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Split

Follia PatologieACazzo UnoNessunoCentomila

  • Per cortesia connettiti per rispondere
180 risposte a questa discussione

#1 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 03 gennaio 2019 - 10:19

La questione delle personalità multiple mi ha sempre affascinato.

“Il cervello umano è l'oggetto più complesso dell'universo. Consideriamo chi soffre di personalità multipla inferiore, e se... non ci fosse limite a ciò che può diventare?”

Questa citazione del film "Split" rispecchia grossomodo la mia idea al riguardo.
L'idea di una Me, almeno.

Ho sempre pensato, trovando riscontro poi in varie correnti che ho studiato, che siamo "molti" in "uno", chiamiamo spettro della personalità cercando di racchiudere, tanti aspetti, forse sbagliando, a non dare ad ognuno il giusto posto, peso, vita.

Riguardo certi percorsi, la riunificazione è lo scopo, ma riunificare cosa, cosa? Se non ci si conosce, in ogni aspetto, come pretendere di riunirsi. Parti di noi, allora perché non lasciare ad ognuna quindici minuti di popolarità, farla uscire, capirla, identificarla..

Certo parlare di personalità multipla è un po' avanzato, non è quasi mai il caso, ma se comunque ogni parte di noi fosse in qualche modo distinta, divisa, ed ognuna in lotta per la supremazia, e quale sarebbe poi il Noi reale, l'io vero.

Ci siete, voi tutti?

Siete uno? Quale, dei tanti?

Vorrei cercarle, le sento. Sto pensando di sperimentare, di dare ad ognuna un nome o lasciare che ne prendano uno. E farle vivere. Vedere dove porta.

:D
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#2 Il Decimo

Il Decimo

    Signore del Tempo

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Inviato 03 gennaio 2019 - 10:44

Questa cosa ha sempre affascinato anche me.

Sicuramente esistono sfaccettature diverse in ognuno di noi che sono date dal carattere, dai sentimenti, dal pensiero... La personalità multipla la vedo però come un vero e proprio problema.

 

Comunque chi non ha mai fatto finta di essere quello che non è? O meglio, chi non ha mai tirato fuori un lato nascosto di se stesso, magari fingendo di essere duro, sentimentale o avventuriero? 

Magari questi sono solo lati di noi che vorrebbero uscire. Oppure sono vere e proprie personalità che avrebbero potuto prendere il sopravvento se la nostra vita fosse andata in modo diverso.


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#3 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 03 gennaio 2019 - 11:07

Mmhh. Fingere.
E se come pure dici te, non fosse finzione. Cioè la finzione sta nel pensare che quello è un personaggio che stiamo interpretando, che "non sono io" ma qualcuno che interpreto. E se invece fosse reale, perché ala fine è reale, una parte di noi, un Noi che esiste e che prende vita, a cui concediamo un piccolo spazio a bisogno.

Voglio dire. Sono veri. Sono noi. Hanno pensieri, progetti, sentimenti, idee, del tutto diverse da altre parti. E forse è solo inganno pensare che ci sia un "io" che comanda, che ha il controllo, quella e la finzione.
Sicuramente c'è, ma trovarlo è un impresa, quella che vorrei intraprendere.
Anche ora scrivo, penso e sto ideando, mentre altre Me la pensano in modo diverso.

Per la teoria delle personalità multiple, che ripeto prendo solo ad esempio perché si tratta di altro rispetto a questa discussione, che vorrei più leggera, diciamo, la teoria è che si formino a seguito di un grande trauma della personalità principale che non essendo capace di affrontarlo escogita personalità alternative per proteggersi, reagire, nascondersi.

Lungi dai grandi traumi, comunque ognuno di noi nel corso della vita subisce micro traumi, e macro pure, che a seconda dell'integrità e della struttura della propria personalità affronta o sfoga in maniere differenti, definendosi con carattere, idee, pensieri, formandosi come essere. E anche nel nostro piccolo di non patologici gravi :D sviluppiamo una parte piuttosto che un altra, Il Forte, Il Deciso, La Dolce, Il Bastardo, La Filosofa.
E gli altri?
Crediamo di fingerli, a bisogno, magari. Ma credo che non siano finzione, che giacciano nascosti. Ci sono. Ci siamo :D

Li conoscete? Li avete sepolti, incatenati, disprezzati o coccolati. Simmo tutti. :D

#4 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 03 gennaio 2019 - 01:54

se si trova un centro di gravità permanente si possono indossare queste varie sfaccettature di personalità come fossero abiti e farli agire.
è come indossare un vestito da sera, poi un vestito da cacciatore, poi un vestito hawaiiano.. 

diciamo che in una determinata occasione mi conviene mettere il vestito lungo, magari ad una cena romantica, in un altra occasione preferirò mettere una tuta mimetica... a volte mi vorrò fare notare e indosserò un vestito sgargiante o seduttivo, ad un colloquio di lavoro tenderò a scegliere un vestito che faccia risaltare la mia competenza e la mia professionalità.
 

questo dovrebbe accadere con le nostre sfaccettature di personalità: noi siamo un grosso diamante con infinite facce che dovremo poter scegliere in ogni momento in base all'occasione seguendo la condizione di creare amore per noi stessi e gli altri.

 

il fatto è che in molte persone il centro di gravità permanente (o il centro del diamante) è diciamo spento e i vari vestiti vengono indossati senza consapevolezza.
un momento abbiamo l'abito da sera, il momento dopo siamo vestiti di stracci.. 

ed è un bel problema se ci presentiamo ad un colloquio importante in mutande (ok dipende dal tipo di colloquio).

e se per qualche ragione ci mettiamo a detestare qualche vestito (perché lo indossava spesso nostra madre quando ci sgridava, ad esempio) finirà che quando lo indosseremo non ce ne accorgeremo nemmeno e ci ci potrebbe succedere di odiare senza sapere bene il perché tutte le persone che lo indossano.

 

dentro di noi vivono tutti gli opposti, per ogni lato caratteriale c'è anche il suo opposto. 

imparare a vedere che abito stiamo indossano, che lato caratteriale è spuntato fuori in un determinato momento, è fondamentale per imparare a capire il nostro armadio, quali sono i vestiti, i lati caratteriali che indossiamo più spesso? quali sono quelli che giacciono sempre nell'armadio?

perché decidiamo di utilizzare una sfaccettatura di personalità durante quel momento piuttosto che in un altro?

c'è un lato caratteriale che appare in un momento in cui non è indicato e finisce per essere disfunzionale?

 

imparare ad osservare senza giudizio le nostre sfaccettature fa in modo che possiamo integrarle e in alcuni casi guarirle fino a che non saranno loro ad indossare e dominare noi, ma saremo noi a poter scegliere e contenere le varie sfaccettature della personalità.

 

la tecnica del ricordo di sé e dell'osservazione di sè stessi, unite magari ad un diario quotidiano, sono le chiavi di questo lavoro.


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Noctes atque dies patet atri ianua Ditis: sed revocare gradum superasque ecadere ad auras, hoc opus, hic labor est.


 

 


#5 Il Decimo

Il Decimo

    Signore del Tempo

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Inviato 03 gennaio 2019 - 02:44

Dentro di noi c'è sicuramente di tutto. Effettivamente pensiamo di trovare un equilibrio quando riusciamo a stare in società comportandoci come la società vuole.

Ma è veramente questo l'equilibrio? Essere una cosa sola per sempre?

Oppure forse abbiamo bisogno di essere al mattino romantici sognatori ed alla sera bastardi egoisti?



#6 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 03 gennaio 2019 - 03:52

La metafora dei vestiti, Lamia.

Imparare ad osservare, a identificare. Chi però lo sta facendo? E se fosse solo uno di noi, un altro di noi? Proprio questo, l'osservatore. Creato a posta. Si si, conosco le scuole di pensiero.

E se invece di dargli la caccia, sondarle, manco fossero bestie.. Le lasciassimo libere? Una convivenza pacifica. :D

Forse alla lunga succede che una prende il sopravvento, o che il vero "me" venga accantonato. Però è affascinante, guardarle. Ed è facile, amarle.



La società, Il Decimo. Ecco un altra cosa interessante. Lo provo sul campo, ci faccio caso da poco, vero, pero intanto prendo appunti. Sembrano tutti così disturbati da una apparente instabilità. Qualcuna trova la cosa divertente, e credo sia sempre lei che da il via.
Lo vedo sul campo, quando lascio andare.
Una mutazione quasi perfetta, gli abiti sono la cosa più evidente, e il modo di tenere i capelli, perfino l'espressione e più di tutto i pensieri, le intenzioni. E le persone intorno con una o due se la cavano, finché è tutto superficiale, ma sembra non riescano a gestire qualcuno che non riescono a tenere perfettamente etichettato.
È fantastico. Alla fine non si capisce più se sia un gioco fra di noi, o contro di loro.

Comunque si, alla fine volevo presentarne qualcuna, delinearne qualche tratto, ma in questo preciso istante ho dovuto richiamare La Lavoratrice, che non ha tempo per stare a battere i pollici sulle lettere. :D

Pensateci però. Vorrei vedere se effettivamente avete avuto un qualche rapporto, dialogo, riscontro, con altre parti. E in che misura, e in che diciamo piano, se hanno vita, anche loro. :D

#7 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 03 gennaio 2019 - 04:00

. Però è affascinante, guardarle. Ed è facile, amarle.
 

 

chi è che le guarda? chi è che le ama?

 

io pochi giorni fa ho scoperto l'esistenza di Kim Noble e la sua storia mi ha toccato molto:

 


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#8 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 03 gennaio 2019 - 07:04

Onestamente non mi convince molto il concetto di personalità multiple che ruotano attorno ad un presunto centro di gravità che è più o meno indentificato come il vero Sé.

O meglio, il centro gravità è più che altro un baricentro, o "centro di massa", fisicamente parlando.
Una sorta di media ponderata dei nostri pensieri, sentimenti o volendo estremizzare, personalità.
Il nostro Sé è sempre in divenire.

Quindi è come se fin dalla nascita (o poco prima) noi fossimo semplicemente "materia grezza", plasmata nel corso del tempo, plasmata dai genitori, dalla società e piano piano anche da noi stessi, in un lento processo di cristallizzazione, senza un qualche Sé interno a fingere da guida o da fulcro.

In fondo anche l'intelligenza artificiale sembra riesca in qualche modo ad auto apprendere e ad auto formarsi.

E quindi noi siamo e saremo semplicemente una conseguenza di una conseguenza di una conseguenza di altre conseguenze.

Potenzioalmente siamo chiunque.
Ma la nostra personalità, la nostra manifestazione dipende, è dipesa e dipenderà dal "caso" che comunque segue un certo ordine.

Il concetto di personalità multiple è la manifestazione di un soggetto non plasmato, una sorta di materia "informe" ed instabile che muta continuamente.

I traumi probabilmente distruggono in parte questo lento processo di formazione della personalità, e ne forzano una "troppo" veloce ricostruzione che per forza di cose non sarà armonizzata con il resto.

Tutto questo per dire... non lo so. :D
Mi piaceva ragionarci sopra.

Più che altro mi sta sorgendo il dubbio che avere una bella personalità cristallizzata, non sia poi così bello.
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Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#9 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 03 gennaio 2019 - 07:18

Perché ne senti la puzza di inganno da lontano, Aná. Della sola e unica sbrilluccicosa personalità. Che, di fatti, non esiste. Non più delle altre, insomma.
Si, mi piace il tuo ragionamento.
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#10 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 03 gennaio 2019 - 07:37

io non ho mai usato il termine di personalità multipla, perché nel caso della personalità multipla o meglio nel disturbo dissociativo la personalità è divisa in più identità quasi sempre a seguito di un trauma violento in età infantile, per mitigare gli effetti del trauma che sennò sarebbero stati ancora più devastanti, e le identità sono quasi sempre ben definite, con dei ruoli, una voce delle idee e una gestualità, non cambiano continuamente come un caleidoscopio. 
in altri casi si può avere la discontinuità del senso di sè, dove ci si trova ad osservarsi mentre si parla o ci si muove ma avendo la percezione di non riuscire a fermare la parola o il movimento oppure dove si ha la percezione di non essere reali.

 

queste mi sembrano estremi patologici che non so se sono quelli che voleva investigare Furor.

ho idea che lei facesse riferimento alle sfaccettature che compongono la nostra personalità, che in base alla situazione diventano dominanti, ad esempio La Dolce, la Timida, l'Aggressiva, l'Altruista, l'Egoista... Una volta anni fa riempii un foglio con queste mie sfaccettature di personalità e notai come per ognuna comparisse anche il suo opposto e notai come alcune sfaccettature fossero dominanti e come apparissero in alcuni casi in cui non avrei voluto apparissero.

le varie sfaccettature compongono una personalità che è il nostro vestito esteriore, che è il vestito con cui ci agiamo nel mondo.

chi c'è sotto il nostro vestito esteriore? dovrebbe esserci il nostro Io Sono, il nostro centro di gravità, capace di riuscire a togliersi il cappello se entra in chiesa, o di togliersi le scarpe se entra in casa (ok non in tutte).

 

 

Tu pensi che nessuna persona abbia coscienza e potere sulla sua personalità?

Quando una persona decide di agire da sola sulla personalità e la cambia con la forza della volontà, di chi è la forza di volontà che agisce?

 

 

edit: comunque furor riguardo al tuo post iniziale: per integrare i vari aspetti di sé giustamente bisogna farli agire ma oltre a farli agire bisogna osservarli agire. è l'osservazione del loro agito che fa in modo che possano integrarsi, non l'agito in sé. 
per amarli come giustamente hai scritto tu bisogna osservarli senza giudizio. 

come fa narciso che si osserva riflesso nell'acqua e ama ogni suo riflesso e sfaccettatura che vede ...


Noctes atque dies patet atri ianua Ditis: sed revocare gradum superasque ecadere ad auras, hoc opus, hic labor est.


 

 


#11 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 03 gennaio 2019 - 08:20

:D

In realtà, probabilmente, il mio discorso è un miscuglio fra i vostri due. Nel senso che, senza scivolare nel patologico da cui volevo giusto prendere spunto, mi riferisco alle sfaccettature della personalità, però intendendo la personalità come "nulla", una speranza vana, e le sfaccettature come personalità in potenza. Tipo, niente esiste, quindi tutto esiste.

Per me le così dette sfaccettature caratteriali non sembrano, per ora, che aborti di sé, che hanno ceduto il passo al gemello più ingordo, allattato da società/cultura/esperienza/contesto storico.

Io non le sto percependo solo come apparenze, caratteristiche, sembrano proprio avulse da una precisa me che è quella che le guarda e le fa agire. Eppure sono sempre me, anche se non la stessa me.

:D
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#12 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 04 gennaio 2019 - 09:17

Pensavo a Lamia, e all'indossare vestiti.

Mi serve, a momenti, una Me ferma e decisa, sicura e anche aggressiva, una Ruspa, praticamente. Ma non è la mia profonda "natura", diciamo, almeno non completamente, non è Me, ma a volte serve, come servono le altre.
Dicevo che a volte mi serve. Soprattutto per trattare con certi tipi di persone a cui debbo presentare un muro difficile da scalare. E non è propriamente come vestire un abito, anche se metaforicamente.

Devo farla proprio uscire, svegliare, come un Hulk che si prende a schiaffi per diventare verde. O di solito esce fuori perché il "bisogno" è palese, e qualcun'altra è con l'acqua alla gola e non riesce a uscirne. E ancora, non è come un travestimento, perche nel travestimento, anche se buona la finzione, c'è sempre lo stesso, sotto. Perché a trattare con le persone "da muro" se questa sorta di integrazione non è perfetta, totale, non funziona, si sgretola tutto, l'intento si perde, si perde il controllo, se non Le si lascia abbastanza potere, insomma.

È come essere un altra persona, avere pensieri differenti, nuovi, inaspettati. A volte gradevoli, a volte meno.

Ovviamente nel caso delle vere e proprie personalità multiple, mi pare di ricordare che le personalità varie non abbiano coscienza una dell'altra nel momento del possesso vero e proprio. Quando una esiste, niente altro esiste, o meglio, nessun altro esiste. Con la terapia se ne prende coscienza, e dipende anche dalla volontà di uno, di loro, di farsi conoscere e identificare.

Riguardo aspetti e opposti, credo che sia un tira e molla in cerca dell'equilibrio. Non ci ho mai fatto veramente caso. Lo farò.
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#13 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 04 gennaio 2019 - 10:03

Perché ne senti la puzza di inganno da lontano, Aná. Della sola e unica sbrilluccicosa personalità. Che, di fatti, non esiste. Non più delle altre, insomma.
Si, mi piace il tuo ragionamento.

 
Beh ovvio.
Era la mia personalità Saggia a parlare. :D
 

queste mi sembrano estremi patologici che non so se sono quelli che voleva investigare Furor.
ho idea che lei facesse riferimento alle sfaccettature che compongono la nostra personalità, che in base alla situazione diventano dominanti, ad esempio La Dolce, la Timida, l'Aggressiva, l'Altruista, l'Egoista... Una volta anni fa riempii un foglio con queste mie sfaccettature di personalità e notai come per ognuna comparisse anche il suo opposto e notai come alcune sfaccettature fossero dominanti e come apparissero in alcuni casi in cui non avrei voluto apparissero.
le varie sfaccettature compongono una personalità che è il nostro vestito esteriore, che è il vestito con cui ci agiamo nel mondo.
chi c'è sotto il nostro vestito esteriore? dovrebbe esserci il nostro Io Sono, il nostro centro di gravità, capace di riuscire a togliersi il cappello se entra in chiesa, o di togliersi le scarpe se entra in casa (ok non in tutte).

 
Sono d'accordo che le personalità multiple siano estremizzazioni.
Nel caso patologico, (mi sembra) che queste personalità siano compartimentate e non siano consapevoli l'une delle altre
Nei casi comuni, queste sono appunto solo sfaccettature di cui possiamo renderci conto osservandoci con attenzione, come appunto hai fatto te.
Il fatto che poi tu affermi che in te risiedano atteggiamenti opposti è anche spiegabile nel fatto che (per forza di cose) ti poni in mezzo ed osservi due "situazioni" diametralmente opposte: vestito bianco e vestito nero, per dire e quindi ti poni nel grigio.
Se viceversa ogni giorno indossassi vestiti rossi o bianchi, il tuo "mezzo" sarebbe il rosa.

Quindi secondo te è come se per qualche motivo, tu sia nata "rosa"; in base a questo centro di gravità e con la buona volontà, con il passare del tempo le oscillazioni tra bianco candido e rosso scarlatto si faranno sempre meno ampie, fino a centrarti definitivamente su un bel rosa pastello?
 

Tu pensi che nessuna persona abbia coscienza e potere sulla sua personalità?
Quando una persona decide di agire da sola sulla personalità e la cambia con la forza della volontà, di chi è la forza di volontà che agisce?

 
Eh.
Boh.
Onestamente non lo so.
Come ho detto prima mi viene difficile credere (ciecamente) in un Io Sono ben definito, Anima o quello che è, ma ovviamente non posso escluderlo.
 

Io non le sto percependo solo come apparenze, caratteristiche, sembrano proprio avulse da una precisa me che è quella che le guarda e le fa agire. Eppure sono sempre me, anche se non la stessa me.

:D

Mi sta scappando un altro ragionamento. :cower: (un po' approssimativo ma spero di rendere l'idea).

 

Ci sono filosofie (orientali) che mirano all'eliminazione dell'attaccamento e dei desideri.

Senza desideri (credo), la nostra esistenza sarà più rivolta all'interno; senza desideri vengono meno quelle spinte esterne e verso l'esterno, che nel corso di una vita possono far sviluppare la nostra personalità in un verso o in un altro. O magari in tanti versi diversi rendendoci maggiormente sfaccettati.

 

Ovviamente anche senza seguire filosofie ascetiche, se ci conformiamo alla società o ad altri dettami, finiremo per sviluppare una personalità "piatta".

 

Inoltre, cosa ci fa dire che Tizio abbia una bella personalità?

Ci piacerebbe avere a che fare con Caio, se oggi è Dolce e domani è Aggressivo?

 

E anche quando riguarda noi stessi, quando ci accorgiamo di avere "atteggiamenti molto differenti", ci fa piacere o meno?

Personalmente non credo di avere molte sfaccettature o meglio, non riesco a scindermi in Atteggiamenti differenti: anche se li vedo, e sono così diversi da poterli "isolare e categorizzare", per quanto mi riguarda sono sempre IO.

 

E anche se è una considerazione banale, sono sempre IO che mi adatto/reagisco ad una determinata situazione o ad una determinata persona.

 

Sempre pe fare un esempio, ora so di essere una persona molto Aggressiva, all'occorrenza.

Aspetto che fino a qualche anno fa era per me sconosciuto e a cui preferivo l'Accondiscente.

Ci sono diventato? Lo sono sempre stato ma non lo volevo ammettere? E' il mio centro di gravità?

Oppure semplicemente possiamo essere Tutti e scegliamo (volenti o nolenti).

Ma chi sceglie ed in base a cosa?

O la scelta è una conseguenza "meccaniscistica" di situaizoni contingenti?

 

Ok, famo basta. :D


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Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#14 Frèyja

Frèyja

    .L.

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Inviato 04 gennaio 2019 - 01:29

Beh ovvio.
Era la mia personalità Saggia a parlare. :D
 

 
Sono d'accordo che le personalità multiple siano estremizzazioni.
Nel caso patologico, (mi sembra) che queste personalità siano compartimentate e non siano consapevoli l'une delle altre
Nei casi comuni, queste sono appunto solo sfaccettature di cui possiamo renderci conto osservandoci con attenzione, come appunto hai fatto te.
Il fatto che poi tu affermi che in te risiedano atteggiamenti opposti è anche spiegabile nel fatto che (per forza di cose) ti poni in mezzo ed osservi due "situazioni" diametralmente opposte: vestito bianco e vestito nero, per dire e quindi ti poni nel grigio.
Se viceversa ogni giorno indossassi vestiti rossi o bianchi, il tuo "mezzo" sarebbe il rosa.
Quindi secondo te è come se per qualche motivo, tu sia nata "rosa"; in base a questo centro di gravità e con la buona volontà, con il passare del tempo le oscillazioni tra bianco candido e rosso scarlatto si faranno sempre meno ampie, fino a centrarti definitivamente su un bel rosa pastello?
 

 
Eh.
Boh.
Onestamente non lo so.
Come ho detto prima mi viene difficile credere (ciecamente) in un Io Sono ben definito, Anima o quello che è, ma ovviamente non posso escluderlo.
 


Mi sta scappando un altro ragionamento. :cower: (un po' approssimativo ma spero di rendere l'idea).
 
Ci sono filosofie (orientali) che mirano all'eliminazione dell'attaccamento e dei desideri.
Senza desideri (credo), la nostra esistenza sarà più rivolta all'interno; senza desideri vengono meno quelle spinte esterne e verso l'esterno, che nel corso di una vita possono far sviluppare la nostra personalità in un verso o in un altro. O magari in tanti versi diversi rendendoci maggiormente sfaccettati.
 
Ovviamente anche senza seguire filosofie ascetiche, se ci conformiamo alla società o ad altri dettami, finiremo per sviluppare una personalità "piatta".
 
Inoltre, cosa ci fa dire che Tizio abbia una bella personalità?
Ci piacerebbe avere a che fare con Caio, se oggi è Dolce e domani è Aggressivo?
 
E anche quando riguarda noi stessi, quando ci accorgiamo di avere "atteggiamenti molto differenti", ci fa piacere o meno?
Personalmente non credo di avere molte sfaccettature o meglio, non riesco a scindermi in Atteggiamenti differenti: anche se li vedo, e sono così diversi da poterli "isolare e categorizzare", per quanto mi riguarda sono sempre IO.
 
E anche se è una considerazione banale, sono sempre IO che mi adatto/reagisco ad una determinata situazione o ad una determinata persona.
 
Sempre pe fare un esempio, ora so di essere una persona molto Aggressiva, all'occorrenza.
Aspetto che fino a qualche anno fa era per me sconosciuto e a cui preferivo l'Accondiscente.
Ci sono diventato? Lo sono sempre stato ma non lo volevo ammettere? E' il mio centro di gravità?
Oppure semplicemente possiamo essere Tutti e scegliamo (volenti o nolenti).
Ma chi sceglie ed in base a cosa?
O la scelta è una conseguenza "meccaniscistica" di situaizoni contingenti?
 
Ok, famo basta. :D


Probabilmente questo "io" si è manifestato attraverso l'interazione con l'esterno, a più riprese, fino a diventare fruibile.
In potenza esisteva già, altrimenti avresti continuato a reagire agli eventi in un'altra maniera. Ad esempio Caio potrebbe avere un io potenzialmente ansioso e pauroso e reagire prevalentemente con quello agli stessi eventi che in te fanno scattare quello aggressivo.

Non credo che si possa essere "tutto", ma che la quantità di sfaccettature assumibili sia determinata a propri, esattamente come scritta nel dna. Le pressioni esterne svolgono poi il ruolo di attivatrici. È anche abbastanza probabile che non tutto il "corredo " si manifesti contemporaneamente ma in maniera graduale. Ad esempio da bambini abbiamo meno io funzionanti. Crescendo si sviluppano, come semi piantati dentro. Tuttavia ogni seme da origine a una sola e specifica pianta.
Non è un caso che in Oriente si parli proprio di semi karmici.

Non esiste invece, a parte rari casi, un centro di gravità come dotazione naturale.
Il movimento di costruzione del centro di gravità infatti è innaturale. La natura va verso la moltiplicazione, la frammentazione, l'espansione della materia. Il centro di gravità è opposto alla corrente naturale. Va verso la semplificazione, l'ordine, l'unità. Richiede quindi un quantitativo di energia superiore. Un surplus che è possibile accumulare solo attraverso un lavoro di costante disciplina, osservazione e riassorbimento degli io.

All'inizio è un io che guarda gli altri.
Tutto deve partire da un io, perché l'unica cosa che abbiamo a disposizione è quella. Mano a mano che il lavoro procede la cosa cambia. Non è più un io ma un vero e proprio testimone. Il testimone è destinato a cambiare ulteriormente in stati di coscienza e percezione sempre più vicini all'unità completa.
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#15 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 04 gennaio 2019 - 03:20

La natura va verso la moltiplicazione, la frammentazione. Vero. I baccelli esplodono lanciando nell'aria i semi, che saranno la stessa pianta, senza esserlo direttamente.

Non è un po' come ha fatto "" "" "dio" ""? (ho messo una quantità tale di virgolette da concedere ad ognuno di piazzarci l'idea creatrice che preferisce :D)

Capisco che per "capire" profondamente e realmente tutto l'unico modo che si ha è prima trovare l'uno, il pezzettino nostro. Etc. Ma torno un secondo alla "società", altrimenti parto per lidi che non volevo raggiungere, per ora.


[Anarko]

Inoltre, cosa ci fa dire che Tizio abbia una bella personalità?
Ci piacerebbe avere a che fare con Caio, se oggi è Dolce e domani è Aggressivo?

E anche quando riguarda noi stessi, quando ci accorgiamo di avere "atteggiamenti molto differenti", ci fa piacere o meno?
Personalmente non credo di avere molte sfaccettature o meglio, non riesco a scindermi in Atteggiamenti differenti: anche se li vedo, e sono così diversi da poterli "isolare e categorizzare", per quanto mi riguarda sono sempre IO.



Fondamentalmente penso che preoccuparsi di come gli altri possano gestire uno o più noi.. Beh. È il grande grandissimo dilemma sociale, del cercare di essere se stessi, o invece essere ciò che (pensiamo) gli altri vogliano che siamo.

Una cosa interessante che ho notato stamattina è, durante l'interazione con gli altri, la preoccupazione di alcune parti di essere accettate, quasi confermate. Non si tratta necessariamente di parti "deboli", ma anche di parti "forti", per cui l'accettazione e quindi la conferma della loro esistenza sia in qualche modo necessaria a mantenerne l'esistenza, l'integrità o forse la funzionalità.
Per alcune parti è necessario perché la loro peculiarità richiede un riscontro affinché esse stesse siano ciò che sono. Finché tutto rimane nella buia cameretta del cervello, va bene, finché va.
Ma prima o poi si deve uscire di casa, vedere qualcuno o qualcosa.
Allora succede che se il riscontro non è perfetto, adatto, la parte ottiene una sorta di crepa, un piccolo corto circuito, torna nell'ombra, non era utile, e qualcuno di più forte e meno "bisognoso" avanza alla luce. E allora ciao, divertimenti.

A Tizio va bene che di mattina sono X, ma di sera sono Y e la SUA idea di me in quanto X si frantuma? È quello che non gli va, un'idea che si frantuma, non tanto se sia meglio in un modo o nell'altro, basta che sia il modo che ha già tracciato. Tutti hanno paura dell'ignoto, dell'imprevisto, della mancanza di controllo. In un modo o nell'altro, forse è tutto quello che le persone rincorrono. Qualcosa di simile, almeno.

Tizio ha sviluppato Tizio Audace, come prevalente personalità, vive di quello e vive per quello. L'incontro con Caia Audace può andare bene o male, secondo mix, perché accettato o respinto, ma una variazione di Caia Timidella potrebbe destabilizzare Tizio Audace, in positivo o negativo, potrebbe risvegliare Tizio Timidello che era in galera inconscia da anni, potrebbe piacere a Tizio Audace o potrebbe fargli paura.
Salvo poi abituarsi, nel caso. Ma se poi compare un altra Caia?
Un altro Tizio? Che bussano per farsi vivi?

Quanto vorrei che si potesse aprire un cervello e guardarci dentro per trovare le risposte.


Sei sempre tu, Anarko, che reagisci a una determinata cosa o persona. Mai capitato di esser stato preda di una forte emozione, tale da vivere una situazione per cui, una volta conclusa, ti stupisci e pensi: non pensavo di esserne capace. Non pensavo di poterlo fare. Non è da me.
E riesci a ricordare se c'eri in quei momenti in cui la situazione avveniva concretamente? C'eri? Che facevi? Non era come guardare impotente qualcosa che accadeva e te stesso pure che accadevi in quella situazione? :D
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#16 malia

malia

    malia

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Inviato 04 gennaio 2019 - 06:24

Tizio ha sviluppato Tizio Audace, come prevalente personalità, vive di quello e vive per quello. L'incontro con Caia Audace può andare bene o male, secondo mix, perché accettato o respinto, ma una variazione di Caia Timidella potrebbe destabilizzare Tizio Audace, in positivo o negativo, potrebbe risvegliare Tizio Timidello che era in galera inconscia da anni, potrebbe piacere a Tizio Audace o potrebbe fargli paura.
Salvo poi abituarsi, nel caso. Ma se poi compare un altra Caia?
Un altro Tizio? Che bussano per farsi vivi?
 

E si, bussano tutti. Per Tizio potrebbe essere una grossa opportunità, continuando l'esempio dei vestiti: è l'opportunità per scoprire di avere dei vestiti che aveva dimenticato di avere o addirittura vestiti che non sapeva di avere. Poi sta a lui decidere cosa farne, intanto però sa di averli.



#17 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 04 gennaio 2019 - 10:24

E si, bussano tutti. Per Tizio potrebbe essere una grossa opportunità, continuando l'esempio dei vestiti: è l'opportunità per scoprire di avere dei vestiti che aveva dimenticato di avere o addirittura vestiti che non sapeva di avere. Poi sta a lui decidere cosa farne, intanto però sa di averli.


Si, ma, parliamoci francamente, quanti sono in grado di vivere, o magari anche dopo, digerire e ponderare un'esperienza poco simpatica per trarne insegnamenti di vita, di questo genere?
Io, Tu, magari Tizio Audace e qualche altri pochi milioni su miliardi. La maggior parte scazza, allontana, si punta sul "IO so chi sonooooo!1!11" e finisce là. Ovviamente parlo di vita soft, non grandi traumi o cose, che quelli altro che vestiti, ti lasciano nudo come un verme, con giusto la pelle addosso, e non tanto sicura che manco quella pelle sia più una cosa tua. :/

#18 malia

malia

    malia

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Inviato 05 gennaio 2019 - 09:36

Si, ma, parliamoci francamente, quanti sono in grado di vivere, o magari anche dopo, digerire e ponderare un'esperienza poco simpatica per trarne insegnamenti di vita, di questo genere?
Io, Tu, magari Tizio Audace e qualche altri pochi milioni su miliardi. La maggior parte scazza, allontana, si punta sul "IO so chi sonooooo!1!11" e finisce là. Ovviamente parlo di vita soft, non grandi traumi o cose, che quelli altro che vestiti, ti lasciano nudo come un verme, con giusto la pelle addosso, e non tanto sicura che manco quella pelle sia più una cosa tua. :/

Non ho capito bene cosa vuoi dire. Stavi facendo l'esempio di un Tizio che ha una personalità predominante, che poi scopre di avere un'altra personalità, e poi semmai un'altra ancora. Giusto? Almeno io avevo capito questo, semmai non avevo capito un cacchio. :arg:

 

Con la  domanda "quanti sono in grado di vivere un'esperienza poco simpatica per trarne insegnamenti di vita" non capisco a cosa ti riferisci: quando tizio scopre di avere anche la personalità timida la scopre vivendola appunto, quindi non deve essere in grado di viverla, l'ha già vissuta e basta. E non è necessariamente un'esperienza poco simpatica quella di scoprire altri aspetti di sè.

 

Capisco che non ti sei piaciuta quando per la prima volta nella tua vita hai spaccato il naso a testate a tua suocera, per esempio, mentre di solito sei tutta: oh, mi scusi, posso, grazie, prego, certamente, si figuri, ecc., capisco che  sei rimasta  scioccata da questa  parte di te che non sapevi di avere, che ti è sfuggita di mano, però non capisco chi allontana chi e chi punta sul "Io so chi sono".



#19 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 05 gennaio 2019 - 10:47



Capisco che non ti sei piaciuta quando per la prima volta nella tua vita hai spaccato il naso a testate a tua suocera, per esempio, mentre di solito sei tutta: oh, mi scusi, posso, grazie, prego, certamente, si figuri, ecc., capisco che sei rimasta scioccata da questa parte di te che non sapevi di avere, che ti è sfuggita di mano, però non capisco chi allontana chi e chi punta sul "Io so chi sono".


Allontani te stesso, quel te stesso in cui non ti riconosci, perché "non sei fatto così".

Io so chi sono, sono una persona docile piuttosto che aggressiva, leale piuttosto che infida, insomma, una vita a costruirsi, costruire se stessi, per poi veder le cose sfuggire di mano? Macché. Non sono io. Io so chi sono.
(il senso era quello, credo. :D è evidente, almeno a me eh, che a volte scrivo cose e propongo pensieri che si lasciano un po' prendere, diciamo. È per questo, forse, che nasce tutto questo 3ad, perché lo vedo da me, che a volte sono in un modo piuttosto che in un altro, letteralmente, lo vedo anche negli scritti. {[difatti molte volte mi trovo in disaccordo io stessa con quello che ho scritto momenti prima][a volte nemmeno mi capisco, figuriamoci :D][volevo capire un po' quanto queste parti percepite in qualche modo distinte potessero tornare utili, o sane, più che altro]}

#20 malia

malia

    malia

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Inviato 05 gennaio 2019 - 08:25

Allontani te stesso, quel te stesso in cui non ti riconosci, perché "non sei fatto così".

Io so chi sono, sono una persona docile piuttosto che aggressiva, leale piuttosto che infida, insomma, una vita a costruirsi, costruire se stessi, per poi veder le cose sfuggire di mano? Macché. Non sono io. Io so chi sono.
 

Ok, ora ho capito.

 

Dal mio punto di vista la frase che descriverebbe bene questa situescion sarebbe:

 

"Io so chi voglio essere, voglio essere una persona docile piuttosto che aggressiva, leale piuttosto che infida, una vita a costruirsi, costruire se stessi, per poi veder le cose sfuggire di mano? Macché. Non voglio essere così, io so chi voglio essere.

Quindi, parte di me che mi hai fatto vergognare, inorridire, quando ho dato testata a suocera, ora te ne ri-vai a fanculo dove ti avevo relegato anni fa mentre mi costruivo splendida, e non farti  più vedere."

 

E così allontani te stessa, o meglio ri-allontani una parte di te.

 

E' abbastanza ricorrente in effetti come situescion.

 

E' un peccato, diciamolo: uomini, non scacciate le parti di voi che non vi piacciono, loro vi voglione bene, vogliono stare con voi :cry: :cry:, accoglietele, mettetegli una sciarpetta, un bacino in fronte, un pasto caldo.


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