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Verità ai malati/morenti


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86 risposte a questa discussione

#21 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 10 dicembre 2018 - 07:16

Spoiler


Alla base di tutto ci deve essere vera empatia.
Chi sta male non deve sentirsi solo e abbandonato.

Mentire su un problema grave di salute per non fare perdere la speranza o per non far soffrire, credo sia controproducente a lungo termine.
Quando il malato si rende conto che la propria situazione è molto più grave di quanto gli sia stato raccontato, oltre a dover fare i conti con la realtà, si sentirà anche preso in giro.
E se perde la fiducia nei cari a cui per forza di cose si è affidato, si sentirà solo.

E credo che questo potrebbe essere il caso della nonna di Asterah, se ho ben capito la situazione.

Ho visto mia nonna morire, consapevole che era giunto il suo momento.
Nonostante io fossi poco più che un bambino, non ho un brutto ricordo di quei giorni.
Era sofferente, ma cosciente.
Non posso dire che fosse serena, ma non mi ha trasmesso né paura né angoscia.

Poi è chiaro che lei aveva quell'età per cui la morte la si aspetta, volenti o nolenti.

Dover dare brutte notizie ad una persona giovane, è ovviamente una situazione molto più pesante e di difficile gestione.

Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#22 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 11 dicembre 2018 - 12:11

Taluni credono che la vita si esaurisca con la morte;
essi non hanno ancora appreso che la morte non esiste.


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#23 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 11 dicembre 2018 - 07:43

Chiedo scusa a nome di tutti gli esseri mortali se ancora credono di essere mortali.


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Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#24 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 11 dicembre 2018 - 07:58

Chiedo scusa a nome di tutti gli esseri mortali se ancora credono di essere mortali.

C'è anche chi la morte la cerca, convinto di farla finita:

 

Ho voluto riportare “Il racconto di un suicida” per iscritto, perché mi sono reso conto che molti non lo capiscono. Oltretutto è un brano eccezionale che offre moltissimi spunti di discussione sull’aldilà.
Entità A “ Il racconto di un suicida”
Il fratello del quale io trasmetterò il messaggio, per facoltà ed entità di linguaggio, l’entità non è affiatata, non è armonizzata con il medium, l’entità è morta circa 25 anni fa in uno stato quindi ancora di sofferenza, si tratta di uno spirito morto in suicidio, vi pregherò di seguire con la massima attenzione le sensazioni che questa entità descriverà, le sensazioni intese prima della decisione, durante la decisione e la maturazione del suicidio, durante l’atto materiale del suicidio, e subito dopo, le sensazioni che riceverà da spirito.
L’entità che comunque desidera mantenere l’incognita esordisce con il dire che ha avuto una vita molto infelice. A circa 20 anni restai senza genitori, per cui dovetti provvedere a lavorare da solo con questa disgrazia. I miei genitori morirono in seguito ad una disgrazia, essi si trovavano su un calesse che si rovesciò, stavano viaggiando lungo una strada di campagna, perirono l’uno subito , mio padre con una ferita alla tempia, mia madre morì dopo qualche giorno dopo una lunga agonia.
La cosa, ora che rifletto fu forse la causa di uno squilibrio che poi si provocò in me,, da quel giorno non ebbi più pace, perché ciò che mi inseguiva non era tanto la morte dei miei genitori, ma un fatto, io dovevo viaggiare con loro in quel calesse, e cominciai a torturarmi, “forse se io l’avessi guidato, io ero molto più pratico della guida di un calesse, forse non sarebbe successa la disgrazia, forse avrei potuto evitare la loro morte,.
Passarono circa 5 o 6 anni, questa tortura cominciò a finire per fortuna, , ma aveva lasciato un solco in me profondo.
A 28 anni io mi sposai, eravamo io e mia moglie padroni di una terra, eravamo dei coloni,, lavoravamo mattina e sera, una vita piuttosto calma, una vita che sembrava guarirmi dallo stato di malinconia, una vita che sembrava guarirmi dallo stato di malinconia e di depressione in cui ero caduto.
Un giorno, ed ancora mi tortura il pensiero, tornai lentamente verso casa dopo un giorno di intenso lavoro nei campi, era il tempo del raccolto del grano, ero stanco, vidi in casa, era sera sul tardi, la porta di casa era socchiusa, la cosa mi colpì perché in campagna si usa lasciare la porta aperta, i cani vanno e vengono, lo stesso si dica per le galline, gli animali da cortile vanno e vengono, in genere sospingono la porta se socchiusa, forse fu un intuizione, forse fu la mia condizione che dopo la disgrazia (della morte tragica dei miei genitori) mi portava sempre a sospettare, anche se nulla mi aveva colpito in modo tale da far prendere forma ai miei sospetti, eppure la cosa mi produsse una sensazione di malessere, mi avvicinai alla finestra e vidi infatti che mia moglie parlava con uno sconosciuto, almeno così mi sembrò, uno sconosciuto che poi riconobbi per un colono vicino, finsi di niente, entrai, nulla vi era di straordinario, essi parlavano, eppure mi sembrò di notare una certa sorpresa in loro nel vedermi, forse il tempo era passato velocemente pensai in quel momento; è strano come nei momenti più difficili si possano pensare certe cose, tanto che nella mia mente sorse questo pensiero “ essi sono stati sorpresi, mi aspettavano in un ora più tarda, il tempo è passato durante il loro discorso e non si sono accorti che si era fatto tardi, questo fu il primo pensiero, una cosa molto strana, perché in genere un uomo quando è colto da gelosia riprende violentemente coloro che ritiene siano stati colpevoli, eppure feci questa strana constatazione.
Venendo via io finsi di niente, cenai, andai a letto.
Dopo un ora, mia moglie dormiva, io mi alzai, in quanto precedentemente io l’avevo fatto perché non riuscivo a prender sonno, e scesi giù, iniziai a sedermi prima su uno sgabello, poi su di una sedia fuori dell’uscio, questi pensieri cominciarono a giungere nella mia testa: “ il calesse che si rovesciava, mia madre che moriva ed io non potevo portarle aiuto, cercai di scacciare questo pensiero “sono passati tanti anni, è possibile che ancora questo pensiero mi insegua ? cercai di stringere gli occhi come si usa fare per scacciare un pensiero molesto, ma ancora nella mia testa vidi un calesse che correva, si rovesciava e questa volta al posto di mia madre c’era mia moglie, ancora cercai di scacciare questo pensiero, poi cominciai a prenderci gusto, una specie di sadismo, una specie di furore sadico in me, e continuai nell’immaginazione fantastica, vidi il calesse il quale correva ed al posto di mia madre c’era mia moglie, e nella mia fantasia io la volevo necessariamente amoreggiare con mio padre, era un pensiero assurdo, perché né mia padre né mia moglie avevano mai conosciuto mia moglie, non avrei potuto supporlo neppure molto lontanamente perché mia moglie abitava molto lontano, ed ebbi modo di conoscerla molto tempo dopo, sei anni dopo la loro morte, circa, eppure io provavo un piacere sadico nell’immaginare questa scena.
Mia moglie insieme con mio padre, nella mia fantasia amoreggiavano, mi spinsi nuovamente ad immaginare le cose più brutte, le cose più inimmaginabili, e poi il calesse si rovesciava, sentivo mia moglie gridare con la voce di mia madre però, e mio padre morto.
Ancora cercai di scacciare questi pensieri, che però, questo è importante, me li stavo costruendo io, e cioè con la mia fantasia cominciavo a provarci gusto, a provare una certa letizia in questa costruzione fantastica.
Mi sorpresi che sudavo, che ansavo, mi sorpresi che cominciavo a star male, e mi dissi, è ora che io vada a dormire, ritornai di sopra, subito non riuscivo a prender sonno, poi mi addormentai.
La mattina mi alzai quasi bene, sembrava che avessi dimenticato tutto, infatti la mattina il mio pensiero era chiaro, sereno come se nulla fosse accaduto.
Andai nei campi ed incominciai a lavorare, ricordo che avevo dei contadini, si può dire che la mia situazione economica era abbastanza buona, e c’era un particolare lavoro, una semina; mentre vangavo pian piano la terra cominciai a pensare “ mia moglie stamattina non mi ha salutato con la stessa solita effusione, mia moglie stamattina non mi ha guardato con la stessa tenerezza, mia moglie stamattina non mi ha posto vicino il pane perché io lo inzuppassi nel latte, ma l’ha messo più lontano, non ha avuto la stessa grazia che usa sempre, poi scacciai il pensiero, ma sono uno scemo, come faccio a pensare certe cose, sarà stata una distrazione, continuai a lavorare, un'altra volta il pensiero mi si ripresentò “ distrazione non credo perché non si è mai distratta in tanto tempo, perché proprio questa mattina, questa mattina perché ieri sera parlava con quel colono, allora c’è qualcosa, allora è vero che il colono amoreggia con mia moglie, e quindi mia moglie distratta dal colono, non si è ricordata stamattina delle buone ed affettuose abitudini che mi presta ogni mattina.
Poi pensai fra me “ io sono uno sciocco, io stò costruendo delle supposizioni fantastiche, io non ho nessuna prova perché mia moglie parlava innocentemente, mia moglie mi ha sempre voluto bene, ma intanto io stesso avevo lanciato un pericoloso tarlo nella mia stessa mente, perché io necessariamente cercavo la parte peggiore di tutte le ipotesi e non la parte migliore.
Ritornai a casa, mia moglie aveva litigato con qualche vicino, quella sera era un po stanca un po nervosa, la mia mente cominciò a pensare “ ecco è questa la scusante che trova per non trattarmi con lo stesso affetto, ed ora certamente mi dirà di essere nervosa a causa dei vicini e non sarà vero, e così mi farà mancare quella parte di affetto verso di me, ma io volevo vedere solo la parte peggiore, la mia mente ormai stanca di questi pensieri vedeva sempre peggio.
Dopo una sera tornai dal lavoro dopo una giornata di intenso rimescolio mentale, andai a letto, e fu la sera in cui poi morii.
La nostra camera era al secondo piano, io avevo preferito abitare al secondo perché c’era più luce, più sole, si stava meglio, la finestra dava sul balcone il quale dava sull’aia, a letto cominciai a pensare io di proposito con lo stesso sadico gusto dell’altra volta al calesse, un'altra volta vidi il calesse, sopra vi era mia moglie con mio padre, il calesse che si rovesciava ed il calesse che si rovesciava, nella mia mente sorse un pensiero, ma perché vivi in questo modo di sofferenza, non c’è nessuna necessità di vivere, non è meglio morire.
Strano dissi, io non ho mai pensato una cosa del genere, comincia allora di proposito a pensare alla morte, cominciai a dirmi, forse è meglio morire, forse effettivamente se io morissi mi libererei da questi incubi, da queste sofferenze, e rividi il calesse, sopra vi era mia moglie con mio padre, il cavallo che scivolava ed il calesse che si rovesciava, nella mia mente sorse un pensiero “ ma perché vivi in questo modo di sofferenza, non c’è proprio necessità di vivere, forse se morissi vivrei di una pace diversa, starei meglio.
Due ore intensamente pensai a questo intensamente, cominciai a stancarmi ma non mi veniva il sonno, intorno a me c’era il buio assoluto, pure in quel buio mi sembrava di vedere una danza frenetica, una danza che non sembrava neppure creata dal mio pensiero, ma sembrava una danza data dal buio stesso, era come un vortice, come un mulinello d’aria, ma un mulinello di buio, dissi a me stesso, “ in questo vortice si potrebbe annegare, in questo vortice si potrebbe morire”, poi in un momento quasi per un istinto di conservazione mi alzai in mezzo al letto, la danza era sparita, io affannavo, dissi, eppure se io morissi così, non sentirei niente, in quel momento la mia mente era fredda, lucida, non era la mente di un folle, era la mente ancora di un uomo normale, io devo vivere , pensavo, sono giovane perché morire, ma subito ancora pensavo “ però, la morte non sarebbe dolorosa, sarebbe un attimo, poi starei bene sempre, ma no sono giovane, devo vivere, devo badare a mia moglie, ma un'altra volta cominciai a pensare, ma merita mia moglie che io viva ?, se morissi ritroverei mio padre e mia madre e potrei aiutarli ora in quanto non li aiutai allora, e nuovamente intorno a me si formò il vortice, il buio che girava e che formava un fischio assordante dentro il mio cervello, ma in questo vortice di buio sentivo ancora una voce , devi vivere, sei giovane, il vortice era forte, la voce era più forte del vortice, il sibilo era potente nella mia mente, ma più potente risuonava la voce, devi vivere, sei giovane, devi vivere.
Mi sembrava di riconoscere la voce, allora mi sforzavo, ma chi sarà, ma chi sei, chi sei? Ma non lo pensavo con volontà, queste parole, questi pensieri uscivano spontanei, non capivo, e nuovamente ancora la voce, devi vivere, sei giovane, devi vivere.
Il mulinello era troppo forte però, sapevo che potevo fermarlo, sarebbe bastato aprire la finestra, accendere la luce, chiamare mia moglie, bere un sorso di vino, addormentarmi, potevo farlo, sapevo che avrei potuto farlo, ma quei pensieri mi attiravano, mi piacevano, qualcosa di sadico di terribile era in me, il buio riprendeva a girare, ma ogniqualvolta pensavo che se accendevo la luce il mulinello sarebbe passato e più forte sentivo la voce, sei giovane, devi vivere, e mi sentivo sorpreso, ma io stesso dicevo, è bello questo mulinello perché mi dava una sensazione di leggerezza, mi trasportava in alto, erano circa le tre di notte , ero andato a letto alle 11,e rimasi sveglio fino alle tre di notte, il mulinello per la quinta volta riprese perché io pensavo alla morte, e fu in quell’attimo che decisi, sì, voglio provare, voglio vedere cos’è questa morte, non posso più vivere in quest’incubo, in questo pensiero del tradimento, io voglio rivedere mio padre e mia madre, devo rivederli, devo aiutarli, non mi sento più di vivere in questa sofferenza in questo spasimo, ad un certo momento sentii del fresco, parecchio fresco, ebbi la sensazione di essere fuori sul balcone, ma non chiaramente, sapevo di essere fuori dal balcone ma non cercavo né volevo spiegarmi il perché, era la conseguenza logica della decisione presa di morire, ricordo che nonostante ci fosse abbastanza chiaro, c’era la luna piena (o almeno così doveva essere), io intorno a me continuavo a vedere il buio, il mulinello era fortissimo, avevo in quel momento scavalcato il balcone, sentivo che sotto di me c’era il vuoto, ma non mi sottraevo, anzi mi attraeva, pensai ancora che non valeva la pena di vivere, che non valeva la pena di continuare a soffrire così, però contemporaneamente sapevo che potevo riattraversare il balcone e riaddormentarmi, un paio di minuti prima di lasciarmi cadere giù, il mulinello riprese fortissimo, un buio terribile intorno a me , ma in quel momento una voce letteralmente sconquassò il mulinello, una voce fortissima ancora, sei giovane, devi vivere, torna in dietro, due volte l’udii, ma tutto me stesso si opponeva alla voce, sentii che se fossi tornato indietro mi sarei giudicato un vigliacco per tutta la vita, io non sono un vigliacco pensavo, io non ho paura di morire, perché devo tornare in dietro, ricordo che nel momento in cui staccai le mani udii la voce che mi disse questa parola “sciocco”, non ricordo la sensazione della caduta, ma non la avvertii, credo che sia lo stesso per tutti coloro che si suicidano in questo modo, non si avverte la velocità della caduta, non si avverte, perché forse fu un attimo, forse l’altezza era breve, ma io ebbi coscienza precisa, assoluta, chiara, di ciò che avevo fatto nel momento dell’urto, il mulinello non c’era più, non avvertivo più la voce, ma chiaramente rividi il balcone aperto, rividi mia moglie, in quel momento preciso, dopo del quale persi conoscenza, il mio pensiero in modo netto si rese chiaro in me, perché l’ho fatto, che sciocco, nel momento preciso dell’urto, nell’attimo proprio che urtai, questo pensiero sorse in me, perché l’ho fatto?? In questo momento preciso sentivo il desiderio fortissimo di non averlo voluto fare, sentivo che avevo sbagliato, si può dire che se si fosse controllato con un orologio questi momenti sarebbero durati una frazione di secondo, ma erano fortissimi, fu quindi nel tempo preciso nel quale un corpo cadendo da un altezza, può urtare e rimbalzare io ebbi la sensazione netta di aver sbagliato, sicuramente in quella frazione di secondo io avrei voluto ritrovarmi nel mio letto, avrei voluto non aver mai attraversato la stanza e spingermi oltre il balcone, certo fu un attimo, nessun dolore fisico, l’urto fu violentissimo, ma non avvertii alcun dolore, perché forse in un secondo il dolore non fece in tempo a trasmettersi a tutto il corpo, persi conoscenza in un boato, forse fu la testa che picchiò, forse fu la sensazione della perdita di conoscenza, ma avvertivo un boato ed un sibilo prolungato che lentamente svaniva come io sentivo di svanire, infatti non avvertii più niente, nel modo più assoluto.
Ripresi le mie sensazioni dopo 30 ore, sentii un boato e poi un sibilo fortissimo ed riebbi la sensazione di me stesso, e mi ritrovai accanto ad un corpo del quale riconobbi le mie sembianze, quelle che avevo visto tante volte nello specchio, dissi a me stesso, questo sono io, sono morto, non avevo ancora dolore, niente, vidi mia moglie che piangeva desolatamente, il corpo era stato tenuto a disposizione delle autorità, era su un marmo freddo, piangevano anche altri parenti, congiunti, amici, il mio corpo era stato conservato con alcune sostanze, avvertii una certa pena per mia moglie perché non mi ero ancora reso conto di come ero morto, non mi ero posto l’interrogativo, poi seppi che questo l’avevano fatto apposta alcuni spiriti superiori per evitarmi alcune reazioni sgradevoli, ad un certo momento nella camera mortuaria entrò un uomo che io riconobbi, era quel colono che io avevo visto con mia moglie, ricordo esattamente, nel momento preciso che io lo vidi, ebbi il desiderio fortissimo di scagliarmi contro di lui, e sapevo, perché mi vedevo ancora le mani, avevo ancora un corpo, il corpo astrale che poi mi riconobbi, sentivo che gli avrei conficcato un dito nel cuore per ucciderlo, mi dissero poi che se fossi riuscito a farlo l’avrei ucciso, avrei potuto procurargli una paralisi cardiaca, quell’uomo era anche sofferente di cuore, magneticamente avrei potuto procurargli la morte, ricordo che mi precipitai con forza verso di lui con il dito puntato in direzione del cuore, giunto in termini di spazio a mezzo metro da lui sentivo che urtavo contro una parete di acciaio insuperabile.
Dopo mi sono reso conto che era lo spirito guida di quell’uomo che era intervenuto prontamente interponendo una
forza spirituale e magnetica fra me e lui, sentivo che avevo urtato contro qualcosa che mi dava un gran dolore, che non era fisico ma era magnetico, allora riflettei attentamente, guardai più profondamente il colono e mia moglie e vidi , vidi perché ero uno spirito, vidi che erano innocenti.
Allora mi guardai intorno smarrito, guardai intorno confuso, vedevo ancora il mio corpo, vedevo il colono e mia moglie che sfumavano come in una nebbia, allora si fece chiaro che ero morto suicida, mi sono suicidato, cosa ho fatto, sentivo in me uno spasimo acuto, risentii un'altra volta un vortice di buio, un vortice come di acciaio che mi serrava la gola, perché ancora avvertivo il corpo astrale, sensazioni che erano ancora piuttosto umane, e continuavo a ripetermi, sono morto suicida solo per aver sospettato mia moglie con un innocente, sono stato un pazzo, un pazzo.
La parola pazzo si è ripetuta martellante per un periodo che equivale ad almeno trenta giorni terrestri, continuamente martellante, pazzo, poi improvvisamente, dopo circa 30 giorni terrestri, vidi qualcosa nel buio che avanzava, una forma di vita dall’aspetto umano che formava un corridoio di luce fra me e lui, e sentii una voce, perché l’hai fatto, perché, potevi accendere la luce e salvarti, allontanare il pensiero molesto, potevi ritornare in camera dal balcone, perché pensavi queste cose, perché non chiedesti a tua moglie chiarimento, perché non interrogasti il colono, perché non hai avuto più fiducia in te stesso e negli altri, perché non ti rifugiasti nella preghiera, perché non pensasti a Dio, perché??? Ero smarrito, non sapevo cosa pensare ma riconoscevo quella voce, era la stessa che mi aveva detto, non devi morire, sei giovane torna indietro.
Chi sei, dissi?? Sentivo però che era il mio spirito guido, colui che continuamente mi diceva non farlo, devi vivere, e sentivo come una
forza misteriosa che mi spingeva ai sui ginocchi per chiedergli perdono, e cercavo di proiettarmi verso la sua luce, e correvo all’impazzata in questo buoi tremendo, era la visione spirituale, correvo come un pazzo verso di lui e lui si allontanava, ed io correvo sempre e lui si allontanava, era una fuga mentale, era una corsa verso l’ignoto, verso il perdono nella cerca di una pace che invece era sostituita dall’incessante pensiero della follia.
Quanto tempo durò questo, il mio spirito guida aveva lasciato la luce come simbolo, lui se n’era andato, io l’inseguivo e non inseguivo nessuno, non c’era nessuno.
Secondo il vostro tempo umano passarono cinque mesi di questa rincorsa terribile, in cui non pensavo a niente che fosse terreno, ma inseguivo soltanto il mio spirito guida per chiedergli perdono.
Dopo cinque mesi del vostro tempo terrestre , in questa luce vidi avanzarsi nuovamente il mio spirito guida, ed io presi una rincorsa, poi mi accorsi che non era una rincorsa, era il mio pensiero che si muoveva come un onda di mare.
Questa volta lo spirito non andò via, mi trovavo quasi ai suoi ginocchi, immaginavo volevo essere ai suoi ginocchi, e lo guardai, era una luce di forma umana che mi volse le spalle, questa visione astrale ancora molto umana, sentivo che guardava in alto ed in alto io guardai, e sentii un attimo dentro di me un senso di pace mistica, avvertivo come un coro d’angeli, avvertivo una voce dolce e possente, ed il mio pensiero allora pensava a Dio, incessantemente Dio, sentivo che questa voce era Dio, ma io non vedevo nulla, sentivo fortissimamente che era Dio.
Allora lo spirito guida mi disse, a Dio pensa ed a ciò che hai fatto. Lo spirito guida se ne andò nuovamente ed io restai solo, solo pensando a Dio ed a quella voce buona che io avevo offeso, a quella voce che non avevo voluto ascoltare allorquando dovevo ascoltarla, e a quel Dio nel quale se mi fossi rifugiato, non sarei morto se avessi avuto fede in lui.
Così una sofferenza nuova venne dentro di me, perché non l’ho amato Dio, perché non l’ho pensato, perché non mi sono rifugiato in Lui, sarei salvo, non soffrirei.
Per lungo tempo ebbi questa sofferenza, poi mi dissero, adesso avvicinati verso la terra, e mi fecero avvicinare e rividi allora i miei cari, e sentivo allora uno srtuggimento , un pentimento, vorrei essere con loro pensavo, vorrei non essere morto, potrei vivere felicemente e questo fu per me un nuovo dolore.
Oggi soffro ancora, ancora passerà qualche anno forse, ma oggi sono indubbiamente più calmo, e dico a me stesso ed agli altri, nel momento in cui si avverte di doverla farla finita con la vita, c’è sempre un momento in cui si ha la possibilità di salvarsi, anche nei momenti più terribili, anche negli attimi più oscuri c’è sempre un lampo di luce che cerca di portare aiuto

 

Ps. Alcune parti della seconda parte le ho volutamente tralasciate, altrimenti il racconto diventava trappo lungo.


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#25 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 11 dicembre 2018 - 09:01

Per favore. Gli spoiler. Come mia ultima volontà.
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#26 Spinoza

Spinoza

    Prima i Maremmani !!!

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Inviato 11 dicembre 2018 - 11:22

Taluni credono che la vita si esaurisca con la morte;
essi non hanno ancora appreso che la morte non esiste.

 

E in genere sono proprio quelli che paradossalmente accettano la morte con più "serenità".



#27 Wish You Were Here

Wish You Were Here

    Utente Esperto

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Inviato 11 dicembre 2018 - 11:50

magari solo perchè sono stanchi della vita.


A un dio fatti il culo non credere mai.


#28 Frèyja

Frèyja

    .L.

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Inviato 11 dicembre 2018 - 11:56

Credo sia normale. L'idea che si spenga tutto per sempre, di totale incoscienza, è più confortante del pensiero di dover essere in qualche modo giudicati, dell'incertezza riguardo quel che accadrà.
Nel momento della morte è sicuramente la posizione più comoda. Il problema casomai è la sorpresa successiva.
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#29 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

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Inviato 11 dicembre 2018 - 03:16

Credo sia normale. L'idea che si spenga tutto per sempre, di totale incoscienza, è più confortante del pensiero di dover essere in qualche modo giudicati, dell'incertezza riguardo quel che accadrà.
Nel momento della morte è sicuramente la posizione più comoda. Il problema casomai è la sorpresa successiva.

Il fenomeno dell'Entità A, che poi non si capisce se sia una sola entità o più entità, visto che parla quasi sempre al plurale, è un fenomeno unico nel suo genere. Iniziato quasi per scherzo con una seduta spiritica di tre ragazzini di Napoli, uno è andato veramente in Trance ed ha cominciato a parlare con una voce non sua. Nel 1950 ha cominciato a manifestarsi la famosa Entità A, che dice di essere lo spirito guida del Medium. Il fenomeno è stato preso in mano da famosi parapsicologi come Giorgio Di Simone (che scriverà poi il Rapporto dalla dimensione X), Paola Giovetti, Silvio Ravaldini ecc. Dal 1947 il fenomeno è terminato con la morte del Medium, ovvero Corrado Piancastelli nel 2013. Il questi 65 anni si sono manifestate 200 voci completamente diverse. Ma la voce principale era quella dell'Entità A (così chiamata per convenzione), la quale non ha detto chi veramente fosse nell'ultima vita (anche perchè forse erano in parecchie entità che cooperavano), ad un certo punto dice semplicemente che è stato più uno filosofo che uno scienziato. Le sedute si tenevano bisettimanalmente ed erano aperte ad un gran numero di studiosi anche atei (perlomeno all'inizio). Sottoposto più volte ad EEG il tracciatro si è sempre mantenuto durante la Trance in ritmo ALFA, il che sarebbe impossibile per uno che parla, visto che nel momento che uno parla il ritmo "vira" verso un TRACCIATO RAPIDO DI VEGLIA. Anche la voce è stata sottoposta a perizia legale, e presso l'Istituto di Medicina Legale più famoso d'Italia, quello di Torino, e la voce risulta inequivocabilmente che non può essere quella di Corrado Piancastelli ma molto più alta nelle frequenze ed il Piancastelli non avrebbe potuto in alcun modo riprodurla. Una delle caratteristiche di A, come nel brano sopra, è quella di descrivere tutti i passaggi mentali di un individuo prima che giunga a compiere una determinata azione. Ma poi è tutto il concetto filosofico che ne esce che non si rifà a nessuna religione, nè Cristiana, nè Buddista, nè Induista ecc. Io ho riassunto in breve i concetti fondamentali, e lio ho posti sotto ogni filmato, ve li riporto. Chiaramente poi uno è libero di credere o di non credere.

 

Nel 1947 tre ragazzi di Napoli hanno provato per scherzo a fare una seduta spiritica. Uno di loro è andato in tarance veramente, ed ha cominciato a parlare con voce non propria, ma completamente diversa senza nessun accento napoletano. Poi le sedute sono proseguite con una frequenza di circa due alla settimana, e sono state “prese in mano “ da parapsicologi famosi come Giorgio Di Simone ed altri. Il medium si chiamava Corrado Piancastelli, che ha scritto a sua volta un libro, la sua autobiografia, “Il sorriso di Giano”, ma questo nel 1985. Le sedute erano essenziali nel loro genere, senza nessun apporto, ma solo con la formulazione di concetti filosofici e spesso ai limiti del comprensibile. Lo spirito che si è manifestato ha detto di essere lo spirito guida del medium (non l’angelo custode, c’è una differenza fondamentale) Sono stati fatti poi degli studi sulla voce che da un punto di vista medico legale non poteva essere quella del medium; inoltre sono stati eseguiti più volte EEG che hanno dimostrato che quando il medium parla l’EEG presenta onde alfa ( durante l’attività cerebrale le onde non dovrebbero essere alfa, ma tipiche della veglia, per cui anche questo è un fatto un po insolito). Le sedute si sono protratte per 65 anni e cioè fino al 2013 , anno in cui Corrado Piancastelli è deceduto. Comunque il concetto di fondo che ne emerge è questo: Lo spirito è antecedente alla vita e all'incarnazione, è una forza che raggruppa un insieme di idee semplici . Cos'è un idea semplice: ne parleremo in seguito. Per ora posso dirti che quando muori, ovviamente crolla la psiche e quindi tutto lo schema mentale del cervello, ma la vita viene riassunta nello spirito come esperienza estremamente condensata, possiamo dire un idea semplice. Quando lo spirito si incarna ha bisogno di fare esperienze per conoscere la materia, e questo al di la di un principio morale. La vita e la morte sono comunque già un esperienza molto importante, e molto spesso lo spirito viene solo per nascere e per morire. Comunque nel momento in cui entra nella materia servendosi dell'anima (ponte di energia vitale ed indispensabile), e questo avviene intorno al secondo-terzo mese di gestazione, lo spirito cade in uno stato di sonno, da cui poi si risveglia lentamente con la nascita, ma con uno schema mentale che è del cervello, cioè che non gli appartiene, ma che risulta indispensabile per fare esperienze. Ovviamente quando si incarna lo spirito deve accettare tutto della terra, e cioè tutti gli inconvenienti a cui può andare in contro, perché una volta incarnato non ha più nessun potere sulla materia. Per cui le malattie fisiche e psichiche, i terremoti, le alluvioni ecc, sono completamente al di fuori della sua portata. Ovviamente una volta nato non ricorda nulla della suo stato di spirito, perchè lo schema mentale del cervello non ha nulla a che vedere con lo spirito. Sulla terra ritorna mediamente da venti a settanta volte, finche non ha assimilato completamente la materialità. Conclusa l'esperienza della terra passa ad altri piani, forse ad altri mondi. Talvolta l'individuo ricorda certe esperienze di vite passate, perchè fintanto che è in ambito terreno dopo la morte lo spirito si porta dietro una parte di anima e questa conserva ancora certi ricordi cerebrali. L'esperienza dello spirito non si svolge secondo un tempo, per cui fra un incarnazione e l'altra possono intercorrere anche duemila anni, oppure pochi anni. Questo spiega perchè tanti bambini muoiono di malattie e nella sofferenza, le stragi di massa naturali o non, dal momento che tutto costituisce esperienza per conoscere la materialità, o meglio questa materialità. La materia quindi è nostra serva, noi la utilizziamo al fine della conoscenza universale. Dio è un altra cosa, è un infinito a cui non si possono dare attributi di bene e di male, di misericordia e di perdono. Dal momento che tutta la misericordia ci è già stata data fin dall'inizio, nel momento in cui Dio avendoci creati come spiriti, ci ha conferito la possibilità di non morire mai, ma di scoprirlo un po alla volta attraverso infinite esperienze. Questi concetti sono lontanissimi da quelli predicati dalle varie religioni terrene, ma li superano sotto tutti gli aspetti. Se lo spirito esiste non possiamo permetterci di concepire un aldilà statico suddiviso in Inferno, Purgatorio e Paradiso o un aldilà buddista nel quale lo spirito si fonde in Dio. La vita dello spirito è eterna, è un discoprimento continuo, e l'universo esterno è solo un pretesto per discoprire l'universo interno dello spirito. Tutti questi concetti, oltre a comunicazioni dell'Entità A sono stati magicamente riassunti ne "Il Rapporto dalla Dimensione X" di Giorgio Di Simone, Edizioni Mediterranee. Al testo è pure allegato un CD con alcune comunicazioni dell'Entità A. Tale testo è incredibilmente giunto alla diciassettesima edizione.

 

 

 

Va pongo anche questo, andrebbe bene più per me, ma è comunque molto interessante per tutti: Mi scuso per la scarsa qualità delle registrazioni, ma è una registrazione, di una registrazione, di una registrazione.....

 

 

Qui si giunge ai paradossi tipici delle comunicazioni: preferisco il delinquente a colui che non fa nulla........però ascoltatelo tutto, perchè tutto si ridimensiona. Ogni frase anche paradossale va presa in un contesto più ampio......

 



#30 madmax

madmax

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Inviato 12 dicembre 2018 - 03:13

Parliamo di un periodo storico post guerra mondiale che richiedeva a coloro che si erano allontanati dalla religione ufficiale per varie motivazioni di trovare un "credo" esistenziale che pur slegato dalla "dottrina" spingesse verso "il fare" la ricostruzione morale e ideologica del fare.

I compromessi e gli orrori della guerra avevano reso più pratico il pensiero di alcuni resi più orientati dalla spinta della sopravvivenza al "fare per sopravvivere".

le omelie e le messe non erano più sentite da coloro che magari avevano ucciso o avevano perso l'intera famiglia ma che magari ricercavano "spiegazioni" altre

 

 

 

Qui si giunge ai paradossi tipici delle comunicazioni: preferisco il delinquente a colui che non fa nulla........però ascoltatelo tutto, perchè tutto si ridimensiona. Ogni frase anche paradossale va presa in un contesto più ampio......

 

 

 

 

"L'umanesimo rifiuta la credenza negli eventi soprannaturali per la risoluzione degli affari umani, ma non necessariamente le credenze di per sé, infatti alcune branche dell'umanesimo sono compatibili con alcune religioni. È generalmente compatibile con l'ateismo e l'agnosticismo ma non richiede nessuno dei due. La parola ignostico o «indifferentista» sono a volte applicati all'umanesimo, sul presupposto che l'umanesimo è un processo etico, non un dogma sull'esistenza o sugli dèi. Gli umanisti semplicemente non hanno bisogno di preoccuparsi di tali questioni. L'agnosticismo o l'ateismo d'altra parte non sono necessariamente umanesimo. Filosofie differenti e a volte incompatibili sembrano essere ateistiche in natura. Non c'è un'ideologia o una gamma di comportamenti cui tutti gli atei aderiscono e non tutti sono umanisti.[4][5]

Siccome l'umanesimo comprende correnti intellettuali che attraversano una vasta gamma di pensieri filosofici e religiosi, molte branche dell'umanesimo permettono di riempire, supplire o soppiantare il ruolo delle religioni e in particolare di abbracciare una completa filosofia di vita. Per approfondire, si veda umanesimo (filosofia di vita). In alcuni Paesi, grazie alle leggi che garantiscono i diritti di culto, la filosofia di vita secolare è stata riconosciuta legalmente come equivalente di «religione».[6]Negli Stati Uniti, la Corte suprema ha riconosciuto l'umanesimo come equivalente della religione nel senso limitato di permettere agli umanisti di celebrare cerimonie comunemente appannaggio di ministri di culto."

https://it.wikipedia...osofia_moderna)

 

Se l'approccio è tipicamente umanista allora questa "rivoluzione culturale" manca un po' di originalità come molte altre correnti religiose o sub-culture della ricerca spirituale risentono di orientamenti viziati dalla necessità e dal periodo storico in cui si inseriscono (cambia il set cambia il setting)

 

"Corrado Piancastelli, medium napoletano, dopo altre esperienze inizia nel 1950 quello che diventerà un lunghissimo dialogo con l'”Entità A” (Andrea). Per molti anni, mantiene l’anonimato affidando la divulgazione dei messaggi a Giorgio Di Simone, che diventa il primo presidente del C.I.P. e l’autore di bestseller fra i più diffusi nel campo delle comunicazioni medianiche. Solo nel 1990 Piancastelli accetta di rendere noto il suo nome, in seguito a complesse vicende che segnano la sua separazione da Giorgio Di Simone, dopo quarant’anni di collaborazione. Parallelamente al C.I.P. e da quest’ultimo ispirato, nasce il movimento Uomini e idee, che rappresenta il pensiero filosofico-politico di Piancastelli e dei suoi seguaci.

Il movimento, che si occupa di filosofia, bioetica e psicologia, promuove il rilancio dell’Umanesimo, inteso come “la ricerca scientifica dell’Anima, la nuova metafisica, il riesame dei rapporti anima-mente-cervello”, temi che si fondano sulla filosofia trascendentale. Dal 1977 il gruppo di lavoro Cesanelli-Ravaldini si assume il compito di pubblicare le comunicazioni inedite dell’Entità A, fra l’altro attraverso la rivista bimestrale CDA – Comunicazioni dell’Entità A, nell’ambito della Fondazione Biblioteca Bozzano – De Boni, che possiede una ricca collezione consacrata alle ricerche psichiche."

 

"Le comunicazioni dell’Entità A non sono facili; pure nella coerenza interna, hanno avuto uno sviluppo lungo un percorso che dura da sessant’anni, illustrando temi come la vita dell’uomo sulla Terra ‒ rivalutata anche nelle sue dimensioni materiali, al di là delle nozioni di caduta e di peccato ‒, il Cristo, Dio, la reincarnazione. Sezioni del Centro Italiano di Parapsicologia, costituite in gruppi di lavoro in diverse città, ripropongono l’insegnamento dell'”Entità A”, stimolando i partecipanti a progettarsi come gruppi di crescita e di consapevolezza spirituale."

https://cesnur.com/s...i-dellentita-a/

 

Ti riporto un altro esempio sempre tratto dallo stesso sito:Henry Jacob (1829-1913) – detto “lo zuavo Jacob” perché aveva combattuto tra gli zuavi nella guerra di Crimea – apre a Parigi nel 1867 uno studio di “psico-musicoterapia” e comincia a ottenere guarigioni miracolose con l’aiuto degli spiriti. Una sua allieva, Blanca (Blanche) Aubreton de Lambert (1867-1920) si fa conoscere come medium ed emigra in Argentina. Qui nel 1915 incontra, a Buenos Aires, Eugenio Portal (1867-1927), uno scrivano pubblico tormentato da dubbi religiosi. Durante l’incontro, al di sopra di Blanca si materializza uno spirito in cui Eugenio riconosce il suo defunto padre, Pedro Basilio Portal. Lo spirito, il “venerabile Basilio”, appare ancora, e comincia a istruire Blanca ed Eugenio a proposito di una riforma del cristianesimo, il quale dovrà tornare alle idee originarie (tra cui la reincarnazione) che la Chiesa avrebbe abbandonato dopo il Concilio di Nicea.

https://cesnur.com/s...tifica-basilio/


"Significa una totale libertà. In questa libertà c'è un'enorme energia, perchè non c'è nessun conflitto, nessuna lotta. Nulla!"


 
 
 
 

#31 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 12 dicembre 2018 - 10:59

Parliamo di un periodo storico post guerra mondiale che richiedeva a coloro che si erano allontanati dalla religione ufficiale per varie motivazioni di trovare un "credo" esistenziale che pur slegato dalla "dottrina" spingesse verso "il fare" la ricostruzione morale e ideologica del fare.

I compromessi e gli orrori della guerra avevano reso più pratico il pensiero di alcuni resi più orientati dalla spinta della sopravvivenza al "fare per sopravvivere".

le omelie e le messe non erano più sentite da coloro che magari avevano ucciso o avevano perso l'intera famiglia ma che magari ricercavano "spiegazioni" altre

 

 

"L'umanesimo rifiuta la credenza negli eventi soprannaturali per la risoluzione degli affari umani, ma non necessariamente le credenze di per sé, infatti alcune branche dell'umanesimo sono compatibili con alcune religioni. È generalmente compatibile con l'ateismo e l'agnosticismo ma non richiede nessuno dei due. La parola ignostico o «indifferentista» sono a volte applicati all'umanesimo, sul presupposto che l'umanesimo è un processo etico, non un dogma sull'esistenza o sugli dèi. Gli umanisti semplicemente non hanno bisogno di preoccuparsi di tali questioni. L'agnosticismo o l'ateismo d'altra parte non sono necessariamente umanesimo. Filosofie differenti e a volte incompatibili sembrano essere ateistiche in natura. Non c'è un'ideologia o una gamma di comportamenti cui tutti gli atei aderiscono e non tutti sono umanisti.[4][5]

Siccome l'umanesimo comprende correnti intellettuali che attraversano una vasta gamma di pensieri filosofici e religiosi, molte branche dell'umanesimo permettono di riempire, supplire o soppiantare il ruolo delle religioni e in particolare di abbracciare una completa filosofia di vita. Per approfondire, si veda umanesimo (filosofia di vita). In alcuni Paesi, grazie alle leggi che garantiscono i diritti di culto, la filosofia di vita secolare è stata riconosciuta legalmente come equivalente di «religione».[6]Negli Stati Uniti, la Corte suprema ha riconosciuto l'umanesimo come equivalente della religione nel senso limitato di permettere agli umanisti di celebrare cerimonie comunemente appannaggio di ministri di culto."

https://it.wikipedia...osofia_moderna)

 

Se l'approccio è tipicamente umanista allora questa "rivoluzione culturale" manca un po' di originalità come molte altre correnti religiose o sub-culture della ricerca spirituale risentono di orientamenti viziati dalla necessità e dal periodo storico in cui si inseriscono (cambia il set cambia il setting)

 

"Corrado Piancastelli, medium napoletano, dopo altre esperienze inizia nel 1950 quello che diventerà un lunghissimo dialogo con l'”Entità A” (Andrea). Per molti anni, mantiene l’anonimato affidando la divulgazione dei messaggi a Giorgio Di Simone, che diventa il primo presidente del C.I.P. e l’autore di bestseller fra i più diffusi nel campo delle comunicazioni medianiche. Solo nel 1990 Piancastelli accetta di rendere noto il suo nome, in seguito a complesse vicende che segnano la sua separazione da Giorgio Di Simone, dopo quarant’anni di collaborazione. Parallelamente al C.I.P. e da quest’ultimo ispirato, nasce il movimento Uomini e idee, che rappresenta il pensiero filosofico-politico di Piancastelli e dei suoi seguaci.

Il movimento, che si occupa di filosofia, bioetica e psicologia, promuove il rilancio dell’Umanesimo, inteso come “la ricerca scientifica dell’Anima, la nuova metafisica, il riesame dei rapporti anima-mente-cervello”, temi che si fondano sulla filosofia trascendentale. Dal 1977 il gruppo di lavoro Cesanelli-Ravaldini si assume il compito di pubblicare le comunicazioni inedite dell’Entità A, fra l’altro attraverso la rivista bimestrale CDA – Comunicazioni dell’Entità A, nell’ambito della Fondazione Biblioteca Bozzano – De Boni, che possiede una ricca collezione consacrata alle ricerche psichiche."

 

"Le comunicazioni dell’Entità A non sono facili; pure nella coerenza interna, hanno avuto uno sviluppo lungo un percorso che dura da sessant’anni, illustrando temi come la vita dell’uomo sulla Terra ‒ rivalutata anche nelle sue dimensioni materiali, al di là delle nozioni di caduta e di peccato ‒, il Cristo, Dio, la reincarnazione. Sezioni del Centro Italiano di Parapsicologia, costituite in gruppi di lavoro in diverse città, ripropongono l’insegnamento dell'”Entità A”, stimolando i partecipanti a progettarsi come gruppi di crescita e di consapevolezza spirituale."

https://cesnur.com/s...i-dellentita-a/

 

Ti riporto un altro esempio sempre tratto dallo stesso sito:Henry Jacob (1829-1913) – detto “lo zuavo Jacob” perché aveva combattuto tra gli zuavi nella guerra di Crimea – apre a Parigi nel 1867 uno studio di “psico-musicoterapia” e comincia a ottenere guarigioni miracolose con l’aiuto degli spiriti. Una sua allieva, Blanca (Blanche) Aubreton de Lambert (1867-1920) si fa conoscere come medium ed emigra in Argentina. Qui nel 1915 incontra, a Buenos Aires, Eugenio Portal (1867-1927), uno scrivano pubblico tormentato da dubbi religiosi. Durante l’incontro, al di sopra di Blanca si materializza uno spirito in cui Eugenio riconosce il suo defunto padre, Pedro Basilio Portal. Lo spirito, il “venerabile Basilio”, appare ancora, e comincia a istruire Blanca ed Eugenio a proposito di una riforma del cristianesimo, il quale dovrà tornare alle idee originarie (tra cui la reincarnazione) che la Chiesa avrebbe abbandonato dopo il Concilio di Nicea.

https://cesnur.com/s...tifica-basilio/

E' fantastico il libro di Corrado Piancastelli "IN UNA NOTTE COME QUESTA", ti riporto alcune pagine:
43459331725_2d1e3f6bc9_h.jpgimg390 by Claudio Sauro, su Flickr
44317366502_f935b1c25f_h.jpgpag 156 by Claudio Sauro, su Flickr
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43585633135_db6f7fc30c_k.jpgpag 166 by Claudio Sauro, su Flickr
30625413258_6947c2b5e1_k.jpgpag 167 by Claudio Sauro, su Flickr
Ma egli si esprimerà sempre in modo completamente diverso dell'Entità A, questa va sempre giù diritta senza mai citare nessuno, ed anche lo stile è completamente diverso, riporto ad esempio una comunicazione sul Tempo di A:
IL TEMPO NON ESISTE

 

Vi lascio questo stralcio di A dove dice che il tempo non esiste; capisco che esuli completamente dalla normale logica, comunque io ritengo valga la pena di riportarlo, poi fate tutte le critiche che volete:
 
Quando parliamo di velocità dell’universo, noi intendiamo soltanto attività, moto.
Parlando di moto viene spontaneo riferirsi al tempo, e analogamente quando parliamo di velocità ci riferiamo al tempo.
Nell’universo esiste una velocità uniforme, una velocità costante, e ciò come nel caso della vita, per la quale non ci si può chiedere se essa sia più veloce o meno veloce di un'altra, dato che evidentemente la velocità della vita è uguale per tutti, in quanto il processo di sviluppo al quale il fenomeno vita è costretto a soggiacere per giungere alla morte è quello che è.
Né ci si può riferire a fenomeni collaterali, per cui vi è chi muore prima e chi muore dopo, chi cresce prima e chi cresce dopo; a noi interessa soltanto il fenomeno di sviluppo in cui la velocità è sempre la stessa.
Quando noi poniamo di fronte due nebulose nelle stesse condizioni di esistenza, con le stesse possibilità di sviluppo, esse per diventare pianeti, impiegheranno ad esempio un miliardo di secoli.
Ma in virtù dell’uguaglianza, ambedue impiegheranno per compiere il ciclo un tempo x inesistente, dato che si tratta di un periodo che raffrontato ad un tempo soggettivo ad esse nebulose, finisce con l’essere annullato, perché la prima può rispecchiarsi soltanto nel tempo dell’altra e viceversa.

Quando noi diciamo “moto universale” o tempo universale”, intendiamo il principio ritmico costante dell’universo, che si trasforma ad una velocità costante. Ma noi vediamo il tempo nel brevissimo periodo della nostra vita.
La fisica ci dice che nulla viene distrutto, ma tutto si trasforma, e che l’elemento ritorna ad essere quello che era. Gli elementi più semplici dell’universo restano uguali a se stessi.
L’elemento “uno” dell’universo, può diventare l’elemento “uno” circondato da una grande spirale e può così apparire come un “uno” più grande e diverso, ma se togliamo la spirale esso rimane l’”uno” originale.
Il principio dell’universo è che nulla si trasforma realmente, ma che tutto resta identico, immutabile, costante, per cui la trasformazione apparente è la somma di elementi immutabili, statici, e non sostituzione per una trasformazione vera e propria.
Quando noi vediamo una somma di elementi, non dobbiamo dire che si tratta di un elemento diverso, ma possiamo essere ben certi che si tratta della somma di più elementi.
Immettendo al loro posto fisso tutte le cose noi eliminiamo il concetto di tempo. Immaginiamo di avere una scacchiera ed immaginiamo che l’universo sia diviso in tanti quadratini, come una rete topografica.
Poniamo al loro posto l’1, il 2 il 3 e via di seguito.
Esistendo un ritmo di spostamento ciclico costante, avremo che l’1 scatta al posto del 2 e che contemporaneamente il 2 passerà al 3 e poi al 4 come se i quadratini si rincorressero.
Avremo quindi che l’1 diverrà l’1 + 1, e poi ancora l’1 + 1 + 1, formando cioè tre elementi semplici.
Contemporaneamente sopraggiungeranno altri 1, in virtù di frantumazioni universali che procedono all’infinito, per cui l’1 diverrà l’1 elevato alla N.
E quando questo si frantumerà tutte le unità riprenderanno il loro cammino.
Non possiamo parlare di frantumazione specifica dato che nell’universo vi è un esistenza eterna, per cui dobbiamo immaginarci come un serbatoio eterno formato da questa energia che alimenta continuamente l’1, in modo che esso passi al 2 come in una scala divergente.
Immaginiamo ora un quadratino singolo, ed immaginiamo che esso sia un elemento infinitamente piccolo dell’universo.
Che cosa significa elemento infinitamente piccolo dell’universo?
Supponiamo con un concetto assurdo che esso non possa essere ulteriormente frantumato (mentre ogni più piccolo corpuscolo può frantumarsi all’infinito, in virtù del concetto dell’infinitamente piccolo).Poiché esso diventi più grande cosa deve avvenire?
Che altri corpi si aggreghino ad esso, per ingrandirlo nello sviluppo universale.
Ciascuno dei corpi che si aggrega al primo avanza con la stessa velocità, per cui esso diventa di infinita grandezza senza aver subito bruschi sobbalzi di velocità.
Né esiste un tempo, in quanto noi non diciamo “1” e solo dopo un certo intervallo aggiungiamo “+ 1” e poi ancora “+1”.
Ma nel ritmo “1+1+1” formiamo un certo numero senza che esso abbia avuto interferenze.
E così noi abbiamo la materia, la quale si avvolge, si moltiplica, pur conservando la sua identità.
Ed in questo fenomeno non vi è un tempo, , ma soltanto uno sviluppo ritmico.
Ed anche quando si realizza un fenomeno diverso esso è sempre nel ritmo. Ad un certo momento potrà formarsi un sistema planetario, con ritmo eternamente identico.
Vi è accelerazione? Si, vi può essere accelerazione, vi potranno essere dei fenomeni diversi, ma questi si verificheranno sempre in un quadratino o sfera isolata, mentre intorno l’universo continuerà a ruotare identicamente.
E la materia stessa, restando concretizzata ha un suo ritmo particolare.
I tempi e le velocità che vanno a formare in seno ad una particolarità universale, non sono dati isolatamente dallo sviluppo particolare, ma sono la conseguenza dei ritmi costanti che la circondano.
Ossia le velocità diverse che possono esistere, non si sono formate da sole, ma sono la conseguenza dell’isolamento in confronto a tempi costanti.
Consideriamo ancora un'altra possibilità: se è vero che fra ogni elemento vi è la distanza di “1”, possono aversi un altro corpo, un'altra esistenza, un altro fenomeno di vita universale, più lontano, per cui la distanza invece di essere “1” sia ad es. “4”, e quindi il rapporto e l’armonia possono essere gli stessi?
Questo ragionamento non può reggere, perché esso annulla l’esistenza dell’elemento “1”.
Noi dovremmo immaginare un elemento così grande, rispetto a quello più piccolo, da conservare inalterati i rapporti, nonostante la maggiore distanza.
Ma le grandezze universali sono tutte identiche è né può concepirsi un tempo, perché gli elementi sono semplici e l’elemento universale è l’”1” che solo in aggiunta ad altri può dare un apparenza relativa.
Quando noi diciamo “tempo universale” dobbiamo raffigurarci questo spostamento a scacchiera, in virtù del quale resta annullato il tempo in quanto il ritmo è costante.
Si potrebbe eventualmente dire che esiste un “tempo universale” rispetto ad un “non tempo”, così come si dice che c’è il bianco perché esiste il nero, che vi è la luce perché esiste il buio.
 P.S Il ritmo dell'universo non può considerarsi un tempo perchè non vi è nesun cambiamento reale, ma solo una trasformazione apparente, dove l'elemento universale resta sempre l'1, cioè l'elemento più semplice in senso assoluto.

 

Si direbbe che Piancastelli abbia attinto tutte le sue riflessioni dalle comunicazioni di A, cercando di aggiungerci qualcosa di suo. Certo le comunicazioni di A sono difficili, talvolta incomprensibili, Piancastelli non fa altro che renderle comprensibili.Quelle che ho riportato io sono stralci di comunicazioni che durano mediamente 90 minuti, e nelle quali ad A vengono poste le piu svariate domande. Ma quando parla della struttura dell'universo, dell'essenza di Dio, del percorso dello spirito, di altri mondi, allora spesso diventa di difficile comprensione.


 



#32 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 12 dicembre 2018 - 11:23

Mi è apparsa in sogno l'entità A e mi ha pregato di dirti che hai rotto il cazzo con questi post chilometrici oltretutto OT.

Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#33 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

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Inviato 12 dicembre 2018 - 11:30

Mi è apparsa in sogno l'entità A e mi ha pregato di dirti che hai rotto il cazzo con questi post chilometrici oltretutto OT.

Più conosci la realtà, meglio comprenderai il morituro, meglio saprai cosa rispondere, ovviamente tutto è estremamente soggettivo.



#34 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

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Inviato 13 dicembre 2018 - 12:22

Vi lascio questo brano perchè ci sono dei punti interessanti, è interessante per restare in tema soprattutto la prima parte:

 

 

Quello che vorrei sottolineare è che quando si è in procinto di morire, il morente opera un allontanamento dell'idea della morte, questo avviene sempre eccetto che nel suicidio, avviene anche se il dolore è fortissimo. Tenete presente che colui che stà per morire, non desidera mai di morire eccetto in rarissimi casi. Pertanto renderlo consapevole che la morte è vicina o è prossima, può essere veramente deleterio da un punto di vista psicologico, proprio perchè la morte resta sempre lontana, quasi irraggiungibile. Ci sono dei meccanismi inconsci che operano in questo senso, ed operarsi nel senso di rendere consapevole che la morte è prossima, può diventare una forzatura, il far saltare un meccanismo di allontanamento che è implicito nell'individuo, nel morente. Una presa di coscienza che la morte è vicina, se non viene da un autoconvincimento interiore, ma è data da altri, può creare uno stato d'ansia, un accelerazione del processo di malattia verso la morte. Pertanto io consiglierei di non forzare mai quello che uno crede, e se crede di poter vivere e di sopravvivere mai disilluderlo, anche se la malattia è gravissima. E' consigliabile anche non illuderlo, ma semplicemente lasciargli credere quello che crede. Se domanda se la sua morte è vicina, vuol dire che ha già preso coscienza di questa realtà, e dire un si potrebbe non essere un trauma ma una presa di coscienza autovoluta ed autocercata. Comunque mai forzare nulla, questo è un principio fondamentale.



#35 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 13 dicembre 2018 - 07:43

Più conosci la realtà, meglio comprenderai il morituro, meglio saprai cosa rispondere, ovviamente tutto è estremamente soggettivo.

 

Tutto molto bello.

Ma esistono topic e siti appositi sull'Entità A.; chi vuole approfondire, approfondirà lì.

I tuoi copia-incolla rendono solo illleggibile questa discussione che piano piano morirà. Come tutti del resto.


  • Furor piace questo

Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#36 SauroClaudio

SauroClaudio

    Super Utente

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Inviato 13 dicembre 2018 - 11:11

Tutto molto bello.

Ma esistono topic e siti appositi sull'Entità A.; chi vuole approfondire, approfondirà lì.

I tuoi copia-incolla rendono solo illleggibile questa discussione che piano piano morirà. Come tutti del resto.

Vai su YouTube e digita: Entità A. Non è detto che quello che ho detto muoia, se uno lo condivide e lo interiorizza non morirà mai.



#37 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 13 dicembre 2018 - 12:13

Ma qua non si sta parlando di vita, o mi sbaglio? Da morti ci si penserà, poi.
Non si tratta di rincuorarsi o rattristarsi per cosa c'è dopo, ma piuttosto di fare attenzione a quello che accade in questo momento, quando le persone son vive, e stanno soffrendo, loro, le famiglie.
E gli spoiler, cappero.
Sti muri di testo rendono la visualizzazione alquanto difficoltosa.

#38 SauroClaudio

SauroClaudio

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Inviato 13 dicembre 2018 - 01:42

Ma qua non si sta parlando di vita, o mi sbaglio? Da morti ci si penserà, poi.
Non si tratta di rincuorarsi o rattristarsi per cosa c'è dopo, ma piuttosto di fare attenzione a quello che accade in questo momento, quando le persone son vive, e stanno soffrendo, loro, le famiglie.
E gli spoiler, cappero.
Sti muri di testo rendono la visualizzazione alquanto difficoltosa.

Pensavo nel mio penultimo intervento di essermi espresso in questo senso. Per quanto riguarda i famigliari è chiaro che devono sapere tutta la verità.



#39 madmax

madmax

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Inviato 13 dicembre 2018 - 04:50

Pensavo nel mio penultimo intervento di essermi espresso in questo senso. Per quanto riguarda i famigliari è chiaro che devono sapere tutta la verità.

Allora per non irritare taluni sarò sintetico.Nel caso si potrà continare su altro topic specifico...Mi rifaccio al passato del Piancastelli  e alle sue memorie:

 

«deve essere stato nel 1944 o agli inizi del ’45. Ebbe luogo in una maniera completamente imprevedibile e imprevista dal momento che nulla di me lasciava presagire una qualche disposizione o particolare attrattiva e nemmeno un indiretto interesse per ciò che sarebbe poi accaduto.
«Né a casa mia, con mia madre rigidamente cattolica osservante, e mio padre ufficiale superiore di Cavalleria, vi era mai stata non dico indulgenza verso lo spiritismo, ma non se ne era letteralmente parlato mai.
[…]"

 

Questi ricordi del Piancastelli sulle prime esperienze di manidfestazioni delle "pseudo entità" che presero voce attraverso di lui, secondo me, sono dei buoni presupposti per sottolineare la possibile causa di una volonta inconscia di voler esprimersi, dando voce proprio al suo mondo interiore (probabile anche il disagio di non sentirsi vicino ai dettami morali ed etici della famiglia che pure è tipico nell'adolescenza come da lui sottolineato del resto).

 

«Fu in quel tempo che venne la sera in cui per la prima volta in vita mia udii la voce. Veniva da un punto imprecisato della testa, ma che pareva potesse anche essere fuori di me e forse lo era. In quel momento stavo cenando da solo nella mia camera (allora la dividevo con mia nonna che in quel momento dormiva), quando sentii nettamente una voce, anzi una vocina sottile di donna prima di ridere e poi con tono allegro, come se stesse rivolgendosi ad un’altra persona per farsi notare: "Uh, sta mangiando la frittata!"»

 

Mi sembra  sintomatico di un ragazzo che per riempire un vuoto interiore potrebbe aver  dato voce ad una dimensione/pulsione , seppur immaginifica, dotata di senso come poi si evincerà successivamente. Rimando a chi interessato alla pagina web dove viene riportato il resto delle sue memorie in merito alle prime esperienze di spiritismo e medianiche.http://www.magicamen...stelli-lentita/

 

Dopo che ho ascoltato le registrazioni e letto il testo che hai riportato Claudio mi sempra di notare le influenze di un approccio umanista che era tipico al tempo e che si poteva ritrovare in altri autori (tanto per citarne alcuni) come Pyotr Demianovich Ouspenskii e quelli legati alla spiritualità di Georges Ivanovič Gurdjieff.

 

La capacità del Pincastelli di alzare o abbassare l'intensità della logica/tecnica dialettica che instaurava con chi aveva/voleva aver a che fare ridefiniva constantemente il contentuto, dando accezzioni o meno tecniche e pertinenti col "pubblico" a cui erano rivolte.

Sicuramente è stato un ottimo lettore al tempo e un discreto scrittore poi, trattando contenuti sia scientifici che metafisici.


"Significa una totale libertà. In questa libertà c'è un'enorme energia, perchè non c'è nessun conflitto, nessuna lotta. Nulla!"


 
 
 
 

#40 Nehelamite

Nehelamite

    Parcere subiectis et debellare superbos

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Inviato 13 dicembre 2018 - 07:57

Credo sia normale. L'idea che si spenga tutto per sempre, di totale incoscienza, è più confortante del pensiero di dover essere in qualche modo giudicati, dell'incertezza riguardo quel che accadrà.
Nel momento della morte è sicuramente la posizione più comoda. Il problema casomai è la sorpresa successiva.

 

 

Cazzata. Perdona il francesismo.

E' l'esatto contrario, in realtà, ma se c'è chi preferisce pensarla così per non sentire di aver preso la strada più facile, liberissimi.


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~ Of all the things I've lost, I miss my Heart the most ~




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