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Inferno e Paradiso sono intesi come luoghi fisici?


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47 risposte a questa discussione

#1 kiradavid97

kiradavid97

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Inviato 20 agosto 2019 - 10:12

è un dubbio che mi è venuto da un pò , Gesù è asceso al cielo una volta risorto quindi in quel momento lui era vivo , la gente lo poteva toccare e lui poteva interagire con l'ambiente circostante non era un fantasma ... quindi mi stavo chiedendo , e se nella Bibbia il Paradiso e l'Inferno fossero considerati luoghi in cui si finisce da vivi? anche il Corano parla dell'inferno (Gahhanat per loro) come una sorta di voragine di fuoco che si aprirà sotto i piedi degli infedeli


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#2 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

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Inviato 20 agosto 2019 - 12:00

Inferno e Paradiso non sono dimensioni mistiche/ soprannaturali, in quel senso non esistono. Passaggio nell'Inferno e nel Paradiso, secondo le scritture sono eventi concreti, tangibili, reali, che accadono dopo la resurrezione dei corpi di tutti gli umani al tempo del Giudizio Finale. E' un'esperienza fisica, psichica e spirituale allo stesso tempo. Il paradiso è innanzitutto lo stato d'Essere del giusto (o risvegliato) in assenza di spaziotempo, visto dalla prospettiva della coscienza. Ma è anche un luogo paradisiaco appunto dove ognuno è libero di esprimersi al 100% per manifestare la sua vera natura, visto dalla prospettiva dell'essere umano nel suo insieme. Può trovarsi "in cielo", nell'universo presso l'abitazione della Sorgente, come può trovarsi su una Terra rinnovata o "nuova terra". L'inferno è anch'esso uno stato - non spirituale ma mentale, che rispecchia i crimini commessi o concepiti dai perduti. Non si sa se esiste anche un luogo fisico dove sarebbero deportati o ricreati questi individui dopo che sentenze definitive saranno rese pubbliche e pronunciate. Alcuni dicono che saranno giudicati in un tribunale superpartes simile a quelli terrestri dalle loro vittime, e dagli eletti del Regno, che viene. Altri dicono che saranno torturati per Eoni (vedi il Corano) per le loro malefatte ognuno secondo le sue opere, soprattutto se non si sono convertiti all'Amore e alla Giustizia in tempo. Altri ancora dicono che inferno come luogo non c'è, che sono carcasse a "bruciare in eterno" e non uomini vivi/ anime vive/ spiriti vivi. Chi ha ragione? Teoricamente, tutto potrebbe essere.


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#3 Emanuele

Emanuele

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Inviato 20 agosto 2019 - 12:05

è un dubbio che mi è venuto da un pò , Gesù è asceso al cielo una volta risorto quindi in quel momento lui era vivo , la gente lo poteva toccare e lui poteva interagire con l'ambiente circostante non era un fantasma ... quindi mi stavo chiedendo , e se nella Bibbia il Paradiso e l'Inferno fossero considerati luoghi in cui si finisce da vivi? anche il Corano parla dell'inferno (Gahhanat per loro) come una sorta di voragine di fuoco che si aprirà sotto i piedi degli infedeli

 

Se leggi le preghiere noterai che "il credo" (nota preghiera) parla di una visitina di gesù all'inferno.

Ma come gesù all'Inferno? eh già. La religione è una confusione totale di cose. per il 90% è un accozzaglia di culti pagani ed imposizioni fatte dai papi con le loro bolle.

l'altro 10% è esoterismo e come tale va letto ed interpretato con le dovute conoscenze.  



#4 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 20 agosto 2019 - 12:09

No, non andrebbero intesi come luoghi fisici, piuttosto come stati e stadi spirituali.
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#5 Lunanerina

Lunanerina

    Utente Esperto

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Inviato 20 agosto 2019 - 01:47

Concordo con Furor. Non sono luoghi, bensì stati dell'essere. Cielo ed Inferno sono dentro di noi, non fuori di noi.
E questi stati, in base a come abbiamo vissuto ed in base a quanto abbiamo amato Dio e gli altri, ce li portiamo nell'Aldilà, al momento della disincarnazione.
Come parte della nostra sfera vitale, che è personale e differente per ogni anima. Perciò non troverai mai che un'anima si trovi nello stesso identico stato di un'altra. Questo lo puoi notare anche dalle numerose testimonianze di comunicazioni di defunti.
Premesso che l'inferno non è eterno (è una bestemmia, contraddice l'esistenza di un Dio d'Amore) quando dice che Gesù è andato nell'inferno...in questo caso si è recato da quelle anime che stavano vivendo uno stato infernale e che, siccome il simile attira il simile, erano riunite in quella che si può definire una "società" ....perché le anime simili tra loro, per la Legge dell'Attrazione, si ritrovano insieme.
Ora, quando si dice che l'inferno è in Terra e il Paradiso in Cielo...è vero che le varie "società" infernali e celestiali compenetrano quei luoghi che si confanno alla loro natura interiore, come le anime infernali si trovano attratte dalle zone terrestri, sempre più in profondità più le anime sono malvage e legate alla materia...ma non si può dire "l'inferno sta lì e il paradiso sta qui"...perché come luoghi ben definiti e con loro proprie caratteristiche semplicemente non esistono.

"Il Signore ha dato, il Signore ha tolto. Sia benedetto il nome del Signore" ( Giobbe 1:21 )


#6 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

    Utente ragionevole

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Inviato 20 agosto 2019 - 02:48

li portiamo nell'Aldilà,


Quindi nell'Aldilà vivono uno accanto all'altro i giusti (o salvati) ed i criminali (i rifiutati ovvero coloro che si sono separati dal Creatore)? L'unica differenza tra due gruppi è lo stato d'Essere? E a cosa serve la resurrezione della carne se Aldilà non è anche un luogo fisico? Se l'inferno non è eterno però dura eoni, non è che cambia molto, sono dettagli.. Cosa significa "nuovi cieli e nuova terra"? Dove precisamente è asceso Gesù in corpo in quanto uomo e non fantasma? Solo curiosità, eh..


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#7 Emanuele

Emanuele

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Inviato 20 agosto 2019 - 04:10

Quindi nell'Aldilà vivono uno accanto all'altro i giusti (o salvati) ed i criminali (i rifiutati ovvero coloro che si sono separati dal Creatore)? L'unica differenza tra due gruppi è lo stato d'Essere? E a cosa serve la resurrezione della carne se Aldilà non è anche un luogo fisico? Se l'inferno non è eterno però dura eoni, non è che cambia molto, sono dettagli.. Cosa significa "nuovi cieli e nuova terra"? Dove precisamente è asceso Gesù in corpo in quanto uomo e non fantasma? Solo curiosità, eh..


Affollato? Le dimensioni si compenetrano e più il corpo è sottile più diventi impercettibile, ma in fin dei conti abitiamo nello stesso spazio.
Riguardo alla resurrezione in carne se leggi i vangeli apocrifi esce fuori un Gesù che parla "delle morti" quindi in linea con le filosofie quali il sufismo, l'alchimia, il buddismo, la kabala, l'induismo che parlano appunto di un essere spirituale/materiale che per fare l'esperienza di vita deve ritornare in carne perché un essere immortale può abitare un corpo mortale ma poi deve lasciarlo. In parole povere parliamo di reincarnazioni ma non quella dal tribunale del morto tipo nazi/cattolico dove le anime vengono resuscitate per farle morire di nuovo. Quindi parliamo semplicemente del ciclo vitale di morte e rinascita simboleggiato dall'uroboro.
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#8 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

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Inviato 20 agosto 2019 - 05:27

per fare l'esperienza di vita deve ritornare in carne


La reincarnazione se ci fosse, sarebbe una condanna, tanto più se avviene sulla Terra un'altra volta (luogo infernale e una prigione), non ci vedo alcuna evoluzione ma imbarbarimento delle anime sempre più smarrite. Noi qui siamo nel corpo e nella materia grossolana eppure sperimentiamo spirito - chi più chi meno fa le sue esperienze spirituali questo dimostra che non abbiamo bisogno di disincarnarci per trovare e vivere la nostra vera natura da spiriti/ Esseri, lo siamo già e chi è minimamente sveglio lo sa. Ergo se siamo già spiriti o Esseri (coscienze), l'aldilà inteso come "miglioramento", "evoluzione" e "perfezionamento" è superfluo e un nonsense. Non serve affatto. Al massimo, l'aldilà potrebbe essere un luogo o una condizione di premio dove riposare dalle nostre fatiche compiute in questo mondo. Facciamo un parallelo con le macchine elettroniche. Quando accendi un computer per la prima volta ovvero lo alimenti i suoi dati iniziano a muoversi, è come se il software si fosse "incarnato" nel hardware. Quando poi togli le batterie o stacchi la corrente il computer muore i dati smettono di circolare, la RAM si svuota, simbolicamente lo "spirito" se ne va l'essenza si è disincarnata. La reincarnazione è come riaccendere un PC privo di hdd o ssd. La resurrezione invece è come riaccendere un PC dotato di hdd o ssd, il quale dunque non perde identità. Se il "corpo" o hardware invecchia o si guasta, per vivere ancora quel PC non ha bisogno di cambiare "dimensione", né della mistica, basta trasferire i dati del hdd o ssd (sua "anima" o essenza) in un altro PC nuovo vergine (vuoto) sempre nella stessa materia (spaziotempo) di prima. La reincarnazione è inutile. La resurrezione invece ha senso. La vita è un continuum ma rispetta certe regole; nella prima fase (qui ed ora sulla Terra) si sceglie se nella seconda fase partecipare o meno all'immortalità. La cosiddetta vita dopo la morte non è un'evoluzione ma semplicemente l'esistenza nelle condizioni ottimali per potersi esprimere totalmente. Siamo qui adesso per decidere se fermarci o prepararci al Passaggio. Le potenzialità ci sono. Occorre solo scegliere, nessuno realmente "evolve". L'infinito non è in divenire, ognuno è già quello che deve o vuole essere. Il passaggio è una formalità, un po' come battesimo in acqua dei cristiani, da non confondere con il vero battesimo di Fuoco quando ti confermi la "nuova" creatura ossia l'Essere originario.



#9 Emanuele

Emanuele

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Inviato 20 agosto 2019 - 06:58

La reincarnazione se ci fosse, sarebbe una condanna, tanto più se avviene sulla Terra un'altra volta (luogo infernale e una prigione), non ci vedo alcuna evoluzione ma imbarbarimento delle anime sempre più smarrite. Noi qui siamo nel corpo e nella materia grossolana eppure sperimentiamo spirito - chi più chi meno fa le sue esperienze spirituali questo dimostra che non abbiamo bisogno di disincarnarci per trovare e vivere la nostra vera natura da spiriti/ Esseri, lo siamo già e chi è minimamente sveglio lo sa. Ergo se siamo già spiriti o Esseri (coscienze), l'aldilà inteso come "miglioramento", "evoluzione" e "perfezionamento" è superfluo e un nonsense. Non serve affatto. Al massimo, l'aldilà potrebbe essere un luogo o una condizione di premio dove riposare dalle nostre fatiche compiute in questo mondo. Facciamo un parallelo con le macchine elettroniche. Quando accendi un computer per la prima volta ovvero lo alimenti i suoi dati iniziano a muoversi, è come se il software si fosse "incarnato" nel hardware. Quando poi togli le batterie o stacchi la corrente il computer muore i dati smettono di circolare, la RAM si svuota, simbolicamente lo "spirito" se ne va l'essenza si è disincarnata. La reincarnazione è come riaccendere un PC privo di hdd o ssd. La resurrezione invece è come riaccendere un PC dotato di hdd o ssd, il quale dunque non perde identità. Se il "corpo" o hardware invecchia o si guasta, per vivere ancora quel PC non ha bisogno di cambiare "dimensione", né della mistica, basta trasferire i dati del hdd o ssd (sua "anima" o essenza) in un altro PC nuovo vergine (vuoto) sempre nella stessa materia (spaziotempo) di prima. La reincarnazione è inutile. La resurrezione invece ha senso. La vita è un continuum ma rispetta certe regole; nella prima fase (qui ed ora sulla Terra) si sceglie se nella seconda fase partecipare o meno all'immortalità. La cosiddetta vita dopo la morte non è un'evoluzione ma semplicemente l'esistenza nelle condizioni ottimali per potersi esprimere totalmente. Siamo qui adesso per decidere se fermarci o prepararci al Passaggio. Le potenzialità ci sono. Occorre solo scegliere, nessuno realmente "evolve". L'infinito non è in divenire, ognuno è già quello che deve o vuole essere. Il passaggio è una formalità, un po' come battesimo in acqua dei cristiani, da non confondere con il vero battesimo di Fuoco quando ti confermi la "nuova" creatura ossia l'Essere originario.

La reincarnazione è spiegata molto bene nelle scritture esoteriche, quindi non ce bisogno che spieghi i suoi passaggi, ma se ti interessa puoi leggere l'officina alchemica di Brizzi (che si è ispirato a fulcanelli) li dentro ce tutto il sapere millenario (quello vero) e forse "se nom ragioni per dogma" capirai il passaggio dei vari stati Spirituali.
Se poi vuoi sapere come la penso credo che un tribunale sia un qualcosa che ha a che fare più col di qua che con il di la (perché è un sistema umano per giunta anche imperfetto) che mal si addice ad un essere supremo. (Oltre ad essere crudele).
Dal parere che mi sono fatto la vita credo che non debba per forza avere un senso logico, semplicemente è fine a se stessa, nel senso che la vita è vita ed è il fenomeno rappresenta dio nella sua vera forma divina ovvero creatore di autocoscienza. Non ha bisogno di un senso perché essa semplicemente è.

#10 Pandora

Pandora

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Inviato 20 agosto 2019 - 11:59

è un dubbio che mi è venuto da un pò , Gesù è asceso al cielo una volta risorto quindi in quel momento lui era vivo , la gente lo poteva toccare e lui poteva interagire con l'ambiente circostante non era un fantasma ... quindi mi stavo chiedendo , e se nella Bibbia il Paradiso e l'Inferno fossero considerati luoghi in cui si finisce da vivi? anche il Corano parla dell'inferno (Gahhanat per loro) come una sorta di voragine di fuoco che si aprirà sotto i piedi degli infedeli

Ciao. È una domanda intelligente.
Secondo il cattolicesimo in effetti tutti risorgeremo fisicamente nel Giorno del Giudizio, i buoni ed i cattivi avranno destinazioni diverse, ma essendo risorti i corpi effettivamente fisiche saranno anche le destinazioni, quindi non saranno solo stati spirituali della coscienza, perché per questi il possesso del un corpo non sarebbe necessario.
Invece come in Ezechiele c'è la resurrezione fisica dei soldati ormai diventati polvere da un campo di battaglia, così fisica è la Resurrezione di Cristo, fisica dovrebbe essere la resurrezione di tutti, giusti e ingiusti.
Come tutto questo sia possibile è anni luce ignoto
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#11 Spinoza

Spinoza

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Inviato 21 agosto 2019 - 08:21

Concordo con Furor. Non sono luoghi, bensì stati dell'essere. Cielo ed Inferno sono dentro di noi, non fuori di noi.
E questi stati, in base a come abbiamo vissuto ed in base a quanto abbiamo amato Dio e gli altri, ce li portiamo nell'Aldilà, al momento della disincarnazione.
Come parte della nostra sfera vitale, che è personale e differente per ogni anima. Perciò non troverai mai che un'anima si trovi nello stesso identico stato di un'altra. Questo lo puoi notare anche dalle numerose testimonianze di comunicazioni di defunti.
Premesso che l'inferno non è eterno (è una bestemmia, contraddice l'esistenza di un Dio d'Amore) quando dice che Gesù è andato nell'inferno...in questo caso si è recato da quelle anime che stavano vivendo uno stato infernale e che, siccome il simile attira il simile, erano riunite in quella che si può definire una "società" ....perché le anime simili tra loro, per la Legge dell'Attrazione, si ritrovano insieme.
Ora, quando si dice che l'inferno è in Terra e il Paradiso in Cielo...è vero che le varie "società" infernali e celestiali compenetrano quei luoghi che si confanno alla loro natura interiore, come le anime infernali si trovano attratte dalle zone terrestri, sempre più in profondità più le anime sono malvage e legate alla materia...ma non si può dire "l'inferno sta lì e il paradiso sta qui"...perché come luoghi ben definiti e con loro proprie caratteristiche semplicemente non esistono.

 

ovviamente questa è una tua personalissima interpretazione.

Dillo a Ratzinger......

 

 

1035 La Chiesa nel suo insegnamento afferma l'esistenza dell'inferno e la sua eternità.



#12 Emanuele

Emanuele

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Inviato 21 agosto 2019 - 08:41

ovviamente questa è una tua personalissima interpretazione.

Dillo a Ratzinger......

 

 

1035 La Chiesa nel suo insegnamento afferma l'esistenza dell'inferno e la sua eternità.

L’origine dell’inferno

“INFERNO”, spiega la New Catholic Encyclopedia, è la parola “usata per indicare il luogo dei dannati”. Un’enciclopedia protestante definisce l’inferno “il luogo della punizione futura per i malvagi”.* Ma la credenza in un tale luogo di punizione ultraterrena non si riscontra solo nelle principali chiese della cristianità. Questo concetto ebbe origine molti secoli prima che la cristianità venisse all’esistenza.

L’inferno in Mesopotamia

Circa 2.000 anni prima della nascita di Gesù, i sumeri e i babilonesi credevano in un mondo sotterraneo che chiamavano “terra senza ritorno”. Quest’antica credenza si riflette nei poemi sumeri e accadici noti come “L’epopea di Gilgamesh” e la “Discesa di Ishtar agli inferi”. Essi descrivono questa dimora dei morti come una casa di tenebre, “la casa da cui nessuno esce dopo esserci entrato”.

In quanto alle condizioni esistenti in tale luogo, un antico testo assiro afferma che “il mondo degli inferi era pieno di terrore”. Il principe assiro che avrebbe ricevuto una visione di questa dimora sotterranea dei defunti affermò che gli “tremarono le gambe” a quella vista. Descrivendo Nergal, re degli inferi, disse: “Con un aspro grido mi urlò adirato come una furiosa tempesta”.

Religioni egizie e orientali

Gli antichi egizi credevano nell’immortalità dell’anima e avevano il proprio concetto dell’aldilà. La New Encyclopædia Britannica afferma: “I testi funerari egizi descrivono la strada che porta all’altro mondo come irta di terrificanti pericoli: mostri spaventosi, laghi di fuoco, porte per cui non si può passare se non usando formule magiche, e un sinistro traghettatore ai cui malvagi intenti bisogna opporsi con la magia”.

Le religioni indo-iraniche svilupparono varie credenze in merito alla punizione dopo la morte. Riguardo all’induismo, un’enciclopedia francese (Encyclopædia Universalis) afferma: “Ci sono innumerevoli descrizioni dei 21 inferni immaginati dagli indù. I peccatori sono divorati da bestie selvagge e da serpenti, laboriosamente arrostiti, segati a pezzi, tormentati dalla sete e dalla fame, bolliti nell’olio oppure ridotti in polvere in vasi di ferro o di pietra”.

Sia il giainismo che il buddismo hanno le proprie versioni dell’inferno, dove i peccatori impenitenti vengono tormentati. Lo zoroastrismo, fondato in Persia (Iran), ha anch’esso un inferno: un luogo freddo e maleodorante dove le anime dei peccatori vengono tormentate.

Cosa interessante, sembra che nelle versioni egizia, indù, giainista, buddista e zoroastriana dell’inferno i tormenti non siano eterni. Secondo queste religioni, dopo un periodo di sofferenza le anime dei peccatori cambiano luogo o condizione, a seconda di come le varie religioni concepiscono il destino dell’uomo. Il loro concetto di inferno assomiglia al purgatorio cattolico.

L’inferno secondo i greci, gli etruschi e i romani

Gli antichi greci credevano nella sopravvivenza dell’anima (psychè, termine che per loro indicava anche la farfalla). Chiamavano Ade il reame dei morti e credevano che fosse governato da un dio omonimo. Nel suo libro Orpheus—A General History of Religions, l’erudito francese Salomon Reinach scrisse a proposito dei greci: “Una credenza molto diffusa era che [l’anima] entrasse nelle regioni infernali dopo aver attraversato il fiume Stige nella barca del vecchio traghettatore Caronte, che esigeva come tariffa un obolo [una moneta], che veniva posto in bocca al defunto. Nelle regioni infernali essa compariva dinanzi ai tre giudici del posto . . . ; se veniva condannata per i suoi delitti, doveva soffrire nel Tartaro. . . . I greci inventarono persino un Limbo, la dimora dei bambini morti nell’infanzia, e un Purgatorio, dove una pena mite purificava le anime”. Secondo la World Book Encyclopedia, le anime che finivano nel Tartaro “venivano tormentate in eterno”.

In Italia gli etruschi, la cui civiltà precedette quella dei romani, credevano anch’essi nella punizione dopo la morte. Il Dictionnaire des Religions afferma: “L’estrema cura che gli etruschi avevano per i loro defunti trova la sua giustificazione nel loro concetto dell’oltretomba. Come i babilonesi, lo consideravano un luogo di tortura e disperazione per i mani [gli spiriti dei defunti], il cui unico sollievo poteva venire dalle offerte propiziatorie fatte dai loro discendenti”. Un’altra opera di consultazione dichiara: “Le tombe etrusche mostrano scene d’orrore che ispirarono le raffigurazioni cristiane dell’inferno”.

I romani adottarono l’inferno etrusco, chiamandolo Orco o Inferno, e presero a prestito anche i miti greci riguardo ad Ade, il re degli inferi, chiamandolo Orco o Plutone.

Gli ebrei e le Scritture Ebraiche

Che dire degli ebrei prima del tempo di Gesù? Riguardo a loro, nell’Encyclopædia Britannica (1970) leggiamo: “Dal V secolo a.C. in poi, gli ebrei ebbero stretti contatti con i persiani e i greci, entrambi i quali avevano idee ben precise sull’aldilà. . . . Al tempo di Cristo, gli ebrei avevano già acquisito la credenza che le anime malvage sarebbero state punite dopo la morte nella Geenna”. Ad ogni modo, l’Encyclopædia Judaica afferma: “Nella Scrittura non si trova alcuna traccia di questo tardo concetto della Geenna”.

Quest’ultima affermazione è corretta. Nelle Scritture Ebraiche non c’è nulla che suggerisca che dopo la morte l’anima venga punita in un inferno di fuoco. Questa terrificante dottrina risale alle religioni postdiluviane di Babilonia, non alla Bibbia. La dottrina della cristianità della punizione nell’inferno ebbe origine presso gli antichi babilonesi. L’idea cattolica di una sofferenza riparatrice nel purgatorio risale alle antiche religioni egizie e orientali. Il limbo fu copiato dalla mitologia greca. Le preghiere e le offerte per i defunti erano pratiche degli etruschi.

Ma su quale presupposto fondamentale si basano queste dottrine della punizione cosciente dopo la morte?

[Nota in calce]

Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, di M’Clintock e Strong, Volume 4, pagina 165.

[Illustrazione a pagina 5]

La traversata dello Stige, secondo la descrizione che Dante ne fa nell’“Inferno”

[Fonte]

Dover Publications, Inc.

 

 

Ora se volete continuare a parlare di culti pagani e distorsioni dei contenuti esoterici fate pure.... sarà sempre troppo tardi per l'umanità cominciare ad avere un approccio verso la religione di tipo scolastico/esoterico.


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#13 malia

malia

    malia

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Inviato 21 agosto 2019 - 09:01

"Nella descrizione dell’aldilà, che segue poi nella parabola (ricco epulone), Gesù si attiene ai concetti correnti nel giudaismo del suo tempo. Pertanto non è lecito forzare questa parte del testo: Gesù adotta gli elementi immaginifici preesistenti senza con questo elevarli formalmente a suo insegnamento sull’aldilà. Approva, tuttavia, chiaramente la sostanza delle immagini. Pertanto non è privo d’importanza il fatto che Gesù riprenda qui le idee dello stato intermedio tra morte e risurrezione, che ormai erano diventate patrimonio comune del giudaismo. Il ricco si trova nell’Ade come luogo provvisorio, non nella «geenna» (l’inferno), che è il termine per lo stato definitivo. Gesù non conosce una «risurrezione nella morte»."

(J. Ratzinger)



#14 Spinoza

Spinoza

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Inviato 21 agosto 2019 - 09:04

L’origine dell’inferno

“INFERNO”, spiega la New Catholic Encyclopedia, è la parola “usata per indicare il luogo dei dannati”. Un’enciclopedia protestante definisce l’inferno “il luogo della punizione futura per i malvagi”.* Ma la credenza in un tale luogo di punizione ultraterrena non si riscontra solo nelle principali chiese della cristianità. Questo concetto ebbe origine molti secoli prima che la cristianità venisse all’esistenza.

L’inferno in Mesopotamia

Circa 2.000 anni prima della nascita di Gesù, i sumeri e i babilonesi credevano in un mondo sotterraneo che chiamavano “terra senza ritorno”. Quest’antica credenza si riflette nei poemi sumeri e accadici noti come “L’epopea di Gilgamesh” e la “Discesa di Ishtar agli inferi”. Essi descrivono questa dimora dei morti come una casa di tenebre, “la casa da cui nessuno esce dopo esserci entrato”.

In quanto alle condizioni esistenti in tale luogo, un antico testo assiro afferma che “il mondo degli inferi era pieno di terrore”. Il principe assiro che avrebbe ricevuto una visione di questa dimora sotterranea dei defunti affermò che gli “tremarono le gambe” a quella vista. Descrivendo Nergal, re degli inferi, disse: “Con un aspro grido mi urlò adirato come una furiosa tempesta”.

Religioni egizie e orientali

Gli antichi egizi credevano nell’immortalità dell’anima e avevano il proprio concetto dell’aldilà. La New Encyclopædia Britannica afferma: “I testi funerari egizi descrivono la strada che porta all’altro mondo come irta di terrificanti pericoli: mostri spaventosi, laghi di fuoco, porte per cui non si può passare se non usando formule magiche, e un sinistro traghettatore ai cui malvagi intenti bisogna opporsi con la magia”.

Le religioni indo-iraniche svilupparono varie credenze in merito alla punizione dopo la morte. Riguardo all’induismo, un’enciclopedia francese (Encyclopædia Universalis) afferma: “Ci sono innumerevoli descrizioni dei 21 inferni immaginati dagli indù. I peccatori sono divorati da bestie selvagge e da serpenti, laboriosamente arrostiti, segati a pezzi, tormentati dalla sete e dalla fame, bolliti nell’olio oppure ridotti in polvere in vasi di ferro o di pietra”.

Sia il giainismo che il buddismo hanno le proprie versioni dell’inferno, dove i peccatori impenitenti vengono tormentati. Lo zoroastrismo, fondato in Persia (Iran), ha anch’esso un inferno: un luogo freddo e maleodorante dove le anime dei peccatori vengono tormentate.

Cosa interessante, sembra che nelle versioni egizia, indù, giainista, buddista e zoroastriana dell’inferno i tormenti non siano eterni. Secondo queste religioni, dopo un periodo di sofferenza le anime dei peccatori cambiano luogo o condizione, a seconda di come le varie religioni concepiscono il destino dell’uomo. Il loro concetto di inferno assomiglia al purgatorio cattolico.

L’inferno secondo i greci, gli etruschi e i romani

Gli antichi greci credevano nella sopravvivenza dell’anima (psychè, termine che per loro indicava anche la farfalla). Chiamavano Ade il reame dei morti e credevano che fosse governato da un dio omonimo. Nel suo libro Orpheus—A General History of Religions, l’erudito francese Salomon Reinach scrisse a proposito dei greci: “Una credenza molto diffusa era che [l’anima] entrasse nelle regioni infernali dopo aver attraversato il fiume Stige nella barca del vecchio traghettatore Caronte, che esigeva come tariffa un obolo [una moneta], che veniva posto in bocca al defunto. Nelle regioni infernali essa compariva dinanzi ai tre giudici del posto . . . ; se veniva condannata per i suoi delitti, doveva soffrire nel Tartaro. . . . I greci inventarono persino un Limbo, la dimora dei bambini morti nell’infanzia, e un Purgatorio, dove una pena mite purificava le anime”. Secondo la World Book Encyclopedia, le anime che finivano nel Tartaro “venivano tormentate in eterno”.

In Italia gli etruschi, la cui civiltà precedette quella dei romani, credevano anch’essi nella punizione dopo la morte. Il Dictionnaire des Religions afferma: “L’estrema cura che gli etruschi avevano per i loro defunti trova la sua giustificazione nel loro concetto dell’oltretomba. Come i babilonesi, lo consideravano un luogo di tortura e disperazione per i mani [gli spiriti dei defunti], il cui unico sollievo poteva venire dalle offerte propiziatorie fatte dai loro discendenti”. Un’altra opera di consultazione dichiara: “Le tombe etrusche mostrano scene d’orrore che ispirarono le raffigurazioni cristiane dell’inferno”.

I romani adottarono l’inferno etrusco, chiamandolo Orco o Inferno, e presero a prestito anche i miti greci riguardo ad Ade, il re degli inferi, chiamandolo Orco o Plutone.

Gli ebrei e le Scritture Ebraiche

Che dire degli ebrei prima del tempo di Gesù? Riguardo a loro, nell’Encyclopædia Britannica (1970) leggiamo: “Dal V secolo a.C. in poi, gli ebrei ebbero stretti contatti con i persiani e i greci, entrambi i quali avevano idee ben precise sull’aldilà. . . . Al tempo di Cristo, gli ebrei avevano già acquisito la credenza che le anime malvage sarebbero state punite dopo la morte nella Geenna”. Ad ogni modo, l’Encyclopædia Judaica afferma: “Nella Scrittura non si trova alcuna traccia di questo tardo concetto della Geenna”.

Quest’ultima affermazione è corretta. Nelle Scritture Ebraiche non c’è nulla che suggerisca che dopo la morte l’anima venga punita in un inferno di fuoco. Questa terrificante dottrina risale alle religioni postdiluviane di Babilonia, non alla Bibbia. La dottrina della cristianità della punizione nell’inferno ebbe origine presso gli antichi babilonesi. L’idea cattolica di una sofferenza riparatrice nel purgatorio risale alle antiche religioni egizie e orientali. Il limbo fu copiato dalla mitologia greca. Le preghiere e le offerte per i defunti erano pratiche degli etruschi.

Ma su quale presupposto fondamentale si basano queste dottrine della punizione cosciente dopo la morte?

[Nota in calce]

Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, di M’Clintock e Strong, Volume 4, pagina 165.

[Illustrazione a pagina 5]

La traversata dello Stige, secondo la descrizione che Dante ne fa nell’“Inferno”

[Fonte]

Dover Publications, Inc.

 

 

Ora se volete continuare a parlare di culti pagani e distorsioni dei contenuti esoterici fate pure.... sarà sempre troppo tardi per l'umanità cominciare ad avere un approccio verso la religione di tipo scolastico/esoterico.

 

Ho il vago sospetto che tu non abbia capito il senso del mio intervento...


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#15 Emanuele

Emanuele

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Inviato 21 agosto 2019 - 09:13

Ho il vago sospetto che tu non abbia capito il senso del mio intervento...

 

Prendilo come un completamento.



#16 Pandora

Pandora

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Inviato 21 agosto 2019 - 09:27

è corretto ciò che dite del cristianesimo cattolico.
Un conto sarà la resurrezione fisica dei morti il Giorno del Giudizio.
Un altro conto è quello definito "stato intermedio", cioè la destinazione dei morti prima del Giorno del Giudizio, praticamente quella delle anime, e non ancora dei corpi, che la parabola del ricco Epulone mette in luce come già una condizione di possibile salvezza/condanna.
Questo poi volendo e con grande difficoltà di avvallo da parte della Chiesa, è quello stato dei defunti che descrissero mistici e veggenti cattolici come Natuzza Evolo, ed è anche lo scenario che ammanta il discorso delle anime in pena etc.
Ed è anche lo scenario della "comunione dei santi" che determina la possibilità intercessoria di grazie reciproche tra vivi e morti uniti nel credo cristiano.
Tuttavia dato che Lunanerina cattolica non è, potrebbe risultarne una sua visione diversa.

anf puff pant


#17 Emanuele

Emanuele

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Inviato 21 agosto 2019 - 09:40

è corretto ciò che dite del cristianesimo cattolico.
Un conto sarà la resurrezione fisica dei morti il Giorno del Giudizio.
Un altro conto è quello definito "stato intermedio", cioè la destinazione dei morti prima del Giorno del Giudizio, praticamente quella delle anime, e non ancora dei corpi, che la parabola del ricco Epulone mette in luce come già una condizione di possibile salvezza/condanna.
Questo poi volendo e con grande difficoltà di avvallo da parte della Chiesa, è quello stato dei defunti che descrissero mistici e veggenti cattolici come Natuzza Evolo, ed è anche lo scenario che ammanta il discorso delle anime in pena etc.
Ed è anche lo scenario della "comunione dei santi" che determina la possibilità intercessoria di grazie reciproche tra vivi e morti uniti nel credo cristiano.
Tuttavia dato che Lunanerina cattolica non è, potrebbe risultarne una sua visione diversa.

 

Beh... quello che dico io del cristianesimo cattolico è che ha semplicemente copincollato un culto precedente alla cui precedentemente hanno ulteriormente copincollato.

In poche parole stiamo parlando di credenze popolari arcaiche messe su più per un discorso di controllo sociale delle masse per fini egoistici che di vera e propria cultura spirituale.

Se vogliamo approfondire il discordo della cultura spirituale i testi da leggere sono altri anche nello stesso cristianesimo.

Quindi non credo che quello che dico io sia corretto per te.  :asdsi:  



#18 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

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Inviato 21 agosto 2019 - 10:41

Come tutto questo sia possibile è anni luce ignoto


Ma, io posso spiegare tutto..

il soprannaturale=>scienza aliena
miracoli=>tecnologia aliena
apparizioni=>ologrammi
spirito=>centri superiori della coscienza
mistica=>il sentiero del risveglio, l'Essere
anima=>dna indistruttibile, "eterno"
spiritualità=>amore e giustizia
percorso spirituale=>meditazione (esercizi)
preghiera=>telepatia
paradiso=>un altro pianeta
resurrezione della carne=>clonazione umana
divinazione=>contatto con la sorgente
dio (elohim)=extraterrestri
diavolo e demoni=>polizia cosmica
gloria di dio=>ufo
giudizio finale=>tribunale interstellare
inferno=>rimorso dopo la Gnosi
spirito santo=>trasmissione programmi custom
angeli=>ambasciatori (astronauti)
profeta=>un postino telepatico
dottrina religiosa=>cura mentale e/o spirituale
visioni=>ipnosi oppure autoipnosi, dipende
religione=>contratto medico
salvezza=>sanità mentale/spirituale, guarigione
salvezza fisica=>"rapimento" alieno
seguace di "x"=>paziente di "x"
essoterismo=>parte pubblica di un insegnamento
esoterismo=>parte avanzata di un insegnamento
corpo di cristo=>rete di volontari universali sempre interconnessi fra loro e disponibili, coordinati da un messia di turno..

Ecco che tutte le parole antiche e apparentemente obsolete diventano perfettamente comprensibili..

Insomma c'è chi crede per fede e va bene, ma c'è anche chi capisce..

P.S.: trasmutazione alchemica=>essere-non-essere che sceglie di essere..



#19 Pandora

Pandora

    how U doin'?

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Inviato 21 agosto 2019 - 11:23

Beh... quello che dico io del cristianesimo cattolico è che ha semplicemente copincollato un culto precedente alla cui precedentemente hanno ulteriormente copincollato.
In poche parole stiamo parlando di credenze popolari arcaiche messe su più per un discorso di controllo sociale delle masse per fini egoistici che di vera e propria cultura spirituale.
Se vogliamo approfondire il discordo della cultura spirituale i testi da leggere sono altri anche nello stesso cristianesimo.
Quindi non credo che quello che dico io sia corretto per te. :asdsi:

Se la poni nell'ottica della copiatura è un discorso.
Se invece la poni nell'ottica che la verità della vita dopo la morte, se c'è, non può che essere la stessa per tutti gli esseri umani, allora non si tratta più di copiatura, ma dell'intuizione di una sopravvivenza della coscienza che il cristianesimo semplicemente conferma.

Un po' come se un culto primitivo dicesse "se mangi tutta la mela rimane il torsolo" e il cristianesimo ripetesse "se mangi la mela resti col torsolo": non è una copiatura.
Non è scritto da nessuna parte che in altre culture non possano avere avuto contatti e veggenze con l'aldila' e che il cristianesimo per essere credibile debba dire qualcosa di originale/mai detto da nessuno su questo argomento.
Tieni presente che Dio non concede i carismi solo ai credenti, e che esiste comunque una grande cultura diffusa dell'aldila.
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#20 Emanuele

Emanuele

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Inviato 21 agosto 2019 - 11:45

Se la poni nell'ottica della copiatura è un discorso.
Se invece la poni nell'ottica che la verità della vita dopo la morte, se c'è, non può che essere la stessa per tutti gli esseri umani, allora non si tratta più di copiatura, ma dell'intuizione di una sopravvivenza della coscienza che il cristianesimo semplicemente conferma.

Un po' come se un culto primitivo dicesse "se mangi tutta la mela rimane il torsolo" e il cristianesimo ripetesse "se mangi la mela resti col torsolo": non è una copiatura.
Non è scritto da nessuna parte che in altre culture non possano avere avuto contatti e veggenze con l'aldila' e che il cristianesimo per essere credibile debba dire qualcosa di originale/mai detto da nessuno su questo argomento.
Tieni presente che Dio non concede i carismi solo ai credenti, e che esiste comunque una grande cultura diffusa dell'aldila.

 

Per capire se il cristianesimo abbia o meno portato avanti una leggenda con basi veritiere o una cavolata basta fare 2+2.

Visto che la chiesa ha sempre ostacolato, la scienza in tutte le sue forme (Ipazia ndr) sono propenso a credere che abbia portato avanti una narrazione distorta al solo scopo di controllare la società, e la conferma arriva dall'enorme potere che ne ha derivato.






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