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Sentirsi alieni


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150 risposte a questa discussione

#41 Pandora

Pandora

    keep kalm and how U doin'?

  • Moderatore
  • 4618 messaggi

Inviato 22 gennaio 2019 - 10:13

Io faccio una faticona a immedesimarmi nella sindrome dell'arto fantasma.

Certo, si soffre il crollo, l'agonia del durante e il vuoto del dopo.

Ma la fine mi stimola a cercare cose diverse partendo dai punti morti che non mi davano più niente.


Non lo so, sono arida e riarsa.
:D

 

No, non lo sei, dipende dalla storia che hai avuto prima: se è finita per esaurimento pile, o se c'era ancora uno scambio potente.


ecco. gnente firma :bb:

#42 purple

purple

    festina lente

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Inviato 22 gennaio 2019 - 10:33

FB-IMG-1547991995348.jpg

 

Perché erano rock lobsters!   :metal:

 

Spoiler

 

Spoiler

 

Spoiler


  • Anarko piace questo

#43 purple

purple

    festina lente

  • Utenti
  • 2812 messaggi

Inviato 22 gennaio 2019 - 10:41

Io faccio una faticona a immedesimarmi nella sindrome dell'arto fantasma.

Certo, si soffre il crollo, l'agonia del durante e il vuoto del dopo.

Ma la fine mi stimola a cercare cose diverse partendo dai punti morti che non mi davano più niente.


Non lo so, sono arida e riarsa.
:D

 

 

Siamo in due  :asdsi: .

Anche perché poi, [ e non ce l'ho con nessuno dei presenti , tantomeno @Iride (che capisco bene parla di una grande sofferenza)], per coerenza uno non dovrebbe più stare con nessuno... altrimenti è un prendere in giro se stessi e gli altri. E non è bello per chi si trova dall'altra parte della barricata.

Che cosa è questo amore allora, se deve portare male a tutti i soggetti coinvolti?



#44 zarina

zarina

    Utente Fricchettona

  • Moderatore
  • 8457 messaggi

Inviato 22 gennaio 2019 - 11:30

Siamo in due :asdsi: .
Anche perché poi, [ e non ce l'ho con nessuno dei presenti , tantomeno @Iride (che capisco bene parla di una grande sofferenza)], per coerenza uno non dovrebbe più stare con nessuno... altrimenti è un prendere in giro se stessi e gli altri. E non è bello per chi si trova dall'altra parte della barricata.
Che cosa è questo amore allora, se deve portare male a tutti i soggetti coinvolti?


Non so se si tratti di un aspetto mio caratteriale particolarmente rinnovatore, ma quando finiscono le cose sono proprio spinta a mettere una riga netta tra quello che c'era prima e la strada dritta davanti. E appunto, la fine per me è stimolante perché mi aiuta a capire i punti del nuovo inizio. Non riesco a tormentarmi per quello che non c'è. Nella mia testa se non c'è è perché non ho voluto che ci fosse, o non ho fatto in modo che rimanesse, o ancora non è stato possibile mantenerlo per svariati motivi indipendenti dalla mia volontà. Pur avendo amato e conoscendo la sensazione appagante di profonda connessione non riesco a immaginare di sentire visceralmente la mancanza di qualcuno, per anni. Lo interpreterei come un errore del sistema.
  • purple piace questo

#45 Iride

Iride

    Perché di amore si vive

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  • 1563 messaggi

Inviato 22 gennaio 2019 - 11:45

Non so se si tratti di un aspetto mio caratteriale particolarmente rinnovatore, ma quando finiscono le cose sono proprio spinta a mettere una riga netta tra quello che c'era prima e la strada dritta davanti. E appunto, la fine per me è stimolante perché mi aiuta a capire i punti del nuovo inizio. Non riesco a tormentarmi per quello che non c'è. Nella mia testa se non c'è è perché non ho voluto che ci fosse, o non ho fatto in modo che rimanesse, o ancora non è stato possibile mantenerlo per svariati motivi indipendenti dalla mia volontà. Pur avendo amato e conoscendo la sensazione appagante di profonda connessione non riesco a immaginare di sentire visceralmente la mancanza di qualcuno, per anni. Lo interpreterei come un errore del sistema.


Beate te. Mi insegni?
Scherzo ovviamente anche se non mi dispiacerebbe essere così.
Solo che quando sai che non potrai mai più essere in grado di provare così intensamente le cose sono due: o ti accomtenti o ti chiudi.
Non è neppure prendere in giro. È solo che non è profondo come sai potrebbe essere.
Io inizialmente mi sono accontentata. Poi mi sono stufata e mi sono chiusa.accetto l'amicizia ma non lo scambio amoroso che anzi quasi mi turba.
E in questo stato come si fa a trovare qualcuno che possa rapirti l'anima? È un circolo vizioso.
  • zarina piace questo
Io sono una selva e una notte di alberi scuri,ma chi non ha paura delle mie tenebre troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi.

Nietzsche

#46 Furor

Furor

    Cave Canem

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  • 19093 messaggi

Inviato 22 gennaio 2019 - 12:31

Si rimane intrappolati in un ideale cercando di trasporlo dal mentale al fisico.

E i poveri cristi che incappano in questo folle tentativo..

Quando si pensa, voglio questo, voglio quest'altro, deve essere cosi o cosà. Si pongono già dei limiti che saranno comunque insormontabili per chiunque, anche fosse l'anima gemella che ci passa a fianco, probabilmente si perderebbe nella folla e ciao.

Riguarda come vorremmo sentirci, come vorremmo essere guardati o toccati, nella nostra, mia e di chi si riconoscesse, ci sono le fatiche di Ercole da affrontare. E nella speranza che arrivi qualcuno che sopravviva alle prove, temporeggio anche sapendo che in realtà le prove, i limiti, i desideri non espressi e quelli espressi e inascoltati, in realtà sono solo per me, in me, e tocca a me.

Una volta liberi da questa epopea..

#47 zarina

zarina

    Utente Fricchettona

  • Moderatore
  • 8457 messaggi

Inviato 22 gennaio 2019 - 12:51

Beate te. Mi insegni?
Scherzo ovviamente anche se non mi dispiacerebbe essere così.
Solo che quando sai che non potrai mai più essere in grado di provare così intensamente le cose sono due: o ti accomtenti o ti chiudi.
Non è neppure prendere in giro. È solo che non è profondo come sai potrebbe essere.
Io inizialmente mi sono accontentata. Poi mi sono stufata e mi sono chiusa.accetto l'amicizia ma non lo scambio amoroso che anzi quasi mi turba.
E in questo stato come si fa a trovare qualcuno che possa rapirti l'anima? È un circolo vizioso.


Lo capisco. Probabilmente dipende anche dal fatto che io sto molto bene da sola, non soffro, in generale, la condizione di non avere l'arto :D. Quello che mi regalano autonomia e indipendenza sono disposta a limitarlo solo in condizioni (per me) 'ideali'.
Ho altri tipi di difficolta. Faccio tantissima fatica a fidarmi, ad esempio. Però non sono così legata al ricordo di qualcosa che ho provato, cioè lo sono, ma in un modo guarito, chiuso e messo via.. non sento la necessità di riprovarlo. Anzi, la voglia è casomai di provare qualcosa di diverso.

#48 Iride

Iride

    Perché di amore si vive

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  • 1563 messaggi

Inviato 22 gennaio 2019 - 01:51

Lo capisco. Probabilmente dipende anche dal fatto che io sto molto bene da sola, non soffro, in generale, la condizione di non avere l'arto :D. Quello che mi regalano autonomia e indipendenza sono disposta a limitarlo solo in condizioni (per me) 'ideali'.
Ho altri tipi di difficolta. Faccio tantissima fatica a fidarmi, ad esempio. Però non sono così legata al ricordo di qualcosa che ho provato, cioè lo sono, ma in un modo guarito, chiuso e messo via.. non sento la necessità di riprovarlo. Anzi, la voglia è casomai di provare qualcosa di diverso.

Ma non lo so se è come dite voi. Probabilmente.
Si tratta di sentirsi connesso.
Ma un vonnesso alla Avatar, il film.
È che io proprio non mi sento connessa con nessuno. Perché, e per tornare al punto di partenza del 3d sento le persone su un altra dimemsione. Come se si viaggiasse su due universi paralleli.
Che è vero che io ho un idea di come vorrei essere "amata" di come vorrei che fosse questa interconnessione ma ma ce l'ho e l'avevo prima e l'ho sempre avuta. Voglio dire non è frutto delle reminescenze con quella persona. Ma è in quella persona che ho trovato quello che ho sempre voluto.
E magari posso trovare una caratteristica in una persona e un altra in altra persona. Ma non tutto in una.
Ci ho messo un bel po' a capire che non era quella persona a mancarmi ma a mancarmi è ciò che quella persona sapeva darmi: quello che volevo e di cui avevo bisogno. Al 100%
È come se, sperimentato il livello più elevato di illuminazione poi si tornasse a uno più basso: non che diventi di nuovo un sasso, ma comunque non sei al top dell'illuminazione.
Che poi non è un discorso di fare paragoni.
È un discorso di come ti senti nel rapporto con le altre persone.
La decisione a cui sono arrivata, che poi è più un sentire che un decidere, è di non avere più rapporti sessuali. Non ne voglio avere. O meglio non che non abbia il desiderio. Ma non trovo piacere alcuno anzi è un'agonia perché non è mai quello che vorrei. Quindi espressione del mio narcisismo e mi chiudo anche in quell'aspetto.
Non a caso ho detto che da quella relazione io ne sono uscita rovinata.
Io sono una selva e una notte di alberi scuri,ma chi non ha paura delle mie tenebre troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi.

Nietzsche

#49 madmax

madmax

    Utente Full Optional

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Inviato 22 gennaio 2019 - 03:11

Ma non lo so se è come dite voi. Probabilmente.
Si tratta di sentirsi connesso.
Ma un vonnesso alla Avatar, il film.
È che io proprio non mi sento connessa con nessuno. Perché, e per tornare al punto di partenza del 3d sento le persone su un altra dimemsione. Come se si viaggiasse su due universi paralleli.
Che è vero che io ho un idea di come vorrei essere "amata" di come vorrei che fosse questa interconnessione ma ma ce l'ho e l'avevo prima e l'ho sempre avuta. Voglio dire non è frutto delle reminescenze con quella persona. Ma è in quella persona che ho trovato quello che ho sempre voluto.
E magari posso trovare una caratteristica in una persona e un altra in altra persona. Ma non tutto in una.
Ci ho messo un bel po' a capire che non era quella persona a mancarmi ma a mancarmi è ciò che quella persona sapeva darmi: quello che volevo e di cui avevo bisogno. Al 100%
È come se, sperimentato il livello più elevato di illuminazione poi si tornasse a uno più basso: non che diventi di nuovo un sasso, ma comunque non sei al top dell'illuminazione.
Che poi non è un discorso di fare paragoni.
È un discorso di come ti senti nel rapporto con le altre persone.
La decisione a cui sono arrivata, che poi è più un sentire che un decidere, è di non avere più rapporti sessuali. Non ne voglio avere. O meglio non che non abbia il desiderio. Ma non trovo piacere alcuno anzi è un'agonia perché non è mai quello che vorrei. Quindi espressione del mio narcisismo e mi chiudo anche in quell'aspetto.
Non a caso ho detto che da quella relazione io ne sono uscita rovinata.

E' perchè hai legato la senzazione "rovinata" con il concetto di amore...Quindi pensi che l'amore porta alla rovina quindi alla "morte" dei sensi...

La dimensione di amore simbiotico che ha caratterizzato il tuo rapporto affettivo è spiegata molto bene dalla Klein:

 

"Nel 1932 M. Klein con la pubblicazione del libro “ La psicanalisi del bambino” affermava che tutti i bambini sin dai primi mesi di vita attraversano difficoltà e disagi, a causa della loro immaturità neuro-psichica sin dall’abbandono dell’utero materno, pervasi da fantasie e angosce primordiali persecutorie e depressive
Alla nascita il neonato non ha ancora formato il suo io; utilizza l’Io della madre in condizione simbiotica durante la quale tutti i suoi bisogni sono percepiti e soddisfati da lei. Nei primi giorni di vita non riconosce il proprio corpo da quello della madre, non distingue se stesso dal seno che lo nutre, come fosse un suo prolungamento.
Egli vive le sue prime esperienze di piacere dell’alimentarsi, della sazietà e del calore materno, con tutte le componenti del contatto del suo corpo con il seno della madre, delle mani che lo accarezzano, lo toccano, che lo sollevano dai disagi delle deiezioni e lo curano; ma vive anche le esperienze, se pur brevi, della fame, del freddo, del disagio e dei dolori.
Il mondo del neonato è complicato, confuso tra le impressioni prodotte dalle parti madre, percepite e sentite in stato di piacere o di dolore.
In questo marasma si comincia a dar luce una prima parte di lei, concretizzata nel seno. Seno che è buono quando gli offre tutti i piaceri del benessere corporeo; ma è anche un seno cattivo quando dà la sofferenza accresciuta dalla rabbia per le cattive esperienze percepite.
Turbato dalle intense sensazioni, nel piccolo comincia a tracciarsi un meccanismo attraverso il quale parte di sé, nell’oggetto parziale seno viene ad essere divisa , separata: scissa la parte buona da quella cattiva, affinché quest’ultima non sciupi, quella buona che solo gratifica: l’oggetto parziale seno è scisso in seno buono e seno cattivo.
Tutti i bambini, dai primi giorni di vita, attraversano angosce che accompagnano e seguono la scissione dell’oggetto parziale: l’identificazione proiettiva, la posizione schizoparanoide, e la posizione depressiva:
L’identificazione proiettiva è il processo secondo il quale il neonato pian piano si identifica con le parti buone che gli danno il piacere del seno-buono e che lui tiene con se, _anche quando egli soffre per i disagi dati dal seno cattivo, mentre, tutte le esperienze dolorose del seno cattivo (assieme alla sua rabbia, e alla sua aggressività), vengono gettate, proiettate fuori, per il pericolo e la minaccia che esse possano sciupare e distruggere la parte buona gratificante: la parte del seno buono viene introiettata e la parte del seno cattivo proiettata fuori.
Il meccanismo di proiezione é in simmetria con quello dell’’introiezione, ambedue sono legate all’incorporazione fantastica orale con la quale il bambino fa passare gli oggetti fantasmatici dal di fuori al di dentro, nella misura che le loro qualità sono buone o cattive come nella identificazione proiettiva.
Nell’avanzamento dello sviluppo del bambino, la posizione schizo-paranoide si svolge tra il 4°/6° mese e quella depressiva dal 6° mese al primo anno Queste fasi si seguono con insinuazione di una nell’altra per poi lasciare il corso solo alla seconda finché essa cessi completamente.
Ambedue le fasi potranno riapparire nel corso della vita fino all’età adulta e quest’ultimo caso, avverrebbe in forma sempre più patologica a secondo l’età del ritorno.
Il bambino vive l’oggetto seno scisso in buono e cattivo, non tanto per le qualità reali dell’oggetto, quanto piuttosto per l’intensità delle sue pulsioni libidiche e di quelle aggressive che coesistono e sono particolarmente forti: il suo mondo psichico progressivamente si va popolando di oggetti interni, ed è nella fase più antica più primitiva, quella schizo-paranoide che avviene la proiezione e l’introiezione degli oggetti parziali del seno scisso in due: quella ideale, oggetto di desiderio del bambino e l’altra, la persecutoria, sorgente di paura e di odio. L’angoscia primordiale è l’angoscia persecutoria o paranoidea che definisce questo modo di relazione di oggetto in posizione schizoparanoide; essa dimostra come la situazione di perdita dell’oggetto comporta anche il differente modo di proiezione e introiezione corrispondente al passaggio cruciale dello sviluppo del bambino, dalla relazione di oggetto parziale a quella di oggetto totale; questo passaggio avverrà quando il bambino sarà capace di sentire la madre, non più come solo quell’oggetto che svolge un certo numero di funzioni essenziali per la sua vita e per il suo benessere ma anche come la persona intera e distinta da lui.
Per la Klein questi processi della relazione con l’oggetto si stabiliscono rapidamente sin dall’inizio della vita extra-uterina attraverso le prime esperienze di nutrizione il che implica l’esistenza di un Io dotato di rudimenti di integrazioni e della capacità di provare angoscia e di sviluppare difese e fantasmi.
Uno dei segnali di cambiamento di relazione di oggetto da parziale a totale è quello che avviene anche nel passaggio della natura dell’angoscia persecutoria paranoidea all’angoscia depressiva, dovuto alla minaccia della perdita dell’oggetto, in questo momento totale. Si tratta della cosiddetta posizione depressiva centrale che avviene in coincidenza della perdita del seno dovuto allo svezzamento, intorno alla fine dell’ottavo mese, con momenti di tristezza e accompagnata dall’angoscia all’estraneo di Spitz.
La posizionei depressiva dota il bambino della capacità di conoscenza: il senso di colpa schiacciante per l’oggetto materno perso è la sua esperienza dolorosa e primo passo di maturità.
Come abbiamo visto, nella relazione di oggetto parziale, il seno, pur ritenuto necessario, ancora non era amato, ma nel momento in cui la madre, diviene un oggetto totale, il bambino la riconosce, la ama e a lei si rivolge per trovare sollievo alle angosce persecutorie, la introietta per i suoi bisogni da lei adempiuti e per essere protetto dalle persecuzioni interne (angosce e per gli oggetti persecutori) e quelle esterne (tutte le frustrazioni subite per i disagi). Nel percepire la madre in costante pericolo tra gli oggetti persecutori, rimproveri e attacchi delle sue pulsioni, nasce l’ambivalenza di amore ed odio nei di lei confronti e dentro il suo mondo interno in cui essa è vissuta come distrutta, anch’egli ne è distrutto.
Questi nuovi fantasmi di distruzione della madre amata con cui il bambino si identifica si accompagnano a sentimenti di perdita, di nostalgia e di colpa, da cui il bambino si difenderà attraverso meccanismi di negazione, di maniacalità, di iper-attività regressiva.
Se egli riesce a inibire la sua aggressività giungerà alla riparazione, accettando la madre come oggetto unico, totale e valido per la resistenza agli attacchi delle sue fantasie adesso ricevuta buona gratificante e da lui riparata: con essa si identificherà e verrà da lui definitivamente introiettata.
Il superamento o meno di queste fasi, non dipende tanto dall’oggetto esterno, quanto dalla potenza delle pulsioni del bambino: se la potenza dell’istinto di vita sarà maggiore di quello di morte, il bambino potrà essere salvo da una grave disintegrazione psichica.
Le posizioni, schizoparanoide e depressiva, inserite nella fase orale completano gli stadi genitali dello sviluppo sessuale di Freud e la loro importanza sta nella modifica della relazione a tre edipica, a quella a due, madre-bambino che nel tempo si collegheranno con la psicosi nella misura che esse possano fallire: se il fallimento sarà di quella depressiva si tratterà di una nevrosi, nel caso di un fallimento di ambedue le fasi, l’adulto sarà affetto dalla psicosi maniaco depressiva.
Dopo questi accenni alla teoria Kleiniana, cerchiamo di dire qualcosa sulla psicoterapia analitica del bambino.
La Klein utilizza il gioco perché attraverso il gioco il bambino simbolizza i propri fantasmi e cerca di elaborare la propria nevrosi. Il gioco equivale al sogno e alle associazioni libere dell’adulto.
Il bambino trasferisce, nei giocattoli e in altro materiale di analisi non soltanto i propri interessi ma anche fantasmi, angosce, sensi di colpa e ne trova un notevole sollievo. Il funzionamento psichico del bambino è molto diverso da quello dell’adulto, le cui difese sono più stabili e rigide, mentre nel bambino le barrire tra conscio e inconscio sono ancora molto fragili.
L’interpretazione fatta precocemente interviene sulle angosce e sulle difese del bambino, mobilita le angosce latenti per alleviare quelle manifeste, interviene sul transfert negativo, che affrontato subito rafforza quello positivo, utile per continuare l’analisi in quel momento in pericolo di interruzione
I fantasmi del bambino da lei scoperti sono centrati nella relazione immaginaria del bambino con il corpo della madre; le pulsioni libidiche ed epistemofiliche sono fantasmi di natura sadico-orale, anale-uretrale mediante i quali il piccolo fa intrusione nel corpo della madre ed anche rappresentazioni di desiderio e di aggressività fantasticato in forma di cibo e di bambini."

http://www.psychomed...3/nicoletti.htm


"Significa una totale libertà. In questa libertà c'è un'enorme energia, perchè non c'è nessun conflitto, nessuna lotta. Nulla!"


#50 Iride

Iride

    Perché di amore si vive

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  • 1563 messaggi

Inviato 22 gennaio 2019 - 03:22

Ok.
Capisco quello che hai scritto.
Quasi tutto.
E lo trovo molto interessante.
Ma parla di neonati e rapporto madre/ figlio.
Non credo che sia in qualche modo rigirabile su un adulto o comunque non capisco come.
Io sono una selva e una notte di alberi scuri,ma chi non ha paura delle mie tenebre troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi.

Nietzsche

#51 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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  • 2882 messaggi

Inviato 22 gennaio 2019 - 08:43

ciao goodlie,

l'essersi lasciati dopo una relazione lunga ed intensa porta spesso ad una certa destrutturazione che fa sentire svuotati.. e fa sentire dentro buio e freddo.

 piano piano è necessario ritrovare dentro sè stessi il fuoco che conduce lungo la vita, che riscalda l'animo e rischiara la strada..

per fare questo occorre cercare dentro, attraverso i sogni, attraverso la meditazione, attraverso le preghiere e attraverso percorsi psicologici o comunque d'aiuto insieme a qualcun altro che possa portare luce nel buio. piano piano avrai delle intuizioni che ti sveleranno cosa davvero desideri: arriveranno desideri di nuove esperienze che con coraggio bisognerà abbracciare e seguire...e in queste esperienze conoscerai nuove persone.. e queste esperienze e queste persone ti porteranno a nuove consapevolezze, e a nuove situazioni e piano piano la strada si dipanerà davanti a te, e guardando indietro potrai unire i puntini per vedere dove tutto ti stava spingendo..

adesso stai attraversando un ponte che si distrugge mano a mano che lo attraversi.

il vecchio modo di essere non esiste più, il nuovo non è ancora arrivato..
ma arriverà, se continuerai a camminare dentro l'incertezza.

 

vedrai che arrivata al nuovo terreno incontrerai persone più simili a ciò che sarai diventata.

appena saprai nuovamente chi sei, appena sentirai nuovamente il fuoco ardere in te, potrai seguire quel fuoco che crescerà sempre più mano a mano che seguirai la strada che ti indica. e su quella strada farai incontri meravigliosi...

ti mando un abbraccio ti sono vicina amica mia


  • Uedra, zarina, goodlie e un altro piace questo

Noctes atque dies patet atri ianua Ditis: sed revocare gradum superasque ecadere ad auras, hoc opus, hic labor est.


 

 


#52 Pandora

Pandora

    keep kalm and how U doin'?

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Inviato 22 gennaio 2019 - 10:25

ciao goodlie,
l'essersi lasciati dopo una relazione lunga ed intensa porta spesso ad una certa destrutturazione che fa sentire svuotati.. e fa sentire dentro buio e freddo.
piano piano è necessario ritrovare dentro sè stessi il fuoco che conduce lungo la vita, che riscalda l'animo e rischiara la strada..
per fare questo occorre cercare dentro, attraverso i sogni, attraverso la meditazione, attraverso le preghiere e attraverso percorsi psicologici o comunque d'aiuto insieme a qualcun altro che possa portare luce nel buio. piano piano avrai delle intuizioni che ti sveleranno cosa davvero desideri: arriveranno desideri di nuove esperienze che con coraggio bisognerà abbracciare e seguire...e in queste esperienze conoscerai nuove persone.. e queste esperienze e queste persone ti porteranno a nuove consapevolezze, e a nuove situazioni e piano piano la strada si dipanerà davanti a te, e guardando indietro potrai unire i puntini per vedere dove tutto ti stava spingendo..
adesso stai attraversando un ponte che si distrugge mano a mano che lo attraversi.
il vecchio modo di essere non esiste più, il nuovo non è ancora arrivato..
ma arriverà, se continuerai a camminare dentro l'incertezza.

vedrai che arrivata al nuovo terreno incontrerai persone più simili a ciò che sarai diventata.
appena saprai nuovamente chi sei, appena sentirai nuovamente il fuoco ardere in te, potrai seguire quel fuoco che crescerà sempre più mano a mano che seguirai la strada che ti indica. e su quella strada farai incontri meravigliosi...
ti mando un abbraccio ti sono vicina amica mia

hai detto delle cose bellissime.
Quella del ponte poi è troppo vera, troppo ben detta.
brava!
ecco. gnente firma :bb:

#53 Ombra gitana

Ombra gitana

    Utente Esperto

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Inviato 23 gennaio 2019 - 02:01

Ma come si fa a parlare di una crisi di rapporto mentale e spirituale con le altre persone, prescindendo dalle altre persone, dal contesto sociale, cioè in parole povere dalla realtà?

Mi sembra, qui, che parliate di fantasmi, o meglio, di esseri smaterializzati, astratti, fuori dal tempo e dallo spazio, e di moti interiori che si autoalimentano, vanno, vengono in base a una sorta di vento cosmico.

Boh.


  • Nehelamite piace questo

Storie diverse per gente normale, storie comuni per gente speciale


#54 goodlie

goodlie

    Utente Senior

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Inviato 23 gennaio 2019 - 06:01

ciao goodlie,

l'essersi lasciati dopo una relazione lunga ed intensa porta spesso ad una certa destrutturazione che fa sentire svuotati.. e fa sentire dentro buio e freddo.

 piano piano è necessario ritrovare dentro sè stessi il fuoco che conduce lungo la vita, che riscalda l'animo e rischiara la strada..

per fare questo occorre cercare dentro, attraverso i sogni, attraverso la meditazione, attraverso le preghiere e attraverso percorsi psicologici o comunque d'aiuto insieme a qualcun altro che possa portare luce nel buio. piano piano avrai delle intuizioni che ti sveleranno cosa davvero desideri: arriveranno desideri di nuove esperienze che con coraggio bisognerà abbracciare e seguire...e in queste esperienze conoscerai nuove persone.. e queste esperienze e queste persone ti porteranno a nuove consapevolezze, e a nuove situazioni e piano piano la strada si dipanerà davanti a te, e guardando indietro potrai unire i puntini per vedere dove tutto ti stava spingendo..

adesso stai attraversando un ponte che si distrugge mano a mano che lo attraversi.

il vecchio modo di essere non esiste più, il nuovo non è ancora arrivato..
ma arriverà, se continuerai a camminare dentro l'incertezza.

 

vedrai che arrivata al nuovo terreno incontrerai persone più simili a ciò che sarai diventata.

appena saprai nuovamente chi sei, appena sentirai nuovamente il fuoco ardere in te, potrai seguire quel fuoco che crescerà sempre più mano a mano che seguirai la strada che ti indica. e su quella strada farai incontri meravigliosi...

ti mando un abbraccio ti sono vicina amica mia

 

:couple_inlove:  Lamia, grazie per le tue parole. Diciamo che adesso probabilmente ha preso il sopravvento un po' di ansia per questo futuro che non riesco a scorgere, e non lo scorgo perché non vedo me stessa in questo quadro, fondamentalmente. Non sapendo chi sono conosco solo i miei timori, prende vita nella mia mente uno scenario abitato da tutte queste paure e di conseguenza vivo molto male il presente, che ha la sola colpa di rispecchiare questo mio senso di vuoto, probabilmente. 
Sul fatto di instaurare una relazione d'aiuto credo penso di farlo a breve, sperando di trovare la persona giusta che possa aiutarmi. 


  • Lamia piace questo

#55 madmax

madmax

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Inviato 23 gennaio 2019 - 03:27

Ok.
Capisco quello che hai scritto.
Quasi tutto.
E lo trovo molto interessante.
Ma parla di neonati e rapporto madre/ figlio.
Non credo che sia in qualche modo rigirabile su un adulto o comunque non capisco come.

Lasciare che quei "fantasmi" del passato trovino la pace, si inoltrino nella luce amorevole lasciando il passo ad un rinnovato ottimismo...

Lamia docet :friendly_wink:


"Significa una totale libertà. In questa libertà c'è un'enorme energia, perchè non c'è nessun conflitto, nessuna lotta. Nulla!"


#56 madmax

madmax

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Inviato 23 gennaio 2019 - 04:05

Ma come si fa a parlare di una crisi di rapporto mentale e spirituale con le altre persone, prescindendo dalle altre persone, dal contesto sociale, cioè in parole povere dalla realtà?

Mi sembra, qui, che parliate di fantasmi, o meglio, di esseri smaterializzati, astratti, fuori dal tempo e dallo spazio, e di moti interiori che si autoalimentano, vanno, vengono in base a una sorta di vento cosmico.

Boh.

Quali fantasmi del passato ti assillano e riempiono il tuo vuoto interiore tanto da rispecchiarti in cio' che è stato scritto e scattare il tuo selfie senza l'opzione "immagine ottimizzata"?!?!

 


"Significa una totale libertà. In questa libertà c'è un'enorme energia, perchè non c'è nessun conflitto, nessuna lotta. Nulla!"


#57 Iride

Iride

    Perché di amore si vive

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Inviato 23 gennaio 2019 - 04:21

Lasciare che quei "fantasmi" del passato trovino la pace, si inoltrino nella luce amorevole lasciando il passo ad un rinnovato ottimismo...
Lamia docet :friendly_wink:


È tutto un altro discorso ma comunque grazie.
Io sono una selva e una notte di alberi scuri,ma chi non ha paura delle mie tenebre troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi.

Nietzsche

#58 madmax

madmax

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Inviato 23 gennaio 2019 - 04:59

È tutto un altro discorso ma comunque grazie.

E' tutto sempre lo stesso discorso ma è la mente duale che interpreta le fittizie separazioni

Pensare che tu non sia il prodotto del tuo passato nel presente è affermare che tu sia un budda....Allora non saremmo qui a rispecchiarci nella stessa illusione

https://lamentemente...alta-non-duale/


"Significa una totale libertà. In questa libertà c'è un'enorme energia, perchè non c'è nessun conflitto, nessuna lotta. Nulla!"


#59 Iride

Iride

    Perché di amore si vive

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Inviato 23 gennaio 2019 - 05:11

Mad, io sono d'accordo con quello che dici. Credo anche di capirlo per come vada inteso.
Non sono però nello stato che tu dici io sia.
Semplicemente ho provato una emozione che so non sarò mai più in grado di provare e per scelta consapevole non volendo provare qualcosa di diverso mi comporto di conseguenza.
Ma non voglio monopolizzare il 3d. Non mi pare il caso sia questa la sede.
Io sono una selva e una notte di alberi scuri,ma chi non ha paura delle mie tenebre troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi.

Nietzsche

#60 Rainbow

Rainbow

    Immaginazione al potere.

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Inviato 23 gennaio 2019 - 05:20

Cara Goodlie, mi è difficile condividere il tuo punto di vista, perché secondo me ognuno in un certo qual modo di sente diverso, intimamente isolato dagli altri e quindi la solitudine è la condizione un po' di tutti, la condizione umana per eccellenza (indipendentemente dalle epoche e dai costumi vigenti)..le persone che ti ripugnano e che ti sembrano vanesie e superficiali sono molto più di quanto tu immagini e a tua volta tu sei molto di più di quanto loro riescano ad intuire...Non ragionare in astratto, non fossilizzarti su quelli che reputi essere i tuoi ideali e i tuoi valori, se davvero la tua solitudine emotiva ti pesa devi abbandonare questi schemi mentali e cercare di rapportarti alle persone con semplicità, senza stare a soppesare quanto siano diversi da te o quanto ti assomiglino, perché davvero non è questa la cosa più importante.
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