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Un paio di teorie sulla vita nell'aldilà


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44 risposte a questa discussione

#1 Pandora

Pandora

    how U doin'?

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Inviato 28 agosto 2019 - 12:23

La mia domanda è spicciola. Mi chiedo come i defunti passino le giornate.
Mi sono resa conto che al risveglio spesso ricordo di avere avuto lunghe conversazioni con mia mamma, delle quali però non ricordo quasi niente, tranne il fatto che lei ci fosse e chiacchierassimo tranquillamente.
Ho letto una teoria interessante in proposito, ovvero che per i defunti noi saremmo "svegli" di notte, quando ci liberiamo dal corpo ed interagiamo con loro nello stesso piano dimensionale tramite il corpo astrale.
Rientrando nel corpo nel momento della veglia, non saremmo per loro percepibili, poiché agiremmo su un piano dimensionale diverso.
Un po' lo stesso concetto di Flatlandia, per chi avesse letto quel libro bellissimo.

Tuttavia trovo questa spiegazione come un po' troppo meccanicistica, quasi come se esistesse una spiegazione fisico-scientifica alla sopravvivenza alla morte, e ho paura che sia formulata per accontentare quei palati che necessitano di un appiglio alla materia o a qualcosa che ci somigli, prima di poter prendere in considerazione una teoria-aldilà: la spiegazioncina -poco approfondita- sull'esistenza di piani dimensionali di energia (che gli scienziati non hanno ancora scoperto ma a questo punto potrebbero in futuro)metterebbe quasi a tacere tutte quelle paure razionali che si aprono quando ci si affaccia sulle voragini dell'ignoto.
Io sono credente. Nella mia vita sono capitati abbastanza episodi che mi hanno convertita da una visione superficiale e filosofica della fede, al prendere seriamente in considerazione l'esistenza di una forma di consapevolezza di se stessi da parte di alcuni defunti.
È stato molto difficile per me riuscire a venirne a capo, anche perché il colloquio su questi temi da parte di quei pochi rappresentanti ecclesiastici con i quali mi azzardai, non molti, mi hanno sempre disincentivato, liquidato in fretta.
Ma dopotutto va detto che anche all'interno della Chiesa esistono molti sacerdoti che non credono realmente in una dimensione sovrannaturale, e se anche dovessero crederci potrebbero non averne avuto esperienza. Va anche detto che il tema è talmente delicato rispetto ai pruriti di conoscenza di molte delle correnti dell'occulto, che è sempre meglio disincentivare alla radice.

Questo però significa anche che se sei credente e ti capitano certe cose, se non trovi un padre spirituale che possa dartene spiegazione, resti in balia di te stesso e di fenomeni che non hai gli strumenti per inquadrare/gestire/accettare.
Se nemmeno all'interno della fede cristiana ti viene offerta una chiave di lettura per l'accettazione del sovrannaturale, perché probabilmente anche molti sacerdoti hanno perso l'appiglio con il mondo delle cose invisibili nel quale è riportato nero su bianco che Cristo stesso si muoveva e comandava e veniva obbedito, fai una fatica veramente enorme.
Devo dire che una visione compatibile e coerente con ciò che io personalmente ho percepito e vissuto, l'ho ritrovata leggendo Natuzza Evolo: una mistica cristiana che in una fase storica di razionalismo ed incredulità di molti esponenti del clero, dal basso della semplicità della sua umiltà , rimise al centro dell'attenzione dei fedeli la questione dell'aldila' come quella di una reale dimensione di sopravvivenza consapevole che va oltre il destino del corpo fisico, e rimettendo in gioco la mistica del sacro che un certo materialismo voleva ridimensionare in semplici norme comportamentali, in quell'etica di salvezza dell'uomo di carne e della preoccupazione spostata sul destino del mondo materiale del quale una Chiesa desacralizzata si sta facendo portavoce (ciao Bergoglio) :D
Ma non divaghiamo.

Io trovo molto affine Natuzza Evolo con la parabola del ricco Epulione, nella quale c'è una condanna alle fiamme del peccatore ed un desiderio dello stesso defunto di avvertire i propri parenti.
Sono molto avvincenti le descrizioni di questi defunti che Natuzza non distingueva dai vivi che accompagnavano, ed il concetto di quel Purgatorio come fase di espiazione intermedia delle anime, che viene da loro vissuta negli stessi luoghi della loro vita, poiché portano con se' il castigo.
Ed è anche questo, secondo me, un'interessantissimo legame con il fenomeno delle case infestate.
Ci sono dovuta arrivare da sola però, a considerare le vessazioni notturne come l'espressione di anime tormentate che cercano un aiuto tramite l'espressione della loro disperazione e sofferenza, che proiettano sui vivi in quel momento inermi e addormentati, ma soprattutto completamente indifferenti al destino di tutte queste anime nell'aldilà.
È la loro lotta al materualismo.
Per capire che avevano bisogno di preghiere io ci ho messo una vita, e me lo ha detto di giorno, da sveglia, una di loro, ponendosi sia al di fuori delle allucinazioni ipnagogiche, che al di fuori della teoria delle dimensioni citata all'inizio del 3D.

Ma in tutto questo se penso a mia mamma, mi chiedo cosa faccia oltre che "vegliare" su di noi. Presumo sia qui, che qualcosa la stia espiando pure lei, spero abbia riabbracciato la sua di mamma che molte volte avevo percepito nella sua stanza, spero abbia incontrato anche gli amici dei quali mi parlava sempre, ma la realtà è che non so come funzioni a livello qualitativo l'esistenza per i defunti nel quotidiano, ho letto di dimensioni di luce tunnel abbracci e prati, ma non riesco proprio ad immaginare.. ferma restando l'idea di una consapevolezza di se', che cosa ci si fa.
Che è un pensiero molto materiale anche il mio eh.
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#2 mystery1967

mystery1967

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Inviato 28 agosto 2019 - 02:28

Come passano i defunti le giornate? A volte me lo sono chiesto anche io. Non possiamo sapere nulla, magari nella loro dimensione non esistono nemmeno le giornate.

 

E' difficile "ragionarci" sopra, in quanto è una condizione che non conosciamo minimamente e se cerchiamo di farlo siamo inconsciamente "condizionati" da fedi, credenze e spiegazioni varie lette o ascoltate. Ogni nostro discorso sarà fatto secondo il punto di vista della sola "percezione" della nostra dimensione.

 

Provo a fare "vuoto" nella mia mente e vedo cosa ne esce fuori di getto, sicuramente usciranno castronerie ma voglio fare questo esperimento....  :D

 

Non penso che i defunti rimangano stabilmente nel nostro stesso piano (magari ad espiare qualche colpa) altrimenti li vedremo/percepiremo con facilità in ogni momento, tutti i giorni. Percepire la loro eventuale presenza è legata a nostri determinati stati d'animo che "attirano" diciamo così le loro attività. Credo che in determinate condizioni "viventi" e "non viventi" possono "incontrarsi" in campo neutrale. Non sono né loro e né noi ad entrare pienamente nelle rispettive dimensioni di appartenenza. Penso ci vedano "apparire nelle loro realtà" (con annessi luoghi) come noi vediamo loro nella nostra. C'è un attrazione a livello "spirituale" non fisica legata magari ad un determinato luogo. Siamo troppo diversi per poter condividere a pieno uno stesso piano dimensionale. Forse qualcosa di vero nei viaggi astrali ci può essere, dove "spogliandoci" del nostro corpo fisico possiamo "connetterci" con il loro piano dimensionale e quindi "comprendere" una loro eventuale "quotidianità", ma non ne potremo avere una piena certezza.

 

Vita ed Aldilà sono come binari che corrono paralleli ma mai si incontreranno.....


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 L’emozione sorge laddove corpo e mente si incontrano. (Eckhart Tolle)


#3 Guest_ Iaionzi_*

Guest_ Iaionzi_*
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Inviato 28 agosto 2019 - 03:01

Durante le esperienze con l'Ayahuasca i confini, qualunque confine, si annullano e ci si rende conto che i vivi e i cosiddetti morti vivono in realtà un medesimo spazio mentale.

Tutto è vivo, tutti siamo eternamente vivi, ciò che ci separa dal "resto" sono limiti interiori.

Cosa si fa quando non si possiede la pesantezza di un corpo? Si esplora l'Universo immersi nell'amore, aumentando in saggezza e conoscenza.
Come quando si viaggia sotto effetto di DMT.

#4 Pandora

Pandora

    how U doin'?

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Inviato 28 agosto 2019 - 03:55

Durante le esperienze con l'Ayahuasca i confini, qualunque confine, si annullano e ci si rende conto che i vivi e i cosiddetti morti vivono in realtà un medesimo spazio mentale.

Tutto è vivo, tutti siamo eternamente vivi, ciò che ci separa dal "resto" sono limiti interiori.

Cosa si fa quando non si possiede la pesantezza di un corpo? Si esplora l'Universo immersi nell'amore, aumentando in saggezza e conoscenza.
Come quando si viaggia sotto effetto di DMT.

non ho mai viaggiato sotto effetto di DMT, cosa intendi per esplorare l'universo?

Tra l'altro mi chiedo se i defunti abbiano accesso alla conoscenza del futuro: in tal caso esplorerebbero ciò che già conoscono?

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#5 mystery1967

mystery1967

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Inviato 28 agosto 2019 - 04:30

Tra l'altro mi chiedo se i defunti abbiano accesso alla conoscenza del futuro: in tal caso esplorerebbero ciò che già conoscono?

Bella domanda, a questo punto mi chiedo se nel piano dimensionale dei defunti esista "il tempo" e quindi anche l'esigenza di conoscere "un futuro".

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#6 Pandora

Pandora

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Inviato 28 agosto 2019 - 06:31

Bella domanda, a questo punto mi chiedo se nel piano dimensionale dei defunti esista "il tempo" e quindi anche l'esigenza di conoscere "un futuro".

Su questo punto, visto che non ci sono riscontri scientifici, bisogna dare fiducia alla tradizione popolare del nonno che da' i numeri vincenti del lotto, del defunto che da' un avvertimento.
Tra l'altro queste sono cose successe anche a me e che si sono verificate.

In quest'ottica, ovviamente in base ai riscontri che ho avuto io, da parte dei defunti c'è la possibilità di accedere alla conoscenza del futuro e comunicarla ai vivi, e su questo punto non mi trovo nella tua ipotesi di due realtà incomunicabili.
Anzi se una cosa mi sento di poter affermare, ovviamente al di fuori di ogni scientificità (ma siamo su religioni e misteri quindi chissene :D) è che in base alla mia opinabile piccola esperienza
- i defunti possono comunicare con noi andando a colpo sicuro, scegliendo la persona con la quale comunicare
- noi no
- i defunti conoscono il nostro futuro il nostro passato ed il nostro presente
- noi no, ne' il nostro ne' il loro
- questo significa che i defunti possono vedere il nostro piano materiale al punto di conoscerne gli sviluppi
- noi abbiamo invece poche informazioni sul loro piano di esistenza, a parte le NDE che comunque rimangono episodi che non descrivono moltissimo quel mondo

Sembrerebbe insomma una relazione tra due mondi che scorre prevalentemente in un solo senso.
È fondamentalmente penso che sia questo il motivo per il quale l'aldila' suscita tanto timore.

anf puff pant


#7 mystery1967

mystery1967

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Inviato 28 agosto 2019 - 06:55

Al di fuori della scientificità in effetti, tutto è permesso :D

 

In quest'ottica, ovviamente in base ai riscontri che ho avuto io, da parte dei defunti c'è la possibilità di accedere alla conoscenza del futuro e comunicarla ai vivi, e su questo punto non mi trovo nella tua ipotesi di due realtà incomunicabili.
Anzi se una cosa mi sento di poter affermare, ovviamente al di fuori di ogni scientificità (ma siamo su religioni e misteri quindi chissene :D) è che in base alla mia opinabile piccola esperienza
- i defunti possono comunicare con noi andando a colpo sicuro, scegliendo la persona con la quale comunicare
- noi no
- i defunti conoscono il nostro futuro il nostro passato ed il nostro presente
- noi no, ne' il nostro ne' il loro
- questo significa che i defunti possono vedere il nostro piano materiale al punto di conoscerne gli sviluppi
- noi abbiamo invece poche informazioni sul loro piano di esistenza, a parte le NDE che comunque rimangono episodi che non descrivono moltissimo quel mondo

Sembrerebbe insomma una relazione tra due mondi che scorre prevalentemente in un solo senso.
 

Non ho detto che le due realtà non sono intercomunicabili, ma solo che non possono coesistere nello stesso piano dimensionale. Secondo me c'è comunicabilità in presenza di determinate condizioni.

 

Come avevo detto prima, nel loro piano dimensionale è possibile che non esista il tempo, in quanto potrebbe essere una prerogativa della nostra dimensione (rappresenta il divenire, la durata e quindi misurazione del trascorrere degli eventi) però sono possibilista sul fatto che loro possono "vedere oltre" nel nostro mondo. Gli avvenimenti da te riportati ne sono effettivamente la prova :asdsi:


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#8 Pandora

Pandora

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Inviato 28 agosto 2019 - 07:30

Al di fuori della scientificità in effetti, tutto è permesso :D

diciamo che sono fenomeni al di fuori dalle condizioni imposte dal metodo scientifico perché non siamo noi quelli che dettano le condizioni.
Però questo non significa che determinati fenomeni si pongano necessariamente al di fuori dell'oggettività: nel momento in cui il nonno ti dà tre numeri e la ruota sulla quale giocarli e i numeri escono puntualmente su quella ruota, non è un evento che hai provocato tu, quindi non puoi dettarne le condizioni di ripetibilità in laboratorio.
Però hai avuto un riscontro oggettivo.

Non ho detto che le due realtà non sono intercomunicabili, ma solo che non possono coesistere nello stesso piano dimensionale. Secondo me c'è comunicabilità in presenza di determinate condizioni.

difatti a me affascinava tanto la teoria che noi entriamo nel mondo dei defunti nel sonno e ne usciamo durante la veglia.
Che poi tra l'altro è la bellissima teoria degli aborigeni australiani, che pensano che la vita vera sia quella onirica :asdsi:

Come avevo detto prima, nel loro piano dimensionale è possibile che non esista il tempo, in quanto potrebbe essere una prerogativa della nostra dimensione (rappresenta il divenire, la durata e quindi misurazione del trascorrere degli eventi) però sono possibilista sul fatto che loro possono "vedere oltre" nel nostro mondo. Gli avvenimenti da te riportati ne sono effettivamente la prova :asdsi:

Sai, io non so pensare l'esistenza di una dimensione al di fuori del tempo, mi riesce difficile anche in considerazione del fatto che per gli stessi defunti esiste un prima ed un dopo, in considerazione del fatto che un tempo erano viventi.. e poi no.. perché questo significherebbe che la nostra stessa anima disincarnata di quando domani saremo morti è già presente come fantasma oggi che siamo ancora vivi.
Un grande mal di testa :D

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#9 mystery1967

mystery1967

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Inviato 28 agosto 2019 - 08:03

difatti a me affascinava tanto la teoria che noi entriamo nel mondo dei defunti nel sonno e ne usciamo durante la veglia.
Che poi tra l'altro è la bellissima teoria degli aborigeni australiani, che pensano che la vita vera sia quella onirica :asdsi:

Sai, io non so pensare l'esistenza di una dimensione al di fuori del tempo, mi riesce difficile anche in considerazione del fatto che per gli stessi defunti esiste un prima ed un dopo, in considerazione del fatto che un tempo erano viventi.. e poi no.. perché questo significherebbe che la nostra stessa anima disincarnata di quando domani saremo morti è già presente come fantasma oggi che siamo ancora vivi.

Un grande mal di testa :D

Per questo io sono possibilista, finché viviamo nella nostra dimensione, accettiamo per buono ogni cosa che sperimentiamo nel quotidiano che diventa per noi "realtà". Ma al di là dei limiti della nostre percezioni può esserci una realtà diversa. Ciò che veramente siamo durante il sonno è a noi ignoto e può nasconderci Mondi inimmaginabili.

Ma il "prima e dopo" potrebbe essere solo una nostra esigenza. I defunti erano un tempo viventi nella nostra dimensione ma forse una volta lasciata si diventa "liberi". Ogni loro manifestazione si verificherebbe nel nostro piano e quindi vincolato dal tempo: ieri, oggi e domani in un continuo ciclico.

:D

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#10 Pandora

Pandora

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Inviato 28 agosto 2019 - 08:21

Per questo io sono possibilista, finché viviamo nella nostra dimensione, accettiamo per buono ogni cosa che sperimentiamo nel quotidiano che diventa per noi "realtà". Ma al di là dei limiti della nostre percezioni può esserci una realtà diversa. Ciò che veramente siamo durante il sonno è a noi ignoto e può nasconderci Mondi inimmaginabili.

Ma il "prima e dopo" potrebbe essere solo una nostra esigenza. I defunti erano un tempo viventi nella nostra dimensione ma forse una volta lasciata si diventa "liberi". Ogni loro manifestazione si verificherebbe nel nostro piano e quindi vincolato dal tempo: ieri, oggi e domani in un continuo ciclico.

:D

questo vorrebbe dire che il mio fantasma del futuro è un po' stronxa a non venire nel mio presente a darmi i numeri del lotto!

Deve esserci per forza un'impossibilità delle anime di andare nel futuro o nel passato.

Altrimenti l'anima incarnata nel corpo soggetto al tempo esisterebbe in contemporanea alla stessa anima disincarnata morta nel futuro

non hai mai visto Back to the future?

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#11 Guest_ Iaionzi_*

Guest_ Iaionzi_*
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Inviato 28 agosto 2019 - 08:22

non ho mai viaggiato sotto effetto di DMT, cosa intendi per esplorare l'universo?
Tra l'altro mi chiedo se i defunti abbiano accesso alla conoscenza del futuro: in tal caso esplorerebbero ciò che già conoscono?

Non esiste il tempo quando si esplora sotto effetto di DMT, non come lo si intende da sobri, esistono frattali di realtà che si compongono e scompongono continuamente.
Il futuro ed il passato sono scomposizioni del presente, cicliche eventualità, onde di informazioni che investono la coscienza la quale compie delle scelte esplorandole, sceglie dove dirigersi.
Ho vissuto la mia morte sotto effetto di DMT, è stato interessante, vedevo il mio corpo spegnersi, accartocciarsi eppure ero immensamente felice perché molto altro mi attendeva, molto di più.
Una volta accettata la mia morte l'ho anche modificata attraverso la comprensione che la morte non esiste, esistono differenti esperienze di VITA.
Tutto è eternamente vita che riplasma se stessa in infinite forme differenti.
Noi siamo questa VITA.
Quindi cosa fare dopo?
Tutto ciò che si desidera, abbiamo possibilità di scelta INFINITA.

#12 mystery1967

mystery1967

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Inviato 28 agosto 2019 - 09:30

questo vorrebbe dire che il mio fantasma del futuro è un po' stronxa a non venire nel mio presente a darmi i numeri del lotto!

Deve esserci per forza un'impossibilità delle anime di andare nel futuro o nel passato.

Altrimenti l'anima incarnata nel corpo soggetto al tempo esisterebbe in contemporanea alla stessa anima disincarnata morta nel futuro

non hai mai visto Back to the future?

Beh, stiamo sempre parlando di due piani dimensionali diversi. Non sappiamo se la loro dimensione permetta di potersi manifestare nel nostro passato o nel futuro. Non credo la morte sia una sorta di macchina del tempo, che io sappia finora non si sono manifestate anime di persone ancora in vita (al massimo solo nei film :D).

 

Penso esista un Ordine prestabilito che regola il normale "continuum spazio-tempo" nella nostra dimensione. Al di fuori, cioè nei piani superiori potrebbero esistere altre regole inimmaginabili per noi attualmente incomprensibili.

 

Back to the future? Conosco a memoria praticamente quasi ogni battuta di tutta la trilogia :D


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#13 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

    Utente ragionevole

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Inviato 28 agosto 2019 - 09:33

Io sono credente.


Interessante. Ma! Il credente non ha obbligo di avere questo tipo di esperienze né il sacerdote ha il dovere di informare i fedeli sull'argomento. Il credente, Cristiano in questo caso, deve avere l'esperienza dello Spirito di Dio, non dei defunti, per quanto a noi cari e importanti. Nemmeno deve cercare il contatto con loro, di sua iniziativa né dovrebbe rispondere se chiamano. Chiaramente il mondo dei sogni è differente, in quel luogo-non-luogo siamo liberi niente regole. Ma nella realtà essere Cristiani non è un gioco, c'è cosa si può fare, c'è cosa si deve fare, c'è cosa non si deve fare, non puoi inventare tu, le regole. La differenza tra comunicare con lo Spirito di Dio e comunicare con defunti consiste nel fatto che lo Spirito di Dio si occupa della tua salvezza, invece il defunto si occupa del tuo benessere psicofisico, ed è ben diverso. Sempre che sia il vero defunto a parlare e non spiritelli burloni che si prendono gioco di te. Secondo la Dottrina in questione la salvezza è legata al peccato e al suo superamento. Mentre il benessere psicofisico è legato a stati mentali e basta. Bisogna scegliere se si desidera salvare l'anima o "stare bene" solo apparentemente. Certo che esistono credenti che praticano metafonia, spiritismo, divinazione etc ma lo fanno ben protetti spiritualmente e dopo aver acquisito molta esperienza sul campo a proprio rischio e pericolo; secondo il Cattolicesimo però tutti questi fanno parte delle Eresie più o meno gravi e loro lo sanno. Essere Cristiani è una responsabilità, nei confronti di noi stessi, di tutte le creature e del creatore - non ci si improvvisa Cristiani. Il vero messaggio del "cristo" non dev'essere tradito e sostituito con uno più comodo. Quanto ai sacerdoti, il loro compito non è di convincere i fedeli, o di cercare e offrire prove sull'aldilà o su qualche affermazione di Gesù, è una tua decisione il credere o il non credere, basata sulle esperienze già avute e sulla semplice riflessione. "Mettetemi alla prova", dice il Signore tramite il profeta Malachia nel cap. VI vers. 7. Il credente dovrebbe mettere in pratica i comandamenti di Dio questo produrrà frutti prima o poi. Non servono altre prove, e nemmeno devono essere pretese. Il pericolo del voler "credere" nell'aldilà per forza bypassando il cristo e altri profeti autorizzati dall'Alto sta nel soddisfare un nostro bisogno (.. presunto ..) invece di adeguarsi alla legge divina che ci "impone" un cambiamento interiore profondo. Credere nei Mondi superiori dovrebbe servire a voler cercare una via che conduce l'uomo presso il trono dell'Altissimo non il contrario, non deve restare una credenza fine a se stessa. Credere nell'esistenza di un aldilà non ci salva, perché non ci cambia. Se per cambiare abbiamo bisogno di credere in questo e quello allora ben venga. Che altri Mondi siano concreti questo senza dubbio ma il credente deve focalizzare la sua attenzione sull'Amore e Giustizia, se vuole essere "rapito" e salvato, non sulla struttura dell'universo. E' il campo degli scienziati, credenti e non. Avvertire i propri parenti non serve a niente, il Maestro lo disse, e si dovrebbe credere, un po' più di fiducia..
 

Mi chiedo come i defunti passino le giornate.


A fare quello che desiderano. O a non fare niente se è quello che desiderano. Già il fatto di Essere, li rende felici. Chiaramente parliamo di defunti giusti che sono stati portati in paradiso, altrimenti "polvere sei e polvere ritornerai". Il progetto originario era di attendere il Giudizio Finale prima di resuscitare i morti meritevoli ma ad una richiesta di Yahshua il programma ha avuto dei cambiamenti; per questo motivo il Regno dei cieli in questo momento non è vuoto ma abitato da eletti, se no non sarebbe possibile alcuna comunicazione reale solo proiezioni (fiction)..



#14 kiradavid97

kiradavid97

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Inviato 29 agosto 2019 - 06:46

beh Pandora io posso limitarmi a raccontare che la notte dopo che mio zio è morto mi è apparso in sogno dicendomi che "di là dove sto adesso sto bene" frase alquanto eloquente secondo me .... ovviamente non escludo che mi sia suggestionato e abbia sognato tutto da me



#15 Guest_ Iaionzi_*

Guest_ Iaionzi_*
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Inviato 29 agosto 2019 - 06:49

L'aldilà è al di qua, non c'è separazione tra chi vive.
La separazione è un limite che ha creato la mente umana per far esperienza nel tempo.
Una volta ricordata o rivissuta la creazione di questo limite è possibile vivere questa UNITÀ tra viventi.

Perché mi chiedete della fine? Dove c'è l'inizio lì c'è la fine...

E... il Regno dei Cieli è già qui!

Cosa significano queste parole? Che non serve morire per trovare il "paradiso", che è sufficiente andare all'origine di ogni cosa.

Tutti siamo VIVI perciò tutti siamo meritevoli, su tutti la luce dell'amore divino scende ogni giorno.
Chi separa sceglie la sua personale esperienza nel tempo, sceglie una delle infinite realtà frattali che si originano dal centro.
Sceglie di farsi carico di una parte della sofferenza, di farsi carico della morte, è un CREATORE ma allontanatosi dalla fonte.

Ma chi non lo fa, chi vuole ritrovare l'unità perduta torna all'origine, all'eden terrestre dove ci si ritrova, a coppie.

Questo Eden è già qui. Per questo la comunicazione con i cosiddetti defunti si fa più facile, il velo si assottiglia, la coscienza si risveglia.

Un'altra cosa si comprende facendo uso di Ayahuasca che ci tengo molto a condividere.

Quando si è nell'amore assoluto e si vive la pura estasi si vede che non c'è condanna in ciò che l'uomo chiama Dio.
Come potrebbe esserci se l'uomo è particella frattale di quel Dio?
Potrebbe l'uomo condannare se stesso eternamente?
Noooooooooo è proprio impossibile!
Può l'amore condannare se stesso?

Perciò la mente frattale umana crea i mondi, per sperimentare la condanna temporanea ma può scegliere in qualunque istante di esserne anche esente!
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#16 mystery1967

mystery1967

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Inviato 29 agosto 2019 - 07:19

Ogni esperienza che facciamo nel nostro piano dimensionale è sempre legata al nostro stato attuale di anima incarnata. Percepire un altro mondo di beatitudine (Paradiso) non equivale a viverlo concretamente nella nostra vita. Sicuramente è uno stato interiore che può preparare al "passaggio" reale al termine della nostra esistenza terrena.

 

Negli altri piani dimensionali dimorano le anime dei defunti, che proseguono la loro "crescita" guardando avanti, nessuno escluso. Il "tempo" di permanenza credo sia dovuto al livello di evoluzione raggiunto nella loro presenza sulla Terra e nei successivi piani, quanto più sono evoluti più aumentano le possibilità di comunicare con la nostra dimensione. Penso che esistano più dimensioni da sperimentare per le anime trapassate, ma di certo non possono mai tornare indietro ad uno stato precedente.


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#17 Pandora

Pandora

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Inviato 29 agosto 2019 - 08:49

L'aldilà è al di qua, non c'è separazione tra chi vive.
La separazione è un limite che ha creato la mente umana per far esperienza nel tempo.
Una volta ricordata o rivissuta la creazione di questo limite è possibile vivere questa UNITÀ tra viventi.

Perché mi chiedete della fine? Dove c'è l'inizio lì c'è la fine...

E... il Regno dei Cieli è già qui!

Cosa significano queste parole? Che non serve morire per trovare il "paradiso", che è sufficiente andare all'origine di ogni cosa.

Tutti siamo VIVI perciò tutti siamo meritevoli, su tutti la luce dell'amore divino scende ogni giorno.
Chi separa sceglie la sua personale esperienza nel tempo, sceglie una delle infinite realtà frattali che si originano dal centro.
Sceglie di farsi carico di una parte della sofferenza, di farsi carico della morte, è un CREATORE ma allontanatosi dalla fonte.

Ma chi non lo fa, chi vuole ritrovare l'unità perduta torna all'origine, all'eden terrestre dove ci si ritrova, a coppie.

Questo Eden è già qui. Per questo la comunicazione con i cosiddetti defunti si fa più facile, il velo si assottiglia, la coscienza si risveglia.

Un'altra cosa si comprende facendo uso di Ayahuasca che ci tengo molto a condividere.

Quando si è nell'amore assoluto e si vive la pura estasi si vede che non c'è condanna in ciò che l'uomo chiama Dio.
Come potrebbe esserci se l'uomo è particella frattale di quel Dio?
Potrebbe l'uomo condannare se stesso eternamente?
Noooooooooo è proprio impossibile!
Può l'amore condannare se stesso?

Perciò la mente frattale umana crea i mondi, per sperimentare la condanna temporanea ma può scegliere in qualunque istante di esserne anche esente!

La tua espansione di coscienza è molto interessante e mi ha aiutato a capire molte cose. Grazie.
L'unico appunto che posso fare al tuo discorso è che, se prendi spunto da una frase di Cristo, come quella sul Regno dei Cieli che è già qui, poi diventa difficile contraddirlo nella negazione del peccato e sulla mancanza di requisiti per l'accesso al Regno dei Cieli, argomenti sui quali Lui invece ha battuto molto al punto di parlare di porta stretta.
Poi vabbè sono io fissata e rompina eh, che mi aspetto che se una persona si aggancia ad un insegnamento di Gesù, ne armonizzi le conclusioni che trae con gli altri suoi insegnamenti, ma non è un dovere.

Questo però non toglie il fatto che il discorso della tua espansione di coscienza mi sia utile, e che mi aiuti ad armonizzare proprio il discorso del peccato come allontanamento dalla fonte e dall'Amore a causa dell'egoismo e della prepotenza, allontanamento che poi il defunto soffre nel momento in cui la sua coscienza si espande e comprende finalmente, e questo è ciò che noi chiamiamo castigo del defunto ma in realtà è consapevolezza del defunto.

anf puff pant


#18 Emanuele

Emanuele

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Inviato 29 agosto 2019 - 09:29

Ogni esperienza che facciamo nel nostro piano dimensionale è sempre legata al nostro stato attuale di anima incarnata. Percepire un altro mondo di beatitudine (Paradiso) non equivale a viverlo concretamente nella nostra vita. Sicuramente è uno stato interiore che può preparare al "passaggio" reale al termine della nostra esistenza terrena.

 

Negli altri piani dimensionali dimorano le anime dei defunti, che proseguono la loro "crescita" guardando avanti, nessuno escluso. Il "tempo" di permanenza credo sia dovuto al livello di evoluzione raggiunto nella loro presenza sulla Terra e nei successivi piani, quanto più sono evoluti più aumentano le possibilità di comunicare con la nostra dimensione. Penso che esistano più dimensioni da sperimentare per le anime trapassate, ma di certo non possono mai tornare indietro ad uno stato precedente.

 

Nel momento della morte si vivono più distacchi, e questo distacco avviene più o meno velocemente in base a quando si è attaccati alla vita materiale.

Si può avere un contatto con un defunto sul piano mentale se questo defunto si ostina a voler rimanere nella dimensione prossima a quella terrestre, in genere succede quando ha lasciato in sospeso cose da fare, persone care, ed averi.

Quindi rifiuta di ritornare alla ruota per esser purificato, riportare la sua esperienza nella memoria akashica per poi ricominciare un nuovo giro di giostra.

Lasciate andare i defunti.... i defunti non vivono per sempre in quell'io e con quell'ego, tutto è uno, siamo tutti uguali e fratelli e per questo il tutto deve ritornare allo stato primordiale affinché le unità separate siano uguali tra di loro senza distinzioni di grado di parentela.

Riguardo al tempo (meravigliosa costruzione mentale) non esiste e per questo tutti gli accadimenti sono qui ed ora secondo un ordine che le anime creatrici hanno stabilito.

Secondo la scienza il tempo e lo spazio possono essere manipolati, ma siccome parliamo di enormi quantità di energia non è dimostrabile a livello di azioni, ma a livello teorico sono possibili i viaggi nel tempo ed i salti spazio temporali.

Spero di aver riuscito a chiarire qualche dubbio. 



#19 Pandora

Pandora

    how U doin'?

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Inviato 29 agosto 2019 - 09:36

Nel momento della morte si vivono più distacchi, e questo distacco avviene più o meno velocemente in base a quando si è attaccati alla vita materiale.
Si può avere un contatto con un defunto sul piano mentale se questo defunto si ostina a voler rimanere nella dimensione prossima a quella terrestre, in genere succede quando ha lasciato in sospeso cose da fare, persone care, ed averi.
Quindi rifiuta di ritornare alla ruota per esser purificato, riportare la sua esperienza nella memoria akashica per poi ricominciare un nuovo giro di giostra.
Lasciate andare i defunti.... i defunti non vivono per sempre in quell'io e con quell'ego, tutto è uno, siamo tutti uguali e fratelli e per questo il tutto deve ritornare allo stato primordiale affinché le unità separate siano uguali tra di loro senza distinzioni di grado di parentela.
Riguardo al tempo (meravigliosa costruzione mentale) non esiste e per questo tutti gli accadimenti sono qui ed ora secondo un ordine che le anime creatrici hanno stabilito.
Secondo la scienza il tempo e lo spazio possono essere manipolati, ma siccome parliamo di enormi quantità di energia non è dimostrabile a livello di azioni, ma a livello teorico sono possibili i viaggi nel tempo ed i salti spazio temporali.
Spero di aver riuscito a chiarire qualche dubbio.

Quali sono le fonti in base alle quali fai determinate affermazioni? Esperienze personali oppure religioni e teorie di qualche tipo?
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#20 Emanuele

Emanuele

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Inviato 29 agosto 2019 - 10:35

Quali sono le fonti in base alle quali fai determinate affermazioni? Esperienze personali oppure religioni e teorie di qualche tipo?

 

Forse non ho avuto il tempo e la voglia per dirti che vengo da trascorsi esoterici molto forti.

Comunque si, derivano sia da esperienze personali dovute a tecniche meditative come il channelling, la meditazione trascendentale, l'ipnosi, e dal sapere millenario esoterico come la gnosi, i principi ermetici, la cabala medioevale ed ebraica, l'alchimia, il sufismo e le varie filosofie orientali.

Mi sono dedicato anche alla ricerca e studio delle materie scientifiche per comprendere meglio il tutto.

Ricorda, fin quando anteporrai tra te ed il divino il mezzo chiamato mente avrai sempre il velo di maya d'avanti agli occhi.

Più di questo non riesco proprio a fare con le parole.

Ciao.  






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