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La scuola in Italia oggi....


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37 risposte a questa discussione

#21 flyzmarco

flyzmarco

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Inviato 11 novembre 2018 - 11:07

d'accordo quasi in tutto vorrei solo puntualizzare che la conoscenza uno se la può benissimo anche fare da solo leggendo molto.... l'unica differenza è quel pezzo di carta

 

Quel pezzo di carta serve perche qualcuno ha certificato che sai e scusa se è poco.



#22 kiradavid97

kiradavid97

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Inviato 11 novembre 2018 - 12:17

io lo trovo profondamente ingiusto che uno debba pipparsi anni e anni di insegnanti scansafatiche per un banale pezzo di carta quando puoi imparare tutto da solo , i libri ci sono e ora c'è anche internet non ci sono scuse per cui uno non possa imparare anche da solo , ho imparato molto più dopo aver abbandonato la scuola che prima... certo forse saprò a memoria Si Fosse Foco di Cecco Angiolieri (utile come uno spaventapasseri nel deserto) ma ho imparato più inglese fuori da quelle 4 mura che non su internet , la scuola è vecchia e fatta male anzi malissimo e non trovo nemmeno giusto non riconoscere i meriti di chi ha una conoscenza elevata senza quel pezzo di carta alquanto fastidioso da avere



#23 celestino

celestino

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Inviato 11 novembre 2018 - 05:40

   In un certo senso hai ragione ed in un altro no !

 

   Se si ha voglia di sapere e conoscere certo, si impara tanto anche da soli ed anche senza internet, con internet è meglio certo però, alcune nozioni base spesso per capirle occorre la spiegazione e l'esempio di un docente, poi, se si ha voglia si apprende, diversamente si evade.

 

   Cosa importantissima è la scelta dell'istituto, sbagliare indirizzo significa studiare cose di cui non si ha interesse e di conseguenza si studia a fatica e si rischia di non apprendere nulla, il pezzo di carta che tu dici, altro non è che un certificato di garanzia che dice che tu SAI con un minimo di sufficienza quello per cui hai studiato, poi, si sa che spesso non è affatto così, ma, questa è una cattiva storia da imputare all'inefficienza della scuola che come prima espresso sono daccordissimo sulla sua più radicale riforma.


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#24 byrus

byrus

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Inviato 11 novembre 2018 - 06:46

Per me non è vero che è inutile il diploma, nè tanto meno che se uno vuole può imparare da solo. Ogni età ha le cose da fare, da giovani è giusto studiare per apprendere le basi e fare stronzate. Dubito che la maggior parte della popolazione a 40anni suonati abbia voglia di impararsi i motivi che portarono a certe guerre, ne gli interessa, hanno già avuto un certo percorso di vita alle spalle.

 

Imparare cose anche apparentemente inutili serve non solo a far funzionare il cervello ma a fargli capire ciò che è successo, come è successo e cosa potrebbe fare di nuovo. Si chiama cultura. Senza, saremmo ancora dei cacciatori-raccoglitori. Felici spensierati e ignoranti.



#25 Nehelamite

Nehelamite

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Inviato 11 novembre 2018 - 08:07

Insegnanti e genitori hanno le mani legate davanti al dilagare della mentalità comunista del politicamente corretto. Dai uno schiaffo al figliolo ti becchi una denuncia per "abuso di mezzi di correzione", gli insegnanti non hanno alcun potere di imporre la disciplina di fronte a studenti svogliati che pensano a fare i fighi, a bere e a farsi le canne per rimorchiare. Suvvia dai, dare la colpa agli insegnanti spesso è solo un modo penoso di non voler vedere la realtà.

 

 

Se dai uno schiaffo a un alunno la denuncia te la prendi e te la meriti, di che diavolo parli? 

Ti sembra che menare gli studenti sia il modo giusto per "correggere" certe situazioni che magari nemmeno conosci?

La violenza non risolve nulla, crea solo altra violenza e spinge il giovane a provare risentimento: un bravo insegnante sa farsi rispettare senza usare le mani, oggi come trent'anni fa.

Poi boh prova a dare uno schiaffo, che so, a uno studente che viene da una vela di Scampia (per dirne una eh) e vedi che ti succede.

 

Certo che con sta cosa delle canne e del bere sei proprio un disco rotto, magari queste erano le cose che da giovane volevi fare *tu* ma non hai mai avuto le "palle" o l'occasione o le giuste-sbagliate compagnie, e adesso ti penti e ti lamenti.

Fosse quello il problema, qualche studente che fuma o beve, la scuola italiana sarebbe davvero a cavallo.


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#26 Nehelamite

Nehelamite

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Inviato 11 novembre 2018 - 08:29

EDIT: Pardon, doppio post, volevo editare e invece è partito subito :arg:

 

io lo trovo profondamente ingiusto che uno debba pipparsi anni e anni di insegnanti scansafatiche per un banale pezzo di carta quando puoi imparare tutto da solo , i libri ci sono e ora c'è anche internet non ci sono scuse per cui uno non possa imparare anche da solo , ho imparato molto più dopo aver abbandonato la scuola che prima... certo forse saprò a memoria Si Fosse Foco di Cecco Angiolieri (utile come uno spaventapasseri nel deserto) ma ho imparato più inglese fuori da quelle 4 mura che non su internet , la scuola è vecchia e fatta male anzi malissimo e non trovo nemmeno giusto non riconoscere i meriti di chi ha una conoscenza elevata senza quel pezzo di carta alquanto fastidioso da avere

 

 

Oh certo, molte cose puoi impararle come autodidatta, molte altre cose no.

Dipende dalle inclinazioni personali: c'è lo studente che il libro di letteratura se lo leggerebbe intero in mezzo mese, altro che aspettare la fine dell'anno, altri che di studiare l'equazioni non hanno alcun bisogno, magari, perché sono già dei geni in logica ecc ecc.

Però, in una scuola l'idea è che anche il matematico deve imparare almeno le basi di letteratura e il letterato le basi di matematica e se non ci sei portato, difficilmente riesci a capire qualcosa senza un bravo insegnante.

 

Che alcune informazioni siano più utili di altre beh ancora una volta, dipende dall'inclinazione personale e da quello che vuoi fare nella vita, di certo non puoi saperlo se prima non ti viene posto davanti un prospetto quanto più ampio possibile.

Perdona se faccio ipotesi gratuite, ma la tua è la critica tipica di uno studente che esce dai licei, dove la vastità delle materie porta a pensare che esista un sapere utile e un altro inutile, quando in realtà è solo questione di cosa piace imparare e cosa no.

Certo se vai a fare l'ingegnere nucleare conoscere Dante o Manzoni non ti serve a nulla, se però intraprendi un percorso umanistico, sì... 

 

Se nessuna di queste cose ti interessa e vorresti soltanto ottenere informazioni utili a inserirti nel mondo del lavoro, beh dovresti chiederti perché hai scelto un liceo e non un istituto professionale, esistono anche quelli... ammesso che in terza media si abbia la maturità necessaria per prendere una decisione del genere, in realtà però spesso è abbastanza chiaro cosa l'alunno può fare e cosa no, nel senso di dove è portato, e sta ai genitori e agli insegnanti capirlo.

Del resto con un diploma di liceo, se poi non prosegui con l'università, non ci fai davvero nulla.


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#27 byrus

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Inviato 11 novembre 2018 - 08:30

Mah da quel che mi dicono 40'anni fa i maestri si facevano rispettare anche con punizioni corporali (sberla o in ginocchio sul mais), ma bastava solo raccontare a casa di aver preso una nota per prenderle anche a casa dai genitori.

 

Giustamente i tempi sono cambiati.

 

Purtroppo adesso i tempi sono peggiorati al contrario...

 

Di avere le palle per fumare mi pare un esempio sballato, a parte che c'è sempre tempo per incominciare a prescindere dalle conoscenze.



#28 Nehelamite

Nehelamite

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Inviato 11 novembre 2018 - 08:47

Mah da quel che mi dicono 40'anni fa i maestri si facevano rispettare anche con punizioni corporali (sberla o in ginocchio sul mais), ma bastava solo raccontare a casa di aver preso una nota per prenderle anche a casa dai genitori.

 

Giustamente i tempi sono cambiati.

 

Purtroppo adesso i tempi sono peggiorati al contrario...

 

Di avere le palle per fumare mi pare un esempio sballato, a parte che c'è sempre tempo per incominciare a prescindere dalle conoscenze.

 

 

Non credo che le punizioni corporali abbiano alcun valore educativo, non lo credo io e non lo credono nemmeno psicologi e pedagoghi... 

Poi se vogliamo fare i nostalgici e dire "si stava meglio quando si stava peggio" boh non è un tipo di argomentazione che m'interessa.

Se per esempio avessero provato con me, per com'ero ai tempi, sarebbe finita male e come me tanti altri ragazzi che avevano per la testa tutt'altro che la scuola e la disciplina; fortunatamente non era già più "il periodo delle sberle", anche se certi professori e insegnanti vecchio stampo esistevano ancora, ma più che venir rispettati dagli alunni erano visti come casi umani, guarda.

 

Quello che ho risposto a Flyz poi va contestualizzato, ho usato le virgolette per un motivo.


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#29 flyzmarco

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Inviato 11 novembre 2018 - 10:06

Non hai capito, se tu avessi letto sotto il mio post verso zarina, avresti afferrato il concetto che io non intendevo che un insegnante puo' picchiare un alunno (che mi vede contrario, nel senso che per fortuna gli insegnanti non possono piu prendersi queste liberta), io mi riferivo al fatto che nemmeno un genitore puo' farlo perche rischia di essere denunciato! Eppure uno schiaffo o una sculacciata sarà capitato a tutti di prenderla e ripensandoci non erano nemmeno cosi sbagliate!

 

Però sono contento che in un certo senso mi dai ragione, perche quando dici che te e altri "non avevate la testa per la scuola e la disciplina" significa che davanti a dei ragazzi svogliati non c'è insegnante che tenga, bravo o meno che sia! Per quanto riguarda l'aver le palle o meno, boh, a me sembra fosse molto piu facile scendere a compromessi che no però boh, forse mi sbaglio



#30 Nehelamite

Nehelamite

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Inviato 11 novembre 2018 - 10:32

Non hai capito, se tu avessi letto sotto il mio post verso zarina, avresti afferrato il concetto che io non intendevo che un insegnante puo' picchiare un alunno (che mi vede contrario, nel senso che per fortuna gli insegnanti non possono piu prendersi queste liberta), io mi riferivo al fatto che nemmeno un genitore puo' farlo perche rischia di essere denunciato! Eppure uno schiaffo o una sculacciata sarà capitato a tutti di prenderla e ripensandoci non erano nemmeno cosi sbagliate!

 

 

Uno schiaffo o una sculacciata? E cosa t'insegna? Che devi aver paura dei tuoi genitori, che sono persone da temere?
Una sgridata o una punizione sono assai più efficaci senza scorciarsi le maniche.

 

 

Però sono contento che in un certo senso mi dai ragione, perche quando dici che te e altri "non avevate la testa per la scuola e la disciplina" significa che davanti a dei ragazzi svogliati non c'è insegnante che tenga, bravo o meno che sia! Per quanto riguarda l'aver le palle o meno, boh, a me sembra fosse molto piu facile scendere a compromessi che no però boh, forse mi sbaglio 

 

 

Non hai capito :asdsi: Non avevamo la testa per la scuola e la disciplina non perché fossimo svogliati, ma tu che ne sai, che probabilmente hai sempre avuto il c.lo al caldo fin da bambino :D

E' più che evidente ch'eri uno di quei figli di medio-alta borghesia che andava in una bella scuola privata e guardava male i ragazzacci di strada delle scuole pubbliche che fumavano e bevevano ma intanto almeno avevano una vita, e tu ci rosicavi; t'ho inquadrato subito, mica no.

C'hai proprio la puzza di un borghesotto :asdsi:

 

"Scherzi" a parte, non esistono cattivi alunni, solo cattivi maestri, dice il saggio.


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#31 flyzmarco

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Inviato Ieri, 12 nov 2018 alle 18:13

Uno schiaffo o una sculacciata? E cosa t'insegna? Che devi aver paura dei tuoi genitori, che sono persone da temere?
Una sgridata o una punizione sono assai più efficaci senza scorciarsi le maniche.

 

 

 

Non hai capito :asdsi: Non avevamo la testa per la scuola e la disciplina non perché fossimo svogliati, ma tu che ne sai, che probabilmente hai sempre avuto il c.lo al caldo fin da bambino :D

E' più che evidente ch'eri uno di quei figli di medio-alta borghesia che andava in una bella scuola privata e guardava male i ragazzacci di strada delle scuole pubbliche che fumavano e bevevano ma intanto almeno avevano una vita, e tu ci rosicavi; t'ho inquadrato subito, mica no.

C'hai proprio la puzza di un borghesotto :asdsi:

 

"Scherzi" a parte, non esistono cattivi alunni, solo cattivi maestri, dice il saggio.

 

Ma quale scuola privata sono sempre andato in una scuola pubblica! E i miei non sguazzavano nell'oro, anzi! L'unico motivo per cui avrei potuto rosicare è quello di non essere stato in una scuola privata dove uscivi super formato e avevi la fila di datori di lavoro pronti a darti un posto bel retribuito! I ragazzacci di strada non li invidio proprio, mi dispiace deluderti, anche perchè ho l'impressione che potrebbero impiegare il loro tempo in modo migliore e piu salutare.



#32 kiradavid97

kiradavid97

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Inviato Ieri, 12 nov 2018 alle 18:40

le punizioni corporali rendono l'alunno solo più aggressivo e ribelle nel continuo della sua vita , pertanto sono inutili... il problema non sta li mi sembrate un pò nostalgici dei "bei tempi" in cui ti bacchettavano le mani... io probabilmente sarei stato uno di quelli che gli avrebbe strappato di mano la bacchetta e gettata dalla finestra chiedendogli "e adesso?" non si fanno rispettare così non più...  quello che trovo irritante e secondo me è li parte del problema è che gli alunni sono visti come capre ignoranti perpetue e i professori hanno una visione quasi divina di se stessi paragonata ai microbi (gli studenti) che hanno davanti... sono stato in un liceo classico poche settimane e ho visto questo atteggiamento in almeno 4 professori che avevo ....



#33 flyzmarco

flyzmarco

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Inviato Ieri, 12 nov 2018 alle 20:50

Non tutti i prof sono perfetti è vero, ci sono quelli scarsi ma studenti che per loro ammissione non fanno un cxxxo che parlano male degli insegnanti sono credibili quanto Moggi che parla di arbitri.



#34 Nehelamite

Nehelamite

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Inviato Oggi, 13 nov 2018 alle 00:59

Non tutti i prof sono perfetti è vero, ci sono quelli scarsi ma studenti che per loro ammissione non fanno un cxxxo che parlano male degli insegnanti sono credibili quanto Moggi che parla di arbitri.

 

 

Ma almeno ci arrivi a capire perché uno studente non vuole fare un cazzo? Che siano "svogliati" e basta è esattamente la scusa dei cattivi professori, poi sicuramente c'è chi ha altri cazzi per la testa ed a quel punto 'sta al professore capire anche questo e agire di conseguenza, ma in genere le motivazioni sono assai più semplici come un mero disinteresse nella materia o una mancanza di stimoli; ma se non è la scuola a farti interessare e fornire stimoli, chi dovrebbe farlo? 


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#35 purple

purple

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Inviato Oggi, 13 nov 2018 alle 08:43

Io sono stata fortunata e nella mia lunga vita scolastica ho avuto una stragrande maggioranza di insegnanti validi e qualche eccezione di poco validi. Che poi anche quello meno validi, umanamente possono insegnare qualcosa, tipo la comprensione dei problemi altrui e dell'età adulta. Se ci pensi sono esseri umani anche loro, a meno che siano proprio cattivi, ci si può sforzare di comprendere che abbiano dei problemi, magari una vita difficile che li porta all'esaurimento. Quello che non andrebbe tollerato dalle autorità scolastiche secondo me, sono invece quegli insegnanti che sono bandiere di ignoranza, cioè l'opposto di portatori di cultura. Che non amano le loro materie, non amano l'insegnamento, non trasmettono passione per la conoscenza e curiosità. Lì è un problema di selezione del personale.


La scuola riflette molto la società in cui è e i suoi pregi e difetti. L'Italia è parecchio in crisi e si vede molto nella scuola. Quando l'ho fatta io, sì c'erano le differenze economiche, ma si cercava di non farle pesare in modo evidente, o comunque non era vista come una cosa bella fare preferenze per i figli di gente ricca e importante socialmente, anche se un po' avveniva. Ora è diventato tutto normale. Ho sentito storie assurde di ragazzi di famiglie normali ma molto "per bene", cioè senza grossi problemi, schiacciati da situazioni scolastiche dove la differenza di classe è sottolineata, amplificata e giustifica qualsiasi prepotenza e l'arroganza. Pessimi, pessimi messaggi.

Come esperienza personale posso dire che ho imparato qualcosa da tutti i miei insegnanti. Ad esempio ne avevo uno super-fricchettone di inglese, che non insegnava quasi nulla, leggeva la gazzetta e ci lasciava bighellonare quasi tutto il tempo. Subito ci causò qualche problema perché eravamo tutti indietro all'esame di maturità e all'università rispetto agli altri. Ma più tardi, quando ebbi voglia di viaggiare, le sue digressioni sull'Isola di Wight, il 68, i Beatles, mi diedero un impulso in più a voler scoprire l'Inghilterra che non è solo noia e serietà come fanno passare certi prof. Le cose hanno sempre varie facce.
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#36 zarina

zarina

    Utente Fricchettona

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Inviato Oggi, 13 nov 2018 alle 09:57

Io sono stata fortunata e nella mia lunga vita scolastica ho avuto una stragrande maggioranza di insegnanti validi e qualche eccezione di poco validi. Che poi anche quello meno validi, umanamente possono insegnare qualcosa, tipo la comprensione dei problemi altrui e dell'età adulta. Se ci pensi sono esseri umani anche loro, a meno che siano proprio cattivi, ci si può sforzare di comprendere che abbiano dei problemi, magari una vita difficile che li porta all'esaurimento. Quello che non andrebbe tollerato dalle autorità scolastiche secondo me, sono invece quegli insegnanti che sono bandiere di ignoranza, cioè l'opposto di portatori di cultura. Che non amano le loro materie, non amano l'insegnamento, non trasmettono passione per la conoscenza e curiosità. Lì è un problema di selezione del personale.


La scuola riflette molto la società in cui è e i suoi pregi e difetti. L'Italia è parecchio in crisi e si vede molto nella scuola. Quando l'ho fatta io, sì c'erano le differenze economiche, ma si cercava di non farle pesare in modo evidente, o comunque non era vista come una cosa bella fare preferenze per i figli di gente ricca e importante socialmente, anche se un po' avveniva. Ora è diventato tutto normale. Ho sentito storie assurde di ragazzi di famiglie normali ma molto "per bene", cioè senza grossi problemi, schiacciati da situazioni scolastiche dove la differenza di classe è sottolineata, amplificata e giustifica qualsiasi prepotenza e l'arroganza. Pessimi, pessimi messaggi.

Come esperienza personale posso dire che ho imparato qualcosa da tutti i miei insegnanti. Ad esempio ne avevo uno super-fricchettone di inglese, che non insegnava quasi nulla, leggeva la gazzetta e ci lasciava bighellonare quasi tutto il tempo. Subito ci causò qualche problema perché eravamo tutti indietro all'esame di maturità e all'università rispetto agli altri. Ma più tardi, quando ebbi voglia di viaggiare, le sue digressioni sull'Isola di Wight, il 68, i Beatles, mi diedero un impulso in più a voler scoprire l'Inghilterra che non è solo noia e serietà come fanno passare certi prof. Le cose hanno sempre varie facce.



Ho avuto una professoressa che dalla terza liceo mi ha preso la testa e me l'ha cambiata.

Ero una ragazzina, andavo a scuola per inerzia e per senso del dovere strascicando i piedi. Non mi importava niente. C'ero ma non c'ero.
Da quando arrivò lei iniziai a capire la differenza tra spiegare una materia leggiucchiata su un libro e insegnare, fare lezione. Avevo la sensazione appagante di capire, riempirmi di ispirazione, emanciparmi. Non c'erano regole in classe, non si doveva studiare per restituire una prestazione, ma solo per farsi delle idee, ragionare, confrontarsi. Iniziai a leggere cose diverse, in modo diverso, a scrivere, a informarmi, a selezionare le nozioni e a dialogare. Mi sono come svegliata. Improvvisamente mi interessava il mondo in cui vivevo, le persone e la politica. E i segni di questo mio cambiamento non si manifestavano solo a scuola, soprattutto fuori da scuola. Questo incontro è stato come un interruttore nella mia vita, mi ha acceso le luci. Ho seriamente cominciato a pensare, a rendermi consapevole.

Mi rendo conto che non tutti gli incontri con gli insegnanti abbiano la fortuna di essere così illuminanti per mancanza di stimoli reciproci, o per casualità. Di certo io sento di averci messo del mio per scattare in avanti in risposta a una sollecitazione positiva e aver trasformato questa esperienza in qualcosa di utile per la mia formazione.

Ho la sensazione che oggi le famiglie trasmettano ai ragazzi un incoraggiamento a fare il minimo per galleggiare. C'è un pessimismo traboccante di base accumulato nei decenni di crisi e miseria culturale per cui l'importante è il risultato, e che sia decente. Tutto quello che significa sacrificio e passaggio di crescita per ottenere quel risultato è sottovalutato. Fin da molto piccoli i bambini sono abituati a fare tanto e tanto per fare, a cercare di adeguarsi e a pretendere piuttosto che essere veramente aperti a imparare dal percorso scolastico, a sperimentare anche il fallimento e la frustrazione, attraverso i quali si costruiscono poi i successi.

Questa tendenza secondo me influisce poi sulla maniera che i ragazzi hanno nell'affrontare il contatto con la scuola e gli anni di formazione e sulla risposta degli insegnanti che sono sempre più demotivati e prosciugati da un lavoro che dovrebbe essere una missione e che diventa una rassegnazione.
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#37 kiradavid97

kiradavid97

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Inviato Oggi, 13 nov 2018 alle 11:40

che vi devo dire evidentemente siete state ben più fortunate di me io è vero ho mollato le superiori quasi subito ma per quello che ho potuto constatare c'è un atteggiamento di indifferenza e intolleranza nei confronti dello studente e credetemi le note sul registro o il 4 in condotta sulla pagella raramente (in quel che ho visto io mai) portano  alla bocciatura del soggetto



#38 Nehelamite

Nehelamite

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Inviato Oggi, 13 nov 2018 alle 14:09

Io sono stata fortunata e nella mia lunga vita scolastica ho avuto una stragrande maggioranza di insegnanti validi e qualche eccezione di poco validi. Che poi anche quello meno validi, umanamente possono insegnare qualcosa, tipo la comprensione dei problemi altrui e dell'età adulta. Se ci pensi sono esseri umani anche loro, a meno che siano proprio cattivi, ci si può sforzare di comprendere che abbiano dei problemi, magari una vita difficile che li porta all'esaurimento. Quello che non andrebbe tollerato dalle autorità scolastiche secondo me, sono invece quegli insegnanti che sono bandiere di ignoranza, cioè l'opposto di portatori di cultura. Che non amano le loro materie, non amano l'insegnamento, non trasmettono passione per la conoscenza e curiosità. Lì è un problema di selezione del personale.


La scuola riflette molto la società in cui è e i suoi pregi e difetti. L'Italia è parecchio in crisi e si vede molto nella scuola. Quando l'ho fatta io, sì c'erano le differenze economiche, ma si cercava di non farle pesare in modo evidente, o comunque non era vista come una cosa bella fare preferenze per i figli di gente ricca e importante socialmente, anche se un po' avveniva. Ora è diventato tutto normale. Ho sentito storie assurde di ragazzi di famiglie normali ma molto "per bene", cioè senza grossi problemi, schiacciati da situazioni scolastiche dove la differenza di classe è sottolineata, amplificata e giustifica qualsiasi prepotenza e l'arroganza. Pessimi, pessimi messaggi.

Come esperienza personale posso dire che ho imparato qualcosa da tutti i miei insegnanti. Ad esempio ne avevo uno super-fricchettone di inglese, che non insegnava quasi nulla, leggeva la gazzetta e ci lasciava bighellonare quasi tutto il tempo. Subito ci causò qualche problema perché eravamo tutti indietro all'esame di maturità e all'università rispetto agli altri. Ma più tardi, quando ebbi voglia di viaggiare, le sue digressioni sull'Isola di Wight, il 68, i Beatles, mi diedero un impulso in più a voler scoprire l'Inghilterra che non è solo noia e serietà come fanno passare certi prof. Le cose hanno sempre varie facce.

 

 

Gioca molto la fortuna e il contesto in cui frequenti una scuola, il tempo, lo spazio, la zona dell'Italia anche.

In genere ad un insegnante viene chiesto di tener fuori dal lavoro e dal contatto con gli alunni le proprie fisime personali e problemi privati, o almeno, non è che venga chiesto ma sarebbe buona norma fare così: il problema, se così si può chiamare, è che essendo umani la cosa diventa decisamente complicata e se non ci riesce il professore a controllarsi, a fare il suo lavoro dando sempre il massimo, come si pretende che lo faccia uno studente o una studentessa?

 

I casi estremi, sia in un senso con il professore totalmente apatico, aggressivo magari e disinteressato, sia nell'altro con l'alunno teppista, che disturba la lezione sempre e comunque, quando e se è presente, sono un altro conto, e però il professore è pagato per stare lì e svolgere il programma, ecco forse non per essere "un buon insegnante" tout court al di là della sola conoscenza della materia - e non mi pare che la scuola abbia i mezzi per stabilirlo, è un dato totalmente aleatorio che però decidono gli alunni sulla propria pelle, l'alunno invece fino al terzo anno delle superiori (oggi, in passato c'era chi poteva lasciare assai prima) è legalmente obbligato a starci, anche se non vuole fare una ceppa.

 

Sulle differenze economiche non saprei dirti, alla fine avendo vissuto sempre in ambienti non proprio ricchissimi, di figli di papà ne ho conosciuti ben pochi e costituivano una ben ristretta minoranza, specie al tempo, e la tendenza era inversa ossia eravamo noi altri a prendere per il c.lo loro per come si vestivano :arg: specie gli stronzetti delle scuole private o che andavano dalle suore, come ho detto anche prima a Flyz.

Se ci penso mi viene ancora una gran rabbia, anche a distanza di anni, ma non perché fossero loro nel torto o si comportassero da arroganti, eravamo noi a vederli così e di conseguenza, quando ci si scontrava, loro dovevano poi assumere la postura consona all'accusa e "fare branco" di conseguenza.

Poi fuori dai battibecchi di piazza e cavolate varie, privatamente si riusciva anche ad essere amici, non sempre, non tutti, c'erano ovviamente gli irriducibili come ci sono ovunque, oggi non so fino a che punto siano invece la norma e specie nelle grandi città.

 

Oggi i problemi sono anche altri. Il razzismo verso i figli di migranti, che poveretti cosa caspita hanno fatto, loro? Anche regolari e di seconda-terza generazione.

Il bullismo. Ricordo di non aver mai assistito a episodi di bullismo veri e propri, anche perché se c'era chi alzava troppo la cresta finiva con la cresta rotta, scazzottate pure unilaterali dove uno le dava e l'altro le prendeva sì, ma atteggiamenti persecutori di branco verso un solo individuo, l'omertà, la violenza psicologica, anche no, mancava la mentalità: la violenza regolata, una mini-rissa vah, se ci pensi bene può essere anche catartica perché dopo che ci si è presi a pugni si creano e si rafforzano legami di amicizia.

Uno dei "soliti noti" che ancora conosco e incontro a distanza di secoli :arg: entrò nel gruppo dopo che in terza media ci riempimmo di cazzotti nel cortile della scuola :asdsi:

Il bullismo invece è un'altra cosa, non crea niente, soltanto rabbia e sopraffazione e dà l'immagine di una società di individui che si avviano a essere merda già dalla gioventù.

 

Il resto l'ha spiegato più che bene Zarina.

 

che vi devo dire evidentemente siete state ben più fortunate di me io è vero ho mollato le superiori quasi subito ma per quello che ho potuto constatare c'è un atteggiamento di indifferenza e intolleranza nei confronti dello studente e credetemi le note sul registro o il 4 in condotta sulla pagella raramente (in quel che ho visto io mai) portano  alla bocciatura del soggetto

 

 

Beh ma non è nemmeno questo il punto. 

Me lo riferiscono in molti che la scuola ormai è diventata una barzelletta: le materie non si studiano più seriamente, gli argomenti sono ridotti all'osso e banalizzati, i professori corrono per concludere il programma noncuranti del fatto che gli alunni abbiano capito o meno, spesso saltano delle parti anche, o al contrario rimangono tremendamente indietro e se ne sbattono perché tanto l'anno dopo hanno un'altra classe e il problema non li tange.

Una ragazza che conosco mi diceva di aver saltato l'intera rivoluzione francese e l'età napoleonica perché il professore dell'anno dopo non volle chiudere il programma del collega precedente, che a quanto pare non aveva terminato il libro... ma si può fare una cosa del genere? Dirai tu: e 'sticazzi della rivoluzione francese. Se una cosa del genere la fanno in materie per cui la continuità è d'obbligo, invece? Non che anche così sia poco grave.
T'immagini a studiare, che so, gli integrali senza aver finito le equazioni? (Due cose ricordo, integrali ed equazioni, quindi perdona se non mi vengono esempi migliori :D )

 

Ne risulta che lo studente esce pieno di lacune, senza acquisire un metodo per l'università e in genere senza conoscenze utili per il lavoro, salvo frequentare un professionale che almeno mi dicono a differenza dei vari licei non viva affatto una crisi d'identità.


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I was in the darkness, so darkness I became




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