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Liliana Segre, l'antipatica?


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125 risposte a questa discussione

#1 Ombra gitana

Ombra gitana

    Super Utente

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Inviato 31 gennaio 2020 - 02:13

Secondo una ricerca recentissima, il quindici per cento degli intervistati è convinta che i campi di sterminio nazisti sono un'invenzione.

Per esperienza, ben più del quindici hanno un'idea estremamente approssimativa delle vicende europee della prima metà del Novecento, dominata dall'avvento del fascismo, stalinismo e nazismo.

Insegnanti come questa sono poche, per fortuna, ma ciò che avviene fuori dalla scuola incoraggia il negazionismo, o come minimo la banalizzazione delle vicende storiche.

 

https://www.ilmessag...ah-5019870.html

 

Firenze, prof agli alunni: Liliana Segre non la sopporto, vi prende in giro.

 

«Liliana Segre non la sopporto. E anche voi, ragazzi, non vi fate fregare da questi personaggi che cercano solo pubblicità», avrebbe detto la docente che insegna alla scuola media Mazzanti di Firenze, nel quartiere di Coverciano. ...

 

Alcuni commenti all'articolo:

 

* Bufera? Perche` non e` possibile avere idee diverse dal politically correct sinistrato? Non tutti sono soggetti all'ideologia unica propria della loro origine sovietica

 

* Forse perchè la gente sta dimenticando l'olocausto? forse è la sola perchè oggi è forse una delle ultime rimaste ancora in vita? Cosa fa bene per non dimenticare l'olocausto, far finta che non è esistito come qualcuno vuol far credere? E se dici che nessuno è stato così evidente, forse fino ad ora hai vissuto su Marte.


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#2 Spinoza

Spinoza

    Utente in stand-by

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Inviato 31 gennaio 2020 - 03:04

Sarebbe stato interessante chiedere a questa "insegnante" cosa intendesse con la frase: "non vi fate fregare".

Magari è anche vero che suo nonno ha frequentato un campo di concentramento, come aguzzino forse.

 

Che brutto periodo signori miei.


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#3 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 31 gennaio 2020 - 03:19

Sarebbe stato interessante chiedere a questa "insegnante" cosa intendesse con la frase: "non vi fate fregare".

 

Chissà.

Tiro ad indovinare.

 

Forse voleva consigliare ai ragazzi di prendere tutte le notizie con le pinze e di chiedersi sempre le motivazioni per cui alcuni personaggi vengono "pompati" dai media ed altri no.

Di chiedersi perchè alcune tragedie storiche hanno diritto di essere ricordate ufficialmente una volta l'anno e ufficiosamente per tre/quattro mesi, mentre altre passano in secondo piano.

 

Magari voleva anche dire dell'altro, ma alcune leggi create ad hoc le hanno impedito di esprimere la propria opinione liberamente.

 

Quello che è sicuro è che non sono discorsi da fare ad alunni delle medie.


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Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#4 Spinoza

Spinoza

    Utente in stand-by

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Inviato 31 gennaio 2020 - 03:35

Chissà.

Tiro ad indovinare.

 

Forse voleva consigliare ai ragazzi di prendere tutte le notizie con le pinze e di chiedersi sempre le motivazioni per cui alcuni personaggi vengono "pompati" dai media ed altri no.

Di chiedersi perchè alcune tragedie storiche hanno diritto di essere ricordate ufficialmente una volta l'anno e ufficiosamente per tre/quattro mesi, mentre altre passano in secondo piano.

 

Magari voleva anche dire dell'altro, ma alcune leggi create ad hoc le hanno impedito di esprimere la propria opinione liberamente.

 

Quello che è sicuro è che non sono discorsi da fare ad alunni delle medie.

 

Sisi certo, avrà sicuramente voluto consigliare quello :rotfl:

 

Sono d'accordo sulla libertà di espressione, a patto di non diffondere fake news o falsi storici.

 

Pensi che Liliana Segre sia "pompata" dai media? Se si, quali sarebbero le motivazioni?



#5 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 31 gennaio 2020 - 03:56

Pensi che Liliana Segre sia "pompata" dai media? Se si, quali sarebbero le motivazioni?

Sì, lo penso.

Purtroppo non so quali siano le motivazioni. Ma sto cercando di capirle.

 

Ammetto comunque di essere di parte, nel senso che nutro una profonda sfiducia negli organi di informazione.

Di conseguenza quando "una notizia" la sento ripetere troppe volte, mi si accende una spia d'allarme.

Ma magari sono semplicemente troppo prevenuto.


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Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#6 occhibianchi

occhibianchi

    Utente Senior Plus

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Inviato 31 gennaio 2020 - 04:38

Chissà.

Tiro ad indovinare.

 

Forse voleva consigliare ai ragazzi di prendere tutte le notizie con le pinze e di chiedersi sempre le motivazioni per cui alcuni personaggi vengono "pompati" dai media ed altri no.

Di chiedersi perchè alcune tragedie storiche hanno diritto di essere ricordate ufficialmente una volta l'anno e ufficiosamente per tre/quattro mesi, mentre altre passano in secondo piano.

 

Magari voleva anche dire dell'altro, ma alcune leggi create ad hoc le hanno impedito di esprimere la propria opinione liberamente.

 

Quello che è sicuro è che non sono discorsi da fare ad alunni delle medie.

 

sono d'accordo con Ombra quando accenna alla diffusione preoccupante del negazionismo, senza scendere nel complottismo e quindi inerpicarsi nei racconti di una storia parallela che ci racconta di origini alternative della Shoah, mi preoccupa che si neghi l'esistenza di eventi realmente accaduti, ma soprattutto accaduti cosi recentemente. Ma quello che ho evidenziato nel quote del tuo post mi ha fatto molto riflettere, ne parlavamo qualche giorno fa con mio figlio che per motivi scolastici sta approcciando la storia e che per suo interesse personale sta ampliando le sue ricerche con materiale extrascolastico; lui mi chiedeva proprio quale fosse secondo me il motivo per cui i media (di qualsiasi tipo) ricordano cosi ripetutamente i morti del nazismo ma non parlano mai dei morti causati dalla chiesa durante le crociate, e nella conversazione ovviamente abbiamo sconfinato nelle altri grandi stragi, come quelle perpetrate ai danni del popolo cinese dallo stesso Mao (ed in questo caso siamo costretti ad aggiungere uno zero alla conta dei morti rispetto a quelli del nazismo) o quelle che hanno portato letteralmente all'estinzione di popoli e culture conseguentemente alla "scoperta" delle Americhe, ma ce ne sarebbero tantissime altre (tratta degli schiavi, foibe, ecc...). Purtroppo, come dicevi tu, non è possibile escludere la manipolazione dei media, anzi, forse è doveroso cominciare a considerarla.


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#7 Ignorante

Ignorante

    Utente Esperto

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Inviato 31 gennaio 2020 - 05:20

il negazionismo, anzi il revisionismo, quello vero, NON nega l'esistenza dei campi di concentramento, ma fa una stima assai diversa delle vittime, inferiori a quelle finora divulgate, citando fonti che la comunità ebraica NON riconosce come ufficiali o vere.

tuttavia è innegabile che al revisionismo hanno preso parte anche individui e gruppi "politicamente interessati" per fare propaganda, già dagli anni 60 se NON ricordo male, ragion per cui il revisionismo è sempre stato visto in maniera assai negativa e si tende a minimizzarlo. e se proprio vogliamo dare un colpo al cerchio e uno alla botte, pure le sinistre dovrebbero abbassare la cresta visto che pure i vari regimi comunisti si sono avvalsi di metodi di eliminazione "di stato".

detto ciò, il discorso che fa la segre NON è relativo al dibattito sul revisionismo, quanto invece sulle cause che hanno portato all'olocausto, il razzismo, l'intolleranza, l'integralismo, abilmente sfruttate da alcune forze politiche dell'epoca per propaganda politica, QUASI la stessa cosa che si vede fare nel leghismo italiano dall'avvento di bossi. tuttavia come ho sempre sostenuto, parlare di lega fascista è decisamente improprio sia per ragioni ideologiche (un conto è il razzismo, un altro l'egoismo), sia perchè sostanzialmente nella lega NON abbiamo una vera e propria ideologia basata sull'odio e suprematismo, quanto sull'indifferenza e sull'opportunismo. detto in parole povere sta gente NON avendo nulla di politicamente accettabile, da offrire, si inventa il problema dei migranti e tenta di aggrapparsi al nazionalismo, ma essenzialmente rimangono un branco di bulli incapaci il cui unico scopo è quello di amministrare la cosa pubblica per il proprio tornaconto, come ad esempio i 49 milioni di euri dimostrano.

quindi da una parte che la segre ricordi alle giovani generazioni cosa successe è sacrosanto e giusto, ma strumentalizzare la segre e portare la sua mission su un piano politico come sta facendo la sinistra italiana (perchè manco loro hanno un prodotto politico valido da presentare agli elettori), NON fa altro che esacerbare gli animi e ottenere l'effetto contrario, come i dati dimostrano. inoltre danno la scusa agli elementi di estrema destra (anche loro revisionisti per opportunismo politico) di avvicinarsi alle posizioni della lega e rinforzarla ulteriormente e anche questo lo abbiamo palesemente visto negli ultimi due anni.


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#8 Ombra gitana

Ombra gitana

    Super Utente

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Inviato 31 gennaio 2020 - 05:36

Citare l'episodio ovviamnte può aprire il discorso su tutti gli avvenimenti e i fenomeni analoghi, o assimilabili, oltre che su tutto quanto gira intorno ai soggetti protagonisti della vicenda storica di cui si parla.

Ma allargare il discorso a cosa serve? A confondere i fatti di cui si parla in un polverone?

 

Succede infatti che, ugualmente, quando si accenna al genocidio dei nativi amricani, c'è che ricorda gli eccidi di massa nella Cina di Mao.

Quando si accenna agli eccidi nella Cina di Mao, c'è chi subito ricorda i misfatti dei conquistadores.

Quando si parla del Vietnam, c'è che immediatamnte controbatte con l'Afghanistan, quando si parla di Fosse Ardeatine si risponde con le foibe ...

 

La ragione per cui in Europa, e nel mondo occidentale in genere, si parla di fascismo e nazismo, sta nel fatto che si tratta di fenomeni recenti, cioè legati allo stadio storico moderno di queste nazioni, e che rappresentano delle degenerazioni specifiche della nostra cultura e dei nostri assetti socio-politici.

Certamente il discorso sull'imperialismo, sulle guerre e sui genocidi si può e si deve allargare all'intero corso della storia: ma ciò non significa confondere tutto in in magma indistinto, in una sorta di millenarismo, in cui alla fine rimane in sostanza il discorso su Caino, ossia sulla malvagità umana.

 

 


Forse voleva consigliare ai ragazzi di prendere tutte le notizie con le pinze e di chiedersi sempre le motivazioni per cui alcuni personaggi vengono "pompati" dai media ed altri no.

Di chiedersi perchè alcune tragedie storiche hanno diritto di essere ricordate ufficialmente una volta l'anno e ufficiosamente per tre/quattro mesi, mentre altre passano in secondo piano.

Magari voleva anche dire dell'altro, ma alcune leggi create ad hoc le hanno impedito di esprimere la propria opinione liberamente.

 

Quello che è sicuro è che non sono discorsi da fare ad alunni delle medie.

 

Bisognerebbe cominciare a farli, sti discorsi, anche alle elementari, come si fa per gli elefanti di Annibale e la crocefissione di Gesù.

 

Bisognerebbe anche rivedere la storia della colonizzazione americana, viziata da troppi film western.

Bisognerebbe triplicare le ore dedicate all'insegnamnto della Storia.

 

Per imparare a esercitare lo spirito critico non basta elencare a volo di uccello altri misfatti, a piacere: bisogna insegnare/imparare a leggere la storia, imparare a pensare e a prendere atto dei fatti.

Negare i campi di sterminio nazisti è l'opposto del prendere atto dei fatti.

 

La comunicazione è piena zeppa di personaggi insiggnificanti, o decisamnte di merda, pompati per il fatto stesso di comparire.

Una didattica "neutra" non esiste, e non può esistere, ma riflette necessariamnte la cultura prevalente: la nostra, italiana, è quella di una democrazia plasmata da  una Costituzione che nasce sulle ceneri del nazifascismo.


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#9 Herr Wolfo

Herr Wolfo

    SVRSVM CORDA!

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Inviato 31 gennaio 2020 - 05:51

che il revisionismo venga tendenziosamente trasformato in negazionismo la dice lunga sulla buona fede di alcuni, così come l'imposizione di un avvenimento per legge che nega alla radice ogni forma di dibattito. 

 

mi asterrò dallo snocciolare in modo più approfondito il mio pensiero, poiché sono sicuro, provocherebbe scompiglio, che alla fine sfocerebbe in un ulteriore periodo di detenzione forzata di me medesimo, ma non posso esimermi dall'esprimere l'antipatia che provo per la Signora Segre, ed altresì l'incrediulità di fronte al fatto che si delapidino soldi pubblici per fornirle una scorta, sulla base di minacce probabilmente inventate da quotidiani vicini a De Benedetti, che sappiamo tutti, non sono mai troppo credibili.

 

concludo affermando che indirettamente, i colpevoli dei veri episodi di antisemitismo, che non sono una svastica disegnata ogni santa volta al contrario su una porta, da qualche "nazifascista" che stranamente non riesce mai ad essere individuato, sono gli incapaci miracolati tipo Virginia Raggi, che ben rappresenta lo spessore politico del suo movimento fortunatamente sulla via dell'estinzione, movimento che, come i loro nuovi alleati di governo, ha la smania d'importare frotte di arabi nel nostro paese mettendoli a stretto contatto con gli ebrei, senza scorta.

 

 

 

Saluti, by Herr


Feci un tentativo con quel tizio, Buckethead. Lo incontrai e gli chiesi di lavorare con me, ma a patto che si liberasse di quel fottuto secchiello. Tornai poco dopo e lo trovai che aveva in testa questa fottuta cosa tipo cappello verde da marziano. Gli dissi, "guarda, sii solo te stesso". Mi disse che si chiamava Brian, quindi dissi che l'avrei chiamato così. Lui dice, "nessuno mi chiama Brian tranne mia madre". Perciò dissi, "allora fai finta che io sia tua mamma!" Non sono ancora uscito dalla stanza e già sto facendo giochetti mentali con questo tizio. Cosa succede se un giorno sparisce lasciando una nota che dice: "mi hanno teletrasportato via?" Ozzy
 
 

#10 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 31 gennaio 2020 - 07:12

 
 

 
Bisognerebbe cominciare a farli, sti discorsi, anche alle elementari, come si fa per gli elefanti di Annibale e la crocefissione di Gesù.
 

Con il termine "discorsi" mi riferivo a quelli fatti dall'insegnante.

Per l'educazione dei bambini, ritengo che più che la storia sia molto più importante insegnare il rispetto.
Che in realtà basterebbe non insegnare loro l'odio.

Alla fine si dovrebbe dar loro gli strumenti necessari per sviluppare gli anticorpi contro qualsiasi forma di propaganda che tende ad identificare e catalogare vittime e carnefici, così che si possano "difendere" da ciò che sentono tutti i giorni in TV.
Così da non usare (come la nostra generazione) parole come "negro" o "frocio" o "ebreo" come se fossero insulti. O nazista di merda. Ah no quello si può dire.

Che è una cosa aberrante, ma molti di noi ancora le usano con senso dispregiativo, senza neanchee rendersene conto.

Non credo sia così necessario citare e approfondire così tanto la storia, per lo meno fino ad una certa età.
Che senso ha dover parlare fino allo sfinimento dell'Olocausto?
Anche se lo si ripete all'infinito, chi odia gli ebrei, continuerà ad odiarli.
Chi pensa che sia tutta o in buona parte una montatura, non cambierà idea ascoltando la onnipresente Segre.

A me sembra che il rischio che si corre è solo quello di dividere il mondo in buoni e cattivi, in carnefici e vittime in base alla """razza""".
Che poi è quello che bene o male si vorrebbe combattere.

Chi glielo spiega ad un bambino palestinese come sia possibile che un popolo che ha così sofferto a causa della propria diversità, non aver sviluppato la consapevolezza e la compassione verso un altra diversità?
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Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#11 Ombra gitana

Ombra gitana

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Inviato 31 gennaio 2020 - 07:24

che il revisionismo venga tendenziosamente trasformato in negazionismo la dice lunga sulla buona fede di alcuni, così come l'imposizione di un avvenimento per legge che nega alla radice ogni forma di dibattito. 

 

 

Di dibattiti sulla genesi e gli avvenimenti, personaggi, fatti e misfatti del fascismo e del nazismo sono piene le biblioteche - e anche gli archivi dei quotidiani usciti negli anni 20, 30 e 40 del 900.

 

Quanto al revisiionismo, vediamo bene che - passato l'immediato dopoguerra, in cui la reazione contro la politica dei paesi dell'Asse è stata cieca e violenta - le analisi sociologiche, storiche e ideologiche sono state numerosissime e tutt'altro che manichee, tutt'altro che unidirezionali.

Alla fase della condanna rabbiosa è succeduta una condanna molto più circostanziata, e consapevole delle corresponsabilità diffuse: una corresponsabilità che non assolve, ma anzi aggrava le ragioni amorali del nazismo e l'immoralità del fascismo.

 

Quello che è vietato per legge è l'apologia di reato: sicuramnte è reato, ma peggio ancora è offesa verso i diritti umani, esaltare i crimini di guerra e la discriminazione razziale.

Se errore c'è stato da parte delle democrazie occidentali, è stato di tollerare per troppo tempo l'esistenza di movimenti che si richiamavano esplicitamnte al nazismo, e - soprattutto in Italia - di non alimentare abbastanza lo studio e coinoscenza della storia del 900.


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#12 Herr Wolfo

Herr Wolfo

    SVRSVM CORDA!

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Inviato 31 gennaio 2020 - 07:40

in un mondo votato sempre più alla globalizzazione, e così sensibile ai diritti umani, voler far passare l'idea che in questo paese si parla esclusivamente di Shoah poiché siamo modellati da una cultura e da una costituzione (la c minuscola non è un errore) antifascista è semplicemente ridicolo e offensivo, primo, perché si trova una debole giustificazione al fatto che si pone la sofferenza di qualcuno su un piano d'importanza maggiore rispetto alla sofferenza d'altri, secondo, cosa più interessantew, perché i rossi manipolatori dell'informazione non vi diranno mai che il cosiddetto negazionismo, ovvero il revisionismo, è nato negli ambienti degli intellettuali francesi, mi riferisco in particolare a Rassinier, antinazista, prigioniero nei campi di concentramento di Dora e Buchenwald.

 

 

saluti, by Herr


Feci un tentativo con quel tizio, Buckethead. Lo incontrai e gli chiesi di lavorare con me, ma a patto che si liberasse di quel fottuto secchiello. Tornai poco dopo e lo trovai che aveva in testa questa fottuta cosa tipo cappello verde da marziano. Gli dissi, "guarda, sii solo te stesso". Mi disse che si chiamava Brian, quindi dissi che l'avrei chiamato così. Lui dice, "nessuno mi chiama Brian tranne mia madre". Perciò dissi, "allora fai finta che io sia tua mamma!" Non sono ancora uscito dalla stanza e già sto facendo giochetti mentali con questo tizio. Cosa succede se un giorno sparisce lasciando una nota che dice: "mi hanno teletrasportato via?" Ozzy
 
 

#13 Ombra gitana

Ombra gitana

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Inviato 31 gennaio 2020 - 08:58

Per l'educazione dei bambini, ritengo che più che la storia sia molto più importante insegnare il rispetto.
Che in realtà basterebbe non insegnare loro l'odio.

Alla fine si dovrebbe dar loro gli strumenti necessari per sviluppare gli anticorpi contro qualsiasi forma di propaganda che tende ad identificare e catalogare vittime e carnefici, così che si possano "difendere" da ciò che sentono tutti i giorni in TV.

Non credo sia così necessario citare e approfondire così tanto la storia, per lo meno fino ad una certa età.
Che senso ha dover parlare fino allo sfinimento dell'Olocausto?

A me sembra che il rischio che si corre è solo quello di dividere il mondo in buoni e cattivi, in carnefici e vittime in base alla """razza""".
Che poi è quello che bene o male si vorrebbe combattere.

 

 

Intanto diciamo che se citare questo articolo e questo fatto serve a sollevare un tale incrociarsi di saggi propositi, già dimostra l'utilità della Storia, che sarebbe bene non lasciare solo ai giornali o alla chiacchiarate su un forum, ma verrebbe benissimo sui banchi di una seconda o terza media, per essere magari approfondita a liceo.

 

Il rispetto. Bella cosa.

Ma se non lo cali nella realtà, non ci metti dentro casi concreti con tutte le loro complicazioni e ambivalenze, rimane solo una predica edificante e astratta.

Non abbiamo bisogno di parabole, come Cristo, perché spaccati di realtà, di cronaca e di Storia ne abbiamo quanti ne vogliamo.

 

Per capire cosa c'è dentro una propaganda, non c'è niente di meglio che prendere una propaganda e analizzarla.

Ma la cosa ancora migliore è studiare la Storia e imparare a interpretare i testi che si leggono, e i discorsi che si ascoltano: la capacità critica si sviluppa da sé, liberamnte.

Ma questi discorsi sulla didattica, per quanto importanti, ci portano fuori strada: l'articolo si riferisce a un fatto scolastico, ma il problema va molto al di là del puro ambito scolastico o semplicemente didattico.

 

Comunque, a me non sembra affatto che si parli dell'Olocausto fino allo sfinimento: se ne parla molto spesso, questo sì.

Ma se ne parla maluccio, con il solito stile - comune a tutte le celebrazioni - ripetitivo e rituale.

Liliana Segre invece è viva ed efficace. Non è un libro, ma una testimone: per questo dà fastidio.

 

Se gli ebrei celebrano l'Olocausto come fatto legato a una divisione religiosa, o razziale, ne hanno un ottimo motivo, legato all'esperienza, che non è solo quella hitleriana.

Nella tradizione ebraica c'è un fattore razziale, o come minimo etnico, assolutamnte meritevole di critica. Critica, non persecuzione o sterminio.

Per i Gentili la divisione è di altro genere. Ma c'è. Ci deve essere.

Senza distinzioni non esiste politica, non esiste etica, non esiste il diritto.

 

D'altra parte, stiamo parlando di un episodio (quello descritto nell'articolo) in cui al centro c'è l'esaltazione di regimi che della distinzione più arbitraria e violenta avevano fatto il proprio tratto distintivo.

E ricadere nella stessa situazione non appare più, oggi, così assurdamnte improbabile come poteva apparire alcuni anni fa. Al di là di tutti i saggi relativismi che ci piace praticare.



#14 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 01 febbraio 2020 - 09:09

Intanto diciamo che se citare questo articolo e questo fatto serve a sollevare un tale incrociarsi di saggi propositi...

 
Non ho ben capito la logica di questa affermazione.
 

Il rispetto. Bella cosa.
Ma se non lo cali nella realtà, non ci metti dentro casi concreti con tutte le loro complicazioni e ambivalenze, rimane solo una predica edificante e astratta.
Non abbiamo bisogno di parabole, come Cristo, perché spaccati di realtà, di cronaca e di Storia ne abbiamo quanti ne vogliamo.

 
La realtà? Ad occhio e croce siamo circondati dalla realtà
 
Rispettare il compagno di banco... Il professore? I genitori?
Rispettarlo anche se è diverso? Se ha la pelle di un altro colore, se ha qualche difetto fisico, mentale...
Rispettare le compagne di scuola?
 
 

Per capire cosa c'è dentro una propaganda, non c'è niente di meglio che prendere una propaganda e analizzarla.
Ma la cosa ancora migliore è studiare la Storia e imparare a interpretare i testi che si leggono, e i discorsi che si ascoltano: la capacità critica si sviluppa da sé, liberamnte.
Ma questi discorsi sulla didattica, per quanto importanti, ci portano fuori strada: l'articolo si riferisce a un fatto scolastico, ma il problema va molto al di là del puro ambito scolastico o semplicemente didattico.

 
Per la propaganda ci sta basarsi su fatti realmente avvenuti.
Il problema è che è un po' difficile spiegare la propaganda su dei libri intrisi di propaganda.
Ci vorrebbero, appunto dei testi neutrali che raccontano i fatti così come sono.
 
Ma è pura utopia. Scondo me.
 

Comunque, a me non sembra affatto che si parli dell'Olocausto fino allo sfinimento: se ne parla molto spesso, questo sì.
Ma se ne parla maluccio, con il solito stile - comune a tutte le celebrazioni - ripetitivo e rituale.
Liliana Segre invece è viva ed efficace. Non è un libro, ma una testimone: per questo dà fastidio.

 
Non so al resto del mondo, ma la Segre non mi sta simpatica a pelle. Probabilmente anche per la sovraesposizione mediatica.
Inoltre ritengo personalmente che il continuare a raccontare "storie che dividono" non porti a niente di buono.
Stiamo comunque parlando di avvenimenti di oltre 50 anni fa.
Non sarebbe il caso di voltare pagina?
Senza dimenticare cosa è successo, senza minimizzare niente, ma andiamo avanti.
 
A me sembra che si è passato il segno.
Che si sta strumentalizzando la sofferenza.
Basti vedere che per ogni svastica disegnata dal coglione di turno, i rappresentati della comunità ebraica rilasciano interviste allarmistiche su un imminente ritorno al nazismo.
 

D'altra parte, stiamo parlando di un episodio (quello descritto nell'articolo) in cui al centro c'è l'esaltazione di regimi che della distinzione più arbitraria e violenta avevano fatto il proprio tratto distintivo.
E ricadere nella stessa situazione non appare più, oggi, così assurdamnte improbabile come poteva apparire alcuni anni fa. Al di là di tutti i saggi relativismi che ci piace praticare.

 

Io nell'episodio dell'articlo non vedo nessun esaltazione di nessun regime. Dove la vedi?

 


Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#15 Ombra gitana

Ombra gitana

    Super Utente

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Inviato 01 febbraio 2020 - 11:41

Rispettare il compagno di banco... Il professore? I genitori?
Rispettarlo anche se è diverso? Se ha la pelle di un altro colore, se ha qualche difetto fisico, mentale...
Rispettare le compagne di scuola?
 
*

 
Per la propaganda ci sta basarsi su fatti realmente avvenuti.
Il problema è che è un po' difficile spiegare la propaganda su dei libri intrisi di propaganda.
Ci vorrebbero, appunto dei testi neutrali che raccontano i fatti così come sono.
 
*
 

Inoltre ritengo personalmente che il continuare a raccontare "storie che dividono" non porti a niente di buono.
Stiamo comunque parlando di avvenimenti di oltre 50 anni fa.
Non sarebbe il caso di voltare pagina?

 

*

Io nell'episodio dell'articlo non vedo nessun esaltazione di nessun regime. Dove la vedi?

 

Il rispetto nei rapporti umani è cronaca di tutti i giorni.

Non è in alternativa a una "storia del rispetto umano nella società".

Anzi, i due livelli devono essere fusi e integrati: il catechismo dei buoni sentimenti, da solo, produce le classiche "brave persone" capaci delle peggiori nefandezze in ambito professionale, sociale e politico, in nome dell'efficienza, del dovere, dell'obbedienza e magari del "patriottismo".

 

*

Testi neutrali non esistono, e non possono esistere.

Politica e storia esigono un punto di vista, un riferimento etico, e onestà, ossia una faziosità trasparente e dichiarata.

Per questo è necessario studiare, conoscere, cioè essere in grado di capire i termini di quella dichiarazione di faziosità, sapendone valutare il contenuto e il valore.

 

*

Il mondo ha voltato pagina, anzi molte pagine, in questi non solo 50, ma ottanta, cento, duecento anni, ma ogni pagina riassume la somma di quelle precedenti: l'immigrazione, per esempio, dall'Africa racchiude in sé la storia del colonialismo, e così la Costituzione ha in sé la storia del Ventennio, anzi di tutta la formazione dello stato italiano unitario, che è storia di divisione tra monarchia e repubblica, laicità e clericalismo, liberalismo e autoritarismo, tra nord e sud, tra legalità e mafie, aristocrazia e popolo.

La tendenza alla "pacificazione" è il tratto distintivo dei regimi autoritari, da quello borbonico di re Ferdinando al Fascismo, al totalitarismo liberista che prevede la sola classe di cittadini-consumatori.

 

*

Negare, minimizzare la dimensione e la portata dei campi di sterminio equivale oggettivamnte all'esaltazione del regime che li ha realizzati.



#16 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 01 febbraio 2020 - 12:39

Negare, minimizzare la dimensione e la portata dei campi di sterminio equivale oggettivamnte all'esaltazione del regime che li ha realizzati.


Di oggettivo in questa tua uguaglianza, c'è ben poco.
Il pensare che i numeri dell'Olocausto siano gonfiati ad arte (parlo per ipotesi) non implica assolutamente l'essere d'accordo con il regime nazista.
Come dire:"o sei con noi o sei contro di noi".
Ora che ci rifletto meglio questa tua frase ha una neanche tanto velata connotazione fascista.
Ed è proprio ciò a cui facevo riferimento qualche post fa:

A me sembra che il rischio che si corre è solo quello di dividere il mondo in buoni e cattivi, in carnefici e vittime in base alla """razza""".

In questo caso, non in base alla razza, ma in base alla propria teoricamente libera opinione ma divenuta magicamente illegale.

E non ultimo, in quell'articolo non leggo neanche nessun riferimento al "negare, minimizzare".

Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#17 Ignorante

Ignorante

    Utente Esperto

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Inviato 01 febbraio 2020 - 03:05

...

Testi neutrali non esistono, e non possono esistere.

Politica e storia esigono un punto di vista, un riferimento etico, e onestà, ossia una faziosità trasparente e dichiarata.

Per questo è necessario studiare, conoscere, cioè essere in grado di capire i termini di quella dichiarazione di faziosità, sapendone valutare il contenuto e il valore.

...

mai letto il principe di machiavelli, vero?

 

 

...

Negare, minimizzare la dimensione e la portata dei campi di sterminio equivale oggettivamnte all'esaltazione del regime che li ha realizzati.

e NON hai letto (forse dovrei dire calcolato) nemmeno il mio post, perchè è proprio questo il grosso errore che ho riferito alla sinistra italiana, strumentalizzare politicamente la cosa per far propaganda, generando il risentimento a destra.

la cosa divertente è che questo tipo di ragionamento lo facevano anche i nazisti, "sei ebreo, quindi contro il fuhrer, quindi sei oggettivamente un nemico e vai abbattuto".

poi v'incazzate quando cito pasolini.


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#18 Ombra gitana

Ombra gitana

    Super Utente

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Inviato 01 febbraio 2020 - 04:01

Di oggettivo in questa tua uguaglianza, c'è ben poco.
Il pensare che i numeri dell'Olocausto siano gonfiati ad arte (parlo per ipotesi) non implica assolutamente l'essere d'accordo con il regime nazista.
Come dire:"o sei con noi o sei contro di noi".

 

*

A me sembra che il rischio che si corre è solo quello di dividere il mondo in buoni e cattivi, in carnefici e vittime in base alla """razza""".

In questo caso, non in base alla razza, ma in base alla propria teoricamente libera opinione ma divenuta magicamente illegale.

*

E non ultimo, in quell'articolo non leggo neanche nessun riferimento al "negare, minimizzare".

 

Allora.

Il regime nazista non c'è più.

C'è il nazismo come evento storico, e come ideologia basata su quell'evento storico, che convergono entrambi a caratterizzare movimenti attuali di opinione e di pratica politica.

Pensare, sostenere tesi che sminuiscono i dati negativi di quel regime è - di per sè, cioè in astratto - solo un esercizio contabile, ma ha come risultato concreto, comunicativo di sminuire, edulcorare le responsabilità morali e ideologiche di chi oggi ha nel nazismo il proprio riferimento culturale e politico.

Specialmente quando l'esercizio contabile stesso è accompagnato dalla notazione "ad arte", come hai fatto tu adesso, che tende a trasferire di fatto l'immoralità dai carnefici alle vittime - il che comporta, in chiave di attualità, che bisogna guardare agli ebrei come imbroglioni che esagerano il danno, per farsi compatire, mettendo da parte la dimensione storica e ideologica del regime nazista (gli imbroglioni sono vivi e attuali, mentre il regime nazista non c'è più da decenni) - ci sono i movimenti neo-nazi, ma in fondo sono giustificati (quella loro è una reazione alla smodata demonizzazione che è stata fatta "ad arte" contro il regime hitleriano)

 

*

L'opinione è libera, ma implica responsabilità: se si sceglie di credere che gli asini volano, si deve accettare di fare la figura degli idioti.

Se si sceglie di misurare la nefandezza di un eccidio dal numero delle vittime, e non dalla sua gratuità e strumentalità, si è complici morali e intellettuali di quell'eccidio.

Questo è ciò che avviene in sede di giudizio storico e politico.

A livello umano e filosofico, semmai, è giusto pensare in termini di fallibilità umana e di un destino comune dei vincitori & vinti, e di carnefici che sono essi stessi per primi vittime trascinate in vicende sulle quali non hanno il controllo - come è successo alla gran parte dei soldati, e degli esecutori materiali irregimentati dal regime nazista e dalla sua propaganda.

Mescolare i due piani di lettura, col tempo, è stato fatto da centinaia di libri, di film, di rivisitazioni, proprio per superare il manicheismo della condanna politica.

Ma nel momento in cui, come in questi anni, c'è un proliferare di movimenti neo-nazi, è necessario tornare a condannare con chiarezza i presupposti intellettuali e politici del nazifascismo: per giustizia storica, e per cautela politica.

 

*

E non ultimo, in quell'articolo non leggo neanche nessun riferimento al "negare, minimizzare".

 

L'articolo racconta fatti avvenuti in una scuola.

Sei libero di leggerci quello che preferisci.



#19 Rainbow

Rainbow

    Tempus fugit

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Inviato 02 febbraio 2020 - 10:44

Concordo con Ombra sul fatto che gli avvenimenti riguardanti gli ebrei durante la seconda guerra mondiale oggi ci colpiscano molto di più rispetto ad altre tragedie umane della storia (la strage degli indiani d'America, le vittime delle crociate ecc ecc) proprio perché più vicine a noi cronologicamente parlando.
Può sembrare una motivazione esile, ma guardate che a livello emotivo ragionare su una cosa successa settanta anni fa e una capitata magari nel 1400 ha un peso molto diverso.
Sono mostruosità avvenute quando i nostri nonni erano ragazzi, abbiamo con esse ancora un legame molto forte, non si perdono nell'immensa prospettiva della storia perdendo così molta della loro capacità di farci immedesimare in quel determinato contesto storico e in quelle determinate persone, condizione imprescindibile per avvertire poi la necessità di "ricordare" ...riguardo invece al numero effettivo di ebrei morti durante l'olocausto, se pure un bel giorno saltasse fuori che non si è trattato affatto di sei milioni di persone ma mettiamo di un solo milione, per me sarebbe già troppo.
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#20 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 02 febbraio 2020 - 12:15

 
*
L'opinione è libera, ma implica responsabilità: se si sceglie di credere che gli asini volano, si deve accettare di fare la figura degli idioti.

Più che giusto.
Come ad esempio se si legge ciò che si vuole in un articolo, si deve fare la figura dei faziosi e dei mistificatori.
O se si tirano conclusioni illogiche, del tipo "o pensi che siano morti 6 milioni di ebrei o sei un filo nazista", allora si fa la figura del fascista e del disonesto intellettuale.

Se si sceglie di misurare la nefandezza di un eccidio dal numero delle vittime, e non dalla sua gratuità e strumentalità, si è complici morali e intellettuali di quell'eccidio.
Questo è ciò che avviene in sede di giudizio storico e politico.

A me sembra che questa cosa del "misurare" venga fatta.
Da tutti.

...riguardo invece al numero effettivo di ebrei morti durante l'olocausto, se pure un bel giorno saltasse fuori che non si è trattato affatto di sei milioni di persone ma mettiamo di un solo milione, per me sarebbe già troppo.

Sono d'accordissimo.
Mai pensato il contrario.

Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.





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