Vai al contenuto

CoseNascoste Forum uses cookies. Read the Privacy Policy for more info. To remove this message, please click the button to the right:    I accept the use of cookies



Foto

Stati alterati di coscienza, mie considerazioni


  • Per cortesia connettiti per rispondere
16 risposte a questa discussione

#1 nohintavailable

nohintavailable

    Utente Senior

  • Utenti
  • 264 messaggi

Inviato 10 agosto 2019 - 10:42

Apro questo post per tirare le somme su diverse mie esperienze fatte in ambienti e tempi diversi che non starò a dettagliare.

Ciò che negli anni ho compreso è che tutti gli stati alterati di coscienza possono riferirsi a differenti gradi di ipnosi. La trance, il sogno lucido, l'estasi, l'OBE sono fenomeni riferibili ad una mente condizionata da fattori ad essa esterni.

Non si raggiunge la trance, ad esempio, senza precisi rituali o suggestioni ritmiche utili a portare il soggetto in uno stato mentale di estraneamento o dissociazione.

Anche l'estasi provata da veggenti, santi o da certi asceti, abbisogna per essere raggiunta di lunghe preghiere o mantra o deprivazioni sensoriali. In ogni caso essa può accadere solo grazie ad una serie di esercizi rituali che il mistico compie per raggiungerla.

Anche OBE e sogno lucido presentano precisi dettagli a cui la mente si aggancia perché questi avvengano: vibrazioni, allucinazioni sonore, simbologie archetipe.

Non c'è stato alterato di coscienza, anche nelle mie esperienze, che non attinga a condizionamenti sociali, culturali, religiosi...
Non fanno eccezione le esperienze psiconautiche date dalle droghe.

Ciò che la mente assorbe, in maniera consapevole o inconscia, lo riplasma e lo riformula in modo differente negli stati alterati di coscienza. È come se la mente soggettiva, continuamente sollecitata da idee, immagini, impulsi, si sganciasse dal condizionamento ipnotico di massa per ricreare uno schema creativo mentale più consono a sé, ricostruendo in modo però differente quelle stesse idee, immagini, impulsi...

Gli stati alterati di coscienza, attraverso un momentaneo disequilibrio della mente, ricreano un nuovo equilibrio.

Gli stati alterati di coscienza attraverso una induzione ipnotica data da suoni o mantra o riti, tentano la deprogrammazione dall'ipnosi di massa.

Tentano perché l'unico modo per far uscire l'essere umano da uno schema che è ciclico, è quello di rimuovere da se stessi tutti i condizionamenti consci ed inconsci, anche quelli più profondi, evitando di aderire acriticamente a pensieri da altri digeriti.

Ho partecipato a sessioni di culti diversi, più o meno esoterici, che portano l'essere umano ad avere esperienze considerate paranormali.
Ebbene, ogni culto, ogni confraternita, per portare l'adepto verso la soglia desiderata, utilizza sempre un rituale da questi ideato.
Il rituale non è solo una forma di magia ma è soprattutto una forma di ipnosi più o meno profonda che ha lo scopo di far gravitare il fedele attorno all'idea centrale. Attorno al guru creatore di quella idea.

Un esempio pratico di ipnosi religiosa: gli stigmatizzati hanno le ferite sulle mani quando è risaputo che i chiodi non potevano essere piantati sui palmi che si sarebbero lacerati per dover sorreggere il peso del corpo.
L'iconografia cattolica però mostra immagini errate che la mente ipnotizzata ha fatto sue.

Un altro esempio è l'esorcismo. Ho visto differenti tipi di esorcismo a seconda di cosa credeva chi li praticava e a quali condizionamenti era stato sottoposto. Differenti erano anche i risultati.

Anche la trance medianica perché si compia necessita di movimenti precisi del corpo, di formule da ripetere sempre allo stesso modo e nel medesimo istante. Senza questa struttura ipnotica l'incorporazione, al di fuori del rituale iniziatico, non avviene.

In ambito scientifico, dove la mente dovrebbe essere aperta e critica è avvenuto lo stesso processo: il dogma ha preso forza accentratrice ed ha ipnotizzato anche i soggetti più prudenti imbrigliandoli in un assolutismo infecondo che non ha donato all'essere umano salute o felicità durature.

Trance, estasi, visioni ma anche popolarità o denaro...sono "poteri" a cui ci si abitua facilmente, come ad una droga e diventa difficile rinunciarvi per questo, religione e scienza, che effettivamente riescono a produrre stati alterati di coscienza, trovano facilmente fedeli da attirare.

Uno degli ultimi gruppi che ho frequentato poneva l'accento sulla gratuità del loro servizio: vieni iniziato agli stati alterati di coscienza senza dover pagare nulla.
Da principio mi è parsa una cosa bellissima. Chi ti da qualcosa senza chiedere nulla in cambio?
Nessuno.
Ed infatti, poco a poco ho aperto gli occhi, dovevo indossare una divisa, camminare secondo certe regole, imparare strani nomi, recitare formule in lingue sconosciute...
Niente di gratuito, dovevo sottostare a regole che non mi appartevano per poter assumere quotidianamente la mia droga.
Una droga buona, positiva perché ho visto fare solo del bene ma a quale prezzo?

Il prezzo è una nuova ipnosi, un nuovo condizionamento, un loop sfinente che viviamo da tempo immemore.

Se ne può davvero uscire?
Secondo me sì, occorre disidentificazione da tutto ciò che ci ha dato piacere in questa vita, anche solo spirituale e che ha imbrigliato i nostri sensi ad un soddisfacimento immediato.
Disidentificazione da simboli, riti, chiese, partiti, squadre, etichette, da colori o suoni, da tutto..... perché possa manifestarsi l'assoluto silenzio della mente e possa esprimersi l'incondizionatezza del cuore.

Importante: non intendo intavolare discussioni religiose o dar ragione a questo o a quel partito, qui analizzo le conclusioni delle mie esperienze sugli stati alterati di coscienza
  • malia e UffaLaMuffa piace questo
Obatalá! Obatalá! Entrego nesse instante mais esta ovelha para o teu redio

#2 Pandora

Pandora

    how U doin'?

  • Moderatore
  • 5889 messaggi

Inviato 11 agosto 2019 - 04:22

Perché bisognerebbe rinunciare a questo?
La risposta che dai non mi convince: mi sembra un po' troppo ambiziosa e non confermata da alcun riscontro oggettivo statistico che in chi non pratichi alcun tipo di meditazione o preghiera, necessariamente debba manifestarsi "l'assoluto silenzio della mente o l'incondizionatezza del cuore", in mezzo allo stress ed al casino della vita contemporanea poi.
Cioè non mi tornano proprio i risultati ai quali aspiri nel momento in cui quelle di cui parli sono proprio tecniche elaborate attraverso i millenni per astrarsi dalle preoccupazioni spicciole, le meditazioni per raggiungere l'assoluto silenzio della mente, la preghiera per forgiare l'incondizionatezza del cuore: non sono mica risultati che raggiungi perché ti piombano in testa così, senza lavorarci su, vanno forgiati e bisogna guadagnarseli.
Altrimenti tutti i non credenti e gli atei ne potrebbero godere mentre si mettono le dita nel naso, fanno una partita di tressette o si fanno la barba al mattino: ma come cavolo pensi di richiamarti a te stesso ed alla tua essenza se non prevedi momenti di raccoglimento ed astrazione? Che poi astrazione da cosa, se non dagli affanni e dalle preoccupazioni terrene?
Come puoi pensare che la gente, parlo della folla stolta di gente che affolla in massa i centri commerciali, abbia una tale consapevolezza di se' dall'abbandonare egoismi e grettezze automaticamente mentre prezza il prezzemolo? Perché l'incondizionatezza del cuore significa superare i propri desideri ed interessi materiali in vista di un bene superiore eh.
Vaglielo a dire a ladri e spacciatori.
Sei, secondo me, come minimo un po' troppo ottimista.
Dove sono i riscontri, le prove che su larga scala le persone possano raggiungere da sole il silenzio della mente e l'incondizionatezza del cuore?
Perché se così fosse, le tecniche di meditazione e le preghiere non sarebbero mai esistite.
Se esistono, ci sarà un perché.
Possiamo campare senza? Certo.
Diventeremmo automaticamente e di default persone migliori solo per questo? No di certo. Anzi. Ci tarperemmo le ali nei confronti di una potenzialità esplorativa di se' che appartiene alla sola specie umana.
ecco. gnente firma :bb:

#3 Frèyja

Frèyja

    Omnia ab uno

  • Utenti
  • 4818 messaggi

Inviato 11 agosto 2019 - 07:17

Per quanto ritenga molto "zen" tutto questo ragionamento, e sia complessivamente d'accordo sul fatto che dovremmo slegarci dai condizionamenti culturali, credo ci siano fatti, fra quelli da te elencati, che prescindono da questi ultimi.
L'affermazione per cui non c'è stato alterato di coscienza che non attinga a condizionamenti culturali (per manifestarsi, suppongo) è inesatto, secondo me.
Se prendiamo in esame un dettaglio largamente diffuso come le vibrazioni che precedono le obe, ad esempio, credo sia più corretto dire che queste siano uno strumento innato della psiche e della biologia umana, o (anche) al limite il risultato percepibile di un movimento energetico sottile, che non attinge a un condizionamento culturale.
Ciò che attinge al condizionamento è, eventualmente, quello che si sperimenta dopo, a livello visivo/spaziale ecc.

In realtà non è scontato nemmeno questo, perché certi studi di antropologia sugli sciamani, ad esempio, hanno rilevato un gran numero di visioni simili o identiche diffuse in zone del pianeta dove non c'erano scambi o contatti fisici, avvalorando l'idea che il materiale manifestato non attinga a un "serbatoio" soggettivo, ma preesistente.

Tutto ciò mi ha sempre portato a pensare che a livello individuale ci può essere, in maniera più o meno marcata, una rielaborazione di un contenuto o concetto preesistente, a seconda del tipo di cultura. Questo, indubbiamente. Ma che la mente individuale sia in grado di crearlo da sola, dando vita all'essenza stessa del manifestato anziché limitarsi ai contorni, quello no.

Anche le stimmate, secondo me, sono un fenomeno misto. Il riferimento culturale è innegabile, ma non potrebbero manifestarsi in quel punto preciso, se quello non fosse già di per sé un centro specifico di assorbimento ed emanazione dell'energia vitale. (Chakra dei palmi).

In definitiva credo che tutti questi fenomeni seguano delle regole base, a volte sconosciute, che prescindono dal condizionamento individuale o culturale, ed attingono invece da una realtà preesistente su cui l'uomo, finché è dentro i suoi limiti individuali, non può agire e nemmeno parteciparvi coscientemente.
  • purple e Pandora piace questo

#4 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

    Utente ragionevole

  • Utenti
  • 808 messaggi

Inviato 11 agosto 2019 - 08:20

rielaborazione di un contenuto o concetto preesistente,


Ma nohintavailable ha parlato di differenti gradi di ipnosi, non necessariamente del condizionamento culturale. Probabilmente lo scopo di questo 3d non è contestare il bagaglio spirituale di questa umanità di per sé ma piuttosto trovare una via diretta e più naturale per il risveglio dell'Essere, capace di bypassare questo processo fino ad ora necessario ma forse obsoleto di auto-ipnosi, che sia interiore oppure proveniente dall'esterno. Abbiamo la scelta tra indurre stati alterati di coscienza tramite ipnosi/ esercizi ("meditare" significa esercitarsi) oppure in un altro modo semplicemente sprofondando nello stato originario dell'Essere, ovvero la nostra vera natura.
 


  • malia e nohintavailable piace questo

#5 nohintavailable

nohintavailable

    Utente Senior

  • Utenti
  • 264 messaggi

Inviato 11 agosto 2019 - 08:26

Pandora, non intendo convincere nessuno mi riferisco solo alle mie esperienze e ai miei traguardi. Ognuno ha i propri naturalmente.

Detto ciò, perché rinunciare a tutto questo? Perché, sempre per quanto mi riguarda, non mi hanno fatto raggiungere ciò che davvero cercavo in modo duraturo e pieno, quindi ho considerato inutili quei condizionamenti.

Ciò che invece ho esperito sganciandomi da questi è qualcosa di profondo che non si può perdere, che nessuno ti può sottrarre, è un paradosso in termini perché è ricchezza nella povertà assoluta da ciò che il mondo reputa di valore: ritualità ipnotiche.

Naturalmente il raccoglimento nella mia esistenza è stato preponderante, al limite dell'eremitaggio ma naturale, libero, incondizionato.

Per quanto riguarda il pretendere, Pandora, io non pretendo nulla, ripeto che ho parlato di me e della mia esperienza, partendo dai condizionamenti che ho ricevuto io e da cui, in tanti anni, ho cercato di liberarmi perché mi procuravano sofferenza.

Freya, di obe e sogni hanno scritto e disquisito vari autori tratteggiando le caratteristiche salienti di queste esperienze. Secondo me questo è condizionamento.

Vero è che non è possibile vivere nel mondo senza condizionarsi a vicenda è però possibile ridurre al massimo queste ipnosi reciproche vivendo il più possibile a contatto con la natura lontano da strutture sociali molto stratificate.
Questa è stata la mia scelta e di questo sto scrivendo.

Le ataviche esperienze di trance nella foresta hanno usufruito di mezzi e simboli naturali che definirei neutri: alberi, animali, acqua e che, ad esempio, hanno guarito senza produrre alcun giudizio, alcuna differenziazione.
Lo stesso rituale per produrre una trance riproposto in città acquista connotazioni diverse, meno neutre, maggiormente polarizzate.
Questo è davvero molto interessante e l'ho visto coi miei occhi. Una persona sofferente guarita con la stessa tecnica all'interno dello stesso rituale, nella foresta è considerata solo una persona sofferente, nella civiltà occidentale è un'anima posseduta da entità che hanno anche nomi, colori e simboli precisi.

Il concetto preesistente che nomini e che ho riscontrato è la natura: colori, suoni, anche paure.
È un serbatoio molto primitivo e semplice che abbiamo appesantito con infiniti fronzoli inutili da cui è possibile liberarsi non senza un duro lavoro di conoscenza di se stessi.

Ma nohintavailable ha parlato di differenti gradi di ipnosi, non necessariamente del condizionamento culturale. Probabilmente lo scopo di questo 3d non è contestare il bagaglio spirituale di questa umanità di per sé ma piuttosto trovare una via diretta e più naturale per il risveglio dell'Essere, capace di bypassare questo processo fino ad ora necessario ma forse obsoleto di auto-ipnosi, che sia interiore oppure proveniente dall'esterno. Abbiamo la scelta tra indurre stati alterati di coscienza tramite ipnosi/ esercizi ("meditare" significa esercitarsi) oppure in un altro modo semplicemente sprofondando nello stato originario dell'Essere, ovvero la nostra vera natura.


Grazie
Obatalá! Obatalá! Entrego nesse instante mais esta ovelha para o teu redio

#6 Frèyja

Frèyja

    Omnia ab uno

  • Utenti
  • 4818 messaggi

Inviato 11 agosto 2019 - 08:29

Ma nohintavailable ha parlato di differenti gradi di ipnosi, non necessariamente del condizionamento culturale. Probabilmente lo scopo di questo 3d non è contestare il bagaglio spirituale di questa umanità di per sé ma piuttosto trovare una via diretta e più naturale per il risveglio dell'Essere, capace di bypassare questo processo fino ad ora necessario ma forse obsoleto di auto-ipnosi, che sia interiore oppure proveniente dall'esterno. Abbiamo la scelta tra indurre stati alterati di coscienza tramite ipnosi/ esercizi ("meditare" significa esercitarsi) oppure in un altro modo semplicemente sprofondando nello stato originario dell'Essere, ovvero la nostra vera natura.


Può essere che abbia inteso male. Mi sembrava che il thread avesse come base l'idea che il condizionamento culturale/sociale fosse all'origine di tutte le esperienze di matrice spirituale.

#7 Pandora

Pandora

    how U doin'?

  • Moderatore
  • 5889 messaggi

Inviato 11 agosto 2019 - 08:45

Ciao noh, non voglio prendermi confidenze ma permettimi stavolta di accorciare il tuo difficilissimo nick :o

Non avevo dubbi che ti riferissi alla tua personale esperienza, anche se il tuo discorso suonava come un consiglio per tutti:

"Se ne può davvero uscire?
Secondo me sì, occorre disidentificazione da tutto ciò che ci ha dato piacere in questa vita, anche solo spirituale e che ha imbrigliato i nostri sensi ad un soddisfacimento immediato.
Disidentificazione da simboli, riti, chiese, partiti, squadre, etichette, da colori o suoni, da tutto..... perché possa manifestarsi l'assoluto silenzio della mente e possa esprimersi l'incondizionatezza del cuore."


Qui, mi pare, non avevi parlato di raccoglimento o quasi eremitaggio, e a leggerti sembra che semplicemente spazzando via simboli rituali religioni e compagnia bella si ottengano grandi risultati spirituali.
Ecco perché ero perplessa :asdsi:

Io penso che anche il raccoglimento sia una forma di meditazione, è il tuo rituale personale, ma penso anche che se tu non avessi avuto alle spalle la conoscenza di altri rituali difficilmente ci saresti arrivato.
Non per un limite tuo sia chiaro eh, lo dico solo sulla base del fatto che l'uomo comune che non medita e non prega non ci arrivi.
Non a caso la figura del guru-sciamano è una nel villaggio tribale, ed accompagna gli altri uomini alla dimensione della spiritualità attraverso i rituali, proprio perché gli esseri umani, se lasciati allo stato brado, fanno normalmente molta più fatica di chi ha quel talento specifico, ad immergersi nella dimensione più profonda di se', senza una guida, che gli codifica ma soprattutto gli semplificai vari passaggi degli stati di coscienza attraverso la simbologia e la ritualità.
Se tu invece hai risultati soddisfacenti da solo ben venga.
Io credo che per la massa resti un'operazione difficile.
E penso che simbologie rituali religioni mantra e preghiere siano chiavi di accesso.
  • Frèyja piace questo
ecco. gnente firma :bb:

#8 Frèyja

Frèyja

    Omnia ab uno

  • Utenti
  • 4818 messaggi

Inviato 11 agosto 2019 - 08:53

Pandora, non intendo convincere nessuno mi riferisco solo alle mie esperienze e ai miei traguardi. Ognuno ha i propri naturalmente.
Detto ciò, perché rinunciare a tutto questo? Perché, sempre per quanto mi riguarda, non mi hanno fatto raggiungere ciò che davvero cercavo in modo duraturo e pieno, quindi ho considerato inutili quei condizionamenti.
Ciò che invece ho esperito sganciandomi da questi è qualcosa di profondo che non si può perdere, che nessuno ti può sottrarre, è un paradosso in termini perché è ricchezza nella povertà assoluta da ciò che il mondo reputa di valore: ritualità ipnotiche.
Naturalmente il raccoglimento nella mia esistenza è stato preponderante, al limite dell'eremitaggio ma naturale, libero, incondizionato.
Per quanto riguarda il pretendere, Pandora, io non pretendo nulla, ripeto che ho parlato di me e della mia esperienza, partendo dai condizionamenti che ho ricevuto io e da cui, in tanti anni, ho cercato di liberarmi perché mi procuravano sofferenza.
Freya, di obe e sogni hanno scritto e disquisito vari autori tratteggiando le caratteristiche salienti di queste esperienze. Secondo me questo è condizionamento.
Vero è che non è possibile vivere nel mondo senza condizionarsi a vicenda è però possibile ridurre al massimo queste ipnosi reciproche vivendo il più possibile a contatto con la natura lontano da strutture sociali molto stratificate.
Questa è stata la mia scelta e di questo sto scrivendo.
Le ataviche esperienze di trance nella foresta hanno usufruito di mezzi e simboli naturali che definirei neutri: alberi, animali, acqua e che, ad esempio, hanno guarito senza produrre alcun giudizio, alcuna differenziazione.
Lo stesso rituale per produrre una trance riproposto in città acquista connotazioni diverse, meno neutre, maggiormente polarizzate.
Questo è davvero molto interessante e l'ho visto coi miei occhi. Una persona sofferente guarita con la stessa tecnica all'interno dello stesso rituale, nella foresta è considerata solo una persona sofferente, nella civiltà occidentale è un'anima posseduta da entità che hanno anche nomi, colori e simboli precisi.
Il concetto preesistente che nomini e che ho riscontrato è la natura: colori, suoni, anche paure.
È un serbatoio molto primitivo e semplice che abbiamo appesantito con infiniti fronzoli inutili da cui è possibile liberarsi non senza un duro lavoro di conoscenza di se stessi.

Ok. Messo così capisco meglio che vuoi dire, e in sostanza sono d'accordo.
Anch'io considero la ritualità un atto meccanico che spesso rimane ai confini dell'essenza delle cose e che la complessità sociale sia di ostacolo alla sua emersione. Non c'è dubbio che comunque, seppur fra mille difficoltà, se ne possono avere assaggi anche in circostanze apparentemente "avverse".

Le tecniche alla fine possono funzionare o meno. Non c'è un'efficacia oggettiva e misurabile, perché questa essenza si manifesta in maniera misteriosa, non può essere circoscritta o catturata in nessun tipo di limite, secondo me. La tecnica stessa, alla fine, diventa un limite.

#9 Pandora

Pandora

    how U doin'?

  • Moderatore
  • 5889 messaggi

Inviato 11 agosto 2019 - 09:01

Ok. Messo così capisco meglio che vuoi dire, e in sostanza sono d'accordo.
Anch'io considero la ritualità un atto meccanico che spesso rimane ai confini dell'essenza delle cose e che la complessità sociale sia di ostacolo alla sua emersione. Non c'è dubbio che comunque, seppur fra mille difficoltà, se ne possono avere assaggi anche in circostanze apparentemente "avverse".

Le tecniche alla fine possono funzionare o meno. Non c'è un'efficacia oggettiva e misurabile, perché questa essenza si manifesta in maniera misteriosa, non può essere circoscritta o catturata in nessun tipo di limite, secondo me. La tecnica stessa, alla fine, diventa un limite.

Secondo me invece la tecnica è una chiave di accesso formidabile.
Il problema è che la mentalità razionale ci induce a ritenere la tecnica una formula necessaria e sufficiente in un rapporto di causa-effetto meccanico, da qui nascono le delusioni.
Non esiste tecnica che funzioni senza intenzione.
La tecnica è solo il veicolo, l'intenzione, la volontà costituiscono la benzina che lo fa funzionare, la fede umana il guidatore.
ecco. gnente firma :bb:

#10 Frèyja

Frèyja

    Omnia ab uno

  • Utenti
  • 4818 messaggi

Inviato 11 agosto 2019 - 09:10

Secondo me invece la tecnica è una chiave di accesso formidabile.
Il problema è che la mentalità razionale ci induce a ritenere la tecnica una formula necessaria e sufficiente in un rapporto di causa-effetto meccanico, da qui nascono le delusioni.
Non esiste tecnica che funzioni senza intenzione.
La tecnica è solo il veicolo, l'intenzione, la volontà costituiscono la benzina che lo fa funzionare, la fede umana il guidatore.


Si, esatto. Si tratta di strumenti, ma se non si sanno utilizzare non portano nessun risultato.
Allo stesso tempo devo ammettere che però, siccome questa intenzione/volontà è generalmente poco sviluppata, la tecnica diventa in un gran numero di casi un limite. E lo diventa soprattutto quando genera l'illusione di aver raggiunto o ottenuto qualcosa attraverso prescrizioni decise a priori.
Mi viene in mente Gesù che rimproverava i farisei perché avevano l'abitudine rituale di lavarsi le mani fino al gomito prima di mangiare, e ritenevano così di essersi purificati ed essere pronti.
  • nohintavailable e Pandora piace questo

#11 nohintavailable

nohintavailable

    Utente Senior

  • Utenti
  • 264 messaggi

Inviato 11 agosto 2019 - 09:13

La tecnica diventa un limite se supportata da rituali che non potrebbero essere riprodotti in condizioni estreme quando non è possibile avere accesso ad una comunità o ad una sostanza o a fumigazioni speciali o a qualunque altra cosa che una contingenza avversa mi esclude.

Un limite quindi quando mi fa dipendere da essa, quando io sottosto alla tecnica, quando il sabato sottostà alle legge.

Ho visto persone non riuscire ad andare in trance senza tecnica.

Ho visto persone non ricordare le formule rituali in situazioni di stress e pericolo.
Allora la tecnica non ha prodotto una permanente pace interiore.
Obatalá! Obatalá! Entrego nesse instante mais esta ovelha para o teu redio

#12 Pandora

Pandora

    how U doin'?

  • Moderatore
  • 5889 messaggi

Inviato 11 agosto 2019 - 10:24

La tecnica diventa un limite se supportata da rituali che non potrebbero essere riprodotti in condizioni estreme quando non è possibile avere accesso ad una comunità o ad una sostanza o a fumigazioni speciali o a qualunque altra cosa che una contingenza avversa mi esclude.

Un limite quindi quando mi fa dipendere da essa, quando io sottosto alla tecnica, quando il sabato sottostà alle legge.

Ho visto persone non riuscire ad andare in trance senza tecnica.

Ho visto persone non ricordare le formule rituali in situazioni di stress e pericolo.
Allora la tecnica non ha prodotto una permanente pace interiore.

Questo succede perché queste persone credono che l'efficacia della tecnica possa colmare le mamcanze della loro intenzione, io la chiamo fede perche' mi riferisco al cristianesimo che è quello che conosco.
Se hai fede, nel momento del bisogno, se una preghiera non la ricordi, te la inventi.
La preghiera codificata della recita del rosario per esempio, è esponenzialmente più efficace tanto più attribuisci e riconosci il significato di ogni parola che pronunci e ne prendi consapevolezza. Certo, viene recitato spesso come un mantra, ed in quel caso è sempre l'intenzione generale quella che conferisce efficacia alla preghiera, amplificata dal gruppo, un'unione di volontà.
Ma una preghiera detta con parole proprie può avere la stessa efficacia se viene caricata di fede.

@Freya
difatti l'errore farisaico è proprio quello, ritenere che avere svolto il compitino-rituale metta al sicuro le proprie istanze.
È esemplificativa la parabola del fariseo e del pubblicano, nella quale la preghiera dell'inadempiente, caricata di umiltà e consapevolezza di se stesso, gli apre la strada che al fariseo, tronfio della propria adesione totale alle prescrizioni, viene negata.
  • Frèyja piace questo
ecco. gnente firma :bb:

#13 purple

purple

    festina lente

  • Utenti
  • 2957 messaggi

Inviato 11 agosto 2019 - 01:16

Credo che le tue conclusioni siano parziali, limitate alla tua esperienza come dici, quindi nel momento in cui tenti una generalizzazione cadi in errore. Ci sono stati alterati di coscienza che sono l'opposto di una ipnosi, cioè si schiudono in condizioni di estrema lucidità e libertà mentale. E ve ne sono altri che sono "folgorazioni" calate dall'alto senza che vengano indotte in alcun modo da chi le riceve. Non è sempre necessario recitare mantra o praticare deprivazioni fisiche o sensoriali. Sulla mistica dovresti limitare i giudizi perché a occhio mi sembra che tu non sappia bene di cosa si tratta. Ad esempio quando dici che le estasi sono un "potere" a cui ci si abitua e si ricerca in continuazione, è molto lontano dalle esperienze di esse di altre persone. L'estasi colma d'amore, l'opposto del potere in un certo senso, e colmando porta una pace dove non vi è ricerca di nulla, nemmeno dell'esperienza stessa.

 

Usi il termine ipnosi in modo improprio, attenzione che le parole significano cose ben precise, e a forza di approssimarne il significato si fanno ragionamenti che sono fini a se stessi senza presa sulla realtà delle cose. L'ipnosi è una porta di accesso all'inconscio, da parte di un'altra persona, o di se stessi se si tratta di autoipnosi. Però il campo spirituale non è l'inconscio, che è una premessa da conoscere per progredire ma non è il punto di arrivo. C'è una parte di spiritualità che si rinviene dentro di sé e una parte che si attinge aprendo i canali dall'interno di sé alla realtà superiore, il "mondo delle idee" platonico. Questo spiega perché ci siano archetipi. Un rituale che blocca la persona nell'inconscio è un'ipnosi finalizzata al potere, mentre un rituale che apre alla conoscenza del divino dentro di sé e sopra di sé è un rituale che schiude gli stati di coscienza che ho nominato all'inizio.


  • Frèyja e Pandora piace questo

#14 malia

malia

    malia

  • Utenti
  • 8167 messaggi

Inviato 11 agosto 2019 - 04:31

Se ne può davvero uscire?
Secondo me sì, occorre disidentificazione da tutto ciò che ci ha dato piacere in questa vita, anche solo spirituale e che ha imbrigliato i nostri sensi ad un soddisfacimento immediato.
Disidentificazione da simboli, riti, chiese, partiti, squadre, etichette, da colori o suoni, da tutto..... perché possa manifestarsi l'assoluto silenzio della mente e possa esprimersi l'incondizionatezza del cuore.

Secondo me si, se ne può uscire  ma credo che spesso ci autosabotiamo perchè un po' di catena (l'ipnosi) fa sentire più al sicuro della libertà totale. Il ricorso all'ipnosi è come un riduttore di potenza, non so se riesco a spiegarmi, un riduttore che a volte  si sceglie (anche in modo inconsapevole) di usare, quando non serve, per paura della troppa potenza o della troppa libertà  che ci si ritroverebbe a manipolare trovandosi nello stato originario dell'Essere.



#15 nohintavailable

nohintavailable

    Utente Senior

  • Utenti
  • 264 messaggi

Inviato 11 agosto 2019 - 10:26

Credo che le tue conclusioni siano parziali, limitate alla tua esperienza come dici, quindi nel momento in cui tenti una generalizzazione cadi in errore. Ci sono stati alterati di coscienza che sono l'opposto di una ipnosi, cioè si schiudono in condizioni di estrema lucidità e libertà mentale. E ve ne sono altri che sono "folgorazioni" calate dall'alto senza che vengano indotte in alcun modo da chi le riceve. Non è sempre necessario recitare mantra o praticare deprivazioni fisiche o sensoriali. Sulla mistica dovresti limitare i giudizi perché a occhio mi sembra che tu non sappia bene di cosa si tratta. Ad esempio quando dici che le estasi sono un "potere" a cui ci si abitua e si ricerca in continuazione, è molto lontano dalle esperienze di esse di altre persone. L'estasi colma d'amore, l'opposto del potere in un certo senso, e colmando porta una pace dove non vi è ricerca di nulla, nemmeno dell'esperienza stessa.

Usi il termine ipnosi in modo improprio, attenzione che le parole significano cose ben precise, e a forza di approssimarne il significato si fanno ragionamenti che sono fini a se stessi senza presa sulla realtà delle cose. L'ipnosi è una porta di accesso all'inconscio, da parte di un'altra persona, o di se stessi se si tratta di autoipnosi. Però il campo spirituale non è l'inconscio, che è una premessa da conoscere per progredire ma non è il punto di arrivo. C'è una parte di spiritualità che si rinviene dentro di sé e una parte che si attinge aprendo i canali dall'interno di sé alla realtà superiore, il "mondo delle idee" platonico. Questo spiega perché ci siano archetipi. Un rituale che blocca la persona nell'inconscio è un'ipnosi finalizzata al potere, mentre un rituale che apre alla conoscenza del divino dentro di sé e sopra di sé è un rituale che schiude gli stati di coscienza che ho nominato all'inizio.

Certo, le mie conclusioni sono parziali, concordo, come quelle di chiunque, per questo ci confrontiamo, credo.
Resto però sempre aperto a sperimentare personalmente, in modo diretto tutto ciò che mi è possibile.

Per quanto riguarda la mistica, ho fatto delle personali conoscenze con alcuni contemporanei i quali hanno affermato di faticare a tornare alla vita comune dopo un'estasi che viene fortemente desiderata.
Per me questa è una forma di alienazione dalla realtà, di dipendenza da uno stato alterato di coscienza.
Forse per mistico intendiamo qualcosa di diverso, non lo so......in India non ci sono ancora stato ma sarà uno dei miei prossimi traguardi, vorrei davvero avvicinare il misticismo orientale.

Per quanto riguarda il termine ipnosi l'ho usato con cognizione, è una porta di accesso condizionata a qualcuno o a qualcosa.
Se ti ci accompagna un ipnotista tu assorbi anche inconsciamente il suo percorso, quindi si rischia di camminare per una via più lunga o più sofferente o anche meno ma chi può dirlo a priori?

Il rituale che apre alla conoscenza del divino dentro di sé e sopra di sé, personalmente non l'ho mai sperimentato ma se tu ne conosci uno che ti abbia aperto queste porte avrei piacere che ne scrivessi in questo thread.

Secondo me si, se ne può uscire  ma credo che spesso ci autosabotiamo perchè un po' di catena (l'ipnosi) fa sentire più al sicuro della libertà totale. Il ricorso all'ipnosi è come un riduttore di potenza, non so se riesco a spiegarmi, un riduttore che a volte  si sceglie (anche in modo inconsapevole) di usare, quando non serve, per paura della troppa potenza o della troppa libertà  che ci si ritroverebbe a manipolare trovandosi nello stato originario dell'Essere.


Sì, comprendo l'esempio, molto calzante perché mi ha ricordato un sogno in cui per evitare di bruciarmi con un'energia fortissima riducevo il passo verso di essa, rallentavo.
In effetti capisco ora, più profondamente, questo concetto, a distanza di molto tempo.
La catena è il mezzo per non scottarsi.
  • malia piace questo
Obatalá! Obatalá! Entrego nesse instante mais esta ovelha para o teu redio

#16 Frèyja

Frèyja

    Omnia ab uno

  • Utenti
  • 4818 messaggi

Inviato 12 agosto 2019 - 06:39

Certo, le mie conclusioni sono parziali, concordo, come quelle di chiunque, per questo ci confrontiamo, credo.
Resto però sempre aperto a sperimentare personalmente, in modo diretto tutto ciò che mi è possibile.
Per quanto riguarda la mistica, ho fatto delle personali conoscenze con alcuni contemporanei i quali hanno affermato di faticare a tornare alla vita comune dopo un'estasi che viene fortemente desiderata.
Per me questa è una forma di alienazione dalla realtà, di dipendenza da uno stato alterato di coscienza.
Forse per mistico intendiamo qualcosa di diverso, non lo so......in India non ci sono ancora stato ma sarà uno dei miei prossimi traguardi, vorrei davvero avvicinare il misticismo orientale.
Per quanto riguarda il termine ipnosi l'ho usato con cognizione, è una porta di accesso condizionata a qualcuno o a qualcosa.
Se ti ci accompagna un ipnotista tu assorbi anche inconsciamente il suo percorso, quindi si rischia di camminare per una via più lunga o più sofferente o anche meno ma chi può dirlo a priori?
Il rituale che apre alla conoscenza del divino dentro di sé e sopra di sé, personalmente non l'ho mai sperimentato ma se tu ne conosci uno che ti abbia aperto queste porte avrei piacere che ne scrivessi in questo thread.

Sì, comprendo l'esempio, molto calzante perché mi ha ricordato un sogno in cui per evitare di bruciarmi con un'energia fortissima riducevo il passo verso di essa, rallentavo.
In effetti capisco ora, più profondamente, questo concetto, a distanza di molto tempo.
La catena è il mezzo per non scottarsi.

Capisco quel che dici e mi trovi d'accordo. Voglio riportarti genericamente la mia esperienza, perché probabilmente ci sono dei limiti anche nella mancanza di adozione di tecniche.
Tutto quello che mi è successo è sempre avvenuto da sé, salvo casi rari e comunque limitati a piccoli eventi. Infatti per mia natura sono proprio contraria alla tecnica e a favore dell'improvvisazione e dell'attesa. A parte le tecniche di meditazione classica, osservazione e lavoro sul respiro (pranayama), tutto il resto non sono mai riuscita ad esperirlo con una tecnica. Se leggo un libro che sembra un manuale di istruzioni, con rituali complessi o pratiche dettagliate fino allo sfinimento, mi manca il desiderio di applicarmi. Primo perché l'esperienza che giunge da sé, attraverso pratiche semplici sull'io, mi sembra più genuina, e secondo perché (probabilmente sbagliando eh), trovo la ritualità complessa un modo per illudersi, spesso, di aver raggiunto qualcosa. Oltre che una forzatura meccanica di stati che, secondo me, se uno è predisposto a sperimentare, avvengono spontaneamente.
L'altro motivo per cui trovo assurde le tecniche "fisse" ,è che non solo non siamo mai energeticamente uguali nel corso del tempo, ma siamo tutti diversi. Queste differenze per me fanno sì che sia impossibile dare delle istruzioni complesse che possano essere universalmente valide per tutti e sempre efficaci, a meno che non siano generiche e riguardino caratteristiche comuni e costantemente presenti (come gli io).

Non mi fiderei di uno stato di estasi veicolato da un rituale. Mi renderebbe schiava della tecnica, probabilmente illusa. Inoltre se si tratta di un desiderio forte, credo che sia l'io a desiderare. La cosa più importante sarebbe osservare il desiderio, non metterlo in pratica. Pena l'incapacità poi di portare uno stato elevato in situazioni ordinarie.

Allo stesso tempo il non dipendere da una tecnica ha dei limiti. Lasciar andare il controllo è un bene per certi versi, ma se non ne sappiamo esercitare nessuno, si rimane in balia degli eventi, sempre. Il secondo problema, secondo me, è il non saper trasmettere agli altri una maniera, che seppur coi suoi limiti, può portarli ad esperire la stessa cosa. L'unica cosa che si può fare è raccontare, ma ha sicuramente meno valore del saper guidare.
Se anche funzionasse una volta su 100, o su uno su 100, sarebbe più prezioso di ogni parola. Quindi da una parte apprezzo molto chi riesce ad impegnarsi per trasmettere in forma fruibile a tutti qualcosa di così misterioso.
  • nohintavailable piace questo

#17 nohintavailable

nohintavailable

    Utente Senior

  • Utenti
  • 264 messaggi

Inviato 12 agosto 2019 - 07:04

Concordo con quanto hai scritto sopra Freya.
Più che limiti, quando non si adotta una tecnica, io ho sperimentato frustrazione perché occorre pazientare od anche rinunciare del tutto per fidarsi non tanto del caos degli eventi ma dell'intelligenza di madre natura, imparando a riconoscerla.

Ed anche il non saper/dover trasmettere qualcosa è una condizione che considero favorevole perché fonte di libertà sia per me che per chi mi vive accanto perché in questo modo non c'è condizionamento diretto.
Secondo me è l'esempio più che l'insegnamento ciò che va trasmesso.
  • Frèyja piace questo
Obatalá! Obatalá! Entrego nesse instante mais esta ovelha para o teu redio




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 visitatori, 0 utenti anonimi