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umanesimo a confronto


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21 risposte a questa discussione

#1 Sween

Sween

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Inviato 27 novembre 2018 - 10:47

che cos' è l'umanesimo? ci sono trattati filosofici kilometrici a riguardo . Spazzatura intellettuale...è spazzatura fin quando non si formula un pensiere a riguardo distaccato, senza i filtri dei gerghi, senza inutili sofisticherie...niente . Solo tu...e il mondo, per una volta l'essersi misurati con se stessi ..per una volta almeno nella vita l'essere nella  condiziione umana più antica. Soli davanti alla pietra cieca e sorda..senza altri aiuti che non le propie mani e la propia testa...ecco..cos'è l'umanesimo.


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#2 Sween

Sween

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Inviato 30 novembre 2018 - 11:06

l'apogeo della battaglia...la sconfitta del falso uomo interiore, sugella il trionfo della rivoluzione spirituale.


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#3 Nehelamite

Nehelamite

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Inviato 30 novembre 2018 - 02:50

Di trattati filosofici e storici sull'umanesimo non se ne avranno mai abbastanza, altro che spazzatura intellettuale: direi piuttosto che il medioevo e la filosofia cristiana sono spazzatura... intellettuale, ma anche spazzatura e basta, da ogni punto di vista.

L'umanesimo è la riscoperta dell'uomo e della sua centralità, detto in soldoni, e la riscoperta di un'età - quella classica - che a differenza degli anni bui, contemplava concetti di humanitas e libertas che poi il medioevo ha provveduto a far sparire sotto i colpi della civitas dei abitata da cristiani "stranieri in terra straniera", tutti protesi ad un oltre meramente supposto.
E anni bui lo erano per davvero, quelli del medioevo, al di là di tante concessioni che vuole fare qualcuno, persino storici!, troppo impegnati a pararsi il culo nei confronti di un rinnovato slancio all'irrazionale nelle società contemporanee.

 

Se si vuole un'altra definizione, più moderna, dell'umanesimo, consiglio di ricercare l'umanesimo etnografico di De Martino (antropologo, filosofo e studioso) e il significato umano degli accadimenti, concetto legato alla sua impostazione filosofico-teorica applicata al metodo con cui fa (faceva) antropologia.

 

http://www.treccani....ro:-Filosofia)/

 

"(...) nell’attuale congiuntura, connotata dal riconoscimento della pluralità delle culture, è la dialettica del confronto sé/altro da sé che può restituire all’Occidente in crisi il senso della propria identità, che è calata nella storia e diviene incessantemente a partire da un nucleo di scelte caratterizzanti. La rammemorazione tradizionale, tutta interna all’Occidente, della propria ascendenza culturale da sola non basta più; più efficace appare la via dell’umanesimo etnografico, aperto alla «confrontante misurazione di sé con altri modi di essere uomini in società»"

 

Umanesimo quindi come confronto con l'altro, con la diversità storico-culturale, un umanesimo che non è solo ricordo di se stessi (della propria cultura, delle proprie radici) ma è anche auto-critica.

Senz'altro un tipo di umanesimo, oggi che la tendenza è quella di aggrapparsi a estrapolazioni e banalizzazioni strumentali della cultura dell'Occidente, che risulta quasi incomprensibile.


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Infandum, regina, iubes renovare dolorem -
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#4 Sween

Sween

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Inviato 01 dicembre 2018 - 12:33

tuttavia la rinascita della centralità dell uomo segnò la fine del medioevo .Parliamo di "umanesimo rinascimentale" perchè l'uomo tornò ad essere il punto di partenza e il centro di tutto, dopo che nel medioevo ogni aspetto della vita era stato interpretato alla luce di Dio.

Siamo nel quattrocento e nel cinquecento. Il motto di questo periodo era "ritornare alle fonti" , in primis quelle dell'umanesimo antico. riportare alla luce sculture e opere dell antichità divenne quasi uno sport popolare e imparare il greco era molto in voga.Si riaccese quindi l'interesse per la cultura greca, anche perchè la si considerava importante dal punto di vista pedagogico. Attraverso lo studio delle materie umanistiche si raggiungeva infatti una "formazione classica" che incoraggiava lo sviluppo delle qualità umane. Ma i filosofi greci avevano fatto lo stesso duemila anni prima , è per questo che si parla di "rinascita dell umanesimo antico" quando si dice "rinascimento".

Si ritornò a rappresentare l'uomo nudo e questo fu un passo importante sia per la scienza con lo studio dell anatomia sia per l'arte. si può dire che dopo mille anni di pudore l'essere umano osò nuovamente essere se stesso , non aveva più nulla di cui vergognarsi.

 

tuttavia ritengo che sbagli a valutare l'epoca medioevale come interamente negativa, nessuna era è sta o solo buona o solo cattiva.


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#5 Nehelamite

Nehelamite

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Inviato 01 dicembre 2018 - 02:07

tuttavia la rinascita della centralità dell uomo segnò la fine del medioevo .Parliamo di "umanesimo rinascimentale" perchè l'uomo tornò ad essere il punto di partenza e il centro di tutto, dopo che nel medioevo ogni aspetto della vita era stato interpretato alla luce di Dio.

Siamo nel quattrocento e nel cinquecento. Il motto di questo periodo era "ritornare alle fonti" , in primis quelle dell'umanesimo antico. riportare alla luce sculture e opere dell antichità divenne quasi uno sport popolare e imparare il greco era molto in voga.Si riaccese quindi l'interesse per la cultura greca, anche perchè la si considerava importante dal punto di vista pedagogico. Attraverso lo studio delle materie umanistiche si raggiungeva infatti una "formazione classica" che incoraggiava lo sviluppo delle qualità umane. Ma i filosofi greci avevano fatto lo stesso duemila anni prima , è per questo che si parla di "rinascita dell umanesimo antico" quando si dice "rinascimento".

Si ritornò a rappresentare l'uomo nudo e questo fu un passo importante sia per la scienza con lo studio dell anatomia sia per l'arte. si può dire che dopo mille anni di pudore l'essere umano osò nuovamente essere se stesso , non aveva più nulla di cui vergognarsi.

 

tuttavia ritengo che sbagli a valutare l'epoca medioevale come interamente negativa, nessuna era è sta o solo buona o solo cattiva.

 

 

A livello storico parlare di "rinascimento" e "medioevo" come se uno si concludesse nell'anno esatto in cui comincia l'altro, è puramente convenzionale, è anche vero che i caratteri specifici di un'epoca finiscono, nelle epoche successive, per essere astratti dal contesto e o demonizzati o eccessivamente esaltati, quest'operazione lo fece anche l'umanesimo rinascimentale: nel loro caso, tuttavia, era soltanto corretto affermare che l'epoca greco-romana fosse stata assai migliore, e non di poco, rispetto ai vari secoli del medioevo, da ogni punto di vista... 

 

Forse messa così non è una postura d'indagine storica, ma onestamente ho sempre storto il naso davanti alle pretese di fare "storia avalutativa": quando bisogna confrontare e interpretare le fonti, è un conto, ma una volta che si ha l'immagine generale di un periodo, esprimere un giudizio (porre un paragone) rispetto ai periodi passati e successivi, beh, anche quello rientra nei compiti dello storico, no?

Quindi se dico che il medioevo è stato il periodo più brutto della storia umana, confrontandolo agli altri, passati e successivi, non sto affatto compiendo un illecito.

 

Sicuramente qualcosa di buono l'ha avuto: del resto anche un assassino seriale, almeno una volta nella vita, avrà detto "buongiorno" a qualcuno o accarezzato un gatto... se però devo paragonare questo assassino alla nonnina che sforna i biscotti in fondo alla strada, e fra medioevo ed età classica il paragone è esattamente questo, allora non posso esimermi dal dire di preferire mille volte la nonnina che sforna biscotti.


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#6 Yanez

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Inviato 01 dicembre 2018 - 04:43

Perché il medioevo - e la filosofia cristiana - sono spazzatura?

 

Già usare il termine "spazzatura" è inammissibile in sé, ma anche un attributo più leggero e comunque drasticamnte negativo mi sembra inappropriato.

 

Tra l'altro, l'unica zona del mondo in cui dal  sesto al tredicesimo secolo d.c. ci fu un arretramento del tenore di vita furono la penisola italiana e le contee più romanizzate della Gallia: nel resto d'Europa, in Britannia, nei Balcani, nel Medio Oriente e nelle propaggini europee della Scizia, etc, ci fu un notevole progresso o, al massimo, lo stesso livello di vita e di "cultura" delle epoche precedenti.

In alcune vaste zone, anche europee oltre che nordafricane, l'egemonia araba mantenne un elevato livello civile e culturale.


Storie diverse per gente normale, storie comuni per gente speciale


#7 Nehelamite

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Inviato 01 dicembre 2018 - 04:53

Perché il medioevo - e la filosofia cristiana - sono spazzatura?

 

Già usare il termine "spazzatura" è inammissibile in sé, ma anche un attributo più leggero e comunque drasticamnte negativo mi sembra inappropriato.

 

Tra l'altro, l'unica zona del mondo in cui dal  sesto al tredicesimo secolo d.c. ci fu un arretramento del tenore di vita furono la penisola italiana e le contee più romanizzate della Gallia: nel resto d'Europa, in Britannia, nei Balcani, nel Medio Oriente e nelle propaggini europee della Scizia, etc, ci fu un notevole progresso o, al massimo, lo stesso livello di vita e di "cultura" delle epoche precedenti.

In alcune vaste zone, anche europee oltre che nordafricane, l'egemonia araba mantenne un elevato livello civile e culturale.

 

 

 

Bisanzio e Arabi a parte, il resto dell'Europa "stava assai meglio" in epoca romana - questo è innegabile; parliamo in questo caso dell'Europa cristiana, dei regni romano-barbarici prima, dei territori di quella brutta imitazione ch'era il Sacro Romano Impero poi, l'Europa feudale ecc ecc.

Paragona tutti questi periodi e "innovazioni" culturali alla prosperità e mobilità sociale del III secolo d.C. poi mi dici se il confronto tiene.


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#8 Sween

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Inviato 01 dicembre 2018 - 07:21

A livello storico parlare di "rinascimento" e "medioevo" come se uno si concludesse nell'anno esatto in cui comincia l'altro, è puramente convenzionale, è anche vero che i caratteri specifici di un'epoca finiscono, nelle epoche successive, per essere astratti dal contesto e o demonizzati o eccessivamente esaltati, quest'operazione lo fece anche l'umanesimo rinascimentale: nel loro caso, tuttavia, era soltanto corretto affermare che l'epoca greco-romana fosse stata assai migliore, e non di poco, rispetto ai vari secoli del medioevo, da ogni punto di vista... 

 

 

 

Che cosa sarebbe stata l' Europa senza Medioevo ? una provincia romana? ci sarebbero state le favole e le ballate popolari? quelle casse di risonanza di Norvegia , Inghilterra o Germania giacciono proprio in quell abisso che chiamiamo Medioevo, dove nuotano molti pesci anche se non siamo in grado di vederli. Snorri fu un uomo del Medioevo , come lo furono re Olaf I , detto il Santo, e Carlo Magno, per non parlare dei Nibelunghi, re Artù, Biancaneve o i troll della foresta di Heddal, oltre a una folta schiera di splendidi principi e maestosi re, coraggiosi cavalieri , draghi e leggiadre donzelle , anonimi vetrai e geniali costruttori d'organo e monaci.


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#9 Nehelamite

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Inviato 01 dicembre 2018 - 07:36

Che cosa sarebbe stata l' Europa senza Medioevo ? una provincia romana? ci sarebbero state le favole e le ballate popolari? quelle casse di risonanza di Norvegia , Inghilterra o Germania giacciono proprio in quell abisso che chiamiamo Medioevo, dove nuotano molti pesci anche se non siamo in grado di vederli. Snorri fu un uomo del Medioevo , come lo furono re Olaf I , detto il Santo, e Carlo Magno, per non parlare dei Nibelunghi, re Artù, Biancaneve o i troll della foresta di Heddal, oltre a una folta schiera di splendidi principi e maestosi re, coraggiosi cavalieri , draghi e leggiadre donzelle , anonimi vetrai e geniali costruttori d'organo e monaci.

 

 

Non che i romani non avessero fabule, o ballate, o non ci fosse tutta una base di folklore popolare nelle province romane; si sarebbe evoluta unita, forse, si sarebbe evoluta civile e ordinata, senza passi indietro e senza la necessità di inventarsi favole, cristiane o pagane che fossero, per affrontare una realtà che, salvo pochi uomini e romantici (notare il termine: romantico) re e cavalieri, era fondamentalmente una realtà di assoluta miseria esistenziale.


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#10 Sween

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Inviato 01 dicembre 2018 - 07:47

mi sembra pura utopia visto come sono andate le cose, il mondo è più che mai in disordine e la violenza dei "nuovi re" dilaga anche nella cosidetta era moderna. Il fatto è che  umanesimo non vuol dire il perfezionamento dell uomo.


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#11 Nehelamite

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Inviato 01 dicembre 2018 - 07:56

Meglio i nuovi re che i vecchi, se tanto mi dà tanto: oggi, per esempio, un nobile non può più passarti con la spada per strada soltanto perché l'hai guardato storto.


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#12 Sween

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Inviato 01 dicembre 2018 - 08:31

ci sono altri modi per uccidere un uomo anche se non lo si uccide di fatto. Un esempio per tutti ...nikola Tesla


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#13 Nehelamite

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Inviato 01 dicembre 2018 - 09:19

ci sono altri modi per uccidere un uomo anche se non lo si uccide di fatto. Un esempio per tutti ...nikola Tesla

 

 

Bah, credo che tu stia buttando nel calderone un po' troppe cose.


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#14 Yanez

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Inviato 02 dicembre 2018 - 03:33

Che cosa sarebbe stata l' Europa senza Medioevo ? una provincia romana? ci sarebbero state le favole e le ballate popolari? quelle casse di risonanza di Norvegia , Inghilterra o Germania giacciono proprio in quell abisso che chiamiamo Medioevo, dove nuotano molti pesci anche se non siamo in grado di vederli. Snorri fu un uomo del Medioevo , come lo furono re Olaf I , detto il Santo, e Carlo Magno, per non parlare dei Nibelunghi, re Artù, Biancaneve o i troll della foresta di Heddal, oltre a una folta schiera di splendidi principi e maestosi re, coraggiosi cavalieri , draghi e leggiadre donzelle , anonimi vetrai e geniali costruttori d'organo e monaci.

 

Lasciamo stare le favole, gli elfi e la fantasy medievaleggiante, le donne, i cavalier, l'arme e gli amori, che appartengono alla sfera dell'anima, ossia alla poetica del "barbaro sognante" celtico e germanico.

La tesi di Nehe ripropone un equivoco strettamente politico e intellettuale di stampo razionalistico.

 

Il M. è l'epoca in cui sorgono le università, sulla scia delle scholae: ossia le sedi ufficiali della Conoscenza - Bologna, Padova, Oxford, Cambridge, Sorbona, Salamanca, etc., tutte subito dopo l'anno Mille.

 

Si usa poi identificare il M. con i suoi anni immediatamente successivi al disfacimento dell'Impero d'Occidente, e con i primi regni  gotici, vandalici e longobardi, trascurando che già con Carlo Magno si torna a una visione - e una realtà politica - di notevole livello storico e intellettuale, che si perfezionerà splendidamnte nei secoli delle lingue romanze e dell'arte gotica e romanica.

Nell'oriente mediterraneo, l'impero bizantino e la civiltà araba continuarono e mantennero il livello civile e culturale che quelle stesse regioni avevano avuto come province romane.

 

In una prospettiva storica d'insieme, si può raffigurare il Medievo come una fase di forte civilizzazione - su base romana - di tutto il continente europeo, paragonabile alla civilizzazione dell'intera circonferenza mediterranea avvenuta mille anni prima, su base greco- fenicia.

Non dimentichiamo che Roma, fino alle guerre in cui cancellò Cartagine, era (ed era considerata in Grecia) allo stesso livello di un regno barbarico.

 

Ma, accanto a questo equivoco, diciamo così, "politico-estetico", c'è quello ancora più diffuso e più grave di tipo filosofico e intellettuale.

Basta ricordare alcuni nomi: Giovanni Scoto, Anselmo, Pietro Abelardo, Bernardo Chiaravalle, Alberto Magno, Duns Scoto, Tommaso d'Aquino, Ruggero Bacone.

Si usa identificare l'intellettualità medievale e la Scolastica con l'irrazionalismo e il fideismo, ma è vero l'opposto.

Continuarono, questo sì, le credenze popolari nella magia e certe forme di superstizione, che per altro erano diffusissime già nel mondo classico.

Ma gli scolastici erano impegnati proprio nello studio della "ragione" e della razionalità, e oggi - oggi più che mai - possiamo dire impegnati nello studio della "mente" e della logica, così come lo erano stati i greci e prima di loro i fondatori dei miti simbolici confluiti nelle religioni storiche.

 

Non è un caso che una delle frasi più celebri, per cui si ricorda Bacone - arriveremo a costruire macchine alate, capaci di sollevarsi nell'aria come gli uccelli - richiama figure tipicamnte razionalistiche, legate alla dimensione scientifica e positivista, come Benjamin Franklin e Jules Verne, l'uno scienziato visionario, l'altro visionario romanziere, che ricordiamo oggi l'uno solo come scienziato, l'altro solo come romanziere. Delle intuizioni medievali, invece, per lungo tempo si è preferito ricordare solo il fascino visionario, derubricandolo nell'irrazionale.


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#15 Nehelamite

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Inviato 02 dicembre 2018 - 01:58

Ti sfugge che Bacone opera nel XVI secolo, non è già più medioevo, né è identificabile con la scolastica, che sì, si può accostare abbastanza bene al periodo della filosofia come riproposizione di vecchi sistemi e di subordinazione del razionale alla dimensione fideistica: era questo il tipo di "sapere" caratteristico dell'epoca medievale.

Per il resto, non è affatto un equivoco: le università nulla vieta che sarebbero nate, e magari assai prima dell'anno mille, anche con la civilizzazione romana.

L'Alto Medioevo, cioè quello che va fino a prima dell'anno mille, di novità positive dopo la dissoluzione dell'Impero d'Occidente ne mostra ben poche; citi Carlo Magno, ma il Sacro Romano Impero è poco più di un regno barbarico, non ha nulla a che vedere con la complessità burocratica, amministrativa, e con la vivacità culturale dei secoli di dominazione romana: a livello economico, a stento avevano disponibilità di moneta d'oro, che veniva importata negli scambi con Bisanzio ed è praticamente scomparsa dall'Europa continentale fino al periodo della consolidazione degli stati nazionali: ricordiamo poi che l'impero di Carlo Magno sancì l'inizio del sistema feudale, e quindi di tutta la spazzatura politica e sociale connessa, apparati di cui l'Europa ha faticato per secoli a liberarsi... 

Il Basso Medioevo, invece. XI, qualche università: principalmente di diritto e teologia, quindi capirai. Poi, Crociate, fra XI e XIII secolo, oscurantismo religioso, persecuzione degli eretici... 

 

Certo, se vai a guardare a Bisanzio e agli Arabi è un conto, ma io sto parlando dell'Europa occidentale, i territori dell'Impero Romano d'Occidente :dunno:


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#16 Yanez

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Inviato 03 dicembre 2018 - 06:07

Bacone è un continuatore, limitrofo nel tempo, di un filone di pensiero.

 

Comunque, rimaniamo pure nella concezione riduttiva e localistica tradizionale del Medioevo: ci siamo abituati.

E tu continua a fare la storia usando il concetto di "spazzatura".


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#17 Furor

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Inviato 03 dicembre 2018 - 08:01

Solo tu...e il mondo, per una volta l'essersi misurati con se stessi ..per una volta almeno nella vita l'essere nella condiziione umana più antica. Soli davanti alla pietra cieca e sorda..senza altri aiuti che non le propie mani e la propia testa...ecco..cos'è l'umanesimo.


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#18 Nehelamite

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Inviato 03 dicembre 2018 - 01:56

Bacone è un continuatore, limitrofo nel tempo, di un filone di pensiero.

 

Comunque, rimaniamo pure nella concezione riduttiva e localistica tradizionale del Medioevo: ci siamo abituati.

E tu continua a fare la storia usando il concetto di "spazzatura".

 

 

Per me la storia serve a indicare cosa è giusto ripetere e cosa è doveroso evitare, senza mezzi termini e senza inutili quanto ipocrite posture avalutative; come si può essere neutrali di fronte alla narrazione degli struggimenti di umane genti? Non si può, e secondo me, non si deve - la "scusa" della contestualizzazione è appunto una scusa, che ci solleva dall'onere di esprimere un giudizio, da quello ch'è un preciso dovere dei contemporanei.


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#19 Sween

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Inviato 03 dicembre 2018 - 07:08

Bacone è un continuatore, limitrofo nel tempo, di un filone di pensiero.

"sapere è potere" , disse il filosofo Francesco Bacone, affermando così, per la prima volta , l'utilità pratica della conoscenza. Da quel momento in poi gli uomini incominciarono davvero a intervenire sulla natura e a dominarla. Ho già accennato ai fili del bene e del male che si itrecciano in tutto l'operare umano. La rivoluzione tecnica che iniziò nel Rinascimento portò ai filatoi e alla disoccupazione, alle medicine e a nuove malattie, alla razionalizzazione dell agricoltura e all impoverimento delle risorse naturali, a nuove apparecchiature come la lavatrice e il frigorifero, ma anche all inquinamento e al problema dei rifiuti. A causa dei grandi pericoli che corre oggi l'ambiente , molti considerano la rivoluzione tecnologica una dannosa deviazione dai limiti imposti dalla natura; Gli uomini hanno messo in moto un processo che non sono più in grado di controllare. Secondo una visione più ottimistica, invece, siamo ancora agli inizi dello sviluppo tecnologico e, a poco a poco, gli uomini impareranno a dominare la natura senza distruggerla.


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#20 Yanez

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Inviato 03 dicembre 2018 - 10:41

Per me la storia serve a indicare cosa è giusto ripetere e cosa è doveroso evitare, senza mezzi termini e senza inutili quanto ipocrite posture avalutative; come si può essere neutrali di fronte alla narrazione degli struggimenti di umane genti? Non si può, e secondo me, non si deve - la "scusa" della contestualizzazione è appunto una scusa, che ci solleva dall'onere di esprimere un giudizio, da quello ch'è un preciso dovere dei contemporanei.

 

La storia serve a raccontare e conoscere, cioè avere coscienza del proprio passato e di tutto ciò che del passato rimane nel presesnte.

Ogni trasformazione implica un abbandono, ciò che è stato abbandonato non è stato inutile, semmai bisogna vederlo come necessario.


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