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Sentirsi alieni


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150 risposte a questa discussione

#21 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 20 gennaio 2019 - 11:24

Non la società, che risponde alla tua vista. Come potrebbe. C'è la tua vista, la sua, quella dell'altro. È la percezione.

La realtà davanti ai nostri occhi fisici è quella che è.
La percezione. Se quel tedesco fosse stato Concorde, non avrebbe nemmeno avuto il problema da porsi riguardo quello che gli accadeva attorno. Magari a casa sua picchiava moglie e figli e il fatto che fuori uccidessero gassando gente sconosciuta a lui gli sarebbe sembrato più che trascurabile.

#22 goodlie

goodlie

    Utente Senior

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Inviato 20 gennaio 2019 - 11:42

Ma sicuramente per te non è così. Forse per te queste relazioni leggere o che hanno una scadenza, sono faticose, o inutili. Non sono necessarie. Non penso dovresti fartene una colpa, magari ora che stai ripartendo a camminare da sola, stai conoscendo profondamente questa parte di te che non avevi avuto occasione di testare perché 'coperta' dalla presenza significativa di una persona simile a te al tuo fianco.

Alla fine puoi scegliere se adattarti alla mentalità di molti, o imparare a convivere con la tua.

 

Sì esatto, sono faticose e mi sembrano inutili, o per meglio dire non ne traggo alcun piacere. Tolta la persona più importante per me mi sono accorta di come non ci fosse altro nella mia vita e quindi ora ne soffro e comprendo quale funzione questa persona abbia avuto per lungo tempo, parte che è rimasta vuota e che non riesco a colmare da sola (jn quanto era una compresenza dinamica che invece queste relazioni superficiali non possono essere). Magari ci vorrà tempo per questo, per riadattarsi dopo così tanto tempo a questa nuova modalità di vita.


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#23 Nehelamite

Nehelamite

    Parcere subiectis et debellare superbos

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Inviato 20 gennaio 2019 - 02:23

:rotfl:

No. È che non mi sento esattamente nella condizione di dare quale saggio consiglio od opinione, essendo in uno stato di semilucida follia, io. Quindi lanciavo giustificazioni celate. :D
Comunque è certo che sicuramente la nostra percezione di qualcosa non è quel qualcosa. Altrimenti sarebbe conoscenza, non percezione.

Ci pensavo proprio perché lei stessa scrive di trovare di compagnia gli anziani, o comunque gli adulti (che hanno avuto anche loro trenta anni e probabilmente sono stati i mostri di crudeltà del loro tempo).

Proprio da loro, dagli anziani, ho imparato questo. E dai bambini. Signori simpatici e a modo, gentili, con grandi valori. Poi li conosci meglio e quel vecchio tanto caro è stato in galera per vent'anni. O quella signora che fa la torta buonissima non parla con la figlia da mezzo secolo perché chissà cosa è successo. Son sempre persone. Lo siamo tutti, anche se non è sempre divertente ricordarcene.
E i bambini, oddio. Se c'è una cosa sana nella nostra vita è buttarsi in mezzo ad un mucchio di marmocchi e stare ad imparare. O ricordare.

Il fatto è che stare per tanto tempo in un mondo, che sia una relazione, o una situazioni, comporta per forza lo smarrimento nel venirne espulsi. È come vedere per una vita con gli stessi occhiali e poi metti quelli nuovi e ti rendi conto che a mezzo metro dalla tua solita strada c'è un precipizio senza fondo.

Anche a me smarrisce il mondo, credo sia palese. Ma non gli pretendo più niente. E ho visto che realmente finché non lo vedo sembrava non esserci mai stato. E questa scoperta mi smarrisce, ma se sei smarrito l'unica cosa da fare è trovarti, no? Non si può togliere tutto sperando che quel che rimane poi alla fine ci possa bastare.

 

 

Gli anziani sono spesso retrogradi, chiusi, razzisti, sessisti e ignoranti e ancora più spesso, irritanti, credono che poiché hanno passato i sessanta allora tutto gli è dovuto: saltare le file, fare casino in luoghi pubblici senza conseguenze, sputare veleno sui più giovani gratuitamente, e insomma rispondere a modelli di comportamento non proprio saggi o ponderati dall'esperienza.

Alcuni poi sono palesemente rincoglioniti, è impossibile trovarci anche solo un punto di congiunzione per parlare di qualsiasi cosa che non sia quello che hanno fatto i nipotini l'ultima volta che li hanno visitati, se li hanno e se se ne ricordano, altrimenti si limitano a larvare in giro e sbraitare qualcosa ogni tanto.

E mica parlo di quelli con conclamata demenza senile eh, nessuno imputa niente a quelli lì poverini, parlo di quelli mentalmente sani ma fondamentalmente stronzi, i classici vecchi che pretendono rispetto senza darne un briciolo.

 

Conoscevo una signora che aveva sbattuto fuori di casa la figlia da giovane perché era rimasta incinta fuori dal matrimonio, un grande disonore!, e ancora da vecchia invece che tentare di ricostruire il rapporto, continuava a considerarla una p.tana e parlarne male tutto il tempo, salvo poi pretendere che corresse al suo capezzale dall'altra parte dell'Italia quando è stata male :dunno:

Disgustoso :rotfl:

 

I bambini. I bambini sono egoisti, possono essere terribili, "naturalmente malefici" perché l'uomo è di base malvagio, è crescendo che magari "migliora" ma solo a patto di venir su in un ambiente che tale miglioramento lo consente; sono capaci di dire e fare le cose peggiori, specie fra di loro, ma non li senti tutti i casi di bullismo anche nelle scuole elementari e medie? :D

Quando invece di presentarti come un adulto che si trova lì per controllarli ti metti nei panni dello zio simpatico o dell'amico bravo della mamma, dismettono la mascherina da bravi bambini e li vedi comportarsi con te e fra di loro per come si sentono di fare sul serio, e osservarli nelle loro dinamiche di gruppo è quanto di più desolante possa esserci.

Poi nella maggior parte dei gesti, non sono altro che copie in miniatura degli adulti di riferimento, fratelli/sorelle e genitori in primis, soltanto che essendo bambini, riproducono in maniera grottesca gli atteggiamenti, già grotteschi di loro, che mostrano i suddetti adulti.

 

E quindi boh, sei in giro per un quartiere della provincia, ti fermi a fumare una sigaretta in un parco e vedi un gruppo di ragazzini che sbraitano oscenità in dialetto disturbando tutti, si fanno la guerra con bastoni di legno magari colpendosi fra di loro o bullizzando un compagno di classe meno "scetato", rovesciano i bidoni ecc, senza l'ombra di un adulto intorno che li controlli o se c'è, se ne sta per cazzi suoi e li lascia fare perché sono bambini e va tutto bene, anche quando si sfasciano o si picchiano :dunno:

 

@nehelamite: non ho capito il senso del tuo messaggio, ammesso che ne avesse uno diverso dal tuo solito essere provocatorio perché non ti vado a genio, preferisco non abboccare.

 

 

Pensala come ti pare, non ti ho dato consigli, ho solo espresso quello che emerge - per me - da quanto hai scritto.


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~ Of all the things I've lost, I miss my Heart the most ~

#24 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 20 gennaio 2019 - 09:47

Non sapevo se postare comunque ho da poco interrotto una relazione con una persona che era a me molto affine e con cui ho condiviso il 95% del mio tempo negli ultimi 6 anni.
Da quando è finita, qualche mese, mi sono trovata catapultata in un mondo fatto di "altri" per cui precedentemente non avevo occhi, né interesse. La scoperta di quale umanità ci fosse oltre la mia piccola siepe non è stata fonte di entusiasmo, bensì di smarrimento. Fondamentalmente mi sento aliena dai discorsi, dai pensieri delle persone che mi circondano, dai loro interessi, da ciò che gli piace e non gli piace ma soprattutto da ciò cui attribuiscono valore. Mi sento antica, a 30 anni, non trovo affinità culturale con le persone che mi circondano. Alcune cose che per me hanno un'importanza molto elevata come la gentilezza, il buon cuore, lo "spessore", sembrano non avere nessun senso per le persone con cui vengo a contatto e che appaiono fagocitate da una visione materialista, consumistica e utilitaristica della realtà che a me pare qualcosa di fortemente dannoso e di conseguenza mi ripugna. Si può dire che io abbia una concezione "etica" della vita che non è molto condivisa.
è ben accetto.

Il sentirsi "alieni" è una sensazione che mi capita spesso di provare. Trovarsi in mezzo a persone di cui non si condividono pensieri, interessi, discorsi e domandarsi: "ma che vi passa per la testa?".
Ovviamente non mi trovo molto a mio agio in queste situazioni, ma a volte sono inevitabili.
Comunque non ne faccio un dramma.
Anzi, sfrutto questi momenti per "ampliare" il mio punto di vista.
Mi incuriosisce molto scavare dentro persone che all'apparenza mi sembrano così diverse, per non dire "inutili". (ai miei occhi).
Mi piacerebbe sapere cosa pensano veramente nel loro intimo, quando magari sono soli.

Viceversa la mia vera attenzione è proiettata verso quelle poche persone con cui sento di condividere qualcosa intimamente.
Per qualcuna sono stato semplicemente fortunato, altre persone le ho volutamente cercate.
E non ho mai sperato di incontrarle al sabato sera in piazza durante l'aperitivo.

Insomma, se ti pesa il fatto di essere circondata da "zombie", credo ti convenga accettare la cosa, visto che non ci si può fare granché.
E se ti pesa la solitudine, ti spaventa l'idea di non trovare persone che possano avere il tuo "stesso sentire", credo che dovresti/potresti cercare meglio in luoghi più consoni.

Anche ad esempio, partecipando ad un rito sciamanico con l'ayahuasca, che se non ricordo male era un tuo desiderio.

Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#25 goodlie

goodlie

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Inviato 20 gennaio 2019 - 09:55

Anche ad esempio, partecipando ad un rito sciamanico con l'ayahuasca, che se non ricordo male era un tuo desiderio.

 

Frequento un centro spirituale vicino a dove abito però non è così vicino che ci possa andare spesso, lì le persone vanno e vengono, ad ogni modo hai ragione in questo, frequentare ambienti consoni al proprio modo di vedere le cose può essere un aiuto non indifferente. Per quanto riguarda l'ayahuasca ricordi bene, era ed è un mio interesse ma non so come avvicinarmi a questa cosa. Parlandone con persone molto più esperte di me ho avuto la conferma che ciò cui si accede cercando su internet sono per lo più trovate commerciali su cui non conviene fare troppo affidamento. Non conosco nessuno che di persona possa introdurmi in un contesto più autentico legato a questa pratica ho deciso di mettere in stand by il progetto. 


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#26 LunaRossa91

LunaRossa91

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Inviato 21 gennaio 2019 - 08:27

Io penso che la cosa 'sbagliata' che ti fa sentire ora un'aliena è solo una: l'aver passato 6 anni solo ed esclusivamente con una persona che ritenevi a te così affine. Niente di più sbagliato.. lo so bene perché l'ho fatto anch'io. Ho avuto una relazione di 6 anni e mezzo è lui era il mio unico riferimento, ho perso le amicizie e gradualmente mi sono allontanata da quel poco che ho di famiglia. Una volta che lui mi ha lasciata, mi sono sentita spiazzata e disorientata perché ho fatto la cacata pazzesca di raccontare tutto solo a lui, di sfogarmi solo -e anche troppo, perché avevo solo lui- con lui, di chiedere aiuto solo a lui, di confrontare i miei pensieri e idee solo con lui... ecc. E così fu che la sottoscritta nell' arco di pochissimo, anche perché ho un'attività in centro paese, scoprì ancora di più il mondo xD. Cara grazia che ho la fortuna di questo lavoro perché già comunque doveva avere a che fare con tantissime persone diverse. Mi sono trovata spiazzata comunque, sola in un appartamentino, quando era da pochissimo che ero fuori casa dei miei, nel bel mezzo del grosso del lavoro in negozio, nel bel mezzo dell' arredare, del far fronte da sola alle primissime spese di casa... È stato devo dire un anno infernale ma di grande crescita xD.

Anche ora non coltivo amicizie, ho dei conoscenti in paese, ho i "colleghi" dei negozi vicini, .. Ma non ho più avuto occasione di approfondire nulla e creare amicizie, anche perché anch'io non mi trovo in sintonia con nessuno. Anche il mio ragazzo attuale qui non ha amicizie, viene da tutt' altra zona, e siamo soli come due scemini, col rischio di ripiombare tutti e due chiusi in una campana di vetro..
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#27 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 21 gennaio 2019 - 09:02

Frequento un centro spirituale vicino a dove abito però non è così vicino che ci possa andare spesso, lì le persone vanno e vengono, ad ogni modo hai ragione in questo, frequentare ambienti consoni al proprio modo di vedere le cose può essere un aiuto non indifferente.

 

Le persone vanno e vengono, sempre.

Anche quelle a cui ci sente più legati e a cui riservi un posto fisso nei tuoi pensieri, nel lungo periodo spariranno.

Ciò non toglie che in certi posti riuscirai più agevolmente a stabilire legami, che a prescindere dalla loro durata temporale, avranno comunque un certo spessore.

 

Riguardo all'ayahuasca, purtroppo concordo con te, non mi fido di quello che trovo pubblicizzato in rete. Sto ancora cercando un posto "serio" dove poterla ri-sperimentare.

Alla peggio farò un salto in Perù. :D
 


Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#28 malia

malia

    malia

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Inviato 21 gennaio 2019 - 09:04

Ci sarebbe da capire se una persona vive h24 per 6 anni corpo e mente con un'altra persona per scelta, cioè perchè mossa solo dal piacere di stare con quella persona, o perchè fugge da altro (tipo fugge dal disagio di incontrare il fornaio, l'automobilista incazzato, la zia pettegola, il collega puzzone) e l'altra persona diventa un rifugio. Una volta perso il rifugio, se nel frattempo dentro di noi non è cambiato niente, si deve ricominciare a correre, purtroppo.


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#29 Uedra

Uedra

    Stella del Mattino

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Inviato 21 gennaio 2019 - 10:55

Good,
Io ho cambiato vita alla tenera età di 40 anni.
Ciò che avevo non mi soddisfaceva.
Avevo amici, una vita sociale, apparentemente andava tutto bene. Però non era semplicemente vero.
Ho provato a dare un senso immergendomi nella spiritualità. Nemmeno lì era la soluzione.

Gradualmente, spontaneamente, tutto ha cominciato a cadere.
Amici ciao, vita sociale idem, evoluzione spirituale addio.

Stranamente è cominciata tra mille difficoltà una nuova vita all'insegna della verità con me stesso e con gli altri: non mi frega più di apparire in un modo o in un altro e sono più libero nelle mie scelte e nelle cose da fare
Piano piano si è incastrato tutto ed ora vivo la mia seconda vita. Con meno amici e meno obblighi sociali ma più serena

Capiterà anche a te se sarei spontanea e meno ancorata a ciò che chiami 'vita che vuoi'.
Muoviti in una direzione che ritieni giusta ma non essere ancorata a nulla

Ovviamente tutto quello che dico è valso per me. È solo una testimonianza senza ulteriori pretese.

Se ti senti una aliena è solo perché sei ad una biforcazione della tua vita.
È una strana opportunità per essere te stessa
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Samsara 1 - Nirvana 0

 


#30 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 21 gennaio 2019 - 11:52

È una strana opportunità per essere te stessa


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Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#31 Spinoza

Spinoza

    Prima i Maremmani !!!

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Inviato 21 gennaio 2019 - 01:27

Un'altra esperienza terribile sono i gruppi di whatsapp. Quelli della scuola dove ogni giorno c'è una cazzata nuova da affrontare. I pidocchi che ha preso Pino da Pina, gli ossiuri che girano, la felpa che ha perso Pino mercoledì, i compiti che non ha preso Pina e che deve avere attraverso la mamma di Pino. Il mercatino di Natale e i biscottini per le maestre fatti con le sante manine della mamma di Pino, e le infinite raccolte soldi per il treno natura con pranzo al sacco biologico gestite dalla mamma di Pino.

Queste cose mi creano molto imbarazzo, e sinceramente, non mi sento di farne parte. Mi provocano vera difficoltà nell'interazione. Non è che lo faccio apposta, non ce la faccio proprio. Mi sento proprio un'altra forma di vita, quando assisto a queste cose vorrei trasformarmi in sasso e fingere di non esistere.

Quindi, evito.



Cioè sofferenzaedisagio VS non farne parte

Per me vince non farne parte.

E non me ne faccio una responsabilità.. è così

 

Questa è una cosa che mi preoccupa assai: l'interazione con gli altri genitori.

Come se ne esce vivi?


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#32 zarina

zarina

    Utente Fricchettona

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Inviato 21 gennaio 2019 - 02:10

Questa è una cosa che mi preoccupa assai: l'interazione con gli altri genitori.
Come se ne esce vivi?


Purtroppo te rientri in un sottoinsieme particolarmente grottesco in quanto genitore di femmina.

I gruppi whatsapp di danza. Immagina, puoi.
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#33 Pandorax

Pandorax

    casuale senza causa

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Inviato 21 gennaio 2019 - 05:54

Questa è una cosa che mi preoccupa assai: l'interazione con gli altri genitori.
Come se ne esce vivi?

Secondo me delegando Ele a gestire le relazioni con le mamme dei compagnetti :asdsi:
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ecco. gnente firma :bb:


#34 Iride

Iride

    Perché di amore si vive

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Inviato 21 gennaio 2019 - 08:41

Questa è una cosa che mi preoccupa assai: l'interazione con gli altri genitori.
Come se ne esce vivi?


Io sono stata eletta rappresentante di classe del primo anno di materna. La qual cosa già di per se fa molto ridere ci sono ben due gruppi di chat della classe. Ho dato le dimissioni.
È una stupidata assurda questa qua.

Io mi sento "aliena" da sempre.
Ho trovato pochissime persone che avessero un sentire simile al mio. Una delle quali mi ha rovinata per sempre lasciandomi dopo la promessa di amore eterno mantenuto solo pochi anni.
Da allora mi sono chiusa. Mi sono conformata. Mi sono tarpata le ali. Ho fatto quello che fanno tutti.
Tornassi indietro forse... il fatto è che per sopravvivere forse non avevo altra scelta.
Ho cercato altri/e che avessero la capacità di abbracciare la mia anima mentre stringevano il mio corpo. Ma niente non ho trovato nessuno.
Io la capisco la sensazione di sentirsi estranei a queste persone. A tutte le persone. Ma non mi sento estranea a questa terra. Forse gli alieni sono loro.
Mi dico questo per resistere.
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Io sono una selva e una notte di alberi scuri,ma chi non ha paura delle mie tenebre troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi.

Nietzsche

#35 Yanez

Yanez

    Utente Esperto

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Inviato 22 gennaio 2019 - 07:24

Non sapevo se postare comunque ho da poco interrotto una relazione con una persona che era a me molto affine e con cui ho condiviso il 95% del mio tempo negli ultimi 6 anni.
Da quando è finita, qualche mese, mi sono trovata catapultata in un mondo fatto di "altri" per cui precedentemente non avevo occhi, né interesse. La scoperta di quale umanità ci fosse oltre la mia piccola siepe non è stata fonte di entusiasmo, bensì di smarrimento. Fondamentalmente mi sento aliena dai discorsi, dai pensieri delle persone che mi circondano, dai loro interessi, da ciò che gli piace e non gli piace ma soprattutto da ciò cui attribuiscono valore.

 

Sul piano dell'intimismo non si viene a capo di niente, ma si riesce tutt'al più a inoltrarsi in un infinito gioco di illusioni ottiche che si sembrano proiettarsi nel tuo stato d'animo come una sequenza di diapositive su uno schermo, ognuna con la pretesa d'essere causa prima o esito definitivo di qualcosa che rimane comunque senza forma.

Il disagio esiste, la complessità di animo dalla quale scaturisce l'insoddisfazione e il rischio di pensare son cose che esistono, e vivere significa convivere con tutto questo.

Il carattere, il proprio mondo interiore e il linguaggio col quale comunichiamo col mondo sono la forma che diamo alla coscienza di questo disagio, cioè all'attrito della nostra individualità col mondo intorno.

Pensare che lo "stato naturale" sia quello della serenità, della pace è un errore fatale: siamo fatti di muscoli che lottano, senza fermarsi mai, contro la forza di gravità, per stare in piedi, per respirare, per riuscire ad ad alzare le palpebre, e la stessa aria che ci fa vivere è anche quella che ci consuma.

L'individuo solo che ascolta le proprie voci di dentro, guardando le stelle o guardando i propri piedi, è destinato a diventare pazzo, anche se essere pazzi, quando si è soli, non significa niente.

 

Il problema non è la solitudine, ma l'isolamnto: vivere dentro una moltitudine di persone che non hanno rapporti veri, utili e necessari, tra loro.

Giocare a vivere non è vivere.

Le voci di dentro devono alimentarsi, dialogare con voci da fuori, e rispondere a domande imposte dalla realtà: lavoro, bisogni degli altri, volontà creativa, ribellione, cose da costruire, sedie da impagliare, vecchi o bambini da nutrire, utopie da inseguire.

 

Si è creata una società in cui cose e rapporti non hanno più valori necessari, o radicati in un terreno comune: quel poco di "vero e necessario" rimane assorbito dall'individualità, non ha forza espansiva verso l'esterno, verso una valenza di reale comunicazione.

Una socialità fatta di aloni, che servono a definire e separare, senza attriti e senza dolore, come le emozioni date dalle giostre del luna park.

L'unico modo per ricavare un senso è quello di guardare a questa socialità che gioca a vivere come si fa con i bambini, dei quali ci basta un sorriso.


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Storie diverse per gente normale, storie comuni per gente speciale


#36 Iride

Iride

    Perché di amore si vive

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Inviato 22 gennaio 2019 - 07:49

Che poi forse il problema è l'incapacità o la paura di voler veramente entrare nell'altro.
Forse con un po' più di fiducia e meno preconcetti si potrebbe scoprire che in molti sentono un profondo ma non riescono
a trasmettere a causa della nostra stessa paura o incapacità.
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Io sono una selva e una notte di alberi scuri,ma chi non ha paura delle mie tenebre troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi.

Nietzsche

#37 Pandorax

Pandorax

    casuale senza causa

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Inviato 22 gennaio 2019 - 09:25

Che poi forse il problema è l'incapacità o la paura di voler veramente entrare nell'altro.
Forse con un po' più di fiducia e meno preconcetti si potrebbe scoprire che in molti sentono un profondo ma non riescono
a trasmettere a causa della nostra stessa paura o incapacità.

direi che è probabile

comunque secondo me lei non lo apprezza ancora quel qualcos'altro, perché sta vivendo la fase fisiologica della sindrome dell'arto fantasma, non trova quel tipo di modo di pensare e quei valori proprio perché nel pluralismo ognuno ha un proprio sistema di valori, o se non li ha, sentendosi in inferiorità, si adegua, e dal di fuori sembra far parte attiva del meccanismo depersonalizzante del consumismo.
Però se c'è qualcosa in cui lei crede fortemente, dovrebbe continuare a cercare persone con cui confrontarsi apertamente.

in fondo forse può essere un segno uscire dal guscio della coppia ed aprirsi agli altri
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ecco. gnente firma :bb:


#38 Iride

Iride

    Perché di amore si vive

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Inviato 22 gennaio 2019 - 09:41

direi che è probabile
comunque secondo me lei non lo apprezza ancora quel qualcos'altro, perché sta vivendo la fase fisiologica della sindrome dell'arto fantasma, non trova quel tipo di modo di pensare e quei valori proprio perché nel pluralismo ognuno ha un proprio sistema di valori, o se non li ha, sentendosi in inferiorità, si adegua, e dal di fuori sembra far parte attiva del meccanismo depersonalizzante del consumismo.
Però se c'è qualcosa in cui lei crede fortemente, dovrebbe continuare a cercare persone con cui confrontarsi apertamente.
in fondo forse può essere un segno uscire dal guscio della coppia ed aprirsi agli altri

Condivido quello che dici eppure in base alla mia esperienza considerando che sono 17 anni che vivo nel pieno la sindrome dell'arto fantasma mi domando se mai passerà.
Credo invece che sia una condizione mentale in cui ti manca quel sentirsi uno con un altro essere. Questo è difficile provarlo con più persone e una volta avuto, la possibilità di ritrovarlo in altri diminuisce fortememte e ti provaca quel senso di estraneità con tutti gli esseri umani.
Io sono una selva e una notte di alberi scuri,ma chi non ha paura delle mie tenebre troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi.

Nietzsche

#39 Pandorax

Pandorax

    casuale senza causa

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Inviato 22 gennaio 2019 - 09:46

Condivido quello che dici eppure in base alla mia esperienza considerando che sono 17 anni che vivo nel pieno la sindrome dell'arto fantasma mi domando se mai passerà.
Credo invece che sia una condizione mentale in cui ti manca quel sentirsi uno con un altro essere. Questo è difficile provarlo con più persone e una volta avuto, la possibilità di ritrovarlo in altri diminuisce fortememte e ti provaca quel senso di estraneità con tutti gli esseri umani.


sisi lo conosco
finché continui a cercare Quello negli altri sarà frustrante
la verità è che Quello non lo troverà mai più. Troverà Altro.
E forse un giorno troverà interessante quel Qualcos'altro che troverà, e si fermerà.

ecco. gnente firma :bb:


#40 zarina

zarina

    Utente Fricchettona

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Inviato 22 gennaio 2019 - 09:53

sisi lo conosco
finché continui a cercare Quello negli altri sarà frustrante
la verità è che Quello non lo troverà mai più. Troverà Altro.
E forse un giorno troverà interessante quel Qualcos'altro che troverà, e si fermerà.



Io faccio una faticona a immedesimarmi nella sindrome dell'arto fantasma.

Certo, si soffre il crollo, l'agonia del durante e il vuoto del dopo.

Ma la fine mi stimola a cercare cose diverse partendo dai punti morti che non mi davano più niente.


Non lo so, sono arida e riarsa.
:D
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