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COVID-19 dal punto di vista medico


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1200 risposte a questa discussione

#1 mario61

mario61

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Inviato 29 febbraio 2020 - 05:43

 
interessante opinione circa l'apparente inefficacia lungo termine delle misure di quarantena, come pure sulle aspettative troppo ottimistiche di un un vaccino ...... esperti Israeliani permettendo
 
COVID-19 con il suo potente mix di caratteristiche è diverso dalla maggior parte che cattura l'attenzione popolare: è mortale, ma non troppo mortale. Rende le persone malate, ma non in modi prevedibili, identificabili in modo univoco. La scorsa settimana, 14 americani si sono dimostrati positivi su una nave da crociera in Giappone nonostante si sentano bene: il nuovo virus può essere più pericoloso perché, a quanto pare, a volte potrebbe non causare alcun sintomo.
Il mondo ha risposto con una velocità e una mobilitazione delle risorse senza precedenti. Il nuovo virus è stato identificato molto rapidamente. Il suo genoma è stato sequenziato da scienziati cinesi e condiviso in tutto il mondo in poche settimane. La comunità scientifica globale ha condiviso dati genomici e clinici a tassi senza precedenti. Il lavoro su un vaccino è ben avviato. Il governo cinese ha adottato misure di contenimento drammatiche e l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato un'emergenza di interesse internazionale. Tutto ciò è accaduto in una frazione del tempo impiegato per identificare l'H5N1 nel 1997. Eppure l'epidemia continua a diffondersi. 
 
Secondo il professore di epidemiologia di Harvard Marc Lipsitch il contenimento è il primo passo per rispondere a qualsiasi focolaio. Nel caso di COVID-19, la possibilità (per quanto non plausibile) di prevenire una pandemia sembrava esaurirsi nel giro di pochi giorni. A partire da gennaio, la Cina ha iniziato a isolare aree progressivamente più grandi, irradiandosi verso l'esterno dalla città di Wuhan e alla fine incapsulando circa 100 milioni di persone, tuttavia, il virus è stato trovato in 24 paesi; anche con il contenimento ideale, la diffusione del virus potrebbe essere stata inevitabile. Testare persone che sono già estremamente malate è una strategia imperfetta se le persone possono diffondere il virus senza nemmeno sentirsi abbastanza male da stare a casa dal lavoro. 
 
Lipsitch prevede che entro il prossimo anno, circa il 40-70% delle persone in tutto il mondo sarà infetto dal virus che causa COVID-19. Ma, chiarisce con enfasi , questo non significa che tutti avranno gravi malattie. "È probabile che molti avranno una malattia lieve o potrebbero essere asintomatici", ha detto. 
Lipsitch è tutt'altro che solo nella sua convinzione che questo virus continuerà a diffondersi ampiamente. Il consenso emergente tra gli epidemiologi è che il risultato più probabile di questo focolaio è una nuova malattia stagionale, un quinto coronavirus " endemico ". Con gli altri quattro, le persone non sono note per sviluppare un'immunità di lunga durata. Se questo segue l'esempio, e se la malattia continua ad essere grave come lo è ora, la "stagione del raffreddore e dell'influenza" potrebbe diventare "stagione del raffreddore e dell'influenza e COVID-19".
 
Inizialmente, ai medici negli Stati Uniti veniva consigliato di non testare le persone a meno che non fossero state in Cina o non avessero avuto contatti con qualcuno a cui era stata diagnosticata la malattia. Nelle ultime due settimane, il CDC ha detto che avrebbe iniziato a selezionare le persone in cinque città degli Stati Uniti, nel tentativo di dare un'idea di quanti casi siano effettivamente là fuori. Ma i test non sono ancora ampiamente disponibili . A partire da venerdì, l'Associazione dei laboratori di sanità pubblica ha dichiarato che solo la California, il Nebraska e l'Illinois avevano la capacità di testare le persone per il virus.
 
Con così pochi dati, la prognosi è difficile. Ma la preoccupazione che questo virus vada oltre il contenimento - che sarà con noi a tempo indeterminato - non è in 
alcun modo più evidente che nella corsa globale per trovare un vaccino, una delle strategie più chiare per salvare vite umane negli anni a venire. 
Anche se si realizzasse quella idilliaca proiezione di un anno, il nuovo prodotto richiederebbe comunque produzione e distribuzione. "Una considerazione importante è se l'approccio di base può quindi essere ridimensionato per produrre milioni o addirittura miliardi di dosi nei prossimi anni", ha detto Hatchett. Soprattutto in un'emergenza in corso, se le frontiere fossero chiuse e le catene di approvvigionamento si spezzassero, la distribuzione e la produzione potrebbero rivelarsi difficili solo a livello logistico.
Sebbene il sequenziamento genetico sia ora estremamente veloce, produrre vaccini è tanto arte quanto scienza. Implica la ricerca di una sequenza virale che causerà in modo affidabile una memoria protettiva del sistema immunitario ma non scateni una risposta infiammatoria acuta che potrebbe causare sintomi
Anche l'ottimismo iniziale di Fauci sembrava svanire. La scorsa settimana ha affermato che il processo di sviluppo del vaccino si sta dimostrando "molto difficile e molto frustrante". Per tutti i progressi della scienza di base, il processo non può procedere a un vero vaccino senza ampi test clinici, che richiedono la produzione di molti vaccini e il monitoraggio meticoloso dei risultati nelle persone. Il processo potrebbe in definitiva costare centinaia di milioni di dollari, denaro che il NIH, le start-up e le università non hanno. Né hanno le strutture produttive e la tecnologia per fabbricare in serie e distribuire un vaccino. 
Produrre vaccini è così difficile, dispendioso in termini di costi e ad alto rischio che negli anni '80, quando le compagnie farmaceutiche iniziarono a sostenere costi legali per presunti danni causati dai vaccini, molti optarono semplicemente per smettere di fabbricarli. Per incentivare l'industria farmaceutica a continuare a produrre questi prodotti vitali, il governo degli Stati Uniti si offrì di risarcire chiunque affermasse di essere stato danneggiato da un vaccino. L'accordo continua ancora oggi. Anche ancora, le compagnie farmaceutiche hanno generalmente trovato più redditizio investire nei farmaci di uso quotidiano per patologie croniche. E i coronavirus potrebbero presentare una sfida particolare in quanto al loro interno, come i virus dell'influenza, contengono singoli filamenti di RNA. È probabile che questa classe virale muti e che i vaccini debbano essere in costante sviluppo, come con l'influenza.
Il vero problema è che la preparazione a questo focolaio avrebbe dovuto verificarsi nell'ultimo decennio, sin dalla SARS. "Se non avessimo messo da parte il programma di ricerca sui vaccini SARS, avremmo avuto molto di più di questo lavoro di base che avremmo potuto applicare a questo nuovo virus strettamente correlato", ha detto. Ma, come nel caso dell'Ebola, i finanziamenti del governo e lo sviluppo dell'industria farmaceutica sono svaniti una volta che il senso di emergenza è cessato. "Alcune ricerche molto precoci sono finite su uno scaffale perché quell'epidemia si è conclusa prima che fosse necessario sviluppare un vaccino in modo aggressivo".
 
Trasportare vaccini e altre risorse nei luoghi in cui saranno più utili è essenziale per impedire che le malattie si diffondano ampiamente. Più il mondo entra in modalità di blocco e di autoconservazione, più difficile potrebbe essere valutare seriamente il rischio e distribuire efficacemente gli strumenti, dai vaccini e dalle maschere respiratorie al cibo e al sapone per le mani.
 
L'Italia, l'Iran e la Corea del Sud sono ora tra i paesi che segnalano un numero in rapida crescita di infezioni COVID-19 rilevate. Molti paesi hanno risposto con tentativi di contenimento, nonostante la dubbia efficacia e i danni intrinseci della repressione storicamente senza precedenti della Cina. Alcune misure di contenimento saranno appropriate, ma vietare ampiamente i viaggi, chiudere le città e accumulare risorse non sono soluzioni realistiche per un focolaio che dura anni. Tutte queste misure comportano rischi propri. Alla fine alcune risposte pandemiche richiederanno l'apertura dei confini, non la loro chiusura. Ad un certo punto l'aspettativa che qualsiasi area sfuggirà agli effetti di COVID-19 deve essere abbandonata: la malattia deve essere vista come il problema di tutti.




#2 SauroClaudio

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Inviato 29 febbraio 2020 - 05:55

Una domanda che esula un attimo dott Sauro,mia moglie può assumere acetilcisteina stando allattando nostro figlio di 5 mesi?

Sono appena rientrato, per cui mi riservo di leggere i "papiri" di mario61 con calma, intanto dico a costantine che può dare tranquillamente l'acetilcisteina a sua moglie gravida.


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#3 mario61

mario61

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Inviato 29 febbraio 2020 - 05:58

forse più del virus preoccupa l'evoluzione del mercato farmaceutico e presidi medici; voci di possibili carenze, ma non si sà di che e fra quanto, d'altra parte siamo solo ad un mese dall'inizio della crisi.... un successo

 

https://translate.go...le_3254364.html



#4 mario61

mario61

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Inviato 29 febbraio 2020 - 08:10

https://www.repubbli...0-C6-P4-S1.6-T1

per avere informazioni adeguate sull'epidemia evitare accuratamente informazione e informatori italici

 

taiwan è un altro mondo in tutti i sensi ..... gli animali sono stati messi in quarantena

https://www.taiwanne...en/news/3883149

 

le mascherine non servono per gli idioti, tutte le persone di buon senso dovrebbero averle in qualsiasi riunione pubblica, e anche se non sono fffpp4, almeno si riduce il carico di contagiosità dell'infetto e non è poco, d'altra parte quando si entra negli ospedali e il personale medico o paramedico non le indossa cosa possiamo sperare 

https://www.taiwanne...en/news/3882323

 

.... i risultati poi si vedono.... 1000 contagiati e 30 morti ... mortalità 3% ?



#5 SauroClaudio

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Inviato 01 marzo 2020 - 10:54

https://www.repubbli...0-C6-P4-S1.6-T1

per avere informazioni adeguate sull'epidemia evitare accuratamente informazione e informatori italici

 

taiwan è un altro mondo in tutti i sensi ..... gli animali sono stati messi in quarantena

https://www.taiwanne...en/news/3883149

 

le mascherine non servono per gli idioti, tutte le persone di buon senso dovrebbero averle in qualsiasi riunione pubblica, e anche se non sono fffpp4, almeno si riduce il carico di contagiosità dell'infetto e non è poco, d'altra parte quando si entra negli ospedali e il personale medico o paramedico non le indossa cosa possiamo sperare 

https://www.taiwanne...en/news/3882323

 

.... i risultati poi si vedono.... 1000 contagiati e 30 morti ... mortalità 3% ?

 

In Italia invece:

https://www.open.onl...otizie-1-marzo/

I contagi in Italia

Sono 1.055 le persone che ad oggi risultano positive al coronavirus. A queste si aggiungono 29 persone decedute e 50 guariti in tutta Italia. Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza sono stati dunque 1.155 i contagiati. Sono 401 i ricoverati con sintomi, 105 in terapia intensiva. È l’ultimo bilancio fornito dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, che inoltre chiarito che le persone ricoverate sono il 38% di quelle malate e il 10% in terapia intensiva.

Rispetto a ieri, quando si contavano 21 morti, sono otto le persone che si aggiungono alla lista dei deceduti per il coronavirus. Riguardo ai contagiati, nello specifico, in Lombardia ci sono 552 positivi, 40 dimessi e 23 deceduti, per un totale di 5.723 tamponi eseguiti. In Veneto 189 positivi, due deceduti e 8.659 tamponi. In Emilia Romagna 213 positivi, quattro deceduti e 1.550 tamponi.

In Piemonte undici positivi e 308 tamponi. In Liguria 38 positivi, quattro dimessi e 121 tamponi. Marche: diciassette positivi e 68 tamponi. In Toscana dieci positivi, un dimesso e 531 tamponi. In Sicilia, 2 positivi e 2 dimessi e sei tamponi. Nel Lazio tre positivi, 679 tamponi. Campania: 17 positivi e 373 tamponi. In Puglia tre positivi e 252 tamponi. A Bolzano un positivo e 16 tamponi. In Abruzzo due positivi e 43 tamponi. In Calabria un positivo e 27 tamponi. In Sardegna nessun positivo e un solo tampone. In Umbria nessun positivo, 31 tamponi. In tutte le altre regioni non si segnalano contagiati.

Ecco il numero ufficiale dei contagiati nelle singole Regioni: 

Anche qui i deceduti sono il 3%, ma ci sono 105 pazienti in terapia intensiva, bisognerà vedere alla fine quale sarà il numero effettivo dei deceduti.

 

Interessante è questo filmato:

 


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#6 mario61

mario61

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Inviato 01 marzo 2020 - 05:56

il 10% dei pazienti in terapia intensiva !

 

https://soranews24.c...ese-wives-tale/

 

Risultati straordinariamente drammatici furono raggiunti da Tatsuya Noda, un ricercatore della School of Medicine dell'Università di Hamamatsu. Nel suo lavoro con i bambini delle scuole elementari, ha confrontato il tasso di infezione da raffreddore tra i gruppi che non facevano i gargarismi e quelli che facevano con acqua di rubinetto, una soluzione a doghe e tè verde.
Ancora una volta, il gruppo che non ha fatto i gargarismi ha avuto maggiori probabilità di ammalarsi. I gargarismi con acqua di rubinetto avevano un tasso di infezione più basso, e il gruppo di soluzione salina era ancora più basso, ma le meno probabilità di ammalarsi erano i bambini che gargarismi con il tè verde, poiché prendevano il raffreddore a un tasso inferiore del 70% rispetto a quelli che non lo facevano Gargarismi a tutti.


#7 constantine

constantine

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Inviato 01 marzo 2020 - 07:02

C'era una bella intervista a Montanari sul coronavirus, purtroppo gliel'hanno tolta(guarda caso), però ha postato il testo, è un po' lungo ma sono 10 minuti ben spesi per leggerla è interessante.
Qui, di seguito, il testo dell’intervista che è stata censurata dopo essere comparsa per qualche ora sul sito di Vita al Microscopio. Ora aspettiamo che il regime blocchi anche questo sito.

Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

Roberta Doricchi – In questo periodo che fa tanto peste manzoniana credo sia impossibile non parlare del Coronavirus.
Stefano Montanari – Io non sono un virologo…
RD – Ma qualcosa sa.
SM – Vede, io sono fuori moda. Lo sono perché ciò che so fa parte della conoscenza basata sulla fisica, sulla chimica, sulla fisiologia, sulla farmacologia, sulla biologia… In più, so quello che ho imparato da quasi mezzo secolo di ricerca personale. Niente a che fare con quello che oggi viene spacciato come scienza.
RD – Mi dia un’opinione su questa epidemia.
SM – Non solo non sono un virologo, ma non sono neppure uno psicologo né un esperto di sociologia. Meno che mai sono uno psichiatra, e ancora meno sono un magistrato, perché è la magistratura che dovrebbe indagare su certi comportamenti. Ciò che posso dirle è che il Coronavirus battezzato SARS-CoV-2 dopo aver portato per un po’ un nome provvisorio è uno dei non pochi virus fatti in laboratorio.
RD – Fatto apposta?
SM – Questo proprio non lo so e, nel caso specifico, a saperlo non sono in tanti. Ma mica glie lo vengono a raccontare. Ci sono virus che nascono senza volerlo, li classifichi tra gli incidenti, e altri che sono creati da modificazioni messe in atto per motivi di ricerca o per altri motivi su cui mi lasci evitare di entrare. Comunque sia nato questo virus, la cosa ha scarsa rilevanza se non dal punto di vista di investigazioni che nulla hanno a che fare con la salute. Sappia, ma è cosa molto nota, che modificare un virus è tutto sommato semplice ed esistono persino brevetti che proteggono certe metodiche per farlo, e, per quello che c’interessa ora, proprio lavorando anche sui Coronavirus.
RD – I Coronavirus: lei usa il plurale…
SM – Sì, certo. Si tratta di un genere di virus appartenenti alla famiglia Coronaviridae e alla sottofamiglia Orthocoronavirinae, per quello che può interessare chi legge questa intervista. Se ne conoscono diversi ceppi, alcuni dei quali possono provocare patologie negli esseri umani, da un volgare raffreddore a polmoniti, e il nuovo virus cinese condivide tantissime caratteristiche con i suoi fratelli.
RD – La domanda di cui credo chi ci legge aspetta la risposta è: si muore?
SM – Bisogna impegnarsi parecchio.
RD – Che cosa significa?
SM – Premesso che di quel virus in particolare sappiamo poco stante la novità della sua comparsa, non esistono dati che indichino una mortalità significativamente diversa da quella di una qualunque influenza. È indispensabile aggiungere che i pochissimi che sono morti ad oggi non sono morti di Coronavirus ma con il Coronavirus, il che è molto diverso.
RD – Cioè?
SM – Si trattava di pochissimi casi di persone molto avanti negli anni e già affette da patologie gravi. Per loro sarebbe bastato un normale raffreddore per il tracollo. Indicare come responsabile della loro morte il Coronavirus ha lo stesso grado di comicità che aveva incolpare il morbillo della manciata di morti sopravvenute in pazienti terminali.
RD – È solo comicità?
SM – Se non fosse comicità, dovremmo tirare in ballo condizioni come l’ignoranza e la truffa che non vogliamo tirare in ballo. E, allora, fermiamoci alla comicità.
RD – Una comicità piuttosto costosa, mi pare.
SM – Questo è uno degli aspetti curiosi su cui ho solo domande e nessuna risposta.
RD – Quali domande?
SM – Cominciamo dall’inizio, e sono certo di dimenticare qualche passaggio. Almeno da mesi io sto vedendo delle strane forme influenzali con polmoniti che faticano a rispondere non solo ai farmaci ma all’omeostasi, cioè alla capacità di autoguarigione che, in maggiore o minor misura, abbiamo tutti. Piano piano quei pazienti sono guariti e diventano difficilmente indagabili, anche perché non sono rintracciabili. Dunque, nessuna prova che si tratti del virus cinese. Mi chiedo come mai qualche mese fa si mise in atto una simulazione centrata su un’epidemia teorica, guarda caso da Coronavirus, che avrebbe fatto sessanta milioni di morti nel mondo. Poi mi chiedo come mai qualche centinaio di soldati americani siano stati ospitati proprio a Wuhan, appena prima del manifestarsi della malattia. Altra domanda: perché i passeggeri dell’aeroporto di quella città venivano irrorati con un aerosol della cui natura niente è stato detto, e questo settimane prima che venisse denunciata l’esistenza del virus? Ma è di fronte alla reazione dei governi che resto ancora più perplesso.
RD – A che reazioni si riferisce?
SM – Oggettivamente ci troviamo di fronte a ben poco: un virus, non importa il suo stato di famiglia, che ha un grado di patogenicità bassissimo e una mortalità irrilevante. Di patogeni infinitamente più diffusi e infinitamente più aggressivi ne abbiamo a iosa e nessuno si agita. Anzi, la stragrande maggioranza di loro è perfettamente sconosciuta alla massa e nessuno ne parla né, tanto meno, se ne preoccupa. Restando all’Italia, in termini di popolazione lo 0,8% del Pianeta, abbiamo 49.000 morti l’anno per infezioni contratte in ospedale e lei lo ha mai visto riportato a titoli cubitali? O ha mai visto ospedali chiusi per questo?
RD – Spieghi meglio.
SM – Ogni giorno più di 130 persone muoiono nella sola Italia per malattie infettive, e spesso si tratta di affezioni respiratorie, contratte nel corso di un ricovero in ospedale. Insomma, lei va a farsi togliere l’appendice ed esce con la polmonite, una malattia che, ovviamente, nulla ha a che fare con l’infiammazione dell’appendice ileo-ciecale. Questo semplicemente perché il grado d’igiene dei nostri ospedali è largamente insufficiente e i batteri e i virus strisciano e saltellano allegramente, per usare un’informazione scientifica che ci regalò la ex ministra Lorenzin. E, se a morire sono in 130 al giorno o pochi di più, pensi a quanti si ammalano e guariscono. E pensi a quanti muoiono a distanza dal ricovero e la loro morte non rientra nel calcolo. Di questo non si parla e tutti vivono felici.
RD – Perché non se ne parla?
SM – Io la risposta ce l’ho, ma, essendo suddito di un regime molto attento a non correre rischi sulla propria sopravvivenza, me la tengo. Le dico solo che tenere pulito un ospedale non garantisce vantaggi sulla cui natura mi lasci sorvolare.
RD – Ma, tornando al Coronavirus, perché si sta paralizzando l’Italia se quello che dice lei è vero?
SM – Ecco: è a questo che non trovo una risposta. Insomma, a chi giova? I numeri sono impietosi anche se si finge che chi è morto con il Coronavirus sia morto a causa del Coronavirus. Comunque si guardi la cosa, siamo di fronte all’irrilevanza. E, allora, a chi conviene massacrare la nostra economia già comatosa? A chi conviene dare al mondo l’immagine di un paese di appestati? Proprio ieri sera mi telefonava mio figlio da Tenerife dove abita da anni, e mi diceva che una signora incontrata per caso alla cassa del supermercato, sentendo l’accento, gli ha chiesto se fosse italiano e, ricevuta la ferale conferma, è inorridita. Del resto, è la reazione che non pochi italiani hanno verso i cinesi che incrociano per strada, come se il virus prediligesse un’etnia. Il fatto è che la percezione che rischiamo di dare è quella dei lebbrosi o degli appestati.
RD – Ma, insomma, ci dobbiamo proteggere contro il virus?
SM – Ognuno deve essere libero di comportarsi come crede meglio. Io posso dire che chiudere dei territori e dei luoghi di aggregazione, scuole comprese, è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Vedere gente che fa a botte per comprare a qualunque prezzo le mascherine di carta è tristemente ridicolo, se non altro perché molte di quelle proteggono dai virus come un’inferriata protegge dalle zanzare. E pure l’Amuchina… La gente è convinta che basti bagnarsi le mani con l’Amuchina, di fatto quello che chiamiamo commercialmente varechina insieme con alcool etilico, per essere al riparo da virus e batteri.
RD – La gente aspetta con ansia il vaccino.
SM – Dei vaccini e della loro totale inutilità ho parlato molte volte portando prove inoppugnabili e certificate. In questo caso è possibile che ci troviamo nelle condizioni del vaccino contro il tetano.
RD – Cioè?
SM – Il tetano è una malattia decisamente rara non trasmissibile da uomo a uomo e che non dà immunità. Il che significa che, a differenza di quanto accade con malattie come il morbillo, la varicella, la pertosse e non poche altre, chi si è ammalato può ammalarsi di nuovo. Insomma, non si acquisisce immunità. Non è affatto improbabile che il virus cinese sia nella stessa condizione, esattamente come i tanti virus influenzali con i quali condivide affinità: lei sia ammala d’influenza e si può ammalare di nuovo all’infinito perché la malattia non induce alcuna immunità. Quindi, come è il caso dell’influenza, quel vaccino potrebbe essere assurdo fin dalle basi teoriche. Insomma, la solita illusione a spese di chi ci casca, e un’illusione con gli effetti collaterali inevitabili per qualunque farmaco ma senza alcuna contropartita vantaggiosa.
RD – E, allora, che fare?
SM – Niente.
RD – Niente?
SM – Niente di più di quello che lei fa normalmente per evitare di prendersi il raffreddore o l’influenza. Posso aggiungere che un’alimentazione razionale senza tante delle porcherie che mangiamo e che, ancora peggio, rifiliamo ai nostri bambini, fa miracoli. Con quella non si guarisce: si previene. Tenere in ordine l’intestino, tenere equilibrato il chilo e mezzo di batteri, funghi e virus che ci abitano e che costituiscono il microbiota è fondamentale. Le riserve armate del nostro sistema immunitario, quello che ci difende dalle malattie infettive, stanno in grande maggioranza proprio lì. Poi, se l’infezione arriva, è indispensabile non cercare di eliminare la febbre. Il rialzo della temperatura ha due effetti fondamentali complementari: migliora le nostre difese e indebolisce i patogeni.
RD – Dunque, la Tachipirina…
SM – La Tachipirina è solo uno dei tantissimi farmaci che contengono paracetamolo, un principio attivo che abbassa la temperatura corporea e che, quando è male utilizzato come, purtroppo, è nella stragrande maggioranza dei casi, fa danni. Forse per togliersi di torno le mamme fastidiose che non hanno voglia di accudire i bambini con la febbre, i pediatri propinano paracetamolo a piene mani, infischiandosi del fatto che, così facendo, annientano la prima e più efficace difesa di cui disponiamo. E poi c’è l’abuso degli antibiotici, troppo spesso somministrati a casaccio.
RD – A casaccio?
SM – Gli antibiotici sono farmaci mirati. Il che vuol dire che ognuno di loro è efficace nei confronti di certi batteri e non di altri. Quando non si è certi di quale sia il batterio che ha provocato la malattia, si ricorre quasi di regola agli antibiotici chiamati ad ampio spettro, vale a dire farmaci che si spera arrivino dove il medico non è arrivato con la sua diagnosi. Ma peggio ancora si fa quando si somministrano antibiotici per una malattia virale. Qui c’è l’assoluta certezza che il farmaco sarà inutile e in medicina ciò che è inutile è invariabilmente dannoso, non esistendo nessun medicinale privo di effetti dannosi. Aggiungo che l’abuso di antibiotici ha creato ceppi batterici sempre più resistenti, con questo indebolendo fino,non di rado, ad annullare l’efficacia di quella classe di farmaci formidabili. A margine, le dico che anche la chirurgia soffre di questo problema.
RD – Perché?
SM – Perché quando il chirurgo lavora espone il suo paziente al mondo esterno e il corpo non è preparato a questa interferenza. Di qui l’indispensabilità di una copertura antibiotica. Ma se l’antibiotico funziona poco…
RD – Quindi, se ho capito bene, non ci sono antibiotici contro il Coronavirus.
SM – No di certo, come non ci sono per i virus in generale, compresa la varietà di Coronavirus responsabile di tanti raffreddori. Di fatto, i farmaci antivirali di cui disponiamo hanno un’efficacia modesta e per il Coronavirus non c’è niente che abbia un’efficacia provata.
RD – E le vitamine?
SM – Le vitamine A, E, D e C sono utili nella prevenzione, così come sono utili certi alimenti.
RD – Per esempio?
SM – Per esempio lo zenzero, la curcuma (sempre presa con il pepe nero, altrimenti perde efficacia), l’echinacea… Poi gli alimenti fermentati come i crauti o il kefir. E, ancora, le verdure, specie quelle in foglia. Insomma, se si mangia correttamente, se si fa una vita sana evitando, ad esempio, il fumo, si mantiene l’organismo capace di difendersi.
RD – Lei ha citato il fumo.
SM – Se vogliamo restare al Coronavirus che tanto terrorizza la gente, la difesa più immediata è quella che riguarda l’efficienza dei polmoni. Di qualunque cosa s’illudano i fumatori, i loro polmoni non sono in condizioni ideali e uno dei problemi è quello dello strato eccessivo di muco, spesso con caratteristiche non proprio sane, che ricopre i bronchi e che fa scivolare profondamente i patogeni entrati per inalazione. In aggiunta, le ciglia vibratili, specie di fruste che sono presenti sulla parete interna dei bronchi, sono paralizzate dal fumo e non sono più capaci di spingere fuori dei polmoni gli aggressori. E, allora, anche il Coronavirus trova una bella porta aperta. Ma la cosa vale per qualunque patogeno che passi attraverso il sistema respiratorio, comprese le particelle di cui mi occupo da decenni.
RD – Insomma, per stare bene bisogna comportarsi bene.
SM – Sì, è così. E tenga anche conto che, se la paura è utile perché ci fa essere pronti a difenderci, la paura indebolisce le difese. Dunque, è utile solo se è motivata e se è contenuta nei limiti della razionalità. Qui, invece, siamo al cospetto di una manifestazione d’isteria collettiva indotta per motivi che ignoro da chi approfitta dell’ignoranza e della fragilità intellettuale della gente.
RD – Un consiglio?
SM – Usate la ragione e non date credito a chi vi usa come animali da reddito. Spesso l’imperatore è nudo.

#8 mario61

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Inviato 01 marzo 2020 - 07:41

https://translate.go...pubmed/24885201

 

la vitamina D era stata valutata come possibilmente utile con solo 10000ui alla settimana

i gargarismi non si dimostravano efficaci, ma venivano fatti solo con acqua



#9 mario61

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Inviato 01 marzo 2020 - 08:09

queste le testimonianze riportate da taiwan .... magari ci prendessimo un pò di paura, forse ci comporteremmo in modo più razionale

https://translate.go...en/news/3880691



#10 mario61

mario61

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Inviato 01 marzo 2020 - 10:01

studio molto importante perchè mostra che anche le semplici mascherine chirurgiche sono efficaci nella prevenzione della diffusione dell'epidemia .... ecco perchè sono obbligatorie per tutta la popolazione in cina 

 

https://translate.go...yLFQ_U7AtnqOVNA



#11 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 01 marzo 2020 - 11:28

C'era una bella intervista a Montanari sul coronavirus, purtroppo gliel'hanno tolta(guarda caso), però ha postato il testo, è un po' lungo ma sono 10 minuti ben spesi per leggerla è interessante.
Qui, di seguito, il testo dell’intervista che è stata censurata dopo essere comparsa per qualche ora sul sito di Vita al Microscopio. Ora aspettiamo che il regime blocchi anche questo sito.

Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

Roberta Doricchi – In questo periodo che fa tanto peste manzoniana credo sia impossibile non parlare del Coronavirus.
Stefano Montanari – Io non sono un virologo…
RD – Ma qualcosa sa.
SM – Vede, io sono fuori moda. Lo sono perché ciò che so fa parte della conoscenza basata sulla fisica, sulla chimica, sulla fisiologia, sulla farmacologia, sulla biologia… In più, so quello che ho imparato da quasi mezzo secolo di ricerca personale. Niente a che fare con quello che oggi viene spacciato come scienza.
RD – Mi dia un’opinione su questa epidemia.
SM – Non solo non sono un virologo, ma non sono neppure uno psicologo né un esperto di sociologia. Meno che mai sono uno psichiatra, e ancora meno sono un magistrato, perché è la magistratura che dovrebbe indagare su certi comportamenti. Ciò che posso dirle è che il Coronavirus battezzato SARS-CoV-2 dopo aver portato per un po’ un nome provvisorio è uno dei non pochi virus fatti in laboratorio.
RD – Fatto apposta?
SM – Questo proprio non lo so e, nel caso specifico, a saperlo non sono in tanti. Ma mica glie lo vengono a raccontare. Ci sono virus che nascono senza volerlo, li classifichi tra gli incidenti, e altri che sono creati da modificazioni messe in atto per motivi di ricerca o per altri motivi su cui mi lasci evitare di entrare. Comunque sia nato questo virus, la cosa ha scarsa rilevanza se non dal punto di vista di investigazioni che nulla hanno a che fare con la salute. Sappia, ma è cosa molto nota, che modificare un virus è tutto sommato semplice ed esistono persino brevetti che proteggono certe metodiche per farlo, e, per quello che c’interessa ora, proprio lavorando anche sui Coronavirus.
RD – I Coronavirus: lei usa il plurale…
SM – Sì, certo. Si tratta di un genere di virus appartenenti alla famiglia Coronaviridae e alla sottofamiglia Orthocoronavirinae, per quello che può interessare chi legge questa intervista. Se ne conoscono diversi ceppi, alcuni dei quali possono provocare patologie negli esseri umani, da un volgare raffreddore a polmoniti, e il nuovo virus cinese condivide tantissime caratteristiche con i suoi fratelli.
RD – La domanda di cui credo chi ci legge aspetta la risposta è: si muore?
SM – Bisogna impegnarsi parecchio.
RD – Che cosa significa?
SM – Premesso che di quel virus in particolare sappiamo poco stante la novità della sua comparsa, non esistono dati che indichino una mortalità significativamente diversa da quella di una qualunque influenza. È indispensabile aggiungere che i pochissimi che sono morti ad oggi non sono morti di Coronavirus ma con il Coronavirus, il che è molto diverso.
RD – Cioè?
SM – Si trattava di pochissimi casi di persone molto avanti negli anni e già affette da patologie gravi. Per loro sarebbe bastato un normale raffreddore per il tracollo. Indicare come responsabile della loro morte il Coronavirus ha lo stesso grado di comicità che aveva incolpare il morbillo della manciata di morti sopravvenute in pazienti terminali.
RD – È solo comicità?
SM – Se non fosse comicità, dovremmo tirare in ballo condizioni come l’ignoranza e la truffa che non vogliamo tirare in ballo. E, allora, fermiamoci alla comicità.
RD – Una comicità piuttosto costosa, mi pare.
SM – Questo è uno degli aspetti curiosi su cui ho solo domande e nessuna risposta.
RD – Quali domande?
SM – Cominciamo dall’inizio, e sono certo di dimenticare qualche passaggio. Almeno da mesi io sto vedendo delle strane forme influenzali con polmoniti che faticano a rispondere non solo ai farmaci ma all’omeostasi, cioè alla capacità di autoguarigione che, in maggiore o minor misura, abbiamo tutti. Piano piano quei pazienti sono guariti e diventano difficilmente indagabili, anche perché non sono rintracciabili. Dunque, nessuna prova che si tratti del virus cinese. Mi chiedo come mai qualche mese fa si mise in atto una simulazione centrata su un’epidemia teorica, guarda caso da Coronavirus, che avrebbe fatto sessanta milioni di morti nel mondo. Poi mi chiedo come mai qualche centinaio di soldati americani siano stati ospitati proprio a Wuhan, appena prima del manifestarsi della malattia. Altra domanda: perché i passeggeri dell’aeroporto di quella città venivano irrorati con un aerosol della cui natura niente è stato detto, e questo settimane prima che venisse denunciata l’esistenza del virus? Ma è di fronte alla reazione dei governi che resto ancora più perplesso.
RD – A che reazioni si riferisce?
SM – Oggettivamente ci troviamo di fronte a ben poco: un virus, non importa il suo stato di famiglia, che ha un grado di patogenicità bassissimo e una mortalità irrilevante. Di patogeni infinitamente più diffusi e infinitamente più aggressivi ne abbiamo a iosa e nessuno si agita. Anzi, la stragrande maggioranza di loro è perfettamente sconosciuta alla massa e nessuno ne parla né, tanto meno, se ne preoccupa. Restando all’Italia, in termini di popolazione lo 0,8% del Pianeta, abbiamo 49.000 morti l’anno per infezioni contratte in ospedale e lei lo ha mai visto riportato a titoli cubitali? O ha mai visto ospedali chiusi per questo?
RD – Spieghi meglio.
SM – Ogni giorno più di 130 persone muoiono nella sola Italia per malattie infettive, e spesso si tratta di affezioni respiratorie, contratte nel corso di un ricovero in ospedale. Insomma, lei va a farsi togliere l’appendice ed esce con la polmonite, una malattia che, ovviamente, nulla ha a che fare con l’infiammazione dell’appendice ileo-ciecale. Questo semplicemente perché il grado d’igiene dei nostri ospedali è largamente insufficiente e i batteri e i virus strisciano e saltellano allegramente, per usare un’informazione scientifica che ci regalò la ex ministra Lorenzin. E, se a morire sono in 130 al giorno o pochi di più, pensi a quanti si ammalano e guariscono. E pensi a quanti muoiono a distanza dal ricovero e la loro morte non rientra nel calcolo. Di questo non si parla e tutti vivono felici.
RD – Perché non se ne parla?
SM – Io la risposta ce l’ho, ma, essendo suddito di un regime molto attento a non correre rischi sulla propria sopravvivenza, me la tengo. Le dico solo che tenere pulito un ospedale non garantisce vantaggi sulla cui natura mi lasci sorvolare.
RD – Ma, tornando al Coronavirus, perché si sta paralizzando l’Italia se quello che dice lei è vero?
SM – Ecco: è a questo che non trovo una risposta. Insomma, a chi giova? I numeri sono impietosi anche se si finge che chi è morto con il Coronavirus sia morto a causa del Coronavirus. Comunque si guardi la cosa, siamo di fronte all’irrilevanza. E, allora, a chi conviene massacrare la nostra economia già comatosa? A chi conviene dare al mondo l’immagine di un paese di appestati? Proprio ieri sera mi telefonava mio figlio da Tenerife dove abita da anni, e mi diceva che una signora incontrata per caso alla cassa del supermercato, sentendo l’accento, gli ha chiesto se fosse italiano e, ricevuta la ferale conferma, è inorridita. Del resto, è la reazione che non pochi italiani hanno verso i cinesi che incrociano per strada, come se il virus prediligesse un’etnia. Il fatto è che la percezione che rischiamo di dare è quella dei lebbrosi o degli appestati.
RD – Ma, insomma, ci dobbiamo proteggere contro il virus?
SM – Ognuno deve essere libero di comportarsi come crede meglio. Io posso dire che chiudere dei territori e dei luoghi di aggregazione, scuole comprese, è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Vedere gente che fa a botte per comprare a qualunque prezzo le mascherine di carta è tristemente ridicolo, se non altro perché molte di quelle proteggono dai virus come un’inferriata protegge dalle zanzare. E pure l’Amuchina… La gente è convinta che basti bagnarsi le mani con l’Amuchina, di fatto quello che chiamiamo commercialmente varechina insieme con alcool etilico, per essere al riparo da virus e batteri.
RD – La gente aspetta con ansia il vaccino.
SM – Dei vaccini e della loro totale inutilità ho parlato molte volte portando prove inoppugnabili e certificate. In questo caso è possibile che ci troviamo nelle condizioni del vaccino contro il tetano.
RD – Cioè?
SM – Il tetano è una malattia decisamente rara non trasmissibile da uomo a uomo e che non dà immunità. Il che significa che, a differenza di quanto accade con malattie come il morbillo, la varicella, la pertosse e non poche altre, chi si è ammalato può ammalarsi di nuovo. Insomma, non si acquisisce immunità. Non è affatto improbabile che il virus cinese sia nella stessa condizione, esattamente come i tanti virus influenzali con i quali condivide affinità: lei sia ammala d’influenza e si può ammalare di nuovo all’infinito perché la malattia non induce alcuna immunità. Quindi, come è il caso dell’influenza, quel vaccino potrebbe essere assurdo fin dalle basi teoriche. Insomma, la solita illusione a spese di chi ci casca, e un’illusione con gli effetti collaterali inevitabili per qualunque farmaco ma senza alcuna contropartita vantaggiosa.
RD – E, allora, che fare?
SM – Niente.
RD – Niente?
SM – Niente di più di quello che lei fa normalmente per evitare di prendersi il raffreddore o l’influenza. Posso aggiungere che un’alimentazione razionale senza tante delle porcherie che mangiamo e che, ancora peggio, rifiliamo ai nostri bambini, fa miracoli. Con quella non si guarisce: si previene. Tenere in ordine l’intestino, tenere equilibrato il chilo e mezzo di batteri, funghi e virus che ci abitano e che costituiscono il microbiota è fondamentale. Le riserve armate del nostro sistema immunitario, quello che ci difende dalle malattie infettive, stanno in grande maggioranza proprio lì. Poi, se l’infezione arriva, è indispensabile non cercare di eliminare la febbre. Il rialzo della temperatura ha due effetti fondamentali complementari: migliora le nostre difese e indebolisce i patogeni.
RD – Dunque, la Tachipirina…
SM – La Tachipirina è solo uno dei tantissimi farmaci che contengono paracetamolo, un principio attivo che abbassa la temperatura corporea e che, quando è male utilizzato come, purtroppo, è nella stragrande maggioranza dei casi, fa danni. Forse per togliersi di torno le mamme fastidiose che non hanno voglia di accudire i bambini con la febbre, i pediatri propinano paracetamolo a piene mani, infischiandosi del fatto che, così facendo, annientano la prima e più efficace difesa di cui disponiamo. E poi c’è l’abuso degli antibiotici, troppo spesso somministrati a casaccio.
RD – A casaccio?
SM – Gli antibiotici sono farmaci mirati. Il che vuol dire che ognuno di loro è efficace nei confronti di certi batteri e non di altri. Quando non si è certi di quale sia il batterio che ha provocato la malattia, si ricorre quasi di regola agli antibiotici chiamati ad ampio spettro, vale a dire farmaci che si spera arrivino dove il medico non è arrivato con la sua diagnosi. Ma peggio ancora si fa quando si somministrano antibiotici per una malattia virale. Qui c’è l’assoluta certezza che il farmaco sarà inutile e in medicina ciò che è inutile è invariabilmente dannoso, non esistendo nessun medicinale privo di effetti dannosi. Aggiungo che l’abuso di antibiotici ha creato ceppi batterici sempre più resistenti, con questo indebolendo fino,non di rado, ad annullare l’efficacia di quella classe di farmaci formidabili. A margine, le dico che anche la chirurgia soffre di questo problema.
RD – Perché?
SM – Perché quando il chirurgo lavora espone il suo paziente al mondo esterno e il corpo non è preparato a questa interferenza. Di qui l’indispensabilità di una copertura antibiotica. Ma se l’antibiotico funziona poco…
RD – Quindi, se ho capito bene, non ci sono antibiotici contro il Coronavirus.
SM – No di certo, come non ci sono per i virus in generale, compresa la varietà di Coronavirus responsabile di tanti raffreddori. Di fatto, i farmaci antivirali di cui disponiamo hanno un’efficacia modesta e per il Coronavirus non c’è niente che abbia un’efficacia provata.
RD – E le vitamine?
SM – Le vitamine A, E, D e C sono utili nella prevenzione, così come sono utili certi alimenti.
RD – Per esempio?
SM – Per esempio lo zenzero, la curcuma (sempre presa con il pepe nero, altrimenti perde efficacia), l’echinacea… Poi gli alimenti fermentati come i crauti o il kefir. E, ancora, le verdure, specie quelle in foglia. Insomma, se si mangia correttamente, se si fa una vita sana evitando, ad esempio, il fumo, si mantiene l’organismo capace di difendersi.
RD – Lei ha citato il fumo.
SM – Se vogliamo restare al Coronavirus che tanto terrorizza la gente, la difesa più immediata è quella che riguarda l’efficienza dei polmoni. Di qualunque cosa s’illudano i fumatori, i loro polmoni non sono in condizioni ideali e uno dei problemi è quello dello strato eccessivo di muco, spesso con caratteristiche non proprio sane, che ricopre i bronchi e che fa scivolare profondamente i patogeni entrati per inalazione. In aggiunta, le ciglia vibratili, specie di fruste che sono presenti sulla parete interna dei bronchi, sono paralizzate dal fumo e non sono più capaci di spingere fuori dei polmoni gli aggressori. E, allora, anche il Coronavirus trova una bella porta aperta. Ma la cosa vale per qualunque patogeno che passi attraverso il sistema respiratorio, comprese le particelle di cui mi occupo da decenni.
RD – Insomma, per stare bene bisogna comportarsi bene.
SM – Sì, è così. E tenga anche conto che, se la paura è utile perché ci fa essere pronti a difenderci, la paura indebolisce le difese. Dunque, è utile solo se è motivata e se è contenuta nei limiti della razionalità. Qui, invece, siamo al cospetto di una manifestazione d’isteria collettiva indotta per motivi che ignoro da chi approfitta dell’ignoranza e della fragilità intellettuale della gente.
RD – Un consiglio?
SM – Usate la ragione e non date credito a chi vi usa come animali da reddito. Spesso l’imperatore è nudo.

Fantastico il discorso di Stefano Montanari; vorrei porre a tal proposito un intervista molto più ampia, dove chiarisce molte più cose:anche se un po lunga val la pena di ascoltarla:

 



#12 mario61

mario61

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Inviato 02 marzo 2020 - 07:34

dal mondo "civile" di taiwan le regole per affrontare l'epidemia    https://www.taiwanne...en/news/3883830
 
1) assicurarsi di bilanciare attentamente il lavoro quotidiano e il riposo, mantenere una dieta equilibrata ed evitare uno sforzo eccessivo per mantenere il sistema immunitario a un livello normale
 
2) le persone soggette ad allergie dovrebbero ridurre l'esposizione a possibili allergeni, controllare le reazioni allergiche con i farmaci ed evitare di toccare le mucose del corpo
 
3) evitare di strofinarsi naso e occhi
 
4) seguire rigorosamente i protocolli di lavaggio delle mani
 
5) evitare luoghi affollati
 
6) evitare viaggi inutili all'estero, poiché molti paesi hanno iniziato a sperimentare epidemie
 
7) non partecipare a raduni pubblici non necessari
 
8) evitare visite inutili in ospedale; se devi entrare in ospedale, indossa una maschera aderente e lavati spesso le mani
 
9) se inizi a manifestare sintomi, indossa una maschera, anche a casa; cerca di mantenere una distanza di almeno due metri dai membri della famiglia e non mangiare con loro
 
10) indossare una maschera quando si esce, perché anche se si può essere asintomatici, è ancora possibile trasmettere questa malattia; indossare una maschera per proteggere se stessi e gli altri


#13 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 02 marzo 2020 - 11:12

 

dal mondo "civile" di taiwan le regole per affrontare l'epidemia    https://www.taiwanne...en/news/3883830
 
1) assicurarsi di bilanciare attentamente il lavoro quotidiano e il riposo, mantenere una dieta equilibrata ed evitare uno sforzo eccessivo per mantenere il sistema immunitario a un livello normale
 
2) le persone soggette ad allergie dovrebbero ridurre l'esposizione a possibili allergeni, controllare le reazioni allergiche con i farmaci ed evitare di toccare le mucose del corpo
 
3) evitare di strofinarsi naso e occhi
 
4) seguire rigorosamente i protocolli di lavaggio delle mani
 
5) evitare luoghi affollati
 
6) evitare viaggi inutili all'estero, poiché molti paesi hanno iniziato a sperimentare epidemie
 
7) non partecipare a raduni pubblici non necessari
 
8) evitare visite inutili in ospedale; se devi entrare in ospedale, indossa una maschera aderente e lavati spesso le mani
 
9) se inizi a manifestare sintomi, indossa una maschera, anche a casa; cerca di mantenere una distanza di almeno due metri dai membri della famiglia e non mangiare con loro
 
10) indossare una maschera quando si esce, perché anche se si può essere asintomatici, è ancora possibile trasmettere questa malattia; indossare una maschera per proteggere se stessi e gli altri

 

 

Concordo con quanto detto da mario61, del resto quello che dice Stefano Montanari è molto opinabile. Se qui da noi è pur vero che l’epidemia da Coronavirus finora si è manifestata più o meno come un influenza, è anche vero che in Cina l’epidemia è stata molto più pesante e non sappiamo neppure se i dati che ci sono stati forniti siano quelli reali. Ma la Cina non aveva nessun interesse a far crollare la sua economia come è in effetti avvenuto, e neppure era ricattabile, ad esempio dagli Stati Uniti, anzi era lei che poteva ricattare gli Stati Uniti, visto il debito di migliaia di miliardi che detiene di questi ultimi, per cui tutte le precauzioni che ha preso è presumibile siano giustificate. Che poi il Virus sia stato “costruito” soprattutto per indebolire la Cina e di conseguenza ne sono andate di mezzo alcune popolazioni asiatiche, come dice Roberto Quaglia nel filmato sopra esposto, non è un ipotesi completamente da scartare, visto che nel contempo è nato anche un Virus che ha dimezzato il numero di maiali degli allevamenti cinesi, e pure un altro Virus che ha dimezzato il numero di polli (la carne che i Cinesi usano maggiormente), viene da pensare che il tutto non sia casuale. C’è solo da vedere come si comporterà questo Virus qui da noi, quanto si estenderà l’infezione e soprattutto quale sarà l’indice di mortalità, perché è chiaro, se sono stati presi di mira certi recettori del DNA che hanno solo i cinesi e pochi altri, qui da noi il Virus potrebbe comportarsi poco più che come una comune influenza. Chiaramente si tratta di stare a vedere, ma nel contempo prendere le precauzioni necessarie.



#14 mario61

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Inviato 02 marzo 2020 - 01:54

le solite voci dalla rete riportano che il coronavirus sta mutando: il ceppo iraniano è diverso dal ceppo di Wuhan; si dice una combinazione di SARS e MERS
""  probabile che il virus di Wu Han sia specifico per cinesi e forse altri asiatici orientali. Molti bianchi sono quasi immuni, basta guardare quei bianchi della nave da crociera Japan Diamond. Dozzine di loro, compresi alcuni di età compresa tra 70 e 80 anni con altri problemi di salute, sono positivi al test, ma non presentano alcun sintomo.
Molti hanno anche notato che sia Iran che Italia hanno un ottimo rapporto con la Cina!
Secondo la stampa portoghese, ora è noto che il virus che gira in giro per l'Italia è un ceppo diverso da quello di Wuhan: ha subito una mutazione. 
Il giornalista cita ricercatori dell'Ospedale Universitario di Milano. 'Un gruppo di ricercatori dell'Ospedale Universitario di Milano è stato in grado di identificare il ceppo del virus italiano. I ricercatori affermano che rispetto a quanto era noto sul virus cinese, si è verificata una mutazione e questa scoperta consentirà di stabilire (?) il codice genetico del virus, le sue caratteristiche specifiche al fine di scoprire il tempo e la velocità di diffusione del Virus. Questo dovrebbe essere un primo passo importante per sviluppare un trattamento specifico per gli infetti. La comunità scientifica ha già comunicato questa scoperta a Bruxelles [al quartier generale dell'Unione europea]  ""
 
... quindi è chiaro che rifarsi all'esperienza cinese per noi può avere un'importanza relativa, le casistiche quì da noi paiono del tutto nuove ed è per questo che aspettarsi il picco dell'infezione a breve sembra improponibile, forse neanche un mese può essere sufficiente; nel frattempo non si può far finta che questa sia solo una nuova "influenza", e vedere come il virus abbia favorito la socializzazione all'interno delle zone rosse .... comitive in scampagnata per sconfiggere la paura è comprensibile ma irrazionale .... anche, ma sopratutto il virus, ama la socializzazione
 
1600 contagi 41 morti (2.5%), ricoverati 640, ma soprattutto 140 gravi (il 10%) e se questi ultimi aumentano progressivamente la sanità può non essere in grado di gestirli al meglio; e comunque è ridicolo considerare "comprensibili" le morti dei 70enni con pregresse patologie .... ma allora quasi tutti a quest'età lo sono
 
per finire, ricercando gli effetti anti-infiammatori di ac ferulico e quercetina è interessante questo studio con incremento del carcinoma renale; va bene che sono topi, ma forse troppi anti-ossidanti possono avere un effetto paradosso, come pensava il Nobel del DNA Watson


#15 constantine

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Inviato 02 marzo 2020 - 02:25

Fantastico il discorso di Stefano Montanari; vorrei porre a tal proposito un intervista molto più ampia, dove chiarisce molte più cose:anche se un po lunga val la pena di ascoltarla:

 

molto interessante secondo me!
ma da medico lei trova le affermazioni di Montanari discutibili?
se trova giuste le precauzioni adottate dalla cina non dovrebbe essere in sintonia con l'intervista però dato che Montanari ritiene una battaglia immaginaria questa del coronavirus



#16 mario61

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Inviato 02 marzo 2020 - 08:48

lunga ma ricostruzione attendibile della fisiopatologia dell'epidemia ... e della vitamina c

 

https://translate.go...-vitamin-c-hif/

 

.... pure il 5g

https://translate.go...depolarization/



#17 SauroClaudio

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Inviato 03 marzo 2020 - 04:07

lunga ma ricostruzione attendibile della fisiopatologia dell'epidemia ... e della vitamina c

 

https://translate.go...-vitamin-c-hif/

 

.... pure il 5g

https://translate.go...depolarization/

Certo che questo virus ha un indice di mortalità che è quasi 30 volte superiore a quello dell'influenza. Anche se in Italia finora ha prevalentemente colpito gli anziani e le persone più debilitate, bisognerà vedere come evolve l'epidemiahe perchè il Virus è mutante. La Cina è stata messa in ginocchio e dalla Cina dipendono moltre altre economie sopratutto dei paesi più sviluppati. Quindi è logico pensare che andremo incontro ad una gravissima crisi economica. Un famoso virologo dell'Università di Boston  (di cui non ricordo il nome) ha detto che questa pandemia è facile che vada avanti molte settimane se non mesi, insomma saremmo solo all'inizio. Tutto questo fomenta una teoria che stà circolando sempre di più negli ambienti degli economisti: è finita la GLOBALIZZAZIONE. Riporto il sito:

 

http://www.businessp...lisation-111370

 

L'era della globalizzazione è davvero finita?

 

Economisti e istituzioni di tutto il mondo stigmatizzano la fine della globalizzazione, e i dati sembrano dar loro ragione. In realtà è davvero prematuro darla per sconfitta. Ecco perché

Eppure, quando nessuno si sarebbe più aspettato nessun guizzo dagli sceneg­giatori, ecco che arriva il colpo di scena: la globalizzazione è in agonia. Lo scriveva lo scorso gennaio l’Economist , in un pezzo sulla slowbalisation (la globalizzazione senza più propulsione) in cui descriveva la fine dell’età d’oro del commercio globale, il ventennio tra il 1990 e il 2010. A sostegno di questa teoria, il settimanale forniva alcuni dati, come la caduta in picchiata degli investimenti cinesi in Europa e negli Usa, giù del 73% nel 2018 e la riduzione del 20% – nello stesso anno – degli inve­stimenti transfrontalieri delle multinazionali. E poi i dazi statunitensi, il braccio di ferro sui prodotti hi tech, settore che vale da solo il 20% del mercato azionario, il crescente nazio­nalismo fiscale, per non parlare della questione della privacy e dello spionaggio. Il cahier de doléances del settimanale ul­traliberista è lungo e articolato, ma non proprio originale. Le prefiche della globalizzazione, infatti, piangono da un po’ e la stessa parola slowbalisation fu coniata nel 2015 dal trend watcher e conferenziere del Suriname Adjiedi Bakas.

Un’analisi, la sua, che conferma quella dell’indiano Prem Shankar Jha, autore de Il caos prossimo venturo. Il capi­talismo contemporaneo e la crisi delle nazioni , uscito 13 anni fa eppure più attuale che mai nella sua lettura dell’evo­luzione del capitalismo. Quest’ultimo, secondo lo studio­so indiano, tenderebbe a esondare, a rompere le barriere del territorio che lo ha fatto prosperare, cercando un nuo­vo contenitore più grande.

A un ciclo genovese nel ‘500, ne sarebbe seguito uno olan­dese nel ‘600 (centrato su Amsterdam), poi uno inglese e in­fine uno americano. Ora ci troviamo al quinto ciclo, quello in cui il capitalismo diventa globale senza che esistano isti­tuzioni per governarlo. Ed è qui che nasce la fase di stallo: le forze che hanno guidato la globalizzazione ne vorrebbe­ro ulteriori dosi, ma chi sente di essere stato sconfitto pro­va a tirare il freno. Anche così, o forse soprattutto così, si spiegano la vittoria di Donald Trump, la Brexit, il dilagante voto di protesta, che sono sintomi di un problema ma diffi­cilmente saranno la soluzione. Perché il processo che è sta­to avviato è di enormi proporzioni e indietro non si torna, ma davanti cosa c’è?

 



#18 mario61

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Inviato 03 marzo 2020 - 04:44

" Cilesi era arrivato a Salsomaggiore (Parma), a casa della compagna, martedì 25 febbraio: accusava qualche malessere ma non aveva febbre. Sembrava solo stanchezza per i tantissimi impegni e progetti che stava seguendo. Poi la situazione è precipitata nel giro di tre giorni: giovedì notte una crisi respiratoria, venerdì il ricovero all’ospedale di Vaio (a Fidenza, nel Parmense), dove è risultato positivo al tampone per il coronavirus. Sabato è stato trasferito all’ospedale Maggiore di Parma dove è poi morto nella notte tra domenica e lunedì. “Ho sentito l’ultima volta Ivo giovedì sera”, ha raccontato all’agenzia Ansa la dottoressa Paola Brignoli, sua collega e vice del centro di ricerca onlus Innovative Elder Research (Ier) che ha sede a San Paolo d’Argon (Bergamo), creatura di Cilesi. “Non aveva ancora avuto la diagnosi di coronavirus, stava bene. Poi nella notte la crisi respiratoria e il ricovero. In pochissimi giorni se l’è portato via“. 
 
.... chiaro esempio della pericolosità e al tempo stesso imprevedibilità dell'evoluzione clinica che questa infezione può avere
 
I coronavirus e l'influenza sono tra i virus pandemici che possono causare lesioni polmonari letali e morte per ARDS. 
Le infezioni virali provocano una 'tempesta di citochine' che può attivare le cellule endoteliali dei capillari polmonari portando a infiltrazioni di neutrofili e aumento dello stress ossidativo (ossigeno reattivo e specie di azoto) che danneggiano ulteriormente la funzione di barriera polmonare. 
L'ARDS, caratterizzata da grave ipossiemia, è generalmente accompagnata da infiammazione incontrollata, lesioni ossidative e danni alla barriera alveolare-capillare; l'aumento dello stress ossidativo è un grave insulto nella lesione polmonare come la lesione polmonare acuta (ALI) e la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), due manifestazioni cliniche di insufficienza respiratoria acuta con morbilità e mortalità sostanzialmente elevate
È chiaro che l'aumento dello stress ossidativo svolge un ruolo importante nella patogenesi dell'ARDS e della morte. La tempesta di citochine è osservata sia nelle infezioni virali che batteriche. La tempesta di citochine porta ad un aumento dello stress ossidativo, l'ARDS e la morte sembrano essere un percorso comune e non specifico. Questo è importante nella gestione clinica. Poiché la prevenzione e la gestione mirate all'aumento dello stress ossidativo con una grande dose di antiossidanti sembrano un passo logico e possono essere applicati a queste pandemie mortali, senza la lunga attesa di vaccini e farmaci specifici per patogeni, come nel caso dell'attuale epidemia 2019-nCov .
 
 "I medici tailandesi avevano somministrato al paziente di 35aa favipiravir, un trattamento antivirale sperimentale e anticorpi attraverso un siero di globuli bianchi di un paziente che si era ripreso. I medici presenti al suo caso hanno affermato che il coronavirus era 'completamente sparito' dal 16 febbraio, ma i suoi polmoni hanno subito molti danni. Il direttore dell'ospedale ha dichiarato che il paziente è deceduto pacificamente dopo aver combattuto la malattia per un mese. Il dott. Thiravat Hemachudha, capo del Centro per la scienza delle malattie infettive emergenti in Thailandia, ha detto ai media: “Questo è un esempio importante di come il coronavirus può diffondersi negli individui senza sintomi o con sintomi minori e può diventare fatale anche senza Malattie. È stato anche menzionato che il personale infermieristico che si è preso cura del paziente il primo giorno ha anche sviluppato una grave polmonite su entrambi i lati dei suoi polmoni ma, fortunatamente, ha ricevuto un trattamento adeguato in tempo e è tornata a casa dopo il recupero. Ma anche i suoi polmoni sono gravemente danneggiati "
 
Quindi anche chi riesce a guarire dall'inezione polmonare può mantenere danni cicatriziali al polmone e possibile insufficienza respiratoria cronica
 
È un dato di fatto, la dose elevata di vitamina C per via endovenosa (IVC) è stata utilizzata clinicamente con successo nell'ARDS virale e anche nell'influenza 
Questi sono i motivi per cui 50 tonnellate di vitamina C sono state inviate a Wuhan per aiutare i cittadini a combattere il COVID-19 [54], ei medici cinesi hanno riportato eccellenti tassi di recupero dei pazienti dall'uso della vitamina C nel trattamento del COVID-19.
 
Di recente è partito un  trial per valutare l'effetto della vit c a 24gr/dì


#19 SauroClaudio

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Inviato 03 marzo 2020 - 05:30

 

" Cilesi era arrivato a Salsomaggiore (Parma), a casa della compagna, martedì 25 febbraio: accusava qualche malessere ma non aveva febbre. Sembrava solo stanchezza per i tantissimi impegni e progetti che stava seguendo. Poi la situazione è precipitata nel giro di tre giorni: giovedì notte una crisi respiratoria, venerdì il ricovero all’ospedale di Vaio (a Fidenza, nel Parmense), dove è risultato positivo al tampone per il coronavirus. Sabato è stato trasferito all’ospedale Maggiore di Parma dove è poi morto nella notte tra domenica e lunedì. “Ho sentito l’ultima volta Ivo giovedì sera”, ha raccontato all’agenzia Ansa la dottoressa Paola Brignoli, sua collega e vice del centro di ricerca onlus Innovative Elder Research (Ier) che ha sede a San Paolo d’Argon (Bergamo), creatura di Cilesi. “Non aveva ancora avuto la diagnosi di coronavirus, stava bene. Poi nella notte la crisi respiratoria e il ricovero. In pochissimi giorni se l’è portato via“. 
 
.... chiaro esempio della pericolosità e al tempo stesso imprevedibilità dell'evoluzione clinica che questa infezione può avere
 
I coronavirus e l'influenza sono tra i virus pandemici che possono causare lesioni polmonari letali e morte per ARDS. 
Le infezioni virali provocano una 'tempesta di citochine' che può attivare le cellule endoteliali dei capillari polmonari portando a infiltrazioni di neutrofili e aumento dello stress ossidativo (ossigeno reattivo e specie di azoto) che danneggiano ulteriormente la funzione di barriera polmonare. 
L'ARDS, caratterizzata da grave ipossiemia, è generalmente accompagnata da infiammazione incontrollata, lesioni ossidative e danni alla barriera alveolare-capillare; l'aumento dello stress ossidativo è un grave insulto nella lesione polmonare come la lesione polmonare acuta (ALI) e la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), due manifestazioni cliniche di insufficienza respiratoria acuta con morbilità e mortalità sostanzialmente elevate
È chiaro che l'aumento dello stress ossidativo svolge un ruolo importante nella patogenesi dell'ARDS e della morte. La tempesta di citochine è osservata sia nelle infezioni virali che batteriche. La tempesta di citochine porta ad un aumento dello stress ossidativo, l'ARDS e la morte sembrano essere un percorso comune e non specifico. Questo è importante nella gestione clinica. Poiché la prevenzione e la gestione mirate all'aumento dello stress ossidativo con una grande dose di antiossidanti sembrano un passo logico e possono essere applicati a queste pandemie mortali, senza la lunga attesa di vaccini e farmaci specifici per patogeni, come nel caso dell'attuale epidemia 2019-nCov .
 
 "I medici tailandesi avevano somministrato al paziente di 35aa favipiravir, un trattamento antivirale sperimentale e anticorpi attraverso un siero di globuli bianchi di un paziente che si era ripreso. I medici presenti al suo caso hanno affermato che il coronavirus era 'completamente sparito' dal 16 febbraio, ma i suoi polmoni hanno subito molti danni. Il direttore dell'ospedale ha dichiarato che il paziente è deceduto pacificamente dopo aver combattuto la malattia per un mese. Il dott. Thiravat Hemachudha, capo del Centro per la scienza delle malattie infettive emergenti in Thailandia, ha detto ai media: “Questo è un esempio importante di come il coronavirus può diffondersi negli individui senza sintomi o con sintomi minori e può diventare fatale anche senza Malattie. È stato anche menzionato che il personale infermieristico che si è preso cura del paziente il primo giorno ha anche sviluppato una grave polmonite su entrambi i lati dei suoi polmoni ma, fortunatamente, ha ricevuto un trattamento adeguato in tempo e è tornata a casa dopo il recupero. Ma anche i suoi polmoni sono gravemente danneggiati "
 
Quindi anche chi riesce a guarire dall'inezione polmonare può mantenere danni cicatriziali al polmone e possibile insufficienza respiratoria cronica
 
È un dato di fatto, la dose elevata di vitamina C per via endovenosa (IVC) è stata utilizzata clinicamente con successo nell'ARDS virale e anche nell'influenza 
Questi sono i motivi per cui 50 tonnellate di vitamina C sono state inviate a Wuhan per aiutare i cittadini a combattere il COVID-19 [54], ei medici cinesi hanno riportato eccellenti tassi di recupero dei pazienti dall'uso della vitamina C nel trattamento del COVID-19.
 
Di recente è partito un  trial per valutare l'effetto della vit c a 24gr/dì

 

E' chiaro che se c'è questa tempesta di citochine l'uso di antiossidanti può essere promettente nella cura. La Vit C in particolare è molto ben tollerata, l'unica precauzione è dare molto da bere per evitare calcoli di ossalato. Ma è chiaro che i 24 gr per via endovenosa li usi solo a patologia già conclamata. Io non so se dosi minori per bocca possano avere un azione preventiva. Comunque io associerei anche altri antiossidanti, in particolare l'Acetilcisteina che è ben tollerata a dosi altissime (infatti nell'avvelenamento da Paracetamolo si usano addirittura 5 gr/kg), questa insieme alla Vit C, alla dose di 3-5 gr/die potrebbe avere veramente un azione preventiva. Non dimentichiamoci inoltre la Vit D che produce Catelicidine antivirali, anche perchè ho letto che i cinesi sono ancora più poveri di noi di questa vitamina. E poi lo Zinco (carente in alcune zone della Cina), il Selenio ed altri come già detto. Insomma, bisognerebbe attuare una terapia preventiva e non intervenire solo quando la malattia è già in atto.



#20 mario61

mario61

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Inviato 03 marzo 2020 - 06:00

... parole sante e la recente revisione americana già vista lo aveva già evidenziato

 

http://www.nutrienti...tro-virus-a-rna

 

... l'assorbimento dello zinco viene influenzato dai vari alimenti ... 

https://translate.go...zinc-11860.html

 

per l'acido ferulico l'ideale è l'infuso di sambuco, ma anche i semi di lino possono essere utili

https://it.qwe.wiki/wiki/Ferulic_acid






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