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Il distacco dall'immaginazione non-creativa


  • Per cortesia connettiti per rispondere
88 risposte a questa discussione

#1 Frèyja

Frèyja

    .L.

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Inviato 08 marzo 2019 - 12:49

Cosa rimane, quando, svanito il desiderio di possedere e saziarsi dei fenomeni sensoriali, svanisce anche quello di intrattenersi nei fenomeni mentali?
Un gran numero di cose possono stimolare l'immaginazione e lasciarci impigliati in fantasie di natura puramente ideale.
Un libro, un film, una musica, e tutte le pratiche spirituali che hanno come base l'immaginazione, finiscono spesso per imprigionarci nel divenire di un io ideale.
I pochi risultati raggiunti nutrono l'illusione di progredire in qualche forma di controllo e ottenere qualche potere, ma alla fine servono solo a tenere in piedi un meccanismo in cui si viene costantemente derubati dell'essere e ripagati con ciò che si tende ad essere.
Sotto sotto, si scatena l'intensa paura di abbandonare una condizione di perpetua speranza, generata dai fantasmi, per approdare a uno stato completamente sconosciuto, in cui è tagliata fuori ogni forma di autocelebrazione e progresso, perché si incontra, inevitabilmente, la quiete perfetta. O almeno così dicono, perché nessuno sa a cosa va veramente incontro.
L'abbandono dei piaceri mentali è un atto di profonda fede, implica il gettarsi in un abisso ignoto da cui non si sa né come né se, effettivamente si può uscire.

È la seconda notte oscura di san Giovanni della Croce, la notte dello spirito, in cui la presenza di Dio è così vicina da accecare e lasciare, paradossalmente, al buio.
È il distacco dolorosissimo dalle forme mentali.

Sono convinta che alcune forme di depressione siano parenti stretti di questo vuoto spaventoso. Specialmente quelle non caratterizzate dall'incessante rimuginio, dagli eccessi dei sensi di colpa, ma più che altro dell'impossibilità di trarre piacere da ciò che un tempo era la massima gioia.

Come si cresce fisicamente, si diventa sempre più adulti anche nello spirito, e ciò che piace al bambino non piace all'adulto.

Capisco che è un argomento complesso, mi piacerebbe sentire qualche parere di chi, sulla via, ha sentito la necessità di abbandonare qualcosa ma non ha trovato immediatamente (Come spesso accade) la soddisfazione interna, l'unità assoluta.
Non necessariamente sul piano mentale, anche quello più legato alle soddisfazioni fisiche.

Sicuramente il buddismo ha molte risposte a questo dilemma. Discutiamone insieme se vi va.
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#2 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

    Utente ragionevole

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Inviato 08 marzo 2019 - 01:37

Apposta c'è l'ego per riempire il vuoto il quale, dopo, risulta gradevole nella forma di Vacuità "buddhista" (Sunyata) ma all'inizio genera paura di perdere ogni cosa - e ci impedisce di varcare la soglia. L'ego fantastica l'ideale, perché non in grado di sperimentare il reale. Si scorge il reale, soltanto quando non si ha più bisogno di possedere qualcosa per sperimentarlo. L'attaccamento all'ideale ci illude di essere al sicuro. Un Percorso spirituale, ovvero la pratica e la disciplina, hanno il potere di distaccarci dalle false certezze, ma richiedono impegno e costanza. Dopo un tempo "X" differente per ognuno, la pratica senza interruzioni e troppe distrazioni trasforma l'ego in Essere o coscienza superiore, dove non esiste più la ricerca della sicurezza ma della nostra vera natura, sempre più piacevole. Il vero progresso va inteso come un ritorno alle origini verso la perfezione iniziale e non come un accumulo di conoscenza più o meno casuale o disordinata. Ci si spaventa quando si è tiepidi né caldi né freddi perché si guarda in due direzioni opposte, per questo fu detto «Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio». E' una scelta definitiva, per cui occorre essere preparati, e nel frattempo inutile provare a "progredire".


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#3 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 08 marzo 2019 - 09:02

a me è capitato all'improvviso di non provare più nessun impulso di lettura di romanzi e fumetti, il piacere nel leggerli ora è molto ridotto, e ora gli unici libri che leggo sono, al bisogno, libri tecnici sulla mia professione, che comunque mi fanno provare piacere, ma mai quella sensazione di 'perdersi dentro' che vivevo con romanzi o con i fumetti.

stessa cosa per il guardare le serie televisive o i film, prima ne guardavo molti, ora in maniera naturale la mia spinta si è molto ridotta a pochi film all'anno di cui sento un richiamo particolare.

ma non mi dispiace, è una cosa che ho accettato con tranquillità, anche perché ora riesco a trarre un vivo piacere da tanti momenti quotidiani.

in generale tutti quei tipi di esperienze che prima usavo per distrarmi ora non mi attirano più perché ho sempre meno necessità di distrarmi.. 

Le sensazioni di 'assenza' più destabilizzanti le ho provate 1 quando ho smesso di fumare, nella fase iniziale, non riuscivo ad immaginarmi come avrei gestito il tempo senza il fumo e avevo la paura del vuoto e 2 quando ho dovuto imparare a gestire il lasciare andare e l'assenza a livello relazionale, c'è stato un periodo nella mia vita deputato proprio a insegnarmi questo: c'era un veloce venire e andare di persone nella mia vita..arrivavano, avevamo un contatto bellissimo e poi ciao, le strade dolcemente divergevano... lì ho sperimentato il donarsi, il lasciare andare e l'assenza.

 

le tecniche spirituali immaginative che sono al centro del tuo post non so a cosa si riferiscano bene: intendi tecniche basate sulla visualizzazione e sulla rappresentazione mentale come le meditazioni guidate immaginative, i viaggi sciamanici e i viaggi astrali?

in questo caso non so cosa dirti perché a me non sono mai piaciute molto, le ho provate ma non sono mai state parte solida del mio percorso.

 

edit: faccio un edit doveroso: oltre alle letture tecniche per il mio lavoro ora mi nutro regolarmente di letture elevate che provengono da menti meravigliose e spirituali. questo tipo di letture è un grande nutrimento e un grande piacere.


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Noctes atque dies patet atri ianua Ditis: sed revocare gradum superasque ecadere ad auras, hoc opus, hic labor est.


 

 


#4 LUMA

LUMA

    Utente Junior Plus

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  • 190 messaggi

Inviato 09 marzo 2019 - 01:50

Discussione molto interessante... e ci vedo una sana ricerca dietro a questo post.

 

Comunque sì... sta succedendo anche a me... comincia ad annoiarmi tutto ciò che la Mente e l'Ego vorrebbero invece farmi credere interessanti ed emozionanti.

 

L'auto che ti fa diventare chi sei veramente... il talent che farà vedere al mondo quanto sei bravo... l'acqua che ti renderà puro perchè ti fa fare plin plon...

 

Cosa sono queste... se non promesse? Ma cosa accade quando raggiungiamo lo scopo? Di nuovo un senso di vuoto... da colmare al più presto (epperò per fortuna c'è Amazon :flag:)

 

Il vuoto però è ancora lì... ti aspetta al varco... probabilmente di Vita in Vita... e tu diventi un accumulatore seriale di illusioni...

 

Il Buddha che diceva? Il tuo male sono gli attaccamenti...

 

Per me un attaccamento che fatico ancora ad abbandonare (anche se gli sto sotto :eagerness: ) è la ricerca del bene... anche come benessere (e qui te vojo)... e sì perchè, passata una vita a evitare il male, mi sono accorto che mi stavo attaccando al "bene". Ricerca delle cose Belle... Voler fare del bene agli "altri"... mammamia... che disastro! :flu:

 

Quanto ancora andremo avanti a raccontarci le favole? Il bambino diventerà adulto anche se non lo vuole... a suon di mazzate (per Mente/Ego) se serve... L'Unità Assoluta che tu citi, cara Fréyja, abbisogna di qualche fettina di prosciutto che si trova ancora davanti nostri dolci occhi :spy:

...e chissà...

un giorno...

con la pazienza e la tenacia...

 

magari un ragno dal buco lo caviamo anche :morning: 

 

 


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#5 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 09 marzo 2019 - 07:59

Un bell'argomento, Frèyja.

Non credo di essere capace di discuterne però, non saprei che dire.
Posso riconoscere lo "stato" che descrivi, credo. Non sono certa, però. Nel senso che credo di riconoscerlo in quando mi capita, sempre più spesso, di trovarmi in un certo stato d'animo per cui, non so come dire, tutto è compiuto :arg: giuro che non mi viene descrizione migliore. Una sospensione di tutto, mentale, emozionale, possibilmente anche fisico e quello è il top, e basta. Si sta, non si sa bene dove, o come o cosa. Ma si sta "bene".

#6 madmax

madmax

    Utente Full Optional

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Inviato 09 marzo 2019 - 08:53

Discussione molto interessante... e ci vedo una sana ricerca dietro a questo post.

 

Comunque sì... sta succedendo anche a me... comincia ad annoiarmi tutto ciò che la Mente e l'Ego vorrebbero invece farmi credere interessanti ed emozionanti.

 

L'auto che ti fa diventare chi sei veramente... il talent che farà vedere al mondo quanto sei bravo... l'acqua che ti renderà puro perchè ti fa fare plin plon...

 

Cosa sono queste... se non promesse? Ma cosa accade quando raggiungiamo lo scopo? Di nuovo un senso di vuoto... da colmare al più presto (epperò per fortuna c'è Amazon :flag:)

 

Il vuoto però è ancora lì... ti aspetta al varco... probabilmente di Vita in Vita... e tu diventi un accumulatore seriale di illusioni...

 

Il Buddha che diceva? Il tuo male sono gli attaccamenti...

 

Per me un attaccamento che fatico ancora ad abbandonare (anche se gli sto sotto :eagerness: ) è la ricerca del bene... anche come benessere (e qui te vojo)... e sì perchè, passata una vita a evitare il male, mi sono accorto che mi stavo attaccando al "bene". Ricerca delle cose Belle... Voler fare del bene agli "altri"... mammamia... che disastro! :flu:

 

Quanto ancora andremo avanti a raccontarci le favole? Il bambino diventerà adulto anche se non lo vuole... a suon di mazzate (per Mente/Ego) se serve... L'Unità Assoluta che tu citi, cara Fréyja, abbisogna di qualche fettina di prosciutto che si trova ancora davanti nostri dolci occhi :spy:

...e chissà...

un giorno...

con la pazienza e la tenacia...

 

magari un ragno dal buco lo caviamo anche :morning:

 pulizie di primavera... :friendly_wink:


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"Significa una totale libertà. In questa libertà c'è un'enorme energia, perchè non c'è nessun conflitto, nessuna lotta. Nulla!"


#7 Moroni

Moroni

    Utente Full

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Inviato 09 marzo 2019 - 11:56

io lo ripeto sempre che il miglior modo per entrare nella seconda attenzione o meglio per fermare il dialogo interno

si deve ricordare

castaneda spiega bene come si fa ma lo spiega anche vladim zeland nel transurfing

si usa la visualizzazione per fermare le ripetizioni

per esempio la cosa ideale sarebbe "fermarsi" in continuazione

fermare se stessi 

 

io attualmente uso le diapositive, la ricapitolazione e basta

quando avrò abbastanza energia passerò alle altre tecniche



#8 Frèyja

Frèyja

    .L.

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Inviato 09 marzo 2019 - 05:43

a me è capitato all'improvviso di non provare più nessun impulso di lettura di romanzi e fumetti, il piacere nel leggerli ora è molto ridotto, e ora gli unici libri che leggo sono, al bisogno, libri tecnici sulla mia professione, che comunque mi fanno provare piacere, ma mai quella sensazione di 'perdersi dentro' che vivevo con romanzi o con i fumetti.
stessa cosa per il guardare le serie televisive o i film, prima ne guardavo molti, ora in maniera naturale la mia spinta si è molto ridotta a pochi film all'anno di cui sento un richiamo particolare.
ma non mi dispiace, è una cosa che ho accettato con tranquillità, anche perché ora riesco a trarre un vivo piacere da tanti momenti quotidiani.
in generale tutti quei tipi di esperienze che prima usavo per distrarmi ora non mi attirano più perché ho sempre meno necessità di distrarmi.. 
Le sensazioni di 'assenza' più destabilizzanti le ho provate 1 quando ho smesso di fumare, nella fase iniziale, non riuscivo ad immaginarmi come avrei gestito il tempo senza il fumo e avevo la paura del vuoto e 2 quando ho dovuto imparare a gestire il lasciare andare e l'assenza a livello relazionale, c'è stato un periodo nella mia vita deputato proprio a insegnarmi questo: c'era un veloce venire e andare di persone nella mia vita..arrivavano, avevamo un contatto bellissimo e poi ciao, le strade dolcemente divergevano... lì ho sperimentato il donarsi, il lasciare andare e l'assenza.
 
le tecniche spirituali immaginative che sono al centro del tuo post non so a cosa si riferiscano bene: intendi tecniche basate sulla visualizzazione e sulla rappresentazione mentale come le meditazioni guidate immaginative, i viaggi sciamanici e i viaggi astrali?
in questo caso non so cosa dirti perché a me non sono mai piaciute molto, le ho provate ma non sono mai state parte solida del mio percorso.

  

Si, intendo esattamente quel tipo di pratiche, che hanno, credo, una loro funzione all'inizio di un percorso, per cominciare a indirizzare la mente verso immagini volontarie, ma che, alla lunga, rischiano di diventare una sorta di mondo fantastico alternativo che non consente di passare oltre il piacere e la seduzione dell'immagine stessa.
Perfino quelle che impegnano la mente nella visualizzazione di energie, quindi qualcosa di potenzialmente concreto, sono soggette, almeno secondo me, a farci concentrare su aspetti secondari e fasulli.
Se l'energia non la si vede, non si dovrebbe visualizzare o immaginare, e se la si vede, si dovrebbe avere la forza di non dargli eccessiva importanza.

Discussione molto interessante... e ci vedo una sana ricerca dietro a questo post.
 
Comunque sì... sta succedendo anche a me... comincia ad annoiarmi tutto ciò che la Mente e l'Ego vorrebbero invece farmi credere interessanti ed emozionanti.
 
L'auto che ti fa diventare chi sei veramente... il talent che farà vedere al mondo quanto sei bravo... l'acqua che ti renderà puro perchè ti fa fare plin plon...
 
Cosa sono queste... se non promesse? Ma cosa accade quando raggiungiamo lo scopo? Di nuovo un senso di vuoto... da colmare al più presto (epperò per fortuna c'è Amazon :flag:)
 
Il vuoto però è ancora lì... ti aspetta al varco... probabilmente di Vita in Vita... e tu diventi un accumulatore seriale di illusioni...
 
Il Buddha che diceva? Il tuo male sono gli attaccamenti...
 
Per me un attaccamento che fatico ancora ad abbandonare (anche se gli sto sotto :eagerness: ) è la ricerca del bene... anche come benessere (e qui te vojo)... e sì perchè, passata una vita a evitare il male, mi sono accorto che mi stavo attaccando al "bene". Ricerca delle cose Belle... Voler fare del bene agli "altri"... mammamia... che disastro! :flu:
 
Quanto ancora andremo avanti a raccontarci le favole? Il bambino diventerà adulto anche se non lo vuole... a suon di mazzate (per Mente/Ego) se serve... L'Unità Assoluta che tu citi, cara Fréyja, abbisogna di qualche fettina di prosciutto che si trova ancora davanti nostri dolci occhi :spy:
...e chissà...
un giorno...
con la pazienza e la tenacia...
 
magari un ragno dal buco lo caviamo anche :morning:

  
Desiderare il benessere è un punto chiave.
È impossibile intraprendere qualsiasi cammino spirituale senza desiderare il benessere.
Eppure il benessere comunemente inteso è l'altra faccia del dolore.
L'uno può tramutarsi nell'altro, in un continuo rincorrersi di stati contrapposti.
La scienza, in un certo senso, ha avallato le posizione stoiche e buddiste sull'uguaglianza sostanziale fra piacere e dolore. In entrambi i casi, il nostro cervello produce le stesse sostanze, reagisce allo stesso modo. La differenza non è quindi nemmeno a livello propriamente fisico, se il fisico non viene coinvolto, ma a livello di percezione.
In un certo senso, il cervello rivela la stessa identica saggezza dello spirito, in forma meccanico/biologica.
È qualcosa di molto arduo da riconquistare a tutti i livelli.

Per me ad esempio è estremamente difficile distaccarmi dal dolore, come percezione. Perché sono tendenzialmente pessimista.

Un bell'argomento, Frèyja.
Non credo di essere capace di discuterne però, non saprei che dire.
Posso riconoscere lo "stato" che descrivi, credo. Non sono certa, però. Nel senso che credo di riconoscerlo in quando mi capita, sempre più spesso, di trovarmi in un certo stato d'animo per cui, non so come dire, tutto è compiuto :arg: giuro che non mi viene descrizione migliore. Una sospensione di tutto, mentale, emozionale, possibilmente anche fisico e quello è il top, e basta. Si sta, non si sa bene dove, o come o cosa. Ma si sta "bene".


E che cosa fai, in quel momento?
Perché l'unica cosa plausibile, nel mio caso, è mettermi in meditazione.
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#9 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 09 marzo 2019 - 06:12

Dipende dove mi coglie :D

L'altro giorno son rimasta impalata mentre passeggiavo, non capendo bene, smarrimento, mi sentivo tirare qua e la dal cane, era come vedersi muovere, camminare, andare, ma da un altro posto. Che poi non importava perché c'è stato un boom emozionale quasi da farmi piangere, e poi stop, tutto ha continuato meccanicamente finché non mi è preso il panico che sarei potuta morire la, ma giusto per non morire in un giardinetto col cane legato al polso, perché la sensazione era proprio di poter lasciare tutto, tutto insieme, con la pace.

Poi a sprazzi, se mentre lavoro, riesco a andare in loop meccanico, come se fossi in pilota automatico, e astrarmi. Più che altro se posso mi fermo, mi impallo proprio tipo statua, e ciao, la mente si zittisce proprio. Pensavo fosse esaurimento di qualche tipo, di essere proprio al limite e che mi stia collassando. Che probabilmente sarà così :D

Se riesco a stare sola e senza casini, Ciaone, sparisco per ore.
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#10 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 09 marzo 2019 - 06:25

  

Si, intendo esattamente quel tipo di pratiche, che hanno, credo, una loro funzione all'inizio di un percorso, per cominciare a indirizzare la mente verso immagini volontarie, ma che, alla lunga, rischiano di diventare una sorta di mondo fantastico alternativo che non consente di passare oltre il piacere e la seduzione dell'immagine stessa.
Perfino quelle che impegnano la mente nella visualizzazione di energie, quindi qualcosa di potenzialmente concreto, sono soggette, almeno secondo me, a farci concentrare su aspetti secondari e fasulli.
Se l'energia non la si vede, non si dovrebbe visualizzare o immaginare, e se la si vede, si dovrebbe avere la forza di non dargli eccessiva importanza.
  
 

 

prendendo in prestito il linguaggio antroposofico si direbbe che alcune persone sono più soggette alle tentazioni arimaniche (tentazioni materiali di questo mondo) mentre per altre la vera sfida sono le tentazioni luciferine (tentazioni che ti portano in un mondo altro illusorio, la luce astrale che va trasmutata in saggezza). 

entrambi i due tipi di persone devono trovare l'equilibrio tra queste forze. A livello di chakra si collegano in eccessi di 1 chakra o 6 chakra, dipende dalla struttura energetica della persona.

chi è più soggetto a tentazioni arimaniche-materiali sperimenterà più rinunce 'materiali', perché vi è maggiormente attratto, chi è più soggetto a tentazioni luciferine dovrà fare più rinunce 'astrali'.

la differenza tra questi due tipi di persone lo si vede anche nei sogni, ci hai fatto caso? se la persona tende alle forze arimaniche i sogni rielaborano aspetti molto concreti della realtà: appare spesso il cibo, i vestiti, la sessualità, molti dati di realtà riferiti al mondo terrestre ma pochi riferimenti ai mondi spirituali, e invece i sogni delle persone tendenti a forze luciferine abbondano di riferimenti spirituali ma scarseggiano di riferimenti terrestri.

e dato che siamo anime incarnate in corpi sulla terra è giusto che le due forze materia e luce siano il più in equilibrio possibile..ed è molto saggio se ci si accorge di 'esagerare' in un senso rispetto ad un altro, rimettersi in carreggiata con disciplina e volontà..

ma non è certo facile, soprattutto se la forza che ci attira di più ci dà in un certo senso sostegno, o ci ha molto aiutato in passato..

anche lì secondo me è giusto essere disciplinati ma anche dosare con dolcezza la disciplina per non soffrire inutilmente: se ad esempio uno si rende conto di essere molto goloso invece che mettersi in regime crudista da un giorno all'altro può decidere di eliminare tutti gli zuccheri raffinati per un mese per vedere che effetto gli fa.. stessa cosa, se una persona è 'dipendente' dai viaggi astrali, può provare ad astenersi per un mese per vedere che effetto gli fa.. o una persona che fa viaggi sciamanici tutte le settimane, ridurre ad una volta al mese.

diciamo che le proprie evoluzioni in avanti vanno bilanciate e a volte fatte a piccoli passi per non rischiare di cadere in una sofferenza tale che poi ti obbliga a compensare in un altra maniera perché non si è pronti.. 

 

tutto questo per dirti che mi sembra che ora tu stia cercando di diminuire o eliminare dal tuo quotidiano le pratiche immaginative prima citate, perché ti sei accorta che in questo punto del tuo percorso ti ostacolano più che aiutarti. penso che sia una grossa consapevolezza e un grande passo avanti.

e penso che quando provi la sensazione di smarrimento o di vuoto relativa all'assenza di tali pratiche meditarci sopra è proprio l'azione migliore

anche perché dopo/durante questi cambiamenti si genera all'interno una sorta di aumento progressivo di tensione energetica interna (come una pentola a pressione) che va lasciato aumentare contenendolo finché solitamente non arriva ad un punto tale che avviene un rilascio fisico-emotivo-energetico-mentale (ricordi improvvisi, sensazioni, spasmi, pianti, brividi, etc etc solo una cosa o più cose tra queste)... solo dopo c'è il tanto sperato senso di libertà: ma prima quella sensazione di disagio interno deve crescere e ribollire!

 

ad esempio: io sono riuscita a smettere di fumare solo dopo che un giorno, dopo che per tanto ci stavo lavorando (smettevo due giorni e ricominciavo, mi imponevo di fumare solo dopo le 18.00, sgarravo e provavo a rimettermi in riga, mi ributtavo a capofitto nelle sigarette pensando che avrei smesso poi più in là, mi pentivo e ci riprovavo..) la tensione interna che cresceva sempre di più ha raggiunto un punto tale da essere rilasciata: mi sono messa improvvisamente a piangere pensando a quanto le sigarette erano state mie compagne di vita e mi avevano aiutato in tanti momenti di sconforto dove non avevo nessun altro genere di sostegno.

dopo quel rilascio, emotivamente ero libera e oltre alla vita di veglia anche in tutti i sogni da allora non ho più fumato sigarette.

era proprio un rilascio emotivo a servirmi veramente per liberarmi (il rilascio fisico c'è stato dopo 5 giorni aver smesso di fumare, quando non ho più avuto il craving fisico), a livello energetico penso ci sia voluto un po' di più.
però quel rilascio non poteva avvenire 'a comando': si è creato dalla tensione interna che piano piano è cresciuta.

 

questo processo :'consapevole cambiamento nella vita andando incontro a nostre resistenze -> generamento tensione interna che cresce progressivamente -> rilascio della tensione interna -> sensazione di espansione e libertà!

l'ho sperimentato diverse volte. Jim Tolles, il maestro che tiene il blog che ho citato in 'pentola a pressione' spiega molto bene questo processo in diversi suoi post -> questo in particolare

 

 

solo, se posso.. forse non c'entra nulla, ma mi viene voglia di dirtelo.

sii sempre gentile con te stessa. in te sento un'anima nobile che anela alla perfezione.

io sono sicura che  ci arriverai!


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Noctes atque dies patet atri ianua Ditis: sed revocare gradum superasque ecadere ad auras, hoc opus, hic labor est.


 

 


#11 malia

malia

    malia

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Inviato 09 marzo 2019 - 07:31

 
Se l'energia non la si vede, non si dovrebbe visualizzare o immaginare, e se la si vede, si dovrebbe avere la forza di non dargli eccessiva importanza.
  

 

C'era un tizio che parlava di qualcosa di simile in un video.

 

Pier Giorgio Caselli. Può sembrare inquietante con quel sorriso stampato e con quel tono di voce.

 


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#12 Moroni

Moroni

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Inviato 09 marzo 2019 - 10:43

un trucchetto per dominare la mente è quella di guardare in cielo quando sopraggiunge la rabbia

incrociare leggermente gli occhi



#13 Frèyja

Frèyja

    .L.

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Inviato 10 marzo 2019 - 08:10

prendendo in prestito il linguaggio antroposofico si direbbe che alcune persone sono più soggette alle tentazioni arimaniche (tentazioni materiali di questo mondo) mentre per altre la vera sfida sono le tentazioni luciferine (tentazioni che ti portano in un mondo altro illusorio, la luce astrale che va trasmutata in saggezza).
entrambi i due tipi di persone devono trovare l'equilibrio tra queste forze. A livello di chakra si collegano in eccessi di 1 chakra o 6 chakra, dipende dalla struttura energetica della persona.
chi è più soggetto a tentazioni arimaniche-materiali sperimenterà più rinunce 'materiali', perché vi è maggiormente attratto, chi è più soggetto a tentazioni luciferine dovrà fare più rinunce 'astrali'.
la differenza tra questi due tipi di persone lo si vede anche nei sogni, ci hai fatto caso? se la persona tende alle forze arimaniche i sogni rielaborano aspetti molto concreti della realtà: appare spesso il cibo, i vestiti, la sessualità, molti dati di realtà riferiti al mondo terrestre ma pochi riferimenti ai mondi spirituali, e invece i sogni delle persone tendenti a forze luciferine abbondano di riferimenti spirituali ma scarseggiano di riferimenti terrestri.
e dato che siamo anime incarnate in corpi sulla terra è giusto che le due forze materia e luce siano il più in equilibrio possibile..ed è molto saggio se ci si accorge di 'esagerare' in un senso rispetto ad un altro, rimettersi in carreggiata con disciplina e volontà..
ma non è certo facile, soprattutto se la forza che ci attira di più ci dà in un certo senso sostegno, o ci ha molto aiutato in passato..
anche lì secondo me è giusto essere disciplinati ma anche dosare con dolcezza la disciplina per non soffrire inutilmente: se ad esempio uno si rende conto di essere molto goloso invece che mettersi in regime crudista da un giorno all'altro può decidere di eliminare tutti gli zuccheri raffinati per un mese per vedere che effetto gli fa.. stessa cosa, se una persona è 'dipendente' dai viaggi astrali, può provare ad astenersi per un mese per vedere che effetto gli fa.. o una persona che fa viaggi sciamanici tutte le settimane, ridurre ad una volta al mese.
diciamo che le proprie evoluzioni in avanti vanno bilanciate e a volte fatte a piccoli passi per non rischiare di cadere in una sofferenza tale che poi ti obbliga a compensare in un altra maniera perché non si è pronti..

tutto questo per dirti che mi sembra che ora tu stia cercando di diminuire o eliminare dal tuo quotidiano le pratiche immaginative prima citate, perché ti sei accorta che in questo punto del tuo percorso ti ostacolano più che aiutarti. penso che sia una grossa consapevolezza e un grande passo avanti.
e penso che quando provi la sensazione di smarrimento o di vuoto relativa all'assenza di tali pratiche meditarci sopra è proprio l'azione migliore
anche perché dopo/durante questi cambiamenti si genera all'interno una sorta di aumento progressivo di tensione energetica interna (come una pentola a pressione) che va lasciato aumentare contenendolo finché solitamente non arriva ad un punto tale che avviene un rilascio fisico-emotivo-energetico-mentale (ricordi improvvisi, sensazioni, spasmi, pianti, brividi, etc etc solo una cosa o più cose tra queste)... solo dopo c'è il tanto sperato senso di libertà: ma prima quella sensazione di disagio interno deve crescere e ribollire!

ad esempio: io sono riuscita a smettere di fumare solo dopo che un giorno, dopo che per tanto ci stavo lavorando (smettevo due giorni e ricominciavo, mi imponevo di fumare solo dopo le 18.00, sgarravo e provavo a rimettermi in riga, mi ributtavo a capofitto nelle sigarette pensando che avrei smesso poi più in là, mi pentivo e ci riprovavo..) la tensione interna che cresceva sempre di più ha raggiunto un punto tale da essere rilasciata: mi sono messa improvvisamente a piangere pensando a quanto le sigarette erano state mie compagne di vita e mi avevano aiutato in tanti momenti di sconforto dove non avevo nessun altro genere di sostegno.
dopo quel rilascio, emotivamente ero libera e oltre alla vita di veglia anche in tutti i sogni da allora non ho più fumato sigarette.
era proprio un rilascio emotivo a servirmi veramente per liberarmi (il rilascio fisico c'è stato dopo 5 giorni aver smesso di fumare, quando non ho più avuto il craving fisico), a livello energetico penso ci sia voluto un po' di più.
però quel rilascio non poteva avvenire 'a comando': si è creato dalla tensione interna che piano piano è cresciuta.

questo processo :'consapevole cambiamento nella vita andando incontro a nostre resistenze -> generamento tensione interna che cresce progressivamente -> rilascio della tensione interna -> sensazione di espansione e libertà!
l'ho sperimentato diverse volte. Jim Tolles, il maestro che tiene il blog che ho citato in 'pentola a pressione' spiega molto bene questo processo in diversi suoi post -> questo in particolare


solo, se posso.. forse non c'entra nulla, ma mi viene voglia di dirtelo.
sii sempre gentile con te stessa. in te sento un'anima nobile che anela alla perfezione.
io sono sicura che ci arriverai!



Grazie, in effetti sono abbastanza spietata :D

Sicuramente, per usare un linguaggio di Steiner, le mie tendenze Luciferiche sono molto abbondanti rispetto alle altre. In un rapporto 90/10% tipo, così a occhio.

Il mio problema attuale, è che, come mi è già successo in passato rispetto ad altri aspetti (anche i "poteri"), ad un certo punto interviene una forza, probabilmente spinta dalle pratiche sull'energia, che letteralmente brucia di colpo una tendenza.
Non ho attraversato una rinuncia graduale all'immaginazione. C'è stato un lungo periodo di riflessione intorno al problema, quello sì.
È un classico, mi viene risolto un problema prima che io sappia internamente come rapportarmi alla sua mancanza.
È come se, nel tuo caso, tu fossi internamente consapevole che fumare fa male e il giorno dopo trovi tutti i tabacchini chiusi, per sempre.

Comunque, credo di aver parzialmente compreso la questione.
Ricreando, con molto sforzo, la dinamica dei piaceri legati all'immaginazione e seguendo il tutto in maniera vigile, ho visto che la mia attenzione veniva trascinata via.

Tuttavia il fatto di poter fare anche questo in maniera volontaria, non mi da alcuna soddisfazione, se non nel momento del processo. Poi svanisce come niente e ripiombo nel mio stato di perenne fastidio generico.
Stato che fino ad ora è stato scalfito poche volte. E di certo non dalle abilità o dalle fugaci prese di consapevolezza, perché in ultima analisi è legato all'esistere stesso.
In un certo senso mi aiuta, perché finché non sarò "morta" completamente non se ne andrà.
Per usare un termine preso in prestito dal blog che hai linkato, sono una pentola che bolle di continuo, niente mi da pace, se non brevemente appunto.

C'era un tizio che parlava di qualcosa di simile in un video.

Pier Giorgio Caselli. Può sembrare inquietante con quel sorriso stampato e con quel tono di voce.

Mi piace quest'uomo. La vedo come lui sotto molti aspetti, ma è una constatazione a cui sono arrivata recentemente e che ancora non ho applicato del tutto.
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#14 Moroni

Moroni

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Inviato 10 marzo 2019 - 09:01

io sono una persona arimanica



#15 LUMA

LUMA

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Inviato 10 marzo 2019 - 09:46

  
Desiderare il benessere è un punto chiave.
È impossibile intraprendere qualsiasi cammino spirituale senza desiderare il benessere.
Eppure il benessere comunemente inteso è l'altra faccia del dolore.
L'uno può tramutarsi nell'altro, in un continuo rincorrersi di stati contrapposti.
La scienza, in un certo senso, ha avallato le posizione stoiche e buddiste sull'uguaglianza sostanziale fra piacere e dolore. In entrambi i casi, il nostro cervello produce le stesse sostanze, reagisce allo stesso modo. La differenza non è quindi nemmeno a livello propriamente fisico, se il fisico non viene coinvolto, ma a livello di percezione.
In un certo senso, il cervello rivela la stessa identica saggezza dello spirito, in forma meccanico/biologica.
È qualcosa di molto arduo da riconquistare a tutti i livelli.

Per me ad esempio è estremamente difficile distaccarmi dal dolore, come percezione. Perché sono tendenzialmente pessimista.

 

Il Buddha è molto chiaro su questo punto: "è tanto auspicabile abbandonare il dolore quanto il piacere!"

 

Questo è un concetto che io... ma probabilmente anche la maggior parte di voi... non vogliamo ancora interiorizzare completamente.

 

E' infatti largamente diffuso, soprattutto nei vari movimenti new age, che in qualche modo siamo anime sacre destinate a vivere in un mondo di pace e prosperità... nel pieno "benessere". Ma questo secondo me viene spesso interpretato (anche da sedicenti maestrini) come abbandonare il dolore e lasciarsi andare ai piaceri della vita.

 

Forse pensiamo anche che alcuni piaceri siano migliori di altri... come ad esempio rifugiarsi nei paradisi astrali... oppure fare del sesso sacro (kudalinic-tantric-ecc.)... Ma io credo che l'ego sia sempre dietro l'angolo ad attenderci... pronto a scusare i nostri eccessi e a bollarli come progressi "spirituali".

 

Non è certo quello che dice il Buddha però... lui ci esorta a verificare ogni stimolo che arriva ai nostri sensi (sì, anche annusare un bel fiore) e a togliere qualsiasi attaccamento ad essi ...se apriamo un post dedicato a lui vi metto anche i riferimenti (nel Canone Pali si trova tutto).

 

Ma, come dice Lamia, tutto questo va fatto con pazienza verso noi stessi e rispetto per i tempi di ognuno... sì perchè anche cercare di cambiare radicalmente "forzando la mano" non è utile... possiamo fare il cambiamento solo quando è supportato dalla comprensione.

 

Insomma la questione è ampia ma, secondo me, interessante da approfondire. :dance:

 

Dipende dove mi coglie :D

L'altro giorno son rimasta impalata mentre passeggiavo, non capendo bene, smarrimento, mi sentivo tirare qua e la dal cane, era come vedersi muovere, camminare, andare, ma da un altro posto. Che poi non importava perché c'è stato un boom emozionale quasi da farmi piangere, e poi stop, tutto ha continuato meccanicamente finché non mi è preso il panico che sarei potuta morire la, ma giusto per non morire in un giardinetto col cane legato al polso, perché la sensazione era proprio di poter lasciare tutto, tutto insieme, con la pace.

Poi a sprazzi, se mentre lavoro, riesco a andare in loop meccanico, come se fossi in pilota automatico, e astrarmi. Più che altro se posso mi fermo, mi impallo proprio tipo statua, e ciao, la mente si zittisce proprio. Pensavo fosse esaurimento di qualche tipo, di essere proprio al limite e che mi stia collassando. Che probabilmente sarà così :D

Se riesco a stare sola e senza casini, Ciaone, sparisco per ore.

 

Mi sono successe cose simili... aperture... sensazioni di illimitatezza, pace, completezza.

 

I boom emozionali sono probabilmente rilasci... la morte poi... fa paura a tutti (anche se non esiste :rotfl:)... Se vedi che la tua vita prende una piega del tipo puff puff... mi estraneo da tutto... cerca di mantenerti comunque radicata... per qualche motivo siamo qui... e qui dobbiamo vivere... poi... che la realtà non sia proprio quella che ci raccontano... beh, sono d'accordo con te. :approved:



#16 Furor

Furor

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Inviato 10 marzo 2019 - 12:40

Ma non ho affatto paura della morte. Solo non volevo morire nel giardinetto dove porto il cane a fare i bisogni.
Una questione estetica, diciamo :D
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#17 Cthulhu

Cthulhu

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Inviato 10 marzo 2019 - 01:06

Cosa rimane, quando, svanito il desiderio di possedere e saziarsi dei fenomeni sensoriali, svanisce anche quello di intrattenersi nei fenomeni mentali?
Un gran numero di cose possono stimolare l'immaginazione e lasciarci impigliati in fantasie di natura puramente ideale.
Un libro, un film, una musica, e tutte le pratiche spirituali che hanno come base l'immaginazione, finiscono spesso per imprigionarci nel divenire di un io ideale.
I pochi risultati raggiunti nutrono l'illusione di progredire in qualche forma di controllo e ottenere qualche potere, ma alla fine servono solo a tenere in piedi un meccanismo in cui si viene costantemente derubati dell'essere e ripagati con ciò che si tende ad essere.
Sotto sotto, si scatena l'intensa paura di abbandonare una condizione di perpetua speranza, generata dai fantasmi, per approdare a uno stato completamente sconosciuto, in cui è tagliata fuori ogni forma di autocelebrazione e progresso, perché si incontra, inevitabilmente, la quiete perfetta. O almeno così dicono, perché nessuno sa a cosa va veramente incontro.
L'abbandono dei piaceri mentali è un atto di profonda fede, implica il gettarsi in un abisso ignoto da cui non si sa né come né se, effettivamente si può uscire.

È la seconda notte oscura di san Giovanni della Croce, la notte dello spirito, in cui la presenza di Dio è così vicina da accecare e lasciare, paradossalmente, al buio.
È il distacco dolorosissimo dalle forme mentali.

Sono convinta che alcune forme di depressione siano parenti stretti di questo vuoto spaventoso. Specialmente quelle non caratterizzate dall'incessante rimuginio, dagli eccessi dei sensi di colpa, ma più che altro dell'impossibilità di trarre piacere da ciò che un tempo era la massima gioia.

Come si cresce fisicamente, si diventa sempre più adulti anche nello spirito, e ciò che piace al bambino non piace all'adulto.

Capisco che è un argomento complesso, mi piacerebbe sentire qualche parere di chi, sulla via, ha sentito la necessità di abbandonare qualcosa ma non ha trovato immediatamente (Come spesso accade) la soddisfazione interna, l'unità assoluta.
Non necessariamente sul piano mentale, anche quello più legato alle soddisfazioni fisiche.

Sicuramente il buddismo ha molte risposte a questo dilemma. Discutiamone insieme se vi va.

Tema davvero molto interessante, il famoso salto nell'ignoto come lo chiamava Costaneda.

Posso dire come mi viene da intendere la cosa, quando inizi a conoscere quella pace data dalla meditazione o da esercizi e progressi vari inizi a desiderare la solitudine, non in senso scontroso o timoroso, ma proprio come un bisogno di tranquillità.

Forse anche per via degli esercizi che seguivo i primi tempi ero davvero molto passivo-ricettivo, sentivo di essere sensibilissimo a pensieri ed emozioni altrui. Mi viene da dire che lo stare in un certo ambiente mi sembrava una zavorra che mi impediva di raggiungere quegli stati di coscienza che affioravano nella solitudine, senti che ciò che sta crescendo ha bisogno di solitudine e tranquillità. 

Credo che quello che descrivi sia stato uno stadio ancora successivo, cioè quando realizzi che puoi stare anche sulla cima dell'Himalaya ma se la tua mente "chiacchiera" non sarai mai davvero solo, questo ti porta per dirla in modo molto semplice a delle scelte ben più drastiche del passare qualche ora solo, il silenzio interiore e la rpesenza non la cerchi più solo nella meditazione ma cerchi di portarla nella quotidianità, cerchi di eliminare tutto ciò che crea dialogo interiore in modo troppo insistente, mi viene da dire tutto ciò che genera pensieri da cui si diventa "dipendenti", ma non si parla solo di pensieri ovviamente, si arriva così alla radice. Ma prima della pace viene la paura di perdere tutto ciò che ci è familiare, infondo diciamolo pure, di perdere noi stessi così come ci siamo identificati da sempre, questo è l'unico e vero scontro finale e per quanto suoni assurdo è l'unica vera battaglia che ci rende liberi.


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6588708.jpgCiò che non si vede non significa necessariamente che non esista, anche l’aria per esempio, non si può vedere, ma non per questo bisogna smettere di respirare.
 
 
leftquote.pngL'anima non è di oggi; essa conta milioni di anni. Ma la coscienza individuale è solo il fiore e il frutto di una stagione.rightquote.png  - Carl Gustav Jung
 
 

D: in che cosa il sogno differisce dallo stato di veglia?
M: nel sogno si prendono corpi differenti, che rientrano nel corpo fisico quando si sognano le percezioni dei sensi.
Dialoghi con Sri Ramana Maharshi vol. 2

 

La mente è un buon servitore, ma è un padrone crudele”  cit. Blavatsky

 

“Quando l'ultimo albero sarà abbattuto, l'ultimo pesce mangiato, e l'ultimo flusso d'acqua contaminato, vi renderete conto che non potete mangiare il denaro”


#18 Frèyja

Frèyja

    .L.

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Inviato 10 marzo 2019 - 02:00

Tema davvero molto interessante, il famoso salto nell'ignoto come lo chiamava Costaneda.
mi viene da dire tutto ciò che genera pensieri da cui si diventa "dipendenti", ma non si parla solo di pensieri ovviamente, si arriva così alla radice. Ma prima della pace viene la paura di perdere tutto ciò che ci è familiare, infondo diciamolo pure, di perdere noi stessi così come ci siamo identificati da sempre, questo è l'unico e vero scontro finale e per quanto suoni assurdo è l'unica vera battaglia che ci rende liberi.


Non è infatti tanto il pensiero discorsivo, il dialogo interno, che, almeno per quella che è stata la mia esperienza, è il più semplice da affrontare e volendo, da controllare, ma ciò che si scatena in assenza del dialogo serrato, quindi immagini, percezioni e relative emozioni, magari scatenati da eventi/azioni esterne e che può creare sensazioni piacevoli, disturbando la meditazione, creando identificazioni random inconsce con personaggi di libri o film, o facendo volare la fantasia con la musica, ad esempio.
Da questi fantasmi può partire anche un rimuginio emotivo che genera convinzioni fasulle o attaccamenti di ogni sorta.
Ma soprattutto, diventano abitudini radicate nel profondo per via della soddisfazione emotiva che generano.
Per cui ritrovarsi di colpo senza nessun desiderio di questo tipo a me genera un forte spaesamento, molto più che affrontare tutte le questioni riguardanti i sensi più grossolani.
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#19 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

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Inviato 10 marzo 2019 - 02:04

L'abbandono dei piaceri mentali è un atto di profonda fede,


Come giustamente dice il pastore Marco deFelice: "Se tu conosci Dio poco avrai poca fede - se tu conosci Dio tanto avrai tanta fede". {22:26} Come Avere Più Fede in Dio -- Marco deFelice. In mancanza di Fiducia nella vera realtà, si hanno aspettative, e queste ci ostacolano grandemente perché cercano di cambiare la nostra direzione sempre quando ci troviamo vicini a qualche grande scoperta o al Passaggio. I Guardiani si attivano appunto davanti alla Porta e non prima. Per superare questa parte finale del sentiero è necessaria una conoscenza sufficiente dell'essenziale e una conoscenza (quasi) assente del superfluo. Da qui il concetto religioso del battesimo, e della nuova nascita, uno degli obiettivi è farci dimenticare il passato, o le vecchie conquiste, non più costruttive nel nuovo "territorio" ma una zavorra.


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#20 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 10 marzo 2019 - 02:10

Spaesamento. Preso in pieno, lo riconosco.
Però sai Frèyja che, non so, forse la sensazione di spaesamento è come "residuale", un filo colloso che tarda a staccarsi.
Perche io boh, percepisco una calma che nemmeno "calma" è il termine adatto a definirla, un qualcosa che deve essere oltre il filo colloso. È come trovarsi forse immersi in un liquido amniotico caldo e sordo, si percepisce che "fuori" tutto si muove ma che fondamentalmente non mi riguarda, né prima né dopo e mai mi e riguardato. Poi non so cosa succeda, se succederà qualcosa, se sono stati in evoluzione.
È un casino serio descrivere queste cose con parole, metafore, immagini.

Sicuramente ci sono "simboli" di qualche scuola o comunque archetipi, per esporsi meglio.
Magari vedo se con una meditazione su un eventuale simbolo riesco a andare avanti. Non so nemmeno se debba andare avanti, non credo che mi importi.
Mi sento nella bolla. E per ora va bene così.
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