato andando oltre.
In realtà in tutti i casi la potenziale vita di una terza persona risulterebbe sempre e comunque in balia di un arbitrio soggettivo e non universale, dell’etica personale anziché della morale comune, ma che allo stesso modo è relativa. Chiunque può cercare di affermare e mettere in pratica la propria etica personalissima, inclusi gli assassini. Secondo il principio di responsabilità personale però si sarà chiamati a risponderne secondo LEGGI completamente impersonali.
Tu fai l’esempio della possibilità umana di interferire con la Natura, il problema della tua lettura, secondo me, è che del tutto arbitrariamente, secondo la tua etica, oggettivizzi il feto (ho parlato di embrione, non di feto) collocandolo nella casella “organismo”
e non “essere umano”, ma le categorizzazioni come abbiamo visto non rispondono a parametri universali. Di fatto l’embrione biologicamente è solo uno dei vari stadi di sviluppo dell’essere umano, che si evolve da morula ad embrione a feto a neonato a bambino ad adolescente ad adulto ad anziano a vecchio senza soluzione di continuità, senza paletti, che non siano una continua fluidità dell’esistenza. Certamente. Anche virus e batteri possono venir considerati morule od embrioni, cioè un gradino ed un aspetto di una specie di "gestazione evolutiva" riguardante il mondo vivente nel suo complesso......gestazione che di concettualmente diverso non ha proprio nulla di diverso da quella specifica umana, se non il fatto che dura magari nove miliardi di anni anzichè nove mesi.
Poi chiaramente ci sono politiche che stabiliscono che debbano morire gli anziani perché non più performanti quindi non più esseri umani validi e contributivi, o gli handicappati, o i malati, ecco io trovo che sia molto pericoloso categorizzare, sempre, perché proprio uno dei fondamenti del nazismo era la riduzione dell’altro ad essere inferiore quindi non degno di vita e quindi sottoposto e sottoponibile all’arbitrio altrui. Categorizzare è sempre sbagliato perchè pone dei confini inesistenti tra le categorie. Purtroppo è la nostra mente che lavora per categorie e che non può fare diversamente, non essendo in grado di abbracciare la totalità simultanea delle situazioni esistenziali e concettuali. Inoltre il nazismo c'entra come i cavoli a merenda (anche se fa sempre comodo, quale totem negativo) poichè i criteri di inferiorità e superiorità - all'interno di qualsiasi fenomeno evolutivo - sono completamente relativizzabili. Secondo te ciò che risulta più vecchio, originario, fondante, è "superiore" od "inferiore" come importanza.....di ciò che è più recente, più complesso, più variegato ?. Saluti.



#20 Pandora

Pandora

    how U doin'?

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Inviato 29 luglio 2020 - 10:05

Secondo il ragionamento che ti ho fatto, non essendo universali ne’ assolute le morali pubbliche, non dovrebbero nemmeno avere l’arbitrarieta’ di pretendere di fissare dei paletti. Ma la morale sociale deve essere pluralista, cioè mediare tra le numerosissime etiche individuali, per il semplice fatto che dalla MORALE che devono venir estratte le LEGGI, cioè i paletti che magari non piacciono a nessuno ma debbono per forza valere per tutti.

Secondo me in questa definizione sottovaluti il potere politico. Il fatto che una legge esista, non significa che risponda necessariamente alla morale comune, anzi, molto spesso è la morale collettiva che si modella sulla legge, perché siamo abituati a pensare che ciò che dice la legge sia “giusto”, o in ogni caso non vogliamo grane, per cui più frequentemente siamo noi che conformiamo il nostro modo di comportarci e di pensare in base alla legge, e non è la legge che si adegua al sentire comune, specie negli anni più recenti.

In quanto all’etica soggettiva, quando anche fosse possibile slegarsi dalla morale comunitaria e dai suoi paletti, è quella che decide se usufruire delle possibilità che la morale collettiva offre, a meno di commettere un reato andando oltre.
In realtà in tutti i casi la potenziale vita di una terza persona risulterebbe sempre e comunque in balia di un arbitrio soggettivo e non universale, dell’etica personale anziché della morale comune, ma che allo stesso modo è relativa. Chiunque può cercare di affermare e mettere in pratica la propria etica personalissima, inclusi gli assassini. Secondo il principio di responsabilità personale però si sarà chiamati a risponderne secondo LEGGI completamente impersonali.

Non sono così convinta che le leggi siano davvero impersonali, anzi spesso le leggi vengono redatte in base a dei principi morali non necessariamente condivisi dalla maggioranza, che impongono alla popolazione una determinata morale nel momento in cui diventano legge.
La popolazione dopodiché non fa che adeguarsi di conseguenza, inizialmente forse più per il timore delle sanzioni.
Quindi lo spazio per esercitare l’etica soggettiva viene sempre grandemente ridotto dalla legge, nel caso degli aborti per esempio con la politica del figlio unico in Cina, in vigore dal 1979 al 2015. Negli anni ’80 il governo agiva con metodi violenti e arrivando spesso a praticare sterilizzazioni forzate ed aborti. Non lasciava spazio per coltivare l’etica del singolo.

Tu fai l’esempio della possibilità umana di interferire con la Natura, il problema della tua lettura, secondo me, è che del tutto arbitrariamente, secondo la tua etica, oggettivizzi il feto (ho parlato di embrione, non di feto) collocandolo nella casella “organismo”
e non “essere umano”, ma le categorizzazioni come abbiamo visto non rispondono a parametri universali. Di fatto l’embrione biologicamente è solo uno dei vari stadi di sviluppo dell’essere umano, che si evolve da morula ad embrione a feto a neonato a bambino ad adolescente ad adulto ad anziano a vecchio senza soluzione di continuità, senza paletti, che non siano una continua fluidità dell’esistenza. Certamente. Anche virus e batteri possono venir considerati morule od embrioni, cioè un gradino ed un aspetto di una specie di "gestazione evolutiva" riguardante il mondo vivente nel suo complesso......gestazione che di concettualmente diverso non ha proprio nulla di diverso da quella specifica umana, se non il fatto che dura magari nove miliardi di anni anzichè nove mesi.

mi sembra un discorso un po’ così.
Nel momento in cui uccidi una formica adulta, non sei autorizzato ad uccidere anche la vicina di pianerottolo perché comunque si parla di esseri al massimo della loro crescita come specie.
Nonostante il rispetto più o meno verso il mondo animale, l’uomo pone i suoi simili alla pari con se stesso, il principio di uguaglianza tra esseri umani è comunque alla base del nostro ordinamento sociale ed anche giuridico, dato che parliamo di morale collettiva.
Perlomeno sulla carta.
Per cui è pericoloso dal punto di vista dei diritti umani il fatto che si possa discriminare la vita umana in una qualsiasi delle sue manifestazioni, di etnia sesso religione età eccetera.

Poi chiaramente ci sono politiche che stabiliscono che debbano morire gli anziani perché non più performanti quindi non più esseri umani validi e contributivi, o gli handicappati, o i malati, ecco io trovo che sia molto pericoloso categorizzare, sempre, perché proprio uno dei fondamenti del nazismo era la riduzione dell’altro ad essere inferiore quindi non degno di vita e quindi sottoposto e sottoponibile all’arbitrio altrui. Categorizzare è sempre sbagliato perchè pone dei confini inesistenti tra le categorie. Purtroppo è la nostra mente che lavora per categorie e che non può fare diversamente, non essendo in grado di abbracciare la totalità simultanea delle situazioni esistenziali e concettuali. Inoltre il nazismo c'entra come i cavoli a merenda (anche se fa sempre comodo, quale totem negativo) poichè i criteri di inferiorità e superiorità - all'interno di qualsiasi fenomeno evolutivo - sono completamente relativizzabili.

Il nazismo come totem negativo è utile all’estremizzazione del ragionamento, che mira ad indicarne i limiti portandolo alle estreme conseguenze.
Questa cosa invece che hai detto che la mente non possa fare a meno di categorizzare mi interessa, magari faremo un’appendice, perché anche io ho la sensazione che le persone (quindi anche io) abbiano - abbiamo proprio una forma mentale fatta così, tanto è vero che è un classico nelle discussioni l’attribuzione all’interlocutore di appartenenza ad una categoria negativa, come se fosse un vasetto con una etichetta che ha già scritto sopra gli ingredienti.
Capisco sia normale, che sia una nostra esigenza conoscitiva, ma quando viene rivolto a te ti senti oggetto del pregiudizio verso una categoria della quale vieni eletta rappresentante tuo malgrado. Diventa terribilmente una perdita di tempo noiosa, anche perché più interlocutori hanno più categorie in testa, e diventa difficile districarsi tra le attribuzioni che vivono nella loro testa, con la pretesa tu ne risponda.
vabbè

Secondo te ciò che risulta più vecchio, originario, fondante, è "superiore" od "inferiore" come importanza.....di ciò che è più recente, più complesso, più variegato ?. Saluti.

Non ho capito la domanda. Io non ho parlato di superiorità od inferiorita’, mi sembra.
Ho parlato di arbitrarietà e di non universalità della morale comune e delle diverse etiche dei singoli individui.
Non universalità significa che la tal morale o etica non sono valide per tutti e in tutte le situazioni ma che sono scelte arbitrarie, cioè viene deciso che è così e basta.
Ovviamente considero l’universalita’ di livello superiore alla relatività e temporalità, se intendevi questo, ma non perché l’universalita’ sia o non sia vecchia o giovane o colorata o variegata oppure no, quelle sono attribuzioni che non hanno a che fare con la fondatezza della realtà sulla quale dovrebbe basarsi l’universalita’, ti direi che forse solo la scienza può dare la risposta definitiva, ma se poi la decifriamo attraverso i nostri filtri arbitrari siamo punto e a capo :asdsi:
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