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Inaccettabile normalità


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39 risposte a questa discussione

#1 Frèyja

Frèyja

    Omnia ab uno

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Inviato 13 ottobre 2018 - 02:09

Veniamo al mondo affogati in un sistema di idee caotico e soggettivo, in cui l'educazione parentale e ambientale si stringono la mano e costruiscono la nostra mente su sistemi incerti e opinabili ma allo stesso tempo rigidi e difficilmente modificabili.

Sono stata abituata, fin da piccola, a considerare normale ciò che a ragion veduta non lo era. Ho vissuto per anni in una prigione di paura e inquietudine quotidiana, nutrendomi di silenzio. Non si poteva parlare, opporsi, giudicare sbagliato un padre invincibile, sostenuto in tutta la sua fredda potenza da una madre vile e sottomessa. Una madre che, nella sua bonaria e infantile ingenuità, mi ha educato fin da subito a tenere ben saldo nella mente il velo di una normalità inaccettabile, ad appiattire in un silenzioso buco nero lo spirito critico e ribelle, riducendo la mia infanzia e adolescenza a una passiva accettazione della realtà dei fatti. Qualcosa che somiglia a uno scintillante ed automatico perdono, ma che di nascosto si rivela per ciò che è, cioè negazione di sé, masochistica autodistruzione.
Ho convissuto col dramma psicologico dell'anoressia, nel binomio ben noto vergogna orgoglio, l'ossessione del controllo e l'incapacità di fallire, la mania di perfezionismo, perché non ero né abbastanza brava né abbastanza bella.
Ma anche lì, tutto normale, tutto ok.
Sono cose che capitano.
Finita l'adolescenza io e la morte siamo state amiche per la pelle per un anno intero. Lei mi consigliava come raggiungerla ma io non potevo, non ancora.
Ma anche lì, tutto normale, tutto comprensibile, accettabile. Niente fuori norma.

Mi sono inserita in un cammino spirituale, che mi ha salvato la vita, e ho iniziato ad allargare il cerchio. Il cerchio di normalità inaccettabile non era più solo il mio. Adesso non ne vedo più i confini. Vedo un'umanità sopraffatta dal dolore, dalle abitudini distruttive, dall'odio profondo, la totale assenza di empatia, e questo velo di normalità inaccettabile che attraversa tutti, in una certa misura.
Vengono considerate normali e funzionali cose che non lo sono affatto, facciamo di tutto per non vederle, per allontanarle dal nostro sguardo.
Poco lontano da noi milioni di persone si uccidono per motivi futili, o muoiono di fame, di sete, di ignoranza.
Alleviamo miliardi di creature innocenti al solo scopo di ucciderle per un capriccio del palato.
Gettiamo veleno ovunque. Viviamo per lavorare, chiusi per ore in uffici squallidi o fabbriche puzzolenti. Vite da automi guasti, con le pile dei sentimenti scarichi che dopo un po', anche nelle migliori coppie, non funzionano più.
Ma va tutto bene, è tutto accettabile, normale.

L'esistenza ha bisogno di spietatezza, di una base di cecità, di duro e anomalo menefreghismo per continuare. Ed è una spirale che si avvita su sé stessa in attesa di toccare il fondo.

Chi si dedica allo spirito sa quanto è difficile affacciarsi in quell'abisso senza farsi trascinare dall'orrore, eppure il segreto è proprio questo. Vedere senza cadere, finché la luce non ha bruciato tutto.
  • skynight, Notte, Furor e 2 altri piace questo

#2 madmax

madmax

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Inviato 13 ottobre 2018 - 03:30

benvenuta :friendly_wink: ....anche se lo sapevi già....questo è uno sfogo per prenderne atto e per approfondire...capisco...buon cammino


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"Significa una totale libertà. In questa libertà c'è un'enorme energia, perchè non c'è nessun conflitto, nessuna lotta. Nulla!"


#3 Frèyja

Frèyja

    Omnia ab uno

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Inviato 13 ottobre 2018 - 03:33

benvenuta :friendly_wink: ....anche se lo sapevi già....questo è uno sfogo per prenderne atto e per approfondire...capisco...buon cammino


Si, una riflessione.
  • madmax piace questo

#4 Moroni

Moroni

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Inviato 13 ottobre 2018 - 04:01

io non vedo spiragli

sto provando di tutto 

ma mi sento solo il balia di correnti emozionali che mi spingono di qua e di la senza una via di uscita



#5 Frèyja

Frèyja

    Omnia ab uno

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Inviato 13 ottobre 2018 - 04:09

io non vedo spiragli
sto provando di tutto 
ma mi sento solo il balia di correnti emozionali che mi spingono di qua e di la senza una via di uscita


Mi dispiace

#6 Moroni

Moroni

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Inviato 13 ottobre 2018 - 04:14

Mi dispiace

vedo tutta gente bastarda in giro

gente senza scrupoli che farebbero di tutto per autoaffermarsi

io non ho potere per cambiare

e quando ce l'avevo l'ho usato in base a quello che mi hanno fatto credere

potrei recuperare tutto con il metodo della retrospezione ma ancora non riesco a capire come metterla in pratica 

 

 

ti spiego su che si basa la retrospezione

 

io non riesco a mangiare certi cibi perchè ho scambiato la mia energia nelle interazioni con gli altri

bastano anche suggestioni o modelli di pensiero che ti fanno credere sul cibo

 

ora le fibre energetiche io non le posso più riutilizzare perchè bloccate

dovrei trovare un modo per riassestarmi

 

 

aggiungo a questo che ho un pianto interiore

nel senso che vorrei esternarlo ma non ci riesco

e tutti i giorni sto con questa sensazione

pure per il motivo che passano, giorni, settimane, mesi e anni così

ormai è passato già troppo tempo che mi trovo in questa condizione 



#7 Frèyja

Frèyja

    Omnia ab uno

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Inviato 13 ottobre 2018 - 04:38

vedo tutta gente bastarda in giro
gente senza scrupoli che farebbero di tutto per autoaffermarsi
io non ho potere per cambiare
e quando ce l'avevo l'ho usato in base a quello che mi hanno fatto credere
potrei recuperare tutto con il metodo della retrospezione ma ancora non riesco a capire come metterla in pratica 
 
 
ti spiego su che si basa la retrospezione
 
io non riesco a mangiare certi cibi perchè ho scambiato la mia energia nelle interazioni con gli altri
bastano anche suggestioni o modelli di pensiero che ti fanno credere sul cibo
 
ora le fibre energetiche io non le posso più riutilizzare perchè bloccate
dovrei trovare un modo per riassestarmi
 
 
aggiungo a questo che ho un pianto interiore
nel senso che vorrei esternarlo ma non ci riesco
e tutti i giorni sto con questa sensazione
pure per il motivo che passano, giorni, settimane, mesi e anni così
ormai è passato già troppo tempo che mi trovo in questa condizione


Lascia perdere i metodi e lasciati andare al pianto interiore. Quando c'è troppo caos dentro non si riesce a trasformarlo in pianto esteriore né a scaricarlo. L'unica cosa da fare è arrendersi totalmente e lasciarlo scivolare dove vuole.

#8 Moroni

Moroni

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Inviato 13 ottobre 2018 - 04:44

Lascia perdere i metodi e lasciati andare al pianto interiore. Quando c'è troppo caos dentro non si riesce a trasformarlo in pianto esteriore né a scaricarlo. L'unica cosa da fare è arrendersi totalmente e lasciarlo scivolare dove vuole.

pensa che verso il 2012-2015 quando stavo bene anche le paralisi notturne avevo superato

significa che sono alterazioni del veicolo astrale inferiore 



#9 Moroni

Moroni

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Inviato 13 ottobre 2018 - 04:56

io sto continuando a prendere i farmaci che mi attutiscono un po' il dolore

però passo tutta la giornata ad autocommiserarmi

sto riprendendo la retrospezione nel senso di dis indentificarmi dai modelli mentali 

così almeno i farmaci non sono futili



#10 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

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Inviato 13 ottobre 2018 - 05:53

Veniamo al mondo affogati in un sistema di idee caotico e soggettivo,


Bisogna uscire dalla mente ed entrare nella coscienza. La mente produce e assorbe molte idee caotiche e soggettive. La coscienza si connette al Tutto ad un livello al di sopra del caos e della soggettività, comunque presenti in ogni mondo come protezione delle sfere più alte. Si abbandona la mente quando non si ha più bisogno dei suoi servizi.
 

in cui l'educazione parentale e ambientale si stringono la mano e costruiscono la nostra mente su sistemi incerti e opinabili ma allo stesso tempo rigidi e difficilmente modificabili.


Non puoi cambiare "matrix" perché è la struttura stessa dell'universo, quello che puoi fare è scegliere un'altra direzione dove guardare nella ricerca di un riferimento, se già non lo hai, e di una speranza.
 

Sono stata abituata, fin da piccola, a considerare normale ciò che a ragion veduta non lo era.


Vale per l'intera popolazione della Terra, ma io ho sempre dubitato di ogni cosa soprattutto delle loro affermazioni che non includevano la prova verificabile da me personalmente. Questa è una delle chiavi che ti permette di restare distaccati dal "sistema" nonostante continui ad interagire con chiunque.
 

Ho vissuto per anni in una prigione di paura e inquietudine quotidiana, nutrendomi di silenzio. Non si poteva parlare, opporsi, giudicare sbagliato un padre invincibile, sostenuto in tutta la sua fredda potenza da una madre vile e sottomessa. Una madre che, nella sua bonaria e infantile ingenuità, mi ha educato fin da subito a tenere ben saldo nella mente il velo di una normalità inaccettabile,


Chiediti quanti genitori sono pronti a fare, anzi, ad essere genitori e comprenderai che quasi tutti brancolano nel buio; anche loro sono stati educati in modo totalmente errato, e non hanno avuto la forza per spezzare la catena. E' ovvio che cercano e adoperano ogni mezzo per zittire i figli perché le giuste domande dei piccoli rischiano di smascherare i "grandi". Soltanto un essere umano spiritualmente risvegliato è in grado di educare correttamente altri umani, ma per molti la spiritualità è un optional conta avere case macchine cellulari.
 

ad appiattire in un silenzioso buco nero lo spirito critico e ribelle,


Non si deve criticare il Sistema delle Mafie legalizzate, sarebbe inutile in quanto fa parte delle cose che devono essere secondo la volontà della maggioranza. Trovo più utile dare il buon esempio, così avrebbero l'occasione di imparare da te invece di subire le loro imposizioni. L'universo fa sempre in modo che coloro che sono attivi riescano a guidare quelli che sono passivi, nel bene e nel male. Criticare o ribellarsi è passività mentre iniziare a costruire una società differente è attività. Tutto quello che i giusti non fanno ma potrebbero fare, lo faranno i malvagi (malati), secondo il principio della continuità. Ogni volta che l'uomo non compie la sua parte, si intromette l'interferenza esterna per gettare sul malcapitato un nuovo peso, da portare.
 

riducendo la mia infanzia e adolescenza a una passiva accettazione della realtà dei fatti.


Un'altra chiave è capire che la realtà non sta fuori ma dentro di noi. E nessuno può entrare dentro per disturbarti a meno che tu non lo inviti esplicitamente. Se la tua realtà interiore è meravigliosa, quella esterna (e meno importante) dovrà adeguarsi perché la Volontà del giusto è un comandamento per l'ambiente intorno a te, e la manovalanza del diavolo (che amministra questo pianeta).
 

Vedo un'umanità sopraffatta dal dolore,


Secondo me ti sbagli, loro dicono che "va tutto bene". Pensano di essere eterni. E santi. E di conseguenza non comprendono le tue preoccupazioni. Lo scientismo, il fondamento della loro (ci)viltà, va avanti - e loro sono impazienti nel vedere il nuovo Umanoide v2.0 microchippato e completamente robotizzato. Hanno pure una fede non gli manca niente.
 

dalle abitudini distruttive, dall'odio profondo, la totale assenza di empatia, e questo velo di normalità inaccettabile che attraversa tutti, in una certa misura.
Vengono considerate normali e funzionali cose che non lo sono affatto, facciamo di tutto per non vederle, per allontanarle dal nostro sguardo.
Poco lontano da noi milioni di persone si uccidono per motivi futili, o muoiono di fame, di sete, di ignoranza.


Ma no, loro stanno giocando.



#11 Frèyja

Frèyja

    Omnia ab uno

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Inviato 13 ottobre 2018 - 06:19

Grazie Gabriel. In effetti sono partita da me stessa per estendere il discorso a livello generale, restando sul vago anche nelle descrizioni dei miei genitori e individuando dei tratti salienti piuttosto comuni, non solo a livello materiale, ma anche a livello sottile, nel rapporto fra i sessi. Proprio per questo è una riflessione che si può allargare, volendo, in ogni direzione.

Criticare e ribellarsi per me sono comportamenti con una loro ragion d'essere, specie in giovane età, o almeno io avrei voluto poter usare anche questo strumento. Quando si è ancora troppo piccoli per dare il buon esempio e per costruire una società nuova, si attraversa una fase di distacco, spesso anche violento.
Una fase che poi nella maggior parte dei casi non ha sbocchi costruttivi ma rimane un grido nel deserto, perché gli stimoli sono troppi, il sonno prevale e la coscienza dorme.
Si può dire che questi atteggiamenti non hanno effetto esteriore ma pongono l'interno in condizione di cambiare ed evolversi con tempistiche umane ed accettabili. Quando ciò non è possibile interamente, come è capitato a me, ma la necessità di svegliarsi è troppo forte e urgente, si rischiano effetti devastanti al limite della psicosi, documentati in moltissime persone all'inizio del loro cammino spirituale.

Non sono d'accordo sul fatto che le persone non soffrano. Io stessa ho visto quanto dolore inascoltato avevo accumulato nel corso del tempo, pur avendo lavorato moltissimo su di me. La sofferenza è la base della vita stessa, non esiste vita senza alternarsi del dolore e del piacere.
Il fatto che il dolore non venga compreso, portato alla luce, ma venga nascosto proprio in quel velo di normalità di cui parlo, non significa che non esista.

Indubbiamente da un certo punto di vista tutto è un gioco, ma attenzione a non sforzarsi di tendere verso stati di coscienza troppo alti senza adeguati strumenti interiori, o si finisce per perdere la cosa più preziosa, che è l'amore per gli altri.
Se ci fosse mio figlio a morire, non prenderei bene chi mi parla di giochi.

#12 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

    Utente ragionevole

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Inviato 13 ottobre 2018 - 07:30

Finché non viene la nuova terra (e nuovi cieli)  logico che si soffre - ma non c'è una sofferenza fine a se stessa, piuttosto diventa finalizzata all'evoluzione una volta che si è iniziato il cammino che corrisponde alle nostre aspirazioni più profonde. Quanto alle pecore cattive che hanno due padroni o quelle smarrite senza un pastore, nemmeno si accorgono di quello che succede, e quello che gli succede. Si è pecora fino a che non si è divinità, e se si resta per troppo tempo pecora (inattivi), presto la società ti trasforma in un caprone una ruota del carro senza il conducente che avanza verso il baratro. Oggi, non è possibile essere un essoterista, né un credente semplice o comune, solo l'esoterista o gnostico possiede strumenti necessari per superare l'esame quotidiano - e le numerose trappole della tenebra. Forse è giusto così; il creatore vuole che i sopravvissuti siano degni del suo regno. Pare allergico agli ipocriti, in particolare quelli religiosi. E' un gioco per l'Establishment, non per noi, intendevo quello. La ribellione è costruttiva quando va fino in fondo, cosa non facile.



#13 goodlie

goodlie

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Inviato 13 ottobre 2018 - 08:12

Sì è difficile continuare a vivere nel mondo quando ne hai visto l'orrore, finalmente senza filtri. Verrebbe voglia di farla finita con questa esistenza di dolore, o di dimenticare, ma purtroppo non si può. Ci resta solo di scegliere l'amore, prendere la croce e portarla fin su in cima. Ma non siamo soli.
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#14 Guest_cimychan_*

Guest_cimychan_*
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Inviato 14 ottobre 2018 - 05:05

Veniamo al mondo affogati in un sistema di idee caotico e soggettivo, in cui l'educazione parentale e ambientale si stringono la mano e costruiscono la nostra mente su sistemi incerti e opinabili ma allo stesso tempo rigidi e difficilmente modificabili.

Sono stata abituata, fin da piccola, a considerare normale ciò che a ragion veduta non lo era. Ho vissuto per anni in una prigione di paura e inquietudine quotidiana, nutrendomi di silenzio. Non si poteva parlare, opporsi, giudicare sbagliato un padre invincibile, sostenuto in tutta la sua fredda potenza da una madre vile e sottomessa. Una madre che, nella sua bonaria e infantile ingenuità, mi ha educato fin da subito a tenere ben saldo nella mente il velo di una normalità inaccettabile, ad appiattire in un silenzioso buco nero lo spirito critico e ribelle, riducendo la mia infanzia e adolescenza a una passiva accettazione della realtà dei fatti. Qualcosa che somiglia a uno scintillante ed automatico perdono, ma che di nascosto si rivela per ciò che è, cioè negazione di sé, masochistica autodistruzione.
Ho convissuto col dramma psicologico dell'anoressia, nel binomio ben noto vergogna orgoglio, l'ossessione del controllo e l'incapacità di fallire, la mania di perfezionismo, perché non ero né abbastanza brava né abbastanza bella.
Ma anche lì, tutto normale, tutto ok.
Sono cose che capitano.
Finita l'adolescenza io e la morte siamo state amiche per la pelle per un anno intero. Lei mi consigliava come raggiungerla ma io non potevo, non ancora.
Ma anche lì, tutto normale, tutto comprensibile, accettabile. Niente fuori norma.

Mi sono inserita in un cammino spirituale, che mi ha salvato la vita, e ho iniziato ad allargare il cerchio. Il cerchio di normalità inaccettabile non era più solo il mio. Adesso non ne vedo più i confini. Vedo un'umanità sopraffatta dal dolore, dalle abitudini distruttive, dall'odio profondo, la totale assenza di empatia, e questo velo di normalità inaccettabile che attraversa tutti, in una certa misura.
Vengono considerate normali e funzionali cose che non lo sono affatto, facciamo di tutto per non vederle, per allontanarle dal nostro sguardo.
Poco lontano da noi milioni di persone si uccidono per motivi futili, o muoiono di fame, di sete, di ignoranza.
Alleviamo miliardi di creature innocenti al solo scopo di ucciderle per un capriccio del palato.
Gettiamo veleno ovunque. Viviamo per lavorare, chiusi per ore in uffici squallidi o fabbriche puzzolenti. Vite da automi guasti, con le pile dei sentimenti scarichi che dopo un po', anche nelle migliori coppie, non funzionano più.
Ma va tutto bene, è tutto accettabile, normale.

L'esistenza ha bisogno di spietatezza, di una base di cecità, di duro e anomalo menefreghismo per continuare. Ed è una spirale che si avvita su sé stessa in attesa di toccare il fondo.

Chi si dedica allo spirito sa quanto è difficile affacciarsi in quell'abisso senza farsi trascinare dall'orrore, eppure il segreto è proprio questo. Vedere senza cadere, finché la luce non ha bruciato tutto.

Mi piace molto ciò che scrivi. Cioè parti da una tua esperienza che è del tutto soggettiva che sta nell'impossibilità di squarciare il velo del silenzio a livello familiare, mi viene da pensare a quando dissi alcune cose a mio fratello e lui ne restò meravigliato "davvero? io credevo tu fossi troppo piccolina per provare ciò che provavo io", ed in effetti un fratello o una sorella che hanno vissuto le tue stesse dinamiche malate possono aiutare a distaccarsene, a squarciare il velo della verità più profonda.
Ma non tutti hanno questa fortuna, ed alcuni devono fare questo lavoro di crescita da soli, dicono tutti che sia sano ribellarsi ai codici dei genitori per costruire la propria identità, solo che per alcuni è più difficile.
Dopotutto io penso che allontanarsene sia il sistema migliore per ritrovarli, perché lontano dai meccanismi messi in atto quotidianamente si riesce anche a scardinarli psicologicamente, a dare risposte diverse da quelle codificate dall'usura.
Dopodiché il mondo è quello che è, cio che affermi dei veleni e dell'allevamento intensivo è vero, il problema è che questa è la punta dell'iceberg, perché quanto di male siamo capaci di fare al prossimo nostro non ha veramente limiti ed atterrisce, paralizzandoci come nel fissare negli occhi la Medusa.
Per questo per me è fondamentale Dio, tu la chiami spiritualità io gli dò un nome proprio di persona, JC, e non è solo per una questione di mio equilibrio personale, che comunque non è disprezzabile, ma è per avere una chiave di lettura più universale e possibilmente condivisibile, per poter mettere dei punti fermi e riuscire a dire "ok, ciò che esce dal considerare gli altri come noi stessi conduce all'abisso", come lo chiami tu, quello che non si riesce a guardare e non vorremmo mai essere nelle condizioni di dover guardare a lungo.
Anche perché può condurre alla disperazione.
A me non piace affatto come è strutturata la vita umana nei tempi odierni, lo trovo innaturale illogico insalubre fisicamente spiritualmente ed inumano. Non so che tipo di vie di fuga possano esistere, perché l'uomo non è un'isola e deve necessariamente vivere in relazione col prossimo.
Mi fermo perché ricette mie non ne ho trovate, certo ci si può ribellare singolarmente "io non mangio carne, io non rubo, io non compio il male, io io io" però rimane pur sempre un'operazione singolare e non sociale.
Il che è già tanto dal mio punto di vista, però se ci limitiamo al fare o non fare ciò che secondo noi e solo per noi è giusto, alla fine ricadiamo nel relativismo, che è anche lo stesso artefice di quel velo borghese, di quella facciata di comportamenti codificati, che sono l'aderenza precisa a ciò che PER ME è giusto fare, per il mio esclusivo bene e non per quello altrui, perdendo di vista ciò che è la dimensione spirituale dell'amore, che esce dal soggettivo e va sull'assoluto di bene o male. Però siccome è la prima volta che qualcuno mi porta a pensare una cosa del genere, forse sto delirando. :asdsi:
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#15 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 14 ottobre 2018 - 07:29

Molto interessante la discussione.
Soprattutto riguardo al maledetto concetto di normalità che ci tiene addomesticati e timorosi nell'esprimere noi stessi.
Nell'eternare ciò che realmente pensiamo o riteniamo giusto.

Io mi chiedo solamente:
"ma se il mondo va in fiamme, dobbiamo bruciare con lui? o siamo tenuti a spegnerlo?"
Anzi, potremmo ricavare qualche REALE giovamento nel salvarlo?"

In fondo lo sforzo maggiore sta nel riconoscere questa malata normalità.
E di conseguenza nello scegliere da che parte stare.
Ciò che è giusto o sbagliato lo sentiamo intimamente, se vogliamo sentirlo.
Se non lo sentiamo è appunto causa di questa normalità sociale che ci ha spinto ad imitare e seguire dettami culturali e religiosi fossilizzati (e putrefatti) negli anni.

Per fare un esempio, io posso scegliere di non compiere nessuna azione che abbia come conseguenza lo sfruttamento degli animali, ma so benissimo che nel mondo la sofferenza non cesserà.
E se ci penso, sto male lo stesso.
Nonostante non sia causa mia diretta.
Forse dovrei fare qualcosa di più?
Dovrei lasciare tutto e dedicare la mia vita a questa causa?
O dovrei "entrare totalmente" nel mIo interiore per non sprofondare nel terrore, appunto?
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Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#16 Frèyja

Frèyja

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Inviato 14 ottobre 2018 - 09:26

Mi piace molto ciò che scrivi. Cioè parti da una tua esperienza che è del tutto soggettiva che sta nell'impossibilità di squarciare il velo del silenzio a livello familiare, mi viene da pensare a quando dissi alcune cose a mio fratello e lui ne restò meravigliato "davvero? io credevo tu fossi troppo piccolina per provare ciò che provavo io", ed in effetti un fratello o una sorella che hanno vissuto le tue stesse dinamiche malate possono aiutare a distaccarsene, a squarciare il velo della verità più profonda.
Ma non tutti hanno questa fortuna, ed alcuni devono fare questo lavoro di crescita da soli, dicono tutti che sia sano ribellarsi ai codici dei genitori per costruire la propria identità, solo che per alcuni è più difficile.
Dopotutto io penso che allontanarsene sia il sistema migliore per ritrovarli, perché lontano dai meccanismi messi in atto quotidianamente si riesce anche a scardinarli psicologicamente, a dare risposte diverse da quelle codificate dall'usura.
Dopodiché il mondo è quello che è, cio che affermi dei veleni e dell'allevamento intensivo è vero, il problema è che questa è la punta dell'iceberg, perché quanto di male siamo capaci di fare al prossimo nostro non ha veramente limiti ed atterrisce, paralizzandoci come nel fissare negli occhi la Medusa.
Per questo per me è fondamentale Dio, tu la chiami spiritualità io gli dò un nome proprio di persona, JC, e non è solo per una questione di mio equilibrio personale, che comunque non è disprezzabile, ma è per avere una chiave di lettura più universale e possibilmente condivisibile, per poter mettere dei punti fermi e riuscire a dire "ok, ciò che esce dal considerare gli altri come noi stessi conduce all'abisso", come lo chiami tu, quello che non si riesce a guardare e non vorremmo mai essere nelle condizioni di dover guardare a lungo.
Anche perché può condurre alla disperazione.
A me non piace affatto come è strutturata la vita umana nei tempi odierni, lo trovo innaturale illogico insalubre fisicamente spiritualmente ed inumano. Non so che tipo di vie di fuga possano esistere, perché l'uomo non è un'isola e deve necessariamente vivere in relazione col prossimo.
Mi fermo perché ricette mie non ne ho trovate, certo ci si può ribellare singolarmente "io non mangio carne, io non rubo, io non compio il male, io io io" però rimane pur sempre un'operazione singolare e non sociale.
Il che è già tanto dal mio punto di vista, però se ci limitiamo al fare o non fare ciò che secondo noi e solo per noi è giusto, alla fine ricadiamo nel relativismo, che è anche lo stesso artefice di quel velo borghese, di quella facciata di comportamenti codificati, che sono l'aderenza precisa a ciò che PER ME è giusto fare, per il mio esclusivo bene e non per quello altrui, perdendo di vista ciò che è la dimensione spirituale dell'amore, che esce dal soggettivo e va sull'assoluto di bene o male. Però siccome è la prima volta che qualcuno mi porta a pensare una cosa del genere, forse sto delirando. :asdsi:

  
Non mi sembra tu stia delirando, o comunque non più di me.
Io credo che le cose da fare siano due.
Avere l'umiltà di cambiare solo noi stessi e riuscire a mantenere uno sguardo oggettivo sul mondo tenendo a mente che non è possibile fare più di un tot singolarmente. È quella forma di resistenza di cui parlavo: vedere senza cadere dentro. È la cosa più difficile del mondo ma è uno stadio essenziale. Che cosa ci sia oltre quello non lo so, perché ovviamente non sono ancora riuscita a metterlo completamente in pratica.

Gesù espone questo stesso concetto quando dice che lui e coloro che ha scelto sono nel mondo ma non sono del mondo. Essere del mondo implica appartenenza, partecipazione ma soprattutto identificazione.
Essere all'inferno rimanendo sempre e comunque noi stessi, inteso come anime, come esseri compiuti che comprendono tutto senza che il tutto li tocchi, questa è la sfida.
Cambiare il mondo richiede un sacrificio totale che non tutti sono disposti ad accettare, neanche fra i maestri stessi.
Nessuno di noi può farlo, né può capirlo interamente.

Hai detto una cosa giusta, riguardo i fratelli e la loro utilità nella condivisione di certi stati d'animo e nella capacità di farsi forza a vicenda. Io ero sola anche da questo punto di vista e in effetti questa è stata una mancanza ulteriore a cui non avevo proprio pensato.

Molto interessante la discussione.
Soprattutto riguardo al maledetto concetto di normalità che ci tiene addomesticati e timorosi nell'esprimere noi stessi.
Nell'eternare ciò che realmente pensiamo o riteniamo giusto.
Io mi chiedo solamente:
"ma se il mondo va in fiamme, dobbiamo bruciare con lui? o siamo tenuti a spegnerlo?"
Anzi, potremmo ricavare qualche REALE giovamento nel salvarlo?"
In fondo lo sforzo maggiore sta nel riconoscere questa malata normalità.
E di conseguenza nello scegliere da che parte stare.
Ciò che è giusto o sbagliato lo sentiamo intimamente, se vogliamo sentirlo.
Se non lo sentiamo è appunto causa di questa normalità sociale che ci ha spinto ad imitare e seguire dettami culturali e religiosi fossilizzati (e putrefatti) negli anni.
Per fare un esempio, io posso scegliere di non compiere nessuna azione che abbia come conseguenza lo sfruttamento degli animali, ma so benissimo che nel mondo la sofferenza non cesserà.
E se ci penso, sto male lo stesso.
Nonostante non sia causa mia diretta.
Forse dovrei fare qualcosa di più?
Dovrei lasciare tutto e dedicare la mia vita a questa causa?
O dovrei "entrare totalmente" nel mIo interiore per non sprofondare nel terrore, appunto?


Quello che ho scritto sopra vale anche per rispondere a te.
Se il mondo va in fiamme la prima cosa che si è costretti a fare in virtù dei nostri limiti è sopportarne la vista senza che le fiamme divorino anche noi e senza diventare a nostra volta degli incendiari o dei menefreghisti voltando le spalle. È un equilibrio estremamente difficile da mantenere, ma credo che tutto parta da questo punto.
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#17 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 14 ottobre 2018 - 10:12

Essere incendiari, essere menefreghisti/indifferenti, essere consapevoli ma distaccati, o essere combattenti sono 4 modi diversi di affrontare la realtà.
Non ti chiedo qual'è il modo migliore perché so che non puoi rispondere, se non attingendo alla tua esperienza.
Però rimane il fatto che sono approcci estremamente differenti.
Anche volendo scremare quelli "oggettivamente negativi", ne rimarrebbero due; ed io personalmente faccio fatica a capire quale sia la retta via.
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Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#18 Moroni

Moroni

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Inviato 14 ottobre 2018 - 10:40

Essere incendiari, essere menefreghisti/indifferenti, essere consapevoli ma distaccati, o essere combattenti sono 4 modi diversi di affrontare la realtà.
Non ti chiedo qual'è il modo migliore perché so che non puoi rispondere, se non attingendo alla tua esperienza.
Però rimane il fatto che sono approcci estremamente differenti.
Anche volendo scremare quelli "oggettivamente negativi", ne rimarrebbero due; ed io personalmente faccio fatica a capire quale sia la retta via.

io svolgo un lavoro di autoosservazione

intento e retrospezione

per riordinare la realtà così come deve essere perchè i pensieri modificano la realtà in peggio



#19 Anarko

Anarko

    L'immancabile Luce dello Spirito

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Inviato 14 ottobre 2018 - 10:49

O in meglio.

Non vorrei mai guardarti negli occhi e non vedere più luce.


#20 skynight

skynight

    Remember on November 5th

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Inviato 14 ottobre 2018 - 11:17

Essere incendiari, essere menefreghisti/indifferenti, essere consapevoli ma distaccati, o essere combattenti sono 4 modi diversi di affrontare la realtà.
Non ti chiedo qual'è il modo migliore perché so che non puoi rispondere, se non attingendo alla tua esperienza.
Però rimane il fatto che sono approcci estremamente differenti.
Anche volendo scremare quelli "oggettivamente negativi", ne rimarrebbero due; ed io personalmente faccio fatica a capire quale sia la retta via.

 

la retta via è come aveva scritto Freyja esserne consapevoli tenendo però conto del fatto che per noi sia molto difficile anche se non impossibile cercare di cambiarlo

in meglio e comportarci secondo il proprio discernimento e intendimento nel migliore dei modi, sia che tu sia un credente oppure no.

senza per questo rischiare di farsi trascinare nel fondo e bruciare con il mondo stesso.

naturalmente questo vale secondo il mio punto di vista della mia esperienza personale, in cui potresti non essere d'accordo.


Sotto questa maschera c'è più di semplice carne, c'è un'idea, e le idee sono a prova di proiettile.





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