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Liliana Segre, l'antipatica?


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121 risposte a questa discussione

#121 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato Ieri, 16 feb 2020 alle 17:57

Bibbiano e la bambina siriana sono problemi reali e contingenti.

L'olocausto è una tragedia passata.

Il pericolo di un ritorno al nazismo/fascismo è più o meno reale a seconda dei punti di vista.

Capisco che il mio post fosse intriso di retorica, diciamo così, ma non voleva essere il classico modo per sviare l'attenzione verso problemi più gravi.
Sono dell'idea che ogni problema ha la sua importanza e se si parla di una cosa, di quello si deve parlare.
Giustamente, si possono aprire altri 3D per approfondire ogni singolo argomento.

Comunque il mio post era solo un modo per mettere in luce il perché per me la questione ebraica e antifascista è strumentalizzata e pompata molto di più di altre tragedie più reali, per scopi che posso solo supporre e che quindi evito di esternare.
Ma oggettivamente è così.

Per ogni svastica, il rappresentante ebraico va in TV a piangere miseria, servizi su servizi... i politici che gridano al clima d'odio e poi si finisce a puntare il dito contro lo schieramento opposto. Strumentalizzando.

Come la questione migranti.
Quante volte abbiamo visto l'immagine di quel bambino morto sulla spiaggia?
Sarà così anche per questa bambina?

Tutto questo per dire che senza voler sminuire l'olocausto, la nostra percezione di quella tragedia viene continuamente alimentata, a discapito magari di altre situazioni che meriterebbero l'attenzione di tutti.
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Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#122 Ombra gitana

Ombra gitana

    Utente Esperto

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  • 3748 messaggi

Inviato Ieri, 16 feb 2020 alle 21:23

Tutto questo per dire che senza voler sminuire l'olocausto, la nostra percezione di quella tragedia viene continuamente alimentata, a discapito magari di altre situazioni che meriterebbero l'attenzione di tutti.

Se passassimo la giornata, la vita col naso dentro i libri di storia, o anche solo in cineteca a guardare le centinaia di film ambientati negli anni 30 e 40, si porrebbe il problema che dici - e che direi anche io, come lo direbbe qualunque persona sensata.

 

Fortunatamnte, siamo in grado di fare entrambe le cose contemporaneamnte: pensare alla storia e guardare alla cronaca, e aggiungiamoci anche la nostra vita quotidiana, cioè il tetto che fa acqua, le bollette da pagare e il cambio dell'olio alla macchina.

E' importante avere coscienza di tutto, una cosa non esclude l'altra.

 

Però, 'sta faccenda del fascismo (e dintorni) non è "storia" in senso vago, culturale - che sarebbe comunque benefico - ma è strettamnte correlata a certi vicende attuali: non solo sul piano pratico-politico, ma anche su quello della comunicazione e quello del linguaggio, delle idee, del modo col quale di intepretano i fatti.

Per esempio, l'indifferenza, la cecità, la minimizzazione (se e come c'è stata) del militarismo, dei lager, del "sovranismo" e della retorica nazionalista ("gli italiani") nel Ventennio, ci aiuta a capire meglio il bene e il male dei lager, dei sovranismi, della propaganda nazionalista, attuali e a capire meglio la nostra eventuale minimizzazione, o cecità.

Può indurci a sospettare che - mentre discutiamo, magari negandolo con fastidio - del "ritorno" di un fascismo in camicia nera, con tanto di Mascellone al comando, intanto dei pezzetti di fascismo si sono già sparpagliati e insediati qua e là per l'Europa.

A prescindere dai ragazzotti con la svastica tatuata sul collo - che tuttavia rappresentano un motivo ulteriore di preoccupazione, non tanto per quello che sono, ma per quello che "non" sono, o non sono più, cioè ragazzi che credono nella democrazia, nella società aperta e collaborativa.

 

E poi, per quanto possa essere fastidiosa la strumentalizzazione e la retorica, non vedo come il ricordo - tanto meno la consapevolezza storica - del nazifascismo possa impedire o limitare l'attenzione verso le tragedie attuali.

Se strumentalizzazione significa qualunquismo peloso, o cinismo, si può essere cinici anche tenendo in braccio un bambinetto di Bibbiano, o baciando il crocefisso.

 

Per quello che ne so, vedo da tempo, semmai, una certa approssimativa ignoranza della storia, anche dietro l'indignazione di chi parla con accenti anti-fascisti.

Ma questo è un altro discorso, che riguarda una carenza di coscienza storica, e non un eccesso.






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