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Delucidazione:omosessualità


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232 risposte a questa discussione

#221 Nehelamite

Nehelamite

    Parcere subiectis et debellare superbos

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Inviato 18 ottobre 2018 - 03:10

Che c'entra Cimy? Era stato Gabriel a ferire Anthony involontariamente.

 

 

Ah giusto. Beh però Anthony credo già conoscesse quella citazione e alla fine Gabriel non voleva di sicuro usarla "contro" di lui, l'intento era un altro.
O era Wolf a portare citazioni e passi biblici? Boh, mi confondo :asdsi:


 Z40h.gif
 
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#222 Rainbow

Rainbow

    Immaginazione al potere.

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Inviato 18 ottobre 2018 - 03:12

Ah giusto. Beh però Anthony credo già conoscesse quella citazione e alla fine Gabriel non voleva di sicuro usarla "contro" di lui, l'intento era un altro.
O era Wolf a portare citazioni e passi biblici? Boh, mi confondo :asdsi:

Si infatti, perciò ho detto involontariamente... Anthony non ha detto che Gabriel voleva ferirlo, ha detto solo che quella citazione gli faceva male.

#223 Anthony Van De Boer

Anthony Van De Boer

    Utente Senior

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Inviato 18 ottobre 2018 - 05:59

Allora, rispondo a tutti ma senza usare la multi-citazione, che sono impedito :D

 

@Rainbow: il tuo messaggio è arrivato forte e chiaro e ti ringrazio tantissimo. Penso sia come dici tu, non so se sono sulla "retta via", ma sicuramente sto cercando quella direzione.

 

Per quanto riguarda il fatto di essere ferito: nessuno mi ha ferito direttamente, è stata la discussione nel suo complesso che ha toccato ferite profonde che già c'erano. In realtà sono grato a tutti per il contributo, perché ero convinto di essere totalmente sereno rispetto alla mia omosessualità e invece ho capito che dentro di me c'è ancora un conflitto fede/sesso che devo risolvere. Gabriel si è limitato a riportare un passo che già conoscevo, ma che nel contesto della discussione mi ha toccato delle corde. Chimy è stata gentile e rispettosa, mi ha anche scritto in privato e non mi ha mai giudicato dall'alto. Certo la sua opinione non mi fa fare i salti di gioia, ma questo è un problema mio, non suo.

 

@Nehelamite:

 

Ci vorrebbe un papiro per risponderti. Diciamo che nel contesto della discussione intendevo dire che è difficile per un etero capire cosa significhi essere omosessuali rispetto al contesto sociale, soprattutto nel periodo della crescita e dell'adolescenza.

Le domande che mi pongo in relazione all'essere omosessuali toccano diversi campi. C'è quello religioso, di cui abbiamo abbondantemente parlato, e penso si sia capito che non è facile viversi il proprio orientamento se ci instillano il dubbio che sia qualcosa che va contro Dio, la natura, ecc. Pensare che, se esiste un regno dei cieli, Dio non mi ci voglia dentro perché ho delle preferenze sessuali non è certo il massimo.

 

A livello di sviluppo psico/sessuale, mi chiedo come si sviluppi l'omosessualità, c'è chi parla di blocco nella fase fallica, chi di patologia ecc. Diciamo che fino alla decisione unanime dell'ordine dei medici di non considerarla una patologia, c'erano diverse visioni.

 

Freud affermava che non era né un vizio, né una malattia, né una cosa di cui vergognarsi, ma che si trattava di un arresto nello sviluppo sessuale, e che la terapia poteva servire o a far sì che la persona evolvesse alla fase successiva, approdando quindi all'eterosessualità, oppure che si accettasse completamente come gay, eliminando le eventuali nevrosi al riguardo. In ogni caso Freud parlava di una bisessualità innata in ognuno di noi, che poi evolveva in eterosessualità. Disse anche, cito: «Secondo la psicoanalisi anche l'interesse sessuale esclusivo dell'uomo per la donna è un problema che ha bisogno di essere chiarito e niente affatto una cosa ovvia da attribuire a un'attrazione fondamentalmente chimica.». 

 

Altri, come Charcot, credevano fosse una tara e la consideravano malattia. Altri ancora parlano di fissazione allo stadio narcisistico.

 

Jung disse: "La facilitazione morale dell'omosessualità dovrebbe essere vivamente favorita come mezzo anticoncezionale... Credo che disconosciamo i meriti biologici che gli omosessuali acquistano con il loro desiderio di sedurre. In realtà, essi meritano un po' della santità dei monaci".

 

Isay, psicoanalista autore di "Essere omosessuali", dice che i gay semplicemente nella fase edipica erotizzano il genitore dello stesso sesso anziché l'altro.

 

In mezzo a tutto questa varietà di opinioni, mi sono fatto l'idea che quasi tutte possano essere valide a seconda della situazione e dell'individuo. Credo ci siano omosessuali "di ripiego", che hanno paura della donna o sono intrinsecamente misogini, così come ci sono quelli per cui l'omosessualità e frutto di un trauma, ci sono i bisessuali, ci sono i gay che sono più verso la transessualità, e ci sono anche, e secondo me sono la maggioranza, quelli che hanno semplicemente questo orientamento (Gesù direbbe "sono nati così dal ventre della madre"). Comunque la si guardi, a parità di condizioni alcuni diventano omo e altri no, quindi non si può fare nessun tipo di collegamento oggettivo tra una situazione specifica e l'insorgere dell'omosessualità. Ci sono uomini che sono stati violentati che non diventano gay, ci sono misogini eterissimi (Trump, mi senti?).

 

Poi c'è il discorso dell'anima, delle vite passate, del perché uno senta di avere una sensibilità femminile piuttosto che maschile, e così avanti. Insomma, per me l'essere omosessuali è una cosa da esplorare per tantissimi versi.

 

 

 

Dal mio punto di vista, magari limitato eh, non ho mai concepito la cosa oltre la semplice definizione di una tendenza rispetto a un'altra, perciò ti chiedevo il senso dell'affermazione.

 

Ecco, io credo che essere omosessuale possa metterti nella condizione di sperimentare la vita di coppia da diversi punti di vista. Sessualmente, se si è versatili, si sperimenta sia il ruolo femminile di ricezione, e quindi si sa cosa significa essere penetrati e cosa si prova, sia quello maschile di dominanza. Socialmente, essendo due uomini o due donne, spesso non c'è una netta divisione di ruoli, per cui non ci si trova in situazioni tipo "tu pulisci perché sei donna", "tu paghi la cena e mi apri la portiera perché sei uomo". Bisogna continuamente scambiarsi, per cui alla fine se ne esce parecchio arricchiti. Non dico che non avvenga lo stesso anche nelle relazioni etero (penetrazione a parte), però diciamo che si è maggiormente portati verso la parità. Ovviamente escludo dal discorso le coppie gay che si danno dei ruoli fissi.


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"How did it go so fast", we'll say as we are looking back.


#224 Nehelamite

Nehelamite

    Parcere subiectis et debellare superbos

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Inviato 18 ottobre 2018 - 06:52

Allora, rispondo a tutti ma senza usare la multi-citazione, che sono impedito :D

 

@Nehelamite:

 

Ci vorrebbe un papiro per risponderti. Diciamo che nel contesto della discussione intendevo dire che è difficile per un etero capire cosa significhi essere omosessuali rispetto al contesto sociale, soprattutto nel periodo della crescita e dell'adolescenza.

Le domande che mi pongo in relazione all'essere omosessuali toccano diversi campi. C'è quello religioso, di cui abbiamo abbondantemente parlato, e penso si sia capito che non è facile viversi il proprio orientamento se ci instillano il dubbio che sia qualcosa che va contro Dio, la natura, ecc. Pensare che, se esiste un regno dei cieli, Dio non mi ci voglia dentro perché ho delle preferenze sessuali non è certo il massimo.

 

A livello di sviluppo psico/sessuale, mi chiedo come si sviluppi l'omosessualità, c'è chi parla di blocco nella fase fallica, chi di patologia ecc. Diciamo che fino alla decisione unanime dell'ordine dei medici di non considerarla una patologia, c'erano diverse visioni.

 

Freud affermava che non era né un vizio, né una malattia, né una cosa di cui vergognarsi, ma che si trattava di un arresto nello sviluppo sessuale, e che la terapia poteva servire o a far sì che la persona evolvesse alla fase successiva, approdando quindi all'eterosessualità, oppure che si accettasse completamente come gay, eliminando le eventuali nevrosi al riguardo. In ogni caso Freud parlava di una bisessualità innata in ognuno di noi, che poi evolveva in eterosessualità. Disse anche, cito: «Secondo la psicoanalisi anche l'interesse sessuale esclusivo dell'uomo per la donna è un problema che ha bisogno di essere chiarito e niente affatto una cosa ovvia da attribuire a un'attrazione fondamentalmente chimica.». 

 

Altri, come Charcot, credevano fosse una tara e la consideravano malattia. Altri ancora parlano di fissazione allo stadio narcisistico.

 

Jung disse: "La facilitazione morale dell'omosessualità dovrebbe essere vivamente favorita come mezzo anticoncezionale... Credo che disconosciamo i meriti biologici che gli omosessuali acquistano con il loro desiderio di sedurre. In realtà, essi meritano un po' della santità dei monaci".

 

Isay, psicoanalista autore di "Essere omosessuali", dice che i gay semplicemente nella fase edipica erotizzano il genitore dello stesso sesso anziché l'altro.

 

In mezzo a tutto questa varietà di opinioni, mi sono fatto l'idea che quasi tutte possano essere valide a seconda della situazione e dell'individuo. Credo ci siano omosessuali "di ripiego", che hanno paura della donna o sono intrinsecamente misogini, così come ci sono quelli per cui l'omosessualità e frutto di un trauma, ci sono i bisessuali, ci sono i gay che sono più verso la transessualità, e ci sono anche, e secondo me sono la maggioranza, quelli che hanno semplicemente questo orientamento (Gesù direbbe "sono nati così dal ventre della madre"). Comunque la si guardi, a parità di condizioni alcuni diventano omo e altri no, quindi non si può fare nessun tipo di collegamento oggettivo tra una situazione specifica e l'insorgere dell'omosessualità. Ci sono uomini che sono stati violentati che non diventano gay, ci sono misogini eterissimi (Trump, mi senti?).

 

Poi c'è il discorso dell'anima, delle vite passate, del perché uno senta di avere una sensibilità femminile piuttosto che maschile, e così avanti. Insomma, per me l'essere omosessuali è una cosa da esplorare per tantissimi versi.

 

 

Quella di Jung sembra più una battuta, ma capisco dove voleva andare a parare :D
Interessante il discorso che hai fatto citando Freud e la fase edipica, uno dei nodi che molti detrattori a digiuno di psicologia si limitano a tirare in ballo come "prova" della devianza dell'omosessualità, quando invece lo stesso Freud diceva tutt'altro - uno psicologo in generale dovrebbe astenersi da giudizi morali di sorta.

 

Anche il discorso poi sulla bisessualità innata. Su questo punto si è molto discusso sul forum, così come altrove, partendo addirittura dall'antica Grecia/Roma dove "un po' tutti erano bisex" e non si facevano problemi sia con un sesso che con l'altro.

Credo che se questo è vero, anche se si tratta di una semplificazione estrema, molto si deve attribuire anche alla cultura d'origine: se duemila anni fa l'omosessualità era ritenuta una cosa normale (fatta eccezione che per certi filosofi/pensatori della tarda romanità) e praticata "un po' da tutti" come si usa dire, significa che forse nello sviluppo dell'orientamento sessuale la componente culturale non è da sottovalutare, accanto a quella psicologica "propriamente" detta.

 

Oggi certamente si è più "liberi" anche rispetto al tempo, però c'è anche una categorizzazione assai più netta fra omosessuali/etero/bisex e la cosa non può non influenzare lo sviluppo psico-sessuale, pure prima che il bambino venga direttamente a conoscenza dell'esistenza di queste divisioni.

A liberare l'omosessualità dalla condizione di *vizio* (se non addirittura di malattia o devianza) nell'opinione comune e darle, diciamo, una dignità emotiva che nei secoli passati probabilmente mancava, debbo ipotizzare sia stata la rivoluzione sessuale qualche decennio fa - questo, intendo, forse anche agli occhi degli stessi omosessuali.

 

 

 

 
 
Ecco, io credo che essere omosessuale possa metterti nella condizione di sperimentare la vita di coppia da diversi punti di vista. Sessualmente, se si è versatili, si sperimenta sia il ruolo femminile di ricezione, e quindi si sa cosa significa essere penetrati e cosa si prova, sia quello maschile di dominanza. Socialmente, essendo due uomini o due donne, spesso non c'è una netta divisione di ruoli, per cui non ci si trova in situazioni tipo "tu pulisci perché sei donna", "tu paghi la cena e mi apri la portiera perché sei uomo". Bisogna continuamente scambiarsi, per cui alla fine se ne esce parecchio arricchiti. Non dico che non avvenga lo stesso anche nelle relazioni etero (penetrazione a parte), però diciamo che si è maggiormente portati verso la parità. Ovviamente escludo dal discorso le coppie gay che si danno dei ruoli fissi.

 

 

Ti dirò: io sono una persona fondamentalmente e irrimediabilmente pigra, in ogni ambito della vita compreso quello sessuale, per cui non disdegno di starmene a pancia all'aria, bello comodo, lasciando il lavoro alla donna :asdsi:

Se si lamentano, la prossima volta, userò la scusa della parità dei diritti e del mescolamento dei ruoli :D

Poi non saprei, le mie relazioni non son mai durate molto e quindi non saprei dire se nel concreto, che so, della convivenza o del matrimonio, arriverei ad assegnare ruoli fissi... di certo, sempre per pigrizia, lascerei che sia lei a pulire, portare fuori la spazzatura ecc, però non mi lamenterei se oltre alle mie (risicate) entrate, si aggiungessero quelle, per dire, di un'avvocatessa o di una dottoressa. Sono opportunista nell'animo.

 

E questo è forse uno dei motivi per cui le mie relazioni non sono mai durate tanto :rotfl: oltre al mio rifiuto patologico di accasarmi :asdsi:


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#225 Ombra gitana

Ombra gitana

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Inviato 19 ottobre 2018 - 06:31

Tanto per contribuire, come posso, alla confusione.

Ieri sera ero a cena con amici - con relative donne al seguito - e il discorso alla fine è caduto  (allegramnte) sulle nostre abitudini e attitudini "sentimentali", vale a dire facoltà di accoppiamnto.

Uno di loro, chiamiamolo Andrea, era riconosciuto come scopatore seriale: la sua compagna confermava, nel senso che ammetteva di essere stata travolta dal fascino di Andrea l'anno scorso, subito dopo averlo conosciuto, "senza nemmeno sapere il perché", lei che "non ci pensava nemmeno".

Al tavolo della cena era presente anche la sorella di Andrea, che aggiungeva il carico da undici, raccontando le conquiste adolescenziali e giovanili (a sua conoscenza) del fratello.

Il fatto è che tutti noi conosciamo Andrea, e tutti ne abbiamo un'opinione che non contempla alcun genere di fascino: un uomo banale, bonaccione, grossolano, servizievole e cerimonioso ai limiti del ridicolo.

 

Data la confidenza - e il vinello rosso - che caratterizzavano la serata in allegria, tutti ci siamo concentrati sull'incomprensibile perché dei suoi successi seriali, chi proponendo l'ipotesi che lui scegliesse donne sceme come lui, chi mettendo in dubbio l'effettiva congiunzione carnale - "tutte cazzate, di' la verità, sei andato sempre in bianco".

Al che Andrea si sente in dovere a un certo punto di contribuire alla soluzione del mistero riferendo quello che gli disse una delle sue donne, cioè che lui ha una psicologia femminile, cioè che le donne si sentono rassicurate da lui perché lo avvertono come una donna, cioè passivo, inoffensivo e "sentimentale" - ovvero quello che io prima definivo "servizievole e cerimonioso". Tiè.

 

Dopo di che, ovviamnte, tutti ci siamo messi a contare il tasso di femminilità di ciascuno, partendo dal fatto che obiettivamnte noi altri tre eravamo incomparabilmente più belli, bravi, dotati di virtù civili e incivili, e soprattutto di vizi capitali, rispetto a lui (e pure più simpatici), ma in vent'anni nessuno aveva collezionato tanti trofei quanti ne poteva vantare lui in una sola stagione turistica. Nemmeno il mio miglior amico, che è una specie di sosia di George Clooney, un aviatore poi diventato marinaio, ed è così perfetto che si compra i vestiti ai grandi magazzini e gli stanno bene senza nemmeno rifare un orlo - che dio lo fulmini - oltre ad essere intelligente, colto e in grado sia di citare Omero a memoria, sia di raccontare barzellette zozze in romanesco fluente.

 

C'è una morale a tutto questo?

Boh, se c'è non me la ricordo, il vinello rosso vincit omnia.

So che ci siamo salutati volendoci bene, tutti mischiati, uomini e donne.

Mentre i gatti guardavano, infastiditi, ma seduti compostamnte in fila sul muretto.


<p>Storie diverse per gente normale, storie comuni per gente speciale

#226 malia

malia

    malia

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Inviato 19 ottobre 2018 - 07:21


C'è una morale a tutto questo?

Si: che ci dovresti presentare Clooney aviatore marinaio.



#227 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 19 ottobre 2018 - 07:45

Si ma Andrea era omosessuale? Non ho mica capito eh.

#228 purple

purple

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Inviato 19 ottobre 2018 - 08:02

Si ma Andrea era omosessuale? Non ho mica capito eh.

 

 

Da quel che ho capito è uno di quelli "dall'animo sensibile" che poi sotto sotto son molto più pericolosi degli altri.



#229 Ombra gitana

Ombra gitana

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Inviato 19 ottobre 2018 - 08:11

Si: che ci dovresti presentare Clooney aviatore marinaio.

 

Se non sai cazzare la scotta, non hai chanches.

 

Però se fumi puoi avere una possibilità: lui ha smesso da un anno, quindi sarebbe pronto a baciarti subito, pur di assorbire un po' di nicotina usata.

 

 

Si ma Andrea era omosessuale? Non ho mica capito eh.

 

Nemmno lui, ma nel frattempo scopa.


<p>Storie diverse per gente normale, storie comuni per gente speciale

#230 Furor

Furor

    Cave Canem

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Inviato 19 ottobre 2018 - 08:13

Da quel che ho capito è uno di quelli "dall'animo sensibile" che poi sotto sotto son molto più pericolosi degli altri.


Si ma.. Gli omosessuali?

Anch'io ho delle storie. (e te pareva, bisbigliarono).

M. mi fece il mio primo piercing al naso, di nascosto da tutti, almeno per un quarto d'ora. Era bellissimo. O bellissima. Non avevo ancora chiara la distinzione, a undici anni. Ma era fantastico. Una storia breve, avrei, che non finisce col lieto fine, come ogni storia vera.

#231 purple

purple

    Nuovo Utente

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Inviato 19 ottobre 2018 - 08:51

 

Nemmno lui, ma nel frattempo scopa.

 

 

Questione di scopi appunto. Cosa se ne farà di tutti quei trofei... 

 

 

Si ma.. Gli omosessuali?

Anch'io ho delle storie. (e te pareva, bisbigliarono).

M. mi fece il mio primo piercing al naso, di nascosto da tutti, almeno per un quarto d'ora. Era bellissimo. O bellissima. Non avevo ancora chiara la distinzione, a undici anni. Ma era fantastico. Una storia breve, avrei, che non finisce col lieto fine, come ogni storia vera.

 

Beh, ma racconta racconta. Dai!



#232 silvya

silvya

    kkkhhh??

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Inviato 24 ottobre 2018 - 04:09

Allora, rispondo a tutti ma senza usare la multi-citazione, che sono impedito :D

 

 

Ecco, io credo che essere omosessuale possa metterti nella condizione di sperimentare la vita di coppia da diversi punti di vista. Sessualmente, se si è versatili, si sperimenta sia il ruolo femminile di ricezione, e quindi si sa cosa significa essere penetrati e cosa si prova, sia quello maschile di dominanza. Socialmente, essendo due uomini o due donne, spesso non c'è una netta divisione di ruoli, per cui non ci si trova in situazioni tipo "tu pulisci perché sei donna", "tu paghi la cena e mi apri la portiera perché sei uomo". Bisogna continuamente scambiarsi, per cui alla fine se ne esce parecchio arricchiti. Non dico che non avvenga lo stesso anche nelle relazioni etero (penetrazione a parte), però diciamo che si è maggiormente portati verso la parità. Ovviamente escludo dal discorso le coppie gay che si danno dei ruoli fissi.

quando avveleni le formiche è perché sono entrate nello zucchero non perché sono fuori al giardino dove dovrebbero essere. molte colpe come mandare in guerra gente contro altra gente non si cancellano. DIO combatte satana <cit.
​se la bibbia non fosse il perfetto strumento di manipolazione della morale che non tutti dovrebbero avere potrei anche concordare ma la vita di coppia è molto meno sacra come la vita in genere, nel senso che uomo e donna o coppie in genere non dovrebbero essere giudicati dal di fuori


bhl-eah


#233 G.a.b.r.i.e.l

G.a.b.r.i.e.l

    Utente ragionevole

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Inviato 04 novembre 2018 - 01:30

La frase "dio è amore" non credo che la capirò mai.


Come probabilmente saprai, io sono un ateo gnostico perciò adatto a spiegare tale mistero. Divinità che è amore, è una contraddizione in termini ma per fortuna nel testo originale dio manca, c'è solo amore, e ci siamo noi umani. Il senso originario dunque sarebbe che la nostra natura è amore ovvero siamo nati per amare, "come in cielo così in terra", ovunque nell'universo infinito. Il famoso "regno" non è altro che una civiltà evoluta dove ognuno ha già scoperto la propria vera natura, ed è uno stato d'essere interiore che poi si rispecchia anche all'esterno, nell'organizzare la società secondo i principi dell'amore senza condizioni e non più guerra o competizione come accade nelle tribù primitive. Amare però, non è facile finché non si raggiunge un certo livello di coscienza, per questo motivo furono inventate religioni. Queste dovevano aiutare l'uomo di questo pianeta a progredire "nello spirito" (cioè: interiormente), un passo alla volta progressivamente altrimenti ogni brusco salto in avanti imposto dall'esterno avrebbe vanificato evoluzione di un individuo tramite l'esperienza diretta, l'unico "metodo" valido duraturo ed efficace. Nelle "sacre" scritture dei vari popoli e razze si trovano consigli, e a volte comandamenti, che avevano lo scopo di avvicinare gli esseri umani al concetto della coscienza la quale successivamente doveva guidarli nella gestione autonoma e di qualità di questo mondo. Pare ovvio che le istruzioni date migliaia di anni fa tramite un Mosè risultano obsolete per noi come le istruzioni date oggi tramite Rael risulterebbero fantascientifiche e utopiche per gli umani vissuti nei millenni precedenti - ad ogni epoca il suo profeta l'inviato e ambasciatore degli Elohim. Non si può pretendere di scrivere "messaggi universali" i quali andranno bene ai trogloditi cannibali e agli scienziati dell'era dell'Acquario. Quello che aiuta noi non aiuta loro e quello che aiuta loro non aiuta noi. Ordunque, se in alcuni scritti antichi troviamo divieti strani e incomprensibili - è perché avevano una loro logica nel contesto specifico, sempre che certe rivelazioni non siano state manipolate, da sedicenti sacerdoti abusivi non autorizzati dalla sorgente cosmica locale.
 

Ne ho parlato una volta in privato con Cimy (che il Signore l'abbia in gloria) che non era affatto d'accordo con me, ma io reputo che a Dio non interessi minimamente chi fa sesso con chi, sempre se si tratta di adulti consenzienti, ovviamente.


Al creatore interessa la felicità della creatura, e la felicità della creatura dipende dalla qualità della vita della creatura, che a sua volta dipende dalla sincerità e dalla profondità dell'esperienza dell'amore della creatura. Se il creatore si limitasse a dire un generico "fai quello che vuoi", che Padre sarebbe? Il suo ruolo di educatore non viene meno perché noi siamo dotati di libero arbitrio, la sorgente cosmica locale conosce le conseguenze a lungo termine di questo o quel comportamento umano più o meno deleterio ed è il suo "dovere" (o piacere) avvertire la popolazione la quale spesso non si rende conto, in tempo, di un pericolo nascosto e non palese. Gli umani che oggi seguono un Mosè un Muhammad o un Yahshua, avendo mentalità dei nostri antenati sono in armonia con il passato dunque in disarmonia con il presente, ma se ciò per loro non rappresenta alcun problema chiaro che dovrebbero attenersi a quanto insegnato da Mosè Muhammad Yahshua e non a quanto dichiarato dalla scienza più o meno ufficiale o veritiera, evidentemente in quel contesto ormai obsoleto i rapporti omosessuali influenzano negativamente o bloccano lo sviluppo della coscienza superiore (non ho idea è un ipotesi random) oppure era un test di fiducia come quello del sacrificio di Isacco per Abramo, anche considerando il target del culto giudeo-cristiano-talebano; "non sono i sani che hanno bisogno del medico, non sono venuto per i giusti sono venuto per chiamare i peccatori" alla conversione. Peccatori = criminali, e forse la mente del delinquente - essendo malata non è pronta per determinate esperienze complesse, soprattutto dal punto di vista sociale, come i rapporti omosessuali.






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