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Non sono un fisico e non capisco...


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212 risposte a questa discussione

#201 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 24 agosto 2020 - 02:52

Vorrei riproporre qui la teoria todeschiniana, pur sapendo che non può risolvere tutti gli interrogativi ed inoltre si presta a numerose critiche. Tuttavia, dal momento che alla sua base ci stà l'ETERE, il quale è stato rivalutato anche dalla FISICA QUANTISTICA, proprio perchè senza di esso non si potrebbe spiegare la velocità "fissa" della luce nel vuoto, e tanto meno si potrebbe spiegare la frequenza ( un fotone si propagherebbe nel vuoto come una palla di cannone e quindi in linea retta, e non manifesterebbe nessuna frequenza), qui faccio una breve disamina fra teoria todeschiniana e teoria quantistica, vediamo quali sono i punti di contatto, e quelli che sono in contraddizione.

 

 

MARCO TODESCHINI E LA FISICA QUANTISTICA

 

 

Ho conosciuto le teorie del Todeschini per caso, andando a trovare il famoso fisico Speri Omero, che aveva tutta l’opera “La teoria delle apparenze”

Io mi sono accontentato di acquistare una sintesi, la “Psicobiofisica”, comunque un libro imponente di 700 pagine.

La mia attività di medico di medicina generale, mi ha permesso di comprendere a grandi linee l’opera, anche se ho cercato di evitare le formule matematiche più complesse.

Marco Todeschini era stato proposto come premio NOBEL ma per svariati motivi il NOBEL non gli è stato conferito, soprattutto per la sua disputa con Einstein, di cui avrò il piacere di parlare in seguito.

Marco Todeschini nacque a Valsecca,in provincia di Bergamo, il 25 aprile 1899. Orfano della madre dalla nascita, venne mandato ancora bambino in collegio a Casalmaggiore, dove vi rimase fino all’età di 17 anni, anno in cui entrò nell’esercito come ufficiale del Genio e pilota aviatore. Si laureò in ingegneria meccanica ed elettronica al Politecnico di Torino. Nella sua vita di studioso si specializzò e si diplomò in vari rami della fisica e della fisioneurologia ed insegnò come Professore Ordinario di meccanica razionale ed elettronica al biennio di Ingegneria Superiore STGM in Roma oltre ad essere stato docente di Termodinamica all’Istituto Tecnico Industriale Paleocapa di Stato in Bergamo. Negli attrezzatissimi laboratori del Centro Studi di Pavia, realizzò varie invenzioni e compì una classica serie di ricerche teoriche e sperimentali giungendo a scoprire le modalità con le quali si svolgono e sono collegati tra loro i fenomeni fisici, biologici e psichici, di cui determinò le precise relazioni matematiche reciproche e di assieme coordinandoli tutti in una scienza universale denominata appunto perciò "PsicoBioFisica". Egli lavorò per tutta la vita alla sua originale teoria fisica unitaria, che chiamò "Teoria delle Apparenze", o anche "Psicobiofisica". In contrapposizione alle tesi della relatività einsteniana, viene rivalutato il concetto di "etere", ovvero di un fluido sottilissimo responsabile di ogni moto e fenomeno dell’universo, dal mondo atomico alla cosmologia, comprese anche le realtà biologiche e psichiche. Marco Todeschini visse gli ultimi anni della sua vita a Bergamo, dove morì il 13 ottobre 1988, dopo aver manifestato il volere di riposare nel suo paese natale,Valsecca,dove la sua lapide dice :" Visse la sua vita per la scienza universale". Per quanto si sia ritenuto un fisico classico, tutte le sue teorie travalicano la fisica classica e prevedono altre ipotesi, quali quelle della fisica quantistica.

Paradossali parallelismi fra la fisica Todeschiniana e la fisica quantistica. Todeschini dice: 1. Lo spazio universale non è vuoto, come riteneva Newton, bensì un’estensione tridimensionale sostanziata in ogni suo punto di una densità costante 9.20 elevato alla 20 potenza minore dell’acqua. La fisica quantistica dice: Questi inusuali eventi subatomici diedero ai fisici una nuova prospettiva per comprendere lo spazio vuoto. Per Heinz Pagels della Rockfeller University, il vuoto assomiglia alla superficie dell’oceano : "Immaginate di sorvolare l’oceano con un jet. Da quel punto di osservazione ottimale, la superficie sembra perfettamente uniforme e vuota. Ma voi sapete che se foste su una barca, vedreste enormi onde tutt’attorno. Così si comporta il vuoto. Su grandi distanze - ovvero le distanze che noi sperimentiamo come esseri umani - lo spazio ci appare completamente vuoto. Ma se potessimo analizzarlo da molto vicino vedremmo tutte le particelle quantistiche entrare e uscire dal nulla ". Paradossalmente qui la quantistica ricalca il concetto dello spazio universale non vuoto di Todeschini. Dice addirittura, se voi aveste una barca vedreste enormi onde tutto, intorno. Per la quantistica le particelle possono entrare ed uscire dal nulla. Ma come possiamo conciliare questo con la teoria di Todeschini: la cosa è molto semplice. Per il Todeschini, l’energia di una particella è data dal moto che il fisico identifica come causato dall’effetto Magnus. Ma se noi togliamo il moto ad una particella cosa resta: il nulla, assolutamente il nulla. In tal senso si può dire che i mesoni, così come altre particelle si annullano, semplicemente perché è venuto a mancare il moto che ne caratterizzava l’energia. La quantistica dice che lo spazio vuoto è pieno di energia, e questo sembrerebbe un paradosso, ma il Todeschini dice che uno spazio vuoto nel quale immaginiamo un numero indeterminato di onde o di forze, è del tutto assimilabile ad un pieno, che abbia una densità minima. Ed il Todeschini, a differenza della quantistica riesce a quantizzare questa densità , ed in base a tale scoperta da una spiegazione a quel 40% di fenomeni fisici tuttora sconosciuti. I fenomeni giroscopici, l’inerzia, ecc., sono tutti fenomeni che non sono spiegabili tuttora dalla fisica classica e neppure dalla fisica quantistica, ma solo postulando una densità minima dello spazio che in tal modo acquista a somme linee la densità di un fluido. Solo in tal modo il Todeschini ha potuto spiegare in via teorica e con grande precisione la rotazione e la rivoluzione dei pianeti, l’inerzia dei corpi, gli effetti giroscopici, oltre ad 800 altre scoperte che sarebbe troppo lungo discutere.

Ma andiamo avanti il Todeschini dice: 2. Tutti i campi di forze centrali dell’Universo, astronomici, molecolari, atomici, nucleari, neutronici, mesonici e delle ultime particelle della materia, si identificano ognuno nel campo sferico rotante centro-mosso di spazio fluido, suddiviso, come una cipolla, in una serie di strati sferici concentrici, aventi spessore costante e velocità di rotazione inversamente proporzionale alla radice quadrata del loro raggio Ora per il Todeschini la velocità di rivoluzione degli elettroni attorno al nucleo è superiore a quella della luce. Ma una velocità superiore a quella della luce comporta che la posizione dell’elettrone in qualsiasi momento sia indeterminata, cioè avremmo la stessa possibilità di trovarlo in qualsiasi punto, e questo in piena sintonia con la quantistica. Infatti la quantistica dice: lo stato di una particella viene definito attraverso il valore esatto delle due quantità osservabili posizione e impulso (variabili canoniche); in meccanica quantistica, invece, lo stato di una particella è descritto (nella rappresentazione di Schroedinger) da una funzione d'onda. Essa non ha un proprio significato fisico, mentre lo ha il suo modulo quadro, che fornisce la distribuzione di probabilità della osservabile posizione: per ogni punto dello spazio, assegna la probabilità di trovare la particella in quel punto, quando si misura la sua posizione. Il significato di questa probabilità può essere interpretato come segue: avendo a disposizione infiniti sistemi identici, effettuando la stessa misura su tutti i sistemi contemporaneamente, la distribuzione dei valori ottenuti è proprio il modulo quadro della funzione d'onda. Similmente, il modulo quadro della trasformata di Fourier della funzione d'onda fornisce la distribuzione di probabilità dell'impulso della particella stessa.

E significativo che il Todeschini concepisca l’atomo come uno spazio cento mosso circolante suddiviso come una cipolla, cioè anche l’elettrone diventa un punto indeterminato, che si può concepire come funzione che crea più strati, cioè più onde di spazio, che ha le stesse probabilità di trovarli in uno di questi spazi centro mossi, cioè in sostanza come per la quantistica diventa un funzione d’onda. E se il Todeschini ci dice che in un miliardesimo, di miliardesimo di miliardesimo di secondo potremmo vedere l’elettrone come forza causata da uno spazio circoscritto centro mosso, questo resta solo come fatto teorico, in quanto che il tempo considerato è talmente esiguo, che ci porta nella pratica a considerare l’elettrone più come un onda che come un corpuscolo. E se i corpi caldi emettono corpuscoli ed anche particelle o elettroni, questi sono nel contempo particelle ed onde, cioè l’onda a livello subatomico viene ad identificarsi nella particella secondo meccanismi che per noi sono difficilmente comprensibili Ma andiamo avanti con queste interessanti considerazioni. Dice il Todeschini : 3 In tutti i campi centrali dell’Universo, la misteriosa forza longitudinale che spinge le masse planetarie a compiere delle rivoluzioni intorno alla massa centrale, si identifica nella spinta che quelle masse planetarie ricevono da parte delle linee di flusso circolari in cui sono immerse. Resta così dimostrato che tali masse non sono immerse in uno spazio vuoto, come sosteneva Newton, per i sistemi astronomici, e come riteneva Bohr per i sistemi atomici, ma sono immerse in un campo fluido centro-mosso Pertanto per il Todeschini lo spazio non è vuoto, ma è un pieno, seppure caratterizzato da una densità infinitesimale. Ma sentiamo cosa dice la quantistica: Questi inusuali eventi subatomici diedero ai fisici una nuova prospettiva per comprendere lo spazio vuoto. Per Heinz Pagels della Rockfeller University, il vuoto assomiglia alla superficie dell’oceano : "Immaginate di sorvolare l’oceano con un jet. Da quel punto di osservazione ottimale, la superficie sembra perfettamente uniforme e vuota. Ma voi sapete che se foste su una barca, vedreste enormi onde tutt’attorno. Così si comporta il vuoto. Su grandi distanze - ovvero le distanze che noi sperimentiamo come esseri umani - lo spazio ci appare completamente vuoto. Ma se potessimo analizzarlo da molto vicino vedremmo tutte le particelle quantistiche entrare e uscire dal nulla ". Per il Todeschini uno spazio vuoto che sia pieno di forze equivale ad uno spazio pieno in cui la densità sia minima. Ma come possono secondo la quantistica le particelle entrare ed uscire dal nulla? Per il Todeschini la spiegazione è semplice, ma dovremmo prima porci la domanda : cos’è l’energia, quale è l’essenza delle forze. Per il Todeschini l’energia non può essere altro che uno spazio di minima densità a cui è stato conferito un moto. In sostanza una particella per esistere, deve avere in se un moto, se togliamo quello la particella cessa di esistere. La quantistica dice : il nulla assomiglia alla superficie dell’oceano: se noi potessimo analizzarlo vederemmo particelle entrare ed uscire dal nulla. Il Todeschini direbbe: quello che crediamo il nulla è in realtà il vuoto che ha una densità infinitesimale. Se noi lo analizziamo vediamo particelle entrare ed uscire dal nulla, e quando la particella si annulla è semplicemente perché ha perso il suo moto e si è uniformata allo spazio universale. Sappiamo dalla quantistica che esistono particelle di materia e di antimateria, ma attribuire un simile attributo a delle particelle è un operazione del tutto gratuita. Infatti in cosa consiste la materia? Ed in cosa consiste l’antimateria? Sono semplicemente delle funzioni di un fluido universale unico che riempie lo spazio. Una particella di materia è una particella che ruota in un certo modo, ad esempio vista dall’osservatore in senso orario, una particella di antimateria non è altro che una particella che ruota in senso opposto. E’ chiaro che quando si incontrano si annullano liberando energia. Ma andiamo avanti in queste interessanti considerazioni Il Todeschini dice: 4 In qualsiasi campo centrale di forze dell’Universo, le masse planetarie, essendo costituite da una o più sfere di spazio fluido che ruotano su se stesse, in senso contrario alle linee di flusso circolari del campo in cui sono immerse, sono soggette, per effetto Magnus, ad una forza risultante Fr inclinata, che si può scomporre in due: una Ft trasversale alle linee di flusso circolari, che sospinge le masse planetarie verso il centro del campo; ed una Fl longitudinale che tende a far loro compiere delle rivoluzioni intorno al centro del campo: Ne risulta che le masse planetarie sono spinte dalla forza risultante inclinata, che è tangente alla traiettoria che descrivono, a seguire tale curva, la quale risulta una spirale, mentre si avvicinano al centro del campo, o cadono sopra la massa centrale; oppure se prima che ciò avvenga, riescono ad aumentare la loro velocità di rivoluzione in modo da acquistare un’accelerazione centrifuga maggiore di quella centripeta, si allontanano dal centro del campo percorrendo il ramo di semispirale simmetrico ed opposto. Le masse planetarie di tutti i sistemi di forze centrali dell’Universo, nel rivoluire o nel cadere verso il centro del campo descrivono quindi tutte una traiettoria costituita da due rami di spirale simmetrici ed opposti, che si incontrano in due punti doppi, uno più lontano dal centro del campo (afelio), ed uno più vicino (perielio). Questa traiettoria considerata dalla massa posta al centro del campo, appare come un’ellissi. Resta così provato che le masse planetarie di tutti i sistemi dell’Universo, si comportano come quelle immerse in un campo fluido centro-mosso, perché come queste seguono le tre leggi di Keplero.

Qui chiaramente il Todeschini si discosta dalla legge di Einstein, che dice che le masse planetarie ruotano attorno ai pianeti perché lo spazio si curva. Ma poiché per Einstein lo spazio è il vuoto assoluto, il Todeschini si chiede come possa il vuoto assoluto, cioè il nulla a curvarsi. In effetti è un ragionamento che non fa nessuna piega se ipotizziamo un vuoto assoluto, ma se immaginiamo uno spazio con un minimo di densità questo ragionamento diventa più che logico, e dal momento che anche per la quantistica il vuoto, che chiama nulla è pieno di forze, possiamo ipotizzare che questo nulla abbia un minimo di densità.

. La misteriosa forza di gravità che risente un nucleo di idrogeno immerso in un campo astronomico, si identifica nella spinta centripeta che esso subisce per effetto Magnus per il fatto che il nucleo ruota su se stesso in senso contrario alle linee di flusso del campo astronomico in cui è immerso. Risulta così svelato, per la prima volta al mondo, la causa, l’essenza e la natura fluidodinamica della forza di gravità. Se consideriamo che i corpi sono costituiti da un numero più o meno grande di atomi di idrogenioni, ne segue che il peso in un qualsiasi corpo si risolve nella forza centripeta totale dei suoi nuclei, dovuta all’effetto Magnus di ciascuno di essi.

Il Todeschini ha introdotto un concetto nuovo nella fisica, e cioè che le masse minori, come ad esempio gli elettroni, sono generate dall’effetto rotatorio di masse maggiori. Ad esempio il nucleo atomico ruotando, trascina lo spazio fluido nel quale è immerso e del quale è costituito. Tale movimento rotatorio genera per effetto Magnus le masse minori che ruoteranno attorno al nucleo con una velocità inversamente proporzionale alla distanza, fintanto che la minima densità dello spazio determinerà per attrito lo spegnersi di tale effetto rotatorio. Pertanto possiamo sapere per certo che gli elettroni gireranno attorno al nucleo con un movimento rotatorio esattamente opposto a quello del nucleo stesso, in sostanza se il nucleo gira in senso orario (per l’osservatore) gli elettroni gireranno in senso antiorario. Se un protone ed un elettrone che hanno movimenti opposti vengono a toccarsi il loro movimento si annulla e così pure si annulla la loro massa liberando energia. Questo in teoria, ma in pratica poichè il neutrone ha massa molto superiore all'elettrone, non fa altro che rallentare il suo moto rotatorio sotto la soglia critica per generare altri elettroni per effetto Magnus. In sostanza il protone perde solo la sua carica ed acquista un minimo di massa in più, ma da questo veniamo a sapere che una particella ha una carica se il suo moto di rotazione supera una determinata soglia critica. Pertanto il neutrone si trasforma in protone, che ha movimento rotatorio sotto la soglia critica, cioè è privo di carica, ma qualora fosse bombardato con altri elettroni, o con un flusso di campo fluido ad elevata velocità, riacquisterebbe la sua velocità e la sua carica originali, ed avendo inoltre massa maggiore, libererebbe elettroni ed altre particelle subatomiche. Inoltre il Todeschini ci rivela anche il perché della misteriosa forza di gravità: “La misteriosa forza di gravità che risente un nucleo di idrogeno immerso in un campo astronomico, si identifica nella spinta centripeta che esso subisce per effetto Magnus per il fatto che il nucleo ruota su se stesso in senso contrario alle linee di flusso del campo astronomico in cui è immerso e si trasmette solo per onde per la discontinuità delle linee di flusso del campo; questo poi si ripercuote anche a livello macroscopico.

Potremmo avere un anti forza di gravità? No perché la forza di gravità è data dalle linee di forza del campo astronomico, che determinerà sempre, e per effetto Magnus, la velocità di rotazione dei sistemi atomici immersi nel campo. Pertanto il nucleo girerà sempre in senso opposto alle linee del campo. Un oggetto che si muove nell’ambito del campo, non è che vada a fendere l’etere (se così si vuol chiamare la minima densità del campo), ma assumerà a mano a mano che si sposta nel campo, la forza del campo stesso, che imprimerà agli idrogenioni una velocità sempre opposta alle linee del campo.

6. La misteriosa forza di attrazione elettrica che risente un elettrone planetario immerso in un campo atomico, si identifica con la spinta centripeta che esso subisce per effetto Magnus per il fatto che tale elettrone ruota su se stesso in senso contrario alle linee di flusso del campo atomico in cui è immerso. Risulta così svelato, per la prima volta al mondo, la causa, l’essenza e la natura fluidodinamica della forza elettrica.

Anche la forza elettrica pertanto non è altro che una forza che viaggiando lungo determinate linee, imprime all’elettrone una forza che gli conferisce una spinta centripeta tanto da farlo ruotare in senso contrario alle linee di flusso del campo. Se noi riuscissimo teoricamente a far ruotare l’elettrone secondo le linee del campo cioè in senso opposto, l’elettrone si annullerebbe, perché la forza gli è conferita dal campo stesso solo se gira secondo le linee di flusso del campo.

7. La misteriosa forza di attrazione magnetica che risente un elettrone planetario immerso in un campo neutronico, si identifica con la spinta centripeta che esso subisce per effetto Magnus per il fatto che tale elettrone ruota su se stesso in senso contrario al campo ed è spinto verso il protone centrale. Risulta così svelato, per la prima volta al mondo, la causa, l’essenza e la natura fluidodinamica della forza magnetica.

La forza magnetica è del tutto sovrapponibile alla forza elettrica e vigono le stesse leggi.

8. La misteriosa forza di interazione forte che risente un androne ruotante su se stesso in senso contrario al campo fluido in cui è immerso, si identifica nella spinta centripeta che esso subisce per effetto Magnus che lo spinge verso l’antiandrone centrale che ruota in senso contrario al suo.

Anche nel subatomico le leggi sono le stesse. Se un androne si dovesse incontrare con un antiandrone ovviamente si annullerebbero

9. La misteriosa forza di interazione debole che risente una particella planetaria qualsiasi, immersa nel campo di una antiparticella, che ruota in senso, si identifica nella spinta centripeta che la particella planetaria subisce per effetto Magnus. Resta così svelata, per la prima volta al mondo, la causa, l’essenza e la natura fluidodinamica della forza di interazione debole.

Stessa regola per le particelle e le antiparticelle

In sostanza prendendo in considerazione i punti fondamentali della quantistica, possiamo fare un analisi punto per punto dei punti somiglianti alla fisica di Todeschini.

 

Punti fondamentali della quantistica:

- Non esiste una realtà obiettiva della materia, ma solo una realtà di volta in volta creata dalle "osservazioni" dell’uomo. - Le dinamiche fondamentali del micromondo sono caratterizzate dall'acausalità. - E’ possibile che, in determinate condizioni, la materia possa "comunicare a distanza" o possa "scaturire" dal nulla. - Lo stato oggettivo della materia, è caratterizzato da una sovrapposizione di più stati.

Per il Todeschini :non esiste una realtà obiettiva della materia, ma solo una realtà di volta in volta creata dalle "osservazioni" dell’uomo. Sostanzialmente è la stessa cosa che dice anche la quantistica. Esternamente a noi non esiste una realtà come noi la vediamo, ma esiste una realtà composta da corpuscoli e particelle che soltanto quando colpiscono i nostri organi di senso diventano, musica, luce, colori, bellezza, sensazioni tattili ecc. Al di fuori di noi esiste un mondo completamente buio, silenzioso, atermico che non esisterebbe se non vi fosse un intelligenza che lo scopre e lo qualifica. Pertanto la materia senza un osservatore non è nulla, non esiste o esiste solo in senso teorico

- Le dinamiche fondamentali del micromondo sono caratterizzate dall'acausalità Questa è facile da spiegare dal momento che la casualità possiamo concepirla in un sistemo non infinito. Nel momento in cui questo sistema diventa infinito, non è più possibile parlare di casualità, ma necessariamente di acasualità. E poiché qualsiasi sistema nell’universo tende all’infinito, non possiamo che dar ragione alla quantistica Per fare un esempio banale, possiamo fare quello delle previsioni del tempo. Poiché per le previsioni del tempo entrano infiniti fattori, non possiamo che limitarci a fare delle previsioni a brevissimo termine. Quelle a lungo termine diventano del tutto gratuite.

- E’ possibile che, in determinate condizioni, la materia possa "comunicare a distanza" o possa "scaturire" dal nulla

Anche questo è in linea con la concezione todeschiniana. Poiché lo spazio sia pure di minima densità è concepito come un mezzo rigido, ne risulta che lo spazio stesso che esiste fra due corpi viene a mancare di consistenza. In sostanza lo spazio non esiste, ma è solo una funzione soggettiva legata agli organi di senso. Pertanto lo spazio, come tutte le altre funzioni (luce, calore, suoni, tatto ecc) rientra nella stessa categoria del soggettivo, e pertanto due corpi possono comunicare a distanza nel senso che non comunicano, ma sono semplicemente sempre in contatto

- Lo stato oggettivo della materia, è caratterizzato da una sovrapposizione di più stati.

Abbiamo già fatto l’esempio della cipolla, mi pare che un esempio migliore di quello non ci sia

Comunque alcune correzioni vengono apportate alla quantistica:

In meccanica classica, lo stato di una particella viene definito attraverso il valore esatto delle due quantità osservabili posizione e impulso (variabili canoniche); in meccanica quantistica, invece, lo stato di una particella è descritto (nella rappresentazione di Schroedinger)

Secondo la formula di Schroedinger per ogni punto dello spazio, assegna la probabilità di trovare la particella in quel punto, quando si misura la sua posizione. Il significato di questa probabilità può essere interpretato come segue: avendo a disposizione infiniti sistemi identici, effettuando la stessa misura su tutti i sistemi contemporaneamente, la distribuzione dei valori ottenuti è proprio il modulo quadro della funzione d'onda. Similmente, il modulo quadro della trasformata di Fourier della funzione d'onda fornisce la distribuzione di probabilità dell'impulso della particella stessa.

In sostanza noi avremmo la possibilità di trovare un elettrone in qualsiasi punto del sistema atomico. Se questo per Todeschini è valido per l’atomo libero ed isolato da altri sistemi, è fuor di dubbio che nel momento in cui l’atomo entra in contatto con altri sistemi per formare delle molecole, l’equazione di Schroedinger viene a cadere perché tutti gli elettroni si dispongono su un piano. Non sarebbe altrimenti possibile spiegarsi il perché dei cristalli e delle molecole che si dispongono secondo ordinamenti precisi, cis e trans. Pertanto gli elettroni intorno al nucleo nell’ambito di un cristallo sono più paragonabili agli anelli di saturno che ad una disposizione caotica ed indeterminata. Se la fisica classica ha spiegato una parte della realtà, possiamo intendere questa parte come una faccia della medaglia; l’altra faccia della medaglia è sicuramente stato spiegato dalla fisica quantistica e Todeschini ci ha messo il sale. 

 





#202 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 24 agosto 2020 - 10:28

A mio avviso bisogna cambiare prospettiva .

 

Mi serve un attimo** per la storia degli atomi.

 

Per una nuova prospettiva  c'è  questo libro in italiano sull' universo elettrico*:

 

"A Beginner's View of Our Electric Universe "

 

https://www.newtoeu....educed_size.pdf

 

 

La sintesi è semplice:  non puoi usare le leggi della materia a 25 °C e 1 atm di pressione ( e somma della carica elettrica = 0) nel cosmo, dove la materia è in condizioni molto diverse , nè puoi trattare protoni ed elettroni dimenticando l' elettromagnetismo .

 

 

*

è un pdf pesante

 

 

**

giusto il tempo di rileggere il pdf di cui sopra

Piter, non è fore che il tuo sito non abbia per caso scoperto l'acqua calda: le forze elettriche o meglio elettromagnetiche nell'universo sono note da qualche secolo. Basta la banale Wikipedia per avere un quadro:

 

Wikipedia

L'elettricità indica genericamente tutti i fenomeni fisici su scala macroscopica che coinvolgono una delle interazioni fondamentali, l'interazione elettromagnetica, con particolare riferimento all'elettrostatica. A livello microscopico, tali fenomeni sono riconducibili all'interazione tra particelle cariche su scala molecolare: i protoni nel nucleo di atomi o molecole ionizzate, e gli elettroni. I tipici effetti macroscopici di tali interazioni sono le correnti elettriche e l'attrazione o repulsione di corpi elettricamente carichi. La carica elettrica è una di quelle entità che può essere misurata ed utilizzata, ma non può essere definita in termini facilmente comprensibili, perché, come per lo spazio, il tempo e la massa, non è facile darne una esauriente definizione. Un oggetto dotato di una carica elettrica esercita una forza a una certa distanza su un altro oggetto avente una carica elettrica. Contrariamente alla forza di gravità, la quale fa sì che un oggetto ne attragga un altro, gli oggetti con una carica elettrica possono sia attrarsi sia respingersi l'un l'altro. Inoltre, la gravità è in rapporto diretto con la massa degli oggetti in questione, mentre la carica elettrica e la massa non sono in rapporto quando gli oggetti sono immobili.

Gli esperimenti dimostrano che ci sono due diversi tipi di carica elettrica. Il primo di questi è denominato carica positiva o carica +, ed è associato ai nuclei degli atomi di tutte le specie chimiche. Il secondo è la carica negativa o -, ed è proprio di tutti gli elettroni che circondano il nucleo dell'atomo. In genere, la carica positiva del nucleo è esattamente uguale alla somma delle cariche negative degli elettroni che lo circondano.

Il verso delle forze, che agiscono tra gli oggetti aventi una carica elettrica, dipende dal tipo di carica su questi oggetti. Ad esempio, se due oggetti hanno lo stesso tipo di carica, siano entrambi positivi o entrambi negativi, gli oggetti si respingono. Quando i due oggetti hanno carica opposta, essi si attraggono l'uno con l'altro. Questa forza elettrica d'attrazione, tra i nuclei positivi e gli elettroni negativi, lega questi ultimi al nucleo. Lo spazio intorno ad un elettrone o un qualsiasi altro oggetto avente una carica elettrica sembra trovarsi in uno stato di sollecitazione, denominato campo elettrico. È questo che interferisce con i campi elettrici di altri oggetti elettricamente carichi e provoca le forze reciproche tipiche di tali oggetti. Ma se si imprime un movimento agli elettroni, il loro percorso viene circondato da un altro nuovo campo, denominato campo magnetico. La forza di questo campo è direttamente proporzionale sia al numero di elettroni in movimento sia alla velocità a cui si muovono, ossia, in altri termini, alla corrente.

 

Oppure un altro buon sito:

 

https://pwg.gsfc.nas...ze/Isun3mag.htm

 

È risultato che il campo magnetico nelle macchie solari è intenso come quello che si trova vicino ai poli di un ferro magnetizzato -- ma che si estende su regioni di migliaia di chilometri di ampiezza. Usando le unità di misura convenzionali, l'intensità del campo magnetico nelle macchie raggiunge circa 1500 gauss (0,15 Tesla), mentre il campo nelle vicinanze della superficie terrestre è tipicamente attorno a 0,3-0,5 gauss, a seconda della località. Nello spazio interplanetario lungo l'orbita terrestre, il campo magnetico (portato dal vento solare proveniente dal Sole) è molto più debole, tipicamente attorno a 0,00006 gauss, mentre lungo le orbite dei pianeti esterni è anche 20 volte più debole. Tuttavia, anche lì, la strumentazione a bordo di sonde come il Voyager 2 è in grado di misurarlo in modo affidabile.

    Le macchie solari presentano molte caratteristiche interessanti. In genere (ma non sempre) le macchie appaiono a coppie, con polarità magnetiche opposte. A metà di un ciclo solare, la macchia "anteriore" (nella direzione della rotazione del Sole) avrà sempre una polarità N, mentre la macchia "posteriore" avrà una polarità S. Nel ciclo successivo le polarità si scambiano sempre. Anche il campo magnetico generale, che genera i poli magnetici nord e sud del Sole, inverte la sua polarità ad ogni ciclo, e il momento dell'inversione avviene normalmente dopo 3 anni dal minimo della presenza delle macchie. Tutto questo suggerisce che il ciclo undecennale è un fenomeno magnetico. Gli astronomi ritengono che le correnti elettriche, che scorrono nel plasma solare e generano questi campi, traggono la loro energia dalla rotazione non uniforme del Sole -- più rapida all'equatore -- la quale a sua volta è alimentata dal flusso globale di gas solare.

 

Oltretutto l'autore del sito che hai posto si pone delle domande che mi pare siano abbastanza scontate anche in base a quello che è scritto sopra:

 

 

• Come si spiega il fatto che alcune aree del Sole sono relativamente fredde, mentre dovrebbero logicamente essere calde?

• Come fanno i campi magnetici interni al Sole, in particolare quelli associati alle macchie visibili, a schermare verso di noi il calore generato all'interno?

• Se all'interno del Sole si produce veramente una continua esplosione nucleare, perché noi vediamo soltanto un basso livello di un particolare tipo di radiazione 'rivelatrice di attività nucleare', quando questa dovrebbe essere ad un livello molto, molto più alto?

 

Tutte queste domande sono spiegate meravigliosamente nel "SOLE FREDDO" di Enzo Boscoli. All'interno del sole non si produce continuamente una continua esplosione nucleare, ma le razioni sono abbastanza "lente", una reazione di fusione dell'idrogeno ogni minuto (circa) per 1 cm^2 di sole, altrimenti non si spiegherebbe la lunghissima vita del sole, che si presume sia intorno ai 10 miliardi di anni.



#203 Piter

Piter

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Inviato 25 agosto 2020 - 04:58

Piter, non è fore che il tuo sito non abbia per caso scoperto l'acqua calda: le forze elettriche o meglio elettromagnetiche nell'universo sono note da qualche secolo. Basta la banale Wikipedia per avere un quadro:

 

...

 

 

Quel sito non ha scoperto l'acqua calda,  semplicemente dice una cosa che dovrebbe essere ovvia: esiste uno stato della materia chiamato plasma,  caratterizzato da temperature molto elevate,  ossia quelle osservate nel cosmo;  se si vuole comprendere la quint' essenza dei fenomeni del del cosmo bisogna comprendere le leggi chimico fisiche del plasma,  di cui in realtà sappiamo ben poco ; tra le leggi del plasma ci sono anche quelle dell'elettromagnetismo .

 

Quindi non banalizziamo.

 

A proposito, wikipedia non è banale.

 

Infine tra misteri della nostra epoca c'è anche quello che al pensiero reazionario sta sulle scatole wikipedia*.

 

Vai a capirne il perchè .

 

Forse perchè è gratis ? 

 

Forse perchè non scritta in toto da qualche dittatore ? 

 

 

 

 

*

l'avversione del potere reazionario verso la diffusione del sapere è storia antica


E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero
Le labbra si macchiano e le macchie sono un segno di riconoscimento
E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero


#204 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 26 agosto 2020 - 01:30

A proposito di plasma i fulmini sulla terra ne sono un esempio, ora con un programma ho rallentato il filmato 10.000 e 100.000 volte, ed il fulmine si presenta sempre come un lampo di Flash:

 

 

 

Come si vede, per quanto si rallenti, il fulmine si presenta sempre come un lampo di Flash. Questo dipende dal fatto che la zona dove si sviluppa il fulmine è una zona altamente ionizzata, ed in qualsiasi punto di questa zona ionizzata si generi l’energia essa si propaga alla velocità della luce, per cui potremmo rallentare fin che vogliamo avremmo sempre lo stesso effetto immediato. Per rallentare così tanto il filmato, dal momento che il programma mi rallenta al massimo 10 volte, ho dovuto più volte crearlo e successivamente riprenderlo con il programma, in modo da arrivare a rallentare 10.000 e 100.000 volte.



#205 G.a.b.r.i.e.l

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Inviato 26 agosto 2020 - 02:28

da arrivare a rallentare 10.000 e 100.000 volte.


Ma il filmato originale quanti fotogrammi conteneva?



#206 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 26 agosto 2020 - 03:29

Ma il filmato originale quanti fotogrammi conteneva?

E va a saperlo!! Il filmato originale dura 4 minuti e 20 sec, per realizzare quello che ho messo sopra ne ho utilizzato solo un piccolissimo tratto.

Oltretutto c'è una cosa che non sono ancora riuscito a spiegare, per evidenziarla ho rallentato un trattino del filmato originale di 100 volte.

 

 

Dimmi cosa ne pensi.



#207 inmezzoalcielo

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Inviato 26 agosto 2020 - 03:43

E va a saperlo!! Il filmato originale dura 4 minuti e 20 sec, per realizzare quello che ho messo sopra ne ho utilizzato solo un piccolissimo tratto.

Oltretutto c'è una cosa che non sono ancora riuscito a spiegare, per evidenziarla ho rallentato un trattino del filmato originale di 100 volte.

 

Come si vede, per quanto si rallenti, il fulmine si presenta sempre come un lampo di Flash. 

 

Come puoi pensare di rallentare un video che già di suo ha pochi fotogrammi al secondo? E mi pare di capire che Gabriel questo lo abbia già intuito.

Mancano le informazioni, anche se lo fai girare a un milardo di volte più lento vedrai solo quei 2, 3 fotogrammi in cui appare il lampo.

Hai bisogno di una speciale telecamera ad altissima velocità usata per lo slow motion.

 

Il tuo video girerà al massimo a 30 fotogrammi al secondo ma penso meno

 

Questo invece a più di 100.000 fotogrammi al secondo, per riprendere un fulmine

 


Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza.

Oscar Wilde


#208 SauroClaudio

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Inviato 26 agosto 2020 - 04:17

Come puoi pensare di rallentare un video che già di suo ha pochi fotogrammi al secondo? E mi pare di capire che Gabriel questo lo abbia già intuito.

Mancano le informazioni, anche se lo fai girare a un milardo di volte più lento vedrai solo quei 2, 3 fotogrammi in cui appare il lampo.

Hai bisogno di una speciale telecamera ad altissima velocità usata per lo slow motion.

 

Il tuo video girerà al massimo a 30 fotogrammi al secondo ma penso meno

 

Questo invece a più di 100.000 fotogrammi al secondo, per riprendere un fulmine

 

Deve essere come dici, comunque bello il tuo filmato.

Però da un fotogramma e l'altro della mia telecamera quanto tempo può passare??

Questa sera provo a filmare sullo schermo del mio computer i fulmini che ci sono nel tuo filmato e vediamo se poi è diverso.



#209 inmezzoalcielo

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Inviato 26 agosto 2020 - 04:52

Deve essere come dici

 

Non è che è come dico io, è un semplice fatto pratico, una normale telecamera o videocamera riprende a un certo numero di fotogrammi per ogni secondo, cioè scatta X foto ogni secondo, invece l'occhio umano non scatta dei fotogrammi ma riprende in un ciclo continuo. 

 

@ignorante in questa stessa discussione aveva postato questo video in cui viene ripresa la luce in slow motion, non ricordo di preciso ma sembra un milardo di fotogrammi al secondo o qualcosa del genere

 


Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza.

Oscar Wilde


#210 G.a.b.r.i.e.l

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Inviato 26 agosto 2020 - 06:26

Però da un fotogramma e l'altro della mia telecamera quanto tempo può passare??


Se un fulmine dovesse percorrere 300km (il record è di 321 km), e se dovesse viaggiare alla velocità della luce, occorre 1ms o 1000µs. Se dovesse percorrere 30 km a quella velocità, occorrono 100µs. Se dovesse percorrere 3 km a quella velocità, occorrono 10µs. Per 300 metri occorre 1µs.

Se una videocamera genera 25fps allora 1000ms/25fps=40ms ovvero tra due fotogrammi passano 40ms.
Se genera 30fps 1000ms/30fps=circa 33ms ovvero tra due fotogrammi passano circa 33ms.

Per poter apprezzare eventi molto brevi è necessario usare videocamere speciali quindi rallentare il filmato prodotto come già detto.

Esempio, se una videocamera genera (registra) 1000fps, tra un fotogramma e il successivo passa 1ms. Se genera 7000 fps, tra un fotogramma e l'altro passano 143µs. Nel caso di 100000fps la distanza è di 10µs.

Un altro problema è la sovraesposizione, che impedisce di vedere la forma del fulmine l'istante quando appare più luminoso - e che " sembra " un fulmine globulare. In realtà la vera forma non si vede. Le fasce nere che hai evidenziato potrebbero essere legate al funzionamento della videocamera o del software di editing, non saprei.

Osservando i fulmini senza dubbio c'è una fase brevissima potente luminosa (che non sempre è presente) e l'altra molto più lenta, prima e dopo.



#211 SauroClaudio

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Inviato 26 agosto 2020 - 08:58

Se un fulmine dovesse percorrere 300km (il record è di 321 km), e se dovesse viaggiare alla velocità della luce, occorre 1ms o 1000µs. Se dovesse percorrere 30 km a quella velocità, occorrono 100µs. Se dovesse percorrere 3 km a quella velocità, occorrono 10µs. Per 300 metri occorre 1µs.

Se una videocamera genera 25fps allora 1000ms/25fps=40ms ovvero tra due fotogrammi passano 40ms.
Se genera 30fps 1000ms/30fps=circa 33ms ovvero tra due fotogrammi passano circa 33ms.

Per poter apprezzare eventi molto brevi è necessario usare videocamere speciali quindi rallentare il filmato prodotto come già detto.

Esempio, se una videocamera genera (registra) 1000fps, tra un fotogramma e il successivo passa 1ms. Se genera 7000 fps, tra un fotogramma e l'altro passano 143µs. Nel caso di 100000fps la distanza è di 10µs.

Un altro problema è la sovraesposizione, che impedisce di vedere la forma del fulmine l'istante quando appare più luminoso - e che " sembra " un fulmine globulare. In realtà la vera forma non si vede. Le fasce nere che hai evidenziato potrebbero essere legate al funzionamento della videocamera o del software di editing, non saprei.

Osservando i fulmini senza dubbio c'è una fase brevissima potente luminosa (che non sempre è presente) e l'altra molto più lenta, prima e dopo.

Pertanto mi par di capire, se la mia videocamera genera 30 fps/sec, fra un fotogramma e l'altro ci sarebbe uno "spazio di tempo" di 33 ms. E vuoi che in 33 ms si generi una palla luminosa che occupa quasi tutto il cielo??? Perchè effettivamente si passa improvvisamente dal "quasi buio" ad una luce intensissima e vasta. Quella luce intensissima e vasta si deve essere generata in 33ms.........................



#212 celestino

celestino

    Guardati e rifletti, stai intraprendendo la via peggiore

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Inviato 28 agosto 2020 - 05:57

E va a saperlo!! Il filmato originale dura 4 minuti e 20 sec, per realizzare quello che ho messo sopra ne ho utilizzato solo un piccolissimo tratto.

Oltretutto c'è una cosa che non sono ancora riuscito a spiegare, per evidenziarla ho rallentato un trattino del filmato originale di 100 volte.

 

 

Dimmi cosa ne pensi.

Secondo me è un effetto di saturazione del sensore della telecamera.



#213 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 29 agosto 2020 - 08:14

Secondo me è un effetto di saturazione del sensore della telecamera.

Intendi le fascie nere a termine filmato?? Il punto è che è la prima volta che mi capita..






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