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L'innocenza di Dio

dio miracoli disgrazie

  • Per cortesia connettiti per rispondere
49 risposte a questa discussione

#21 viator1945

viator1945

    Utente Junior Plus

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Inviato 26 luglio 2019 - 10:23

Salve. Per g.a.b.r.i.e.l. : citandoti : "La cosa fondamentale è individuare il colpevole di una vera disgrazia - ebbene il colpevole non è mai Dio.".

 

Ah, ecco allora perchè tutto quadra ! Basta leggere la Bibbia ! Che io in effetti non ho mai letto (però mi sembra tu non abbia mai letto "Alice nel Paese delle Meraviglie").

 

Quindi, ripetendo e confermando : "Tutto il bene del mondo è dovuto all'esistenza di Dio, per il male.......rivolgersi altrove."

 

Purtroppo questa interpretazione produce anche la negazione dell'esistenza di un Dio assoluto e totalizzante, in quanto Egli/Esso sarebbe chi o ciò che si "interessa", "è responsabile" solo di alcuni aspetti del mondo.

 

Avremmo un Dio mutilato ed impotente nei confronti del male. Auguri !!. Saluti.


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#22 Pandora

Pandora

    how U doin'?

  • Moderatore
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Inviato 26 luglio 2019 - 01:08

Salve. Per g.a.b.r.i.e.l. : citandoti : "La cosa fondamentale è individuare il colpevole di una vera disgrazia - ebbene il colpevole non è mai Dio.".

Ah, ecco allora perchè tutto quadra ! Basta leggere la Bibbia ! Che io in effetti non ho mai letto (però mi sembra tu non abbia mai letto "Alice nel Paese delle Meraviglie").

Se la discussione fosse stata sull'interpretazione di "Alice nel Paese delle meraviglie", sarebbe stato opportuno leggerselo, per non correre il rischio di parlare ad cazzum di qualcosa che non si conosce.

Dato che la discussione riguarda il Dio monoteista descritto nel Nuovo e Antico Testamento, sarebbe coerente almeno conoscere ciò di cui si parla o si intende parlare, sapere cosa ci sia scritto nei principali libri di riferimento sarebbe il minimo sindacale, ma posso anche capire che la voglia di autoaffermazione porti a fare dichiarazioni su ciò che non si conosce se non per sentito dire :roll:

Per evitare ulteriori gaffes nelle quali per fare del sarcasmo la brutta figura la fai tu, ti rimando al Regolamento di sezione per orientarti sul comportamento da tenere nei confronti delle varie religioni/sette/culti

http://www.cosenasco...ne/#entry103085

Quindi, ripetendo e confermando : "Tutto il bene del mondo è dovuto all'esistenza di Dio, per il male.......rivolgersi altrove."

Purtroppo questa interpretazione produce anche la negazione dell'esistenza di un Dio assoluto e totalizzante, in quanto Egli/Esso sarebbe chi o ciò che si "interessa", "è responsabile" solo di alcuni aspetti del mondo.

Avremmo un Dio mutilato ed impotente nei confronti del male. Auguri !!. Saluti.


anf puff pant


#23 Spinoza

Spinoza

    Utente in stand-by

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Inviato 26 luglio 2019 - 01:15

Innanzitutto ti ho cambiato sezione, perché il tuo quesito è più da religione e misteri che filosofia.

Ora invece ti rispondo.
I miracoli non accadono esclusivamente ai credenti, possono accadere anche ai non credenti mettendoli di fronte ad una tale constatazione del Sovrannaturale che si convertono, diventando credenti successivamente, dopo, non prima del miracolo. Esempi ne trovi quanti ne vuoi, da San Paolo a Bruno Cornacchiola.

Devo però dirti una cosa: la tua valutazione di colpa e di merito relative a miracoli e disgrazie sono considerazioni frutto di un'ottica terrena, del tutto materialista.
Se hai fede in Dio invece hai fede nella vita dopo la morte, quindi ti poni in un'ottica molto molto diversa relativamente all'importanza da dare alla vita materiale.

Te lo posso dire con certezza perché io sono una di quelle persone che hanno fede, ed al tempo stesso purtroppo ho appena vissuto una disgrazia.

Certo che anche se hai fede non è che sei felice delle disgrazie: ma non attribuisci alla volontà di Dio una "colpa", il percorso che fai è diverso ed è di accettazione della volontà di Dio, che si nutre della speranza della prospettiva della vita eterna e di tanti altri aspetti che qui non affronterò.

Diciamo che trovo incoerente non credere in Dio ma al tempo stesso volerlo condannare: se vuoi condannarlo credi in Lui, sennò il tuo ragionamento sta cortocircuitando.

A meno che la tua discussione non sia solo un tentativo di provocazione verso i fedeli. :roll:

 

Mi hai fatto ricordare una splendida scena con Troisi.

Purtroppo ho trovato soltanto l'audio.

 


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#24 Lunanerina

Lunanerina

    Utente Esperto

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Inviato 26 luglio 2019 - 02:04

Di solito dare la colpa a Dio per le disgrazie è un classico, come se fosse direttamente Lui a colpire, giudicare, condannare, ecc....
Invece Dio fin dall'Eternità ha stabilito un Ordine il cui superamento, la cui trasgressione comporta un giudizio, una punizione. Ma non da parte di Dio, bensì proprio da parte nostra.
È come un padre che consiglia a suo figlio di non mettere la mano sul fuoco altrimenti si scotta. Glielo dice per il suo bene, perché lo ama. Ma se il figlio non ascolta il consiglio del padre e mette la mano sul fuoco e si scotta, il padre che colpa ne ha?
E così è per Dio che è un Padre buono che ci consiglia per il nostro bene. Se noi facciamo di testa nostra e ci scottiamo, di certo la colpa non è sua.
Allora ci si chiede perché Dio però non evita le disgrazie. Ma non comprendiamo che è per la nostra crescita che permette la sofferenza, oltre che per farci comprendere le coseguenze nell'andare contro l'Ordine da Lui stabilito. Ciò che è sempre per la nostra crescita.
Senza lotta e fatica non c'è evoluzione. Senza lotta e fatica non c'è vita, ma morte.
È come un fiume che non scorre mai, diventa pantano. È "morto".
Perciò, anche se non è facile, il credente dovrebbe nel suo cuore, non solo a parole, ringraziare Dio anche per le prove, perché aiutano a crescere.
"Il Signore corregge colui che ama" è scritto.
È quando fai del male e non ne subisci le conseguenze in questa vita che dovresti preoccuparti, perché vuol dire che ormai sei caduto talmente in basso che il Signore non ti "corregge" neanche più, c'è il nemico che ti fa andare tutto bene e poi le conseguenze le paghi nell'Aldilà dove la risalita verso la Luce è molto più difficile.

"Il Signore ha dato, il Signore ha tolto. Sia benedetto il nome del Signore" ( Giobbe 1:21 )


#25 malia

malia

    malia

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Inviato 26 luglio 2019 - 03:12

Ma non è vero! :rotfl:

Le lodi, i ringraziamenti, le preghiere, fanno parte del cristianesimo.
Basta pensare alla storia di Gesù e i dieci lebbrosi: uno solo tornò a ringraziarlo.

 

Io trovo che ci sia poco da ridere perchè, dal mio punto di vista, il fatto di amare ed avere fede, fiducia incondizionata, in Dio, dovrebbe portare ad essere grati per ogni cosa, non per le cose buone che riteniamo di aver ricevuto.

 

Non credo che la storia dei lebbrosi ci dica che bisogna ringraziare Dio, ma che è la fede, ancora una volta, che salva.

 

Esseri grati sempre, in ogni circostanza, come stile di vita, come attidudine mentale,  "salva" ed e' diverso dal dire "Grazie Dio che mi hai guarito la verruca".

 

Ognuno di noi vede, comunque, cose diverse in quella, come nelle altre storie della Bibbia o del Vangelo.


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#26 Lunanerina

Lunanerina

    Utente Esperto

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Inviato 26 luglio 2019 - 03:46

Io trovo che ci sia poco da ridere perchè, dal mio punto di vista, il fatto di amare ed avere fede, fiducia incondizionata, in Dio, dovrebbe portare ad essere grati per ogni cosa, non per le cose buone che riteniamo di aver ricevuto.

Non credo che la storia dei lebbrosi ci dica che bisogna ringraziare Dio, ma che è la fede, ancora una volta, che salva.

Esseri grati sempre, in ogni circostanza, come stile di vita, come attidudine mentale, "salva" ed e' diverso dal dire "Grazie Dio che mi hai guarito la verruca".

Ognuno di noi vede, comunque, cose diverse in quella, come nelle altre storie della Bibbia o del Vangelo.

Esatto anche perché la gratitudine è quella del cuore anche se non Lo ringraziamo sempre con la bocca
Altrimenti diventa una mera e farisaica formalità, una ritualità che al Signore non piace.

"Il Signore ha dato, il Signore ha tolto. Sia benedetto il nome del Signore" ( Giobbe 1:21 )


#27 Pianura

Pianura

    Utente Senior Plus

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Inviato 26 luglio 2019 - 04:40

Dio è Amore, è Giustizia, è Perfezione.

 

Quando c’è qualcosa che non va bene non è colpa di Dio, la colpa è nostra e se soffriamo non è Dio che ci vuole fare soffrire ma soffriamo per i sbagli che noi facciamo o che abbiamo fatto. Dio ci ha creati col libero arbitrio ed è per questo motivo che non interviene altrimenti va contro una delle sue leggi che è quella di ostacolare il libero arbitrio, per questo motivo quando non vanno bene certe cose Dio non interviene, ma Dio dalla nostra nascita fino alla nostra morte ci ha dato un Angelo custode e quando vediamo che certe cose non vanno bene noi dovremmo comunicare col nostro Angelo sarà Lui che ha questo compito di aiutarci, ma per essere aiutati è anche necessario che impariamo ad eliminare i nostri difetti i quali possono essere la rabbia, la gelosia, la calunnia, la supremazia, la prepotenza il giudizio su altre persone ecc. altrimenti il nostro Angelo non può intervenire se chiediamo aiuto e il nostro animo reagisce in questo modo per il fatto che un animo del genere attira entità che servono Lucifero ed alla fine non possiamo uscire da queste ingiustizie.



#28 Rainbow

Rainbow

    Tempus fugit

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Inviato 26 luglio 2019 - 05:15

Questa vita terrena a mio modo di vedere è principalmente sofferenza, quindi c'è poco da stupirsi o maledire Dio quando accade qualcosa di brutto.
Ho sempre trovato strano, quasi singolare che le persone cadessero dal pero quando capitava loro una disgrazia, sarò particolarmente pessimista io, non lo metto in dubbio, ma sono non dico gli eventi felici (rari) ma proprio la banalità, la quotidianità dei giorni senza dolori o sciagure a rendermi grata e a meravigliarmi, giorno per giorno.
Anche oggi non mi è morto nessuno, sono in perfetta salute, ho avuto da mangiare e niente di irreparabile è successo?
Grazie Dio!
Insomma:-Perché proprio a me?-non è mai stato un mio pensiero, neppure quando le disgrazie mi sono effettivamente successe.
Più facile che mi dicessi :-perché proprio a me non dovrebbe succedere, visto che al mondo c'è così tanta sofferenza? Chi sono io per cavarmela?-
Ritornando in topic, sarebbe veramente sciocco ringraziare per le disgrazie, anche perché come ha detto Purple sono faccende di ordinaria amministrazione.
Sono le gioie (i miracoli o quello che volete) a doverci fare ringraziare fervidamente Dio (per chi crede) e il nostro incredibile cu...o per chi non crede, perché in realtà nulla ci è dovuto e questa vita è seriamente imprevedibile.:asdsi:

#29 Pianura

Pianura

    Utente Senior Plus

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Inviato 26 luglio 2019 - 05:24

Questa vita terrena a mio modo di vedere è principalmente sofferenza, quindi c'è poco da stupirsi o maledire Dio quando accade qualcosa di brutto.
Ho sempre trovato strano, quasi singolare che le persone cadessero dal pero quando capitava loro una disgrazia, sarò particolarmente pessimista io, non lo metto in dubbio, ma sono non dico gli eventi felici (rari) ma proprio la banalità, la quotidianità dei giorni senza dolori o sciagure a rendermi grata e a meravigliarmi, giorno per giorno.
Anche oggi non mi è morto nessuno, sono in perfetta salute, ho avuto da mangiare e niente di irreparabile è successo?
Grazie Dio!
Insomma:-Perché proprio a me?-non è mai stato un mio pensiero, neppure quando le disgrazie mi sono effettivamente successe.
Più facile che mi dicessi :-perché proprio a me non dovrebbe succedere, visto che al mondo c'è così tanta sofferenza? Chi sono io per cavarmela?-
Ritornando in topic, sarebbe veramente sciocco ringraziare per le disgrazie, anche perché come ha detto Purple sono faccende di ordinaria amministrazione.
Sono le gioie (i miracoli o quello che volete) a doverci fare ringraziare fervidamente Dio (per chi crede) e il nostro incredibile cu...o per chi non crede, perché in realtà nulla ci è dovuto e questa vita è seriamente imprevedibile. :asdsi:

Nulla ci arriva per caso tutto quello che viviamo ha il suo scopo.



#30 Rainbow

Rainbow

    Tempus fugit

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Inviato 26 luglio 2019 - 05:39

Nulla ci arriva per caso tutto quello che viviamo ha il suo scopo.

Anche questa è un'interpretazione, certo...ad esempio so che chi crede nella reincarnazione ritiene che le prove che ci troviamo ad affrontare durante la nostra vita (lutti e tragedie comprese) siano state scelte da noi stessi prima di incarnarci e facciano parte del cosiddetto piano animico o di incarnazione, adesso non ricordo il nome esatto.
Il fine sarebbe quello di sperimentare determinate esperienze atte far progredire la nostra anima.

#31 Pianura

Pianura

    Utente Senior Plus

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Inviato 26 luglio 2019 - 05:49

Anche questa è un'interpretazione, certo...ad esempio so che chi crede nella reincarnazione ritiene che le prove che ci troviamo ad affrontare durante la nostra vita (lutti e tragedie comprese) siano state scelte da noi stessi prima di incarnarci e facciano parte del cosiddetto piano animico o di incarnazione, adesso non ricordo il nome esatto.
Il fine sarebbe quello di sperimentare determinate esperienze atte far progredire la nostra anima.

Non siamo noi che scegliamo il karma ma ci viene imposto e ci danno un karma che ci meritiamo; per far si che scegliamo noi la vita di reincarnazione dobbiamo essere ai livelli alti altrimenti dobbiamo stare alle leggi che ci impongono quella determinata vita che dobbiamo fare in base a ciò che meritiamo.



#32 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

    Utente ragionevole

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Inviato 26 luglio 2019 - 06:12

Dato che la discussione riguarda il Dio monoteista descritto nel Nuovo e Antico Testamento, sarebbe coerente almeno conoscere ciò di cui si parla o si intende parlare, sapere cosa ci sia scritto nei principali libri di riferimento sarebbe il minimo sindacale,


Probabilmente lui non crede in quello che è scritto nella Bibbia o testi simili quindi ritiene inutile leggerlo e per questo non ha menzionato una fede specifica ma ha parlato di un Dio generico dal punto di vista filosofico e speculativo. La sua domanda è molto interessante. Si chiede perché un Dio creduto onnipotente e sovranaturale non dev'essere considerato responsabile anche delle disgrazie dunque un creatore malvagio. Ammettiamo che non ci sia un diavolo e la legge naturale di causa ed effetto, in tal caso sarebbe Dio ad organizzare o comunque a permettere la disgrazia di un suo fedele il quale pertanto avrebbe il diritto di maledirlo. Per me la risposta è semplice: sono ateo, non credo in nessuna forma di divinità, nella Bibbia originale non esiste la parola "dio" - per me il creatore "Elohim" non è un'entità mistica onnisciente e soprannaturale bensì "solo" astronauti e scienziati extraterrestri (esseri umani come noi), i quali non hanno tutto il potere che almeno teoricamente dovrebbe avere un Dio generico. Ma a parte questo dettaglio la questione è se vogliamo discutere di un Dio teorico oppure della Sorgente di vita come viene presentata nelle scritture delle religioni rivelate. Un Dio teorico è tutto e il contrario di tutto, dal momento che è frutto di fantasticheria della gente comune. La sorgente Elohim o Eloha o Allah o YHWH invece ha caratteristiche ben precise. Queste caratteristiche è possibile conoscere da iniziati e mistici in modo autonomo e diretto, "nello spirito", indipendentemente dai testi sacri. Non è necessario leggere la Bibbia per raggiungere la Gnosi - per conoscere creatori e creature. E quando uno conosce se stesso, in modo approfondito, e la sua vera natura, si accorge che non è mai il creatore a provocare una vera disgrazia ma la creatura. Un ipotetico Dio onnipotente anche se avrebbe la possibilità di annullare una disgrazia, se è un Dio giusto non lo farebbe comunque, perché allora sarebbe un criminale (ingiusto). Ovviamente parto dalla premessa che una vera disgrazia sia effetto di una causa, il risultato perfettamente prevedibile di un'azione malvagia volontaria o di un pensiero malvagio volontario di una creatura. Ed anche se la disgrazia fosse "casuale" (il caso non esiste le catastrofi fanno parte del gioco), il creatore potrebbe salvarti da quella disgrazia, se decidi di invocarlo. In effetti il creatore è disposto e pronto ad aiutare tutte le sue creature coscienti, a condizione che la creatura autorizzi qui ed ora esplicitamente l'intervento straordinario dell'Altissimo. Questo perché né l'ipotetico Dio onnipotente né le civiltà extraterrestri evolute hanno il permesso di interferire nella vita quotidiana dei Terrestri. Tranne quando un essere umano in difficoltà sceglie di rivolgersi al suo Padre celeste per esprimere il desiderio di essere salvato da questo o quell'evento negativo che si sta avvicinando. Se manca l'autorizzazione il salvataggio non può avvenire nonostante amore infinito della Sorgente per tutte le creature umane.
 

Esatto anche perché la gratitudine è quella del cuore anche se non Lo ringraziamo sempre con la bocca
Altrimenti diventa una mera e farisaica formalità, una ritualità che al Signore non piace.


Un fedele che non ringrazia il suo Dio -non importa in quale modo, basta la sincerità- gli sta mandando il messaggio che è colpa di Dio per le sue disgrazie e che Dio ha il dovere di intervenire per eliminare le colpe degli uomini.

Un fedele che ringrazia Dio, gli sta mandando il messaggio che è colpa dell'uomo per le proprie disgrazie e che Dio non è obbligato ad intervenire, e perdonare i suoi crimini o errori più o meno gravi.

Il primo è un atteggiamento da bugiardi/ falsari/ mafiosi mentre il secondo è un atteggiamento da uomini saggi.

#33 Pandora

Pandora

    how U doin'?

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Inviato 26 luglio 2019 - 08:21

Mi hai fatto ricordare una splendida scena con Troisi.
Purtroppo ho trovato soltanto l'audio.


In realtà c'è tutta una posizione dottrinale cattolica sull'elogio della sofferenza, fermo restando che la questione sia da parametrizzare secondo una visione di vita eterna, ed il senso non può essere affrontato seriamente (difatti Troisi la mette in burla) nella prospettiva materialista che vede la morte come un muro insuperabile che pone fine ai giochi.
Sono prospettive profondamente diverse.
Però ti devo anche dire che, forse in aperta antitesi dottrinale, non trovo "sano", o forse mi è ancora incomprensibile, auspicarsi la sofferenza.
Dopotutto la gente andava da Gesù per essere guarita, non per ammalarsi di più.
(e lui li esaudiva)

Quindi per me l'abnegazione al dolore è un aspetto che posso al massimo intuire ma che non credo di avere colto completamente.
:nonchalance:

anf puff pant


#34 Pandora

Pandora

    how U doin'?

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Inviato 26 luglio 2019 - 10:04

Ricordo agli utenti che le polemiche pubbliche contro le decisioni della moderazione sono vietate dal Regolamento del forum, che si accetta implicitamente all'atto di iscrizione.
È sempre consentito perorare la propria causa attraverso la messaggistica privata.

anf puff pant


#35 Pandora

Pandora

    how U doin'?

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Inviato 27 luglio 2019 - 08:03

Riapro
Fate i bravi (e controllate la messaggistica privata)

anf puff pant


#36 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

    Utente ragionevole

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Inviato 27 luglio 2019 - 03:40

Però ti devo anche dire che, forse in aperta antitesi dottrinale, non trovo "sano", o forse mi è ancora incomprensibile, auspicarsi la sofferenza.
Dopotutto la gente andava da Gesù per essere guarita, non per ammalarsi di più.
(e lui li esaudiva)

Quindi per me l'abnegazione al dolore è un aspetto che posso al massimo intuire ma che non credo di avere colto completamente.


Per me la sofferenza fine a se stessa (e imposta), è abominio. Ma sofferenza che salva il prossimo, o la sofferenza volontaria finalizzata a espiare le colpe del mondo, a "convertire" il mondo all'amore e giustizia, secondo me può essere accettata. Pare che serva anche per placare l'ira di Dio giudeocristiano come spiega questo presunto "Messaggio Urgente della Madonna al Mondo del 22/03/2011" (video).

Riferimenti: Il mio cuore è addolorato - Borg in Nadur (ebook, google search).
 

Fate i bravi


Io sono bravissimo.

Spoiler



#37 Lunanerina

Lunanerina

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Inviato 27 luglio 2019 - 04:16

Un fedele che non ringrazia il suo Dio -non importa in quale modo, basta la sincerità- gli sta mandando il messaggio che è colpa di Dio per le sue disgrazie e che Dio ha il dovere di intervenire per eliminare le colpe degli uomini.

Un fedele che ringrazia Dio, gli sta mandando il messaggio che è colpa dell'uomo per le proprie disgrazie e che Dio non è obbligato ad intervenire, e perdonare i suoi crimini o errori più o meno gravi.

Il primo è un atteggiamento da bugiardi/ falsari/ mafiosi mentre il secondo è un atteggiamento da uomini saggi.

Sono d'accordo con quello che mi dici. Aggiungo comunque che le disgrazie e difficoltà non sono SEMPRE per forza una colpa ma diverse volte sono anche prove per farci crescere pure se non abbiamo peccato. Fatto sta che ciò è a causa della nostra imperfezione e bisogno di santificarci.

"Il Signore ha dato, il Signore ha tolto. Sia benedetto il nome del Signore" ( Giobbe 1:21 )


#38 mystery1967

mystery1967

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Inviato 27 luglio 2019 - 08:55

Sono tentazioni, servono per verificare non la quantità, ma la qualità della fede o fiducia di qualcuno. Fidarsi totalmente di Dio non è facile ma è l'unica via efficace, il resto sono tentativi "umani troppo umani" di sopravvivere a una grande sofferenza. Purtroppo il vero cristianesimo non viene insegnato nelle chiese quindi troppi non sanno come comportarsi in certe situazioni.

Io so solo che sono grandi disgrazie e basta. Non capisco perchè Dio si debba servire di questo tipo di "tentazioni": il sacrificio di un figlio. Ognuno reagisce per ciò che è, e per prima cosa viene il proprio istinto che è la nostra parte più "vera", sana e non contaminata da nessun fattore esterno. Non ci sono regole che tengono davanti ad una disgrazia.

 

Troppo contorte queste "leggi divine", io credo che davanti ad alcune disgrazie non si può dire nulla, il silenzio è la migliore cosa da fare.


 L’emozione sorge laddove corpo e mente si incontrano. (Eckhart Tolle)


#39 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

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Inviato 28 luglio 2019 - 12:33

Io so solo che sono grandi disgrazie e basta. Non capisco perchè Dio si debba servire di questo tipo di "tentazioni": il sacrificio di un figlio. Ognuno reagisce per ciò che è, e per prima cosa viene il proprio istinto che è la nostra parte più "vera", sana e non contaminata da nessun fattore esterno. Non ci sono regole che tengono davanti ad una disgrazia.

Troppo contorte queste "leggi divine", io credo che davanti ad alcune disgrazie non si può dire nulla, il silenzio è la migliore cosa da fare.


Questo tuo commento mi permette di spiegare un concetto di difficile comprensione. Anzi, più che di difficile comprensione direi sconosciuto per la stragrande maggioranza, anche i credenti lo ignorano.

Qual è la nostra vera natura? Come stabilire, "misurare", verificare la nostra vera natura? Alcuni diranno: è lo stato d'Essere dell'uomo naturale che è riuscito a sfuggire al condizionamento esterno (spaziotempo, paese dove siamo nati o dove ci siamo trasferiti, ambiente, famiglia, amici, istruzione, i mass media).

Per me, questo stato d'Essere dell'uomo naturale non è la nostra vera natura anche se a noi potrebbe apparire come tale dato che stiamo esprimendo noi stessi liberamente e pienamente.

Chi pensa che questa sarebbe la nostra vera natura non considera condizionamenti interiori che scaturiscono da un uso non ottimale/ errato/ superficiale degli strumenti a nostra disposizione concepiti per sentire noi stessi, gli altri, il mondo, per elaborare e ricordare i dati (ovvero sistema sensoriale, coscienza superiore, coscienza inferiore, intelligenza, mente, memoria).

Per me la nostra vera natura è lo stato d'Essere dell'uomo risvegliato il quale ha superato sia condizionamenti esterni che condizionamenti interiori, costui non è minimamente limitato dalle sovrastrutture dalle quali dipende un uomo ordinario.

Un uomo risvegliato non percepisce se stesso, gli altri, il mondo, l'universo nello stesso modo come l'uomo naturale, e l'uomo risvegliato non ragiona nello stesso modo come l'uomo naturale. La distanza tra le due posizioni è notevole, si potrebbe quasi affermare che lo stato d'Essere e i ragionamenti di un uomo risvegliato sono contrari allo stato d'Essere e i ragionamenti di un uomo naturale anche se ci sono punti in comune.

La differenza tra uomo naturale e uomo risvegliato è che il primo "combatte" l'interferenza esterna e basta perché illuso (o ingannato) di essere giusto e forse perfetto. Certo non dice apertamente "sono perfetto" per ovvi motivi ma, almeno inconsciamente, lo pensa. Crede, che a livello della struttura dell'essere (essenza) sta a posto e che appena si libererà della sovrastruttura imposta dal sistema, tornerà ad essere e manifestare se stesso.

Purtroppo, questo non è vero. Il cosiddetto percorso spirituale è molto più del semplice difendersi e isolarsi dagli attacchi esterni. La sua parte più significativa è imparare a difendersi e isolarsi dagli attacchi interiori. Le chiese non insegnano più questo aspetto fondamentale della spiritualità, che conduce al risveglio, al conoscersi e riconoscersi.

Non basta approfondire quello che pensiamo di essere oggi ma quello che potenzialmente siamo stati fin dal Principio, bisogna scoprire il nostro progetto originario prima della discesa nella "materia". E qui parlo in simboli perché tutto è materia-energia, non c'è un mondo-degli-spiriti.

Per un uomo naturale è impossibile comprendere le leggi divine (o extraterrestri) una volta che ha avuto il privilegio di conoscerle nel loro insieme -troppo difficili, apparentemente assurde e contraddittorie, molti paradossi etc-, perché la sua natura provvisoria è quella naturale o Terrestre. Soltanto uomo risvegliato avendo una natura "divina" o "spirituale" è in grado di accettare completamente quelle leggi perché le sperimenta direttamente e comprende.

In altre parole, la creatura non può pensare e vivere come il suo creatore, a meno che non sceglie di trasformare la sua natura di partenza in quella finale e definitiva. Le due nature sono presenti in noi, a causa del libero arbitrio per non forzare le nostre scelte. Lo scopo della venuta dei vari profeti e insegnanti saggi inviati dal cielo è appunto parlare agli umani dell'esistenza di queste due nature, e descrivere le loro caratteristiche.

Coloro che tendono alla perfezione, hanno la possibilità di rendersi "uguali agli dèi", tutti gli altri sono liberi di restare quello che pensano di essere, conservando la loro natura provvisoria, Terrestre. L'uomo quando nasce su questo pianeta non riceve automaticamente la sua VERA natura - perché prima dovrebbe dimostrare di... meritare questa "trasmutazione". Una volta dimostrato ciò, gli viene rivelato come fare.

Per questo motivo alcune "leggi divine", quelle più facili, possono essere apprezzate e capite da tutti - ma molte altre no, essendo riservate a coloro che hanno già compiuto la trasformazione suddetta da uomo a dio, da una condizione dell'essere carnale a una condizione dell'Essere spirituale. Infatti la scintilla divina dovrebbe manifestarsi nell'Uomo durante la sua prima esistenza, qui-ed-ora, non deve atrofizzare e morire, dovrebbe portare frutti.

Ora, le grandi tentazioni quali disgrazie come quelle capitate a Giobbe nell'AT sembrano inconcepibili e inaccettabili all'uomo "naturale" (quello non trasformato secondo il Progetto originario), ma diventano tollerabili per l'uomo risvegliato che avendo una natura divina ragiona come Dio. Perciò, siccome le religioni hanno l'obiettivo di indicare la via della trasformazione o risveglio, chi si dichiara "cristiano" ad esempio sottintende di essere una nuova creatura, con tutte le conseguenze del caso. In un tale contesto, la tentazione-disgrazia non viene più vissuta come una prova o missione impossibile ma fattibile, anzi diviene dimostrazione della coerenza di un fedele. Quando la Bibbia parla dei giusti, intende questo tipo di giustizia, aver superato l'esame supremo.

Riferimenti: Matteo 5:20-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio«.

#40 mystery1967

mystery1967

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Inviato 28 luglio 2019 - 07:07

 
Ora, le grandi tentazioni quali disgrazie come quelle capitate a Giobbe nell'AT sembrano inconcepibili e inaccettabili all'uomo "naturale" (quello non trasformato secondo il Progetto originario), ma diventano tollerabili per l'uomo risvegliato che avendo una natura divina ragiona come Dio. Perciò, siccome le religioni hanno l'obiettivo di indicare la via della trasformazione o risveglio, chi si dichiara "cristiano" ad esempio sottintende di essere una nuova creatura, con tutte le conseguenze del caso. In un tale contesto, la tentazione-disgrazia non viene più vissuta come una prova o missione impossibile ma fattibile, anzi diviene dimostrazione della coerenza di un fedele. Quando la Bibbia parla dei giusti, intende questo tipo di giustizia, aver superato l'esame supremo.

 

Come ho sempre detto le tue teorie sono molto affascinati, ma non attuabili alla vita di tutti i giorni. Cito solo la parte riferita al tema del 3D, il resto si è allontanato risultando solo una esposizione del tuo credo.

 

Si parla sempre teoricamente e non si scende mai nell'interiorità dell'uomo medio, della persona comune che si può incontrare per strada. Penso che parlare in questo modo non si risolva nulla, punterei più nella semplicità. Si parla di "uomo naturale" e "uomo risvegliato", io credo che esiste l'Uomo e basta con le sue debolezze e le sue potenzialità che sono enormi. Tu dirai "per questo esistono le Religioni" ma per me non è cosi visto che esistono da sempre e i risultati sono sempre gli stessi.

 

Ho già espresso il mio pensiero riguardo le disgrazie, sono incomprensibili all'Uomo (alla pari dei miracoli) e difficili da accettare da chiunque. Entrambi provengono dalla stessa "fonte" ma non lo associo a Dio, ma forse più semplicemente "all'Ordine Naturale delle cose" e non rappresentano prove/tentazioni. Non parlo seguendo una filosofia o una corrente religiosa ma solo per ciò che ho dentro e risultato delle varie esperienza religiose che ho fatto.

 

Al contrario tuo, credo che le religioni di tutti i tempi abbiano solo impedito all'essere umano di progredire spiritualmente ed interiormente, limitandone la sua evoluzione. La spiritualità è personale e non può essere "uniformata" per tutti. Quello di cui ho realmente bisogno io non può essere la stessa del mio vicino.

 

Ciò che avevo da dire si esaurisce qua, non mi piace poi risultare ripetitivo.

 

Per il resto cerchiamo di non allontanarci troppo dall'argomento principale.


 L’emozione sorge laddove corpo e mente si incontrano. (Eckhart Tolle)





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