Vai al contenuto

CoseNascoste Forum uses cookies. Read the Privacy Policy for more info. To remove this message, please click the button to the right:    I accept the use of cookies



Foto

Questa pandemia non si chiama COVID19 ma N-acetil-para-aminofenolo


  • Discussione bloccata Questa discussione è bloccata
79 risposte a questa discussione

#61 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 14370 messaggi

Inviato 18 dicembre 2020 - 02:15

La saturazione rimane normale mi meraviglio che tu affermi il contrario Neppure a mio padre gli si abbassa la saturazione con la mascherina chirurgica, e lui soffre di insufficienza respiratoria e tiene l'ossigeno H24 a 2,5 (a riposo)

A riposo!!! Ti consiglio di provare dopo sforzo, quando si è instaurata una discreta tacipnea, vedrai che invece di aumentare la saturazione cala anche di 3-4 punti, invece di arrivare a 99 scende a 96. Ma per curiosità, che mascherina hai??


"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"




#62 renè

renè

    Utente Junior Plus

  • Utenti
  • 104 messaggi

Inviato 18 dicembre 2020 - 06:35

Da IlFattoQuotidiano.it del 18/12/2020

“Covid, in Usa la sperimentazione con le cellule staminali: “I pazienti in terapia intensiva che le hanno ricevute sono sopravvissuti”

 

L'INTERVISTA - Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute di Miami, illustra la ricerca che è stata accettata per la pubblicazione (peer review) in una delle riviste più autorevoli al mondo: Stem Cell Translational Medicine. "Il miglioramento si vede dopo 6 giorni dalla prima infusione"

di Peter D'Angelo |

Potrebbero arrivare anche le cellule staminali, insieme a vaccini e anticorpi monoclonali, a rinforzare il fronte contro il Covid. La sperimentazione condotta ha ottenuto “risultati sorprendenti, nessuno studio finora ha ottenuto risultati di efficacia vicini al 100% come il nostro” sostiene Camillo Ricordi – direttore del Diabetes Research Institute di Miami, il più importante centro medico per la cura del diabete degli States – che illustra il suo lavoro. “Per la valutazione integrale del lavoro mancavano alcuni dati (meccanicisti), che abbiamo inviato, e da alcuni giorni sono stati confermati e approvati per la pubblicazione (peer review) in una delle riviste più autorevoli al mondo: Stem Cell Translational Medicine. Questi ultimi dati avallano “le nostre teorie su come queste cellule staminali possano fermare la progressione della reazione infiammatoria immune aberrante”. Con li suo team, il professor Ricordi, ha trattato una coorte di 24 pazienti Covid 19 in stato severo, in terapia intensiva.

 

 

La vostra sperimentazione su cellule staminali (mesenchimali del cordone ombelicale) che risultati ha dato?
I risultati sono stati sorprendenti perché in questo trial randomizzato in doppio cieco, (dove né i medici né i pazienti sanno se ricevono una soluzione di trattamento con staminali o un placebo), la sperimentazione ha dimostrato che i pazienti che hanno ricevuto le cellule staminali sono sopravvissuti tutti: abbiamo registrato un successo sul 100% dei pazienti sotto gli 85 anni. Il trattamento è molto semplice, consiste in due infusioni in vena a distanza di 72 ore una dall’altra. Sono infusioni in vena che portano queste cellule direttamente ai polmoni dove possono esercitare la loro azione antinfiammatoria e immuno-regolatrice contro la tempesta infiammatoria delle citochine.

 

Quali sono stati i tempi di recupero dei pazienti?
Il miglioramento si vede dopo 6 giorni dalla prima infusione. La differenza con il gruppo di controllo è notevole, più del 50% dei pazienti sono deceduti. Nel gruppo trattato con staminali la guarigione è avvenuta entro due settimane, mentre nel gruppo di “controllo” (placebo) la maggioranza dei pazienti sopravvissuti non erano ancora guariti a un mese dall’inizio del trial.

Esiste un modo per avere accesso alle staminali in tempi celeri, per uso d’emergenza (compassionevole o per sperimentazioni)?
Aifa potrebbe chiedere, anche a noi, delle dosi da utilizzare per i pazienti gravi. Noi abbiamo chiuso la fase in cui dimostriamo la “sicurezza”, non ci sono stati effetti avversi, inoltre sull’efficacia i numeri parlano da soli abbiamo avuto praticamente il 100% di efficacia, parliamo di effetti concreti non effetti marginali come per altri farmaci come il desametasone, dove si è dovuta ampliare la corte a centinaia di pazienti per vedere un risultato marginale.

Il vostro trial è stato efficace su una coorte di pazienti in fase avanzata, ma quale sarebbe il momento ideale per la somministrazione?
I nostri erano pazienti con Covid 19 severi, in fase avanzata. Il momento ideale per la somministrazione è quello che precede l’acuirsi della malattia, prima che i pazienti si aggravino in terapia intensiva. La nostra era una terapia sperimentale quindi c’è stato chiesto di testarla su pazienti critici, dove era stato provato di tutto ed erano fallite le altre terapie.

Questo trattamento è fattibile in tutte le strutture ospedaliere?
Questo è un trattamento fattibile in tutte le strutture ospedaliere. Noi, abbiamo distribuito dosi di cellule staminali, per uso compassionevole, in altri ospedali. Spedivamo dosi pronte per essere infuse.

 

Ci sono strutture in Italia che potrebbero produrre cellule staminali in autonomia? Che tempi ci vogliono per produrre dosi da un singolo cordone?
Strutture come il Bambino Gesù potrebbero avere i mezzi anche per produrre staminali in proprio. Per i tempi, in 3 settimane si possono produrre in bio-reattori anche 1.000 dosi, se poi hai 3 bio-reattori, i numeri aumentano.

È un trattamento costoso?
Il trattamento non è assolutamente costoso, noi lo stiamo facendo come attività no profit, disturbiamo le dosi a titolo gratuito nei centri Usa, ma abbiamo distribuito il protocollo anche in altri centri di tutto il mondo. Il protocollo è disponibile Open Access per tutti quelli che lo vogliono riprodurre, e offriamo assistenza per insegnare e spiegare come effettuare queste infusioni. È molto semplice e poco costoso perché da un cordone ombelicale di un bambino nato sano si possono moltiplicare le cellule grazie a sistemi di coltura che permettono di generare dosi sufficienti a trattare più di diecimila pazienti, da un singolo cordone ombelicale. Poi, ci sono anche dei centri privati in cui sta sperimentando e questi potrebbero commercializzare a costi alti, anche 15mila euro a dose.

Contate di ampliare la corte di pazienti coinvolti, nel prossimo trial?
Sì, stiamo espandendo il trial a 120 persone.

Anche in Italia, alcuni centri hanno chiesto la possibilità di usare questo protocollo, probabilmente da gennaio partirà la sperimentazione?
Negli Usa ci sono voluti otto giorni per l’autorizzazione del trial. In Italia, Massimo Dominici docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha sottoposto il protocollo ad Aifa il 28 maggio, è stato approvato il 20 ottobre, ma manca ultima passaggio conclusivo al Comitato Etico dello Spallanzani dopo il quale potranno partire già i protocolli su 400 persone. In questi casi dovrebbero attivarsi con una procedura d’urgenza “emergency approval”.

 

Nel mondo ci sono sperimentazioni, in altri centri di ricerca, che hanno raccolto il vostro lavoro e strutturato trial? Che risultati hanno ottenuto?
Nel mondo ci sono diversi centri che hanno adottato strategie simili a noi, come in Cina, Israele e Australia. Il nostro è l’unico trial accademico non a scopo di profitto, mentre tutti gli altri di cui sono a conoscenza sono commerciali, sostenuti da case farmaceutiche o bio-technology company che stanno portando avanti strategie che probabilmente costeranno molto di più (15mila euro a dose appunto), ci sono grossi interessi di ritorno dall’uso di queste cellule.

Vuole aggiungere altro?
Aggiungerei la cosa su cui ci stiamo concentrando ora, che è ugualmente importante, è come se da una parte trattiamo i casi più gravi con queste cellule staminali dall’altra ci stiamo impegnando in un nuovo progetto, in collaborazione con centri italiani, da Tor Vergata, La Sapienza, San Raffaele di Roma e Iss per studiare combinazioni di fattori protettivi naturali. Ci sono stati screening di big-data su più di 687 milioni di sostanze che possono interferire con Covid 19 e stanno emergendo dei dati molto interessanti, non solo su vitamina D, Omega 3, ma anche su polifenoli attivatori delle sirtuine come la polidatina, sostanze che magari tradizionalmente erano state proposte per prevenire malattie croniche degenerative legate all’età o malattie autoimmuni, ma che ora si stanno dimostrando potenzialmente efficaci anche contro il Covid19, potendo attenuare l’evoluzione severa della malattia.”

……..certo è che l’ingegno umano, quando vuole, non ha limiti e questo ci fa ben sperare.



#63 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 14370 messaggi

Inviato 26 gennaio 2021 - 02:08

Chiaramente si son voluti creare un bel numero di morti ed in questo la Tachipirina ha fatto la sua parte:

 


  • madmax piace questo

"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#64 madmax

madmax

    Utente Full Optional

  • Utenti
  • 9416 messaggi

Inviato 26 gennaio 2021 - 07:55

Chiaramente si son voluti creare un bel numero di morti ed in questo la Tachipirina ha fatto la sua parte:

 

Ma per prevenire la cascata citochinica cosa si usa?Sempre il NAC?


  • SauroClaudio piace questo

"Significa una totale libertà. In questa libertà c'è un'enorme energia, perchè non c'è nessun conflitto, nessuna lotta. Nulla!"


#65 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 14370 messaggi

Inviato 26 gennaio 2021 - 11:25

Ma per prevenire la cascata citochinica cosa si usa?Sempre il NAC?

Tutti gli anti Radicali Liberi, ma anche la Vit D, la Vit A, lo Zinco, ed il Rame. Ti riporto un Post che avevo fatto tempo fa, ma tutte le sostanze indicate come terapentiche hanno azione anti ROS.

 

Il governo di Shanghai raccomanda ufficialmente la Vitamina C per il COVID-19

DI Andrew W. Saul 3 Marzo 2020

Il governo di Shanghai in Cina ha annunciato la raccomandazione ufficiale che il COVID-19dovrebbe essere trattato con elevate quantità di Vit. C per via endovenosa. Le raccomandazioni variano in base alla gravità della malattia, da 50 a 200 mg per peso chilogrammo di peso corporeo. Questi dosaggi da 4000 mg a 16.000 mg per un adulto devono essere somministrati per via endovenosa. Questo specifico metodo di somministrazione è importante, afferma l’esperto di terapia Atsuo Yanagisawa, perché l’effetto della Vit C è almeno 10 volte più potente per via endovenosa che se somministrato per os.Il Dott. Yanagisawa è responsabile del Collegge Giapponese Itravenus Terapy di Tokyo. Infatti tale terapia si applica usualmente in Giappone con una riduzione della mortalità, anche in casi avanzate di malattia, del 90%. Dice Yanagisawa: la Vit C per via endovenosa è un antivirale sicuro ed ad ampio spettro. Essa agisce neutralizzando le CITOCHINE PROINFIAMMATORIEche si formano soprattutto nella forma terminale della malattia. E’ un farmaco eccezionale per prevenire l’intubazione. Richard Z. Cheng, un medico specialista cinese-americano, ha lavorato a stretto contatto con altre autorità mediche e governative in tutta la Cina. Ha contribuito a scrivere almeno tre studi clinici sulla Vit.C. Il dott. Cheng è attualmente a Shanghai, e continua i suoi sforzi per incoraggiare sempre di più gli Ospedali Cinesi nell’uso della Vit. C. Una dichiarazione ufficiale del secondo ospedale dell’Università di Xi an Jiaotong recita: “Nel pomeriggio del 20 Febbraio, altri 4 pazienti con polmonite da COVID in fase terminale si sono completamente ripresi dopo di flebo con Vit C. Riteniamo che nei pazienti con polmonite virale da COVID il trattamento con flebo di Vit C dovrebbe essere iniziato il più presto possibile”

 

LA PREVENZIONE C’E’ MA NON SE NE PARLA

E c’è già  anche la prevenzione non solo contro il COVID-19, ma contro tutte le forme virali e batteriche, si chiama Vit D, Vit C per via endovenosa., Acetilcisteina, Zinco Ossido (80 mg), Rame Solfato (2 mg). La Vit D è indispensabile per la sintesi di anticorpi attraverso i T-Linfociti, questi sotto l’azione di questa vitamina producono le CATELICIDINE ANTIVIRALI ed  ANTIBATTERICHE. Queste per essere prodotte necessitano di una quantità ematica di Vit D abbastanza alta, io in precedenza avevo scritto: “”La Vit D devi portarla a 70 ng/ml allora hai una potente produzione di CATELICIDINE ANTIVIRALI, ma se vuoi portarla nell’anziano a quel valore devi somministrarne almeno 600.000 UI per os. Tieni presente che l’anziano la assorbe poco per os ed ha un valore ematico bassissimo. Su 320 anziani sopra i 65 anni il valore ematico medio era di 8,2.ng/ml. Talvolta per portarla a 70 ho dovuto somministrarne anche 1.200.000 UI per os.  Con 70 hai una tal produzione di CATELICIDINE che il Virus può mutare quanto vuole che viene sgretolato dalle CATELICIDINE e non ha possibilità di sopravvivere. Stronchi l’infezione fin dall’inizio. Poi aggiungici pure tutto il resto, in particolare l’Acetilcisteina in flebo come se tu avessi un intossicazione da Paracetamolo. La cura e la prevenzione c’è già, è inutile pensare ad un Vaccino che durerebbe due settimane. E’ inutile che tu Mario mi esibisca degli studi dove la portano a 30 ng/ml e poi dicono che funziona poco. Io con 70 non ho avuto nessun caso di influenza negli anziani, ma ho sempre associato anche l’Acetilcisteina anche se per OS (1200 mg). Data in flebo a 15-20 gr non avresti nessuna infezione da COVID neppure super mutato. Per la Vit D per i 70 ng/ml non esiste nessuna controindicazione perché siamo nel Range terapeutico consigliato (30-100). Una volta per la cura della Tubercolosi si portavano i pazienti nei Sanatori dove venivano esposti tutto il giorno ad aria e luce solare su grandi terrazze o all’aperto: era la luce solare soprattutto che produceva a livello cutaneo una forte sintesi di Vit D e chi raggiungeva il valore di 70 ng/ml guariva dalla Tubercolosi. I nostri specialisti si sono dimenticati dei sanatori per curare la Tubercolosi ??? Ma forse non sanno neppure cosa siano le CATELICIDINE, forse non sanno neppure che senza Vit D non c’è nessuna sintesi di anticorpi.

Per quanto riguarda l’Acetilcisteina essa è uno dei migliori disintossicanti naturali. Essa viene usata in flebo a dosi altissime (20-50 gr) nelle intossicazioni da Paracetamolo. Non solo ma è un potente stimolante delle difese immunitarie attraverso un azione anti ROS che determina un potenziamento del Sistema Immunitario. Nel COVID-19 essa andrebbe usata in flebo, come si fa nelle intossicazioni da Paracetamolo.

La Vit C per via endovenosa (16 gr) è uno dei migliori neutralizzanti le CITOCHINE PROINFIAMMATORIE.

Lo Zinco Ossido è pure esso un potente stimolante immunitario. Esso agisce attraverso numerosi recettori dei T-Linfociti. Si è già dimostrato utile nelle infezioni da COVID, solo che non l’hanno detto. Il Rame si da sempre in associazione perché ne potenzia l’azione.

Dobbiamo tener presente che il COVID-19 è un virus estremamente debole, viste le curve e le percentuali di patologie concomitanti, ora ve le espongo, sono gli ultimi dati del Ministero della Sanità:

Patologie pregresse al momento del ricovero

  •  
  • Pazienti con 0 patologie pre-esistenti 3,6%
  •  
  • Pazienti con 1 patologia pre-esistente 14,4 %
  •  
  • Pazienti con 2 patologie pre-esistenti 20,7 %
  •  
  • Pazienti con 3 o più patologie pre-esistenti 61,3%

Inoltre le fascie di età

  • Da 0 a 9 anni 0,0%
  • Da 10 a 19 anni 0,0001%
  • Da 20 a 29 anni 0,1%
  • Da 30 a 39 anni 0,4%
  • Da 40 a 49 anni 0,8%
  • Da 50 a 59 anni 2,6%
  • Da 60 a 69 anni 8,5%
  • Da 70 a 79 anni 22,6%
  • Da 80 ad 89 anni 30,6%
  • Sopra i 90 anni 27,4%
  • Non noto 0,6%

E’ interessante considerare che anche negli altri paesi troviamo le stesse percentuali sia per le patologie che per il numero di decessi in relazione all’età.

Inoltre età media della malattia 79 anni (in tutti gli stati sia europei che negli Stati Uniti)

Quindi i pazienti che sono morti, avevano già il sistema immunitario compromesso, come dice giustamente Montanari e se c’era anche il Coronavirus era solo una concausa della morte. Inoltre quel presunto 3,6% con 0 patologie probabilmente aveva altre patologie che non erano state riconosciute e non erano state diagnosticate in precedenza. Questo Virus è stato creato solo per giustificare un Vaccino che dovrebbe servire per tutta l’umanità. Una cosa che non capisco è perchè se gli anticorpi di chi ha preso l'infezione non sono protettivi (come continuano a dire), ma il siero dei guariti dalla malattia funziona benissimo negli ammalati (e li fa guarire in poco tempo, anche se non lo dicono), perchè dovrebbero essere protettivi gli anticorpi del Vaccino, visto che sono tali e quali, anzi quelli del Vaccino sono un po meno specifici perchè si tratta di VIRUS ATTENUATO?? Eppure Conte ha detto che tutto finirà quando ci sarà il Vaccino.........un BUSINESS unico, visto che prevedono di farlo a livello mondiale.

 

P.S Il Giappone che ha fatto largo uso di flebo di Vit C ha avuto poco più di 5000 morti su 130 milioni di abitanti. Chissà perchè in Italia la Vit C era praticamente proibita, è l'unica raccomandazione era di dare ai primi sintomi il Paracetamolo, che è noto anche ai cani che deprime le difese immunitarie.


  • madmax piace questo

"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#66 inmezzoalcielo

inmezzoalcielo

    Uovo Utente

  • Utenti
  • 2142 messaggi

Inviato 27 gennaio 2021 - 10:27

Il governo di Shanghai raccomanda ufficialmente la Vitamina C per il COVID-19

DI Andrew W. Saul 3 Marzo 2020

 

 

LA PREVENZIONE C’E’ MA NON SE NE PARLA

 

 

Ti sei dimenticato che non se ne parla perché costa poco  :D

 

Dopo la D e la C manca la A e abbiamo l'abbecedario della fuffa  :asdsi:

 

 

 

Falso: sebbene alcuni pazienti con COVID-19 abbiano ricevuto dosi elevate di vitamina C, non si tratta di un trattamento o di una cura comprovati per la malattia

 

Notizia pubblicata il 15 aprile scorso e certificata

 

https://www.reuters....c-idUSKCN21X2PV


Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza.

Oscar Wilde


#67 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 14370 messaggi

Inviato 27 gennaio 2021 - 11:42

Ti sei dimenticato che non se ne parla perché costa poco  :D

 

Dopo la D e la C manca la A e abbiamo l'abbecedario della fuffa  :asdsi:

 

 

 

Notizia pubblicata il 15 aprile scorso e certificata

 

https://www.reuters....c-idUSKCN21X2PV

inmezzoalcielo quall'è la tua qualifica?? Sei medico?? hai citato uno dei pochi studi che cercano didemolire l'uso della Vit. C nel COVID. Eppure in Giappone, usandola, hanno avuto solo 5000 morti:

 

https://translate.go...=search&pto=aue

Impatto delle vitamine sulla funzione immunitaria nei pazienti COVID-19

Mentre il paese continua a trattare con COVID-19 in assenza di trattamenti efficaci, l'attenzione si è concentrata sulle modalità che possono aiutare a rafforzare il sistema immunitario. Una recente revisione ha esaminato il possibile ruolo della nutrizione o dei componenti dietetici in COVID-19.

I pazienti infetti da SAR-CoV-2 che sono carenti di vitamina D non se la passano bene come quelli che sono pieni di vitamina D, il che ha portato i ricercatori a considerare il possibile ruolo immunomodulatore della vitamina D. Il potenziale beneficio della vitamina D deriva dalla sua capacità per stimolare l'espressione di peptidi antimicrobici, che aiutano a mantenere l'integrità delle giunzioni epiteliali strette; potenziamento dell'espressione dei geni antiossidanti che porta ad una riduzione dell'infiammazione; promozione della produzione di macrofagi e superossido; fagocitosi; soppressione dell'attività T-helper di tipo 1; riduzione della produzione di citochine proinfiammatorie; potenziamento delle citochine antinfiammatorie; e stimolazione delle cellule T regolatorie soppressive. 

La carenza di vitamina D è stata anche implicata negli stati di malattia concomitante che sono fattori di rischio per l'infezione da coronavirus e nell'età avanzata, che è stata associata a un esito peggiore da COVID-19. Adeguati livelli di vitamina D possono essere inversamente correlati con l'espressione della proteina C-reattiva, un marker di infiammazione e con un ridotto rischio di coagulopatia e immunosoppressione. Gli obiettivi proteici su SARS-CoV-2 possono essere regolati dalla vitamina D. Sebbene non sia stato ancora dimostrato efficace nel COVID-19, l'uso di vitamina D è stato associato a una riduzione dell'incidenza e della gravità di altre infezioni virali e può ridurre le citochine proinfiammatorie, che sono associati a malattie più gravi e aumento della mortalità nel COVID-19. 

La vitamina C, uno scavenger di specie reattive dell'ossigeno, ha attività antiossidanti e le carenze sono associate a disturbi nell'equilibrio tra attività antiossidante e generazione di ossidanti. L'integrazione di vitamina C può essere preventiva contro le infezioni virali e può ridurne la durata e la gravità. Riduce le citochine proinfiammatorie, che sono attivate in COVID-19 e possono svolgere un ruolo nella tempesta di citochine; migliora le citochine antinfiammatorie; riduce i livelli di TNF-alfa, una citochina proinfiammatoria che può facilitare l'ingresso di SARS-CoV-2 nelle cellule ospiti; e aumenta i livelli di IL-10, che a sua volta riduce l'infiammazione. La vitamina C ha un ruolo nella sepsi secondaria a polmonite e i pazienti con COVID-19 sono a maggior rischio di sviluppare polmonite. 

Si ritiene che lo zinco, un minerale traccia chiave, abbia proprietà immunomodulatorie e antivirali. Gli effetti fisiologici avversi associati alla carenza di zinco includono un aumento delle citochine proinfiammatorie; rimodellamento del tessuto polmonare; modifiche alla funzione di barriera cellulare nel tessuto epiteliale polmonare; riduzione della conta dei linfociti; e compromissione della funzione dei linfociti. Lo zinco interferisce con la sintesi e la replicazione virale, compresa quella dei coronavirus. In COVID-19, la supplementazione di zinco può ridurre i sintomi, come l'infezione del tratto respiratorio inferiore, inibendo la rimozione del rivestimento virale, il legame e la replicazione. 

È stato scoperto che gli acidi grassi omega-3 hanno proprietà antivirali contro l'influenza. Il loro ruolo in COVID-19 rimane controverso sia con il miglioramento dell'ossigenazione osservato che con una maggiore suscettibilità al danno ossidativo della membrana.

Altri composti che possono avere effetti immunomodulatori in COVID-19 includono vitamina E, selenio, magnesio e vitamina A; tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche in questo settore. 

Sebbene le informazioni che coinvolgono COVID-19 siano ancora in evoluzione, la comprensione dei potenziali meccanismi attraverso i quali vitamine e integratori possono essere utili in COVID-19 aiuterà i farmacisti a educare i pazienti sul loro corretto utilizzo.

Il contenuto contenuto in questo articolo è solo a scopo informativo. Il contenuto non intende sostituire la consulenza professionale. Fare affidamento sulle informazioni fornite in questo articolo è esclusivamente a proprio rischio.

 « Fare clic qui per tornare all'aggiornamento di Vitamine e integratori.

 

https://www.research...stress_Syndrome

https://annalsofinte...613-020-00792-3

 

https://www.ncbi.nlm...les/PMC4492638/

https://www.ncbi.nlm...les/PMC4093194/

https://www.research...stress_Syndrome

https://www.nature.c...icles/cmi201574

https://akjournals.c...article-p73.xml

https://academic.oup...t_1/S74/2191571

https://www.oatext.c...f/JTS-2-139.pdf

https://europepmc.or...upp_figure1.pdf

https://lpi.oregonst...isease/immunity

http://www.scielo.br...652015000300245

https://www.hindawi....mi/2014/139873/

 

 


  • madmax piace questo

"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#68 inmezzoalcielo

inmezzoalcielo

    Uovo Utente

  • Utenti
  • 2142 messaggi

Inviato 27 gennaio 2021 - 01:37

inmezzoalcielo quall'è la tua qualifica?? Sei medico?? 

 

Un po' come dire "lei non sa chi sono io?"  :boardmod_main:

 

e' inutile che mi rifai la stessa domanda, io non sono un medico e questo lo sai già.

Però mi chiedo se tu lo sei davvero.

Perché arrivare al punto di spacciare la vitamina C e tutti gli altri improbabili rimedi di Nonna Papera, validissimi perché costano 1 o 2 euro, come rimedi e prevenzione per Covid-19 o sei in totale malafede o dici di essere un medico perché da bambino giocavi con L'allegro chirurgo

 

PciMDiu.jpg


Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza.

Oscar Wilde


#69 mario61

mario61

    Super Utente

  • Utenti
  • 4265 messaggi

Inviato 27 gennaio 2021 - 03:14

Insolito recupero precoce di una paziente critica COVID-19 dopo somministrazione di vitamina C per via endovenosa
USA Department of Cardiovascular Disease, McLaren-Flint / Michigan State University, Flint, MI, USA 
Am J Case Rep 2020; 21: e925521 DOI: 10.12659
 
La malattia di Coronavirus 2019 (COVID-19) continua a diffondersi, ma finora non ci sono opzioni terapeutiche comprovate per il trattamento.
Segnaliamo un caso di COVID-19 con sindrome da distress respiratorio acuto che è stato trattato con infusione di vitamina C ad alte dosi ed è stato il 
primo caso ad avere una guarigione precoce dalla malattia presso il nostro istituto.
 
CASO REPORT
Una donna di 74 anni senza contatti recenti per malattia o storia di viaggio presentata con febbre, tosse e mancanza di respiro.
I suoi segni vitali erano normali ad eccezione della saturazione di ossigeno dell'87% e dei ronchi bilaterali all'auscultazione polmonare.
La radiografia del torace ha rivelato un'opacità dello spazio aereo nel lobo superiore destro, sospetta di polmonite.
Un tampone nasofaringeo per la sindrome respiratoria acuta grave coronavirus-2 è risultato positivo mentre il paziente era nell'unità di isolamento per via aerea.
I dati di laboratorio hanno mostrato linfopenia e lattato deidrogenasi, ferritina e interleuchina-6 elevati.
La paziente è stata inizialmente iniziata con idrossiclorochina orale e azitromicina.
Il giorno 6, ha sviluppato ARDS e shock settico, per i quali sono stati avviati la ventilazione meccanica e il supporto pressorio, insieme all'infusione di vitamina C endovenosa ad alte dosi. (11g ogni 24 h come infusione endovenosa continua)
La paziente è migliorata clinicamente ed è stato possibile interrompere la ventilazione meccanica entro 5 giorni.
 
CONCLUSIONI: Questo rapporto evidenzia i potenziali benefici della vitamina C per via endovenosa ad alte dosi nei pazienti con COVID-19 in condizioni critiche in termini di rapido recupero e durata ridotta della ventilazione meccanica e della permanenza in terapia intensiva.
Ulteriori studi approfondiranno l'efficacia della vitamina C per via endovenosa nel COVID-19 in condizioni critiche.
 
 
ps .... leggendo tutto l'articolo c'è un particolare che non viene citato nelle conclusioni
subito prima dell'inizio della terapia con vit C, la paziente  aveva iniziato terapia con noradrenalina 0,02 mcg / kg / min per shock settico, titolata per mantenere la pressione arteriosa media superiore a 65 mmHg, insieme a Colchicina 0,6 mg due volte al giorno per affrontare la tempesta di citochine data dagli elevati livelli di interleuchina -6.


#70 mario61

mario61

    Super Utente

  • Utenti
  • 4265 messaggi

Inviato 27 gennaio 2021 - 05:23

Trial pilota di vitamina C ad alte dosi in pazienti con COVID-19 in condizioni critiche
Wuhan University Zhongnan Hospital  23 Sep, 2020
 
Contesto: nessun farmaco specifico si è dimostrato efficace per il trattamento di pazienti con grave malattia da coronavirus 2019 (COVID-19). Qui, abbiamo testato se l'infusione di vitamina C ad alte dosi era efficace per COVID-19 grave.
 
Metodi: questo studio clinico randomizzato e controllato è stato condotto in 3 ospedali a Hubei, Cina. I pazienti con infezione confermata da sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus 2 (SARS-CoV-2) in terapia intensiva sono stati assegnati in modo casuale in rapporto 1: 1 alla vitamina C per via endovenosa ad alto dosaggio (HDIVC) o al placebo. Il gruppo HDIVC ha ricevuto 12 g di vitamina C / 50 ml ogni 12 ore per 7 giorni a una velocità di 12 ml / ora, e il gruppo placebo ha ricevuto acqua batteriostatica per preparazioni iniettabili nello stesso modo.
L'outcome primario era di giorni liberi da ventilazione meccanica invasiva in 28 giorni (IMVFD28).
Gli esiti secondari erano mortalità a 28 giorni, insufficienza d'organo e progressione dell'infiammazione.
 
Risultati: solo cinquantasei pazienti COVID-19 critici sono stati reclutati alla fine a causa del controllo precoce dell'epidemia.
Non c'era differenza in IMVFD28 tra due gruppi. Durante il periodo di trattamento di 7 giorni, i pazienti nel gruppo HDIVC hanno avuto un aumento costante della PaO2 / FiO2.
I pazienti con punteggi SOFA >3 nel gruppo HDIVC hanno mostrato una tendenza alla riduzione della mortalità a 28 giorni (P = 0,06) nell'analisi di sopravvivenza univariata.
IL-6 nel gruppo HDIVC) era inferiore a quello nel gruppo placebo il giorno 7.
 
Conclusione: questo studio pilota ha mostrato che HDIVC potrebbe mostrare un potenziale segnale di beneficio per i pazienti critici con COVID-19, migliorando l'ossigenazione anche se non è riuscito a migliorare IMVFD28 (giorni liberi da ventilazione meccanica invasiva in 28 giorni)
 
>>>>>
 
L'efficacia della vitamina C contro COVID può dipendere dai livelli naturali di trasporto della vitamina
 
Sono in corso almeno 30 studi clinici in cui la vitamina C, da sola o in combinazione con altri trattamenti, viene valutata rispetto a COVID-19, alcuni con dosi fino a 10 volte superiori ai 65-90 milligrammi al giorno raccomandati di vitamina C
In effetti, senza trasportatori adeguati sulla superficie di una cellula per far passare la vitamina idrosolubile oltre lo strato lipidico delle membrane cellulari, dosi particolarmente elevate possono consentire alla vitamina di raggrupparsi attorno all'esterno delle cellule dove inizia effettivamente a produrre ossidanti, come il danneggiamento dell'ossigeno reattivo specie, piuttosto che aiutarle a eliminarle, dice Isales, coautore dello studio.
 
Sospettano che la bassa espressione del trasportatore sia un fattore nei risultati contrastanti dell'uso della vitamina C in una varietà di altre condizioni.
Gli studi clinici sull'osteoartrite, ad esempio, una malattia autoimmune in cui un sistema immunitario mal indirizzato sta attaccando le articolazioni, ha ottenuto risultati contrastanti.
Tuttavia il suo utilizzo in altri problemi indotti da virus, come la sepsi potenzialmente mortale, ha mostrato benefici nel ridurre l'insufficienza d'organo e migliorare la funzione polmonare nella sindrome da distress respiratorio acuto, che è anche una delle principali cause di malattia e morte con COVID-19.
 
Parte del paradosso e della preoccupazione per COVID-19 è che le persone più a rischio hanno per lo più livelli più bassi di vitamina C prima di ammalarsi e meno trasportatori per consentire alla vitamina di essere utile se ne viene somministrata ad alte dosi.
Molti di quelli più a rischio di COVID-19, compresi gli individui più anziani, neri, maschi e con condizioni mediche croniche come l'artrosi, l'ipertensione e il diabete, tendono ad avere livelli più bassi di vitamina C, un altro motivo per cui la terapia con vitamina C sarebbe considerata un trattamento ragionevole.
I ricercatori osservano anche che i pazienti possono sviluppare una carenza di vitamina C nel corso della loro malattia da COVID-19 poiché, durante un'infezione attiva, la vitamina C viene consumata a un ritmo più rapido. Livelli insufficienti possono aumentare il danno causato da una risposta immunitaria  eccessiva.
 
I livelli ridotti di trasportatore che si verificano naturalmente con l'età sono un fattore nella ridotta funzione immunitaria che tipicamente accompagna anche l'invecchiamento. Ciò significa che anche quando un sessantenne e un ventenne hanno entrambi una dieta sana in cui consumano quantità simili e sufficienti di vitamina C, la vitamina non è altrettanto efficace nell'aumentare la risposta immunitaria dell'individuo più anziano.
È noto che una ridotta funzione immunitaria negli individui più anziani li espone a un aumentato rischio di problemi come il cancro e il COVID-19.
Bassi livelli di vitamina C sono stati anche correlati a una mortalità più elevata negli individui più anziani per cause come le malattie cardiovascolari. L'elevato stress ossidativo, un fattore importante in condizioni come le malattie cardiovascolari e l'invecchiamento e ora COVID-19, è anche associato a un'espressione significativamente ridotta del trasportatore della vitamina C.
Isales e Fulzele dubitano che l'assunzione di molta vitamina C sia una buona strategia preventiva contro COVID-19, tranne in quegli individui con una carenza nota.
La vitamina C è una vitamina essenziale, il che significa che le persone devono consumarla nel loro cibo o integratori.
Gli alimenti naturalmente ricchi di vitamina C includono arance, patate, pomodori, broccoli e cavoletti di Bruxelles. I diversi ruoli della vitamina nel corpo includono anche la formazione di vasi sanguigni, collagene e cartilagine.


#71 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 14370 messaggi

Inviato 07 febbraio 2021 - 10:35

La Dott. De Mari ha perfettamente ragione: chi è che ha permesso queste linee guida ignobili senza intervenire?? I 450 esperti della Commissione scientifica non sapevano che il Paracetamolo (o Tachipirina) se preso in un infezione virale può essere un motivo di aggravamento?? Nessuno sapeva che la Vit. D è alla base della risposta immunitaria?? Nessun Virologo o Infettivologo ha pensato di fare prevenzione con Vit D, Zinco ed altri farmaci immunostimolanti.No, ci hanno sempre detto che per il COVID non c'è terapia, ci sono solo le mascherine, le distanze ed il LockDown. Ma perdio, non è mica un virus benedetto dallo Spirito Santo. Risponde agli anticorpi come qualsiasi altro virus. L'unico consiglio era rimanere a casa, prendere Paracetamolo, ed aspettare un probabile aggravamento.Se si fosse fatta prevenzione portando la Vit. D ad 80 ng/ml (ma non preoccupatevi, nessun virologo sa cosa sono le Catelicidine)l'infezione da COVID sarebbe stata minima, si sarebbe evitata la pandemia, magari associando la Vit D ad altri immunostimolanti ed escludendo ovviamente il Paracetamolo.

 

 


"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#72 Piter

Piter

    Super Utente

  • Utenti
  • 4485 messaggi

Inviato 08 febbraio 2021 - 04:36

Pensa te .


E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero
Le labbra si macchiano e le macchie sono un segno di riconoscimento
E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero


#73 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 14370 messaggi

Inviato 07 aprile 2021 - 10:19

 

No, ci vuole il Processo di Norimberga e qualche ospedale psichiatrico in piu.


"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#74 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 14370 messaggi

Inviato 06 maggio 2021 - 09:56

Che sia vero quanto afferma il virologo Geert Vanden Bossche, che è stato addirittura un virologo di Bill Gates il quale lo aveva scelto per la competenza e le innumerevoli pubblicazioni (più di 30); ma quando Geert Vanden Bossche ha capito i propositi di Bill Gates ( e cioè di dimezzare l’umanità) si è completamente dissociato. E’ interessante notare come moltissimi punti sono in comune con quanto affermato da Giulio Tarro:

https://corrierequot...-irrefrenabile/

Lo riporto per intero, perché non si sa mai quanto il sito può durare visto che va contro i vaccini:

Ex virologo di Bill Gates ,Geert Vanden Bossche, ha dichiarato: “Vaccini killer, la vaccinazione di massa sta creando un mostro irrefrenabile “

Direttamente da: agenziastampaitalia.it

Agghiacciante il contenuto delle dichiarazioni contenute nella sua lettera, di cui riportiamo il documento* in inglese ed a seguire la traduzione dei contenuti più significativi.

Sintesi della lettera di Geert Vanden Bossche, tradotta in italiano.

“Sono tutto tranne che un no-vax, come scienziato di solito non mi appello a nessuna piattaforma per creare documenti e comunicare su argomenti relativi ai vaccini. In qualità di appassionato virologo ed esperto di vaccini, faccio solo un’eccezione quando le autorità sanitarie consentono di somministrare vaccini in modi che minacciano la salute pubblica, quando le prove scientifiche vengono per la maggior parte ignorate. L’attuale situazione estremamente critica mi costringe a diffondere questa chiamata di emergenza. L’estensione senza precedenti dell’intervento umano nel Covid-19 pandemia è ora a rischio di provocare una catastrofe globale senza eguali, questa chiamata non può che non suonare ad alta voce e abbastanza forte. Purtroppo non tocca coloro che hanno il potere di agire. Difficilmente non potranno dire non sapevo o non siamo stati avvertiti. In questa lettera angosciante ho messo in gioco tutta la mia reputazione e credibilità. Mi aspetto da voi, tutori dell’umanità, almeno la stesso atteggiamento con la massima urgenza. Tuttavia, questo tipo di vaccini profilattici sono completamente inappropriati e persino altamente pericolosi, se utilizzato in campagne di vaccinazione di massa durante una pandemia virale.

Vaccinologi, scienziati e i medici sono accecati dagli effetti positivi a breve termine nei singoli brevetti, ma non sembrano preoccuparsi sulle conseguenze disastrose per la salute globale. Questo è il motivo per cui ho deciso di pubblicare già un riepilogo dei miei risultati e il mio discorso al recente Vertice sui vaccini in Ohio su LinkedIn. Lunedì scorso, ho fornito assistenza sanitaria internazionale alle organizzazioni, compresa l’OMS, con la mia analisi dell’attuale pandemia basata scientificamente su informazioni informate sulla biologia immunitaria del Covid-19. Dato il livello di emergenza, li ho esortati a prendere in considerazione le mie preoccupazioni e avviare un dibattito sulle conseguenze dannose di un ulteriore fuga “immunitario virale”. Sebbene non ci sia tempo da perdere, finora non ho ricevuto alcun feedback. Esperti e politici non me lo hanno fornito, rimangono in silenzio, e sembra che l’élite di scienziati che attualmente consigliano i nostri leader mondiali preferisca rimanere in silenzio. Perché la vaccinazione di massa in mezzo a una pandemia crea un mostro irrefrenabile.

Allora, perché dovrebbe esserci una grande preoccupazione nell’usare questi vaccini per combattere il Covid-19? Durante una pandemia, il virus si sta diffondendo in tutto il mondo con molti soggetti che perdono e trasmettono il virus (compresi anche i “portatori” asintomatici). Più alto è il carica virale, maggiore è la probabilità che il virus incontri soggetti che non sono stati ancora infettati o che sono stati infettati ma non hanno sviluppato sintomi. A meno che non siano sufficientemente protetti dal loro innato difesa immunitaria (attraverso gli anticorpi naturali), contrarranno la malattia di Covid-19 poiché non possono fare affidamento su altri, cioè, Abs acquisito (Apparente Buona Salute). Poiché le mutazioni conferiscono al virus la capacità di un aumento dell’infezione, ora diventa molto più facile per il virus causare malattie gravi nei soggetti infetti.

Di conseguenza, costantemente un numero crescente di soggetti diventerà più suscettibile a contrarre una malattia grave invece di manifestarsi solo sintomi lievi (cioè limitati al tratto respiratorio superiore) o nessun sintomo. Durante un pandemia, soprattutto i giovani saranno colpiti da questa evoluzione poiché i loro anticorpi naturali non sono ancora coperti da una panoplia (armi di difesa) di Abs (Apparente Buona Salute) “acquisito”, antgen-specifc. Un Abs (Apparente Buona Salute) naturale e immunità naturale in generale, svolgono un ruolo critico (che analizza e valuta razionalmente) nel proteggerci dagli agenti patogeni in quanto costituiscono la nostra prima linea immunitaria difesa. A differenza dell’immunità acquisita, le risposte immunitarie innate proteggono da un ampio spettro di patogeni (quindi è fondamentale non compromettere o sacrificare la tua difesa immunitaria innata!). Mantenendo il sistema immunitario innato (che purtroppo non ha memoria!) ALLENATO, tutti noi possiamo resistere molto più facilmente ai germi che hanno un reale potenziale patogeno.

La soppressione dell’immunità innata, specialmente nelle fasce di età più giovani, può quindi diventare molto problematica. In questo segmento di popolazione, entra in gioco un’altra forza che migliorerà notevolmente tassi di morbilità, ovvero la frequenza percentuale di una malattia in una collettività e mortalità nelle fasce di età più giovani: la VACCINAZIONE DI MASSA degli ANZIANI. Più sarà ampio sarà il gruppo di vaccinati in età avanzata e quindi, protetto, più il virus si rivolgerà nei gruppi di età più giovane continuando a causare malattie. Più varianti diventano infettive (cioè, di conseguenza di bloccare l’accesso del virus al segmento vaccinato della popolazione), minore sarà l’Abs (Apparente Buona Salute) vaccinale proteggere. Quindi, il Covid-19 avrà compiuto la sua MISSIONE COMPIUTA, e la SITUAZIONE è DISASTROSA per tutti i soggetti vaccinati e le persone sieropositive Covid-19 in quanto hanno perso entrambe le difese immunitarie acquisite e innate contro Covid-19 (mentre circolano ceppi altamente infettivi!). Tutto questo lo saremo molto presto appena incontreremo un virus super infettivo che resiste completamente al nostro meccanismo di difesa più prezioso: Il sistema immunitario umano. Da tutto quanto sopra, diventa sempre più difficile immaginare come le conseguenze del interventi umani estesi ed errati in questa pandemia non cancelleranno gran parte di la nostra popolazione umana. Si potrebbe pensare solo a pochissime altre strategie per raggiungere lo stesso livello efficienza nel trasformare un virus relativamente innocuo in un’arma biologica di distruzione di massa. Questo per dire che il rischio che la fuga immunitaria mediata dal vaccino possa consentire al virus di passare ad altro le specie animali, in particolare il bestiame industriale (ad es. allevamenti di suini e pollame), non sono trascurabili. Misure di prevenzione delle infezioni diffuse e rigorose combinate con la massa campagne di vaccinazione che utilizzano vaccini inadeguati porteranno senza dubbio a una situazione in cui il la pandemia sta diventando sempre più “fuori controllo”. Paradossalmente, l’unico intervento che potrebbe offrire una prospettiva per porre fine a questa pandemia (oltre a lasciare fa il suo corso disastroso) è utilizzare un vaccino completamente diverso dai vaccini convenzionali in quanto non inducono i soliti sospetti, cioè cellule B e T, ma cellule NK.

Esistono, infatti, prove scientifiche convincenti che queste cellule svolgono un ruolo chiave i facilitare l’eliminazione completa del Covid-19 in una fase iniziale dell’infezione in soggetti con infezione asintomatica soggetti. Le cellule NK fanno parte del braccio cellulare del nostro sistema immunitario innato e, come gli anticorpi naturali, loro sono in grado di riconoscere e attaccare uno spettro ampio e diversificato di agenti patogeni. C’è un suono scientifico ratonale per supporre che sia possibile “innescare” le cellule NK in modi che possano essere riconosciute e uccidere i Coronavirus in generale (includere tutte le loro varianti) in una fase iniziale dell’infezione. Le cellule NK sono dotate della capacità di acquisire memoria immunologica, educare queste cellule in modo che consentano loro di riconoscere e prendere di mira in modo durevole le infezioni da Coronavirus. Il nostro sistema immunitario potrebbe essere così perfettamente armato per un attacco mirato all’universo dei Coronavirus prima dell’esposizione.

Poiché la difesa immunitaria basata sulle cellule NK fornisce un’immunità sterilizzante e consente un ampio spettro e una protezione rapida, è ragionevole presumere che lo sfruttamento delle nostre cellule immunitarie innate sia l’unico tipo di intervento umano per fermare la pericolosa diffusione del Covid-19 altamente infettivo con le sue varianti. Se noi, esseri umani, siamo impegnati a perpetuare la nostra specie, non abbiamo altra scelta che sradicare queste varianti virali altamente infettive. Ciò, richiederà ampie campagne di vaccinazione basate sulle cellule NK. I vaccini cellulari permetteranno principalmente alla nostra immunità naturale di essere preparata meglio (la memoria!) e di indurre l’immunità di gregge (che è esattamente l’opposto di ciò che gli attuali vaccini Covid-19 fanno come quelli trasformano sempre più i destinatari del vaccino in portatori asintomatici che stanno eliminando il virus).

Quindi non c’è un secondo piano bisogna sostituire gli attuali vaccini killer con vaccini salvavita. Mi appello immediatamente all’OMS e a tutti i portatori di interessi coinvolti, indipendentemente dalla loro condanna dichiarare tale azione come l’unica emergenza internazionale per la salute pubblica come la più importante preoccupazione.

 


  • Markito piace questo

"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#75 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 14370 messaggi

Inviato 05 luglio 2021 - 02:29

Ho sbagliato il titolo di questa discussione, infatti anzichè chiamarla : "Questa Pandemia non si chiama COVID-19 ma N-Acetil -Paraminofenolo"", avrei dovuto chiamarla: " Terrorismo mediatico 24 ore su 24 tramite giornali e Tv senza che ce ne fosse la motivazione reale dal momento che la mortalità in Italia in un anno e mezzo è stata del 2 per mille di decessi, nel mondo dello 0,004 per mille sempre di decessi, e non come la Peste Nera del Manzoni che è stata del 50% di decessi. Inoiltre Tachipirina e Vigile Attesa, che avrebbe mandato chiunque avesse un focolaio polmonare in Terapia Intensiva se non curato. Ma ai medici è stato proibito di curare perchè non esiste cura perchè il SARS-Cov-2 è stato benedetto dallo Spirito Santo. Ma ringraziamo lo Spirito Santo, che ci ha fornito una tal gamma di TACCHINI, che non è possibile che non prevengano da questa mostruosa Pandemia.


"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#76 mario61

mario61

    Super Utente

  • Utenti
  • 4265 messaggi

Inviato 05 luglio 2021 - 06:28

Uno studio pilota sul trattamento con N-acetilcisteina per via endovenosa nei pazienti con distress respiratorio acuto associato a COVID19 da lieve a moderato 
 
Abbiamo progettato questo studio clinico monocentrico per valutare i potenziali benefici della N-acetilcisteina (NAC) nei pazienti
con sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) associata a COVID19.
 
Novantadue pazienti con ARDS associata a COVID19 da lieve a moderata sono stati assegnati al placebo (45 casi) o gruppi NAC (47 casi). Oltre al trattamento standard, i pazienti hanno ricevuto NAC per via endovenosa a una dose di 40 mg/kg/giorno o il placebo per tre giorni consecutivi.
 
Risultati 
Non sono state riscontrate differenze nel tasso di mortalità a 28 giorni tra i due gruppi (25,5% contro 31,1% nel NAC e gruppi placebo, rispettivamente).
Risultati simili sono stati ottenuti in termini della proporzione di pazienti che hanno richiesto il supporto ventilatorio invasivo (38,3% contro 44,4%), il numero di giorni senza ventilazione (17,4 vs 16,6) e tempo mediano di ricovero in terapia intensiva e ospedaliera.
Risultati relativi alla variazione del rapporto PaO2/FiO2 e punteggi SOFA inoltre non hanno mostrato differenze significative tra i gruppi.
 
Conclusioni
Il nostro studio pilota non ha supportato i potenziali benefici della NAC per via endovenosa nel trattamento di pazienti con COVID-19 associati ARDS. 


#77 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

  • Utenti
  • 14370 messaggi

Inviato 25 settembre 2021 - 07:50

 

VITAMINA D E COVID LETTERA APERTA
https://vitamindforall.org/letter.html
Più di 200 esperti hanno firmato una lettera aperta che esorta i governi a rendere la vitamina D parte della loro strategia per il coronavirus.
La ricerca in precedenza ha suggerito che i pazienti che sono abbastanza malati da essere ricoverati in ospedale con l'infezione possono sopportare complicazioni meno gravi se i loro livelli di vitamina D sono sufficientemente alti.
Gli esperti da Oxford a Princeton hanno firmato una lettera aperta ai governi globali sostenendo che la vitamina D potrebbe scongiurare infezioni, malattie e persino decessi da coronavirus.
La lettera è stata inviata a Boris Johnson e al segretario alla salute Matt Hancock il 21 dicembre, chiedendo agli adulti sani di aumentare la loro assunzione di vitamina D a almeno 2.000 unità internazionali (UI), o 50 microgrammi (mcg), al giorno durante la pandemia
.
 
Con l'integratore solare che scarseggia durante i mesi freddi del Regno Unito, il NHS ha sempre affermato che "tutti dovrebbero prendere in considerazione l'assunzione di un integratore giornaliero contenente 10 microgrammi (mcg) [o 400 IU] di vitamina D durante l'autunno e l'inverno".
I firmatari della lettera sostengono che la vitamina D è "eccezionalmente sicura" anche a dosi elevate, con la maggior parte che afferma di assumere almeno 4.000 UI [100 mcg] al giorno.
 
Secondo le firme, che provengono da 24 paesi, "i modelli globali e i fattori di rischio per la pandemia di COVID-19 e la carenza di vitamina D corrispondono esattamente".
"La Finlandia è l'unico paese con un efficace programma di fortificazione alimentare della vitamina D e ha avuto una delle migliori risposte alle pandemie a livello globale, con solo 1056 decessi fino ad oggi (25-09-2021) su una popolazione di 5.536.000 abitanti cioè con una percentuale dello 0,02% ", ha detto il dottor Gareth Davies, un ricercatore indipendente e uno dei “principali organizzatori” della lettera.
“Il Giappone che ha una popolazione di oltre 126 milioni di abitanti, è un caso interessante in cui mangiano così tanto pesce crudo, una delle poche fonti naturali di vitamina D negli alimenti, che la loro dieta è abbastanza ricca da essere sufficiente durante l'inverno.
“Il Giappone ha avuto
1,69 milioni di casi di coronavirus , ma solo 17.000 morti (in data 25-09-2021)
"Questa è una popolazione che ha la stessa latitudine dell'Italia, ma il doppio della densità di popolazione". L'Italia ha registrato più di 4,65 milioni di casi di coronavirus e oltre 130 mila decessi dall'inizio dell'epidemia.
La carenza di vitamina D è stata collegata a un aumento del rischio di infezioni respiratorie virali in generale, nonché di infiammazione.
È stato suggerito che possono verificarsi gravi complicazioni del coronavirus quando il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo all'infezione, innescando una risposta infiammatoria diffusa che danneggia gli organi vitali.
Oltre 70 studi sul coronavirus hanno collegato livelli più elevati di vitamina D a tassi più bassi di infezione, ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva e persino morte.
La sicurezza stabilita della vitamina D, anche a dosi elevate, significa che "non è necessario attendere le prove cliniche", hanno sostenuto i firmatari, che hanno esortato le persone a prendere il supplemento prima di un lancio nazionale del vaccino.
"La vitamina D è molto più sicura degli steroidi, come il desametasone, il trattamento più ampiamente accettato che ha anche dimostrato un grande vantaggio COVID-19", hanno scritto.
"La sicurezza della vitamina D è più simile a quella delle maschere per il viso.
"Non c'è bisogno di aspettare ulteriori studi clinici per aumentare l'uso di qualcosa di così sicuro, soprattutto quando rimediare ad alti tassi di carenza o insufficienza dovrebbe già essere una priorità". I firmatari chiedono quindi "ai governi, ai medici e agli operatori sanitari di tutto il mondo di raccomandare e attuare immediatamente sforzi adeguati alle loro popolazioni adulte per aumentare la vitamina D, almeno fino alla fine della pandemia".
Raccomandano agli adulti i cui livelli di vitamina D sono sconosciuti di prendere 4.000 UI del supplemento ogni giorno, sostenendo che questo è "ampiamente considerato sicuro", o almeno 2.000 UI.
Le persone a maggior rischio di carenza - come quelle con la pelle scura o che sono costrette a casa - dovrebbero optare per la parte più alta della dose raccomandata, hanno aggiunto i firmatari.
Gli adulti che non hanno assunto le dosi di cui sopra dovrebbero "assumere 10.000 UI [250 mcg] al giorno per due o tre settimane, seguite dalla quantità giornaliera di cui sopra", afferma la lettera.
“Questa pratica è ampiamente considerata sicura.
I firmatari vogliono anche che i medici misurino i livelli di vitamina D dei pazienti ospedalizzati e curino quelli che sono insufficienti.
Hanno concluso: "È noto che molti fattori predispongono gli individui a un rischio maggiore derivante dall'esposizione al [coronavirus], come l'età, l'essere maschi, le comorbilità, ma la vitamina D inadeguata è di gran lunga il fattore di rischio più facilmente e rapidamente modificabile con abbondanti prove a sostegno di un grande effetto.
“La vitamina D è poco costosa e ha un rischio trascurabile rispetto al considerevole rischio di COVID-19.

 

P.S Come ho già detto, io ho fatto fare ai miei pazienti 730 dosaggi ematici di Vit.D ed ho trovato un livello medio di 15,1ng/ml quando il valore ottimale dovrebbe essere fra 30 e 100 ng/ml, cioè la popolazione ha un valore veramente basso, un valore che non garantisce una piena risposta immunitaria, se pensiamo che i T-Linfociti con 15,1 producono pochissimi anticorpi, intendo dire che siamo in una carenza immunitaria continua. La Vit. D è legata al sole e non all'alimentazione e questo spiega questo valore così basso nella popolazione, visto che la maggior parte dei lavori sono lavori di fabbrica o di ufficio dove il sole non si prende affatto. Pertanto è indispensabile un integrazione, almeno con 2000 UI giornaliere, che portano il valore della Vit D a 60 ng/ml, cioè un valore sufficiente perchè funzionino correttamente i T-Linfociti nella sintesi degli anticorpi, ed inoltre perchè si formino le CATELICIDINE che sono proteine prodotte dai granulociti neutrofili e che agiscono come anticorpi coplessi che vanno a sgretolare la parete di qualsiasi Batterio o Virus.


"ORA, SE PURO E SOLO CONTEMPLI IL MONDO SUPERIORE E NON VEDI NESSUNO DEGLI DEI O DEGLI ANGELI VENIR GIU’, PREPARATI A SENTIRE UN TUONO IL CUI FRAGORE SARA’ TANTO POTENTE CHE TU COMINCERAI A TREMARE. MA DI’ ANCORA: IO SONO UNA STELLA CHE MUTA IL SUO CORSO CON VOI E SORGE DAL PROFONDO.  APATHANATISMOS"


#78 mario61

mario61

    Super Utente

  • Utenti
  • 4265 messaggi

Inviato 26 settembre 2021 - 07:30

Il rischio di mortalità per COVID-19 è inversamente correlato allo stato della vitamina D3 e un tasso di mortalità vicino allo zero potrebbe teoricamente essere raggiunto a 50 ng/ml 25(OH)D3: risultati di una revisione sistematica e di una meta-analisi
 
Molte ricerche mostrano che i livelli di calcidiolo nel sangue (25(OH)D3) sono fortemente correlati alla gravità dell'infezione da SARS-CoV-2.
C'è una discussione aperta sul fatto che la D3 bassa sia causata dall'infezione o se la carenza influisca negativamente sulla difesa immunitaria. 
Sebbene ci sia un vasto numero di pubblicazioni a sostegno di una correlazione tra gravità e morte da SARS CoV 2 e il livello ematico di vitamina D3, c'è ancora un dibattito aperto se questa relazione è causale. Questo perché nella maggior parte degli studi ha determinato il livello di vitamina D diversi giorni dopo l'inizio dell'infezione; quindi, un basso livello di vitamina D può essere il risultato e non il trigger del decorso dell'infezione.
 
È stata eseguita una ricerca sistematica della letteratura per identificare una coorte retrospettiva e studi clinici sui tassi di mortalità COVID-19 rispetto ai livelli ematici D3. 
Sono stati identificati uno studio di popolazione e sette studi clinici, che hanno riportato i livelli ematici di D3 prima dell'infezione o il giorno del ricovero ospedaliero.
La regressione ha suggerito un punto teorico di mortalità zero a circa 50 ng/ml D3.
 
Entrambi i set di dati mostrano una forte correlazione tra tasso di mortalità causato da SARS CoV 2 e il livello di vitamina D nel sangue.
Ad un livello di soglia di 30 ng/ml, la mortalità diminuisce notevolmente; ulteriori correlazioni mostrano un livello ottimale di  50 ng/ml, il che suggerisce che questo livello di vitamina D3 nel sangue può prevenire qualsiasi eccesso di mortalità.
 
La vaccinazione è e sarà una chiave di volta importante nella nostra lotta contro la SARS CoV 2. Tuttavia, i dati attuali mostrano chiaramente che la vaccinazione da sola non può prevenire tutte le infezioni da SARS CoV 2 e la diffusione del il virus.
Questo scenario potrebbe peggiorare molto nel caso di nuove mutazioni del virus che non sono molto suscettibili ai vaccini attuali o addirittura non sensibili a nessun vaccino.
Pertanto, sulla base dei nostri dati, gli autori raccomandano fortemente di combinare la vaccinazione al rafforzamento del sistema immunitario di tutta la popolazione mediante integrazione di vitamina D3 a garantire costantemente livelli ematici superiori a 50 ng/ml (125 nmol/l).
Da un punto di vista medico, questo non solo salva molte vite, ma aumenta anche il successo della vaccinazione.
Da un punto di vista sociale e politico di vista, ridurrà la necessità di ulteriori restrizioni di contatto e blocchi. Dal punto di vista economico di farà risparmiare miliardi di dollari in tutto il mondo, poiché la vitamina D3 è poco costosa e, insieme ai vaccini offre una buona opportunità per tenere sotto controllo la diffusione della SARS CoV 2. 
 
Sebbene esista un supporto molto ampio basato su dati per l'effetto protettivo della vitamina D contro gravi Infezioni da SARS-CoV-2, consigliamo vivamente di avviare studi osservazionali ben progettati e/o randomizzati controllati (RCT) in doppio cieco per convincere la comunità medica e le autorità sanitarie che i test e l'integrazione della vitamina D sono necessari per evitare la morte da infezioni rivoluzionarie e prepararsi a nuove pericolose mutazioni.


#79 Piter

Piter

    Super Utente

  • Utenti
  • 4485 messaggi

Inviato 26 settembre 2021 - 11:19

Alias: le vacanza fanno bene; mare o montagna o campagna, con tanto bel sole ed tanta aria pulita.

 

Il problema è per chi per dati di fatto rimane prigioniero delle città, imbottigliato nel traffico , chiuso in uffici e in casa, repsirae il pm10 e vivere sotto l' illuminazione artificiale.


E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero
Le labbra si macchiano e le macchie sono un segno di riconoscimento
E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero


#80 skynight

skynight

    Remember on November 5th

  • Utenti
  • 11277 messaggi

Inviato 26 settembre 2021 - 01:14

Bassetti: «I No vax crescono? È colpa di certi politici. La variante Delta in un anno contagerà tutti»

 

Bassetti: «I No vax crescono? È colpa di certi politici. La variante Delta in un anno contagerà tutti» Il primario del San Martino all’attacco: l’emergenza non è finita, chi non si immunizza è a rischio già dall’inverno

«Alcuni partiti soffiano sul fuoco No vax, mentre sui vaccini la politica dovrebbe restare unita». Non è la prima volta che Matteo Bassetti va all’attacco del “suo” centrodestra, ma oggi in un’intervista a La Stampa il professore ordinario di malattie infettive e primario dell’ospedale San Martino di Genova è particolarmente esplicito. E punta il dito contro Fratelli d’Italia e Lega: «Da liberale cresciuto leggendo Montanelli non li trovo maturi, anche se pure l’ultima uscita di Trizzino, medico ex Cinquestelle, e l’estrema sinistra sono preoccupanti». Poi parla anche della sua scorta: «Non è normale per un medico andare in giro accompagnato, ai convegni come a casa di amici. Alla fine penso: non si vogliono vaccinare, affari loro. Tengo più alla sicurezza di mia moglie e dei miei figli che ai No vax».

La terza dose di vaccino sarà un richiamo da fare ogni anno
Secondo Bassetti la terza dose di vaccino contro il Coronavirussi trasformerà in un richiamo da fare ogni anno per tenere a bada le varianti. E il virus ha un andamento stagionale: «Si va confermando questa tendenza, anche in Inghilterra dove fa già freddo e le scuole sono aperte da tempo. Le mascherine aiutano, ma non sono tutto. In Italia torneremo a 150-200 morti al giorno e saranno tutti non vaccinati». E l’emergenza non è finita: «6-7 milioni di non vaccinati saranno gestibili, ma più si procederà con la vaccinazione più chi ne rimarrà fuori rischierà. La variante Delta in un anno contagerà tutti. I vaccinati si salveranno, gli altri meno e di questi il 5% finirà male».



nel caso quindi qualcuno pensi che la possibilità di prendersi l'infezione virale sia una probabilità molto remota si sta sbagliando di brutto e rischierebbe anche di grosso anche, per il resto 
dopo tutto quello che si è detto, scritto e discusso nei topic che sono stati chiusi per ovvie ragioni, parlarne ancora è diventato ormai superfluo.
 
inutile stare ancora a continuare.

  • tornado piace questo

Sotto questa maschera c'è più di semplice carne, c'è un'idea, e le idee sono a prova di proiettile.





0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 visitatori, 0 utenti anonimi