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neve


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#1 Guest_Anonymous_*

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Inviato 08 marzo 2004 - 08:06

LA NEVE per i romani è come la cocaina: bianca, leggera e capace di suscitare una grande euforia. Venerdì scorso ha nevicato sulla Capitale ed era dai tempi della breccia di Porta Pia che non si registrava tanta eccitazione per le strade. Roma si è dimostrata pronta all'emergenza neve, a differenza di altri grandi centri urbani, la situazione del traffico non ha subito alcuna variazione: bloccato era prima, bloccato è rimasto. Non possono essere certo due fiocchi di neve a creare problemi alla Città Eterna, così chiamata proprio per il tempo necessario ad attraversarla.
I romani, in preda ad uno stupore infantile, sono corsi alle finestre e le hanno aperte. Hanno capito di non essere valdostani e le hanno immediatamente richiuse. E' bello e commovente che un popolo che ha visto Giulio Cesare cadere accoltellato in Senato, un Papa assediato a Castel Sant'Angelo e Ciarrapico presidente della Roma, riesca ancora a stupirsi per un fenomeno climatico inconsueto ma del tutto naturale. Subito è cominciata una fitta rete di telefonate tra residenti di diversi quartieri: «Qui a Talenti nevica... e da voi a Montesacro? Mi hanno detto che all'Eur viene giù di brutto!». Le leggende metropolitane hanno cominciato a rincorrersi: girava voce di una slavina a Centocelle, mentre alcuni operai dell'Acea giuravano di aver visto lo Yeti, l'abominevole uomo delle nevi aggirarsi dalle parti di Piazza Mazzini. Si è scoperto in un secondo tempo che si trattava semplicemente di Giurato, l'abominevole uomo della tele.
Il sindaco Veltroni, con un breve discorso tenuto di fronte al consiglio comunale riunito in seduta straordinaria, ha salutato l'arrivo della neve come una grande conquista democratica per l'intera città, in quanto si tratta di una precipitazione che colpisce indifferentemente il Centro e le periferie ed ha annunciato la prossima apertura di alcuni impianti di risalita a via del Tritone. Padre Gianni Baget Bozzo, il Savonarola del Centrodestra, ai primi fiocchi si è buttato in ginocchio, affermando che non si trattava di neve ma di manna, inviata dall'Altissimo per salutare il decimo anniversario della fondazione di Forza Italia. «Non è neve, è latte!», ha rivelato invece Calisto Tanzi agli inquirenti, cercando di convincerli che il crack dell'azienda di Collecchio non è dipeso da loschi intrighi economici, come le malelingue cercano di insinuare, ma dall'inaffidabilità della situazione metereologica italiana. Il buco Parmalat sarebbe quindi legato al buco dell'ozono, come in molti sospettavano già da tempo. Il problema adesso è convincere i risparmiatori.
La gioia e l'emozione per la nevicata a Roma sono durate poco, purtroppo.
La neve qui da noi ha lo stesso effetto di un poveraccio che corteggi una velina: non attacca. E infatti dopo un'ora si è sciolto tutto, come la devolution davanti a Fini e Follini, come la difesa della Roma di fronte al milanista Tomasson, come l'unità sindacale dopo le dichiarazioni di Rutelli sulle pensioni. Tutti hanno riposto gli slittini e i doposci, hanno distratto gli occhi dal cielo e sono tornati alle solite attività quotidiane. Non si è trattato di un evento straordinario per una città che, dopo i lavori per il Giubileo, è abituata alle calamità naturali.
Quando potremo rivedere la neve e il romantico scenario della bianca coltre su Via della Bufalotta? Forse prima che il Centrosinistra riesca a fare la lista unica.
:D




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