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Covid-19: una visione dall'alto


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153 risposte a questa discussione

#141 Ombra gitana

Ombra gitana

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Inviato 08 maggio 2020 - 07:02

Ma chi ti rompe i coglioni? Io non ho letto quel tuo post di cui parli, ad esempio.

 

Era una figura retorica  :friendly_wink:

 

 

Era un post fatto proprio all'inizio dell'epidemia.

Ben prima che quell'aspetto dell'epidemia stessa diventasse oggetto di notizie, servizi e talkshow.





#142 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 08 maggio 2020 - 07:17

Neanche io l'ho letto.
Peccato.
Di sicuro un post interessante, da leggere, e da commentare.

Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#143 Ombra gitana

Ombra gitana

    Super Utente

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Inviato 08 maggio 2020 - 07:31

Neanche io l'ho letto.
Peccato.
Di sicuro un post interessante, da leggere, e da commentare.

 

No.

Ormai l'argomento è stato sommerso da due mesi di chiacchiere, sugli aperitivi, i cani da portare a spasso e i centimetri di distanza tra continenti.



#144 Frèyja

Frèyja

    Super Utente

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Inviato 08 maggio 2020 - 08:01

bhe, per misurare se un cambiamento interiore c'è stato basta osservare se all'esterno si è manifestato un cambiamento.
i due mondi vanno sempre di pari passo, quindi se in qualche modo è cambiato l'esterno è cambiato anche l'interno. che un cambiamento ci sia stato per tutti è evidente, basta vedere com'è cambiato il mondo fuori.
comunque, molti di noi hanno avuto anche dei cambiamenti interni personali profondi, l'ho potuto notare in molte persone vicine a me. molti si stanno manifestando più determinati, stanno prendendo decisioni importanti che da tempo avevano intenzione di prendere ma che per diverse ragioni ancora non prendevano.
una mia amica ha deciso di lasciare la sua situazione familiare disfunzionale e cambiare casa, un'altra ha iniziato davvero a mangiare in maniera sana, uno ha scoperto che la sua passione per il bricolage può anche fargli guadagnare del denaro...
io mi sento più focalizzata sui miei obiettivi e su quella che credo sia la mia direzione. ho deciso di mollare uno dei miei lavori per avere più tempo, perché mi sono resa conto che prima effettivamente non avevo abbastanza tempo per nutrire i semi che avevo piantato (metaforicamente) e che sto coltivando da un po'. ancora però non è conclusa la mia sintonizzazione. e qui intendo come sintonizzazione la manifestazione nel mondo esterno di un cambiamento interiore.
qualcuno di voi percepisce qualche cambiamento? qualche manifestazione nel mondo esterno del vostro cambiamento?

Per diversi motivi la situazione è in una particolare armonia col mio essere solitaria e "distante". Non ho notato quindi molti cambiamenti interni, non mi ha portato di fronte a riflessioni che non avessi già fatto, o stati d'animo che non avessi già provato.

Ho la fortuna di aver sempre lavorato, quindi l'aspetto economico mi ha toccato in maniera marginale.

Ho avuto modo di valutare però quanta ansia può generare in persone con un mondo interno opposto al mio, seppur nelle stesse o migliori condizioni di benessere materiale. Di conseguenza diciamo che ho conosciuto meglio la natura umana, in generale, proprio quegli aspetti che non ho e che quindi mi erano sconosciuti.
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#145 Ombra gitana

Ombra gitana

    Super Utente

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Inviato 09 maggio 2020 - 05:26

 Io non ho letto quel tuo post di cui parli, ad esempio.

 

 

http://www.cosenasco...a-in-un-tablet/

13 marzo

 

Anche se velata, c'è un'informazione che si affaccia spesso nella cronaca di questa emergenza da virus.

Dato l'isolamento in rianimazione, se si muore, si muore da soli.

Questo significa che negli ultimi giorni, forse le ultime ore, il viso, la voce delle persone care, la vita passa attraverso un tablet.

Accarezzare la superficie di un tablet o uno smartphone sarà l'ultimo gesto di affetto, in cui saranno accomunati amici ed amori reali e virtuali

 

***

 

http://www.cosenasco...to-dei-tartari/

24 marzo

 

Affacciati dalla finestra della nostra quarantena, guardiamo le strade deserte, come da una nostra personale, piccola fortezza Bastiani.

Ci ribelliamo a questa deportazione in solitudine, ci stiamo abituando a qualche nuovo rito domestico, ne riscopriamo qualcuno antico, inavvertitamente ci affezioneremo alla nostra identità di reclusi.

 

E come il tenente Drogo, come ogni reduce da una guerra, non importa se effettivamnte combattuta o solo immaginata, quando saremo di nuovo liberi sarà difficile riannodare i fili della vita precedente.

 

*

 

Si sente dire che molte cose cambieranno, dopo.

Niente sarà più lo stesso, dopo: in politica, nella sanità, nella cura dell'ambiente, nelle relazioni sociali.

 

Sì, è vero, qualcosa rimarrà di questi giorni, di questi mesi, dentro, in un angolo tra "le pagine chiare e le pagine scure".

Non in tutti, e non in tutti allo stesso modo, ma qualcosa rimarrà, per fare conversazione.

 

Ma, dopo, saremo i reduci da un isolamento che ci ha fatto trovare soli con noi stessi e con i nostri familiari: una privacy che abbiamo vissuto come prigione, o nel migliore dei casi come obbligo, e non come diritto.

 

Noi, la prima generazione che non ha conosciuto guerre e carestie, e che abbiamo ereditato un mondo ricostruito dopo due guerre mostruose, dovremmo essere capaci di una ricostruzione: ma quello che desideriamo è solo poterci rimettere di nuovo in  marcia verso una spiaggia, in fila per ore dentro una macchina, o una passeggiata nel centro commerciale, o un aperitivo alle sei del pomeriggio. O fare una corsetta al parco.

 

Siamo la generazione che si è abituata a parlare in grande e pensare in piccolo. O a non pensare affatto, perché tutto era stato già pensato.

 

Sogniamo di tornare a una normalità fatta di cose che, giustamnte, sono quelle che allietano la vita: le sognavano anche i ragazzi diventati soldati della prima guerra mondiale, quando stavano a congelarsi le mani dentro le trincee.

Ma allietare la vita non è lo stesso che essere la vita.



#146 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 09 maggio 2020 - 06:34

Si sente dire che molte cose cambieranno, dopo.

Niente sarà più lo stesso, dopo: in politica, nella sanità, nella cura dell'ambiente, nelle relazioni sociali.

 

Sì, è vero, qualcosa rimarrà di questi giorni, di questi mesi, dentro, in un angolo tra "le pagine chiare e le pagine scure".

Non in tutti, e non in tutti allo stesso modo, ma qualcosa rimarrà, per fare conversazione.

 

Ma, dopo, saremo i reduci da un isolamento che ci ha fatto trovare soli con noi stessi e con i nostri familiari: una privacy che abbiamo vissuto come prigione, o nel migliore dei casi come obbligo, e non come diritto.

 

Noi, la prima generazione che non ha conosciuto guerre e carestie, e che abbiamo ereditato un mondo ricostruito dopo due guerre mostruose, dovremmo essere capaci di una ricostruzione: ma quello che desideriamo è solo poterci rimettere di nuovo in  marcia verso una spiaggia, in fila per ore dentro una macchina, o una passeggiata nel centro commerciale, o un aperitivo alle sei del pomeriggio. O fare una corsetta al parco.

 

Siamo la generazione che si è abituata a parlare in grande e pensare in piccolo. O a non pensare affatto, perché tutto era stato già pensato.

 

Sogniamo di tornare a una normalità fatta di cose che, giustamnte, sono quelle che allietano la vita: le sognavano anche i ragazzi diventati soldati della prima guerra mondiale, quando stavano a congelarsi le mani dentro le trincee.

Ma allietare la vita non è lo stesso che essere la vita.

 

Sì, ok, va bene.

 

Molte cose cambieranno...

niente sarà più lo stesso...

Sì è vero...qualcosa rimarrà.

Ma non in tutti, e non in in tutti allo stesso modo,

Saremo reduci da un privacy obbligata..

Dovremmo ricostruire, pensare in grande, ma pensiamo in piccolo o non pensiamo affatto...

Sogniamo di tornare alla normalità, come i ragazzi in trincea...

Ma allietare la vita è diverso da essere la vita...

 

....

...

...

 

Bel post pregno di poesia eh, solo che mi sembra più "una rassegna delle cose che sono in ballo, senza quasi mai andare al di là di questo: bicchiere mezzo pieno, bicchiere mezzo vuoto [...] quando in realtà "l'opinione" che dovrebbe formarsi non è quella (ovvia, fotografata del bicchiere così com'è) ma di come sta diventando: si sta riempiendo o si sta svuotando?

Questa metafora del bicchiere prendila per quello che è - limitata, discutibile - ma il senso è che troppe volte, affrontando fenomeni complessi, ci si riduce a descriverne, elencarne gli elementi che li compongono, semplificandoli e mettendoli in fila uno dopo l'altro, o uno contrapposto all'altro."

 

Insomma, una semplice rassegna di svariati aspetti "senza che si arrivi non dico a una conclusione, ma ad assumere una prospettiva identificabile."

 

P.S. Carino questo gioco. :look:


Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#147 Ombra gitana

Ombra gitana

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Inviato 09 maggio 2020 - 06:42

Sì, ok, va bene.

 

...

Insomma, una semplice rassegna di svariati aspetti "senza che si arrivi non dico a una conclusione, ma ad assumere una prospettiva identificabile."

 

P.S. Carino questo gioco. :look:

 

Come sei prevedibile.

Tu solo questo sai fare, di gioco.

 

Una prospettiva identificabile c'era.

E anche delle conclusioni.

Ma non importa, non me ne frega niente.

 

Abbiamo detto le stesse cose, vuoi dire?

Se questa è la conclusione da trarre, a me sta bene.

Non per quanto riguarda il merito dell'argomento, ma mi sta bene.
 


Messaggio modificato da Ombra gitana, 09 maggio 2020 - 05:18


#148 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 09 maggio 2020 - 08:48

Come sei prevedibile.

Tu solo questo sai fare, di gioco.

 

Una prospettiva identificabile c'era.

Ma non importa, non me ne frega niente.

 

Abbiamo detto le stesse cose, vuoi dire?

Se questa è la conclusione da trarre, a me sta bene.

Non per quanto riguarda il merito dell'argomento, ma mi sta bene.
 

Ho solo commentato. Siamo qui per questo. (cit.)


Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#149 purple

purple

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Inviato 09 maggio 2020 - 09:09

Io li avevo letti e apprezzati i tuoi 3d,  ci avevo riflettuto anche se non ho risposto. 

 


13 marzo

 

Anche se velata, c'è un'informazione che si affaccia spesso nella cronaca di questa emergenza da virus.

Dato l'isolamento in rianimazione, se si muore, si muore da soli.

Questo significa che negli ultimi giorni, forse le ultime ore, il viso, la voce delle persone care, la vita passa attraverso un tablet.

Accarezzare la superficie di un tablet o uno smartphone sarà l'ultimo gesto di affetto, in cui saranno accomunati amici ed amori reali e virtuali

 

***

 

http://www.cosenasco...to-dei-tartari/

24 marzo

 

Affacciati dalla finestra della nostra quarantena, guardiamo le strade deserte, come da una nostra personale, piccola fortezza Bastiani.

Ci ribelliamo a questa deportazione in solitudine, ci stiamo abituando a qualche nuovo rito domestico, ne riscopriamo qualcuno antico, inavvertitamente ci affezioneremo alla nostra identità di reclusi.

 

E come il tenente Drogo, come ogni reduce da una guerra, non importa se effettivamnte combattuta o solo immaginata, quando saremo di nuovo liberi sarà difficile riannodare i fili della vita precedente.

 

*

 

Si sente dire che molte cose cambieranno, dopo.

Niente sarà più lo stesso, dopo: in politica, nella sanità, nella cura dell'ambiente, nelle relazioni sociali.

 

Sì, è vero, qualcosa rimarrà di questi giorni, di questi mesi, dentro, in un angolo tra "le pagine chiare e le pagine scure".

Non in tutti, e non in tutti allo stesso modo, ma qualcosa rimarrà, per fare conversazione.

 

Ma, dopo, saremo i reduci da un isolamento che ci ha fatto trovare soli con noi stessi e con i nostri familiari: una privacy che abbiamo vissuto come prigione, o nel migliore dei casi come obbligo, e non come diritto.

 

Noi, la prima generazione che non ha conosciuto guerre e carestie, e che abbiamo ereditato un mondo ricostruito dopo due guerre mostruose, dovremmo essere capaci di una ricostruzione: ma quello che desideriamo è solo poterci rimettere di nuovo in  marcia verso una spiaggia, in fila per ore dentro una macchina, o una passeggiata nel centro commerciale, o un aperitivo alle sei del pomeriggio. O fare una corsetta al parco.

 

Siamo la generazione che si è abituata a parlare in grande e pensare in piccolo. O a non pensare affatto, perché tutto era stato già pensato.

 

Sogniamo di tornare a una normalità fatta di cose che, giustamnte, sono quelle che allietano la vita: le sognavano anche i ragazzi diventati soldati della prima guerra mondiale, quando stavano a congelarsi le mani dentro le trincee.

Ma allietare la vita non è lo stesso che essere la vita.

 

 

 

 

Stavo pensando... nessuno ha più il coraggio di parlare di comunismo. Eppure se il contagio dovesse protrarsi molto a lungo nel tempo, o se dovessero diventare "frequenti" o ricorrenti pandemie del genere, mi pare che un'economia pianificata sarebbe l'unica via di organizzazione possibile...

Ho letto un articolo di Ignacio Ramonet, che è un intellettuale molto a sinistra appunto, che ha fatto uno dei pochi tentativi che mi sia capitato di leggere per ora, di avere una visione d'insieme, o "dall'alto". È una prospettiva politica più che spirituale, per questo non l'avevo ancora postato qui, ma comunque credo aiuti a innestare un ragionamento spirituale su quello politico: l'inquinamento, il consumismo, l'impiego sfrenato delle risorse, col catalizzatore della pandemia, non dovrebbero spingerci a ripensare finalmente il modello di vita occidentale? Sono cose di cui si discute in sottotono da molto tempo, ma il freno a mano della pandemia ha dato un incentivo forte a un ripensamento. Eppure molti, forse la maggioranza, vorrebbero solo riprendere tutto come prima. Ma le diseguaglianze, il vuoto esistenziale, la solitudine, gli sprechi, la distruzione del pianeta, lo sfruttamento e il trattamento brutale degli animali, sono ancora lì a scontentare molte anime poco egocentriche e molto sensibili... Forse le voci di chi vuole "un altro mondo possibile" dovrebbero ricominciare a farsi sentire.

 

Se la Cina davvero diventasse egemone nel mondo, si parlerebbe comunque di un sistema misto comunista-capitalista.

 

https://ilmanifesto....te-le-pandemie/


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#150 Ombra gitana

Ombra gitana

    Super Utente

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Inviato 09 maggio 2020 - 05:10

Io li avevo letti e apprezzati i tuoi 3d,  ci avevo riflettuto anche se non ho risposto. 

 

 

Grazie.

Sono d'accordo con te su tutto il resto che hai scritto.

E' un discorso che merita di essere approfondito.
 


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#151 arjanedda

arjanedda

    Utente Senior

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Inviato 18 maggio 2020 - 06:02

Vista dall'alto, una malattia cessa di incarnare unicamente il male, e di sembrare solo un pericolo, ma assume altri significati.
Ho visto che già si era iniziato a parlare in questa direzione su p&p, e ho deciso di creare un topic apposito.
 
Vi chiedo di diventare aquile, volare più in alto delle stelle e accendere la vostra immaginazione: e se questo virus portasse, oltre a morte, sofferenza, isolamento e disperazione, anche un messaggio e una trasformazione importante per l'umanità tutta?
 Covid-19 è un virus che ha mostrato al mondo l'insostenibilità di un certo stile di vita.
Covid-19 è un virus che sta insegnando a rendersi conto di quanto siamo collegati gli uni con gli altri e di quanto possiamo essere uniti anche se lontani. Ha mostrato quanto le relazioni davvero autentiche non vengono intaccate dalla distanza.
Covid-19 è un virus che sta togliendo il superfluo dalla vita: solo quanto è davvero autentico e che risuona con ognuno di noi resisterà a questa bufera.
In un tempo lento e sospeso ci stiamo accorgendo di quello che vogliamo veramente, di quali sono i veri desideri del nostro cuore.
Questa fase di transazione, che è uno strappo lacerante della nostra realtà, è una ferita inferta che ci costringe a guardare al suo interno. Ci si sta accorgendo di quanto fosse disfunzionale la realtà precedente e di quanto invece una nuova realtà è possibile.
Questa realtà la si può costruire all'interno di questo tempo sospeso, che è un tempo che ci viene regalato per riconnetterci a noi stessi, per fare le cose che davvero ci piacciono, per coltivare le relazioni che davvero sono importanti per noi.
Per scoprire nuove e sottili maniere di sentirsi vicini, e di conoscere sè stessi.
 
Covid-19 ci riporta violentemente la consapevolezza della fragilità del nostro corpo, della mortalità nostra e dei nostri cari.
Questa consapevolezza ci riavvicina alla terra, alla semplicità, ma anche alla profondità del nostro interno.
La chiamata della morte è anche la chiamata della vita: quando senti la morte, riesci a sentire anche pulsante la vita al tuo interno.
 
Questi sono alcuni spunti, lascio a voi altre considerazioni: cosa vi sta insegnando Covid-19?
Che cambiamenti sta portando nel mondo?
Quale potrebbe essere il suo significato alto o profondo?
eccetera, eccetera, eccetera....

Certo, la natura ci manda continuamente dei messaggi: "inquina il meno possibile".
Allora dev'essere per questo che da quando è iniziata la "pandemia", abbiamo ripreso allegramente a produrre e consumare plastica usa e getta, in quantità esagerate e addirittura imposte? Siamo solo marionette,
Beh, questo dovevo scriverlo.
Buona giornata!
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#152 Menkalinan

Menkalinan

    quark charm

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Inviato 19 maggio 2020 - 09:56

Certo, la natura ci manda continuamente dei messaggi: "inquina il meno possibile".
Allora dev'essere per questo che da quando è iniziata la "pandemia", abbiamo ripreso allegramente a produrre e consumare plastica usa e getta, in quantità esagerate e addirittura imposte? Siamo solo marionette,
Beh, questo dovevo scriverlo.
Buona giornata!

 

 

L' essere umano più che marionetta è egoista e pensa al benessere effimero, falso, appagante solo per pochi frangenti.

 

Anch'io pensavo che dopo una batosta colossale come questa, si avesse una cambio di rotta, un ripensamento in termini pratici di riduzione di inquinamento, meno sprechi etc...ma molto probabilmente chi era già sensibile su questi argomenti da adesso in poi lo sarà molto, ma molto di più, chi prima se ne fregava invece, continuerà a strafregarsene, perchè per cambiare atteggiamenti, si deve inevitabilmente prendere coscienza di sè stessi nell' ambiente, dei danni che si fanno e che ritornano indietro come un boomerang, per avere una "coscienza ambientalista" serve molta educazione, si dovrebbe iniziare da piccoli, dall' esempio dei genitori, degli educatori in genere.

 

Il singolo individuo da solo non va tanto lontano, ma insieme può ottenere molto.

 

Spero davvero ci sia una nuova mentalità, forse non è tanto complicato avere un Pianeta che respira, che è sano, noi siamo strettamente connessi ad esso.


La scienza non può svelare il mistero fondamentale della natura. E questo perché, in ultima analisi, noi stessi siamo parte dell'enigma che stiamo cercando di risolvere. (Max Planck)


#153 bronson95

bronson95

    Runner

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Inviato 19 maggio 2020 - 09:58

A me fa pensare quanto siano importanti le relazioni per l uomo, a quanto costruttive ma allo stesso tempo distruttive possano essere.Rispetto,amicizia,fratellanza,unione ma anche odio,frustazione,rabbia,impotenza, delusioni.

In un era in cui i social hanno preso il sopravvento sulla nostra vita e su quanto questi influenzano a loro volta il modo di relazionarsi.

Tutto è relazione. L essere umano è letteralmente immerso in un campo dove è costretto ad interagire con tutto ciò che lo circonda senza potersi tagliare fuori, pena: la perdita di contatto con se stesso. Perchè è di questo che si parla. Di un contatto piu autentico con se stessi, di una relazione piu sana e profonda con se stessi, il resto poi vien da sè.

Quando si dice il caso non esiste, la prima domanda che mi sono fatto,forse stupida, forse non da sottovalutare troppo, perche proprio "Corona virus"...? Perche è il riflesso della condizione in cui siamo versati oggi! La Corona è il settimo chackra, è collocato alla sommità del capo ed è il chackra che ti "connette" al tua parte spirituale, al sè divino, al Tutto. Quindi, un periodo come questo, richiama l essere umano a riappropriarsi di questa parte di sè piu vera che con il tempo è stata diciamo sommersa,inattiva, addormentata. Ci è stata data quindi la possibilità di rivisitare il passato e di fare una cernita,distinguendo il reale dall irreale, riprendere possesso dell essenziale che si era perso ed abbandonare il superfluo. E' una vera crescita e un passo in avanti verso la libertà se viene sfruttato come si deve.

Il cambiamento è possibile! E' qui, ora. Siamo noi!


La chiave di tutto è nascosta nel linguaggio. L'Universo stesso è un essere che parla e che pensa se stesso. Il mondo intero è linguaggio. Se si conoscono le parole di cui è fatto e si comprende come comunicare con esso si può fare quello che si vuole.

 

 

 

 
 


 


#154 vanità

vanità

    Nuovo Utente

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Inviato 19 maggio 2020 - 10:40

Il virus ha messo le persone di fronte alla precarietà, del lavoro, della salute, della vita, della serenità. È bastato davvero poco per far andare molti in tilt, anche nella mia cerchia familiare e di conoscenti.
Ho visto alcuni amici letteralmente vomitare odio e mi sono stupita per come si fossero trasformati.
Dal canto mio non mi sono più di tanto scossa, anzi mi auspico che non si ritorni mai più ai regimi precedenti.
Se il covid mi ha insegnato qualcosa è stato quello di apprezzare un virus.




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