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Vi siete Risvegliati?


  • Per cortesia connettiti per rispondere
55 risposte a questa discussione

#41 malia

malia

    malia

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Inviato 30 novembre 2018 - 08:37


Posso chiederti qual'è il tuo caso Malia?

 

Nessuno dei due :arg:. Mi limito a leggere qua e là le esperienze di altre persone.


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#42 Frèyja

Frèyja

    .L.

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Inviato 30 novembre 2018 - 01:19

capisco il tuo punto di vista,
e può darsi che qualcuno prima contatti qualcosa di "superiore", uno stato di pace, e poi soffra perchè sente i propri limiti.
 
Ma non è biograficamente il mio caso (e penso lo sia davvero  di pochi. tutte le persone con cui ho avuto modo di parlare mi hanno sempre parlato di problemi molto terra terra che li hanno portati alla ricerca): ho avuto un'adolescenza molto dolorosa a causa principalmente di problemi familiari, dove non c'era il minimo sentore di stati superiori... ma solo sofferenza.
Gli stati "altri" mi sono arrivati dopo (e allora soffrivo ancora di piu, paragonando la sofferenza in cui vivevo alla libertà provata)
 
Probabilmente qui si situa anche un possibile grosso spartiacque: tra coloro che non arriveranno al fondo della ricerca, in quanto il motore iniziale è stata la sofferenza, e una volta eliminata o riappacificata questa si calmano, mettendo da parte la ricerca, e coloro che invece ci arriveranno in quanti animati fin dall'inizio da un vero e proprio moto d'amore verso l'alterità.
 
Questo ovviamente non implica che gli spinti dalla sofferenza, come me, non trasformino quell'impulso in vero e proprio amore di ricerca, fine non a lenire la sofferenza ma fine alla ricerca stessa
 
 
Posso chiederti qual'è il tuo caso Malia?


Non credo che i due punti di vista si debbano escludere a vicenda.
La sofferenza non è legata solo a problemi materiali e relazionali ad esempio. Dimostrazione è il fatto che gli stati depressivi/ansiosi insorgono anche in persone che apparentemente hanno una vita "comoda", a volte perfino di lusso. E una vita affettiva tutto sommato decente.
In questi casi l'azione dello spirito è più evidente, se si vuole vederla così.
Non dimentichiamo che uno dei più grandi illuminati, Siddharta gautama, era un principe. La sua vita gli stava comunque molto stretta.

Ma l'azione karmica è osservabile anche in situazioni di disagio concreto e motivato, avvenimenti mirati che a volte spingono verso la strada dello spirito, a volte, almeno in apparenza, no.

Non credo si possa delineare un confine netto, e non credo neanche che esista qualcuno esente per tutta la vita dal dolore. Tradimenti, malattia, morte, rabbia, generico disagio, sono questioni che possono riguardare in una certa misura tutti gli umani.
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#43 LUMA

LUMA

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Inviato 30 novembre 2018 - 04:39

Trovo difficile risvegliarmi tutte le mattine e accorgermi di continuare a dormire....

 

Se ti va... puoi spiegare meglio?



#44 LUMA

LUMA

    Utente Junior Plus

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Inviato 30 novembre 2018 - 05:41

partiamo comunque da un fatto semplice: la gente, io penso davvero tutti, si rivolge verso il mondo spirituale per un solo motivo: la sofferenza, come insegna bene il Buddha.

è solo la sofferenza che ci spinge nel cammino. Il Buddha diceva sofferenza e paura per la vecchiaia, morte e malattia. A cui oggi noi possiamo aggiungere anche la semplice e pura sofferenza del vivere.

 

Quindi, ancora una volta, il primo passo è dettato dall'ombra (o come la si vuol chiamare), da quella voce interiore rappressa, che piange, e che desidera un cambiamento.

 

La sofferenza è tutto,

 

e un maestro che si professa tale, secondo me, deve partire, giacere e rimanere su di essa.

 

Sviscerare il moto iniziale che ha fatto muovere quella persona, scuotendola dalla sua routine quotidiana.

 

Non c'è bisogno di mettere in mezzo e di riempire la testa delle persone con confetti di amore, luce, sè e via dicendo.

 

 

Il mio approccio/cammino del momento, devo dire la verità, è certamente influenzato da Krishamurti: infatti la risposta, per quanto banale, che lui una volta pose ad una donna che si recò da lui è incisa in me: noi cerchiamo (satori, illuminazioni improvvise o definitive, samadhi, stati altri di coscienza..., ma anche, per venire al mondo materiale, soldi, case...) semplicemente perchè soffriamo.

Se non soffrissimo l'urgenza di cercare cesserebbe del tutto

 

Oh... ecco che sento parlare di qualcuno che considero veramente Maestro... il Buddha :approved: ... forse "IL" Maestro... visto che insegnava a uomini e Dei :king: ...

Per lui la sofferenza era più diffusa di quel che si crede... infatti anche uno che ci ha il parco di Ferrari... prima o poi deve far i conti con la Realtà!  :discarica:  ...quella che non si accontenta del soldo... ma vuole Qualità Verace!

 

In ogni caso la sofferenza è ben spiegata nella base del suo insegnamento: Le Quattro Nobili Verità

 

Metto un link base base... ma per chi vuole approfondire in internet si trova tutto...

 

https://www.piandeic...ili-verita.html

 

 

Molto interessante... soprattutto in tempi di Kali Yuga... :sado:

 

kaliyuga.jpg?w=630


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#45 polo

polo

    Utente Junior

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Inviato 01 dicembre 2018 - 11:44

Oh... ecco che sento parlare di qualcuno che considero veramente Maestro... il Buddha :approved: ... forse "IL" Maestro... visto che insegnava a uomini e Dei :king: ...

Per lui la sofferenza era più diffusa di quel che si crede... infatti anche uno che ci ha il parco di Ferrari... prima o poi deve far i conti con la Realtà!  :discarica:  ...quella che non si accontenta del soldo... ma vuole Qualità Verace!

 

In ogni caso la sofferenza è ben spiegata nella base del suo insegnamento: Le Quattro Nobili Verità

 

Metto un link base base... ma per chi vuole approfondire in internet si trova tutto...

 

https://www.piandeic...ili-verita.html

 

 

Molto interessante... soprattutto in tempi di Kali Yuga... :sado:

 

kaliyuga.jpg?w=630

 

 

Sai Luma pensandoci in questo periodo mi potrei proprio definire "buddhista", riferendomi alla radice dell'insegnamento di siddharta: le quattro nobili verità.

Esse infatti si racchiudono così: la vita è sofferenza, e c'è un modo per porre fine a questa sofferenza.

Punto.

 

Che io sappia infatti, ma non sono un esperto dei sermoni del buddha, il buddha non ha mai posto enfasi sugli stati paradisiaci e di samadhi (moda invece del momento), ma è rimasto proprio dove anche io nel post di prima dicevo bisognerebbe rimanere: sulla sofferenza, su quell'impulso di dolore che ha messo in moto la ricerca.


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#46 Cthulhu

Cthulhu

    Utente Senior Plus

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Inviato 01 dicembre 2018 - 12:39

 

Che io sappia infatti, ma non sono un esperto dei sermoni del buddha, il buddha non ha mai posto enfasi sugli stati paradisiaci e di samadhi (moda invece del momento), ma è rimasto proprio dove anche io nel post di prima dicevo bisognerebbe rimanere: sulla sofferenza, su quell'impulso di dolore che ha messo in moto la ricerca.

Se posso, non è che il Budda non parlò di stati paradisiaci, dei, loka o stati dell'essere, il nirvana altro non è che la forma più elevata di samadhi. Lui parlò diffusamente di questo e anche delle "mete precedenti", in pratica i samadhi precedenti e quelli che chiami paradisi, nel canone pali  la cosa è spesso anche molto dettagliata.

Il punto però è che il Budda parlava dell'essenziale vale proprio quanto detto per Maharshi o Lao Tzu sulla "via senza sostegno", non si mette a parlare degli stati astrali, di possessioni e similari, ma della meta finale, il nirvana con tanto di unica e vera fine della sofferenza, o almeno le scuole coi secoli si sono soffermate su questo, degli altri insegnamenti resta qualche fonte scritta e poco più.

Ad ogni modo lui stesso insisteva sul fatto che gli stati paradisiaci anche quelli più elevati non sono la vera libertà, solo il nirvana lo è, tanto è vero che gli stessi dei (deva) venivano si dice per ascoltare i suoi insegnamenti e conseguire la realizzazione finale, il nirvana.

La soluzione è la stessa proposta dagli altri, lui pone l'accento sulla sofferenza e questo attira più certi ricercatori e meno altri, ma il punto è la stesso.

Tra l'altro non è che propone una soluzione da poco per porre fine alla sofferenza: uscire dal samsara, come si esce dal samsara? Si può farlo gradualmente o con la via diretta-senza sostegno, lui come altri opta per questa seconda.

Alla fine il punto è sempre lo stesso e i vari maestri-percorsi (quelli autentici ovvio) sono solo angolazioni differenti, strade diverse per raggiungere la stessa montagna.


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6588708.jpgCiò che non si vede non significa necessariamente che non esista, anche l’aria per esempio, non si può vedere, ma non per questo bisogna smettere di respirare.
 
 
leftquote.pngL'anima non è di oggi; essa conta milioni di anni. Ma la coscienza individuale è solo il fiore e il frutto di una stagione.rightquote.png  - Carl Gustav Jung
 
 

D: in che cosa il sogno differisce dallo stato di veglia?
M: nel sogno si prendono corpi differenti, che rientrano nel corpo fisico quando si sognano le percezioni dei sensi.
Dialoghi con Sri Ramana Maharshi vol. 2

 

La mente è un buon servitore, ma è un padrone crudele”  cit. Blavatsky

 

“Quando l'ultimo albero sarà abbattuto, l'ultimo pesce mangiato, e l'ultimo flusso d'acqua contaminato, vi renderete conto che non potete mangiare il denaro”


#47 polo

polo

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Inviato 01 dicembre 2018 - 12:55

Se posso, non è che il Budda non parlò di stati paradisiaci, dei, loka o stati dell'essere, il nirvana altro non è che la forma più elevata di samadhi. Lui parlò diffusamente di questo e anche delle "mete precedenti", in pratica i samadhi precedenti e quelli che chiami paradisi, nel canone pali  la cosa è spesso anche molto dettagliata.

Il punto però è che il Budda parlava dell'essenziale vale proprio quanto detto per Maharshi o Lao Tzu sulla "via senza sostegno", non si mette a parlare degli stati astrali, di possessioni e similari, ma della meta finale, il nirvana con tanto di unica e vera fine della sofferenza, o almeno le scuole coi secoli si sono soffermate su questo, degli altri insegnamenti resta qualche fonte scritta e poco più.

Ad ogni modo lui stesso insisteva sul fatto che gli stati paradisiaci anche quelli più elevati non sono la vera libertà, solo il nirvana lo è, tanto è vero che gli stessi dei (deva) venivano si dice per ascoltare i suoi insegnamenti e conseguire la realizzazione finale, il nirvana.

La soluzione è la stessa proposta dagli altri, lui pone l'accento sulla sofferenza e questo attira più certi ricercatori e meno altri, ma il punto è la stesso.

Tra l'altro non è che propone una soluzione da poco per porre fine alla sofferenza: uscire dal samsara, come si esce dal samsara? Si può farlo gradualmente o con la via diretta-senza sostegno, lui come altri opta per questa seconda.

Alla fine il punto è sempre lo stesso e i vari maestri-percorsi (quelli autentici ovvio) sono solo angolazioni differenti, strade diverse per raggiungere la stessa montagna.

 

allora non sono piu neanche buddhista  :icon_biggrin:

 

comunque la mia come si è già capito prima è piu una critica alla commercializzazione spirituale e alla moda dei guru orientali: copertine di libri con fiori e oro, tecniche per illuminarsi istantaneamente eccetera...

In questo senso intendevo che il buddha non ha mai posto enfasi su questi stati: che ne abbia parlato certamente, ma ritengo ne abbia parlato nel modo giusto, sobriamente. O almeno è il modo con cui secondo me dovrebbe parlarne un vero maestro.

Un po' come ne parlava Krishnamurti



#48 polo

polo

    Utente Junior

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Inviato 01 dicembre 2018 - 01:35

Se posso, non è che il Budda non parlò di stati paradisiaci, dei, loka o stati dell'essere, il nirvana altro non è che la forma più elevata di samadhi. Lui parlò diffusamente di questo e anche delle "mete precedenti", in pratica i samadhi precedenti e quelli che chiami paradisi, nel canone pali  la cosa è spesso anche molto dettagliata.

Il punto però è che il Budda parlava dell'essenziale vale proprio quanto detto per Maharshi o Lao Tzu sulla "via senza sostegno", non si mette a parlare degli stati astrali, di possessioni e similari, ma della meta finale, il nirvana con tanto di unica e vera fine della sofferenza, o almeno le scuole coi secoli si sono soffermate su questo, degli altri insegnamenti resta qualche fonte scritta e poco più.

Ad ogni modo lui stesso insisteva sul fatto che gli stati paradisiaci anche quelli più elevati non sono la vera libertà, solo il nirvana lo è, tanto è vero che gli stessi dei (deva) venivano si dice per ascoltare i suoi insegnamenti e conseguire la realizzazione finale, il nirvana.

La soluzione è la stessa proposta dagli altri, lui pone l'accento sulla sofferenza e questo attira più certi ricercatori e meno altri, ma il punto è la stesso.

Tra l'altro non è che propone una soluzione da poco per porre fine alla sofferenza: uscire dal samsara, come si esce dal samsara? Si può farlo gradualmente o con la via diretta-senza sostegno, lui come altri opta per questa seconda.

Alla fine il punto è sempre lo stesso e i vari maestri-percorsi (quelli autentici ovvio) sono solo angolazioni differenti, strade diverse per raggiungere la stessa montagna.

 

aggiungo:

 

tutte le strade portano alla montagna è ciò che ripetono sempre i guru in questi ultimi anni.

 

Teoricamente potrebbe anche essere vero,

 

ma in pratica:

non conta solo la cima della montagna, ma anche il sentiero, il modo cioè con cui arrivi a questa ipotetica cima (se davvero esiste).                                                                                            E qui ri-cito Tolle, della cui "Illuminazione" semplice, come l'ho chiamata io, ho già parlato.

 

Non si può infatti semplicisticamente supporre che tutti i sentieri che conducano all'Everest, sebbene tutti portino alla cima, siano uguali, e non producano differenti reazioni e richiedano differenti azioni nello scalatore:

 

un sentiero può puntare dritto alla cima, come quello di Ramana o Mooji, escludendo tutto il resto, tagliando via una parte sostanziale della propria vita. Non si può semplicemente prendere la tecnica dell'io sono, senza considerare il fatto che il sentiero di Ramana ha implicato per lui l'abbandono della società e il suo rifugiarsi in una grotta per tutta la vita;

 

un altro sentiero può andare un po' a zig-zag, prevede soste e bivacchi;

 

un altro ancora prevede, prima ancora di intraprendere il cammino, o durante il tragitto, la discesa nella grotta infera;

 

e così via, con altri sentieri.

 

 

Magari il punto è sempre lo stesso come dici te, ma a seconda del cammino preso, quando arriverai su questa ipotetica cima, sarai una persona completamente diversa, rispondente al cammino compiuto. E chi sarà il maestro piu completo, come diceva anche Luma, quello, non sopra la media, ma che conosce per filo e per segno l'intero cammino?

 

Lo stesso Osho, che ai tempi seguivo, ne parlò una volta, ironizzando su quelle persone illuminate che sebbene illuminate erano rimaste secondo lui delle persone assolutamente banali e semplici.



#49 Cthulhu

Cthulhu

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Inviato 01 dicembre 2018 - 04:41

Credo che nel tuo ragionamento ci sia un errore di base e su questo tutti i guru sarebbero d'accordo, la meta è la stessa e la persona non sarà "diversa" in base al suo sentiero individuale perchè la sua individualità sarà trascesa, quindi sono solo i sentieri a essere diversi e non la meta,un rentegrato-liberato-illuminato è lo stesso qualunque sia il percorso o lo strumento usato.
Si potrebbe dibattere sulla natura dell'illuminato ma sarebbe inutile, diciamo che un buon esempio usato dagli illuminati stessi è essere tutti raggi di un unico sole o gocce di acqua che tornano all'aceano.
Su Tolle non ti rispondo perchè non lo conosco e non posso giudicarlo, Osho lo conosco e probabilmente ha ragione ma non vedo il problema, non tutti devono diventare maestri!
La scelta della propria via è importante per se stessi è ovvio ma va fatta solo in base a considerazioni individuali, alla propria natura, quel che non è un buon approccio per te può esserlo per me e viceversa è questo che voglio dire.

6588708.jpgCiò che non si vede non significa necessariamente che non esista, anche l’aria per esempio, non si può vedere, ma non per questo bisogna smettere di respirare.
 
 
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D: in che cosa il sogno differisce dallo stato di veglia?
M: nel sogno si prendono corpi differenti, che rientrano nel corpo fisico quando si sognano le percezioni dei sensi.
Dialoghi con Sri Ramana Maharshi vol. 2

 

La mente è un buon servitore, ma è un padrone crudele”  cit. Blavatsky

 

“Quando l'ultimo albero sarà abbattuto, l'ultimo pesce mangiato, e l'ultimo flusso d'acqua contaminato, vi renderete conto che non potete mangiare il denaro”


#50 Cthulhu

Cthulhu

    Utente Senior Plus

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Inviato 01 dicembre 2018 - 04:42

Credo che nel tuo ragionamento ci sia un errore di base e su questo tutti i guru sarebbero d'accordo, la meta è la stessa e la persona non sarà "diversa" in base al suo sentiero individuale perchè la sua individualità sarà trascesa, quindi sono solo i sentieri a essere diversi e non la meta,un rentegrato-liberato-illuminato è lo stesso qualunque sia il percorso o lo strumento usato.
Si potrebbe dibattere sulla natura dell'illuminato ma sarebbe inutile, diciamo che un buon esempio usato dagli illuminati stessi è essere tutti raggi di un unico sole o gocce di acqua che tornano all'aceano.
Su Tolle non ti rispondo perchè non lo conosco e non posso giudicarlo, Osho lo conosco e probabilmente ha ragione ma non vedo il problema, non tutti devono diventare maestri!
La scelta della propria via è importante per se stessi è ovvio ma va fatta solo in base a considerazioni individuali, alla propria natura, quel che non è un buon approccio per te può esserlo per me e viceversa è questo che voglio dire.

6588708.jpgCiò che non si vede non significa necessariamente che non esista, anche l’aria per esempio, non si può vedere, ma non per questo bisogna smettere di respirare.
 
 
leftquote.pngL'anima non è di oggi; essa conta milioni di anni. Ma la coscienza individuale è solo il fiore e il frutto di una stagione.rightquote.png  - Carl Gustav Jung
 
 

D: in che cosa il sogno differisce dallo stato di veglia?
M: nel sogno si prendono corpi differenti, che rientrano nel corpo fisico quando si sognano le percezioni dei sensi.
Dialoghi con Sri Ramana Maharshi vol. 2

 

La mente è un buon servitore, ma è un padrone crudele”  cit. Blavatsky

 

“Quando l'ultimo albero sarà abbattuto, l'ultimo pesce mangiato, e l'ultimo flusso d'acqua contaminato, vi renderete conto che non potete mangiare il denaro”


#51 polo

polo

    Utente Junior

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Inviato 01 dicembre 2018 - 06:24

Credo che nel tuo ragionamento ci sia un errore di base e su questo tutti i guru sarebbero d'accordo, la meta è la stessa e la persona non sarà "diversa" in base al suo sentiero individuale perchè la sua individualità sarà trascesa, quindi sono solo i sentieri a essere diversi e non la meta,un rentegrato-liberato-illuminato è lo stesso qualunque sia il percorso o lo strumento usato.
Si potrebbe dibattere sulla natura dell'illuminato ma sarebbe inutile, diciamo che un buon esempio usato dagli illuminati stessi è essere tutti raggi di un unico sole o gocce di acqua che tornano all'aceano.
Su Tolle non ti rispondo perchè non lo conosco e non posso giudicarlo, Osho lo conosco e probabilmente ha ragione ma non vedo il problema, non tutti devono diventare maestri!
La scelta della propria via è importante per se stessi è ovvio ma va fatta solo in base a considerazioni individuali, alla propria natura, quel che non è un buon approccio per te può esserlo per me e viceversa è questo che voglio dire.

 

non voglio essere pignolo, ma dato che parliamo apertamente ti dico la verità  :icon_biggrin:

 

se nel mio ragionamento c'è un errore di base, nel tuo c'è un'assunzione di base.

 

io non parlo in base a ipotesi, ma in base a dove sono: dire che l'individualità sarà trascesa, come ripetono sempre, è un'idea per te, letta e ascoltata dai "guru".                                                Correggimi se sbaglio, se invece cioè hai trasceso la tua individualità, e parli per esperienza.

 

Perchè io ho grossi dubbi su qualsiasi idea preconfetta trasmessa da qualsivoglia guru o persona, e quella della trascendenza completa dell'io, la sua distruzione totale, disintegrazione e via, è probabilmente l'idea/meta ultima a cui si aggrappa chi intraprende il percorso spirituale; arrivare cioè alla dissoluzione della propria persona.

 

 

Ps e con questo non voglio dire che l'ego sia per forza indistruttibile, che rimarrà per sempre con noi uguale a se stesso, anche nell'illuminato.

Ma piu semplicemente, e forse realisticamente, che l'ego, come tutto il resto d'altronde, si trasforma, perde consistenza e forza, si, forse, anche nell'ipotetico illuminato.

Questo lo so per esperienza, mano sul fuoco ;) (non lo so per l'illuminato)



#52 Cthulhu

Cthulhu

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Inviato 01 dicembre 2018 - 11:11

Ovviamente non parlo per esperienza diretta di realizzazione finale non essendo realizzato, ma in base a quanto detto da maestri e tradizioni, tu mi dirai che è inutile e in un certo senso hai ragione. Scusami una cosa però, tu seguiresti una via indicata da un maestro senza credere nella destinazione? Mi spiego, se inizio un cammino spererò di arrivare a destinazione, proseguendo alcune esperienze di cui le scuole parlano le riconoscerò, andrò avanti con più slancio e quantomeno avrò un possibile buon motivo per credere ancor più nella destinazione. Se ricercando trovo che quanto i maestri dicono è vero ho un buon motivo per credere che anche il finale che descrivono sia autentico.
Parlando di me però una cosa posso dirla, in base a quanto credo di aver capito "studiando" e praticando e anche da quella forte esperienza iniziale di cui parlavo direi che è come dicono, l'ego, la personalità e ciò che possiamo definire individuale e che quindi può contraddistinguerci-separarci dall'altro è trasceso, subentra una presenza che potrei definire quasi impersonale o meglio scopra quella che definiamo personalità... Non è semplice da spiegare ma credo che se quello stato diventa permanente davvero ciò che eri prima conta ben poco.

6588708.jpgCiò che non si vede non significa necessariamente che non esista, anche l’aria per esempio, non si può vedere, ma non per questo bisogna smettere di respirare.
 
 
leftquote.pngL'anima non è di oggi; essa conta milioni di anni. Ma la coscienza individuale è solo il fiore e il frutto di una stagione.rightquote.png  - Carl Gustav Jung
 
 

D: in che cosa il sogno differisce dallo stato di veglia?
M: nel sogno si prendono corpi differenti, che rientrano nel corpo fisico quando si sognano le percezioni dei sensi.
Dialoghi con Sri Ramana Maharshi vol. 2

 

La mente è un buon servitore, ma è un padrone crudele”  cit. Blavatsky

 

“Quando l'ultimo albero sarà abbattuto, l'ultimo pesce mangiato, e l'ultimo flusso d'acqua contaminato, vi renderete conto che non potete mangiare il denaro”


#53 Shory

Shory

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Inviato 06 dicembre 2018 - 12:13

questa cosa dell'illuminazione mi e'secondo me un trucco solo per vendere libri


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#54 LUMA

LUMA

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Inviato 08 dicembre 2018 - 07:30

questa cosa dell'illuminazione mi e'secondo me un trucco solo per vendere libri

 

Tutt'altro... è qualcosa che ti eleva...

 

cca63eb2-s.jpg

 

e rilassa....

 

cielo+sonriente2.jpg

 

...ovviamente se per "illuminazioni" ti riferisci al Risveglio :eagerness:



#55 goodlie

goodlie

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Inviato 08 dicembre 2018 - 11:14

questa cosa dell'illuminazione mi e'secondo me un trucco solo per vendere libri


vendere libri sin da quando non esisteva la carta
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#56 LUMA

LUMA

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Inviato 08 dicembre 2018 - 05:12

vendere libri sin da quando non esisteva la carta

 

:barbershop_quartet_ 






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