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Vi siete Risvegliati?


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55 risposte a questa discussione

#1 LUMA

LUMA

    Utente Junior Plus

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Inviato 13 novembre 2018 - 09:47

La mia domanda vuole essere una semplice curiosità... Vi siete mai "risvegliati" a stati superiori di coscienza?

 

Io credo che il percorso spirituale non porti ad uno singolo ma a più risvegli... ognuno dei quali lascia in noi una nuova consapevolezza.

Infatti non riusciamo più a sentirci quelli di prima... c'è una sorta di "crescita interiore" che non ci permette di seguire quelle che poco prima risultavano verità incrollabili.

 

Quali sono dunque i vostri risvegli e quali i "doni" che vi hanno portato?

 

 

:02.47-tranquillity:

 

 

 


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#2 tornado

tornado

    Josephine Williams 😂🙂🤣

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Inviato 13 novembre 2018 - 10:24

Il progresso spirituale è completamente interiorizzato, questo significa che non possiamo assolutamente accorgerci di nessun risveglio :nono:  Ed è assolutamente indiscriminato, quindi non abbiamo un metro di misura che ci possa fare capire quanto siamo andati in "alto" o in "avanti"

Possiamo ad esempio credere di avere smarrito la retta via, che ci stiamo perdendo, ma può darsi che siamo più evoluti spiritualmente rispetto alla maggior parte delle persone, che magari al contrario possiamo percepirle che stanno percorrendo la retta via e si stanno ritrovando.  Questo perché durante il progresso spirituale, veniamo messi di fronte a delle prove, e può darci l'impressione che la nostra anima sia disperata e che sta andando a finire all'inferno. Ma nonostante questo, il progresso spirituale avanza per tutti, anche per coloro che a noi sembrano malefici e cattivi, ma l'apparenza inganna, poiché ognuno di noi non può realmente esprimere un giudizio su una persona, per quanto orribile possa sembrare.

E' anche vero che può esserci pure il retrogresso spirituale, ma pure da questo lo spirito di ogni uomo cresce lo stesso, ossia impara la lezione riconoscendo gli errori, quindi lo si deve intendere come una bocciatura e quindi ripetere lo stesso anno scolastico, non ritornare all'asilo tanto per intenderci. Quindi per ultimo non ci può essere mai la perdizione senza fine, poiché lo Spirito per natura non può perdersi, sarebbe come dire che Dio si può perdere  :icon_eek: ma questo è impossibile


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#3 polo

polo

    Utente Junior

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Inviato 21 novembre 2018 - 05:32

non credo piu a nessuna favola dell'illuminazione da 2 anni circa


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#4 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

    Utente Senior Plus

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Inviato 22 novembre 2018 - 09:40

non credo piu a nessuna favola dell'illuminazione da 2 anni circa


Alcuni pensano che "risveglio" sia qualcosa che si fa. In realtà è qualcosa che non si fa... Non essere risvegliati significa fantasticare com'è la nostra vera natura. Essere risvegliati è vivere, la nostra vera natura. Quel pensiero di come "potrebbe" o "dovrebbe" essere la nostra vera natura è un ostacolo, ci impedisce di essere se stessi. Essere risvegliati vuol dire semplicemente Essere (se stessi). Quando uno pensa com'è, allora non è. Per essere, bisogna smettere di pensare. Essere risvegliati significa non aver bisogno di illusioni (pensare a qualcosa) per vivere quel qualcosa. Ognuno di noi nasce con un Codice Genetico (o "anima") incluse le potenzialità ben precise di quel DNA specifico, essere risvegliati vuol dire non immaginarlo differente da com'è, da chi o cosa siamo. Non è qualcosa che si aggiunge ma è qualcosa che si toglie. Occorre eliminare il pensiero che ci fa credere di essere diversi da come siamo, dalla nostra vera natura. Non bisogna tentare o cercare di essere diversi dagli altri ma essere se stessi, solo così sei diverso dagli altri (ogni DNA associato ad una coscienza è unico e irripetibile). Quando la gente cerca di essere diversa dalla maggioranza, allora è finta e diventa quella maggioranza (tutti uguali) che non vorrebbe mai essere. Infatti, essere risvegliati non è cercare di fare qualcosa per distinguerci nella società ma è esattamente il contrario, è non fare assolutamente niente - ed Essere. Se siamo in grado di Essere, senza fare nulla "per essere" vuol dire che siamo risvegliati; quella è la nostra vera natura. Ogni sforzo mentale nella direzione del "risveglio" inevitabilmente ci allontana dal risveglio. Per questo molti hanno rinunciato e si sono rassegnati. O sono già svegli e non lo sanno. Essere risvegliati è non avere credenze e sovrastrutture mentali le quali ci fanno pensare che la nostra natura sia quella che non è. La nostra vera natura non è credere né pensare né cambiare. Alcuni meditano in modo errato rafforzando il falso concetto che si sono costruiti sulla realtà e non potendo intravedere la vera realtà ovvero la nostra natura, ipotizzano che risvegliarsi sia impossibile. Succede perché si guarda nella direzione opposta in quanto più comoda, e ci si dimentica di girarci. Finché risvegliarsi viene considerato un problema, non ci si risveglia. Semmai il problema è pensare che bisogna pensare per poter essere se stessi.


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#5 LUMA

LUMA

    Utente Junior Plus

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Inviato 23 novembre 2018 - 10:27

non credo piu a nessuna favola dell'illuminazione da 2 anni circa

 

Cosa intendi? Cosa è successo due anni fa che ti ha fatto prendere questa decisione?


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#6 LUMA

LUMA

    Utente Junior Plus

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Inviato 23 novembre 2018 - 10:40

Alcuni pensano che "risveglio" sia qualcosa che si fa. In realtà è qualcosa che non si fa... Non essere risvegliati significa fantasticare com'è la nostra vera natura. Essere risvegliati è vivere, la nostra vera natura. Quel pensiero di come "potrebbe" o "dovrebbe" essere la nostra vera natura è un ostacolo, ci impedisce di essere se stessi. Essere risvegliati vuol dire semplicemente Essere (se stessi). Quando uno pensa com'è, allora non è. Per essere, bisogna smettere di pensare. Essere risvegliati significa non aver bisogno di illusioni (pensare a qualcosa) per vivere quel qualcosa. Ognuno di noi nasce con un Codice Genetico (o "anima") incluse le potenzialità ben precise di quel DNA specifico, essere risvegliati vuol dire non immaginarlo differente da com'è, da chi o cosa siamo. Non è qualcosa che si aggiunge ma è qualcosa che si toglie. Occorre eliminare il pensiero che ci fa credere di essere diversi da come siamo, dalla nostra vera natura. Non bisogna tentare o cercare di essere diversi dagli altri ma essere se stessi, solo così sei diverso dagli altri (ogni DNA associato ad una coscienza è unico e irripetibile). Quando la gente cerca di essere diversa dalla maggioranza, allora è finta e diventa quella maggioranza (tutti uguali) che non vorrebbe mai essere. Infatti, essere risvegliati non è cercare di fare qualcosa per distinguerci nella società ma è esattamente il contrario, è non fare assolutamente niente - ed Essere. Se siamo in grado di Essere, senza fare nulla "per essere" vuol dire che siamo risvegliati; quella è la nostra vera natura. Ogni sforzo mentale nella direzione del "risveglio" inevitabilmente ci allontana dal risveglio. Per questo molti hanno rinunciato e si sono rassegnati. O sono già svegli e non lo sanno. Essere risvegliati è non avere credenze e sovrastrutture mentali le quali ci fanno pensare che la nostra natura sia quella che non è. La nostra vera natura non è credere né pensare né cambiare. Alcuni meditano in modo errato rafforzando il falso concetto che si sono costruiti sulla realtà e non potendo intravedere la vera realtà ovvero la nostra natura, ipotizzano che risvegliarsi sia impossibile. Succede perché si guarda nella direzione opposta in quanto più comoda, e ci si dimentica di girarci. Finché risvegliarsi viene considerato un problema, non ci si risveglia. Semmai il problema è pensare che bisogna pensare per poter essere se stessi.

 

Su qualcosa potrei essere d'accordo... su qualcosa no... in ogni caso c'è dentro questo discorso una persona che ha fatto un percorso di ciò che io intendo come "risveglio"...

 

Parli del fatto che non ci debbano essere credenze o sovrestrutture... ma queste sono più ostiche di quel che si pensa e piano piano devono essere "smontate" e guardate... e poi andare giù verso l'Essere... mai mollare!

 

in ogni caso ...buona continuazione :eagerness:



#7 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 23 novembre 2018 - 11:18

 ci sono sicuramente aperture spirituali, momenti di alte realizzazioni, piccoli e grandi shock spirituali, disseminati un po' in tutto il percorso.
ma il risveglio spirituale esiste ed è uno soltanto, è uno spartiacque tra il prima e il dopo, è come se qualcuno avesse improvvisamente acceso tutte le luci della casa.

il risveglio spirituale ha questa caratteristica: risveglia una Presenza interna permanente. 
Il risveglio spirituale non è un punto di fine di un percorso spirituale, in molti casi è solo un trampolino d'inizio per il vero lavoro su sé stessi: le luci di casa sono tutte accese ora quindi si può vedere quanto disordine c'è in tutte le stanze e iniziare a darsi da fare per riordinarle..


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Noctes atque dies patet atri ianua Ditis: sed revocare gradum superasque ecadere ad auras, hoc opus, hic labor est.


 

 


#8 polo

polo

    Utente Junior

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Inviato 24 novembre 2018 - 02:56

Cosa intendi? Cosa è successo due anni fa che ti ha fatto prendere questa decisione?

 

mah, non è successo esattamente due anni fa...

direi che semplicemente un giorno ti accorgi che non stavi facendo altro che raccontarti l'ennesima favola, favola a cui ora non credi piu...

Questo giorno è ovviamente frutto di un lavoro su se stessi, il risultato di anni di ricerche... ricerche che non hanno portato a ciò che pensavi ti avrebbero portato.

 

Ora sono disilluso anche da questa ennesima illusione, e soprattutto sono disilluso quasi completamente nei confronti dei cosiddetti maestri, così come nei confronti di tutti quelli che pensano di aver raggiunto qualcosa


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#9 Frèyja

Frèyja

    .L.

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Inviato 24 novembre 2018 - 03:10

La mia domanda vuole essere una semplice curiosità... Vi siete mai "risvegliati" a stati superiori di coscienza?
 
Io credo che il percorso spirituale non porti ad uno singolo ma a più risvegli... ognuno dei quali lascia in noi una nuova consapevolezza.
Infatti non riusciamo più a sentirci quelli di prima... c'è una sorta di "crescita interiore" che non ci permette di seguire quelle che poco prima risultavano verità incrollabili.
 
Quali sono dunque i vostri risvegli e quali i "doni" che vi hanno portato?
 
 
:02.47-tranquillity:


Ciao, non credo che sia un bene entrare nel dettaglio pubblicamente.
Il risveglio è un fatto intimo e i doni ancora di più, se non ne viene espressamente richiesta una descrizione per un confronto concreto.
Concordo comunque, i risvegli sono tanti, si cresce continuamente, se si è su questa lunga e difficile strada. Si cambia letteralmente pelle, tanto da non riconoscersi più in ciò che eravamo poco tempo prima. Tutto dipende dal lavoro di distruzione/trasformazione dell'io, che mentre svanisce ci modifica completamente.
Ogni tappa ha la sua presa di coscienza. Difficile quindi inquadrare il risveglio in un momento preciso. Penso sia più facile farlo con la vera e propria realizzazione, ovvero il presunto momento in cui non esiste più alcun io, transitoria o permanente che sia.
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#10 LUMA

LUMA

    Utente Junior Plus

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Inviato 24 novembre 2018 - 03:56

mah, non è successo esattamente due anni fa...

direi che semplicemente un giorno ti accorgi che non stavi facendo altro che raccontarti l'ennesima favola, favola a cui ora non credi piu...

Questo giorno è ovviamente frutto di un lavoro su se stessi, il risultato di anni di ricerche... ricerche che non hanno portato a ciò che pensavi ti avrebbero portato.

 

Ora sono disilluso anche da questa ennesima illusione, e soprattutto sono disilluso quasi completamente nei confronti dei cosiddetti maestri, così come nei confronti di tutti quelli che pensano di aver raggiunto qualcosa

 

Beh... credo di capire ciò che intendi... forse perchè ho vissuto anch'io un periodo così... in quel periodo mi dicevo: "se non provo sulla mia pelle certe cose... non le credo più"... Poi ho avuto un'altro periodo in cui tali "certe cose" le provavo... ma sono dovuto andare ancora oltre per comprenderle meglio.

 

Se il tuo atteggiamento è di voler comprendere seriamente ogni cosa... allora sono d'accordo...

Tanti sguazzano nel brodo della New Age... perchè caldo e confortevole (Tutto amore e coccole :flu: )... Tanti condannano tutto e tutti... perchè così non serve prendersi alcuna responsabilità (tanto...è colpa degli altri :indecisiveness: ).

 

Comunque ti prego di riflettere su questo ... sei rimasto deluso...  Ok... ma eri sulla "strada giusta"? Non è stata forse la disillusione che ti ha aiutato a togliere quella favola a cui ti aggrappavi e che non era realmente Reale?

 

Ripeto ...per me i risvegli ci sono... e non sono sempre "rose e fiori"... anzi, se ci sono delle false aspettative, quelli te le stroncano :sculaccia: ... non di meno... se sei nella strada buia... possono essere luci di cortesia che illuminano il cammino...

 

Non è proprio così importante l'effetto materiale che hanno... l'importante è che tu...dopo... sei un po' più vicino al tuo vero Te stesso. :king:


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#11 LUMA

LUMA

    Utente Junior Plus

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Inviato 24 novembre 2018 - 04:15

Ciao, non credo che sia un bene entrare nel dettaglio pubblicamente.

 

Giusto... ma certe cose vanno anche sdoganate... per far vedere qual'è la Vita vera :approved:


 

 

 

Si cambia letteralmente pelle, tanto da non riconoscersi più in ciò che eravamo poco tempo prima. Tutto dipende dal lavoro di distruzione/trasformazione dell'io, che mentre svanisce ci modifica completamente.
 

 

Appunto come accennavo poco fa a Polo... io ho fatto 3 passaggi nell'arco di poco tempo... e tutti e tre ti posso dire che hanno sbaragliato quello che c'era prima... chi ha provato sa...

 

 

Difficile quindi inquadrare il risveglio in un momento preciso. Penso sia più facile farlo con la vera e propria realizzazione, ovvero il presunto momento in cui non esiste più alcun io, transitoria o permanente che sia.

 

Guarda... non sò se è facile o difficile inquadrare il momento... io spesso me ne sono accorto... di solito mi capita così.... cominciano dei "dubbi" sulla strada che sto percorrendo... cerco di sviscerarli e, se la verità che perseguivo continua ad essere tale, ok... altrimenti... zac! taglio ciò che ha manifestato la propria irrealtà... e come dicevo a Polo... non sempre questa parte è priva di sofferenza.



#12 polo

polo

    Utente Junior

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Inviato 24 novembre 2018 - 09:00

Beh... credo di capire ciò che intendi... forse perchè ho vissuto anch'io un periodo così... in quel periodo mi dicevo: "se non provo sulla mia pelle certe cose... non le credo più"... Poi ho avuto un'altro periodo in cui tali "certe cose" le provavo... ma sono dovuto andare ancora oltre per comprenderle meglio.

 

Se il tuo atteggiamento è di voler comprendere seriamente ogni cosa... allora sono d'accordo...

Tanti sguazzano nel brodo della New Age... perchè caldo e confortevole (Tutto amore e coccole :flu: )... Tanti condannano tutto e tutti... perchè così non serve prendersi alcuna responsabilità (tanto...è colpa degli altri :indecisiveness: ).

 

Comunque ti prego di riflettere su questo ... sei rimasto deluso...  Ok... ma eri sulla "strada giusta"? Non è stata forse la disillusione che ti ha aiutato a togliere quella favola a cui ti aggrappavi e che non era realmente Reale?

 

Ripeto ...per me i risvegli ci sono... e non sono sempre "rose e fiori"... anzi, se ci sono delle false aspettative, quelli te le stroncano :sculaccia: ... non di meno... se sei nella strada buia... possono essere luci di cortesia che illuminano il cammino...

 

Non è proprio così importante l'effetto materiale che hanno... l'importante è che tu...dopo... sei un po' più vicino al tuo vero Te stesso. :king:

 

le esperienze tanto sbandierate da questa, come dici giustamente te, cultura New Age tanto di moda oggi le ho provate sulla mia stessa pelle, tante volte che non le conto. 

Se all'inizio reagivo con grande gioia (ohh che bellezza questo momento di unità e pace, ohh che goduria :icon_biggrin: ....) adesso le vedo semplicemente per ciò che sono: momenti di passaggio, stati di passaggio, come tutto il resto.

Non sono stabili.

E il mio interesse verso di loro è scemato molto: a che pro ricercare per l'ennesima volta un'esperienza di satori (o come la volete chiamare)? Cosa potrebbe darmi questa volta quel satori che non mi ha già dato le scorse volte? Non è forse che ci illudiamo ancora una volta che "questo satori sarà quello giusto", "la prossima volta che sentirò dio scoprirò altre cose su di chi sono realmente"?!?...

 

 

Riguardo la disillusione hai ragione, infatti volevo dire che sono disilluso in senso positivo... Cioè certamente una parte di me è ancora amareggiata (ma come...tutte balle anche qui??!), ma constato che sparita questa illusione dell'illuminazione è sparito, in grandissima parte, quell'impulso che quando avevo 18 anni mi faceva correre da una parte all'altra in cerca di dio, e sparita questa foga di ricerca in realtà sono piu calmo adesso che prima, mi sento piu rilassato perche non ho davvero nessun posto dove andare e davvero niente da raggiungere  :icon_biggrin:

 

 

Sai da dove la mia fede verso i cosiddetti guru è cominciata a crollare? 

Vedendo proprio ciò a cui tu accennavi: è tutto rosa e fiori nei loro discorsi....

...Il profondo, ciò che la nostra psicoanalisi ha chiamato inconscio, e le culture antiche diavolo o demoni vari, dunque una componente che è sempre esistita in qualsiasi cultura, è completamente (o quasi) omesso, trascurato e silenziato. Si vogliono vendere le rose, senza la spine... cosa impossibile.

E la dimostrazione di questo è semplice (l'ho appurata leggendo libri sull'argomento, ascoltando interviste e facendo personalmente domande a qualche "maestro" con cui ho potuto parlare, anche in india): nessuno dei "maestri" ha la minima idea di come affrontare questo mondo sotterraneo (e qui non mi riferisco alla semplice emozione negativa o ad un pensiero disturbante).


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#13 Frèyja

Frèyja

    .L.

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Inviato 24 novembre 2018 - 10:13

le esperienze tanto sbandierate da questa, come dici giustamente te, cultura New Age tanto di moda oggi le ho provate sulla mia stessa pelle, tante volte che non le conto. 
Se all'inizio reagivo con grande gioia (ohh che bellezza questo momento di unità e pace, ohh che goduria :icon_biggrin: ....) adesso le vedo semplicemente per ciò che sono: momenti di passaggio, stati di passaggio, come tutto il resto.
Non sono stabili.
E il mio interesse verso di loro è scemato molto: a che pro ricercare per l'ennesima volta un'esperienza di satori (o come la volete chiamare)? Cosa potrebbe darmi questa volta quel satori che non mi ha già dato le scorse volte? Non è forse che ci illudiamo ancora una volta che "questo satori sarà quello giusto", "la prossima volta che sentirò dio scoprirò altre cose su di chi sono realmente"?!?...
 
 
Riguardo la disillusione hai ragione, infatti volevo dire che sono disilluso in senso positivo... Cioè certamente una parte di me è ancora amareggiata (ma come...tutte balle anche qui??!), ma constato che sparita questa illusione dell'illuminazione è sparito, in grandissima parte, quell'impulso che quando avevo 18 anni mi faceva correre da una parte all'altra in cerca di dio, e sparita questa foga di ricerca in realtà sono piu calmo adesso che prima, mi sento piu rilassato perche non ho davvero nessun posto dove andare e davvero niente da raggiungere  :icon_biggrin:
 
 
Sai da dove la mia fede verso i cosiddetti guru è cominciata a crollare? 
Vedendo proprio ciò a cui tu accennavi: è tutto rosa e fiori nei loro discorsi....
...Il profondo, ciò che la nostra psicoanalisi ha chiamato inconscio, e le culture antiche diavolo o demoni vari, dunque una componente che è sempre esistita in qualsiasi cultura, è completamente (o quasi) omesso, trascurato e silenziato. Si vogliono vendere le rose, senza la spine... cosa impossibile.
E la dimostrazione di questo è semplice (l'ho appurata leggendo libri sull'argomento, ascoltando interviste e facendo personalmente domande a qualche "maestro" con cui ho potuto parlare, anche in india): nessuno dei "maestri" ha la minima idea di come affrontare questo mondo sotterraneo (e qui non mi riferisco alla semplice emozione negativa o ad un pensiero disturbante).


Ma quelli non sono maestri, sono venditori (del nulla).
È vero, nessuno dice come affrontare queste parti profonde. Anche coloro che sono stati veri maestri non l'hanno detto, oppure l'hanno nascosto. Per questo il sapere non può mai essere separato dall'esoterismo, che poco o nulla ha a che vedere con la new age e i tanti "manuali pratici di illuminazione".
Non so che cosa tu abbia effettivamente raggiunto (e perso). È un'epoca tremendamente buia, questa. Per fare un solo passo verso lo spirito ci vogliono enormi sforzi e l'illuminazione, in questo contesto decadente, è diventato un concetto ambiguo, limitante, un'etichetta.
Come del resto in parte è sempre stato. Non potendo sapere che cosa sia esattamente, si parte alla ricerca di un'idea totalmente inafferrabile e presto la si vede cadere, come del resto cadono tutte le idee di fronte alla realtà.

Molto meglio appropriarsi di un obbiettivo che sia un punto fisso, concreto e intuibile in ogni piano di azione umana: la libertà.
Domandarsi se si è liberi o ancora schiavi di qualcosa, individuare di cosa e distruggere quel legame è l'essenza stessa del cammino spirituale.
Tutto il resto è guadagno indiretto.
E ti assicuro che ciò che è andato non torna più.

Il lavoro non può svolgersi solo nella mente di superficie, come certi venditori di nulla pretendono di insegnare.
C'è tutto un sistema occulto dietro da conoscere, fatto di sostanze e materie sconosciute. Lavorare sulla mente di superficie mette solo nelle condizioni di scalfire questo sistema, aprendosi a una percezione diversa e articolata.
A chiunque abbia sufficiente volontà viene data la possibilità, questo è certo.
Benissimo perdere fiducia in questi libri che non valgono nulla, ma bisogna, secondo me, acquisire fiducia in sé e continuare a procedere.
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#14 Lamia

Lamia

    sono andato a letto presto

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Inviato 25 novembre 2018 - 10:23

 

Sai da dove la mia fede verso i cosiddetti guru è cominciata a crollare? 

Vedendo proprio ciò a cui tu accennavi: è tutto rosa e fiori nei loro discorsi....

...Il profondo, ciò che la nostra psicoanalisi ha chiamato inconscio, e le culture antiche diavolo o demoni vari, dunque una componente che è sempre esistita in qualsiasi cultura, è completamente (o quasi) omesso, trascurato e silenziato. Si vogliono vendere le rose, senza la spine... cosa impossibile.

E la dimostrazione di questo è semplice (l'ho appurata leggendo libri sull'argomento, ascoltando interviste e facendo personalmente domande a qualche "maestro" con cui ho potuto parlare, anche in india): nessuno dei "maestri" ha la minima idea di come affrontare questo mondo sotterraneo (e qui non mi riferisco alla semplice emozione negativa o ad un pensiero disturbante).

 

Io ho trovato una chiave nel lavoro sui miei sogni, nell'Immaginazione attiva di Jung (cercare delle immagini nascoste nelle proprie emozioni tramite pittura, disegno, danza, scrittura, una sorta di immaginazione attiva viene fatta nei gruppi di sciamanesimo) e nella psicosintesi di Roberto Assagioli (la psicosintesi fu concepita proprio come un aiuto alla persona in cammino spirituale, specialmente se già risvegliato).
 

comunque i Maestri che ho incontrato io avevano tutti fatto un'alleanza con il proprio inconscio, con la loro materia nera, sapevano contenere gli opposti e possedevano un'energia psichica incredbile. Certo è che li ho incontrati quando già stavo proseguendo le strade sopra descritte, non prima.


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Noctes atque dies patet atri ianua Ditis: sed revocare gradum superasque ecadere ad auras, hoc opus, hic labor est.


 

 


#15 polo

polo

    Utente Junior

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Inviato 25 novembre 2018 - 11:40

Ma quelli non sono maestri, sono venditori (del nulla).
È vero, nessuno dice come affrontare queste parti profonde. Anche coloro che sono stati veri maestri non l'hanno detto, oppure l'hanno nascosto. Per questo il sapere non può mai essere separato dall'esoterismo, che poco o nulla ha a che vedere con la new age e i tanti "manuali pratici di illuminazione".
Non so che cosa tu abbia effettivamente raggiunto (e perso). È un'epoca tremendamente buia, questa. Per fare un solo passo verso lo spirito ci vogliono enormi sforzi e l'illuminazione, in questo contesto decadente, è diventato un concetto ambiguo, limitante, un'etichetta.
Come del resto in parte è sempre stato. Non potendo sapere che cosa sia esattamente, si parte alla ricerca di un'idea totalmente inafferrabile e presto la si vede cadere, come del resto cadono tutte le idee di fronte alla realtà.

Molto meglio appropriarsi di un obbiettivo che sia un punto fisso, concreto e intuibile in ogni piano di azione umana: la libertà.
Domandarsi se si è liberi o ancora schiavi di qualcosa, individuare di cosa e distruggere quel legame è l'essenza stessa del cammino spirituale.
Tutto il resto è guadagno indiretto.
E ti assicuro che ciò che è andato non torna più.

Il lavoro non può svolgersi solo nella mente di superficie, come certi venditori di nulla pretendono di insegnare.
C'è tutto un sistema occulto dietro da conoscere, fatto di sostanze e materie sconosciute. Lavorare sulla mente di superficie mette solo nelle condizioni di scalfire questo sistema, aprendosi a una percezione diversa e articolata.
A chiunque abbia sufficiente volontà viene data la possibilità, questo è certo.
Benissimo perdere fiducia in questi libri che non valgono nulla, ma bisogna, secondo me, acquisire fiducia in sé e continuare a procedere.

 

Io ho trovato una chiave nel lavoro sui miei sogni, nell'Immaginazione attiva di Jung (cercare delle immagini nascoste nelle proprie emozioni tramite pittura, disegno, danza, scrittura, una sorta di immaginazione attiva viene fatta nei gruppi di sciamanesimo) e nella psicosintesi di Roberto Assagioli (la psicosintesi fu concepita proprio come un aiuto alla persona in cammino spirituale, specialmente se già risvegliato).
 

comunque i Maestri che ho incontrato io avevano tutti fatto un'alleanza con il proprio inconscio, con la loro materia nera, sapevano contenere gli opposti e possedevano un'energia psichica incredbile. Certo è che li ho incontrati quando già stavo proseguendo le strade sopra descritte, non prima.

 

 

Freyja e Lamia, concordo perfettamente... La fiducia persa nei confronti degli pseudo-maestri ha comportato e sta comportando una fiducia maggiore verso me stesso, sento davvero come se io fossi l'unica autorità di me stesso...

Solo che sai, inizi a 18 anni a ricercare come dici giustamente tu, un'idea inafferabile sbandierata dai guru importati dall'Oriente o comunque orientaleggianti... A quell'età ci si crede, e ci si butta a capofitto...

 

Solo che "ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria", una legge della dinamica che si trova anche nella nostra psiche: nello stesso momento in cui una parte di noi decide di essere buona, saggia, di essere luce, inevitabilmente per essere tale deve reprimere le parti non-buone, le parti oscure (o comunque giudicate tali da essa). Ed è così che ad ogni passo che facciamo verso la luce ne facciamo un'altro, questo però nascosto, nell'oscurità...

 

Cosa poi succede a questo punto è soggettivo: sono sicuro che qualcuno sul sentiero spirituale possa reprimere per tutta la vita, o non notare mai quell'ombra che è dentro di lui, ricacciandola, come insegna la maggior parte degli pseudo-guru, tramite tecniche di meditazione ("osservala, tu non sei essa".... e qui si aprirebbe il discorso della dissociazione potenzialmente pericolosa che la tecnica dell'osservatore porta con sè... L'unico che ha parlato di questo, che io sappia, è stato Ken Wilber, il quale ha giustamente sottolineato come spesso l'osservazione produce solo male, laddove noi dobbiamo ricontattare e ridiventare quell'emozione, pensiero o parte di se disturbante. Ha chiamato questa tecnica 3-2-1, cioè il bisogno di passare da "esso", la terza persona (l'emozione laggiu), a "tu" (l'emozione qui), a "io" (io sono questo mostro); altri invece possono essere consapevoli dell'esistenza dentro di loro di tale forza, ma non sanno cosa e come fare, o non vogliono far nulla; altri infine sono costretti al confronto diretto, e una via la trovano prima o poi....

 

E Lamia si, la via anche io l'ho trovata nell'immaginazione attiva di Jung, nel lavoro sui sogni, e negli scritti della psicoterapia archetipica di Hillman, che amplia il pensiero di Jung.

Jung, come saprai, già ai suoi tempi metteva in guardia l'occidentale dal negare l'esistenza delle immagini, tratto tipico invece delle culture orientali: Jung diceva che l'occidentale, la sua psiche, già svuotata in grande grado dalle immagini, a causa della morte del cristianesimo e dei suoi simboli, prima di negare la realtà delle immagini, dicendo che è tutta creazione inutile della mente, fantasticheria, deve ESPERIRLE come pienamente REALI... 

E questa è la sua via, bellissima secondo me, per trattare e incontrare l'inconscio...

 

Una via appunto, quella per l'inconscio, obliata,

 

molto presente invece nella nostra tradizione: fin dalla nascita del cristianesimo i monaci che si ritiravano nei deserti combattevano contro i demoni (sull'esempio di gesu che combatte il diavolo nel deserto), e tale lotta è rimasta al centro dei percorsi spirituali cristiani fino ai giorni nostri... Consapevoli dunque (e probabilmente in modo anche esagerato... si sa come il cristianesimo ha enfatizzato il dolore e la sofferenza...) che intraprendere questo sentiero significava contemporaneamente intraprendere il sentiero di discesa, dove si affronta il demonio...

E non penso sia un caso che la psicanalisi, che tratta appunto del profondo, del rimosso, sia nata proprio e si sia diffusa in terra cristiana..


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#16 Frèyja

Frèyja

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Inviato 25 novembre 2018 - 03:49

Freyja e Lamia, concordo perfettamente... La fiducia persa nei confronti degli pseudo-maestri ha comportato e sta comportando una fiducia maggiore verso me stesso, sento davvero come se io fossi l'unica autorità di me stesso...
Solo che sai, inizi a 18 anni a ricercare come dici giustamente tu, un'idea inafferabile sbandierata dai guru importati dall'Oriente o comunque orientaleggianti... A quell'età ci si crede, e ci si butta a capofitto...
 
Solo che "ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria", una legge della dinamica che si trova anche nella nostra psiche: nello stesso momento in cui una parte di noi decide di essere buona, saggia, di essere luce, inevitabilmente per essere tale deve reprimere le parti non-buone, le parti oscure (o comunque giudicate tali da essa). Ed è così che ad ogni passo che facciamo verso la luce ne facciamo un'altro, questo però nascosto, nell'oscurità...
 
Cosa poi succede a questo punto è soggettivo: sono sicuro che qualcuno sul sentiero spirituale possa reprimere per tutta la vita, o non notare mai quell'ombra che è dentro di lui, ricacciandola, come insegna la maggior parte degli pseudo-guru, tramite tecniche di meditazione ("osservala, tu non sei essa".... e qui si aprirebbe il discorso della dissociazione potenzialmente pericolosa che la tecnica dell'osservatore porta con sè... L'unico che ha parlato di questo, che io sappia, è stato Ken Wilber, il quale ha giustamente sottolineato come spesso l'osservazione produce solo male, laddove noi dobbiamo ricontattare e ridiventare quell'emozione, pensiero o parte di se disturbante. Ha chiamato questa tecnica 3-2-1, cioè il bisogno di passare da "esso", la terza persona (l'emozione laggiu), a "tu" (l'emozione qui), a "io" (io sono questo mostro); altri invece possono essere consapevoli dell'esistenza dentro di loro di tale forza, ma non sanno cosa e come fare, o non vogliono far nulla; altri infine sono costretti al confronto diretto, e una via la trovano prima o poi....
 
E Lamia si, la via anche io l'ho trovata nell'immaginazione attiva di Jung, nel lavoro sui sogni, e negli scritti della psicoterapia archetipica di Hillman, che amplia il pensiero di Jung.
Jung, come saprai, già ai suoi tempi metteva in guardia l'occidentale dal negare l'esistenza delle immagini, tratto tipico invece delle culture orientali: Jung diceva che l'occidentale, la sua psiche, già svuotata in grande grado dalle immagini, a causa della morte del cristianesimo e dei suoi simboli, prima di negare la realtà delle immagini, dicendo che è tutta creazione inutile della mente, fantasticheria, deve ESPERIRLE come pienamente REALI... 
E questa è la sua via, bellissima secondo me, per trattare e incontrare l'inconscio...
 
Una via appunto, quella per l'inconscio, obliata,
 
molto presente invece nella nostra tradizione: fin dalla nascita del cristianesimo i monaci che si ritiravano nei deserti combattevano contro i demoni (sull'esempio di gesu che combatte il diavolo nel deserto), e tale lotta è rimasta al centro dei percorsi spirituali cristiani fino ai giorni nostri... Consapevoli dunque (e probabilmente in modo anche esagerato... si sa come il cristianesimo ha enfatizzato il dolore e la sofferenza...) che intraprendere questo sentiero significava contemporaneamente intraprendere il sentiero di discesa, dove si affronta il demonio...
E non penso sia un caso che la psicanalisi, che tratta appunto del profondo, del rimosso, sia nata proprio e si sia diffusa in terra cristiana..


La repressione e la rimozione non sono mai esiti positivi dell'osservazione. Nel momento in cui si è costretti a fare questo significa che il processo non è andato a buon fine.
Infatti, per come viene insegnato si può dire che è un esercizio un po' superficiale. L'osservazione dovrebbe comportare una riacquisizione della propria identità. Nel momento in cui il pensiero e l'emozione prendono il sopravvento c'è già un errore in corso, un investimento di energia distorto che comporta una frammentazione dell'identità: un pezzo di sé viene "rubato" e va a formare quel "mostro". Per cui l'abusatissima constatazione "io non sono quello" è corretta da un punto di vista teorico, ma inesatta da un punto di vista pratico, perché alla fine dando la nostra identità a quell'io, lo diventiamo totalmente. È qui che entra in gioco la repressione. Viene spontaneo tagliarsi fuori e non accettare. Il lavoro vero non lo prevede. Prevede invece di riappropriarsi dell'identità usata in modo che quello specifico "io", senza più nessun appoggio, diventi ciò che è sostanzialmente, ovvero potenza, energia.
Quindi è il contrario, non è repressione ma assimilazione e trasformazione.

Tutto questo però senza osservazione non può avvenire secondo me. Diciamo che questa è una tecnica di base, gli esiti dipendono dalla capacità individuale di capire come andare avanti.

Credo infine che qualsiasi percorso debba portare ad esperire l'ombra come qualcosa di reale. Non si può partire dal risultato (l'ombra è illusione), senza aver compreso come ci si arriva. E questo vale anche per l'oriente.

Diciamo che il problema occidentale è non aver capito affatto cosa sia la maya nel mondo orientale e aver trattato questa conoscenza come un concetto già appreso, limitandosi a comportarsi di conseguenza.
È un po' il limite di tutto l'essoterismo.
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#17 polo

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Inviato 25 novembre 2018 - 06:01

La repressione e la rimozione non sono mai esiti positivi dell'osservazione. Nel momento in cui si è costretti a fare questo significa che il processo non è andato a buon fine.
Infatti, per come viene insegnato si può dire che è un esercizio un po' superficiale. L'osservazione dovrebbe comportare una riacquisizione della propria identità. Nel momento in cui il pensiero e l'emozione prendono il sopravvento c'è già un errore in corso, un investimento di energia distorto che comporta una frammentazione dell'identità: un pezzo di sé viene "rubato" e va a formare quel "mostro". Per cui l'abusatissima constatazione "io non sono quello" è corretta da un punto di vista teorico, ma inesatta da un punto di vista pratico, perché alla fine dando la nostra identità a quell'io, lo diventiamo totalmente. È qui che entra in gioco la repressione. Viene spontaneo tagliarsi fuori e non accettare. Il lavoro vero non lo prevede. Prevede invece di riappropriarsi dell'identità usata in modo che quello specifico "io", senza più nessun appoggio, diventi ciò che è sostanzialmente, ovvero potenza, energia.
Quindi è il contrario, non è repressione ma assimilazione e trasformazione.

Tutto questo però senza osservazione non può avvenire secondo me. Diciamo che questa è una tecnica di base, gli esiti dipendono dalla capacità individuale di capire come andare avanti.

Credo infine che qualsiasi percorso debba portare ad esperire l'ombra come qualcosa di reale. Non si può partire dal risultato (l'ombra è illusione), senza aver compreso come ci si arriva. E questo vale anche per l'oriente.

Diciamo che il problema occidentale è non aver capito affatto cosa sia la maya nel mondo orientale e aver trattato questa conoscenza come un concetto già appreso, limitandosi a comportarsi di conseguenza.
È un po' il limite di tutto l'essoterismo.

 

ma lo sai che il discorso che stiamo facendo adesso su questo forum sull'ombra non l'ho mai sentito da nessuno dei cosiddetti guru, tranne come dicevo da Ken Wilber, che si è rifatto alla psicanalisi... Prima di arrivarci a scalfire questo argomento c'ho messo anni, costretto a fare i conti con quella parte di me di cui nessuno mi aveva mai parlato...

 

O se qualcuno ne parlava partiva, come dici tu, dal risultato: l'ombra è illusione, tu non sei essa, tu puoi osservarla andare e venire, tu ti identifichi con qualcosa che non sei, tu non esisti, tu sei amore ecc.....

 

In ogni caso l'ombra è sempre trattata come un qualcosa da superare il prima possibile, in quanto la meta è lo spirito, la luce che cancella l'oscurità

 

E secondo me questa mancanza nelle discipline spirituali dice TUTTO: un maestro, il cui compito, unico compito, è quello di alleviare e/o togliere la sofferenza, perchè è questo il motivo per cui le persone intraprendano questa strada, ed è questo che i guru dicono di poter fare, non può permettersi in alcun modo di non avere esperienza con l'ombra, o di trattarla sbrigativamente (c'è un video su youtube di Mooji intitolato "you are not your mental illness", dove in pratica davanti a quello che sembra essere un serio problema mentale di un ragazzo il guru risponde che la malattia mentale non è nient'altro che un oggetto come gli altri, osservabile, e che dunque tu non puoi essere essa).   

Ma la cosa peggiore è che, inconsapevolmente, le panacee che dispensano non solo non migliorano la situazione, o sembrano migliorarla solo temporaneamente, ma addirittura la peggiorano...perchè come dicevamo prima danno soluzioni che partono dal risultato, dunque che partono da se stessi, e non dall'altra persona che si trova in uno stadio diverso

                                                                                                                                                                                                                                                                     Cioè tu ti mostri al mondo come un salvatore, colui che è libero, e poi non sai liberare le persone dall'ombra (o indirizzarle lungo una piu giusta strada)?!...... (questa è la mia semplice e amara conclusione che ho tratto, e che ha fatto crollare la mia fede nei guru)  :icon_biggrin:    (Io ormai ipotizzo che la maggior parte dei guru commercializzati sia in qualche modo preda dell'archetipo del Saggio, o dell'archetipo dello Spirito: è lo Spirito che dice elevati, illuminati, guarda in alto...)



#18 Frèyja

Frèyja

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Inviato 26 novembre 2018 - 02:46

ma lo sai che il discorso che stiamo facendo adesso su questo forum sull'ombra non l'ho mai sentito da nessuno dei cosiddetti guru, tranne come dicevo da Ken Wilber, che si è rifatto alla psicanalisi... Prima di arrivarci a scalfire questo argomento c'ho messo anni, costretto a fare i conti con quella parte di me di cui nessuno mi aveva mai parlato...
 
O se qualcuno ne parlava partiva, come dici tu, dal risultato: l'ombra è illusione, tu non sei essa, tu puoi osservarla andare e venire, tu ti identifichi con qualcosa che non sei, tu non esisti, tu sei amore ecc.....
 
In ogni caso l'ombra è sempre trattata come un qualcosa da superare il prima possibile, in quanto la meta è lo spirito, la luce che cancella l'oscurità
 
E secondo me questa mancanza nelle discipline spirituali dice TUTTO: un maestro, il cui compito, unico compito, è quello di alleviare e/o togliere la sofferenza, perchè è questo il motivo per cui le persone intraprendano questa strada, ed è questo che i guru dicono di poter fare, non può permettersi in alcun modo di non avere esperienza con l'ombra, o di trattarla sbrigativamente (c'è un video su youtube di Mooji intitolato "you are not your mental illness", dove in pratica davanti a quello che sembra essere un serio problema mentale di un ragazzo il guru risponde che la malattia mentale non è nient'altro che un oggetto come gli altri, osservabile, e che dunque tu non puoi essere essa).   
Ma la cosa peggiore è che, inconsapevolmente, le panacee che dispensano non solo non migliorano la situazione, o sembrano migliorarla solo temporaneamente, ma addirittura la peggiorano...perchè come dicevamo prima danno soluzioni che partono dal risultato, dunque che partono da se stessi, e non dall'altra persona che si trova in uno stadio diverso
                                                                                                                                                                                                                                                                     Cioè tu ti mostri al mondo come un salvatore, colui che è libero, e poi non sai liberare le persone dall'ombra (o indirizzarle lungo una piu giusta strada)?!...... (questa è la mia semplice e amara conclusione che ho tratto, e che ha fatto crollare la mia fede nei guru)  :icon_biggrin:    (Io ormai ipotizzo che la maggior parte dei guru commercializzati sia in qualche modo preda dell'archetipo del Saggio, o dell'archetipo dello Spirito: è lo Spirito che dice elevati, illuminati, guarda in alto...)


Su quest'ultima cosa che hai detto ti consiglio di leggere qualcosa di R.Steiner.
Secondo lui si tratta di un influsso ben preciso che non ha nulla a che vedere con l'archetipo del saggio, ma col processo involutivo dovuto a trascendenza forzata, fittizia, senza nessun riguardo verso la propria sofferenza. Per lui è un vero e proprio influsso "demoniaco". Un inganno difficile da riconoscere perché si ammanta di una luce sublime. In realtà è nulla.
Qualsiasi processo interno parte dalla putrefactio alchemica, dal dolore e la decomposizione di materiali velenosi (io) da cui prendere energia.
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#19 Lamia

Lamia

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Inviato 26 novembre 2018 - 03:49

per me in molti casi può essere un blocco dato dall'ego spirituale.
un risveglio spirituale disgrega una parte dell'ego della persona (è raro che lo smantelli del tutto in una botta sola!!). c'è quindi un vuoto dove c'era la parte di ego che è stata disgregata dalle forze spirituali. se la persona non regge nell'instabilità del vuoto è molto facile che si crei al posto del vuoto l'ego spirituale.
l'ego spirituale è sempre un complesso di convinzioni, meccanismi che fanno sentire la persona al sicuro, le fanno acquisire una nuova 'personalità spirituale' ma che non le permette di proseguire granché sulla via.
forse in molti casi è l'ego spirituale a non permettere alla persona di guardare a fondo, perché come ego è molto 'furbo' e utilizza parte delle saggezze acquisite per evitare di guardarsi davvero dentro, ad esempio si dice 'inutile che io mi impegni a fare questo.. tanto tutto deve accadere quando deve accadere!' mentre in realtà quello che la persona dovrebbe fare in quel momento è muovere il c*lo e impegnarsi in una direzione e analizzare le motivazioni profonde per cui si autosabota; oppure 'non esiste giusto e sbagliato!' quando ha fatto per l'ennesima volta la solita cazzata ma non vuole approfondire le ragioni di questo suo meccanismo comportamentale perché 'siamo perfetti così come siamo'. 
 


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#20 LUMA

LUMA

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Inviato 26 novembre 2018 - 08:54

per me in molti casi può essere un blocco dato dall'ego spirituale.
un risveglio spirituale disgrega una parte dell'ego della persona (è raro che lo smantelli del tutto in una botta sola!!). c'è quindi un vuoto dove c'era la parte di ego che è stata disgregata dalle forze spirituali. se la persona non regge nell'instabilità del vuoto è molto facile che si crei al posto del vuoto l'ego spirituale.
l'ego spirituale è sempre un complesso di convinzioni, meccanismi che fanno sentire la persona al sicuro, le fanno acquisire una nuova 'personalità spirituale' ma che non le permette di proseguire granché sulla via.
forse in molti casi è l'ego spirituale a non permettere alla persona di guardare a fondo, perché come ego è molto 'furbo' e utilizza parte delle saggezze acquisite per evitare di guardarsi davvero dentro, ad esempio si dice 'inutile che io mi impegni a fare questo.. tanto tutto deve accadere quando deve accadere!' mentre in realtà quello che la persona dovrebbe fare in quel momento è muovere il c*lo e impegnarsi in una direzione e analizzare le motivazioni profonde per cui si autosabota; oppure 'non esiste giusto e sbagliato!' quando ha fatto per l'ennesima volta la solita cazzata ma non vuole approfondire le ragioni di questo suo meccanismo comportamentale perché 'siamo perfetti così come siamo'. 
 

 

Mi piace l'approccio di tutti e tre (Lamia, Polo e Frèyja) e, per tornare un po' al tema del post, si sente tutto il vostro bagaglio di "risvegli" (sì perchè non è neanche così comune avere un tale approfondimento). :02.47-tranquillity:

 

Il post di Lamia lo sento molto azzeccato... Lei lo chiama "ego spirituale"... un individuo che ti fa sentire "a posto" anche dopo averne combinata una più di bertoldo... e Lamia invece giustamente dice: "muovi il *u** e impegnati!" :rotfl: ...per me ha ragione :barbershop_quartet_

 

Poi le frasi di Frèyja... quasi da monumento... da rileggersi di tanto in tanto...

 

A chiunque abbia sufficiente volontà viene data la possibilità, questo è certo.
Benissimo perdere fiducia in questi libri che non valgono nulla, ma bisogna, secondo me, acquisire fiducia in sé e continuare a procedere.

 

E quindi Polo, le due signore (donne giusto? anche se con il nome che ciò sono uomo :sbonk:)... dicevo... loro ci spronano all'impegno... che non sia quindi la disillusione motivo d'arresto... di lasciare le cose inutili sì (e ce ne sono tante)... lasciare gli inutili maestrini gonfi d'ego (e qui ce n'è anche di più) ...ma mollare... con seria ricerca e volontà ferrea... la nebbia... piano piano svanisce.

 

Il Maestro giusto?? :flag:

 

essivedechenonèancorailmomento,no? :boardmod_main:


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