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Il sogno e la Meccanica Quantistica


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3 risposte a questa discussione

#1 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 11 marzo 2020 - 10:33

Indubbiamente il sogno è una delle più strane esperienze psicologiche dell'uomo, una delle attività del pensiero più misteriose e affascinanti. Abbiamo visto come, fin dalla notte dei tempi, l'oniromanzia abbia cercato di dare un preciso significato ai sogni, così da poter fornire la chiave per meglio conoscere il presente e il futuro. Anche la scienza, ovviamente, non ha tardato ad occuparsi dei sogni, cercando di tralasciare il significato occulto e profetico per chiarire e codificare l'aspetto del sogno come "fenomeno mentale". La ricerca non è stata facile, ma nondimeno sono stati raggiunti molti risultati importanti. Vediamone alcuni.
Che cos'è il sogno? Ecco il primo quesito. Si può rispondere che il sogno è una particolare attività mentale, cerebrale per essere più precisi, che si manifesta durante il sonno. Sul carattere mentale non dovrebbero esserci dubbi, se pensiamo al contenuto dei sogni: ricordi, immagini, associazioni di idee, pansieri veri e propri; esattamente come quando si è svegli, con la piccola grande differenza che, nel sogno, immagini, ricordi e pensieri sono collegati tra loro secondo una logica completamente differente rispetto alla veglia; alcuni sostengono che nei sogni non ci sia logica alcuna, ma la psicoanalisi, come vedremo, ci insegna che ciò non è affatto vero. Diciamo semplicemente che durante il sogno la razionalità "va in vacanza". Per quanto riguarda gli aspetti fisiologici del sogno, si sono ottenuti risultati interessanti con l'impiego dell'elettroencefalogramma (EEG). Si sa che l’EEG può fornire un tracciato grafico dell'attività elettrica del cervello, le cosiddette "onde cerebrali". Durante il sonno queste onde appaiono grandi, lente e regolari; talvolta vengono però sostituite da onde più rapide e irregolari, caratteristiche dello stato di veglia. Ma è curioso notare che durante queste fasi l'individuo continua a dormire, anzi: dorme ancora più profondamente, ed è più difficile risvegliarlo. Il cervello è più attivo, ma il sonno è più profondo; per questo motivo tale condizione è stata denominala "sonno paradossale". Durante la fase di sonno paradossale si notano anche rapidi movimenti rotatori degli occhi e perciò si parla anche di fase R.E.M, (dall'inglese "Rapid Eye Movements"). Un soggetto risvegliato mentre il suo EEG sta registrando un periodo di sonno paradossale, riferisce solitamente che stava sognando. Questa e altre osservazioni ci dimostrano che c'è uno stretto rapporto tra sonno paradossale (o fase R.E.M.) e sogni. Altri esperimenti hanno dimostrato che se si persevera per diverse notti nello svegliare un individuo durante il sonno paradossale, tale individuo diventerà sempre più affaticato e irritabile, cominciando in breve a manifestare alcuni disturbi psichici. Da ciò si è dedotto che il sonno paradossale è il momento fondamentale per il vero riposo psichico. Sognare, dunque, fa bene alla salute mentale.
Quanto si sogna? Alcune persone sostengono di non sognare mai; questo non è vero. Può capitare di non ricordarsi i sogni, ma proprio ciò che dicevamo prima dimostra che ogni persona durante il sonno ha dei periodi in cui sogna. Tramite l’EEG si è calcolato che le fasi di sonno paradossale ricorrono circa ogni 90 minuti, e durano mediamente 20 minuti. Queste fasi tendono ad allungarsi verso il mattino. Possiamo allora dire che il sonno paradossale occupa il 20% circa del sonno totale. In un periodo di sonno di 8 ore, dunque, si sogna pressappoco per un'ora e mezza. Se facciamo un semplice conto e calcoliamo di dormire una media di 8 ore al giorno durante l'arco della nostra vita, otterremo che, per una vita media di 75 anni, avremo dormito per 25 anni, e sognato per 5 anni. 43.800 ore di sogni! Una fetta cospicua della nostra vita al di là di ogni possibile controllo. Proprio per questo la psicologia si incaricò di inquadrare nei canoni scientifici la bizzarria dei sogni. Ma i ricercatori si accorsero ben presto che il sogno non poteva essere considerato come un fenomeno ben definito di rapporto causa-effetto. Uno stesso stimolo infatti può indurre sogni differenti, non solo in soggetti diversi, ma anche nel medesimo individuo in tempi diversi.
Un esempio famoso è il seguente: un ricercatore fece annusare a una persona addormentata un profumo; risvegliato poco dopo, il soggetto raccontò che stava sognando di trovarsi in un campo fiorito. Il giorno seguente, ripetendo l'esperimento nelle medesime condizioni, il soggetto riferì che stava sognando di trovarsi vicino a un mucchio di rifiuti e che si tamponava il naso con un fazzoletto profumato. Vista l'impossibilità di stabilire una legge precisa e definita, la psicologia classica si persuase del fatto che i sogni erano unicamente l'espressione caotica della mente durante il sonno, durante il periodo, cioè, in cui le funzioni coscienti perdono il carattere unitario. Pertanto i sogni non meritavano che un cenno sbrigativo. Fu Siegmund Freud che, con la creazione della Psicoanalisi, portò i sogni a un livello primario per la comprensione della psiche umana. Sappiamo che la nostra vita mentale si svolge su due piani paralleli: la vita cosciente e l'inconscio; e il secondo occupa la parte quantitativamente preponderante. Se ricorriamo al consueto esempio dell'iceberg, possiamo paragonare la vita cosciente alla punta e l'inconscio a tutta la massa non affiorante. Uno dei metodi creati da Freud e dalla sua Scuola per far emergere elementi di questa parte nascosta, fu proprio l'analisi dei sogni. Prima di occuparci del significato dei sogni secondo la dottrina psicoanalitica vediamo alcuni aspetti generali della vita onirica.

 

Mi piacerebbe riportare tutta l’esposizione della teoria quantistica esposta da Tiziano Cantalupi, che la definisce “la più grande rivoluzione scientifica di tutti i tempi”, ma sarebbe troppo lungo e poi ognuno potrebbe cercarsela su internet.
Possiamo riassumere la teoria quantistica in quattro assiomi fondamentali:

- Non esiste una realtà obiettiva della materia, ma solo una realtà di volta in volta creata dalle "osservazioni" dell’uomo.
- Le dinamiche fondamentali del micromondo sono caratterizzate dall'acausalità.
- E’ possibile che, in determinate condizioni, la materia possa "comunicare a distanza" o possa "scaturire" dal nulla.
- Lo stato oggettivo della materia, è caratterizzato da una sovrapposizione di più stati.

Si può inoltre leggere:
l’universo non può più essere considerato una mera collezione di oggetti, ma una inseparabile rete di modelli di energia vibrante, nei quali nessun componente ha realtà indipendente dal tutto.
E ancora:
"Tra due particelle [correlate] che si allontanano l'una all'altra nello spazio, esiste una forma di azione-comunicazione permanente. [...] Anche se due fotoni si trovassero su due diverse galassie continuerebbero pur sempre a rimanere un unico ente ..."
E ancora:
Una delle principali peculiarità della meccanica quantistica è data dal fatto che in essa lo stato e l'evoluzione di un sistema fisico vengano descritti in maniera intrinsecamente probabilistica. Spesso si ricorre ad una visualizzazione del comportamento di una particella in termini di "funzione d'onda" o "onda di probabilità". Nei casi più generali, tuttavia, a una tale visione "pittorica" si può dover sostituire una descrizione ancora più "astratta", in cui la fase complessa oscillante (l'"onda di probabilità") è associata a grandezze, come lo spin, senza un equivalente classico, come invece sono la posizione e il momento che caratterizzano l'usuale funzione d'onda.
E ancora:
La natura assolutamente nuova della probabilità che la meccanica quantistica è costretta ad introdurre si rende evidente nella differenza fra una miscela statistica, corrispondente al concetto classico di probabilità, e una sovrapposizione coerente. Uno degli effetti più famosi che questo nuovo concetto di probabilità racchiude è dato dal cosiddetto principio di indeterminazione di Heisenberg: esistono coppie di variabili (dette tra loro non compatibili), come posizione e impulso di una particella, il cui valore non può essere neanche in linea di principio conosciuto simultaneamente con precisione arbitraria, indipendentemente dall'accuratezza sperimentale con cui vengono effettuate le misure. In generale, le coppie di grandezze che in meccanica quantistica risultano non compatibili corrispondono proprio alle coppie di variabili coniugate che in meccanica classica permettevano di predire, attraverso le equazioni del moto, lo stato futuro del sistema con precisione arbitrara. Il carattere probabilistico della meccanica quantistica, cioè, permea questa nuova teoria sin dalle sue fondamenta.
E ancora:
In meccanica classica, lo stato di una particella viene definito attraverso il valore esatto delle due quantità osservabili posizione e impulso (variabili canoniche); in meccanica quantistica, invece, lo stato di una particella è descritto (nella rappresentazione di Schroedinger) da una funzione d'onda. Essa non ha un proprio significato fisico, mentre lo ha il suo modulo quadro, che fornisce la distribuzione di probabilità della osservabile posizione: per ogni punto dello spazio, assegna la probabilità di trovare la particella in quel punto, quando si misura la sua posizione. Il significato di questa probabilità può essere interpretato come segue: avendo a disposizione infiniti sistemi identici, effettuando la stessa misura su tutti i sistemi contemporaneamente, la distribuzione dei valori ottenuti è proprio il modulo quadro della funzione d'onda. Similmente, il modulo quadro della trasformata di Fourier della funzione d'onda fornisce la distribuzione di probabilità dell'impulso della particella stessa.
E ancora:
Alcune funzioni d'onda descrivono distribuzioni di probabilità che sono costanti nel tempo. Molti sistemi trattati in meccanica classica possono essere descritti da queste onde stazionarie. Ad esempio, un elettrone in un atomo non eccitato è descritto classicamente come una particella che ruota attorno al nucleo dell'atomo, mentre in Meccanica quantistica essa è descritta da un'onda stazionaria che presenta una determinata funzione di distribuzione dotata di simmetria sferica rispetto al nucleo. Questa intuizione è alla base del modello atomico di Bohr
E ancora:
Secondo questa interpretazione, quando viene effettuata una misura di un'osservabile, la parte di funzione d'onda pertinente a quell'osservabile "collassa", (vedi collasso della funzione d'onda), portando ad una funzione d'onda che fornisce la massima probabilità (evento certo) al valore ottenuto in quella misura, che viene chiamata autofunzione dell'osservabile misurato
E ancora:
Il principio di indeterminazione di Heisenberg porta inoltre al concetto di osservabili incompatibili: si tratta di coppie di osservabili in cui la conoscenza completa di una delle due porta alla completa mancanza di conoscenza sull'altra. Nel caso precedente, una misura di posizione porta alla completa ignoranza sulla velocità. Allo stesso modo sono incompatibili l'energia e l'intervallo di tempo nel quale tale energia è scambiata. Detto in altre parole, il collasso della funzione d'onda associata ad un'osservabile, porta ad una funzione di distribuzione uniforme, su tutto il dominio di definizione, per l'osservabile ad essa coniugata.
Non voglio proseguire per non stancare i lettori.
Dirò solo che Einstein era un acerrimo nemico della dinamica quantistica tanto da giungere a dire:
“Trovo assolutamente intollerabile l'idea che un elettrone esposto a radiazione scelga di sua spontanea volontà non soltanto il momento di "saltare", ma anche la direzione del "salto". In questo caso preferirei fare il croupier di casinò piuttosto che il fisico.”

 

 

IL SOGNO E LA MECCANICA QUANTISTICA

 

Perché questo titolo? Per il semplice fatto che la meccanica quantistica è quella che può spiegare meglio il sogno.

Vediamo innanzi tutto i principi fondamentali della meccanica quantistica:

 

- Non esiste una realtà obiettiva della materia, ma solo una realtà di volta in volta creata dalle "osservazioni" dell’uomo.
- Le dinamiche fondamentali del micromondo sono caratterizzate dall'acausalità.
- E’ possibile che, in determinate condizioni, la materia possa "comunicare a distanza" o possa "scaturire" dal nulla.
- Lo stato oggettivo della materia, è caratterizzato da una sovrapposizione di più stati.

Ora che cos’è il sogno: è una realtà non obiettiva, ma solo di volta in volta creata dalla mente dell’uomo.

Inoltre le meccaniche fondamentali del sogno sono caratterizzate dall’acausalità: infatti uno stesso stimolo che venga applicato in due momenti diversi causa sogni diversi e non esiste una correlazione fra tipo di stimolo e sogno.

Come nella meccanica quantistica anche per il sogno vale lo stesso principio di poter comunicare a distanza (è successo più volte che soggetti diversi facciano lo stesso sogno) e di poter scaturire dal nulla, cioè per il sogno non esiste nessuna base razionale perché venga fatto quel sogno che pertanto sembra scaturire dal nulla.

La quantistica dice: lo stato oggettivo della materia è caratterizzato da una sovrapposizione di più stati e questo vale anche per il sogno dal momento che generalmente i sogni si intrecciano, si sovrappongono e questo senza nessuna correlazione logica.

Ma perché questo paragone con la quantistica che si occupa principalmente del subatomico?

Per il semplice motivo che anche il sogno potrebbe nascere nel subatomico, certamente è rilevabile con l’EEG nella neocortex, ma in questa opera il subatomico, gli atomi e le micro particelle, le onde ed i corpuscoli, e tutte queste funzioni possono essere ascritte nella quantistica..

Ma cerchiamo di definire meglio il sogno.
 

 

Da più di cinquanta anni lo si sta studiando, cercando di dare una spiegazione a questa attività che può essere considerata la funzione psico-biologica più importante della vita di ogni uomo, perché occupa quasi il 30% di ogni giornata.

Nel 1953 è stato scoperto come il sonno non dipenda da una mancanza di attività cerebrale (teoria passiva che prevedeva una riduzione progressiva delle funzioni biologiche in stato di recupero), bensì da una vera e propria attivazione di funzioni specifiche (come quella del sognare) che, quindi, pongono una seri di interrogativi e una quantità di domande sulle attività psichiche più importanti e/o vitali.

Misteriosa risulta la scelta della Natura che pone l’uomo in situazione di pericolo per un così lungo periodo della giornata, dal momento che la riduzione dell’attenzione e la perdita del tono muscolare mettono il soggetto nella condizione di non poter rispondere agli eventuali pericoli: non può organizzare né la fuga, né qualsiasi altro atto difensivo o di attacco.

Resta poi anche il tema della perdita di tempo, che riflette la domanda “perché l’uomo deve perdere tanto tempo della sua vita a dormire, quando potrebbe utilizzarlo, come dice il neurobiologo Allan Rechtschaffen (1998), per lavorare, per produrre, per pensare, per creare opere letterarie, scientifiche o culturali”.

L’importanza degli studi più moderni sul sonno è dimostrata dal fatto che si è potuto stabilire che si tratta di una funzione molto particolare nella quale si evidenziano:

-         una fase di sonno lento (perché caratterizzato da un EEG di onde ampie e di bassa frequenza) nel quale si abbassa progressivamente il ritmo cardiaco e la frequenza respiratoria, movimenti oculari lenti e disimmetrici, innalzamento della soglia percettiva;

-         una fase di sonno rapido-REM (con un EEG di onde rapide e di basso voltaggio), in cui si evidenziano movimenti oculari rapidi (gli occhi tornano a muoversi come durante la veglia, in maniera sincrona).

La particolarità del sonno REM è rilevante, tanto che ormai, quando parliamo di sonno, ci riferiamo proprio a questa fase che, oltre alle caratteristiche già citate, si accompagna a:

-         perdita totale del tono muscolare;

-         rigonfiamento del pene e del clitoride;

-         ulteriore innalzamento della soglia percettiva e riduzione delle funzioni vitali;

-         presenza dei sogni;

-         organizzazione fasica (si presenta cioè per periodi di circa venti minuti ciascuno, tre o quattro volte per notte, ogni ora e mezza circa);

-         inizio delle fasi che rispetta un orologio biologico che, tra l’altro, è circadiano (uno dei più precisi nel nostro sistema biologico);

-         inizio e fine di ogni fase o periodo in maniera brusca (alla fine di ogni fase si può osservare una maggiore facilità al risveglio, soprattutto se sono concomitanti stimoli esterni o fisiologici come il riempimento della vescica urinaria);

-         assoluta necessità, da parte del soggetto, di dormire una certa quantità di sonno REM con tendenza a recuperare la quantità di sonno perduta;

-         cambiamento della quantità di sonno REM a seconda dell’età; un bebé dorme circa l’80% del suo sonno di 14-15 ore giornaliere in stato di sonno REM, mentre nelle persone anziane è presente circa nel 10-15% delle sue otto ore di sonno notturno.

Queste osservazioni evidenziano quanto sia complesso il sistema sonno-veglia (sistema nictemerale), ma ancora non ci dicono tutto su questa straordinaria funzione psico-biologica e ancora molte sono le domande che sorgono man mano che riusciamo a scoprire nuove cose.

La privazione del sonno rapido (ottenuta meccanicamente o farmacologicamente) induce stati di irritabilità e di disequilibrio psichico che, secondo alcuni ricercatori, può essere causa di vere e proprie forme morbose psichiatriche (deliri; allucinazioni; ecc.).

Il Dott. J. Allan Hobson, dell’Università di Harvard, sostiene che il sonno REM è necessario per aiutare a consolidare la memoria e a migliorare l’apprendimento. Questo spiegherebbe la necessità dei neonati e dei bambini piccoli di dormire tante ore di sonno REM, data, appunto, la necessità di elaborare enormi quantità di input sensoriali (soprattutto enterocettivi e propriocettivi) necessari per il controllo delle attività digestive, motorie e psicomotorie.

 Esperimenti hanno dimostrato che gatti trattati con anti-MAO ad azione anfetaminosimile perdono sonno REM e diventano intrattabili; se trattati con anti-MAO con azione attivatrice sul sistema parasimpatico, aumentano la quantità di sonno REM, diventano tranquilli, propensi alle attività che apprendono con maggior facilità. Abbiamo anche potuto osservare come la stimolazione cronica del Sistema Reticolare Mesencefalico (SRM) inibisce anche totalmente il sonno REM e gli animali diventano paurosi, angosciati di fronte a qualsiasi stimolo e, proprio per questo, più propensi all’autodifesa aggressiva.

Siccome l’attività bioelettrica cerebrale, registrata con l’EEG, è, nel sonno REM, praticamente uguale a quella registrata durante lo stato di veglia, ci si è chiesti se a uguale attività bioelettrica corrispondano uguali strutture attivate.

Sicuramente non è possibile che siano gli stessi centri cerebrali ad attivare la veglia ed il sonno REM, soprattutto perché il SRM, che mantiene lo stato di veglia (come hanno dimostrato Moruzzi e Magoun), risulta inibito durante tutte le fasi del sonno.

E questo ci riporta nuovamente alla fisica quantistica: lo stato oggettivo della materia è caratterizzato dalla sovrapposizione di più strati.

L’EEG non è un motivo sicuro per sapere se è in atto un sogno: certamente l’EEG può essere valido per il sonno lento e per il sonno rapido.

Ma si è visto che quando uno dorme profondamente, e quindi anche con sole onde TETA, se svegliato bruscamente riferisce che stava sognando.

Talvolta in questi casi l’individuo riferisce un sogno diverso, privo di immagini, ma ricco di contenuti, difficilmente esprimibile.

E’ pertanto probabile che anche nel sonno profondo l’individuo continui a sognare, è questo allargherebbe enormemente i contenuti ed il significato del sogno.

Inoltre questo può voler dire solo una cosa: che anche le strutture più profonde del cervello sono in grado di sviluppare dei sogni, e pure un concetto ancora più azzardato: il cervello non è così fondamentale nel creare i sogni.

I sogni infatti proprio per la loro caratteristica sembrano svilupparsi da strutture indipendenti dal cervello stesso.

E qui ritorna in campo la quantistica: lo stato oggettivo della materia è caratterizzato da una sovrapposizione di più strati.

Ovviamente noi con l’EEG saremmo in grado di vagliare il primo strato, ma gli strati più profondi sfuggono a qualsiasi mezzo.

Un'altra caratteristica del sogno è che questo può esserci anche in cervelli gravemente danneggiati.

Si è visto che anche nel coma di IV grado, se l’EEG in superficie risulta praticamente piatto, se vengono inseriti degli aghi in profondità, si rileva attività cerebrale che potrebbe essere intesa come sogno.

Del resto il sogno è una cosa talmente misteriosa che sfugge a qualsiasi definizione logica, e questo proprio perché il sogno è illogico, si sviluppa secondo una non logica e non è definibile attraverso nessun schema.

Uno degli aspetti più straordinari è che il sonno ed il sogno è comune in tutte le specie viventi. Si è visto addirittura che moscerini che restano 10 ore senza dormire muoiono; ma come stabilire se sognano; lo hanno stabilito alcuni ricercatori nel valutare la reattività dei prismi oculari alla luce ultravioletta; insomma anche i moscerini sognano e chissà cosa sognano.

Le scuole Freudiana e Junghiana di trarre informazioni dal sogno sono dei puerili tentativi di valutare una determinata condizione considerandone solo la superficie:  è un po’ come quando si è sopra un Iceberg, si vede la superficie e ci si dimentica della parte sommersa.

Un'altra considerazione interessante è che non si sogno solo durante il sonno: il sogno è una caratteristica comune anche della veglia, e durante il giorno circa il 20% del tempo oltre alla veglia è dato al sogno, ma l’individuo di questo neppure se ne accorge

Pertanto, tirando le conclusioni, il sogno occupa gran parte della vita dell’uomo., e si potrebbe ragionevolmente dire che il sogno è l’uomo stesso.

Il sogno come abbiamo detto non è ascrivibile alla fisica classica, ma alla fisica quantistica.

Con il sogno veniamo a sapere che non esiste una realtà obiettiva della materia ma una realtà creata dall’uomo stesso, e questo in perfetta sintonia con la quantistica.

Le dinamiche fondamentali del sogno sono caratterizzate dall’acasualità proprio come la realtà nella quantistica.

Nel sogno si è al di fuori dello spazio e del tempo, si entra in un sistema complesso, proprio come nella quantistica.

In un minuto possiamo fare un sogno lunghissimo dove lo spazio non esiste, o perlomeno un presunto spazio può sovrapporsi ad altri spazi ( in sostanza lo spazio non esiste)

Come nella quantistica il sogno è caratterizzato dalla sovrapposizione di più strati, infatti i sogni si intrecciano, talvolta si sovrappongono e le strutture che li generano possono essere variabilissime.

Possiamo ipotizzare quanto sogna un individuo con la corteccia cerebrale integra, ma ci sfugge completamente quanto sogni un individuo con la corteccia cerebrale danneggiate, perché in un simile caso l’EEG non è più attendibile, e neppure sono attendibili altri mezzi.

Sembra che il sogno, per quanto possa incidere sulle funzioni corticali, in sostanza ne sia completamente svincolato.

In pratica è il cervello nel sogno è come una apparecchio radio che percepisce e traduce determinate onde, che comunque esistono indipendentemente da qualsiasi apparecchio e struttura

 

In conclusione, considerando anche il sogno durante la veglia, possiamo ragionevolmente dire che questo occupa la maggior parte della vita dell’uomo.

 

 





#2 Bluefalcon

Bluefalcon

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Inviato 12 marzo 2020 - 09:47

io ho sempre pensato che i fisici quantistici vivono in un sogno che loro spacciano per realtà:Tesla DOCET
Questo vale anche per gli altri scienziati e la scienza in genere,dato che creano una bolla in cui sguazzano allegramente confermandola poi con la tecnologia...
Invece i sogni sono solo libera pazzia umana,non hanno alcun significato se non quello che il soggetto dà loro DOPO,magari con l'aiuto di un terapeuta,DISTILLANDO DA ESSI MOMENTI CHE SEMBRANO AVERE UN FILO LOGICO E UN SENSO PER IL SOGGETTO STESSO,
Freud,famoso anche per la sua analisi dei sogni,soleva scrivere da uomo onesto qual'era:"noi possiamo dare un significato simbolico a un sigaro presente in un sogno,MA BON DOBBIAMO MAI DIMENTICARCI CHE UN SIGARO È PUR SEMPRE UN SIGARO!!!
Come dire...

#3 Piter

Piter

    Utente Esperto

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Inviato 12 marzo 2020 - 01:43

Il punto di vista di nonciclopedia

 

https://nonciclopedi...ica_quantistica


E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero
Le labbra si macchiano e le macchie sono un segno di riconoscimento
E' con la sola volontà che metto in moto il mio pensiero


#4 Bluefalcon

Bluefalcon

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Inviato 12 marzo 2020 - 04:44

muah




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