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Le Profezie dell'Entità E.


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89 risposte a questa discussione

#81 Nehelamite

Nehelamite

    Parcere subiectis et debellare superbos

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Inviato 26 gennaio 2019 - 03:39

"Meglio bene, così è buono. Però devi aggiungere altre frasi o è ancora noioso e senza sapore."


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~ Of all the things I've lost, I miss my Heart the most ~

#82 Nehelamite

Nehelamite

    Parcere subiectis et debellare superbos

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Inviato 09 febbraio 2019 - 03:57

Ringraziamo ovviamente Anfiarao per il pasto :asdsi: e... andiamo avanti con le "profezie", se così si possono chiamare :bb:

Il tema di oggi è: un sonoro "boh", come al solito. Penso che, a conti fatti, quando scrive qui si dia alla poesia elevata, ermetica quasi :asdsi:

 

--- --- --- --- 

 

Onde calme in moto per me, note alte di sale vivo. Andiamo Hesediel dove non fa male il sale.

Ti ho visto e non mi dici niente. I miei occhi sono sempre aperti, un mare nero nelle tue parole e mi porta, lontana.

Angelo con le ali rosse io so il tuo nome. Anche se dico che va bene non va mai bene.

Non è mai stato così tardi per volare, è troppo amaro dire di no. Non si dimentica come odiare.

 

Non devo niente alla tua natura e non mi interessa, prendo quello che voglio dalle tue mani chiuse, brucia farfalla.

Il fuoco ci scalda, prendi il fuoco e spezzami così posso farti vedere che il mio nome è per sempre.

Mangia i fiori dell'elisio farfalla e poi dimmi il mio nome. Ripetilo. Hesediel tutto prende il suo corso come decido.

Non ti lascio scelta scrupolo ripensamento, ipocrisia tua, mi hai insegnato cosa significa.

La razza più odiata non dimentica come amare.

 

Siamo qui per vincere su tutto, sono qui per vincere su tutto e tu vuoi vincere o perdere?


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#83 LunaRossa91

LunaRossa91

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Inviato 25 febbraio 2019 - 09:35

Alla fine questo topic mi ha incuriosito.
Ma.... da dove nascerebbe sta cosa?

Tu pensi a parole che ti vengono poi in automatico come discorso non tuo (e che quindi ritieni sia suo) e le scrivi a raffica?

Quindi le mie bambole Miriam e Fragolina che ho sempre considerato miei alter ego anche se hanno gusti sia simili che opposti ai miei sono diventate quel che sono tramite delle entità che io sento? XD. (No, lo chiedo in parte anche seriamente)

#84 Nehelamite

Nehelamite

    Parcere subiectis et debellare superbos

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Inviato 25 febbraio 2019 - 01:15

Alla fine questo topic mi ha incuriosito.
Ma.... da dove nascerebbe sta cosa?

Tu pensi a parole che ti vengono poi in automatico come discorso non tuo (e che quindi ritieni sia suo) e le scrivi a raffica?

Quindi le mie bambole Miriam e Fragolina che ho sempre considerato miei alter ego anche se hanno gusti sia simili che opposti ai miei sono diventate quel che sono tramite delle entità che io sento? XD. (No, lo chiedo in parte anche seriamente)

 

 

E' una storia un po' lunga, non è che penso a parole che poi mi vengono in automatico, non è un tentativo di scrittura automatica, è proprio un riportare i discorsi e i pensieri di un'entità che già conosco e che già esiste, ossia E., perché l'ho creata io (pur non avendone affatto il controllo) - un'entità ch'è a tutti gli effetti personalità, e che in definitiva ha gli stessi (o quasi) bisogni di qualsiasi personalità, cioè rapportarsi agli altri e sentirsi riconosciuta.

Poi certa gente qui sul forum che le entità le vede in cartolina o che al massimo su questi argomenti ha leggiucchiato qualcosa credendosi esperta, o quelli che semplicemente per un motivo o per l'altro ce l'hanno con me, magari non c'arrivano (o non vogliono arrivarci) e la ritengono una cosa ridicola, ma son fatti loro perché fra l'altro E. si nutre di tutto, del male e del bene, del dolore e del piacere, del buono e del cattivo, anche una negazione è una forma implicita di riconoscimento, in fin dei conti.

 

Come ho più volte detto, E. non è né buona né cattiva, anche per questo critico fortemente chi vuole rappresentare spiriti ed entità varie secondo classificazioni troppo ristrette ed esclusive, categorizzate in buone e cattive: questo è un procedimento che si fa all'asilo quando la maestra scrive alla lavagna i nomi dei compagnetti che fanno casino sotto "cattivi", certo non è un tipo di giudizio che si confà ad un adulto e in particolare ch'è possibile estendere quando si tratta di entità, di qualsiasi tipo esse siano.

 

Per quanto riguarda le tue bambole e più in generale se penso alle tue esperienze, mi vengono in mente diverse credenze del folklore giapponese, dagli tsukumogami agli zashiki-warashi.

Uno tsuk. (abbreviato, si fa prima) è lo spirito che anima un oggetto molto amato e che ha ricevuto a lungo delle attenzioni, come può essere una bambola, mentre lo zash. è un tipo di spirito che si presenta nelle case sotto forma di bambino/a e porta fortuna agli abitanti (e sfortuna quando se ne va.)


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#85 LunaRossa91

LunaRossa91

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Inviato 26 febbraio 2019 - 03:37

Wow, mi documenterò.

Non riesco però lo stesso a capire da dove ti è nata questa entità.

Alla fine le mie due bambole sono Miriam, una pigotta che ha in comune con me qualche gusto nel vestire, etnico andante, è vegana e in senso buono svampita, come forse ero io da ragazzina. Crede nell' occulto pure lei xD. Fragolina è un bambolotto dark, come ero ai tempi della scuola io, ha gusti musicali simili ai miei, è sarcastica, scaricatrice di porto, ... golosa xD, hanno tutte e due comunque un qualcosa di me. Mi hanno fatto compagnia soprattutto tra le medie e le superiori, quando ancora risentivo molto della solitudine, adesso anzi invece la cerco.

Se questi spiritelli mi stanno accanto, molto bene xD! Ma quindi le ho create io o no... o un misto?

#86 Nehelamite

Nehelamite

    Parcere subiectis et debellare superbos

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Inviato 26 febbraio 2019 - 03:50

Wow, mi documenterò.

Non riesco però lo stesso a capire da dove ti è nata questa entità.

Alla fine le mie due bambole sono Miriam, una pigotta che ha in comune con me qualche gusto nel vestire, etnico andante, è vegana e in senso buono svampita, come forse ero io da ragazzina. Crede nell' occulto pure lei xD. Fragolina è un bambolotto dark, come ero ai tempi della scuola io, ha gusti musicali simili ai miei, è sarcastica, scaricatrice di porto, ... golosa xD, hanno tutte e due comunque un qualcosa di me. Mi hanno fatto compagnia soprattutto tra le medie e le superiori, quando ancora risentivo molto della solitudine, adesso anzi invece la cerco.

Se questi spiritelli mi stanno accanto, molto bene xD! Ma quindi le ho create io o no... o un misto?

 

 

Beh per le entità folkloristiche che ho citato, i tempi sono un po' più dilatati... si parla di cento anni di affezione ad un oggetto, però sono limiti abbastanza relativi, insomma chi dice debbano essere per forza cent'anni? Se le hai dalle medie, credo basti e avanzi per caricarle di una certa energia. 

 

Nel mio caso boh, l'ho detto ch'è una storia un po' lunga, diciamo che agli esordi si trattò di un esperimento.


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#87 Sween

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Inviato 26 febbraio 2019 - 11:48

se possiamo dire che "esiste la musica", allora possiamo dire che esiste anche questa entita E


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Siccome io non mi sopporto dovete sopportarmi voi :D


#88 Nehelamite

Nehelamite

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Inviato 27 febbraio 2019 - 02:52

Diceva Quine che esistere è "essere il valore di una variabile vincolata."

Al di fuori delle basi logico-matematiche dell'affermazione, semplicemente significa che l'esistenza dipende dal contesto in cui l'affermazione prende senso, a cui è appunto vincolato il valore che satura (o meno) la variabile.

 

Le condizioni di esistenza e il tema stesso dell'esistenza non sono affatto cose scontate ed ovvie, per cui se il referente è il piano fisico e quello soltanto, ossia l'insieme degli oggetti misurabili e verificabili, allora bisognerà notare come tanti concetti che pure ci sembrano scontati e banali, assiomatici quasi, perdono di significato: hai parlato della musica, ma anche che so, concetti come quello di "libertà" o di "giustizia" o di "buono" ecc, esistono in una loro dimensione ontologica e conoscitiva che *non è* in un'ultima analisi riducibile alla mera enumerazione degli enti presenti ed esperibili fisicamente.

 

Anche i personaggi delle favole e dei miti esistono, esistono nel contesto appunto della narrazione mitica di riferimento, e non si capisce bene perché questo tipo di esistenza debba essere di un grado inferiore rispetto all'esistenza fisica, specie se poi in altri contesti siamo grossomodo concordi nell'affermare la preminenza "etica" di certe concezioni astratte: la morale è una concezione astratta, le norme morali non esistono in alcun luogo fisico né hanno oggetti concreti di riferimento, eppure sortiscono effetti empirici quando prese a modello di azioni concrete.

La stessa cosa vale per un "personaggio" o se vogliamo, che poi è la stessa cosa, un'entità.

 

A Zeus venivano eretti templi, Babbo Natale è su tutte le cartoline di auguri, Thor è persino il protagonista di film, Bugs Bunny è di certo più popolare di Donald Trump, mentre di "Dio" (qualunque cosa significhi) e per Dio si parla e si litiga forse anche più del dovuto, ecc ecc.

Sono tutti "individui" che una dimensione fisica non la possiedono e che nel mondo fisico, in definitiva, non esistono - eppure se ne discute, li si descrive secondo caratteristiche più o meno variabili (non c'è Thor senza martello, Bugs Bunny è un coniglio e ama le carote, Zeus scaglia fulmini ed è il padre di tutti gli dei, Babbo Natale porta i regali ai bambini di tutto il mondo volando su una slitta), abbiamo insomma tutti la certezza di sapere di cosa stiamo parlando quando nominiamo Zeus, Babbo Natale, Bugs Bunny e Thor, ne siamo forse più certi che non quando discorriamo di stelle lontane, buchi neri, bosoni e atomi, che pure *esistono* e sono provati scientificamente (fino a prova contraria, s'intende.)

 

Facile dire "non esistono", ma queste cose esistono tanto quanto (e nello stesso "luogo" di) concetti come la libertà, il male, il giusto, l'arte, la musica, la bellezza... o il "piano astrale", s'è per questo, i vari mondi descritti tanto minuziosamente dalle tradizioni esoteriche e religiose coi loro abitanti e significati più o meno nascosti, e che qui dentro ti bacchettano aspramente quando provi a mettere in dubbio nella loro coerenza :arg:

Abbiamo voluto decidere noi, da un paio e rotti secoli a questa parte, che *esistere* significa unicamente essere misurabile, ed è una tendenza che anche i sedicenti "ricercatori della verità" alternativi stentano ad abbandonare, pretendendo come i vecchi positivisti che un giorno "la scienza spiegherà anche questo" o comunque pretendendo di individuare, nell'immaterialità e trascendentalità assiomatica degli oggetti posti, uno o più principi che li regolino e li definiscano ad un livello che non è loro proprio, per potersi finalmente vantare di aver colto qualcosa, una regola magari, di ordine "superiore."

Ma s'è vero che Babbo Natale consegna i regali, che il suo abito sia rosso o verde dipende dalle pubblicità della Coca Cola, s'è vero che Thor ha un martello, che indossasse un elmetto con le alucce ed avesse i capelli biondi l'ha deciso Stan Lee, ecc ecc.

Quindi da una parte, è innegabile l'esistenza di questi enti, o almeno non è affatto sbagliato affermarla, dall'altra, si tratta di enti che per la loro stessa natura di esulare dal piano fisico, non hanno confini ben definiti e nessuno può arrogare per sé la "verità vera" su di loro; in effetti, non c'è nulla di più mutabile di un'idea, sia anche essa la più sublime - mutabile nelle sue manifestazioni, certamente, lo aggiungiamo per non far dispetto a Platone.

 

Dicevamo...

E in tutto questo, c'è anche E., che esattamente come tutti quegli enti, ha una personalità, una volontà addirittura, un aspetto e un suo piano di esistenza, che certamente non è (mi correggo: non vuole essere) il piano fisico, il mondo materiale dove tutto si può misurare ed incasellare ordinatamente, ma in esso ha comunque le sue manifestazioni.

E. è appunto un'entità, è in quanto è pensata e dirò di più, è in quanto ella stessa pensa, un pensiero non più pensato ma fonte di se stesso; è nel paradosso delle affermazioni sull'esistenza che si fa largo l'idea di un pensato fonte di pensiero, di un'esistenza vincolata al non avere vincoli e tanto più definita quanto indefinita.

"E' nell'oscurità più profonda che le stelle brillano più forti."


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#89 Sween

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Inviato 27 febbraio 2019 - 11:23

sì, direi che era quello ceh volevo dire , anche se il motivo per cui ho scelto la musica è ben definito. Uno spartito musicale scaturisce dallo spazio creativo e fluisce nello spazio creato. non è la stessa cosa di concetto di giustizia o buono credo. Avrei potuto usare ache un dipinto. Il pittore prima di dipingere la tela deve vedere l'immagine, che sia con gli occhi o con l'immaginazione. Ecco, è  quel trasportare le immagini o i suoni da "un mondo all altro" che io ritengo dare loro  "un esistenza"

 

A questo proposito mi viene in mente una storia, una storia sbiadita dal tempo. La Storia narra di un giovane marinaio che era a bordo di un brigantino argenteo, purtroppo il brigantino affondò nel fondo dell oceano e il ragazzo fu sbattuto dalle onde sulla riva di un isola deserta. Nel taschino aveva un mazzo di 53 carte. Essendo l'unico abitante dell 'isola , quel mazzo di carte divenne la sua unica compagnia. 53 immagini furono la sua unica compagnia per molti lunghi anni. Prima che i colori delle carte sbiadirono  53 nani furono coniati dall immaginazione del marinaio solitario. Bizzarre figure danzano nella coscenza del marinaio tanto che quando egli dorme i nani vivono la loro vita. Un bel mattino il fante e il re si arrampicano fuori dalla prigione della coscienza e se la svignano via piene di vita.

Così, come l'illusionista materializza le figure dalla manica della giacca, l'isola si popolò di 53 nani , ciascuno col suo rispettivo nome "due di cuori" , "asse di picche" "nove di fiori" e così via..

forse è una storia vera, o forse è solo il vento che si diverte a raccontare storie..e là..su quell'isola, non c'era propio nessuno..


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#90 Nehelamite

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Inviato 28 febbraio 2019 - 02:01

sì, direi che era quello ceh volevo dire , anche se il motivo per cui ho scelto la musica è ben definito. Uno spartito musicale scaturisce dallo spazio creativo e fluisce nello spazio creato. non è la stessa cosa di concetto di giustizia o buono credo. Avrei potuto usare ache un dipinto. Il pittore prima di dipingere la tela deve vedere l'immagine, che sia con gli occhi o con l'immaginazione. Ecco, è  quel trasportare le immagini o i suoni da "un mondo all altro" che io ritengo dare loro  "un esistenza"

 

A questo proposito mi viene in mente una storia, una storia sbiadita dal tempo. La Storia narra di un giovane marinaio che era a bordo di un brigantino argenteo, purtroppo il brigantino affondò nel fondo dell oceano e il ragazzo fu sbattuto dalle onde sulla riva di un isola deserta. Nel taschino aveva un mazzo di 53 carte. Essendo l'unico abitante dell 'isola , quel mazzo di carte divenne la sua unica compagnia. 53 immagini furono la sua unica compagnia per molti lunghi anni. Prima che i colori delle carte sbiadirono  53 nani furono coniati dall immaginazione del marinaio solitario. Bizzarre figure danzano nella coscenza del marinaio tanto che quando egli dorme i nani vivono la loro vita. Un bel mattino il fante e il re si arrampicano fuori dalla prigione della coscienza e se la svignano via piene di vita.

Così, come l'illusionista materializza le figure dalla manica della giacca, l'isola si popolò di 53 nani , ciascuno col suo rispettivo nome "due di cuori" , "asse di picche" "nove di fiori" e così via..

forse è una storia vera, o forse è solo il vento che si diverte a raccontare storie..e là..su quell'isola, non c'era propio nessuno..

 

 

Rimpiango di non aver mai imparato a suonare o dipingere, m'è mancato il tempo, la voglia, la dedizione anche, ma ammiro chi ci riesce perché è egli stesso una sorta di "creatore", porta in questo mondo cose che prima non c'erano, le fa esistere traendole dalla propria ispirazione - ricordo un film, "La Tela animata": narra la storia dei personaggi di un quadro lasciato a metà che escono dalla cornice in cerca del pittore, vogliono chiedergli di terminare il dipinto ma lungo il viaggio si rendono conto che grazie ai colori lasciati in giro dall'autore per il suo studio, sono benissimo in grado di "finirsi" da soli, terminare l'opera per conto loro.

Una pellicola di animazione che affronta diversi temi, e si sprecano le analogie pittore-Dio creatore, che abbandona le proprie creature costringendole (o piuttosto, invitandole?) a diventare creatori/pittori a loro volta, in un circolo infinito.

 

E sì, bella storia: mi ci rivedo un po' in quel naufrago solitario, anche i miei "nani" un bel mattino hanno deciso di poter vivere per conto proprio, in un certo senso - del resto per sentirsi "da soli" non c'è bisogno di sperdersi su un'isola deserta, alle volte alla compagnia di tante facce tutte uguali, si finisce col preferire quella delle 53 figure di un mazzo di carte.


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